Foro di Augusto. 2000 anni dopo – Roma

Scritto da  Lunedì, 07 Luglio 2014 

Quando un evento culturale è capace di emozionarti, coinvolgerti, entusiasmarti, è chiaro che è pienamente riuscito; è questo il caso di “Foro di Augusto. 2000 anni dopo”, progetto di valorizzazione dei Fori Imperiali, ideato e curato da Piero Angela e Paco Lanciano, con la collaborazione di Gaetano Capasso, che rientra nelle celebrazioni per il bimillenario della morte di Augusto, avvenuta il 19 Agosto del 14 d.C..


Le serate estive romane hanno sempre il loro fascino: le luci calde delle strade, il ponentino che soffia tra gli alberi che accompagnano il corso del Tevere, le rovine che si intravedono tra suggestivi chiaroscuri, avvolte in un mistero, che è quello dell’antichità, della storia e degli uomini che le hanno create e vissute. Sono proprio queste rovine le protagoniste dell’estate romana 2014; infatti, fino al 26 settembre, sarà possibile conoscere i segreti e la magnificenza del Foro di Augusto, scoprendone la sua storia, la sua struttura e conoscendo colui che rese grande Roma: Ottaviano Augusto.


Gli spettatori, accolti su palchi che affiancano i Fori Imperiali, potranno ascoltare musica, effetti speciali e la voce di Piero Angela (in ben 6 lingue), che li guiderà in un viaggio nel tempo, partendo dall’ascesa al potere del primo Imperatore romano, fino ad una attenta ricostruzione del Foro, coadiuvata da immagini e video proiettati sui resti di questo complesso monumentale. Sarà così come trovarsi nella prima età imperiale, camminare tra quei marmi preziosi, trovarsi di fronte a statue colossali, fontane, capitelli magistralmente lavorati, fino quasi a sentire il brusio delle persone che dovevano animare quotidianamente quegli ambienti.


Quando Ottaviano decise di costruire il Foro a lui intitolato era il 42 a.C., non era ancora Imperatore, ma era sicuramente in piena ascesa politica. 40 anni dopo, in occasione dell’inaugurazione del grande complesso architettonico, tutto era cambiato: Ottaviano era ora Augusto, la sua politica si basava anche su una sorta di campagna propagandistica volta a celebrare la figura dell’Imperatore come portatore di pace, discendente della gens Iulia e protettore degli antichi valori repubblicani romani; in quest’ottica l’arte assunse un ruolo molto importante, quale mezzo per veicolare tale immagine, ed il Foro ne fu l’emblema.


Ideato basandosi sulla pianta del precedente Foro di Cesare, presentava una piazza rettangolare affiancata sui lati lunghi da portici con colonne di marmo giallo, egregiamente ricostruiti proiettando immagini su quel che resta di questi materiali preziosi; prende così vita davanti agli occhi dello spettatore un luogo lussuoso, basato sul concetto di equilibrio ed armonia. La ricostruzione si avvale inoltre di importanti reperti che sono stati ritrovati nel corso degli scavi archeologici che hanno interessato la zona negli ultimi anni, ecco quindi la decorazione dell’attico dei porticati: un disco, al cui centro è il volto di Giove Ammone, affiancato da bellissime cariatidi (resti oggi custoditi nel Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano). L’occhio del romano che entrava nel Foro di Augusto doveva essere guidato da questi lunghi colonnati verso il fulcro del complesso, ossia il Tempio di Marte Ultore, che chiudeva il lato breve opposto all’ingresso; qui erano custodite le statue di culto del dio della guerra e di Venere, le divinità che secondo la mitologia diedero avvio alla gens Iulia. Dell’edificio di culto sono ancora visibili in loco l’alto podio con scalinata d’ingresso e tre colonne scanalate, con capitelli corinzi e trabeazione, appartenenti al lato destro del tempio; sono invece conservati nel Museo dei Fori Imperiali un raffinatissimo capitello con Pegaso, che decorava la cella di culto, ed un frammento di piede dorato, forse appartenente alla statua acroteriale di Vittoria alata.


Molto suggestiva è anche la ricostruzione della Sala del Colosso, ambiente posto sul fianco sinistro del Tempio, le cui pareti, rivestite di lastre di marmo bianco, erano completamente affrescate a simulare un drappeggio dai colori brillanti arricchito da motivi vegetali. Qui era custodita la statua del Genio di Augusto, che secondo gli studiosi arrivava a misurare circa 11 metri di altezza. L’imponente muro in blocchi di tufo che chiude l’area del Foro, separandola da quella che nell’antichità era la Suburra, è sopravvissuto straordinariamente, testimonianza delle capacità costruttive dei romani; porta su di sé i segni della storia, dal grande splendore dell’Impero, passando per la crisi di quest’ultimo e le invasioni barbariche, fino all’età medievale, quando la zona dei Fori diventò una grande cava e gli ordini religiosi iniziarono a prendere piede con i loro conventi e le loro chiese.


L’evento diventa l’occasione per un viaggio nella storia della città, un viaggio a cui ogni romano dovrebbe partecipare, non solo per conoscere la magnificenza della Roma antica, ma soprattutto per prendere consapevolezza dell’immenso patrimonio artistico che ci appartiene, per conoscerlo, comprenderlo e quindi proteggerlo, tutelarlo, conservarlo e ammirarlo, promuovendolo e prendendone esempio al fine di far tornare Roma Caput Mundi; perché in fondo ce l’ha nel sangue.


Informazioni
Foro di Augusto. 2000 anni dopo
Roma, Via Alessandrina, tratto prospiciente Foro di Augusto
Fino al 26 Settembre; spettacoli ore 21, 22, 23 (durata 40 minuti; max 200 persone)
Biglietti: 15 € intero; 10 € ridotto
Info e acquisti 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)
www.viaggionelforodiaugusto.it


Articolo di Roberta Di Pietro

 

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