Nella nuova stagione del Teatro Manzoni di Roma diretto da Pietro Longhi ritroveremo gli attori di riferimento delle passate stagioni e una selezione di nove spettacoli nel segno della commedia brillante e di temi attuali e spesso difficili, sempre trattati con leggerezza per non smettere di divertire ed emozionare il pubblico.

Spunti di riflessione a non finire e sicuramente tante risate. Si preannuncia con questi principi ispiratori la proposta artistica del Teatro Manzoni di Roma per il prossimo anno. Fra gradite conferme e giovani talenti, moltissimi gli attori che si succederanno sul palco di via Monte Zebio. Fra di loro, Pietro Longhi, Paola Gassman, Carlo Alighiero, Elena Cotta, Francesca Nunzi, Max Tortora, Fabio Avaro, Rita Forte, Saverio Marconi, Antonello Costa, Enzo Casertano, Gianfranco D’Angelo e Patrizia Pellegrino.

La stagione 2013/14 del Teatro Manzoni di Roma continua nel solco della tradizione, ormai consolidata, della commedia brillante, una vera palestra per gli attori - come ha ricordato Paola Gassman intervenendo alla presentazione - con al centro i temi della famiglia, fil rouge di tutti gli spettacoli. In fondo, come ha sottolineaato Maurizio Micheli, altro habitué di questa sala, la famiglia è un microcosmo dove si ritrovano tutti i temi della società, i caratteri universali e le problematiche dell’attualità. Altro elemento caratteristico della stagione l’attenzione alla drammaturgia contemporanea sia per la regia, scegliendo anche alcuni giovani, sia per i testi, recuperando in certi casi autori italiani poco rappresentati. Infine, questo teatro più di altri dà l’impressione di essere un palcoscenico di vita dove gli abbonati interagiscono con attori e programmazione, una sorta di famiglia allargata che in occasione della prima si troverà a discutere, fuori dai circoli per addetti ai lavori, degli spettacoli.

due scapoli e una bionda

Il triangolo amoroso (e comico) nato dal genio di Neil Simon, viene proposto in una originale versione al Manzoni fino al 18 Aprile, dietro la sapiente regia di Ennio Coltorti.

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