Il Direttore Artistico del Teatro della Cometa, l’ingegner Giorgio Barattolo, presenta la prossima stagione teatrale, affidando la conduzione della serata a Michela Andreozzi, che, rivelandosi anche un’ottima presentatrice, introduce gli undici spettacoli in cartellone, caratterizzati da una generosa presenza femminile e da ben tre debutti nazionali.

Appuntamento ormai irrinunciabile quello con "TREND nuove frontiere della scena britannica", la rassegna curata da Rodolfo di Giammarco che ormai da quindici anni accompagna l'autunno romano con il meglio della drammaturgia contemporanea d'oltremanica. Quindici titoli, due mesi consecutivi di programmazione per sperimentare fino in fondo le parole, i silenzi, i contatti umani, per raggiungere un senso o un inquietante vuoto di senso.

E' andato in scena al Teatro de' Servi in questo primo scorcio di primavera romana "Un bacio dai tuoi papà", la nuova commedia di Gianpiero Pumo dedicata al tema quanto mai attuale dell'omogenitorialità e delle famiglie arcobaleno. Un testo scoppiettante, ironia tagliente al punto giusto contrappuntata da emozionanti aperture di sincero sentimento, una regia (firmata da Gianluca Ferrato) dai ritmi piacevolmente serrati ed estremamente attenta alla caratterizzazione dei personaggi, un quintetto di attori splendidamente assortito formato da Mauro Conte, lo stesso Pumo, Valeria Monetti, Carlo Zanotti e Paila Pavese. Il risultato? Uno spettacolo colorato di quella leggerezza che con intelligenza accarezza il cuore, non dimenticando di suscitare significativi spunti di riflessione per ricordare che "famiglia" è dove c'è amore, non un concetto graniticamente codificato da qualche saccente e retrograda gerarchia.

Sabato, 30 Gennaio 2016 14:30

Viaggi di Ulisse - Teatro Eliseo (Roma)

Il premio Oscar Nicola Piovani torna a calcare le scene ricreando, sul palco del Teatro Eliseo dal 26 al 31 gennaio, la seduzione ed il fascino dell'immortale eroe greco Ulisse: per farlo, si affida ad una nuova forma artistica, che lui stesso chiama “concerto mitologico per strumenti e voci”. Nessuna espressione può essere più indicata: numerosi sono, infatti, gli strumenti presenti sul palcoscenico, dai classici pianoforte, contrabbasso, sax, violoncello, percussioni e tastiera elettronica, ai meno usuali strumenti della tradizione mediterranea, come fisarmonica e mandoloncello; splendide le voci degli artisti che ci accompagnano in questo viaggio nella letteratura, quelle di Chiara Baffi, Carlo Cecchi, Paila Pavese, Massimo Popolizio, Mariano Rigillo, Massimo Wertmuller e Virgilio Zernitz. Ma il tocco d’autore si rivela, come sempre, quello delle mani magiche del maestro Nicola Piovani che, con la sua modestia e genuinità, ma anche profonda cultura e comunicatività, ci fa rivivere, attraverso disegni musicali sapientemente tracciati, le vicissitudini di un’immagine epica, da millenni simbolo della vittoria dell’intelligenza sulla forza umana.

L'anno volge al termine e, come ormai da tradizione, la Redazione Teatro di SaltinAria vuole celebrare assieme ai suoi lettori gli spettacoli più emozionanti, gli attori più talentuosi, gli istanti più memorabili vissuti sui palcoscenici negli ultimi dodici mesi. Scopriamo assieme quali saranno secondo noi i più vividi ricordi teatrali di questo 2014...

Il virtuosismo e l'impetuosa passionalità delle Rapsodie Ungheresi di Liszt, iridescenti cristalli musicali ispirati all'irrefrenabile istintività e ricerca di libertà dei moti rivoluzionari ungheresi del 1848, costituiscono il leitmotiv di un inconsueto, delicato, moderno e a tratti spiazzante ritratto familiare. Non fermandosi allo schermo deformante di un'ironia grottesca, che talora deraglia in accenti caricaturali, si scova in questo nuova drammaturgia di Luca De Bei la consueta cifra stilistica dell'autore, pregiato incontro di sensibilità ed intelligente capacità di sprofondare tra le pieghe più recondite di anime travolte dalle turbolenze della vita; un testo teatrale indubbiamente divertente ma al contempo costellato di originali intuizioni germinali di autentica riflessione, ben sostenuto dall'acuta direzione registica di Norma Martelli che si affida tout court alle ben calibrate interpretazioni dei tre protagonisti: lo stesso De Bei, in una chiave particolarmente effervescente ed istrionica, la sempre carismatica e ricercata Federica Bern e la possente vis ironica di una Paila Pavese che catalizza magneticamente l'attenzione e le risate dello spettatore.

Dal 25 marzo al 6 aprile. In scena al Teatro Argentina di Roma, Alessandro Gassmann affronta il suo primo Shakespeare confezionando un “RIII - RiccardoTerzo” imponente, ispirato e curato in ogni dettaglio. Un viaggio nell'abisso dell'animo umano devastato da brama di potere e follia omicida in un dramma cupo e visionario che Gassmann arricchisce di atmosfere dark alla Tim Burton e di suggestioni cinematografiche. Un lavoro complesso e appassionato, ricco di spunti visivamente efficaci, in cui tutti gli elementi si combinano alla perfezione: ottimi attori, costumi sontuosi, scenografia d'impatto, regia meticolosamente curata. Il testo di Shakespeare, alleggerito e attualizzato, non perde d'efficacia. Un esempio di ottimo teatro in cui classicismo e spettacolarizzazione, antico e contemporaneo si fondono senza nulla perdere della forza dell'opera shakespeariana.

L’inesauribile attualità di un classico shakespeariano diventa un dramma gotico dal ritmo cinematografico, per esplorare le pieghe oscure dell’inconscio e la deformità dell’animo umano nella rilettura che Alessandro Gassmann propone nella doppia veste di regista e interprete di RIII - Riccardo Terzo, dal 25 marzo al 6 aprile in scena al Teatro Argentina di Roma.

Dal 4 al 23 marzo. Una regia estremamente curata, monumentale e raffinata insieme; nessun dettaglio e nessun aspetto è in secondo piano. L’orchestra suona all’unisono. Un teatro classico, pur nell’adattamento moderno, che punta sul grande lavoro fatto sulla voce per gli attori; costumi sontuosi; scenografia grandiosa, con un sonoro e una scelta luci di grande impatto. Alessandro Gassmann compie una fusione tra teatro e cinema andando incontro al desiderio di sperimentazione del pubblico di oggi ma confezionandolo nel rispetto della tradizione e del gusto. Il suo personaggio è incarnazione del male oscuro della mente, per dirla con Giuseppe Berto. La modernità è nell’interpretazione del lavoro del Bardo in chiave psicologica con uno scavo di rispondenze tra anima e corpo del protagonista, giocato sulle tonalità plumbee e rabbiose, fino alla disperazione finale con quel mantra ripetuto ossessivamente “Domani nella battaglia pensa a me. Dispera e muori”.

Domenica, 13 Novembre 2011 16:36

L’affarista Mercadet - Teatro Quirino (Roma)

L'Affarista Mercadet

Dall’1 al 20 novembre. Nelle contingenze attuali, tormentate da speculazioni finanziarie, da una devastante débacle economica e dall’inarrestabile cupidigia ed immoralità di affaristi senza scrupoli, la pièce “L’affarista Mercadet” di Honoré de Balzac ci investe con la sua straordinaria modernità. Ad incarnare l’ingegnoso ed intraprendente faccendiere con caustica ironia e rutilante energia Geppy Gleijeses, ottimamente affiancato da Marianella Bargilli, Paila Pavese e da una numerosa compagnia di interpreti di notevole eleganza e carisma.

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