“Finalmente” la mostra di Jan Blanchaert

Scritto da  Domenica, 26 Febbraio 2017 

16 febbraio - 5 marzo 2017

Titolo azzeccato per una mostra che molti attendevano e che ha fatto accorrere una grossa folla di milanesi alle 18 del 16 febbraio 2017 ai Bagni Misteriosi di via Carlo Botta 18. Il nome accattivante del luogo si riferisce alla scomparsa piscina Botta, riaperta dopo decenni di abbandono all’interno del grosso complesso che comprende il Teatro Franco Parenti di via Pier Lombardo. Le opere esposte, che resteranno a disposizione degli appassionati e dei curiosi fino al 5 marzo 2017, sono tutte inedite e la loro vendita intende contribuire alla riqualificazione della Palazzina dei Bagni Misteriosi. Qui a dicembre era stata creata sull’acqua una pista di pattinaggio sul ghiaccio e ora gli spogliatoi della piscina, d’inverno non agibile ma illuminata a festa, sono stati trasformati in un’area per l’esposizione di opere d’’arte: e Jean Blanchaert con generosità ne ha messe a disposizione 790, tutte incantevoli.

 

Una moltitudine di persone di ogni genere si accalca per guardare gli innumerevoli disegni, i dipinti, gli acquarelli, le ceramiche e i vetri esposti su lunghi tavoli, sui muri, dentro e fuori questo percorso che appare molto americano, molto casual ma perfetto nel dare l’impressione di trovarsi di fronte a un artista fresco e moderno. La grande attesa è per il critico d’arte Philippe Daverio che deve esprimersi sulla mostra ma ha un piccolo ritardo. Perciò è Andrée Ruth Shammah, apprezzata regista e direttrice del Teatro Parenti da decenni, oltre che organizzatrice infaticabile nel riqualificare questa zona di Milano con sempre maggiori eventi culturali, a dare inizio alla presentazione ufficiale e al vernissage. “La personale dell’amico Jean Blanchaert” afferma la Shammah dal palchetto all’esterno, vicino all’acqua della bella piscina illuminata in modo suggestivo mentre il buio incalza, “mette a disposizione del pubblico milanese opere inedite realizzate nell’arco di quarant’anni e, grazie alla sensibilità e alla generosità dell’artista che ci regala metà del ricavato di tutte le vendite, sarà possibile proseguire i lavori sulla Palazzina dei Bagni Misteriosi”.

Blanchaert, presentato come inventore, proprietario di una galleria che porta il suo nome e curatore di mostre d’arte, giornalista e scultore oltre che creatore di opere in vetro soffiato prodotte sotto la sua supervisione in un laboratorio di Murano, è anche un disegnatore e calligrafo straordinario. I suoi innumerevoli fogli colmi di disegni realizzati talvolta con pochi tratti e dal profondo umorismo, affascinano tutti quelli che si abbassano verso i fogli raccolti sui lunghi tavoli e che avvicinano il volto ai muri per osservare i quadri o le ceramiche, realizzati con pochi tratti o eseguiti con perizia e lungo lavoro, dal supporto minimalista come pure raccolti da cornici semplici oppure importanti, talora antiche e dalle forme originali o dai legni pregiati. Jean Blanchaert è un artista a tutto tondo, capace di occuparsi anche di questioni completamente diverse, di rappresentare associazioni, di affiancare idee spesso nate da persone lontanissime dal suo comune sentire ma che rispetta e considera.

Ecco come presenta se stesso quando sono riuscita a intervistarlo: “Io sono un disegnatore dilettante, la maggior parte delle opere qui esposte le ho fatte quasi senza pensarci. Se non fosse stato per Andrée Shammah, amica da anni che mi ha visto operare dal vivo in alcune occasioni e mi ha chiesto di collaborare con lei, forse non avrei proseguito su questa strada. Per esempio, mi aveva chiesto di scrivere con una speciale calligrafia tutti i nomi di chi aveva lavorato per quello che allora si chiamava ancora Salone Pier Lombardo”. Gli ho chiesto in quale occasione particolare la regista milanese lo avesse apprezzato e mi ha raccontato che circa 18 anni fa, quando aveva partecipato a un evento realizzato dalla Telecom in cui si viaggiava per tutta Italia, curato da Andrea Kerbaker, capo ufficio stampa della Pirelli ai tempi di Tronchetti Provera, il quale lo aveva coinvolto con grande successo in una operazione dedicata a Santa Rosalia, in alcune tappe la Shammah era stata chiamata come regista e lo aveva visto al lavoro. Insomma, gli incontri sono stati produttivi grazie al fiuto di entrambi sul riconoscere di chi potersi fidare per collaborare ancora assieme.

Convocato come calligrafo da Kerbaker, a Blanchaert era stata piazzata sulla mano una piccola telecamera che proiettava su un grande schermo ogni mossa sulla carta del pennino intriso d’inchiostro, mentre sul palco si trovavano Lucio Dalla a fare musica da un lato e Luciana Savignano che danzava dall’altro. I segni che apparivano sullo schermo erano contrappunti grafici e fantasiosi di quanto accadeva sul palco! Anche Phiippe Daverio è un amico da molti anni, tanto da averlo accompagnato in oltre 400 puntate della trasmissione televisiva Passepartout. Ma ecco cosa dice al folto pubblico proprio questo trio di vecchi amici: “Jean Blanchaert è l’artista che inaugura questo nuovo spazio espositivo milanese dedicato all’arte e lo ringrazio ancora per il sostegno generoso che accompagna questa sua presenza preziosa” afferma la Shammah. Poi Daverio prende la parola: “Conosco bene Jean e posso dire che fin dalla scuola materna emetteva suoni e segni, entrambi attraenti... Si è macchiato di tutto, dai pomodori alla maionese ai colori ed è stato un grande generatore di catastrofi. Custodisce sempre nelle tasche penne varie, sempre prende appunti e ogni giorno crea nuove idee”.

Ricorda che produce pure oggetti di vetro soffiato e qui c’è in visione una gigantesca statua tutta in vetro da lui donata per l’ingresso del teatro Parenti, ora spostata ai Bagni per la mostra, anche perché Andrée Shammah è collezionista avida delle sculture in vetro di Jean e gliene ha comprato in gran quantità. Ultima battuta di Daverio: “Secondo me Andrée ha fatto ricostruire dall’acquedotto milanese questa grande piscina abbandonata solo per esaltare un giorno l’arte grafica e calligrafica di Jean...” afferma sorridendo e brinda con tutta la gente che si delizia nel commentare i numerosissimi disegni spesso davvero buffi, talvolta complicati e capaci di raccontare storie, descritte con quella grafia curiosa, sempre affascinanti. L’artista invece vuole ringraziare chi lo ha aiutato materialmente, oltre ai due vecchi amici che si trovano con lui sul palco all’aperto. “Ringrazio Andrée e Philippe e chi mi ha aiutato” sottolinea Blanchaert, “come chi ha scelto cornici bellissime, o un massimo maestro vetraio di Murano, ma anche Mathia Pagani, il curatore della mostra che ha pescato fra il mucchio i pezzi da esporre perché io ero in giro e non ne avrei avuto il tempo. Mathia ha deciso tutto assieme a Irina Eschenazi, mia assistente e collaboratrice che ha coordinato il tutto come pure Cecilia Bertoldi che si è occupata delle stesse cose, permettendomi di fare altro”.

Traduzione: ha dato loro le chiavi del proprio archivio e si è allontanato fino al giorno dell’inaugurazione. Una quarantina di questi disegni sono apparsi su un quotidiano ondine, Linkiesta, quando ogni giorno Jean ha prodotto come vignettista una differente opera in qualche modo dedicata ai Santi, tanto che dopo un paio d’anni la Rizzoli ne ha pubblicato un volume in cui sono raccolti tutti questi disegni sotto il titolo ‘Un santo al giorno’. Ma ora sta già iniziando una nuova avventura: la collaborazione con ‘Gli Stati Generali’, altro quotidiano online le cui tavole saranno poi pubblicate ancora da Rizzoli. Ne possiamo vedere i primi due disegni originali proprio qui ai Bagni Misteriosi: “E proprio oggi, a questa inaugurazione” mi racconta Blanchaert, “ho deciso di iniziare questa nuova collaborazione per realizzare una futura mostra e un libro con illustrazioni dedicate ai ‘Giusti del nostro tempo’, assieme a Gabriele Nissim e all’associazione Gariwo”.

I disegni pubblicati ogni giorno saranno pubblicati assieme ad altri duecento dal giornale online ‘Gli Stati Generali’ e raccontati in un libro edito da Rizzoli con il contributo di Barovier e Toso. Anche in questa circostanza parte dei proventi saranno devoluti all’associazione Gariwo e al suo sviluppo. Quando gli ho chiesto se ci sono altre opere dedicate a cose diverse mi ha confermato: “Certo, ho fatto illustrazioni ad esempio per un’azienda biodinamica che ha voluto opere mie per le etichette del loro vino e che oggi hanno portato il catering!”. Ecco come farsi ispirare: un lavoro in ogni cosa, un motivo per ottenere cose buone da ogni cosa! La sua modestia è quasi incredibile. Dice di sè: “C’è chi ha un pianoforte in casa senza essere un vero musicista ma ama strimpellare ogni giorno un po’. Ecco, io strimpello con penna e carta ma mi considero un dilettante: la carta però rimane e se ne possono rivedere gli effetti, una volta che ci si è divertiti a disegnarci sopra”. Secondo lui è così che è diventato ricercato, apprezzato e affermato: per caso.

16 febbraio - 5 marzo 2017
Bagni Misteriosi - Via Carlo Botta 18, Milano
“FINALMENTE”
la mostra di JEAN BLANCHAERT
Inaugurazione: 16 febbraio 2017, dalle ore 18:00
Con presentazione di Philippe Daverio
A cura di Fondazione Pier Lombardo
Ingresso libero

Articolo di Daniela Cohen

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