Una mostra gioiello sul grande artista francese naturalizzato americano, noto come Arman, originale nel suo essere pittore che realizza sculture, precursore dell’installazione come rottura delle barriere tra le arti, sospeso tra Dadaismo e Surrealismo, archeologo dell’oggi, fece del violino rotto e riassemblato il suo simbolo.

Pintoricchio, Pittore dei Borgia e il Mistero Svelato di Giulia Farnese ai Musei Capitolini dove è esposta per la prima volta la Madonna, ritenuta dal Vasari il ritratto di Giulia Farnese, amante di papa Alessandro VI Borgia, accanto al più noto Bambin Gesù delle mani. Una mostra che restituisce il posto che merita ad un pittore trascurato per il parere del celebre critico e grande innovatore: iniziatore di una reinterpretazione della classicità il cui gusto si diffuse nella pittura dal tardo Quattrocento.

Il JMC, Journées Musicales de Carthage, festival musicale di Cartagine è andato in scena dal 9 al 14 aprile; quest’anno ha puntato su una forte apertura internazionale e sull’innovazione, oltre che sui bambini e un concorso arabo-africano. L’edizione 2017 ha deciso di “rischiare” scegliendo un gruppo metal per il concerto finale.

Una passeggiata a Bordeaux, nel cuore di una delle zone più vocate dell’enologia francese, città borghese, ricca, bella eppure ‘calda’, che ha saputo recuperare l’antico per proiettarsi al futuro come nel caso del CAPC, museo dell’arte contemporanea in un antico deposito di merci legate agli scambi commerciali e la Cité du vin, il più grande museo al mondo nel suo genere.

Con Stanze d’artista. Capolavori del ‘900 italiano, la Galleria d’arte moderna di Roma, conferma la sua scelta di privilegiare opere poco esposte, alternando pezzi della collezione permanente con prestiti come in questo caso: Sironi, Martini, Ferrazzi, de Chirico, Savinio, Carrà, Soffici, Rosai, Campigli, Marini, Pirandello e Scipione, artisti che hanno operato tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento, relativamente di recente valorizzati in Italia e ancora poco conosciuti all’estero. Il fil rouge dell’iniziativa è sull’intimità come suggerisce il titolo tra parole e immagini di artisti a tutto tondo.

Una mostra inedita, ricca di 53 sue opere che raccontano il primo e più felice periodo dell’artista russo, e di 85 tra icone, stampe popolari ed esempi di arte decorativa. Il Mudec conferma la sua vocazione a focalizzarsi sull’artista raccontandolo: in questo caso attraverso oggetti e atmosfere dei paesaggi russi che lo hanno ispirato. Originale la presentazione con un allestimento suggestivo e funzionale ad un tempo.

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