Cinecittà si mostra

Scritto da  Mercoledì, 11 Febbraio 2015 

Cinecittà si mette in mostra con un percorso espositivo che racconta la sua storia – attraverso filmati, fotografie, costumi e altri oggetti di scena – e il suo presente, aprendo le porte dei teatri di posa e dei set con le scenografie esterne conservate dalle ultime produzioni.
Il percorso storico della mostra vera e propria si apre con la sezione “Perché Cinecittà”, partendo dall’idea di Benito Mussolini di realizzare un grande polo cinematografico a Roma alla fine del 1935 per dare un nuovo impulso all’attività sia in chiave politica che economica. Il modello è l’americana Hollywood, dove si recherà Vittorio Mussolini, giornalista e sceneggiatore, per trarre ispirazione sul progetto. Al momento della fondazione l’area si estendeva su una superficie di 60 ettari, che oggi sono diventati 40; i teatri di posa sono 21.

L’incarico viene affidato all’architetto Peressutti, che in soli 13 mesi porta a termine il complesso di edifici in stile razionalista, in quella che era una zona in pieno agro romano. Il 1936 è l’anno della proclamazione dell’Impero d’Etiopia ed è fondamentale fronteggiare la concorrenza straniera, avviando una produzione cinematografica autarchica. 

La storia delle produzioni realizzate a Cinecittà sarà oggetto della seconda sezione; prima però una digressione d’obbligo con la sala dedicata al regista che forse ha legato più indissolubilmente di altri il suo nome alla città del cinema di Roma, Federico Fellini.
Da qui in avanti il percorso espositivo si snoderà cronologicamente e “Girando a Cinecittà” torneremo indietro ai primi anni di vita degli studi, quando il cinema diventa l’arma del regime per creare consenso e avere successo. Sono gli anni dei film storici di Blasetti e delle commedie dei “telefoni bianchi” di Camerini; dei divi dai volti patinati come Osvaldo Valenti, Luisa Ferida, Amedeo Nazzari e Clara Calamai.
Tra il 1937 e il 1943 vengono realizzati 279 film: commedie sentimentali, pellicole di guerra e propaganda, storici o in costume e musical (sulla scia del successo che questo genere ottiene a Hollywood con Fred Astaire e Ginger Rogers).

Anche con l’entrata in guerra dell’Italia, Cinecittà continuò a produrre film tra mille difficoltà finché attori, registi e produttori si dispersero progressivamente. Dall’estate del 1943 i fedelissimi di Mussolini si trasferirono a Venezia per realizzare i film della Repubblica di Salò, poche pellicole sparite nella guerra.
Un tunnel cosparso di rovine ospita la sezione dedicata agli anni della guerra, ma da queste macerie prende vita il Neorelismo, una nuova stagione epica del cinema italiano, fatta di passioni civili nello spettacolo cupo delle città e campagne bombardate e di sentimenti forti da parte degli italiani profondamente provati.
Nel 1943 esce Ossessione di Visconti, espressione di una tendenza di un nuovo cinema che si lascia alle spalle le atmosfere patinate del regime. Il 1945 è l’anno di Roma città aperta di Rossellini. Il nuovo cinema italiano conquista il mondo, e numerosi Oscar, con De Sica, Rossellini, De Santis, Germi, Lattuada. I nuovi divi hanno i volti intensi, provati e sofferenti di Anna Magnani, Raf Vallone, Silvana Mangano. Progressivamente a Cinecittà si tornerà a lavorare a pieno regime e la prosperità dell’industria cinematografica sarà specchio della ricostruzione del paese.

Tra il 1950 e il 1965 vengono girati a Cinecittà 27 film americani, produzioni colossali come Quo Vadis (1951), Guerra e Pace (1956), Ben Hur (1959) e Cleopatra (1963), ma anche commedie che renderanno immortale l’immagine di Roma nel mondo come Vacanze romane (1953), grazie a cui Cinecittà diventerà la Hollywood sul Tevere. Inizia la stagione delle commedie all’italiana di Germi, Monicelli, Risi e dei peplum storici. Bellissimi costumi di scena arricchiscono il percorso della mostra: tra gli altri la tunica viola ricamata d’oro del Nerone/Peter Ustinov da Quo Vadis e un bellissimo abito nero, anche questo con ricami e dettagli oro, di Cleopatra/Liz Taylor; l’abito nero realizzato dal premio Oscar Piero Tosi, indossato da Alida Valli nell’ultima sequenza di Senso di Visconti (1954); gli abiti realizzati da Danilo Donati per Liz Taylor e Richard Burton per La bisbetica domata di Zeffirelli (1967).
Le sale proseguono seguendo l’evolversi dei gusti di pubblico e la fortuna dei generi: film d’autore, commedie e parodie, western all’italiana, con un omaggio a Sergio Leone. Sono davvero molti i volti che vediamo scorrere sotto i nostri occhi nelle foto di scena e nelle immagini proiettate per raccontarci la magia di questo posto: registi, attori e meravigliose attrici che hanno lasciato il segno della loro presenza a Cinecittà.

Nell’ultima sezione salette monografiche e interattive mettono a fuco alcuni dei momenti più importanti della realizzazione di un film: regia, sceneggiatura, sonoro, costumi, trucco. Prima di uscire, attraversiamo il claustrofobico interno del sottomarino costruito per le riprese del film U571.
La visita ai set inizia dalla Roma tra l’età di Cesare e Ottaviano Augusto ricostruita per le riprese della serie americana Rome della Hbo (2004). L’insieme non rispetta completamente criteri filologici, ma ha il merito di rendere la brillante cromaticità dei monumenti antichi, che invece siamo abituati a vedere in rovine ormai completamente bianche. Sulla piazza del Foro si innalzano il Tempio di Venere e il Tempio di Giove, la Basilica Emilia e un arco di trionfo. Divertente ed emozionante poter camminare dentro la scenografia, attraverso la “via sacra” che costeggia gli edifici della Suburra. Trattandosi di scenografie esterne, sono solo facciate, costruite e dipinte, per lo più in vetroresina, polistirolo e legno, mentre sul retro rimangono visibili gli scheletri delle impalcature.

Passando davanti ad alcuni resti della scenografia di Gangs of New York, produzione hollywoodiana che occupò l’intera area di Cinecittà per due anni di lavorazione dal 2000 al 2002, il percorso prosegue verso il set allestito per un altro film americano di ambientazione storica, Christ the lord, che uscirà nel 2016. In questo caso è stato ricostruito l’esterno del Tempio di Erode a Gerusalemme.
L’ultimo set visitabile ci trasporta in una città medievale, in parte successivamente riadattata per rendere una piazza rinascimentale. Nel contratto con la produzione viene stabilito se il set, a riprese concluse, passerà o meno in diritto a Cinecittà, che può decidere di lasciare intatto l’allestimento o smantellarlo e comunque le scenografie vengono rivisitate e modificate in base alle esigenze delle nuove produzioni. È qui che abbiamo la sensazione più forte della dimensione industriale di questi luoghi, veri e propri stabilimenti a tutti gli effetti, in cui lavorano stabilmente artigiani e maestranze la cui professionalità è riconosciuta a livello internazionale.
Dal 3 marzo Cinecittà ospiterà le riprese in interno del remake americano di Ben Hur, in uscita nel 2016, di cui attualmente si stanno girando gli esterni a Matera.

Cinecittà si mostra
Lunedì-mercoledì-giovedì-venerdì-sabato-domenica 9.30-19.00
Biglietti solo mostra acquistabili fino alle ore 18.00
Biglietti set + mostra acquistabili fino alle ore 17.30
L'ultima visita guidata parte alle ore 17.30

Grazie a Vincenzo Vasco

Articolo di Adele Maddonni

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP