Anish Kapoor – MACRO (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 25 Gennaio 2017 

17/12/2016 - 17/04/2017

Uno dei maggiori artisti della scena contemporanea torna dopo dieci anni ad esporre in un museo italiano, con molte opere inedite concepite per questo spazio che l’accoglie con grande empatia anche per forme e colori. Forte la tridimensionalità e un tocco pulp sempre di grande raffinatezza, dove domina il rosso, la voglia di andare oltre la superficie, l’aspetto levigato e riflettere, per “sporcarsi” le mani con le profondità della carne e della carnalità.

 

Considerato uno dei maggiori artisti della scena contemporanea, Anish Kapoor - nato a Bombay in India nel 1954, vive e lavora a Londra - torna finalmente ad esporre in un museo italiano dopo oltre 10 anni, con una mostra di 30 opere negli spazi del MACRO, a cura di Mario Codognato. L’esposizione evidenzia la continua ricerca dell’artista anglo-indiano in ambito formale e concettuale, che ha caratterizzato la sua pratica artistica sin dagli esordi, mettendo a confronto i processi altamente ingegnerizzati e più organici della sua opera. In questa mostra, molti inediti, realizzati appositamente per questo spazio di grande respiro, dove dominano una serie di rilievi e dipinti composti da strati aggettanti di silicone rosso e bianco e pittura, così come da sculture-architetture monumentali, tra le quali la straordinaria “Sectional Body Preparing for Monadic Singularity”, esposta l’anno scorso, all’aperto, nel parco della Reggia di Versailles, e riproposta al MACRO in dialogo con l’architettura del museo. Tra i materiali le resine e brandelli di stoffe con il rosso e bianco dominanti e inserti di nero. L’artista lascia il posto alla tridimensionalità e a forme dominate da rotondità nodose da una matericità che sembra farsi liquida, disfatta, strappata con una sensazione di lacerazione che oltrepassa la compostezza alla quale ci ha abituati: linee essenziali e pulite, superfici levigate e riflettenti, nero assoluto, rosso lacca e qualche soluzione rouge-et-noir come una presentata in mostra, “Mirror (Black to Red) del 2016, alluminio e pittura. Nella maggior parte dei casi le opere quasi tutte imponenti sono spigolose, tridimensionali anche quando sono appese come tele dalle quali la pittura sembra staccarsi violentemente come in “Flayed II Scorticato”, del 2016, silicone, pigmento e juta su tavola.
Tra le altre opere in mostra, "Internal Objects in Three Parts" (2013-15), costituito da un trittico in silicone dipinto e cera, è stato esposto quest'anno ad Amsterdam, tra i celebri quadri di Rembrandt presso il Rijksmuseum.
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il patrocinio dell’Ambasciata Britannica di Roma – organizzata da Zètema Progetto Cultura - Main Sponsor BNL - Gruppo BNP Paribas, è accompagnata dalla pubblicazione del catalogo a cura di Manfredi Edizioni.
Il percorso di Kapoor è una rappresentazione della vita come dialettica tra gli opposti e il bianco e rosso sono in qualche modo una polarità come il suo nero assoluto opaco buco nero e superficie riflettente ad un tempo. In quest’esposizione è forte la sensazione della carnalità prepotente e avvolgente, che attrae e respinge lo guardo, che non riesce semplicemente a sottrarsi. L’opera ipnotizza con la sua esuberanza di materia lacera e viva debordante. E’ una sensualità conturbante, a tratti violenta e in pochi casi composta ma sempre esente da volgarità e dalla voglia di provocare che ormai annoia nell’arte contemporanea. In Kapoor non scorgo compiacimento ma l’incantamento verso la vita, che è una polarizzazione di estremi. Anche la fisicità è sempre sublimata in metafore di buchi e tagli che rimandano ad un immaginario archetipo come “Corner disappearing into itself” del 2015, vetroresina e oro. Certamente il 2017 ci regala un Kapoor con una nota pulp, incontenibile.
I suoi lavori sono nelle più importanti collezioni private e istituzioni museali in tutto il mondo (Museum of Modern Art, New York, Tate Gallery, Londra, Fondazione Prada, Milano, Guggenheim Museum, Bilbao). Tra le più recenti mostre personali: Museo Universitario Arte Contemporáneo (MUAC) a Città del Messico (2016); Couvent de la Tourette ad Eveux (2015); e Château de Versailles, in Francia (2015); Jewish Museum and Tolerance Center di Mosca; al Martin–Gropius–Bau di Berlino (2013); al Sakıp Sabancı Müzesi ad Istanbul (2013); e al Museum of Contemporary Art di Sydney (2012). Nel 1990 Kapoor rappresenta la Gran Bretagna alla XLIV Biennale di Venezia dove viene premiato. Nel 1991 vince il Turner Prize e riceve in seguito importanti riconoscimenti internazionali come il Praemium Imperiale (2011) e il Knight Bachelor nel 2013. Tra i principali progetti pubblici meritano una menzione il Cloud Gate (2004) presso il Millenium Park a Chicago e l’ArcelorMittal Orbit (2012) nel Queen Elizabeth Olympic Park a Londra.

Anish Kapoor al Macro
Curatore Mario Codognato
Catalogo Manfredi Edizioni
MACRO, MACRO Via Nizza 138
Dal 17 dicembre 2016 al 17 aprile 2017
Da martedì a domenica ore 10.30-19.30
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietto d’ingresso: -Intero: € 11,00; -Ridotto: € 9,00
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): Intero: € 10,00; Ridotto: € 8,00
Informazioni: Tel. +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 21.00)
Con la collaborazione di MasterCard Priceless Rome
Media Partner Il Messaggero
Con il contributo tecnico dell’Hotel de Russie Roma

Articolo di Ilaria Guidantoni

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