Anni ‘80, afosa estate pugliese: la vita piatta di Oscar, post adolescente amante del rock psichedelico, viene sconvolta dall'apparizione di Sandra, bellissima e nordica. Qui comincia un viaggio tra vita e morte, tra realtà ed ebbrezza, tra paradisi artificiali e bisogno di emozione autentica. Il ritratto di una generazione senza speranze: "Stasera sono in vena".

Un classico che non necessita di presentazioni, proposto nella rilettura della giovane compagnia VicoQuartoMazzini. Pirandello riveduto e corretto dallo stesso Pirandello, in un’operazione antologica per gettare nuova luce sull’arcinota vicenda dei personaggi orfani d’autore. Il protagonista diventa un regista contemporaneo che ha abbandonato le scene, in una rivisitazione definita dal regista “polanskiana”.

Monologo a firma di Sergio Pierattini per il primo lavoro che vede Peppino Mazzotta esclusivamente nelle vesti di regista, portato in scena in prima nazionale sul palcoscenico di Primavera dei Teatri. Protagonista l’omonima donna del titolo, interpretata da Milva Marigliano, milanese alle prese con un viaggio a bordo di una panchina sospesa, alla ricerca del senso della (sua) vita.

Un labirinto verticale incornicia l’ipnotico monologo di Enzo Moscato, figura di spicco della drammaturgia napoletana contemporanea. Uno spettacolo di grande impatto, finestra su una Napoli eternamente contraddittoria e affascinante. L’umanità brulicante, egoista e massificata, che perde l’identità, come succede ai topi che abitano la casa del(la) protagonista.

Primavera dei Teatri ha ospitato i quotidiana.com ed il secondo capitolo della trilogia “Tutto è bene quel che finisce, tre capitoli per una buona morte”. Se il primo capitolo, “L’anarchico non è fotogenico”, introduceva il tema dell’eutanasia in maniera metaforica, come necessità di rinnovamento e quindi di morte di ogni vecchia, stagnante certezza, in questo secondo capitolo il fulcro è la riflessione sull’eutanasia propriamente detta, pretesto per un immaginario viaggio nell’Aldilà ma soprattutto nell’Aldiquà.

La sedicesima edizione di Primavera dei Teatri, festival dei nuovi linguaggi della scena contemporanea in corso a Castrovillari (Cs) ha visto tra i protagonisti anche i padroni di casa, Scena Verticale, compagnia organizzatrice del festival, con "Polvere. Dialogo tra uomo e donna", l'ultima fatica del direttore artistico Saverio La Ruina. Un dialogo monocorde e maniacale per dimostrare quanto la violenza sulle donne non si espliciti solo tramite efferati attacchi fisici.

Anteprima nazionale per il nuovo lavoro di Fibre Parallele, compagnia barese che torna a Primavera dei Teatri con "La Beatitudine", narrazione a più voci dei mondi che ci costruiamo, alla ricerca costante (ma spesso fallimentare) dell'emozione.

Straordinaria prima nazionale per l’ultimo, affascinante lavoro di Mario Perrotta. Dopo il successo dell’appena concluso Progetto Ligabue, torna in scena con un racconto di echi, voci di una storia vista dal basso, dalla trincea: perché il centenario della Grande Guerra sia ricordo delle persone comuni che non hanno spazio nei libri di storia e di un’Italia multiforme unita, per la prima volta, al fronte.

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