Goldfinger/Miss, una Venere Pop di Mario Cèroli - Macro (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 30 Novembre 2016 

Al Macro il restauro di Goldfinger/Miss, una Venere ritrovata tra arte Pop e citazioni dal Rinascimento ad opera della fondazione Paola Droghetti. Al centro la riconsiderazione di Mario Cèroli e dell'arte a Roma negli anni Sessanta con l'impegno di una Fondazione dedicata al Mecenatismo e alla divulgazione.

 

La Fondazione Paola Droghetti ha presentato il restauro dell'opera in occasione dell'esposizione della stessa al Museo Macro di Roma contestualmente ad una mostra sugli anni Sessanta nella Capitale.
La Fondazione nasce nel 1998 l'anno seguente alla scomparsa della restauratore Paola Droghetti, nata a Ferrara e naturalizzata romana. Specializzata in dipinti ha lavorato a varie opere e si è misurata in diclversi generi come l'Arco di Costantino. La Fondazione nasce per volontà del marito Vincenzo Ruggieri e le figlie Alessia, Marzia e Clarissa specializzandosi sul restauro a 360 gradi, dai merletti ai dipinti. Grande esempio di mecenatismo a Roma, la Fondazione firma con il restauro della Venere in legno capitolina il quinto progetto con il Comune dopo "La Samaritano al pozzo", il "Pastore" di Arturo Martini, la Pendola del museo Napoleonico e un'opera del Museo Braschi. Per il 2017 in programma due progetti, rispettivamente al Museo Canonica di Villa Borghese i cui risultati saranno presentati a maggio prossimo e il restauro del Modello di Palazzo Poli (dov'è incastonata Fontane a di Trevi) con quattro borse di studio.
Venendo all'opera è interessante notare la sua appartenenza alla tendenza degli anni Sessanta che vedono in Italia la rielaborazione di modelli rinascimentali con citazioni dal patrimonio storico soprattutto rinascimentale appunto in modo originale diversamente da quanto avviene negli Stati Uniti dove l'ispirazione è legata al mondo industriale, dei consumi e del cinema. Nel caso dell'opera di Cèroli il segno riconoscibile è quello della Nascita di Venere di Botticelli che dipinse l'opera ispirata alla Venere pudica tra il 1482 e il 1485. Si tratta di sette sagome in legno sulla parte frontale dorate in omaggio al film "Goldfinger" ispirato al romanzo di Jan Fleming e fortunato episodio di James Bond Agente speciale 007 la cui immagine più diffusa era la ragazza uccisa con una vernice dorata che nel sonno l'aveva soffocata. Cèroli la rese di profilo e frontale rispetto all'immagine cinematografica e si è ricostruito che è databile 1964 quando l'artista, allora ventiseienne, stava acquisendo notorietà. Fu esposta l'anno seguente alla IX Quadriennale d'Arte a Roma a Palazzo Esposizioni.
L'uso del legno ha un valore etico importante per l'artista approdato a questa scelta (anche con una considerazione economica) dopo la sperimentazione di altri materiali. Il legno di pino russo che Cèroli acquistava in travi palate abbastanza rozzo simboleggia il valore della manualità e la considerazione dell'artista come artigiano del "saper fare", citazione della bottega medioevale e rinascimentale con una profonda tradizione nazionale in un periodo nel quale gli artisti usavano già molte procedure meccaniche e lavorazioni industriali. Nel corso della presentazione sono stati illustrati i lavori di restauro con l'uso molto avanzato del laser per la sua capacità fortemente selettiva.

Con l’occasione vale la pena una mostra negli spazi ariosi del MACRO dedicati appunto agli anni Sessanta nella Capitale dove all’ingresso incontriamo Pino Pasquali con il titolo spiritoso di “Bachi da Setola” della galleria Sargentini, protagonista di quegli anni insieme a La Tartaruga del panorama romano. Pino Pasquali – recensito su Saltinaria.it del quale abbiamo visitato la Fondazione a Polignano a mare (Bari) – fu una meteora nell’arte di quegli anni, pubblicitario oltre che artista come molti al tempo per i quali la Pop Art fu una forma mentis. Tra gli altri, intorno alle opere di Mario Cèroli, i quadri di Mario Schifano, Tano Festa, Luca Maria Patella, Gino Marotta, Giosetta Fioroni, Franco Angeli, Renato Mambor, Claudio Cintoli e Franco Lombardo.

Macro – Via Nizza 138 (piazza Fiume)

Goldfinger/ Miss" di Mario Ceroli e l'Arte a Roma negli anni '60
Sabato 26 novembre 2016
alle ore 11.00
Biglietto d'ingresso
Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili
Gratuito
Informazioni: Tel. +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)
Altre informazioni
Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Fondazione Paola Droghetti

Articolo di Ilaria Guidantoni

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