Arnaldo Pomodoro 90 anni di scultura a Milano – Palazzo Reale (Milano)

Scritto da  Domenica, 05 Febbraio 2017 

21 novembre 2016 - 22 gennaio 2017

Una retrospettiva di trenta opere del noto scultore italiano per i suoi 90 a Milano, città protagonista delle sue geometrie monumentali da gioielleria. Una grande suggestione tra luci e ombre nella sala delle Cariatidi nel cammino del ritorno verso l’essenza-essenzialità delle forme della vita, senza perdere di vista il tormento della battaglia umana.

 

Milano rende omaggio ai 90 anni di uno degli scultori rappresentativi del Novecento. Romagnolo di nascita, marchigiano d'adozione, Pomodoro si affaccia al mondo dell'arte, poco più che ventenne, nel campo della scenografia e dell'oreficeria. Nel 1954 si trasferisce a Milano, dove stringe rapporti di amicizia con Lucio Fontana, che all'inizio degli anni Sessanta condivide con lui l'esperienza, nel campo della ricerca dell'arte informale, del Gruppo Continuità. Risale a questi anni il raffinamento della sua idea di scultura e della sua cifra stilistica che trovano espressione nell'equilibrio tra l'essenzialità dei volumi geometrici e gli intricati ingranaggi interni agli stessi volumi, resi visibili da spaccature che fendono la superficie. L'arte di Pomodoro raggiunge il suo apice nelle sculture monumentali, dove la superficie levigata del bronzo, riflettendo l'esterno, crea un dialogo con lo spazio circostante, secondo l'intento primo dello scultore, che mira a fare delle proprie opere una testimonianza del tempo e del luogo in cui queste sono collocate. Niente di più naturale che esporlo nella sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, che qualche anno fa ha ospitato la mostra di Auguste Rodin, nel cuore della Milano protagonista di un suo itinerario dove i busti erosi delle statue (le Cariatidi) riflettono e accentuano il contrasto e la corrispondenza ad un tempo con la modernità delle linee lucenti esterne e il travaglio lacerato dell’interno delle sue costruzioni, fatto di tagli, cesure, denti aguzzi, fratture e discontinuità.

La mostra "Arnaldo Pomodoro. 90 anni di scultura" a Palazzo Reale intende ripercorrere la straordinaria carriera dello scultore, le cui opere sono oggi presenti in tutto il mondo - dalle maggiori città italiane, a Dublino, Mosca, Parigi, Los Angeles, Città del Messico - attraverso una selezione dei suoi lavori più significativi realizzati dal 1955 ad oggi, in un suggestivo percorso che trova la sua sorprendente conclusione nella Piazzetta Reale con l'allestimento del complesso scultoreo “The Pietrarubbia Group” (1975 – 2013) esposto per la prima volta nella sua totalità. Un’opera ambientale di sei elementi, realizzati tra il 1975 e il 2015, che rende omaggio all’antico borgo di Pietrarubbia nel Montefeltro, evidenziando il legame di Pomodoro con le proprie origini.
All’inizio dell’esposizione l’esperienza multisensoriale che si estende nello spazio e nel tempo grazia alla potenzialità immersiva dei Gear VR e di HTC Vive: Labyr-into, Dentro il labirinto di Arnaldo Pomodoro, a cura di Eugenio Alberti Schatz in collaborazione con Fondazione Arnaldo Pomodoro (oggi nel Palazzo acquistato da Fendi, in Via Solari 35 a Milano) con il contributo di The Secular Society della Virginia (Usa) dove è possibile prenotare una visita. Il percorso che dura qualche minuto è decisamente suggestivo e introduce nelle forme e nel mondo di Pomodoro, un cammino nell’”archeologia del futuro”.
L’esposizione rende omaggio alla raffinatezza di questo artista che unisce la veste estetica dell’involucro e dell’accuratezza della forma alla ricerca di forme ancestrali e magnetiche. Il suo cammino lo ha portato al ritorno ai primari costitutivi della realtà quali il cono, il cilindro e la sfera come diceva il pittore impressionista Cézanne. La sua ricerca tende all’essenza ed essenzialità della vita con una progressiva semplificazione non dimentica della complessità, del travaglio e della lacerazione dell’esistenza come testimoniano la “Lettera a K.”, dedicata allo scrittore Kafka che aveva molto ammirato e nel quale ritrovava molti dei suoi temi quali l’ambiguità, l’insensatezza della giustizia e il dolore dell’umanità disorientata o anche la colonna del viaggiatore o ancora la grande opera dedicata a “La battaglia umana” in fibra di vetro e polvere di grafite, un enorme bassorilievo orizzontale dove prevalgono gli elementi appuntiti e dinamici. Come ha scritto il direttore di Palazzo Reale, Domenico Piraina, in Arnaldo Pomodoro la denuncia non è fine a se stessa ma come in “Sfera con sfera”, opera che nel 1966 il popolo italiano ha donato alle Nazioni Unite, si intravede la possibilità che un mondo dilaniato possa ricominciare a girare in armonia verso una rinascita. In questo senso, probabilmente non è stato indifferente all’esperienza dello scultore romeno naturalizzato francese, Brancusi, e al suo primitivismo raffinato ma senza decorativismo.
La mostra - un’antologica che coinvolge diverse sedi espositive: Palazzo Reale, la Triennale, la Fondazione Arnaldo Pomodoro e il Museo Poldi Pezzoli - appare come un dovuto omaggio a uno dei protagonisti della scultura internazionale del Novecento e di oggi, nonché un invito a riscoprire le sue opere milanesi, dal “Disco solare” in Piazza Meda, alla “Torre a spirale” in Largo Greppi, al “Monumento Goglio” al Cimitero Monumentale.
Pomodoro stato uno dei grandi protagonisti della scultura internazionale del XXI secolo che con le sue geometrie dinamiche e frastagliate, ha impresso il proprio segno artistico su Milano dove frequenta intellettuali come Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli, Ettore Sottsass, Fernanda Pivano e artisti come Lucio Fontana, Bruno Munari ed Enrico Baj.
Il percorso prende avvio dai bassorilievi degli anni Cinquanta in piombo, argento e cemento, nei quali emergono già le caratteristiche stilistiche di Pomodoro, dal 1954. Nei primi anni Sessanta, lo scultore aderisce al gruppo informale "Continuità", di cui fa parte anche Lucio Fontana. In questo periodo Pomodoro raffina il proprio stile, esprimendo la propria arte nell'equilibrio tra le geometrie esterne e i meccanismi interni delle sue opere monumentali. Nel 1966 gli viene commissionata una sfera di tre metri e mezzo di diametro per l’Expo di Montreal, ora a Roma di fronte alla Farnesina che segna il passaggio alla scultura monumentale.
A Palazzo Reale, nell’unica grande sala, trenta opere, dalle forme geometriche di lucido bronzo squarciate e corrose, le celebri Sfere, i Cippi, all'imponente rilievo che fa parte de Le battaglie che rappresenta la materia come fonte di vita e di conflitto.
Nel 1995 ha costituito la Fondazione Arnaldo Pomodoro, con lo scopo di documentare la sua attività di artista e in generale promuovere l’arte contemporanea con un’attenzione particolare alla ricerca delle giovani generazioni.

"Arnaldo Pomodoro. 90 anni di scultura" a Milano
Milano, Palazzo Reale, dal 21 novembre 2016 al 22 gennaio 2017
Sala delle Cariatidi
Palazzo Reale - Piazza del Duomo 12

Biglietto intero 8 euro
Ridotto 4 euro
Lunedì: 14.30–19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30
Giovedì e sabato: 9.30-22.30

Biglietto 8 euro; ridotto 4 euro:
• Visitatori da 6 a 26 anni
• Visitatori oltre i 65 anni
• Soci Fondazione Arnaldo Pomodoro
• Disabili
• Possessori Card Annuale Civici Musei Milanesi
• Soci TCI Touring Club con tessera
• Soci FAI con tessera aderenti all'iniziativa "Lunedi Musei"
• Militari e forze dell'ordine non in servizio
• Insegnanti
• Visitatori della mostra sui progetti teatrali al Museo Poldi Pezzoli
• Soci COOP
• Gruppo Bianchi Industrial
• Gratuito: bambini da 0 a 5 anni
• Giornalisti

Articolo di Ilaria Guidantoni

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