Sabato, 23 Dicembre 2017 21:09

Ragazzi di vita - Teatro Argentina (Roma)

Il regalo del Teatro Argentina per questo Natale è la riproposizione di uno dei maggiori successi della scorsa stagione, i “Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini, adattati per la scena da Emanuele Trevi e diretti da Massimo Popolizio. Uno spettacolo corale, potente ed evocativo a cui hanno già assistito circa 15.000 spettatori, numero destinato ad aumentare in modo esponenziale.

Un teatro aperto a tutti, un’agorà civile e culturale che sia fulcro di democrazia partecipata, di pensieri, utopie, emozioni. È questo il senso racchiuso nella composizione della stagione che Antonio Calbi, al suo quarto anno di direzione del Teatro di Roma, presenta in una sala gremitissima del Teatro India.

Sabato, 11 Marzo 2017 14:10

Orgia - Teatro Patologico (Roma)

Enrico Maria Carraro Moda, con i suoi “I nani inani” non compie mai scelte banali o di comodo, ha sempre qualcosa da dire e si sforza di farlo in modo originale ed intelligente. “Orgia” di Pasolini per molti può apparire una sfida improba e per molti, probabilmente, lo è, ma per Carraro Moda è un occasione per restituire una visione lucida sulla precarietà morale ed esistenziale del mondo “normale” also known as “borghese”. Lo ha accolto la struttura del Teatro Patologico, splendida per estetica e, soprattutto, per umanità. Pertanto… non potevo esimermi dal lasciarmi accogliere…

Mercoledì, 01 Marzo 2017 13:54

Quello che non ho - Teatro Quirino (Roma)

Fino al 5 marzo Neri Marcorè, accompagnato dalle chitarre e dalle voci di Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini, porta sul palco del Teatro Quirino "Quello che non ho", un inedito pezzo di teatro-canzone scritto e diretto da Giorgio Gallione che alterna le ballate di Fabrizio De André e i pensieri di Pier Paolo Pasolini per raccontare le contraddizioni dell'Italia e del mondo di oggi.

Domenica, 19 Febbraio 2017 18:23

Porcile - Teatro Menotti (Milano)

E’ andato in scena al Teatro Menotti “Porcile, testo dal sapore profetico di Pier Paolo Pasolini. A rappresentarlo la compagnia stabile del Teatro Metastasio di Prato per la regia di Valerio Binasco, grande traduttore scenico e regista illuminato e sottile.

Lunedì, 13 Febbraio 2017 19:10

La Nebbiosa - Teatro Franco Parenti (Milano)

Sarà in scena al Teatro Franco Parenti fino al 19 febbraio, “La nebbiosa”, testo scritto da Paolo Trotti e Stefano Annoni (anche interprete) e liberamente ispirato all'omonima sceneggiatura filmica di Pier Paolo Pasolini rimasta improdotta. A dargli vita sul palco del Franco Parenti, insieme al bravissimo Stefano Annoni anche un abile e brillante Diego Paul Galtieri.

A ideale completamento del progetto “Roma per Pasolini”, percorso iniziato dal Teatro di Roma per celebrare la ricorrenza del quarantennale della morte del grande poeta e drammaturgo, andrà in scena sul palco del Teatro Argentina dal 26 ottobre, in prima nazionale, “Ragazzi di Vita” con la regia di Massimo Popolizio.

"Bellezza è verità, verità bellezza, questo solo sulla Terra sapete, ed è quanto basta”. Cita John Keats il direttore del Teatro di Roma Antonio Calbi, pronto ad introdurre le novità della stagione 2016-2017. “Un verso che mi pare si adatti bene al Teatro, che è il luogo della verità e insieme della bellezza, dell’invenzione, della poesia”. Si rivolge subito alle istituzioni presenti sul palco, esortando il Sindaco Virginia Raggi e l’Assessore alla Cultura della Regione Lidia Ravera a marcare l’attenzione in una visione pubblica del Teatro di Roma, una realtà artistica che intende proseguire il suo percorso di rinascita culturale di Roma.

STANZE è un progetto ideato e realizzato da Alberica Archinto e Rossella Tansini con la collaborazione di Teatro Alkaest, grafica e web di Jaya Cozzani, per sviluppare una diffusione del teatro verso situazioni di massima vicinanza tra chi recita e chi assiste. Al suo quinto anno, Stanze, esperienze di teatro d’appartamento finora svoltasi solo in case private e talvolta in alcune case-museo, ora cambia ed esplora altri spazi per realizzare nuovi incontri. Oltre alla qualità abitativa, questa volta i ‘luoghi non teatrali’ si arricchiscono, come accade con la proposta del 2 maggio che vede il progetto di Anagor alla Casa della Memoria: una appassionata indagine su un complesso ambito della poesia pasoliniana, ovvero L’italiano è ladro. Testo poco noto di Pier Paolo Pasolini che ha avuto un lungo periodo di gestazione fra il 1947 e la seconda metà degli anni Cinquanta, è un poema scritto in diverse lingue o meglio dialetti, dalla forte connotazione politica, testimone significativo sia del clima culturale degli anni ‘50 che si apriva alla rappresentazione delle classi popolari, sia del particolare contesto dell’opera di Pasolini.

Anagoor
L’italiano è ladro
di Pier Paolo Pasolini
una transizione imperfetta
con Luca Altavilla, Marco Menegoni
commento critico Lisa Gasparotto
regia Simone Derai
prima assoluta

La Casa della Memoria, situata ai piedi del celebre Bosco Verticale in uno degli edifici più rappresentativi della zona di Porta Nuova, è stata restaurata e adibita a spazio pubblico lo scorso 25 aprile: l’edificio, progettato dallo studio Baukuh e vincitore di un concorso internazionale di architettura, è interamente rivestito di mattoni che compongono quadri rappresentativi della storia di Milano del dopoguerra. Il quartiere del fashion e della Milano che ripopola quartieri come questo, noto come ‘L’Isola’, è situato nei pressi della stazione Garibaldi e nella Casa della Memoria vi ha sede un gruppo di associazioni che dedicano la loro attività a mantenere viva la memoria delle vittime di tutte le violenze di cui Milano è stata a sua volta vittima: dalle persecuzioni razziali naziste e fasciste, alle stragi politiche degli anni ’70. Un fulcro per le attività culturali di ricerca e formazione sui temi legati alla storia più recente e spesso dolorosa della città. Ecco perché si è così fortemente voluto mettere in scena qui la prima.

La compagnia Anagoor che oggi presenta Pasolini nasce nel 2000 a Castelfranco Veneto su iniziativa di Simone Derai e Paola Dallan ai quali si aggiungeranno successivamente molti altri, creando un progetto di collettività. Danno voce ai versi di Pasolini Luca Altavilla e Marco Menegoni mentre a Lisa Gasparotto, ricercatrice in Scienze Linguistiche e Letterarie presso le Università di Udine e di Milano-Bicocca, è affidato, oltre a un’intensa lettura poetica, anche un importante intervento critico col racconto dell’evoluzione del laboratorio pasoliniano. La regia è curata da Simone Derai. I tre giovani e dall’aspetto forse poco pasoliniano, ovvero belli e puliti, ottengono invece un effetto direi catartico leggendo e interpretando molto intensamente e con perfetta dizione anche nei dialetti il senso desolante, urlato o sussurrato della poetica pasoliniana.

“Così ho aperto le imposte… ma cos’è il mondo? Il mio demone” scriveva nei ‘Ragazzi di vita’ del ’55 e nel diario, perché di un diario si tratta, ‘L’italiano è ladro’ che serve al ‘Canzoniere popolare’ come esperimento per dimostrare quella che Pasolini chiamava ‘pratica regressiva’ ovvero un modo per usare il dialetto e far sì che il borghese trasferisse alla classe più povera e inespressa un linguaggio di narrazione in versi per raccontare il conflitto tra i proletari e i borghesi, cioè il conflitto di classe. Tutto il testo infatti è in terzine e in novenario, come i cori delle madri o i discorsi tra il figlio del padrone e il figlio del contadino, che ritroviamo in altri eccelsi poeti come Dante e Pascoli. Impariamo che il patrimonio lessicale con multilinguismo che include vari dialetti ed epoche storiche, comprese bestemmie spesso censurate ma importanti per via del valore ideologico, come polemica sociale che considera una intera classe sociale capace di bestemmia come si faceva tra figli e madri nei loro dialetti che però, proprio grazie a Pasolini, qui usano invece un linguaggio dei padri, con miscela di stili e mescolanza di versi e lingue. E’ il “meraviglioso fallimento che porta al romanzo…”.

Il pubblico che ha affollato la piccola aula a disposizione ha applaudito molto a lungo, totalmente affascinato da questo esperimento che ci ha tenuti a poche decine di centimetri dai giovani monologhisti, straordinari e struggenti nel testo scelto, quasi mai sentito prima e davvero potente.

lunedì 2 maggio 2016 – ore 20.00
presso Casa della Memoria
via Confalonieri, 14 - Milano
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www.lestanze.eu 331 4129098

Siete venuti qui per fare del teatro, ma ora dovete dirci: a che cosa serve? Bertolt Brecht, Discorso agli attori-operai danesi sull’arte dell’osservazione

Articolo di Daniela Cohen

L'incontro del pluripremiato attore Giuseppe Battiston con Pierpaolo Pasolini, un viaggio di ritorno alla terra di temporali e primule, anche autobiografico, pensato per restituire la bellezza del grande laboratorio di poesia in lingua friulana di Pasolini e il suo spessore emozionale nella nostra memoria collettiva. Un mondo che lo spettacolo intende ricreare, attraverso una selezione di poesie, delineando una struttura drammaturgica che vuol essere soprattutto un contrappunto più leggero al grande dolore che queste poesie veicolano. Non un recital, ma uno spazio per le tante voci che popolano il mondo di Pasolini, in particolare la concretezza della gioventù, con i suoi desideri, la sua tenacia: il tentativo di dare vita al sogno di quelle voci, di quelle presenze.

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