Museo Regionale dell’Emigrazione a Gualdo Tadino

C’è un angolo dell’Umbria, vicino al confine con le Marche, la cittadina di Gualdo Tadino – 15mila abitanti – che ha fatto dell’emigrazione e della sua storia un museo. Nel centro cittadino ho avuto modo di visitare quest’istituzione preziosa dal punto di vista dell’archivio e della memoria storica così come della didattica: non dimenticare aiuta a costruire e ricostruire, rileggere la nostra identità di migranti, come a preparare i giovani al futuro e ad affrontare una società sempre più meticcia. A dire il vero tra l’altro, attraverso corsi e ricorsi, la storia dell’umanità è stata da sempre una storia di grandi migrazioni che, al di là della considerazione culturale e del valore etico, si sono dimostrate funzionali all’evoluzione antropologica della civiltà. Il cambiamento e la contaminazione sono infatti all’origine della vita.

"L’Eleganza del Cibo", una mostra, in occasione dell’EXPO 2015 per celebrare a Roma il connubio perfetto tra la nutrizione, tema dominante dell’esposizione universale, e la maestria sartoriale Made in Italy giocando sul tema del nutrimento e della creatività che unisce la moda alla tavola.

Henry Moore alle Terme di Diocleziano

Scritto da Giovedì, 01 Ottobre 2015

Assolutamente da vedere il ritorno delle opere dello scultore Henry Moore alle Terme di Diocleziano che si sposano nella loro severa sinuosità, rigorosa morbidezza, classicità fusionale tra gli archetipi dell’antichità e l’esigenza di rompere le righe della contemporaneità, in modo armonico nel sontuoso spazio della romanità. Perfettamente.

La Grande Madre. Milano, Palazzo Reale

Scritto da Giovedì, 10 Settembre 2015

Un’idea originale, una grande mole organizzativa e un’ambizione che pare una sfida: raccontare la maternità nell’arte dal passato al presente con circa 400 opere e un’attenzione focalizzata al presente, alla forza dirompente della dissacrazione, della rappresentazione che scardina i parametri universali e tradizionali come metafora di un rovesciamento del senso della vita. Interessante, da vedere quale spunto di riflessione e stimolo per ripensare la femminilità, l’eros, l’idea stessa del vivere. Manca forse il racconto, il percorso e il senso di svolgimento. L’unitarietà è data solo dal tema.

Steve Mc Curry è tornato a Roma con le sue foto.
E’ ancora vivo il ricordo della mostra, intitolata semplicemente “Steve McCurry”, alla Pelanda nel 2012, con il suggestivo allestimento che invitava lo spettatore a girovagare nelle varie sezioni con la sensazione di “perdersi” in un viaggio ideale intorno al mondo. Oggi è possibile ancora ritrovare alcune sue foto nella mostra collettiva A occhi aperti. Quando la storia si è fermata in una foto all’Auditorium Parco della Musica, prorogata fino al 7 giugno, dove è in buona compagnia con Abbas, Gabriele Basilico, Elliott Erwitt, Paul Fusco, Don McCullin, Josef Koudelka, Paolo Pellegrin, Sebastião Salgado, Alex Webb.

Dall’iperealismo fotografico ad uno sguardo emozionale sulle grandi metropoli che si animano dalla parte del vissuto umano, anche quando finiscono per inghiottirlo. C’è una nuova tecnica e uno stile differente che segna il biennio 2013-2014 nella pittura di Carmine Cerrarini. La mostra segna una volta anche nel titolo: le città viste nel segno dell’anima che è vita.

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