Fondazione 3M: “Elio Luxardo. La voluttà ed il sogno” in mostra al salone della cultura

Scritto da  Giovedì, 09 Marzo 2017 

Il 21 e 22 gennaio 76 scatti del “fotografo delle dive” tratti dall’Archivio della Fondazione 3M negli spazi di Superstudio Più di Milano, il gusto cinematografico di un ritrattista d’eccezione che ha saputo usare la luce in modo “espressionistico”

 

In occasione della prima edizione del Salone della Cultura, tenutosi il 21 e 22 gennaio a Milano a Superstudio in via Tortona cuore dell’ormai noto quartiere culturale trendy per la città che guarda al domani – proprio di fronte al Mudec – la Fondazione 3M Italia ha esposto settantasei opere di Elio Luxardo, grande protagonista della fotografia italiana degli anni ’30 e ’40. Il Salone è un evento nazionale dedicato all’editoria e al futuro della lettura, con l’obiettivo di offrire visibilità agli editori attraverso una classica esposizione di volumi e allo stesso tempo di coinvolgere il pubblico in un'esperienza immersiva nella realtà editoriale, ricca di eventi e attività collaterali formative e interattive.
La mostra “Elio Luxardo. La voluttà ed il sogno.”, curata dal giornalista, critico e docente di fotografia Roberto Mutti, racconta una carrellata di personaggi famosi soprattutto del cinema quali Lucia Bosè e Silvana Mangano e corpi, particolari che diventano opere d’arte quando ancora la fotografia non era in quest’ottica. Per certi aspetti, come ha sottolineato il curatore della mostra, Luxardo ha anticipato un fotografo quale Robert Mapplethorpe per quella capacità di unire plasticità classica, dando un rilievo quasi scultoreo all’immagine ad una certa sfrontatezza. Ritrattista noto e ambito è significativo soprattutto per l’uso della luce che lo aiuta a plasmare l’immagine con un effetto tridimensionale che nella suggestione risente dell’influsso del Futurismo – per la dinamicità che coglie il movimento anche se fissato nell’istante dello scatto – e l’Espressionismo; rivelando anche i suoi esordi giovanili di scultore. Un occhio molto raffinato che – come evidenzia Roberto Mutti – riesce a stare equidistante sia dalla morbosità sia dalla retorica dello sguardo e del corpo.
Tutte le opere in mostra attingono all’archivio fotografico di Fondazione 3M, di cui quest’anno ricorre il quindicesimo anniversario dalla nascita, che proviene dalla storica azienda fotografica italiana Ferrania e da una serie di successive donazioni e acquisizioni.
Elio Luxardo (1908-1969), nato in Brasile da una famiglia di origine italiana, fu dapprima atleta e autore di documentari. Trasferitosi a Roma nel 1932, tentò la carriera da regista spinto da una profonda passione per il cinema, per affermarsi infine come fotografo prediletto dei divi di Cinecittà. D’altronde dal padre fotografo di professione aveva imparato molto lavorando con i fratelli nello studio di famiglia. A Roma, malgrado l’attrazione per il mondo di Cinecittà, la sua insofferenza per la disciplina lo allontanò dalla carriera cinematografica e nella centrale Via del Tritone 197 entra nello studio del fotografo Sem Bosch rilevandone in poco tempo l’attività. Diventato in poco tempo ambito ritrattista, tra i personaggi immortalati dal suo obiettivo non vi furono solo attori e attrici – come Sophia Loren, Claudia Cardinale, Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassman - ma anche politici, nobili e scrittori, oltre a numerosi borghesi e industriali che appartengono al secondo periodo della sua attività quando apre un secondo studio a Milano nel 1944. L’opera di Luxardo, che firmò inoltre innovativi servizi di moda e campagne pubblicitarie, è caratterizzata da un’estrema modernità nel modo di fare fotografia, con tagli delle immagini anticonvenzionali e un originale studio effettuato sull’illuminazione, volto a valorizzare al meglio i soggetti ritratti. I suoi scatti sono infatti caratterizzati da una ricerca sul rapporto plastico tra ombre e luci, tecnica perfezionata grazie alla sua approfondita conoscenza del mondo del cinema e che gli valse l’appellativo di “scultore della luce”. Luxardo è anche noto per i suoi studi di nudi femminili e maschili, dove proseguì la sua ricerca sulla definizione della luce e sulla composizione. Per avere un’idea della sua notorietà basti dire che nel dopoguerra la vincitrice del concorso di Miss Italia ne riceveva uno come premio.

Fondazione 3M
Via N. Bobbio, 21 Malaspina
Pioltello – Milano
Tel. 02 7035.1
www.fondazione3m.it

Articolo di Ilaria Guidantoni

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