Domenica, 24 Marzo 2019 14:08

L’ora meridiana di Paola Musa

Romanzo sociale non nel senso tradizionale quanto affresco della condizione di a affettività e disorientamento morale della società contemporanea attraverso la vita di un uomo che si sgretola, quella di Lorenzo Martinez. L'ordinaria follia e banalità del male che non risparmia nessuno anzi si annida proprio nel cuore del l'intimità. Il libro parte con un tono cinematografico, commedia nera all'italiana finché prende poi il sopravvento proprio l'anima nera o gialla, insospettabile della scrittrice. Una rivelazione per chi conosce i suoi libri precede ti anche se non rinuncia alla pietà. Una scrittura cruda che pare al maschile. Uno stile insolitamente poetico.

Martedì, 26 Aprile 2016 16:30

"Go Max Go" di Paola Musa

Definito romanzo musicale, a mio parere non solo perché racconta la biografia in forma narrativa del più importante sassofonista jazz italiano, Massimo Urbani, ma perché senza pretese accademiche e tono saggistica, è un romanzo sulla musica come energia vitale, oltre che un affresco della musica tra gli anni Settanta e l'inizio degli anni Novanta, con tutta la carica rivoluzionaria e creatrice che il jazz come visione esistenziale ha portato. È però soprattutto la storia di un ragazzo di borgata che il successo non riesce a a strappare al quartiere e alla sua fragilità. Paola Musa con i toni semplici, a tratti dimessi, che fanno di lei una poetessa dell'umiltà, racconta, ancora una volta, la vita e la sensibilità degli ultimi.

Lunedì, 03 Novembre 2014 19:55

“Quelli che restano” di Paola Musa

Continua il viaggio tra gli ultimi di Paola Musa, un lavoro ben documentato, attento, scabro ma non scabroso, una scrittura, asciutta e ruvida senza volgarità. Nel libro non si fanno sconti, ma resta la delicatezza, un filo di speranza e una lezione di umiltà. Un mondo molto particolare ed in fondo una storia di tutti i giorni che magari ci passa accanto senza accorgercene. La Roma che vive dietro le sbarre, un femminile in grigio.

Condominio Occidentale

Un esperimento ambientato presso Binario 95, il centro di accoglienza della Stazione Termini di Roma all’interno di una rete nazionale: la prova della sinergia tra cultura e impegno sociale, dove raccontare storie ad alta voce assume il significato originario del narrare come condivisione, per intrattenere, per consolare o per mantenere la memoria. Oggi si dice per non dimenticare.

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