Lunedì, 15 Gennaio 2018 21:57

Parenti Serpenti - Teatro Augusteo (Napoli)

Dal 12 al 21 gennaio. Dal cinema al teatro, da Paolo Panelli a Lello Arena: il nuovo allestimento teatrale di “Parenti Serpenti”, commedia di Carmine Amoroso resa celebre dalla pellicola diretta da Mario Monicelli nel 1992, approda al Teatro Augusteo di Napoli, con la regia di Luciano Melchionna. Il perbenismo e la gioia delle festività natalizie si fondono con l’ipocrisia ed i segreti di una famiglia che, messa di fronte ad un bivio, si troverà a prendere una decisione paradossale pur di non alterare gli equilibri della propria quotidianità. Uno spettacolo cinico ma che riesce a raccontare, con umorismo, le insospettabili ombre dell’animo umano.

Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 12 fino a domenica 21 gennaio, Lello Arena sarà in scena con lo spettacolo “Parenti Serpenti”, diretto da Luciano Melchionna; Arena sarà il protagonista della divertente e amara commedia di Carmine Amoroso, resa celebre dal film di Mario Monicelli.

Dopo 39 edizioni, 377 repliche e oltre 370mila spettatori-clienti, nei teatri e nei luoghi più significativi della tradizione italiana e dei festival internazionali, Dignità Autonome di Prostituzione, il sorprendete spettacolo di Luciano Melchionna scritto a quattro mani con Betta Cianchini, muove verso il suo ritorno a Roma per un evento straordinario a Cinecittà.

Elaborata pensando ai testi di John Osborne, Roland H. Bainton, Luther Blissett, questa storia di Lutero prende a pretesto gli avvenimenti storici, pur rispettandone la cronologia e i ruoli, e cala la sua parabola nella solitudine dell’uomo moderno, nella timorosa ricerca di riferimenti dei nostri giorni. Il Lutero di questo lavoro è prima di tutto Martino, un uomo, che pretende da coloro che impongono le regole di rispettarle e di dimostrarne la giustezza.

Dal 23 gennaio al 9 febbraio riapre il Bordello dell’Arte di Luciano Melchionna, trovando ancora una volta la sua casa naturale nella splendida cornice del Teatro Bellini, che per l’occasione si tinge di rosso scarlatto, dismettendo la veste disegnata da Tato Russo.

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