Il parco di Villa Gregoriana a Tivoli

Scritto da Lunedì, 23 Marzo 2015

C’è un luogo molto particolare, magico non lontano da Roma che vale la pena visitare: è la villa Gregoriana a Tivoli, un parco molto suggestivo con i suoi alberi giganteschi e secolari, le piccole radure, i dirupi, le rocce ripide, le grotte naturali, ma anche con le molte testimonianze storico-artistiche. La villa è stata voluta da papa Gregorio XVI nel 1834 facendo realizzare un’importante opera idraulica di deviazione del corso dell’Aniene, che con le sue piene annuali creava non pochi problemi.
Ancora oggi è possibile così contemplare da un incantevole terrazzino, detto ferro di cavallo, la spettacolare e impetuosa cascata alta ben 120 metri e incastonata tra le rocce e il verde; percorrendo il groviglio di sentieri scoscesi e gradinate si scende fino alla Grotta di Nettuno e a quella delle Sirene, singolare per le sue stalattiti, dove il fiume viene inghiottito nelle viscere della roccia.

In occasione dei 100 anni dal brutale genocidio, dal 6 marzo al 3 maggio 2015 al Vittoriano la cultura armena si mette in mostra.

E’ la prospettiva originale il punto di forza della mostra, la lettura della poetica pittorica di Matisse attraverso la suggestione arabo-orientale della decorazione, arabesque come recita il sottotitolo. Interessante l’accostamento a reperti storici di ceramica turca e araba di diverse provenienze ed epoche che hanno influenzato il protagonismo del colore nel pittore francese. E ancora maschere e oggetti provenienti da un mondo “altro e lontano” come il moucharabieh di Fez, quasi tutti provenienti dal museo parigino di Quai Branly dedicato appunto alle civiltà extra-europee. Da segnalare l’attività di costumista per Daghilev che riportano ai suoi viaggi in Russia e a uno scambio che in quegli anni interessò molti artisti.

Nexo Digital e I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection

presentano

NATIONAL GALLERY

di Frederick Wiseman

Mercoledì 11 marzo, per un solo giorno al cinema

Trailer qui https://www.youtube.com/watch?v=-wJZ30AyoyQ&feature=youtu.be

Dal 18 Febbraio 2015 al 30 Maggio 2015

Curatori Paola Zatti in collaborazione con il Museo Rosso di Barzio

Una retrospettiva di alto valore, per la natura delle opere e per l’aspetto simbolico: omaggio all’artista torinese, con un’esperienza parigina, milanese di adozione. Scultore e fotografo, ribelle all’accademia, precursore del superamento delle barriere tra le arti, di grande modernità, infaticabile sperimentatore di tecniche.

Ha avuto luogo da giovedì 12 a domenica 15 febbraio all’interno dello splendido complesso monumentale quattrocentesco di Santo Spirito in Sassia, l’ultima tappa della manifestazione culturale volta a valorizzare uno dei prodotti più conosciuti al mondo dell’agroalimentare italiano, il vino. A farci da guida, un ‘Caronte’ degno dell’eccezionalità della location, Luca Maroni, analista sensoriale e una delle firme italiane dell’enologia note a livello internazionale, che premierà i prodotti meritevoli citandoli nella 22° edizione dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2015. Tra gli stand colorati ed invitanti, troviamo tutte le più importanti aziende rappresentative di tutte le regioni italiane: sono circa un’ottantina di nomi, tra cui Donnafugata, Cusumano, Cantine del Notaio, Mastroberardino, Falesco, Contadi Castaldi, Montalbera, Velenosi, Piaggia, Elena Wlch, Casale del Giglio, Maculan, Tiefenrunner, Lis Neris.

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