Culture in movimento

Scritto da  Domenica, 09 Ottobre 2016 

Si potrebbe parlare all’infinito della multietnicità, oggi, in un‘epoca che mai come le altre ha aperto le frontiere ed in cui si manifesta ardua la contestualizzazione culturale libera dalla barriere e dalle discriminazioni immotivate. In fondo solo l’arte della fotografia imprime, attraverso i suoi scatti, i sui fermi immagine, un contributo per condividere ed affermare le tradizioni, gli scambi culturali e l’identità di un individuo senza rinnegare le proprie origini.

E’ questo il linguaggio che il Gruppo Europa Esquilino e il fotografo Marco Grandelis hanno scelto per promuovere il dialogo tra culture in occasione dell’allestimento della mostra dal titolo “Culture in movimento” svoltasi domenica 2 Ottobre presso la sede dell’Agenzia in Via G.Lanza. Le foto riprodotte nel formato 60x90 sono l’incontro tra la vistosità e gli scenografici costumi e i volti della comunità boliviana che ha sfilato nel carnevale boliviano in occasione della festa dei popoli con la partecipazione di 40 paesi.

I colori sono predominanti, abbondanti, materici affinché non risultino né superfici, né immagini piatte ma luoghi di trasmissione di movimento, di vivacità nello spazio fluttuante del ritmo impresso dai balli tradizionali delle singole comunità sudamericane. E’ lo stesso titolo della mostra “Culture in movimento” che richiama l’idea di movimento di genti in viaggio, portatrici di legami di appartenenza ad una identità culturale. Operare nella direzione di preservare questi legami, come ha inteso l’agenzia del Gruppo Europa appartenente all’omonimo Brand specializzato in servizi e assistenza per l’immigrazione, significa destrutturare gli apparati burocratici dell’indifferenza e creare luoghi d’incontro, di dialogo, le culle di civiltà vicine alle nostre.

Gli scatti del fotografo Grandelis, attento osservatore delle realtà multietniche presenti sul nostro territorio, si avvicinano ad un linguaggio pittorico che amalgama immagini con forme geometriche dei costumi folkloristici e con l’armonia della danza intesa come arte e come vita.

Favorire, allora, una cultura che proponga concordia tra i cittadini di tutte le nazioni e la conoscenza delle esperienze del mondo, è senza altro un valore che andrebbe favorito.

Articolo di Oriana Russo

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