Il Teatro Eliseo si accinge a spegnere le sue prime cento candeline ma lo sguardo certamente non è solo rivolto ad una nostalgica rievocazione del passato: inesauribile energia creativa e linfa vitale pervadono la nuova stagione dello storico teatro di via Nazionale con una calibratissima miscela di prosa tradizionale e drammaturgia contemporanea, una grande attenzione dedicata ai migliori artisti emergenti ed uno sguardo rivolto alla cultura in tutte le sue declinazioni - scienza, letteratura, poesia, arte, musica, cinema, cucina - ed attento a tutte le generazioni. Alcuni dei protagonisti in arrivo sui palcoscenici di Eliseo e Piccolo Eliseo? Il padrone di casa Luca Barbareschi, Gabriele Lavia, Glauco Mauri e Roberto Sturno, Michele Riondino, Giorgio Tirabassi, Lello Arena, Carrozzeria Orfeo, Ficarra e Picone, Licia Maglietta, Eros Pagni e tanti altri… scopriamo i dettagli di una stagione 2018/2019 da non perdere, attraverso le parole del direttore artistico Luca Barbareschi.

Sabato, 03 Febbraio 2018 12:50

Lacci - Teatro Eliseo (Roma)

Dal 30 gennaio all’11 febbraio. Dopo il grande successo di “La scuola”, Silvio Orlando porta sul palcoscenico dell’Eliseo un altro testo di Domenico Starnone, “Lacci”, tratto dal romanzo omonimo che racconta di una famiglia separata che si ricompone e finisce definitivamente sfaldata.

Lunedì, 14 Novembre 2016 20:35

Tempesta - Teatro Argot Studio (Roma)

Dal 2 al 20 novembre. “Tempesta” di William Shakespeare per la regia di Maurizio Panici è una produzione per la stagione large 2016-2017 del Teatro Argot Studio, con un impianto scenico di grande impatto, per quanto essenziale e moderno senza attualizzazioni forzate. Grande cura nel gioco di luci, nei costumi, negli inserti musicali rock. Buona interpretazione con un filo costante di ironia che coglie del Bardo la duplicità del momento aulico e scurrile come un Rembrandt del teatro: la tragedia autentica ha sempre una nota da commedia come la vita. Con Luigi Diberti, Pier Giorgio Bellocchio, Matteo Quinzi, Claudia Gusmano, Valentina Carli, Riccardo Sinibaldi e Antonio Randazzo; musiche di Giovanni Di Giandomenico; scene di Francesco Ghisu; costumi di Anna Coluccia; light design di Giuseppe Filipponio. L’aiuto regia è di Maria Stella Taccone con la collaborazione di Alessandro Carbonara.

La presentazione della nuova stagione teatrale Argot Studio 2016/2017, dal titolo evocativo, “La felicità è una cosa semplice”, testo originale con il quale si è aperta la conferenza stampa, racconta lo stile di questo spazio, una residenza e laboratorio per chi vi lavora come hanno sottolineato Tiziano Panici e Francesco Frangipane, direttori artistici Argot Studio. Nello spirito del teatro un’ampia offerta formativa e di laboratori e una stagione teatrale articolata tra classici riscritti, “classici contemporanei” di “lunga durata”, e programmazioni per un fine settimana per compagnie giovani o nuove nel panorama romano.

Dalla parte della parola, arguzia, moti surreali, un’ironia per certi versi strampalata, testo che si affida questa volta a gesti, sguardi, smorfie, a bisbiglii che ne cambiano il senso. Un Gili singolarmente umoristico che però nella trama conserva tutto il gusto dello scavo, nell’assurdità della vita di cui nemmeno gli angeli conosco il senso.

Domenica, 17 Gennaio 2016 20:59

Angeli - Teatro Argot Studio (Roma)

Debutta in prima assoluta al Teatro Argot Studio di Roma, dal 12 al 24 gennaio, "Angeli", spettacolo scritto e diretto da Filippo Gili; in scena Pier Giorgio Bellocchio e Arcangelo Iannace, un progetto firmato Uffici Teatrali e prodotto da Argot Produzioni. Mercoledì 20 gennaio alle ore 19.00 nel foyer del teatro il consueto appuntamento con l’autore e l’aperitivo offerto da Banana Trash (cucina fusion nippo-brasiliana).

Sabato, 05 Dicembre 2015 14:39

Antigone - Teatro dell’Orologio (Roma)

Dal 24 novembre al 6 dicembre. Creonte ragiona, Antigone sviscera. Come dice Holderlin, l’essenza del tragico è essenza dell’uomo in sé. Del suo essere sia Creonte che Antigone. Anzi, di come l’esperienza “ventrale” di lei sia sepolta, con lei, sotto le angoscianti e fragili vittorie del cerebro razionale. La classicità attica, il candore apollineo erano contigui al nero, alle fognature impulsive della spiritualità. Il progetto è tirare fuori, da quella spiritualità, la terapia ammortizzante della violenza, dell’orientalità, dell’essere travolgentemente travolti da un Dio che è dentro di sé, né sopra né sotto. Così, mentre Creonte si sforza ad insegnare alla Polis a parlare, Antigone insegna a se stessa, prima di tutto, a ritornare prima del linguaggio. Filippo Gili presenta in prima nazionale la sua rilettura registica dell' "Antigone" di Sofocle, con una compagnia d'interpreti d'eccezione: Vanessa Scalera, Barbara Ronchi, Omar Sandrini, Alessandro Federico, Filippo Gili, Matteo Quinzi, Piergiorgio Bellocchio, Rosy Bonfiglio e Roberto Dellara.

Cresciuto a pane e cinema, ha scelto il teatro per lavorare su se stesso e misurarsi con l’unicità della replica e del suo pubblico. Con il personaggio di Emone ha lavorato sulla lentezza, “fermando” la propria fisicità, per andare oltre. A due giorni dal debutto dello spettacolo "Antigone" per la regia di Filippo Gili abbiamo incontrato Pier Giorgio Bellocchio, giusto prima di entrare in scena, per avere uno sguardo sullo spettacolo dal palcoscenico, dalla parte dell’attore.

Il Teatro Argot Studio è pronto ad accogliere il suo pubblico per la nuova stagione teatrale 2015/2016: Il Folle Volo Continua… Una presentazione originale alla stampa della nuova stagione articolata tra spettacoli di “lunga durata” e progetti, rassegne e laboratori, unendo il classico e soprattutto la rilettura e riscrittura di testi noti a novità in prima nazionale. Presentazione all’ insegna dello spettacolo con le musiche del Maestro Paolo Vivaldi, caratterizzate da note struggenti e di grande raffinatezza.

Domenica, 26 Aprile 2015 17:14

Amleto - Teatro Comunale Ridotto (L'Aquila)

Una riscrittura prima che una rilettura, asciugata, depurata, spogliata di ogni ornamento che rischi il decorativismo. Filippo Gili si concentra sulla parola e gioca tutte le componenti dello spettacolo, assottigliandole ma affilandole allo stesso tempo, per tagliare la ridondanza. Il suo Amleto non è attualizzato; è attuale perché coglie l’universale e lo spettacolo scuote perché ha una forza interiore che non ha bisogno di vestirsi di potenza. La mano della regia, senza schiacciare l’interpretazione, guida e disegna la trama, plasma gli interpreti e si vede. Si riconosce senza tentennamenti. Ne esce un lavoro armonico con una parola molto lavorata, ruminata dagli attori, che alla fine convincono perché sono convinti. Hanno interiorizzato il messaggio e lo vivono nell’azione non frontale. Il pubblico è immerso nello spettacolo che si muove con continuità tra platea e palcoscenico, senza semplici incursioni, né ammiccamenti, e neppure strattonando lo spettatore.

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