La forma della seduzione. Il corpo femminile nell'arte del '900

Roma, Galleria nazionale d'arte moderna, 5 giugno - 5 ottobre 2014 - Esposizione a cura di Barbara Tomassi.
Un fraintendimento, un equivoco raccontano una grande verità, quella della percezione. Quale equivalenza, se esiste, tra femminilità e seduzione? Da questa premessa un allestimento originale per la scelta dei punti di vista, artisti importanti e molto eterogenei che nel Novecento si sono confrontati con il corpo femminile, esaltandone la forma quale può essere rappresentata ed espressa dalle arti visive, con l’ingresso ad esempio della fotografia.

Aldo Mondino, il fascino dell’altrove

Scritto da Domenica, 21 Settembre 2014

Aldo Mondino, il fascino dell’altrove

Dandismo e leggerezza nella pittura di questo artista, girovago dove l’altrove è una suggestione intensa ma anche ‘confusa’ nella suggestione della lontananza

Bianco e nero di geografie naturali e antropizzate, ma sono ritratti di uomini e donne ‘fuse’ con l’ambiente naturale che mostrano la continuità e quasi l’interscambiabilità delle specie viventi. Perfino impressionanti. Le immagini appaiono come opere d’arte, dipinti, disegni a china, riecheggiando molta pittura giapponese e, ancora una volta, mostrando la frontiera fluida tra natura e opera d’arte. Un messaggio di pace e di chiamata alle armi ad un tempo, di segnalazione dell’armonia che diventa sublime e di denuncia di violazione. Un maestro del tratto verrebbe da dire, più che dello scatto.

Quando un evento culturale è capace di emozionarti, coinvolgerti, entusiasmarti, è chiaro che è pienamente riuscito; è questo il caso di “Foro di Augusto. 2000 anni dopo”, progetto di valorizzazione dei Fori Imperiali, ideato e curato da Piero Angela e Paco Lanciano, con la collaborazione di Gaetano Capasso, che rientra nelle celebrazioni per il bimillenario della morte di Augusto, avvenuta il 19 Agosto del 14 d.C..

12 giugno – 4 luglio 2014


La sensualità è materia, così primaria che diventa fluida, oltre l’organicismo che la ridurrebbe al sesso. Cosa immaginate quando sentite sensualità? Corpi che danzano, bocche che si sfiorano, mani che si accarezzano e si intrecciano? Dimenticate tutto questo. Il suo mondo è infinitamente più piccolo e più grande. E’ un’attitudine, come ci racconta Mario Guerra in uno spazio singolare, dove cibo e sensi si uniscono nell’origine primaria, semplicemente vita anche se distillata.

Per celebrare i 450 anni dalla morte dell’artista, i Musei Capitolini ospitano fino al 14 settembre la mostra “Michelangelo. Incontrare un artista universale”, che attraverso l’esposizione di alcuni capolavori scultorei, disegni autografi, documenti e progetti si propone di raccontarci il percorso biografico e artistico del genio fiorentino lungo una vita e una carriera lunghissime, contraddistinte da una costante tensione tra spirito e materia, bellezza e corruzione.
Mostra ricca di documenti e significativa a partire dalla scelta del luogo che la ospita, la magnifica piazza progettata proprio da Michelangelo in uno dei suoi lavori del tardo periodo romano, “opera-contenitore” che ci introduce idealmente alle nove sezioni espositive, alternando le opere michelangiolesche a quelle delle collezioni permanenti del museo.

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