Una mostra monografica selezionata – 14 capolavori – di grande raffinatezza: Milano privilegia questa volta la qualità, un allestimento classico che valorizza le opere, con un percorso didascalico fruibile e di alto profilo. Un’occasione per focalizzare lo sguardo su una colonna della pittura italiana con una prospettiva originale: i luoghi di lavoro di Giotto che suggerisce un modo nuovo di viaggiare nel Belpaese.

Lo sguardo come mezzo di conoscenza e di arricchimento; lo sguardo utilizzato dai giovani artisti per rubare la bravura e i segreti del grande maestro. La mostra “Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo”, ospitata nelle sale dei Musei Capitolini fino al 10 Gennaio 2016, riflette su questo argomento, ovvero su come l’arte del grande maestro urbinate sia stata vista e reinterpretata dai più giovani Parmigianino e Barocci, che nei loro più grandi lavori hanno sempre mostrato il ricordo di Raffaello, seppur mitigato da rielaborazioni personali ed in linea col loro tempo.

Museo Regionale dell’Emigrazione a Gualdo Tadino

C’è un angolo dell’Umbria, vicino al confine con le Marche, la cittadina di Gualdo Tadino – 15mila abitanti – che ha fatto dell’emigrazione e della sua storia un museo. Nel centro cittadino ho avuto modo di visitare quest’istituzione preziosa dal punto di vista dell’archivio e della memoria storica così come della didattica: non dimenticare aiuta a costruire e ricostruire, rileggere la nostra identità di migranti, come a preparare i giovani al futuro e ad affrontare una società sempre più meticcia. A dire il vero tra l’altro, attraverso corsi e ricorsi, la storia dell’umanità è stata da sempre una storia di grandi migrazioni che, al di là della considerazione culturale e del valore etico, si sono dimostrate funzionali all’evoluzione antropologica della civiltà. Il cambiamento e la contaminazione sono infatti all’origine della vita.

"L’Eleganza del Cibo", una mostra, in occasione dell’EXPO 2015 per celebrare a Roma il connubio perfetto tra la nutrizione, tema dominante dell’esposizione universale, e la maestria sartoriale Made in Italy giocando sul tema del nutrimento e della creatività che unisce la moda alla tavola.

Henry Moore alle Terme di Diocleziano

Scritto da Giovedì, 01 Ottobre 2015

Assolutamente da vedere il ritorno delle opere dello scultore Henry Moore alle Terme di Diocleziano che si sposano nella loro severa sinuosità, rigorosa morbidezza, classicità fusionale tra gli archetipi dell’antichità e l’esigenza di rompere le righe della contemporaneità, in modo armonico nel sontuoso spazio della romanità. Perfettamente.

La Grande Madre. Milano, Palazzo Reale

Scritto da Giovedì, 10 Settembre 2015

Un’idea originale, una grande mole organizzativa e un’ambizione che pare una sfida: raccontare la maternità nell’arte dal passato al presente con circa 400 opere e un’attenzione focalizzata al presente, alla forza dirompente della dissacrazione, della rappresentazione che scardina i parametri universali e tradizionali come metafora di un rovesciamento del senso della vita. Interessante, da vedere quale spunto di riflessione e stimolo per ripensare la femminilità, l’eros, l’idea stessa del vivere. Manca forse il racconto, il percorso e il senso di svolgimento. L’unitarietà è data solo dal tema.

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