Aperitivo con i Macchiaioli al Museo Poldi Pezzoli

Scritto da  Sabato, 16 Gennaio 2016 

Riprendono con il nuovo anno gli aperitivi al Museo Poldi Pezzoli.

Mercoledì 13 gennaio primo appuntamento dell’anno in occasione della mostra L’incanto dei Macchiaioli nella collezione di Giacomo e Ida Jucker.
Con soli 10 euro, dalle 18.00 alle 21.00 è stato possibile possibile sorseggiare un bicchiere di vino e apprezzare le opere in esposizione.

L’incanto dei Macchiaioli nella collezione di Giacomo e Ida Jucker

Un’occasione per vedere il primo movimento nazionale dell’Italia, apprezzarne le differenze e i legami con gli Impressionisti francesi e dare uno sguardo al collezionismo.

Dal 13 novembre 2015 al 29 febbraio 2016 il Museo Poldi Pezzoli di Milano presenta 55 delle 96 opere della collezione Jucker; molte opere del nucleo originario sono in collezioni private e non è stato possibile ottenerle o reperirle mentre un quadro che raffigura Diego Martelli, mentore della scuola dei Macchiaioli, nella sua casa a Castiglioncello era già stato promesso alla mostra sui Macchiaioli in corso a Padova. Giacomo Jucker, industriale, figlio di un imprenditore tessile della Svizzera tedesca che, durante la Seconda Guerra Mondiale, un po’ a causa del rallentamento del lavoro e un po’ per trovare un bene rifugio – mentre prendeva tempo per la trasformazione della propria industria che sarebbe dovuta divenire un‘industria bellica – iniziò la sua attività di collezionista. Non amando la pittura contemporanea del quale è stato appassionato collezionista il nipote Riccardo (1909-1987) – la cui importante raccolta di opere dei primi decenni del Novecento è stata acquisita dal Comune di Milano e oggi forma il nucleo centrale del Museo del Novecento – si rivolse all’Ottocento e incontrò i Macchiaioli. Probabilmente fu consigliato e indirizzato da Emilio Cecchi e Somarè, critici del movimento artistico. Il nome di Macchiaioli deriva dalla scelta del primo giornalista che scrisse la recensione e che per deriderli li bollò come quelli delle macchie. Ai Macchiaioli piacque però questa definizione dato che per questi artisti la realtà non appariva disegnata ma a macchie di colore. Questi pittori che provenivano da varie parti d’Italia, quasi tutti con una formazione accademica, anche se furono anti-accademici e in certo modo antesignani degli Impressionisti. Con il movimento francese li accomunava la pittura en plein air, spesso collettiva che poi veniva finita dai singoli pittori nei propri studi. Mentre però gli Impressionisti ritraevano molte scene di vita cittadina e in primis di Parigi, i Macchiaioli preferirono l’ambiente campestre. Non ebbero quasi mai successo in vita anche perché giudicati “antichi” e antiquati dalle avanguardie. Anche nel mercato dell’arte la loro fortuna fu alterna. In effetti Jucker si trovò alla fine della sua vita una collezione di pregio che non avrebbe potuto immaginare all’inizio e che negli anni Settanta e Ottanta del Novecento ha toccato dei picchi in termini di valore, per subire oggi una nuova flessione.

La collezione è presentata grazie al sostegno generoso del The Gabriele Charitable Foundation, del Comune di Milano, di Fondazione Ambron e Castiglioni, con il Patrocinio e il sostegno della Regione Lombardia – Assessorato alle culture, identità e autonomie e il patrocinio di Fondazione Cariplo e il concorso a chiamata dei laureandi della facoltà della Scuola di Design del Politecnico di Milano. La scelta è caduta sulla libanese Nour Abi Saad, giovane promettente designer d’interni. Che ha ricostruito idealmente l’interno della casa Jucker. All’epoca Giacomo fece costruire un palazzetto che apriva una volta a settimana senza però dar vita ad un museo pubblico. Come probabilmente si usava nelle case di allora, tutti i quadri erano esposti nel salotto e salottino mentre nella camera dei padroni di casa c’era solo un’opera di Lorenzo Delleani, pittore piemontese.
Dando una rapida occhiata alla collezione, si comincia con Giovanni Fattori, uno dei primi a rappresentare le battaglie delle guerre d’Indipendenza rendendole attuali e i suoi quadri furono poi il riferimento principale per il regista Luchino Visconti per “Senso”. Altro elemento tipico della sua pittura i cavalli, passione che condivideva con il suo collezionista Jucker.

Altri pittori di primo piano Silvestro Lega ed Eurgenio Cecconi, avvocato e appassionato di caccia, oltre che di pittura, che non ebbe una formazione pittorica ma si avvicinò per diletto all’arte. Tra gli altri in mostra Vito D’Ancona. Federico Zandomeneghi, il veneziano Giacomo Favretto che fu ispirato dalla scuola francese delle scene domestiche; e ancora, Cristiano Banti che cominciò come restauratore; Giuseppe Abbati, Giovanni Segantini, Domenico Ranzoni. Tra i pittori non toscani da ricordare Giacinto Gigante, napoletano, della generazione precedente, nato ai primi dell’Ottocento, che proponeva una pittura di paesaggio che incontrava il gusto dei turisti, una sorta di pittura di souvenir che gli procurò successo anche economico. Tra le personalità che alimentarono i Macchiaioli Telemaco Signorini, che viaggiò – cosa non scontata per i tempi – e che condusse anche una carriera giornalistica fondando un giornale con il critico Diego Martelli. Tra gli altri Vincenzo Cabianca, Giovanni Boldini, Odoardo Borrani e Giuseppe De Nittis, nativo di Barletta nel 1867 si trasferì a Parigi, assorbendone e amandone l’atmosfera mondana e in particolare le donne della buona società che non si stancò mai di ritrarre. Ebbe la fortuna di partecipare nel 1874 all’esposizione nello studio del fotografo Nadar insieme a coloro che erano stati rifiutati dal Salon Officiel e certamente assimilò molto dell’arte fotografica. Infine uno sguardo ad Antonio Mancini, pittore napoletano nato negli anni Cinquanta, un realista che ritraeva la società popolare della sua città.

Inoltre, visite guidate alla mostra alle ore 18.30 e alle ore 19.30 (massimo 20 persone, necessaria la prenotazione ai numeri 02794889 - 02796334.

Prossimi appuntamenti
Mercoledì 20 gennaio
Mercoledì 27 gennaio

Didascalia immagine:
47. Giovanni Segantini
La gioia del colore (Il prosciutto)
Olio su tela c.1886
Collezione privata

Ilaria Toniolo
Ufficio Stampa
Tel. 02.45473800/05
E-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web: www.museopoldipezzoli.it
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Fondazione Artistica Poldi Pezzoli «Onlus»
Museo: Via A. Manzoni, 12 - 20121 Milano
Centralino: 02 45473800 Diretto: 02 45473810
Fax: 02 45473811 www.museopoldipezzoli.it
P.IVA 04265690158 CF 80068270158
Orari apertura museo:
da mercoledì a lunedì ore 10.00 - 18.00 orario continuato. MARTEDI' CHIUSO.

Articolo di Ilaria Guidantoni

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