Giovedì, 10 Aprile 2014 20:34

Doris Every Day - Teatro Studio Uno (Roma)

Barbie, sogno di ogni bambina, è il modello di perfetta bellezza e somigliarle, con tutti i sacrifici che questo comporta, è l'obiettivo di Doris, inculcatole dalla madre fin da piccola. La bellezza come ideale e aspirazione massima, quindi. Ma fino a che punto si è disposte a cambiare vita per apparire belle ai propri occhi e a quelli degli altri? Cosa si nasconde dietro una vita in apparenza perfetta, fatta di abiti rosa, sorrisi e capelli luminosi? È lì la felicità? Questo è ciò che prova a raccontare “Doris Every Day”, in scena fino al 20 aprile al Teatro Studio Uno di Roma e vincitore nel 2012 del Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio: un'indagine sul mondo della bellezza femminile con un testo corrosivo e intelligente. Il risultato è una riflessione amara e insieme ironica sul valore della perfezione estetica nella società attuale; tanti gli spunti interessanti che però avrebbero potuto essere sviluppati maggiormente.

Mercoledì, 05 Giugno 2013 19:51

Italia Libre - Teatro dell'Orologio (Roma)

Due amici si preparano a vivere al massimo il loro sabato notte. Divertimento assicurato e buona compagnia sono ormai gli unici fari che illuminano giorni sempre troppo uguali. Uno di loro, però, ultimamente ha preso coscienza della propria esistenza, di ciò che lo circonda e di cosa, in maniera quasi impercettibile, gli viene negato. C’è un Sistema, là fuori, che tutto controlla, che riduce le persone a mucche da mungere, allevandole, omologandole e fornendogli tutto ciò che desiderano - compresa la bamba - ma negando loro ciò che, in nuce, definisce l’essere umano: la libertà di poter scegliere. Chi sta in alto manipola, corrompe, sfrutta. Chi sta in basso, accecato dall’ultimo modello di smartphone o di auto, subisce passivamente e, spesso, inconsapevolmente.

Martedì, 10 Luglio 2012 22:18

Opera Panica - Teatro Belli (Roma)

Opera Panica

9 e 10 luglio. Cabaret, anzi circo, una sorta di strampalata compagnia di maghi e prestigiatori in panne che racconta in modo paradossale, con accenti grotteschi, in certi punti sadomaso – con i costumi da can can ironico e caricaturale, indovinati – il gioco delle parti tra vittime e carnefici. La situazione si rovescia in continuazione, si avvita su se stessa e si abbandona verso il finale al puro nonsense, con qualche volgarità di troppo, goffa e inutile; momenti di puro divertissement demenziale; qualche spunto surreale del quale si riconosce certamente la fonte letteraria. Come di fronte a Jodorowski la tentazione è chiedersi: geniale o semplicemente assurdo?

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