Man Ray, l’uomo infinito, per la prima volta una personale dell’artista a 360 gradi nel sud d’Italia, dal 15 luglio al 19 novembre 2017. Una mostra completa, anche di oggetti, ben articolata, nelle sue otto sezioni, che racconta l’uomo e non solo questo artista versatile tra fotografia, pittura, scultura, cinematografica, grafica con un percorso singolare che ha saputo unire New York a Parigi. Molto piacevole l’allestimento con illuminazione diretta sulle opere, un risultato pulito e fruibile.

Una piccola mostra per sognare, trasportati tra Hollywood e quel set che fu l’Europa, in particolare l’Italia, specialmente Roma, con un allestimento leggero e delicato, organizzato in sessioni dagli Anni Venti ai favolosi Anni Sessanti: protagonisti i volti dei divi simbolo con un taglio originale: il cinema visto dall’occhio del fotografo e della macchina da presa, all’incrocio tra tecnica di produzione, laboratorio dietro le quinte, e immagine creativa per eccellenza.

con Miki Manojlovic, Neri Marcorè, Ana Caterina Morariu, Manuela Mandracchia, Serena Grandi da Giovedì 8 giugno in sala e sulla piattaforma CineMAF.

Una frizzante commedia con quel tanto di onirico, un po’ sgangherato e fresco, elementi surreali che nascono da un modo di essere e di affrontare la più comune delle realtà quotidiana: tutti gli elementi tipici di una commedia alla Almodovar senza eccessi, estremismi né i suoi guizzi.

A Firenze arriva il museo diffuso con Ytalia, una mostra di 100 opere di arte contemporanee inserite nei musei della città, da Forte Belvedere, a Palazzo Vecchio, al Museo del Novecento. La prima tappa di Saltinaria è stata al Museo Marino Marini – con Nunzio e Mimmo Paladino - e l’annessa Cappella Rucellai, dopo il restauro del 2013. Un modo per vivere l’arte, in un dialogo tra ieri e oggi e tra luoghi diversi e vita quotidiana.

Dal 14 aprile al 30 luglio 2017 alle Scuderie del Quirinale è di scena la mostra Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle collezioni reali di Spagna, lettura originale e sinottica dell’arte del periodo quale testimonianza, attraverso una selezione di dipinti e sculture, dei legami politici molto stretti e delle strategie culturali stabilite tra la corte spagnola e gli stati italiani nel corso del XVII secolo. Allestimento raffinato e curato particolarmente nell’illuminazione.

Dal 19 maggio 2017 al 2 maggio 2018 al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze la mostra “1927 il ritorno in Italia” – Salvatore Ferragamo e la cultura visiva del Novecento: uno sguardo alla Firenze artistica e in fermento della fine degli Anni Venti, quando il “ciabattino delle dive” scelse di abitare nella città medicea proprio per la sua capacità di coniugare arte, artigianato e innovazione tecnologica. Un allestimento delizioso che mima l’interno di una nave e racconta la metafora di un migrante di talento che divenne creatore di scarpe uniche senza dimenticare il gusto artigianale, la tradizione locale, né chiudersi alle possibilità dell’innovazione industriale. Un percorso fantastico dentro la nave che portò Salvatore Ferragamo all’avventura negli Stati Uniti e in particolare un viaggio nella Firenze vivace di quell’epoca. Uno sguardo davvero originale.

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