"Dieci piccoli indiani" è forse il testo più famoso di Agatha Christie: da quando venne pubblicato nel 1939 (inizialmente con il controverso titolo di "Ten little niggers") ha venduto oltre 110 milioni di copie del romanzo, è stato rappresentato centinaia di volte sul palco (426 repliche solo a Broadway) e pure al cinema. Ma, nel modo in cui viene proposto in scena fino al prossimo 21 gennaio al Teatro Quirino di Roma da Gianluca Ramazzotti e Ricard Reguantnon si è mai visto prima.

Approda al Teatro Quirino martedì 9 gennaio un classico del thriller firmato Agatha Christie: “Dieci Piccoli Indiani… e non rimase nessuno!” debutta nella versione diretta dal regista spagnolo Ricard Reguant dopo il brillante successo riscosso nella scorsa stagione in terra iberica. Chi sarà l’assassino responsabile dell’efferata catena di misteriosi omicidi? Per scoprirlo avete tempo sino al 21 gennaio.

Dopo una stagione che sta per concludersi tra grandi successi, lunedì 8 maggio è stato presentato il nuovo cartellone del Teatro Quirino. Una varietà di generi caratterizzata dall’eccellenza e dal professionismo, che spazia dalla tragedia di Euripide ai romanzi di Agatha Christie passando per Woody Allen, Strindberg e Pierre Chesnot. Tra i protagonisti, i grandi nomi di Monica Guerritore, Gabriele Lavia, Massimo Ranieri e Mariangela D’Abbraccio, e giovani interpreti come Marianella Bargilli, Vanessa Gravina, Ruben Rigillo e Francesco Bonomo.

Il Teatro Elfo Puccini di Milano, sempre attento alla nuova drammaturgia, presenta sino al 20 marzo “Gyula”, scritto e diretto da Fulvio Pepe, alla sua prima regia teatrale. Se il sottotitolo è “una piccola storia d'amore”, lo spettacolo è un atto creativo di grande indipendenza, profondità e leggerezza. Lo spaccato di una comunità semplice, popolare con i suoi sentimenti, concreta e tuttavia sospesa, talvolta, in un'atmosfera fiabesca. Un omaggio alla bellezza imperfetta.

Un marito idealeTre gennaio milleottocentonovantacinque, Londra, Theatre Royal. Va in scena la prima di “An ideal Husband” dell'acclamato Oscar Wilde, noto in tutti i salotti per il suo straordinario talento di conversatore, famoso per lo scalpore suscitato dalla pubblicazione cinque anni prima del romanzo “Il ritratto di Dorian Gray”, incontrastato padrone delle scene londinesi con i suoi “society dramas”: “Il ventaglio di Lady Windemar”, “Una donna di nessuna importanza” e “L'importanza di chiamarsi Ernesto” che sarebbe stata allestita il mese successivo. Soltanto cinque mesi dopo viene condannato ai lavori forzati per la sua omosessualità. Cinque anni più tardi morirà a Parigi in totale solitudine.

Mercoledì, 13 Marzo 2013 20:36

Donnacce - Teatro Golden (Roma)

Alessandra Costanzo e Paola Tiziana Cruciani hanno debuttato il 5 marzo al teatro Golden nella nuova commedia di Gianni Clementi dal titolo “Donnacce”. In scena fino al 17 marzo, lo spettacolo si sta dimostrando l’ennesimo successo di un autore che più e meglio di tanti altri riesce a leggere i nostri tempi con una arguzia e una profondità realmente fuori dal comune, evidenziando nel testo una spiccata sensibilità drammaturgica. Basterebbe elencare alcuni dei titoli delle innumerevoli commedie da lui scritte, come “Ben Hur”, “Il cappello di carta”, “Finché vita non ci separi”, “La spallata” o “Una volta nella vita”, per comprendere come siamo di fronte ad un autore contemporaneo che riesce a parlare indistintamente al benpensante come all’uomo comune, all’anziano come al giovane trovando sempre e comunque una chiave di lettura assolutamente non banale su temi trasversali, mettendo il dito nelle piaghe di una cultura sempre più appiattita e avvilita da una supremazia dell’apparire a detrimento dell’essere.

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