15 ottobre 2015 | 7 febbraio 2016 – I Maestri Impressionisti tornano al Vittoriano di Roma con una selezione di oltre sessanta capolavori dal Musée d’Orsay di Parigi per raccontare in modo nuovo lo spirito di un’epoca. Non i classici paesaggi impressionisti ma una galleria di ritratti, volti e gesti che insieme compongono un affresco della società francese di fine ottocento tra vita mondana, domestica e sociale. Così, passando da tele famosissime ad altre più insolite, Degas, Renoir, Bazille, Rodin, Manet, Cezanne (e tanti altri) riescono a “togliere la barriera che separa l’atelier dalla vita comune” (E.Duranty).

Balthus a Roma

Scritto da Giovedì, 05 Novembre 2015

Scuderie del Quirinale La retrospettiva/ Villa Medici, Roma L’atelier
24 ottobre 2015 - 31 gennaio 2016

Kunstforum Wien, Vienna
febbraio 2016 - giugno 2016

A cura di Cécile Debray, curatrice del Musée National d'Art Moderne/Centre Pompidou

a cura di Elisa Byington
Con installazioni di vetro e acqua che giocano con la disillusione ottica
per dissolvere le certezze della ragione

Presentata dall’Ambasciata del Brasile a Roma
Palazzo Pamphili - Roma
30 ottobre - 27 novembre 2015

Una mostra monografica selezionata – 14 capolavori – di grande raffinatezza: Milano privilegia questa volta la qualità, un allestimento classico che valorizza le opere, con un percorso didascalico fruibile e di alto profilo. Un’occasione per focalizzare lo sguardo su una colonna della pittura italiana con una prospettiva originale: i luoghi di lavoro di Giotto che suggerisce un modo nuovo di viaggiare nel Belpaese.

Lo sguardo come mezzo di conoscenza e di arricchimento; lo sguardo utilizzato dai giovani artisti per rubare la bravura e i segreti del grande maestro. La mostra “Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo”, ospitata nelle sale dei Musei Capitolini fino al 10 Gennaio 2016, riflette su questo argomento, ovvero su come l’arte del grande maestro urbinate sia stata vista e reinterpretata dai più giovani Parmigianino e Barocci, che nei loro più grandi lavori hanno sempre mostrato il ricordo di Raffaello, seppur mitigato da rielaborazioni personali ed in linea col loro tempo.

Museo Regionale dell’Emigrazione a Gualdo Tadino

C’è un angolo dell’Umbria, vicino al confine con le Marche, la cittadina di Gualdo Tadino – 15mila abitanti – che ha fatto dell’emigrazione e della sua storia un museo. Nel centro cittadino ho avuto modo di visitare quest’istituzione preziosa dal punto di vista dell’archivio e della memoria storica così come della didattica: non dimenticare aiuta a costruire e ricostruire, rileggere la nostra identità di migranti, come a preparare i giovani al futuro e ad affrontare una società sempre più meticcia. A dire il vero tra l’altro, attraverso corsi e ricorsi, la storia dell’umanità è stata da sempre una storia di grandi migrazioni che, al di là della considerazione culturale e del valore etico, si sono dimostrate funzionali all’evoluzione antropologica della civiltà. Il cambiamento e la contaminazione sono infatti all’origine della vita.

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