Due sponde un solo mare – Galleria MA-EC - Milan Art & Events Center (Milano)

Scritto da  Venerdì, 07 Aprile 2017 

Dal 6 al 22 aprile 2017

La mostra-progetto della scultrice siracusana, di adozione romana, Roberta Conigliaro, arriva a Milano, apparentemente lontana dal Mediterraneo che racconta, dopo le tappe di Trapani, Siracusa, Tunisi, seguite da Saltinaria. A Milano è nella prima Galleria Cinese in Italia per l’arte contemporanea, la MA-EC - Milan Art & Events Center, di Peishuo Yang, a due passi da Piazza Duomo, nell’ambito degli appuntamenti FuoriSalone, fino al 22 aprile.

 

Una mostra itinerante come il tema che racconta in divenire: partita come un’esposizione scultorea, si arricchita di disegni e poesie, le nuove frontiere dell’artista che, partita dalla terracotta colorata, si è cimentata negli anni con vari materiali, le pietre del Mediterraneo, per accogliere altre forme artistiche. Dopo la prime due tappe nel 2016 – al Museo Regionale Pepoli di Trapani e a Siracusa nella sede di palazzo Montalto – il progetto è approdato lo scorso febbraio a Tunisi per il convegno internazionale di studi mediterranei, promosso dall’Università La Manouba e dall’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, dedicato a “Sicilia, Insularità e Identità mediterranee” e la mostra riprende il suo viaggio, stavolta verso nord a Milano. Due continenti, l’Africa e l’Europa, uno di fronte all’altro, separati da una striscia di mare, il Mediterraneo, il “mare bianco di mezzo”. Un mare sulle cui coste si affacciano diversi popoli, con differenti culture che nei secoli si sono scontrati ma anche mescolati lasciandoci un patrimonio artistico che risente di queste reciproche influenze. “Ti basta andare su una costa, alzare lo sguardo e già l’immensa distesa del mare abbraccerà il tuo orizzonte. E’ significativo che l’uomo quando si trova su una costa guardi spontaneamente verso il mare aperto e non, al contrario, dal mare verso la terra.”, così scrive Schmitt e questo sembra anche il sentire dell’artista. Due coste, quella nordafricana e quella siciliana che si guardano: porto di partenza, l’una; terreno di approdo di popolazioni in fuga da guerre e povertà, che sognano una nuova vita, un nuovo inizio, l’altra. La costa sud, così vicina eppure, a volte, irraggiungibile e il viaggio si interrompe a metà strada. Giorno dopo giorno, un tratto di mare che diventa la culla sempre più grande di sogni naufragati. L’ispirazione nasce da lontano, da un sogno di bambina quando seduta sugli scogli di fronte a Siracusa, guardando il mare immaginava dall’altra parte la costa africana. Dallo sguardo puntato a lungo su questo orizzonte nasce il progetto di questa mostra della scultrice siracusana Roberta Conigliaro. Un insieme di “suggestioni ed immagini scolpite”, in pietra e terracotta, alle quali accostare alcuni testi – scritti durante la realizzazione delle opere - che accompagnino il percorso del visitatore. Una mostra che parla di speranze, di sogni infranti e, soprattutto, di… incontri. L’arte, con il suo linguaggio universale, può essere un ponte che mette in comunicazione popoli sì diversi ma tutti legati da un filo rosso che è il loro essere Mediterranei. Come ha raccontato la scultrice in occasione del vernissage milanese, si tratta di un progetto aperto, come il viaggio dei migranti – ognuno di noi in fondo lo è – che si arricchisce ad ogni tappa “ed io stessa mi trasformo nel corso di questo viaggio, lungo il quale continuo a studiare e a leggere”. Così la Sicilia che oggi è terra di accoglienza, è stata in passato terra di emigrazione, con storie che spesso non si conoscono o si conoscono troppo poco come l’emigrazione siciliana in terra tunisina. In mostra a Milano per la prima volta i disegni, molte poesie scritte durante la preparazione dell’esposizione e tre nuove opere, “Le lacrime del mare”, “Sogni alla deriva” e un’opera che rappresenta il confine dove come in uno specchio si guardano due donne, una velata e l’altra con il capo scoperto, affacciate alla stessa porta che sui rispettivi lati reca le impronte della civiltà di appartenenza.

Roberta Conigliaro, scultrice, siracusana, vive e lavora a Roma
Sono cresciuta a Siracusa, una città del sud della Sicilia. Sin da piccola al mare, seduta sugli scogli, osservavo l’orizzonte ed immaginavo di poter andare oltre con lo sguardo per riuscire a vedere l’altra costa, quella africana. Ho sempre percepito la sua vicinanza, soprattutto nei giorni in cui soffiava il vento del deserto.
Nel 1989 mi sono spostata verso nord, a Roma ma il mio sguardo continua ad essere rivolto verso sud…oggi più che mai.
Principali mostre: “La scuola dei Generi”, galleria Cà d’Oro Roma; “Riparte 2002”, International Art Fair Roma; 2004 mostra personale, galleria “l’arco e la fonte”, Siracusa; “Profondo rosa” 2006 e 2007 (catalogo Giorgio Mondatori Editore); fiera Art Verona; fiera di Innsbruck 2008 “Periplo 2006”, Palazzo del Governo di Siracusa; Tour “euart 2009”, Miami, Boston, Dubai; fiera Berlinerliste 2009, Berlino; 2010 mostra personale, studio Vera, palazzo Doria Pamphilj, Roma; 2011 mostra personale “sud”, galleria quadrifoglio, Siracusa; fiera Affordable art fair 2012, Milano; 2013 mostra personale “un’esile scia di silenzio”, dialogo con la poesia di Antonia Pozzi, Antico Oratorio della Passione di Sant’Ambrogio, Milano; 2016 mostra personale “Due sponde un solo mare”, due tappe: museo regionale Agostino Pepoli a Trapani e Palazzo Montalto a Siracusa.

Sito web: www.roberta-conigliaro.it
Pagina facebook: Roberta Conigliaro sculture
Due sponde un solo mare
Organizzata da Milan Art & Events Center, Present Contemporary Art
Presentata da Ilaria Guidantoni
In collaborazione con Golf People Magazine
Sede: MA-EC - Milan Art & Events Center - Via Lupetta 3 (ang. Via Torino, M1 Fermata Duomo), Milano
Date: dal 6 al 22 aprile 2017
Orari: da martedì a venerdì ore 10-13 e 15-19 / sabato ore 15-19
Info pubblico: Tel. +39 02 39831335 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.ma-ec.it

Articolo di Sophie Moreau

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