Prima assoluta dello spettacolo-concerto frutto del progetto vincitore dell’edizione 2018/2019 della Biennale College Teatro - Registi Under 30, che lo scorso anno ha premiato il ventisettenne romano Leonardo Manzan. Liberamente ispirata al “Cyrano de Bergerac”, l’opera, intitolata “Cirano deve morire”, è stata prodotta dalla Biennale di Venezia e realizzata con l’attivo tutoraggio del Direttore della sezione teatrale Antonio Latella.

Al simpatico Teatro Libero, aperto ancora per il gaudio di chi non è in vacanza fuori Milano, una decina di attori si fanno trovare davanti alla platea, tutti in piedi, tutti belli, giovani e sorridenti, maschi e femmine e pure multietnici. Appena entrati e seduti in poltrona per assistere a "Shakespeare without eyes", sottotitolato Un’esperienza sensoriale a occhi chiusi, mi si avvicina una biondina dal sorriso dilagante, in una tunica stretta da una fascia rossa, che mi invita a togliermi scarpe e calze. Io lascio i miei sandali e vedo che ogni spettatore sta seguendo lo stesso suggerimento. “E’ per iniziare il viaggio” dice ancora l’attrice al mio fianco. Poi mi porge una mano e mi accompagna, a piedi nudi come tutti gli altri, fin sotto al palco dove noi spettatori saremo adornati da una benda speciale che copre gli occhi perfettamente e lascia al buio.

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