Un corto metraggio documentario su Palermo simbolo della Sicilia e del Mediterraneo come chiasmo di popoli, di incontri e rivalità. Girato senza enfasi come una narrazione poetica attraverso l’ascolto di varie voci, il film diventa un inno alla città e alla sua specularità tunisina nel segno delle corrispondenze mediterranee. Un messaggio di dialogo attraverso una rilettura delicata della storia incrociata tra i due paesi.

21 novembre 2016 - 22 gennaio 2017

Una retrospettiva di trenta opere del noto scultore italiano per i suoi 90 a Milano, città protagonista delle sue geometrie monumentali da gioielleria. Una grande suggestione tra luci e ombre nella sala delle Cariatidi nel cammino del ritorno verso l’essenza-essenzialità delle forme della vita, senza perdere di vista il tormento della battaglia umana.

Clash, film del 2016 sull’estate delle proteste 2013 al Cairo, è spiazzante, claustrofobico, ben girato e decisamente originale per la prospettiva inaudita con la quale legge la rivoluzione o meglio la voglia di ribellione di persone che forse lottano addirittura per valori opposti. Interpretato in modo convincente, diventa uno spaccato sulla società egiziana, lacerata come nel finale aperto.

Anish Kapoor – MACRO (Roma)

Scritto da Mercoledì, 25 Gennaio 2017

17/12/2016 - 17/04/2017

Uno dei maggiori artisti della scena contemporanea torna dopo dieci anni ad esporre in un museo italiano, con molte opere inedite concepite per questo spazio che l’accoglie con grande empatia anche per forme e colori. Forte la tridimensionalità e un tocco pulp sempre di grande raffinatezza, dove domina il rosso, la voglia di andare oltre la superficie, l’aspetto levigato e riflettere, per “sporcarsi” le mani con le profondità della carne e della carnalità.

Museo Novecento - Firenze

Scritto da Mercoledì, 18 Gennaio 2017

Recente apertura verso il passato prossimo per una città culla dell’arte ma non troppo aperta al nuovo. In una bella sede, strategica urbanisticamente, un allestimento articolato ma fruibile, di grande ricchezza che allo stesso tempo è strettamente inserito nel contesto fiorentino e toscano dell’arte contemporanea con una scelta fortemente orientata al “locale” ma non localistica, volta a sottolineare come la città dei Medici sia stata anche nel Novecento un laboratorio effervescente.

Klimt virtuale è ancora più vero grazie alla tecnologia che non “raffredda” l’arte ma la riscalda, in un ambiente suggestivo, una chiesa sconsacrata, creando un contrasto molto intrigante tra sacro e profano. Una sorta di catalogo virtuale che diventa un’esperienza sensoriale a 360 gradi nella quale lo spettatore è immerso e trasportato grazie anche alla musica avvolgente.

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