"Clash" - Un film drammatico di Mohamed Diab

Scritto da  Domenica, 29 Gennaio 2017 

Clash, film del 2016 sull’estate delle proteste 2013 al Cairo, è spiazzante, claustrofobico, ben girato e decisamente originale per la prospettiva inaudita con la quale legge la rivoluzione o meglio la voglia di ribellione di persone che forse lottano addirittura per valori opposti. Interpretato in modo convincente, diventa uno spaccato sulla società egiziana, lacerata come nel finale aperto.

 

Con il titolo originario di Eshtebak, questo film racconta il Cairo nell'estate del 2013, nell’afa soffocante che diventa una metafora di una rivoluzione, dopo due anni dall’esplosione, visto da una prospettiva unica e singolare: l’interno di una camionetta della polizia. Dapprima con la macchina che si muove e si muoverà sempre in presa diretta, l’interno del furgone, poi dalle finestre con le grate, si intravede l’avvio di una manifestazione di protesta in quel clima incandescente sulla scia dell'espulsione del presidente islamista Morsi. Il camion della polizia diventa una prigione alla deriva in una città allo sbando portata in giro fino a una cava e poi riportata nel cuore della protesta: è un luogo di confinamento simbolico dove trenta persone circa stipate senza acqua e senza un bagno si trovano ad essere arrestate per motivi opposti, i due giornalisti cameramen di cui uno è egiziano anche se lo credono americano, i laici e i sostenitori dei Fratelli Musulmani. Tutti hanno un motivo per filmare e denunciare la realtà, magari per ragioni tra di loro opposte. Così quell’ambiente difficile e claustrofobico diventa il terreno di gioco per scontrarsi e poi provare ad allearsi pur di sopravvivere, ma non è detto che ci si riesca. Certo è che fallisce ogni tentativo di divisione stereotipata per gruppi in nome di convinzioni, appartenenza politica e religiosa, di divisione sessuale, di età. Ognuno lo fa ha suo modo e con i mezzi che restano e sono stati nascosti: un orologio telecamera per il giornalista – per deformazione professionale e per fiducia nella verità documentata e un telefonino per filmare un momento giocoso, che diventerà però l’oggetto di una “piccola faida” familiare con i messaggi che rivelano un amore infantile. Nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, edizione 2016, è stato proiettato in anteprima il film distribuito in Italia col titolo Clash, dal 2017 e diretto da Mohamed Diab. E’ stato anche il film di apertura della sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes del 2016.
Diab si rivela un regista di grande profilo che riesce a far emergere i sentimenti e le convinzioni anche dietro il caos di un momento conflittuale e di incontri casuali, certamente privilegiando la capacità femminile di accogliersi al di là delle proprie convinzioni, come la madre e la donna velata che riescono al di là delle parole a starsi vicine, consolarsi, abbracciarsi con tenerezza, superando le barriere delle bandiere.
Gli interpreti sono decisamente credibili pur in certo radicalismo che racconta una società che ha perduto i propri punti di riferimento e sente più forte di tutto l’esigenza di ribellarsi come nella scena finale nella quale la camionetta viene presa d’assalto dai manifestanti. Ma il furgone non vomita fuori poliziotti in tenuta antisommossa – anche se intelligentemente un regista fa finire per errore confinato anche un rappresentante delle forze dell’ordine che mostra pietà per i detenuti – ma manifestanti che temendo l’assalto si affrettano a dire, anzi a gridare, che sono dalla stessa parte, urlando “rivoluzione, rivoluzione”. La chiusura è perfetta: in bilico tra un salvataggio e una riconciliazione nel nome della libertà di espressione e del diritto di rivoltarsi e un possibile pestaggio. L’inquadratura, che filma sempre dall’interno, è volutamente irrisolta, nel buio della notte, frastornati dai rumori e dalle voci, e si vedono corpi tirati fuori a forza senza sapere che fine faranno e se la comunicazione funzionerà.

2016 Film drammatico/Thriller
Data uscita: 2017
Anteprima nazionale: 12 maggio 2016
Regia: Mohamed Diab
Sceneggiatura: Mohamed Diab, Khaled Diab
Con Nelly Karim, Hani Adel
Durata: 1h 37m
Musica composta da: Khaled Dagher
Premi: Golden Pram for Best Feature Film; Tanit d’Argento alle Journées du Cinéma de Carthage – JCC di Tunisi, novembre 2016
Produzione: ARTE France Cinéma, Film-Clinic
Distribuzione: Academy Two

Articoolo di Ilaria Guidantoni

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