"Genesi", la Terra secondo Sebastião Salgado

Scritto da  Giovedì, 11 Settembre 2014 

Bianco e nero di geografie naturali e antropizzate, ma sono ritratti di uomini e donne ‘fuse’ con l’ambiente naturale che mostrano la continuità e quasi l’interscambiabilità delle specie viventi. Perfino impressionanti. Le immagini appaiono come opere d’arte, dipinti, disegni a china, riecheggiando molta pittura giapponese e, ancora una volta, mostrando la frontiera fluida tra natura e opera d’arte. Un messaggio di pace e di chiamata alle armi ad un tempo, di segnalazione dell’armonia che diventa sublime e di denuncia di violazione. Un maestro del tratto verrebbe da dire, più che dello scatto.

 

Le 245 immagini in bianco e nero suddivise in 5 sezioni compongono un viaggio unico alla scoperta del nostro pianeta all’interno del Palazzo della Ragione, nella piazzetta dei Mercanti, di fronte a Piazza Duomo a Milano. Un contrasto forte tra l’involucro e il contenuto, l’esterno e l’interno: la zona monumentale, affari, di traffico e di movimenti umani fa da scenario ad una mostra che pare un inno al silenzio, a paesaggi distesi e sconfinati, un invito a rallentare, dilatare per immergersi profondamente anche in quello che sembra un particolare insignificante. E’ questo il tratto distintivo della mostra, non i soggetti ritratti ma la capacità di cogliere e leggere qualcosa che a quasi ogni altro occhio non verrebbe neppure da immaginare. In mostra fino al 2 novembre 2014 (aperta il 27 giugno).

Genesi” di Sebastião Salgado, a cura di Lélia Wanick Salgado, è una mostra promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Civita, Contrasto e GAmm Giunti e ideata da Amazonas Images che ha comportato un processo lento e lungo di lavoro, di dieci anni. Oggi, soprattutto in una città come Milano, diventa un manifesto legato alla filosofia dell’Expo, un inno alla vita, al rispetto e alla sacralità delle creature. Il fotografo brasiliano a mio avviso esprime soprattutto nelle terre del sud, il suo talento, un’emozione che filtra forse anche per la grande abitudine a frequentare quei luoghi e per la possibilità di sostarvi a lungo e cogliere quello che uno sguardo fugace non può assaporare e restituire. La parte dedicata al Sud America, in particolare all’Argentina e al Brasile, alle geografie dei Tepui – le montagne dalla cima piatta, isolate da altre catene montuose – restituisce un’atmosfera palpitante eppure sospesa, rarefatta, distillata dalla meditazione. E’ lo sguardo a mio avviso più maturo, profondo e stilisticamente convincente, di Salgado.

Genesi” è suddivisa in cinque sezioni che ripercorrono le zone in cui Salgado ha realizzato le fotografie: Il Pianeta Sud; I Santuari della Natura; l’Africa; Il grande Nord; l’Amazzonia e il Pantanàl. Il percorso espositivo si alterna tra paesaggi con e senza esseri viventi e documentari di una vita umana inghiottita dalla natura o ad essa assimilata con riti di iniziazione di grande impatto per chi ormai vive in un ambiente completamente distaccato dalla legge della foresta. Tra le curiosità gli uomini di alcune zone indonesiane dove si sottolinea l’ambito simbolo, il gonnellino per le femmine e l’astuccio penico per i maschi; e le popolazioni che trasformano il proprio corpo con la scarificazione e la deformazione delle labbra e dei lobi delle orecchie.

Una parte del lavoro è rivolto agli animali che sono impressi nel suo obiettivo attraverso un lungo percorso di immedesimazione con i loro habitat. Salgado ha infatti vissuto nelle Galapagos tra tartarughe giganti, iguane e leoni marini, ha viaggiato tra le zebre e gli animali selvatici che attraversano il Kenya e la Tanzania rispondendo al richiamo annuale della natura alla migrazione. In particolare suggestivi gli scatti dedicati ai pinguini, alle balene e ai gabbiani che diventano opere d’arte, cogliendone dei particolari come nel caso della coda di una balena che tuffandosi in mare appare quale una farfalla posata sull’acqua.

Un’attenzione particolare è riservata anche alle popolazioni indigene ancora vergini: gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana; i Pigmei delle foreste equatoriali del Congo settentrionale; i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica; le tribù Himba del deserto namibico e quelle più remote delle foreste della Nuova Guinea. Salgado ha trascorso diversi mesi con ognuno di questi gruppi per poter raccogliere una serie di fotografie che li mostrassero in totale armonia con gli elementi del proprio habitat.

Il progetto di Palazzo della Ragione Fotografia va ad arricchire e integrare il programma espositivo del Comune di Milano. L’iniziativa è resa possibile grazie all’impulso e alla volontà dell’Amministrazione Comunale e alla collaborazione di Civita, Contrasto e GAmm Giunti.

Con questa mostra inauguriamo Palazzo della Ragione quale spazio dedicato in modo permanente ed esclusivo alla Fotografia – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo del Cornoe offriamo un contributo irrinunciabile all’approfondimento del tema di Expo 2015, che proprio a Milano interrogherà l’umanità intera sul futuro della sostenibilità per il nostro pianeta”.

Il messaggio di Genesi è infatti incredibilmente attuale oggi, nei mesi di preparazione dell’EXPO, mentre la città di Milano e il Paese riflettono sulla sostenibilità dei progetti energetici e sull’imprescindibile necessità di vivere in un rapporto più armonico con il nostro ambiente, a partire dal tema dell’alimentazione.

Sebastião Ribeiro Salgado nasce nel 1944 ad Aimorés, nello stato di Minas Gerais, in Brasile. A 16 anni si trasferisce nella vicina Vitoria, dove porta a termine gli studi superiori e inizia quelli universitari. Nel 1967 sposa Lélia Deluiz Wanick, cona la quale – dopo ulteriori studi a San Paolo - si trasferisce prima a Parigi e quindi a Londra, dove Sebastião lavora come economista per l’Organizzazione Internazionale per il Caffè. Nel 1973 torna insieme alla moglie a Parigi per intraprendere la carriera di fotografo. Lavora prima come freelance e poi per le agenzie fotografiche Sygma, Gamma e Magnum, per creare poi insieme a Lèlia la agenzia Amazonas Images, Sebastião viaggiando molto: si occupa degli indios e dei contadini dell’America Latina, poi della carestia in Africa verso la metà degli anni Ottanta. Queste immagini confluiscono nei suoi primi libri. Tra il 1986 e il 2001 si dedica principalmente a due progetti, rispettivamente, la fine della manodopera industriale su larga scala nel libro La mano dell’uomo (Contrasto, 1994) e nelle mostre che ne accompagnano l’uscita (presentata in 7 diverse città italiane); e l’umanità in movimento, non solo profughi e rifugiati, ma anche i migranti verso le immense megalopoli del Terzo mondo, in due libri di grande successo: In cammino e Ritratti di bambini in cammino (Contrasto, 2000). Grandi mostre itineranti (a Roma alle Scuderie del Quirinale e poi a Milano all’Arengario di Palazzo Reale) accompagnano anche in questo caso l’uscita dei libri. Lélia e Sebastião hanno creato nello stato di Minas Gerais in Brasile l’Istituto Terra che ha riconvertito alla foresta equatoriale - che era a rischio di sparizione - una larga area in cui sono stati piantati decine di migliaia di nuovi alberi e in cui la vita della natura è tornata a fluire. L’Istituto Terra è una delle più efficaci realizzazioni pratiche al mondo di rinnovamento del territorio naturale ed è diventata un centro molto importante per la vita culturale della città di Aimorès.

Info
Palazzo della Ragione Fotografia, Piazza dei Mercanti Milano
tel. 02 433-535-35- 02 433-535-35

Come raggiungerci
MM1 (linea rossa) fermata Duomo,
MM3 (linea gialla) fermata Duomo,
Tram: 1, 2, 3, 12, 14, 15, 16, 19, 24;
Autobus numero: 54

Orario: tutti i giorni: 9.30 – 20.30; giovedì e sabato: 9.30 – 22.30; lunedì chiuso

La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura

Per ulteriori informazioni: www.palazzodellaragionefotografia.it - www.mostrasalgado.it

Grazie a Ombretta Roverselli, Ufficio Stampa Palazzo della Ragione Fotografia

Articolo di Ilaria Guidantoni

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