Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968

Scritto da  Giovedì, 11 Dicembre 2014 

Dal 2 dicembre 2014 al 3 maggio 2015
MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo - Galleria 5
A cura di Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo, Stefano Tonchi

 

Al MAXXI di Roma é “BELLISSIMA” l'esposizione che in 80 splendidi abiti, creazioni di grandi nomi della moda come Valentino, Capucci, Gattinoni e Sarli, racconta “l’Italia dell'alta moda 1945-1968”. Un’elegante passerella per descrivere l’atmosfera e lo stile di un ventennio di straordinaria apertura e vitalità culturale e la felice commistione tra moda, cinema, design, arte e fotografia che ha dato vita al Made in Italy di successo e qualità. In mostra, insieme ad abiti e accessori, anche alcuni pezzi unici di Bulgari, oltre a fotografie d’autore, filmati d’archivio e opere d’arte ispiratrici di moda.

Una lunga passerella riempie e percorre tortuosamente la Galleria 5 del MAXXI fino alla scenografica enorme vetrata, nell'allestimento pulito e d'impatto dell’architetto Maria Giuseppina Grassi Cannizzo. Su di essa, come se sfilassero, ottanta manichini indossano abiti che sono essi stessi opere d’arte. É un trionfo di decorazioni, stoffe preziose, scintillii, geometrie e paillettes, volumi abbondanti e tagli sartoriali.

Bellissima”, l’esposizione curata da Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo e Stefano Tonchi e in mostra al MAXXI di Roma fino al prossimo 3 maggio, già dal titolo vuole omaggiare non solo il famosissimo film di Luchino Visconti, ma soprattutto l'ideale di bellezza ed eleganza femminile italiana.

Quelli esposti e che subito catturano lo sguardo e la fantasia sono abiti spettacolari creati dai più grandi nomi della moda. Ci sono Schubert e le Sorelle Fontana, Mila Schön, Sarli, Simonetta, Capucci, Gattinoni, Fendi e ancora Balestra, Biki, Galitzine, Pucci e Valentino: stilisti - artigiani e artisti - che con i loro abiti hanno delineato una nuova figura di donna. L’esposizione, partita non senza qualche polemica (è giusto fare una mostra di moda in un museo d’arte?) non vuole quindi essere semplicemente un excursus nella storia della moda, ma anche delineare quell’immagine della moda italiana che con il suo stile è riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

Ogni abito esposto, sia esso sfarzoso, geometrico, prezioso, visionario o essenziale, rimanda sempre a un’idea di bellezza e classe assoluta; è un’eleganza che forse oggi non esiste più anche se, paradossalmente, ciò che più colpisce degli abiti in mostra è proprio l’indiscutibile modernità dei modelli, tutti estremamente attuali e addirittura di tendenza.

E così, mentre il pubblico maschile si trattiene davanti agli schermi che trasmettono preziosi contributi tratti da cinegiornali, trasmissioni televisive e cinema d'epoca, le donne si perdono tra le stoffe ammirando il taglio di un abito, ricordando capi indossati nel passato e commentando il vitino sottile di Gina Lollobrigina.

Il percorso-passerella è articolato in otto settori tematici, suddivisi per occasione d'uso e tema d’ispirazione. Si va dalla sezione “BIANCO E NERO” in cui l’essenzialità grafica del più classico tra i contrasti cromatici diventa negli anni 50/60 un laboratorio creativo per gli stilisti che giocano con abbinamenti, tessuti e lunghezze, al “GIORNO” spazio dove tutti i tailleur, i cappotti e i completi per la moda quotidiana presentano sempre tagli sartoriali perfetti, lavorazioni minuziose e uso di materali pregiati, perfetta dimostrazione dell’altissima qualità del Made in Italy dell’epoca. Il fascino dell’Oriente è invece evidente nelle applicazioni e nei ricami preziosi, nei motivi floreali e negli arabeschi della sezione “ESOTISMI”. Uno scintillio che prosegue poi nelle perline, frange e paillettes della sezione “SPACE” dove abiti visionari, disegni geometrici e colori accesi, richiamano il futuro: siamo immersi negli anni sessanta, nell’epoca del Piper e delle suggestioni pop. Ancora in pieni anni sessanta affonda la sezione “ARTY” in cui vengono evidenziati la complicità e il dialogo costante tra moda e arte. Se in alcuni casi gli abiti si ispirano a tendenze e opere d’arte, in molti altri sono gli artisti stessi a collaborare attivamente con il progetto sartoriale. Ecco quindi che anche opere di Fontana, Burri o Alviani fanno parte dell’esposizione, anche se, in realtà, semplicemente come accompagnamento degli abiti e anzi passando in secondo piano rispetto allo sfarzo più appariscente di stoffe e colori. Lo spazio del sogno è invece affidato alle due sezioni più fiabesche: “GRAN SERA” e “CINEMA”. Abiti che nella loro maestosità e nell’eleganza assoluta evocano eventi esclusivi, saloni da ballo e foyer di prime all’opera, grandi dive e tappeti rossi. Qui ci sono ricchezza di stoffe, volumi esagerati, sfarzo, disegni e tagli impeccabili e il glamour di capi unici realizzati e indossati dalle più affascinanti icone del cinema, da Ava Gardner a Anna Magnani, da Ingrid Bergman ad Anita Eckberg. E fu davvero una connessione inscindibile quella tra cinema e moda in un’epoca d’oro in cui le grandi sartorie italiane non solo vestivano le dive per le produzioni a Hollywood e Cinecittà, ma venivano scelte anche per abbigliare la loro vita privata. Il fascino e la raffinatezza continuano anche nella sezione dedicata agli abiti da “COCKTAIL” in cui si possono ammirare abiti dall’eleganza più discreta ma sempre estremamente femminile, pensati per occasioni meno mondane ma altrettanto importanti.

Completano l’esposizione i raffinati scatti di tre fotografi che raccontano la moda attraverso i loro diversi e personalissimi stili. Pasquale De Antonis inserisce perfettamente gli abiti dell’alta moda nella classicità della Roma antica mentre Federico Garolla ambienta le sue foto nell’architettura grafica e razionale della Roma moderna; la scelta di Ugo Mulas, invece, è quella di ricreare una sorta di ottocentesco Grand Tour ritraendo le modelle in giro per il paese.

Molto ricco è anche il programma collaterale di incontri, lezioni e talk che vedranno la partecipazione di big della moda, talenti emergenti, designer, critici e studiosi.

• “Le storie della moda” è un ciclo di sei appuntamenti tematici per ripercorrere la grande e importante storia della moda italiana del XX e XXI secolo.

• Da gennaio 2015 cinque incontri con i grandi nomi della moda: Roberto Capucci, Frida Giannini, Antonio Marras, Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, il fotografo Giovanni Gastel.

• Dal 21 gennaio 2015 tre appuntamenti con “Cinema e moda” a cura di Mario Sesti con la proiezione di due film cult (“8 1/2“ di Fellini e “La decima vittima” di Elio Petri) e un documentario seguito dall’incontro col costumista Premio Oscar Piero Tosi, per raccontare le connessioni tra cinema e moda nella stagione della Dolce Vita.

• Da dicembre ad aprile con “La biblioteca è di moda” si creerà una "Rete delle Biblioteche della moda" con un’ampia offerta libraria e un ciclo di presentazioni di alcune tra le più preziose pubblicazioni dedicate alla moda italiana.

• Il 15 e 16 marzo dieci partecipanti, scelti tra le più prestigiose scuola di fotografia europee, parteciperanno alla “Fashion Photography Masterclass” con Mustafa.


Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968

MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo – Galleria 5
Via Guido Reni, 4/A - 00196 Roma

Orari
Martedì-mercoledì-giovedì-venerdì-domenica ore 11.00-19.00
Sabato ore 11.00-22.00
La biglietteria chiude un’ora prima del museo.

Chiusure: tutti i lunedì - 1 maggio - 25 dicembre

Per informazioni generali
Tel. 06.3201954 (dal martedì alla domenica ore 10.00-18.00)
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per prenotazioni e acquisto biglietti
Call Center : tel. 06.32810 (dal lunedì al venerdì ore 9.00-18.00 / sabato ore 09.00-13.00)

Per informazioni, prenotazioni e acquisto delle attività educative (visite guidate e laboratori)
Info Point: tel. 06.3201954 (dal martedì alla domenica ore 10.00-18.00)

Biglietti
Intero: €11
Ridotto: €8 (gruppi minimo 15 persone e categorie convenzionate; giornalisti iscritti all’albo con tessera di riconoscimento valida; studenti universitari fino a 26 anni; tesserati FAI – Fondo Ambiente Italiano; possessori Carta Civita; possessori biglietto d’ingresso Museo Ebraico di Roma);
€4 a studente (oltre i 14 anni) per gruppi classe (scuole secondarie di secondo grado) che acquistano le attività educative;
Gratuito (minori di 14 anni, disabili che necessitano di accompagnatore, accompagnatore del disabile, dipendenti MiBACT, accompagnatori e guide turistiche Regione Lazio, 1 insegnante ogni 10 studenti, membri ICOM, soci AMACI, giornalisti accreditati, possessori della membership card del MAXXI).

Grazie a LETIZIA D'AMATO

Articolo di Michela Staderini

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