19 maggio - 28 agosto 2016

a cura di Alessandra Mammì e Alessandra Mauro

Avrebbe voluto di ventare artista per ritrarre la realtà ma poi capì che la voleva raccontare ed essere giornalista. Fu così che la macchina fotografica da pennello divenne penna. Colpisce l’anima del cronista non senza una vena lirica, in grado di cogliere l’attimo e l’universale ad un tempo nelle situazioni più disparate. Un esercizio alla vita svolto con una grande raffinatezza mai estetizzante. I suoi scatti non sono né rapiti, in fuga, né immobilizzati: sono il fermo immagine di un film che è la vita.

In questa fine del 2015 Palazzo delle Esposizioni è il protagonista indiscusso della stagione espositiva romana, ospitando tre mostre ricche di capolavori, che indagano aspetti differenti dell’arte non cadendo nella banalità e senza utilizzare nomi altisonanti che attirano le masse. Dai capolavori dell’americana collezione Phillips, passando per il realismo sovietico fino ad arrivare al design italiano del XX secolo, le sale del complesso espositivo si animano grazie alla vivacità dei colori e alla forza espressiva del segno delle avanguardie artistiche, alle linee sinuose dei mobili Liberty, alle figure imponenti e realistiche dell’arte russa.

ROMA, PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
30 aprile – 13 settembre 2015

Il ritorno a Roma, città della svolta del grande fotografo, con alcuni inediti e un'esposizione monumentale legata al Diluvio, ispirato alla Cappella Sistina. La monumentalità della raccolta è un impatto frontale tra iper-realismo e motivazione sociale, provocazione più che critica. Indietreggia la figura umana, talora, scompare e forse ne guadagna in profondità e in ironia l'opera. È alle spalle, o quasi, il retaggio pubblicitario e l'ammiccamento al mondo della moda, derivazione degli anni Ottanta. Più interessanti le opere dove lo choc è un effetto e non l'obiettivo o un risultato collaterale come ne' "Il mio Gesù privato".

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