1927 Il ritorno in Italia – Salvatore Ferragamo e la cultura visiva del Novecento – Museo Salvatore Ferragamo (Firenze)

Scritto da  Domenica, 02 Luglio 2017 

Dal 19 maggio 2017 al 2 maggio 2018 al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze la mostra “1927 il ritorno in Italia” – Salvatore Ferragamo e la cultura visiva del Novecento: uno sguardo alla Firenze artistica e in fermento della fine degli Anni Venti, quando il “ciabattino delle dive” scelse di abitare nella città medicea proprio per la sua capacità di coniugare arte, artigianato e innovazione tecnologica. Un allestimento delizioso che mima l’interno di una nave e racconta la metafora di un migrante di talento che divenne creatore di scarpe uniche senza dimenticare il gusto artigianale, la tradizione locale, né chiudersi alle possibilità dell’innovazione industriale. Un percorso fantastico dentro la nave che portò Salvatore Ferragamo all’avventura negli Stati Uniti e in particolare un viaggio nella Firenze vivace di quell’epoca. Uno sguardo davvero originale.

 

Il 1927 è una data importante per Salvatore Ferragamo: quell'anno fece ritorno in Italia dagli Stati Uniti a bordo del transatlantico 'Roma', dopo 12 anni trascorsi in California, a Santa Barbara, dove era diventato famoso guadagnandosi il soprannome di 'calzolaio delle stelle' e aver aperto nel 1923 un negozio a Hollywood. La metafora del viaggio è sintomatica della vita di questo imprenditore ed artigiano singolare che da Bonito, un paesino dell’Irpinia, conquistò Hollywood, come racconta emblematicamente il dipinto del pittore siciliano Pippo Rizzo, “Il nomade” all’ingresso dell’esposizione. Oggi, in occasione dei 90 anni da quella data, il Museo della nota casa di moda internazionale nel palazzo Spini Feroni, propone la mostra, a cura di Carlo Sisi con l’allestimento di Maurizio Balò - il catalogo è pubblicato da Skira - dando vita ad una panoramica sugli anni Venti in particolare a Firenze ma non solo, dove le celebri creazioni di Salvatore fanno da cornice. La mostra-viaggio è a bordo del 'Roma', in un percorso in otto tappe: dagli ambienti della nave, documenti di viaggio alla Firenze attraverso alcuni dipinti, un viaggio attraverso le arti applicate, il guardaroba femminile dell'epoca, progetti di case e le opere di Gio Ponti per Richard Ginori, le maioliche di Cantagalli. Infine il corpo umano, prima come strumento del dinamismo interpretato da Balla, Thayaht fino alla sua scomposizione futurista. Una proposta felice, divertente che fa immergere lo spettatore, grazie ai video che raccontano l’allontanamento dalla terraferma e l’arrivo nella mitica New York, nell’atmosfera di allora. C’è l’avventura della partenza con un sogno per bagaglio, insieme a tanta volontà e il coraggio di affrontare l’ignoto, attraverso fotografie, casse (una celebre fu disegnata da Mino Maccari) e i documenti; e c’è la scoperta dell’ambiente artistico e sociale della città che Salvatore scelse per portare a coronamento la sua storia. Nella pittura Firenze vede ormai affermati i grandi nomi, uno per tutti Ottone Rosai, e in quegli anni si assiste alla compresenza del tardo futurismo con Fortunato Depero, delle prospettive metafisiche e un gusto naïf che si unisce alla prima istanza talora nelle stesse tavole come bene si vede nel quadro “ponte Santa Trinita” di Thayanht dell’Archivio Thayaht & RAM; ma ancora il ritorno all’interesse per l’arte regionale e la cosiddetta arte “rustica” alla quale si inclina lo stesso Depero per l’uso del colore e il recupero dei motivi decorativi tipici degli abiti del folclore tradizionale. In tal senso la Sardegna aveva conseguito una forte consapevolezza del valore del patrimonio tradizionale e in mostra ci sono diversi abiti tradizionali. E’ anche il momento della ceramica artistica e di un’arte artigianale sofisticata come il lavoro di un gioielliere di Duilio Cambellotti celebre per le sue vetrate in tutto il Lazio. In Toscana poi l’arte della manifattura eccelle in particolare con la Porcellana e le maioliche già citate. Proprio la capacità del lavoro artigianale convinse Salvatore a rientrare in Italia, non trovando negli Stati Uniti la stessa attenzione. Tra i vari elementi di questi anni è certamente da sottolineare come il gusto della casa si trasformi e l’abitazione diventi un centro di attenzione non solo nelle classi nobili o alto borghesi, coniugando l’innovazione tecnologica, l’artigianalità e un lato artistico che è in fondo quello che ha da sempre caratterizzato l’arte di Ferragamo che nel 1947 vincerà poi l’Oscar della moda. Simbolo di questa trasformazione è, nel 1930, la quarta Mostra Internazionale Triennale Arti Decorative e dell’Industria Moderna di Monza. Anche la donna assume una posizione di rilievo sociale mai vista in precedenza come mostrano le numerose foto in mostra, dell’Archivio Fondazione 3M Italia (da celebri attrici e soprani, a scrittrici come Grazia Deledda o educatrici quali la Montessori o ancora artiste quali Leonor Fini e Benedetta Cappa Marinetti). Infine, non solo in riferimento al mondo femminile ma soprattutto con una connotazione al femminile, esplode la cura per il corpo e l’iconografia che disegna la corporeità moderna vuole il fisico libero e liberato con una spiccata connotazione sportiva, soprattutto nel segno della forza e della bellezza, con la moda che diventa una componente della vita quotidiana. L’invito sempre più evidente alla cura del corpo ha notevolmente influenzato la ricerca di Ferragamo che non si è nutrito solo di bellezza, gusto, creatività quanto anche di ergonomia, di attenzione a rendere la donna agile e comoda nella calzatura oltre che elegante. L’esposizione fiorentina è l’occasione per immergersi in un mondo e anche un modo originale di organizzare una mostra, per la stessa presenza di opere, oggetti e artisti, frutto di scelte curiose, non dei soliti noti che mette in luce una ricerca attenta e insolita nell’arte.

1927 Il ritorno in Italia
Palazzo Spini Feroni, Piazza di Santa Trinita, 5/R, 50123 Firenze
10:00–19:30; chiuso il 1^ gennaio, il 15 agosto e il 25 dicembre.
Tel. 055.356 2846
Ufficio stampa: Giuseppe Poeta

Articolo di Ilaria Guidantoni

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP