Da Kandinsky a Pollock - Palazzo Strozzi (Firenze)

Scritto da  Martedì, 26 Aprile 2016 

La grande arte dei Guggenheim racconta un'epoca e un modo di collezionare una stagione che ha cambiato l'arte del Novecento all'indomani delle avanguardie, oltre le avanguardie. Un'esposizione ricca e ritmata in 9 sale - sezioni attraverso lo sguardo di collezionisti dotati di fiuto e appassionati che hanno messo nelle loro collezioni uno sguardo internazionale. Dodici capolavori tra molte opere e "oggetti" in un allestimento di impatto emotivo, non solo didascalico.

Dal 19 marzo al 24 luglio 2016 Palazzo Strozzi ospita oltre 100 opere d'arte europea e americana realizzate tra gli anni Venti e Sessanta del Novecento con un percorso che ricostruisce il dialogo e confronto tra le due sponde dell'Oceano, nel segno di collezionisti americani d'eccezione: Peggy Guggenheim e Solomon R. Guggenheim.

La mostra, curata da Luca Massimo Barbero - curatore associato della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia - nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, nipote e zio (morto nel 1949 quando il museo newyorkese prese il suo nome), per un viaggio tra le più grandi figure artistiche del Novecento. La scelta di Firenze per la rassegna intende anche celebrare una circostanza speciale. Nel 1949 Peggy, tornata da poco in Europa, scelse Firenze per mostrare la sua collezione che poi prese definitivamente dimora a Venezia e 26 delle opere di allora – che inaugurarono gli spazi espositivi della Strozzina – sono di nuovo in mostra. Le oltre 100 opere ripercorrono i capolavori dell’arte europea e americana tra gli anni Venti e gli anni Sessanta del Novecento nel segno delle figure dei collezionisti americani Peggy e Solomon Guggenheim, da Kandinsky a Pollock ed evidenziano il dialogo e il confronto tra le due sponde dell’Oceano. Con oltre 12 capolavori in mostra, il viaggio va dall’astrattismo, un evento che segna la rottura con tutta la tradizione precedente, fino al Surrealismo – testimoniato in mostra dall’opera di tante artiste donne e vera passione di Peggy – per arrivare all’Action Painting di Jackson Pollock, scoperta in qualche modo dalla collezionista che soprattutto nella prima fase della sua carriera risente l’influenza di Mirò e di Picasso come nella “Donna luna”. Tra le prima opere in particolare una scultura di Brancusi e uno dei suoi volatili ispirati ad un uccello del folclore rumeno: le forme affusolate alludono al volo più che alla rappresentazione dell’animale e la levigatura lucida della superficie alla dissoluzione della materialità del corpo nella luce.

Importante la sala dedicata all’Espressionismo astratto rappresentato in particolare dall’artista di origini olandesi Willem de Kooning e all’arte legata alle ferite della Seconda guerra mondiale – in seguito alla quale molti artisti emigrarono negli Stati Uniti dall’Europa -che si evidenzia nelle opere, dove materiali poveri, diventano ispirazioni di “riciclaggio” espressivo come le combustioni di Alberto Burri.

Da non perdere le immagini di una delle case newyorkesi di Peggy Guggenheim e della sua residenza veneziana che testimoniano quanto amasse circondarsi di opere e oggetti degli artisti che collezionava o di cui era amica: le scatole di Cornell, le bottiglie del primo marito Vail (che insieme alla Valigia di Duchamp inaugurarono la stagione espositiva della sua galleria Art of This Century), i rayogrammi di Man Ray, la tela di Bacon che scelse per la camera da letto a Venezia e le opere di Tancredi. Quest’ultimo in particolare venne molto sostenuto da Peggy, testimoniando come la sua attività di mecenate e di collezionista proseguì anche una volta arrivata a Venezia.

Interessante la sala dedicata ad Alexander Calder e alle sue installazioni-macchine, alcune appese al soffitto alter poggiate a terra, leggere e colorate, mosse dall’aria.

Mark Rothko è un artista del quale Peggy intuì prima di altri le grandi potenzialità e al quale è dedicata un’intera stanza con pannelli neri, avvolti nella penombra, dalla quale i quadri emergono sospesi e densi di matericità, ad un tempo.

Roy Lichtenstein occupa una parete intera all’interno di una stanza di grande impatto emotivo con una pannellatura bianco ottico.

Da Kandinsky a Pollock - Palazzo Strozzi (Firenze)
Piazza Strozzi – Firenze
19 marzo-24 luglio 2016
Curato Luca Massimo Barbero
ORGANIZZATA DA: Fondazione Palazzo Strozzi e The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York e Venezia

BIGLIETTI
Intero € 12,00
Ridotto e gruppi € 9,50 e € 4,00
Costo prevendita a biglietto (escluso scuole) € 1,00
Maggiori informazioni

Per prenotazioni gruppi contattare: Sigma CSC
Dal lunedì al venerdì

9.00-13.00 / 14.00-18.00
Telefono: +39 055 2469600
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Articolo di Ilaria Guidantoni

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