Una mostra inedita, ricca di 53 sue opere che raccontano il primo e più felice periodo dell’artista russo, e di 85 tra icone, stampe popolari ed esempi di arte decorativa. Il Mudec conferma la sua vocazione a focalizzarsi sull’artista raccontandolo: in questo caso attraverso oggetti e atmosfere dei paesaggi russi che lo hanno ispirato. Originale la presentazione con un allestimento suggestivo e funzionale ad un tempo.

Una città in festa, tra cortile e spazi reinventati, cercando di assaporare una Milano in rinascita: in mostra linee morbide, colore, accostamenti in soliti e molta voglia di giocare, oltre il lusso e l’effetto speciale.

10 marzo 2017 - 23 luglio 2017

Sensazionale e raffinata ad un tempo la mostra di Bill Viola che sceglie una declinazione metaforica in viola, gioca senza ammiccare in una rispondenza stimolante del Rinascimento come recupero della tradizione e apertura alla novità. In quest’idea è racchiusa l’arte elettronica dell’italo-americano che definisce la propria opera cinema, un modo per guardare non più davanti a sé ma dentro e portarla nella vita quotidiana. La dilatazione del tempo e l’amplificazione dell’ordinarietà acquista un senso fantastico, emozionale, di amplificazione fino al sublime e allo spaventoso: in una parola arte.

Dal 6 al 22 aprile 2017

La mostra-progetto della scultrice siracusana, di adozione romana, Roberta Conigliaro, arriva a Milano, apparentemente lontana dal Mediterraneo che racconta, dopo le tappe di Trapani, Siracusa, Tunisi, seguite da Saltinaria. A Milano è nella prima Galleria Cinese in Italia per l’arte contemporanea, la MA-EC - Milan Art & Events Center, di Peishuo Yang, a due passi da Piazza Duomo, nell’ambito degli appuntamenti FuoriSalone, fino al 22 aprile.

Continua la linea espositiva di collaborazione internazionale tra musei per Palazzo Reale con Manet, in un’ottica nuova: simbolo della modernità e della Parigi in trasformazione, sua musa e metropoli moderna per eccellenza. Iniziatore di un nuovo corso attento alla quotidianità, alla cronaca, alla bellezza transitoria e alla luce fuggente, pittore troppo in anticipo sui tempi che non fu apprezzato se non alla fine della sua vita.

Per la prima volta a Firenze le opere della Collezione Kunila, tra le più grandi raccolte private di pittura moderna dell’Europa nordorientale: la pittura estone ancora poco conosciuta al Museo del Novecento. Al centro della raccolta il paesaggio e il connubio quasi mistico con la luce, con una forte sperimentazione cromatica. Un’arte che vuole offrire soprattutto piacere nell’unione intima con la natura come nel caso del più grande pittore estone del Novecento, il primo modernista, Konrad Mägi al quale è dedicata una stanza.

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