La simultaneità dello spazio dell’osservatore, oltre la tela e del tempo fa rivivere l’idea della città ideale in versione 2.0. In uno dei luoghi più istituzionali di Milano, in contemporanea all’omaggio a Umberto Boccioni per i cento anni dalla morte e il futurismo, tra le fonti principali di ispirazione di Fabio Giampiero, l’incontro tra tecnologia e pittura, non solo un confronto, uno strumento tecnico ma il ponte verso una nuova visione e fruizione dell’arte.

12 marzo - 26 giugno 2016

a cura di David Ekserdjian

Una mostra importante, imponente anche se relativamente contenuta, originale per il taglio, legata al rinnovamento che i due protagonisti, Correggio e Parmigianino, hanno impresso a Parma, una delle capitali del Rinascimento che con l’occasione diventa protagonista. Suggestivo l’allestimento.

Galleria Varsi

19 febbraio – 3 aprile

ingresso libero

Via di San Salvatore in Campo 51, Roma

Il titolo evidenzia l’idea dell’artista di voler rappresentare l’uomo indifeso e prigioniero nelle sue fragilità, che vuole diventare un’entità soprannaturale come gli dei dell’antichità miticizzati nella loro immortalità. Un concetto iconizzato nei secoli per ritagliare una frazione di mondo dove tentare di avvicinarsi all’essenza delle cose, come superamento delle insicurezze e dei limiti umani. L’artista realizza simbioticamente questa identificazione con i robot, con degli esseri visibili e immedesimati nei loro meccanismi, circuiti ingranaggi senza far emergere la carne, le ossa e la totale corporeità umana.

In anteprima per Saltinaria la visita del nuovo allestimento del Satiro danzante a Mazara del Vallo. L’emozione dell’antico che risalendo le profondità del mare si veste con una video installazione, un dialogo tra cristianità e paganesimo, classicità e sperimentazione che rende l’arte viva e fruibile.

4 dicembre 2015 – 3 aprile 2016

Dal 4 dicembre 2015 al 3 aprile 2016 Fondazione Roma Museo-Palazzo Cipolla presenta la mostra di arte contemporanea CoBrA. Una grande avanguardia europea (1948-1951). Esposizione ricca e con alcuni capolavori che nel titolo annuncia correttamente la caratteristica di un movimento nato e morto nello spazio di pochi anni ma non esaurito: il carattere europeo e la voglia dirompente di un’espressione libera, fuori dalle etichette per cui è difficile definirne temi e tipicità. Molto godibile l’allestimento che unisce didattica e piacevolezza estetica con una certa giocosità.

Il fotografo berlinese per la prima volta in Italia

Arriva per la prima volta a Milano il filosofo berlinese considerato uno dei più innovativi nella storia della fotografia del XX secolo anche se quasi sconosciuto fuori del suo paese e uno dei massimi rappresentanti del nudo del suo paese. Una vita da romanzo per questo artista e fotografo che non si sentì mai realmente né l’uno nell’altro. Inseriva l’arte nelle immagini fotografica e pensava in chiave fotografica l’arte. Di lui si potrebbe dire che risponde all’idea che la fotografia è una scrittura con la luce, certamente la protagonista delle sue opere. Lo spazio milanese conferma la sua vocazione di ricerca raffinata in questo ambito.

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