Il Teatro Litta, sul suo piccolo e storico palcoscenico ospita dal 17 al 29 marzo una produzione del Teatro della Cooperativa, con la regia del grandioso Renato Sarti e il sincero talento di Matthieu Pastore, che ha anche tradotto il testo dal francese. Nato a Lione nel 1989, ha vissuto in Italia a partire dai 19 anni; qui nel 2012 ha vinto il Premio Hystrio alla vocazione ed è soprattutto capace di deliziarci con questo monologo splendido e quasi magico, "Titanic - The great disaster". Scritto nel 1992, il testo provoca ancora la meraviglia per un autore sensibilissimo, Patrick Kermann, che nel 2000, a soli 41 anni, si è tolto la vita. Secondo lui, il palcoscenico “serve a incarnare e disincarnare il materiale e l’immateriale, il visibile e l’invisibile, poiché il teatro è il territorio della morte dove i viventi tentano la comunicazione con l’aldilà…”. Ma il bravissimo, corpulento, agile e ottimo affabulatore Matthieu incanta la platea per l’intero spettacolo, ricavandone al termine una meritata ovazione.

Il giovane Matthieu Pastore, diretto dall’inossidabile Renato Sarti, sbarca al Teatro Litta con il suo Titanic - The Great Disaster - Soliloquio marittimo per 2.201 personaggi e 3.177 cucchiaini. Il testo firmato Patrick Kermann, si configura come un singolare memento mori “ad uso di fari, capitanerie, stazioni marittime ed altri ventri della balena”, che dal profondo degli abissi fa emergere, come bolle d’aria, ricordi, episodi, ossessioni. Morto nell’affondamento del transatlantico, Giovanni racconta la sua storia: la parabola del sogno di un emigrante friulano, annegato tra le onde del destino, allegoria del nostro mondo vicino alla catastrofe. Curiosi di conoscere i dettagli di questo inconsueto progetto teatrale ne abbiamo incontrato il protagonista, Premio Hystrio alla vocazione teatrale 2012.

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