Sino al 1 maggio, al Teatro Leonardo di Milano, sono in scena gli Oblivion, un gruppo comico-musicale che fa teatro cabarettistico tra mimo e canzoni, con ironia, leggerezza e competenza. Stravolge ritmi, testi e contesti; ma travolge il pubblico proprio come il Supercalifragilistichespiralidoso di Mary Poppins. In scena Graziana Borciani, Davide Calabrese, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli e Clara Maselli. I testi sono di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda, che firma anche le musiche; la regia è di Giorgio Gallione.

Con uno slogan che vuole essere garanzia di affidabilità per la qualità dei lavori proposti, il direttore artistico del Teatro Sistina, Massimo Romeo Piparo, fa un bilancio dell’opera di rilancio avviata tre anni fa, dichiarandosi indubbiamente soddisfatto. Alla conferenza stampa del 28 maggio erano presenti alcuni dei protagonisti della nuova stagione come Enrico Montesano, Serena Autieri, Alessandro Siani, Sabrina Ferilli, Marco Morandi.

Domenica, 08 Febbraio 2015 15:21

Oblivion.Zip - Salone Margherita (Roma)

Oblivion.Zip, l’archivio portatile e compresso degli Oblivion ma con un nuovo “sesto incomodo”: il pubblico. Da fastidio tollerato a malapena (quando ride e applaude contaminando i mirabili sketch dei cinque artisti) a vera e propria risorsa dello show. Ogni spettatore a inizio spettacolo è invitato, infatti, a lasciare il nome del suo cantante preferito in mano al temibile quintetto. E l’imprevedibilità diventa spettacolo.

Una bomba, per fortuna non d'acqua, ma di entusiasmo, allegria e gioia di vivere si sta finalmente abbattendo su una Roma sempre più grigia e intristita: riapre e viene rilanciato alla grande il Salone Margherita che fu rinomato Cafè Chantant agli albori del secolo scorso e che visse rinnovati anni di gloria e successo con la spassosissima e irriverente, caustica e ilare, armata Brancaleone del Bagaglino. Un piccolo esercito di comici agguerriti capitanato dal geniale e sempre troppo poco apprezzato genio comico di Oreste Lionello. Dal quale, diciamolo un volta per tutte a chiare lettere, Paolo Sorrentino ha fotocopiato la maschera romanissima di Andreotti per metterla sul volto del bravo ma napoletanissimo Toni Servillo.

Il pubblico del Teatro Manzoni di Milano troverà per la nuova stagione un cartellone ancora più ricco, pronto a soddisfare le esigenze più variegate. Una stagione con tante stagioni o meglio con più programmi.

Dal 18 marzo al 6 aprile. Anni fa hanno caricato coraggiosamente dei loro video su Internet e hanno scoperto di essere diventati famosi per il loro “I Promessi Sposi in dieci minuti”, un gustosissimo modo di proporre spettacoli come tanti anni fa faceva il Quartetto Cetra e, dopo di loro, il celebre Trio composto da Marchesini, Solenghi e Lopez, usando cioè stravaganti costumi e canzoni dai temi musicali noti a tutti ma rivisitate con parole che raccontano le storie in essere, per giunta in modo squisitamente ironico. Mi riferisco agli Oblivion, i quali da anni si presentano a teatro con spettacoli sempre divertenti e colmi di citazioni varie. Questa volta direi che hanno voluto strafare, ma è da loro, con "Othello, la H è muta..." in scena al Teatro Manzoni, il cui pubblico alla prima è sembrato formato da fans sfegatati, visti gli applausi e le grida di giubilo ogni tre o quattro minuti circa.

Dal 3 al 15 dicembre. Uno spettacolo spassoso, un’ora e mezza senza sosta, ritmo con modulazione di frequenza vivace, mai sopra le righe e sempre al limite. La canzone reinventata, giocata, dribblata in una gag continua, ‘strattonata con cura’. L’ironia alterna la comicità, anche greve in certi momenti, ma sempre garbata, senza scivolate. Una parodia dell’Otello, tra Shakespeare e Verdi, con doppia celebrazione burlesca, che prende in giro canzoni e cantanti, dove l’imitazione è rivelatrice soprattutto della tv alla quale questi cabarettisti d’eccezione si ispirano in qualche modo. Artisti completi, attori, cantanti, mimi e saltimbanchi in una cornice che sembra usuale, come un pianista che fa il pianista e con costumi di scena impeccabili, pronta a trasformarsi e a rovesciarsi fino al nonsense. Fedeltà e infedeltà in un gioco intrecciato: così la Venezia dei mercanti, del Moro e dei traffici d’Oriente diventa con l’uso del dialetto un po’ gradasso, un terreno di gioco di razzismo e gelosie dei tempi nostri.

Oblivion Show

Dal 23 ottobre al 4 novembre. Uno spettacolo a tutto tondo, spassoso dalla risata sana e sincera, acuta e mai volgare; liberatorio perché come il cinema d’epoca, che riprende nei titoli, non solo di coda, proiettati sul fondale del palcoscenico, esprime il sogno, l’evasione anche quando è satira dell’attualità; geniale per la poliedricità degli artisti, attori, cabarettisti, mimi, ballerini e molto altro e la capacità di stupire e far ridere con la musica, risorsa da veri virtuosi, oltre che grazie ad un’ampia conoscenza della melodia italiana.

Oblivion Show 2.0

Sala Umberto
Stagione Teatrale 2012-2013
23 ottobre – 4 novembre 2012
Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia e Malguion srl
presentano
Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni
Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli
OBLIVION SHOW 2.0: IL SUSSIDIARIO
di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda
musiche Lorenzo Scuda
regia Gioele Dix

 

Come raccontare l’avventura di questi cinque irresistibili artisti, cantanti e attori, cabarettisti e comici, leggeri ma serissimi…? Sette anni intensi spesi nel teatro di rivista e nei musical, poi l’esplosione su Internet: ad oggi quasi 2 milioni di contatti ricevuti in due anni da “I promessi sposi in dieci minuti” geniale micro-musical messo on-line su You Tube dagli Oblivion per farsi conoscere in modo diretto dal grande pubblico. La TV “orizzontale” di Internet spinge subito il teatro ad accogliere nel modo migliore il loro show, grazie anche alla divertita ma rigorosa regia di Gioele Dix: due stagioni di tour e oltre 200 repliche nei più importanti teatri e città italiane. Il Teatro chiama poi la TV ed ecco l’invito come ospiti a Zelig . Migliaia di studenti impazziscono per le parodie culturali degli Oblivion ( I promessi sposi, appunto, ma anche Shakespeare in 6 minuti, Dante , Pinocchio….) , nascono così le “lectio dementialis” sui Promesi Sposi nelle scuole italiane e un libro con dvd (I promessi esplosi) tra il didattico e il comico.
Una attualissima trasversalità di mezzi, dunque, in un gruppo innamorato di una comicità vecchio stile. Gli Oblivion strizzano l’occhio al cabaret ma anche al cafè chantant; praticano una satira (di costume, ma non solo) così garbata da essere anche più corrosiva; inventano giochi tra musica e linguaggio.
Come numi tutelari il Quartetto Cetra e Rodolfo De Angelis, Giorgio Gaber e la follia organizzata dei Monthy Python, il tutto legato dalla sorprendente capacità vocale e interpretativa di un gruppo che fa della professionalità e della precisione scenica la sua linea guida.
Lo spettacolo non è semplicemente la versione “aggiornata” del precedente fortunatissimo show, ma una vera e propria evoluzione dello stile Oblivion, che riesce a mescolare Lady Gaga con J.S. Bach e Tiziano Ferro con William Shakespeare. Con la consueta eleganza e irriverenza, i cinque madrigalisti post moderni raccontano storie epiche o semplici avvenimenti quotidiani giocando continuamente con la musica. Il più delle volte massacrano canzoni e testi famosi per ricomporli in modi surreali, altre volte si cimentano con virtuosistici esercizi di stile e canzoni originali. Come in ogni sussidiario che si rispetti, in questo nuovo spettacolo troviamo tutte le materie: dal solfeggio alla storia, fino alla grande letteratura italiana dove Dante e Pinocchio cantano le loro avventure in soli sei minuti.
Utilizzano almeno un secolo di materiale musicale italiano servendosi delle canzoni come di un alfabeto privato, per montare, intrecciare, deformare, riciclare in modo da costruire uno scintillante palinsesto canoro, al tempo stesso omaggio ai grandi e sberleffo ai meno grandi, in cui si raggiunge un miracoloso equilibrio tra citazione e creatività, tra umorismo e commozione.
Gli Oblivion giocano per tutto lo show, indossando le vesti ora di innocenti boy-scout alle prese con un perfido disturbatore, ora rievocando le fumose atmosfere del Café-Chantant. Il cronometro scorre inesorabile e con ritmo forsennato tra motivetti retrò, sonorità tecno ed estetica Bollywoodiana.
Tuttavia, Oblivion Show 2.0 - Il sussidiario non è solo una corsa contro il tempo, travestimento e giocoleria musicale. Nel susseguirsi degli sketch, tra un cazzotto e una canzone mimata, si nasconde uno sguardo beffardo ma acuminato su una società che assomiglia sempre di più a una parodia.
Note di regia
Mi piace lavorare con gli Oblivion, perché sono artisti che sanno crescere ed evolversi, pur restando ‘fedeli alla linea’. Giunti al terzo anno consecutivo di tournée con uno show che non smette di entusiasmare il pubblico, hanno deciso di scommettere sull’innovazione del loro repertorio. Mettere in scena altre parodie di opere letterarie, inventarsi altri ingorghi di parole, giocare e improvvisare su altri generi musicali: ecco il loro programma.
E così citano il café chantant, reinterpretano i musical di Bollywood, irridono l’eccesso di rap e pop e, nel contempo, ironizzano sui vizi contemporanei, sulle derive pseudo intellettuali, sulle omissioni della nostra memoria collettiva.
I loro “numeri” fanno ridere e anche pensare, come nella migliore tradizione della comicità di qualità. Fare ancora da guida agli Oblivion, suggerendo qualche nuova soluzione scenica e qualche stratagemma teatrale, è un compito per me gradito oltre che agevole, favorito tanto dal loro talento
quanto dal loro innato senso del palcoscenico.
Gioele Dix

 

SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50
Per informazioni: telefono 06/6794753
Prezzi: da € 32 a € 12
Orari: dal martedì al sabato ore 21, 2° mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17 e 20

 

Fonte: Ufficio stampa Sala Umberto

 

Oblivion

Dal 3 al 15 gennaio. Ecco finalmente lo spettacolo degli Oblivion, il fenomeno esploso su internet con la parodia de “I Promessi Sposi”, premiata con oltre due milioni di contatti ricevuti su YouTube in due anni. Dopo internet e l’esperienza televisiva con Zelig, i cinque artisti ritornano a teatro con il loro secondo tour, sempre guidati dall’attenta regia di Gioele Dix.

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