La città medicea diventa per due giorni faro del Mediterraneo, sotto il segno e il sogno del sindaco visionario Giorgio La Pira che, alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, intuì l’importanza del Mediterraneo e del dialogo tra i popoli e il ruolo centrale dell’Italia nel continente liquido. La serata al Teatro della Pergola condotta da Ferdinando Ceriani, coordinatore artistico del progetto realizzato dal regista Maurizio Scaparro, unisce letture e narrazioni di storie di migranti, il video del debutto a Roma di Memorie di Adriano, imperatore simbolo del Mediterraneo come crocevia, e sonorità contaminate come quelle di Peppe Servillo, Eugenio Bennato, l’ormai storica Orchestra di Piazza Vittorio e la prima orchestra formata interamente da donne “arabe”, Almar’à, nata proprio a Firenze.

C'è tempo fino al 19 giugno per godere dell'Opera da tre soldi che porta la firma di Damiano Michieletto al Piccolo Teatro Strehler di Milano. Il regista più ricercato del momento porta in scena un interessante esperimento che, a più di quarant'anni dall'ultima regia messa in scena al Piccolo, si muove tra fedeltà e trasgressione, tra il recupero di alcuni aspetti originari della partitura e dello spirito brechtiano e interessanti novità rispetto all' "ingombrante" e fondamentale messa in scena streheleriana del '73. Sul palco si muovono con totale sicurezza attori di punta delle precedenti stagioni del Piccolo (Marco Foschi, Peppe Servillo, Margherita di Rauso, Rossy De Palma) restituendo un Brecht che, proprio perché rivisto nella forma, parla agli spettatori in maniera efficace, con il linguaggio di oggi.

Dal 19 aprile in prima assoluta approda al Piccolo di Milano L’opera da tre soldi di Brecht/Weill, una nuova produzione per la regia di Damiano Michieletto che arriva in scena dopo sessant’anni dalla morte del drammaturgo, non come una sfida né un omaggio alla memoria ma per festeggiare la continuità e la diversità di abitare il tempo.

I fratelli Servillo tornano a calcare assieme il palcoscenico con "La parola canta": dopo l’esperienza de “Le voci di dentro”, Toni e Peppe si ripropongono al pubblico accompagnati dai bravissimi musicisti del Solis String Quartet. In cartellone all’Auditorium Parco della Musica di Roma fino al 14 febbraio per poi proseguire con il Teatro Lliure di Barcellona.

Dal 14 al 19 aprile al Teatro Strehler di Milano, Toni e Peppe Servillo ritornano al Piccolo con un omaggio a Napoli: un recital delle poesie e canzoni più rappresentative della napoletanità, dove la parola è suono e si tuffa nella musica; quella vitale ed esuberante, ma anche dolce e melanconica dei Solis String Quartet, che inonda il teatro per celebrare questa città greco orientale, regno dell'eccesso, cambiata tante volte restando sempre la stessa, proprio come un attore.

Sabato, 24 Gennaio 2015 13:19

Le voci di dentro - Teatro Argentina (Roma)

Dal 20 gennaio al 15 febbraio torna sul palcoscenico dell’Argentina, durante la sua tournèe di successo in Italia ed Europa, “Le voci di dentro” di Eduardo De Filippo, diretto e interpretato da Toni Servillo, affiancato in scena dal fratello Peppe, leader della Piccola Orchestra Avion Travel.

Sette incontri tra storia e arte al Teatro Argentina dall’11 gennaio al 19 aprile (ore 11) con i quali il Teatro di Roma, in collaborazione con la Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, racconterà Roma, la sua grandezza e la sua storia, oltre che la ricchezza e l’unicità del suo straordinario patrimonio archeologico e dell’immaginario contenuto nei “frammenti” della città antica. Un passato che torna nel presente attraverso un ciclo di sette incontri ad ingresso libero dal titolo LUCE SULL’ARCHEOLOGIA per regalare emozioni, scoperte e conoscenza, contribuendo alla valorizzazione e alla tutela del nostro patrimonio da custodire e tramandare come traguardo di cultura.

Dall’11 novembre al 7 dicembre. Difficile trovare un testo di Eduardo De Filippo che non piaccia: "Le voci di dentro", portato in scena per il secondo anno dai fratelli Servillo al Piccolo Teatro di Milano è un capolavoro, non solo di sconcertante attualità, ma soprattutto di genialità teatrale, di antropologia, di filosofia dei rapporti umani, soprattutto sotto lo stress di contingenze stringenti. Protagoniste, due famiglie di una Napoli appena uscita dalla seconda guerra mondiale, ognuna sfasciata a suo modo e ognuna che tira avanti a vivere come può. Sulla scena, la presenza dei due fratelli Servillo commuove, e fa sentire le vibrazioni di quell'intesa, di quell'alchimia speciale che, i fortunati, avranno potuto respirare quando i fratelli De Filippo recitavano insieme.

Alla scoperta della ricchissima stagione 2014/2015 del Teatro Argentina, in un magistrale equilibrio tra tradizione e innovazione. Ecco tutti gli spettacoli in cartellone.

La crisi in Europa e nel nostro Paese ha sviluppato una tendenza pericolosa: quella di appiattirsi su dati, statistiche e valutazioni puramente numeriche, dimenticando le ripercussioni sociali che misure economico-finanziarie di austerità possono avere sulla qualità della vita dei cittadini. Nel settore culturale poi, ciò è dannoso perché l’autonomia finanziaria dei soggetti culturali preserva la loro autonomia progettuale; che poi è necessaria a promuovere l’eccellenza culturale di una città; che a sua volta contribuisce a forgiare l’identità della città stessa, coinvolgendo cittadini ed imprese. Insomma, investire in cultura vuol dire tessere una serie di legami tra i vari attori sociali, culturali ed economici che, stimolando la sensibilità culturale della cittadinanza, rendono più fertile il suo tessuto economico e sociale.

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