Lunedì, 27 Maggio 2019 11:03

"Il treno da Mosca" di Maurizio Lo Re

Un romanzo classico per alcuni aspetti con tutti gli ingredienti, di avventura, intesa nell’accezione esistenziale, non tradizionale, scritto in uno stile che è stato definito in linea con il miglior Graham Greene, dove l’avventura non è fine a se stessa quanto funzionale ad una riflessione sull’inquietudine del vivere. L’avventura è lo stare al mondo quando non si è passivi e non ci si lascia andare allo scorrere del tempo con lassitudine.

Giovedì, 23 Novembre 2017 19:23

“Annegare il pesce” di Mario Lunetta

Il titolo singolare svela la sperimentazione linguistica, straordinaria prova di cultura aulica che maitrise le regole della retorica con la disinvoltura dell’argot, senza per altro disdegnare quest’ultimo. Racconti che paiono cronache sull’assurdità della vita che è naturalmente violenza, sopraffazione: un genere pulp di grande raffinatezza, in grado di unire la realtà quotidiana tridimensionale della Roma di oggi diventando un classico.

Il marxismo come non l’avete mai letto, per la prospettiva originale dalla quale è analizzato, dalla parte delle persone: la famiglia Marx, i legami personali con Engels, ma soprattutto le figlie e in particolare Eleonor Marx, morta suicida. Un affresco che racconta un’epoca, le origini dell’Europa e il percorso di un’ideologia protagonista del Novecento in modo insolito e per chi non conosce profondamente questa filosofia, inaspettato.

Un diario di memorie di un uomo innamorato di una terra, simbolo di una patria del cuore e di un amore, che diventa anche una guida di viaggio. Interessante soprattutto per i riferimenti storici di una storia per lo più dimenticata, quella del Novecento, e dei rapporti travagliati e misconosciuti tra Italia e Grecia. Un affresco sociale di una terra che solo la vita quotidiana ed emozionale può restituire.

Domenica, 22 Maggio 2016 12:45

“Istruzioni per l’USA” di Seba Pezzani

Titolo ammiccante per un libro non commerciale anche se racconta il Paese del marketing. E’ invero un libro musicale, in certo modo, diario di viaggio e di riflessione dal lato sociale degli Usa e linguistico, passando dallo spirito goliardico e l’osservazione della quotidianità spicciola, all’analisi sottile di sfumature musicali e linguistiche e non potrebbe essere che così per un musicista e traduttore…attraverso la provincia americana.

Domenica, 22 Novembre 2015 14:27

“Vernice fresca” di Luca Rondolini

Undici racconti calati in una realtà quotidiana spessa e densa, domestica, resa materica dall’uso di una lingua spicciola, perfino dialettale; eppure queste storie, come istantanee, paiono essere sospese, talora in bilico tra sogno e realtà: pensieri, momenti di una stessa persona come episodi, o uno zoom che scorre veloce tra angoli diversi di un paese?

Presentato a Umbria Libri 2015, Venerdì 13 novembre

E’ l’oggetto del libro a colpire, la Macedonia, un mondo sconosciuto ai più che per il mondo anche relativamente vicino resta ancorato ad un lontano e indefinito passato, quello di Alessandro il Macedone e Filippo, confuso con la Grecia e assimilato ad un’insalata di frutta. Un’occasione per riflettere sul fatto che ogni luogo della terra merita di essere visitato, non una guida turistica, non un saggio storico, quanto un cahier de voyage di un curioso, non uno scrittore che si è trovato a vivere quella terra, piccola, densa di storia: un mosaico di popoli e frontiere. Pregevoli i disegni a volte più simili a cartine e illustrazioni grafiche didascaliche, a volte semplici suggestioni emozionali e, altre ancora, istantanee di un luogo che pochi visitano. Interessante l’inizio per la storia in pillole di questo paese che tardi ha raggiunto la propria indipendenza e costituzione e l’epilogo che racconta la storia recente, aneddoti e il gusto della lingua italiana.

Un’idea decisamente originale, per una lettura scorrevole e per raccogliere le idee su un anno spartiacque al quale nessuno aveva mai pensato di dedicare tanta attenzione. Se il ’68 è un simbolo acquisito come per altro il Duemila, la fine degli anni Settanta con riferimento a dodici mesi che hanno cambiato l’Italia, non era mai stata presa in considerazione. Una scrittura piana eppure carica di emozione, attraverso il filtro del vissuto di chi allora era un ragazzo di ventiquattro anni, senza però indugiare su sentimentalismi e personalismi. Un’analisi lucida e sintetica che accostando e raccogliendo fatti e novità di quell’anno, quasi naturalmente si ha un mosaico con un disegno al quale forse non avevamo pensato.

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