Pamela Villoresi

TEATRI DI CINTURA
TEATRO TOR BELLA MONACA – TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO
Pamela Villoresi apre la programmazione dei Teatri di Cintura
dal 26 ottobre con un’offerta di qualità al massimo della fruibilità popolare
il Teatro di Roma animerà i due palcoscenici
Teatro Tor Bella Monaca e Teatro Biblioteca Quarticciolo
da ottobre a dicembre
con una programmazione intensa e un ricco calendario di appuntamenti:
dalla drammaturgia contemporanea alla multidisciplinarietà
dalla formazione al potenziamento degli spazi scenici
in dialogo costante con il territorio


È dal cuore della città di Roma che prosegue ininterrotta la spinta per rafforzare e accrescere l’offerta culturale nelle periferie attraverso il teatro, strumento di socialità con cui incidere sul tessuto urbano e dialogare con la complessità del territorio.
Il Teatro di Roma, forte della sua funzione di pubblica utilità, continua il suo impegno portando avanti un servizio all’utenza che si esprime nel consolidare l’identità culturale e la vocazione di presidio formativo dei Teatri di Cintura. Un’idea di teatro come luogo aperto all’incontro di idee, libero nel confronto e nella possibilità di creare rapporti attivi con le forze del territorio e con le sensibilità artistiche che vi operano.
Non so che cosa avesse in mente chi decise che quelli del Quarticciolo e di Tor Bella Monaca si dovessero chiamare “Teatri di Cintura”. Io so, però, che senza una buona cintura i pantaloni cascano – commenta il direttore del Teatro di Roma Gabriele LaviaCosì mi piace pensare ai teatri di Quarticciolo e Tor Bella Monaca come alla “cintura” che tiene su, sostiene, l’idea del Teatro di Roma. Cintura indispensabile a quella “Istituzione” che trova fondamento nella rappresentazione dell’essere umano e che si chiama Teatro Pubblico”.
L’esperienza dei Teatri di Cintura – fortemente voluta da Roma Capitale e sostenuta inizialmente dalla Regione Lazio e Provincia di Roma, oltre che da importanti collaborazioni con l’associazionismo locale, le scuole, le Istituzioni Biblioteche di Roma e il supporto dei Municipi – ha permesso di lavorare e intervenire socialmente e culturalmente sul territorio con uno sguardo rivolto anche alle realtà nazionali e internazionali, consentendo la nascita di un nuovo pubblico che esiste, forte e presente, nella voglia di condividere e partecipare criticamente. Il risultato che lo Stabile capitolino si prefigge al termine della propria gestione, fissata per il 31 dicembre 2012, è quello di accrescere ulteriormente il senso di comunità, continuando a mettere in rete gli spazi e facilitando l’accesso, la crescita e l’integrazione della proposta teatrale. Così, il Teatro di Roma consegna alla città due mesi di programmazione nel segno di un progetto culturale plurale – in grado di raccogliere un’offerta aperta, dinamica e ricca di modalità che prevede percorsi formativi e laboratoriali per lo spettatore, per gli artisti e per gli operatori – ma allo stesso tempo unico e coerente con la scelta di individuare nella contemporaneità e nel dialogo con il presente il suo segno distintivo.
Ad aprire i Teatri di Cintura sarà Pamela Villoresi, una donna sola al comando della scena che, in sella a una bicicletta, interpreta Il mio Coppi, per la regia di Maurizio Panici, il 26 e 27 ottobre al Teatro Biblioteca Quarticciolo e il 28 ottobre al Teatro Tor Bella Monaca. Uno spettacolo che racconta la normalità dell’uomo Fausto, campione indiscusso e amato, simbolo di un’Italia segnata dalla guerra, dalla fame, dalla distruzione, ma anche dalla voglia di ricominciare cercando la propria strada attraverso lo sport.
Si prosegue con un ventaglio di proposte multidisciplinari per aprire gli spazi dei Teatri di Cintura alla nuova drammaturgia, a cui si affianca la scelta di testi contemporanei affidati a noti interpreti ed autori della scena teatrale, come Antonio Rezza e Flavia Mastrella in Doppia identità elevata al superficiale (2 novembre a TBM) e Pitecus (3 novembre a TBM e 4 novembre a TBQ). Ed ancora Patrizia Zappa Mulas nell’interpretazione dell’omonimo poemetto di Lord Alfred Tennyson Il Naufrago (9 e 10 novembre a TBM); Patrizia Punzo con In nome della madre di Erri De Luca (18 novembre a TBM e 25 novembre a TBQ), Enzo Vetrano e Stefano Randisi nei panni dei personaggi fantastici e poetici di Franco Scaldati Totò e Vicé (22 e 23 novembre a TBQ); Gli Omini con L’asta del santo (24, 25 e 26 novembre a TBM), Jacob Olesen in Il mio nome è Bohumil, liberamente tratto dal best seller Ho servito il re d'Inghilterra di Bohumil Hrabal (6 dicembre a TBM). Ed infine Roberta Biagiarelli in A come Srebrenica (11 dicembre a TBQ); Nicola Russo con Elettra. Biografia di una persona comune tratto dalle parole di Elettra Romani (dicembre a TBQ); e Duccio Camerini con I tempi di Anika (12 dicembre a TBM).
Particolare attenzione è dedicata alle riscritture dei classici tra cui The Flying Pinter Circus, il percorso di studio su Pinter ideato da Dario Focardi (16 e 17 novembre a TBM); Tre Atti unici da Anton Cechov di Roberto Rustioni (18 novembre a TBQ); Adelchi in jazz di Giovanni Antonucci dall’Adelchi di Alessandro Manzoni (28 novembre a TBM). Si continua con il Satyricon-Una visione contemporanea, il progetto/spettacolo in cinque capitoli dal Satyricon di Petronio, ideato e diretto da Massimo Verdastro, nella rivisitazione di sei drammaturghi italiani, Antonio Tarantino, Luca Scarlini, Marco Palladini, Letizia Russo, Magda Barile e Lina Prosa. Ai Teatri di Cintura è affidato il debutto romano del IV capitolo, La cena del nulla, di Massimiliano Verdastro e Andrea Macaluso con i monologhi Il lupo mannaro di Magda Barile e Fortunata di Letizia Russo (30 novembre e 1°dicembre a TBM, e 2 dicembre a TBQ). Ed ancora Re Lear o il passaggio delle Generazioni, il progetto di Gianfranco Pedullà da King Lear di William Shakespeare (8 e 9 dicembre a TBM) e La Clizia nel libero adattamento di Ugo Chiti da Clizia di Niccolò Machiavelli (18 e 19 dicembre a TBQ).
La programmazione rispecchia un progetto di teatro a forte contenuto sociale e in dialogo costante con le attività del Teatro di Roma che, alla centralità dei progetti articolati nelle sale del Teatro Argentina e del Teatro India, affianca l’esigenza di mettere in rete con i Teatri di Cintura le proprie iniziative e proposte culturali in perfetta sintonia e reciproca circuitazione. Ed infatti, lo scambio di palcoscenici permette di portare al Teatro Tor Bella Monaca (15 novembre) una sezione sviluppata di Wake up! Bagliori dalla primavera araba, il progetto di grande successo che il Teatro Argentina ha dedicato alla Primavera araba; mentre al Teatro Biblioteca Quarticciolo approderanno alcune porzioni di lavoro del progetto/cantiere Perdutamente. Atti, distrazioni, incidenti, teorie sul tema della perdita realizzato al Teatro India da 18 tra compagnie, gruppi e artisti della scena contemporanea. Accomuneranno i due palcoscenici Giù, lo spettacolo della Compagnia Scimone Sframeli, che dal Teatro Argentina si trasferirà al Teatro Quarticciolo (10 novembre) e al Teatro Tor Bella Monaca (25 novembre). Sempre nell’ottica di una maggiore circuitazione e diffusione della cultura teatrale sul territorio nella maniera più capillare possibile, è rinnovata la collaborazione con la storica rassegna capitolina de Le vie dei festival da cui approdano nei Teatri di Cintura due spettacoli per bambini Baby don’t cry di Babilonia Teatri (6 e 7 novembre a TBQ) e La Repubblica dei bambini del Teatro Sotterraneo (13 e 14 novembre a TBM). Un progetto di decentramento che favorisce la circolazione degli spettacoli presentati in altre rassegne teatrali come LET Liberi Esperimenti Teatrali della Cometa Off, da cui arriva Figli di un brutto Dio di e con Paolo Mazzarelli e Lino Musella (2 dicembre a TBM); ed ancora, Ladyoscar di Ferdinando Vaselli (31 ottobre e 1° novembre a TBQ) e Il Convegno della Compagnia Punta Corsara (13 e 14 dicembre a TBQ) direttamente dal Festival Teatri di Vetro.
Il programma continua con un’ampia sezione dedicata al teatro ragazzi per soddisfare le esigenze delle famiglie e dei più piccoli con un ricco calendario di appuntamenti che spaziano da Una tazza di mare in tempesta di Roberto Abbiati (6 e 7 a TBM, e 8 novembre a TBQ) ad un classico nella produzione della Socìetas Raffaello Sanzio, Buchettino (dal 9 all’11 novembre a TBM), da Fiabe pop up del teatrodelleapparizioni (dal 20 al 24 novembre a TBM) a Pelle d’asino di cassepipe/eventeatro (27 e 28 novembre a TBQ); ed ancora La bicicletta rossa di Principio attivo teatro (27 e 28 a TBM, e 29, 30 novembre e 1° dicembre a TBQ), Piccolo Asmodeo di Teatro Gioco Vita (dal 6 al 9 dicembre a TBM),  ed infine L’uovo e il pelo de Gli Omini (11 e 12 dicembre a TBM).
L’offerta teatrale si arricchisce di spettacoli che vanno dalla musica del trio italo-argentino Peppe Servillo, Javier Girotto e Natalio Mangalavite (il 24 ottobre a TBM nell’ambito del programma di Roma Sinfonietta), al concerto Pasolini, dopo 37 anni di Giovanna Marini con il Quartetto Urbano (2 novembre al TBW), alla Banda Rustica diretta da Pasquale Innarella (24 novembre a TBQ); per proseguire con la danza e la poesia di Carmen Giardina e Barbara Saba in Milonga Merini. Poesia tango e follia (4 novembre a TBM), e il teatro sognante ed eccentrico di Erik Satie con lo spettacolo di danza En habit de Satie della Compagnia Fuoricentro (16 e 17 dicembre a TBQ). Grande è l’attenzione riservata alle creatività e alle giovani compagnie frutto dell’associazionismo locale. A completare il programma, Intestamè di Loredana Scaramella e Carlo Ragone (31 ottobre e 1° novembre a TBM), La Bella e la Bestia della Compagnia Gallo Sansone (dal 6 al 9 dicembre al TBQ), Esposta della Compagnia Atacama (15 dicembre a TBM).
 
La programmazione è sostenuta e affiancata da un’intensa attività di formazione e promozione del pubblico, con laboratori per le scuole e per le università, ma anche rivolti al pubblico, ai professionisti e agli operatori del settore, per garantire un coinvolgimento multidisciplinare che risponda alle richieste concrete del territorio. Ed infatti, il Teatro Tor Bella Monaca prevede il laboratorio di scrittura e recitazione teatrale a cura di Veronica Cruciani e Christian Raimo, Dal Romanzo alla Scena. Lo sciopero delle bambole, e il laboratorio/spettacolo sulla messa in scena di Orfeo bandito all'asta di Luca Archibugi. Mentre il Teatro Biblioteca Quarticciolo propone il laboratorio di Andrea Baracco, Passifalsi, uno studio su Ivanov di Anton Cechov e Amleto di William Shakespeare, ed il laboratorio Come clandestini per indagare e approfondire la condizione della clandestinità attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini del quartiere. Entrambi i teatri saranno accomunati dal progetto/modello di promozione e formazione del pubblico diretto da Giorgio Testa e dal gruppo Casa dello Spettatore, Portare a vedere, con l’intenzione di condurre un gruppo di spettatori all'interno della creazione artistica di tre spettacoli per ragazzi legati al tema della fiaba.
Inoltre, nei Teatri di Cintura si alternerà il Progetto Roma, da Belli ar Corvaccio, un ciclo di letture, eventi e spettacoli che hanno Roma come tema principale del loro lavoro: dalle letture/spettacolo dedicate alla produzione letteraria e poetica di Giuseppe Gioachino Belli a cura di Marcello Teodonio, al concerto di Pasquale Innarella con il suo trio jazz e la Banda Rustica di 50 ragazzi del territorio (24 novembre a TBQ); si prosegue con il concerto del gruppo Ardecore che rielabora in chiave moderna le canzoni appartenenti alla tradizione popolare romanesca (14 dicembre a TBM), per terminare con la lettura/spettacolo de I Sonetti der Corvaccio di Graziano Graziani, una raccolta di 108 sonetti romaneschi scritti tra il 1995 il 1996 (17 novembre a TBQ e 29 novembre a TBM).
L’attività di formazione è completata grazie alla collaborazione con le due strutture bibliotecarie che, se per il Teatro Biblioteca Quarticciolo rappresenta una connotazione strutturale che unisce il teatro alla biblioteca, (TBQ nasce in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma), per il Teatro Tor Bella Monaca ha significato dotarsi privatamente di una Piccola Biblioteca Bambini (PBB), resa possibile grazie alla generosità del pubblico e degli addetti ai lavori. Un contributo significativo per l’utenza privata che sopperisce ad un vuoto culturale, dato dall’assenza di una struttura bibliotecaria nelle vicinanze, e che costituisce una ricchezza pubblica in grado di trasferire le suggestioni della pagina scritta sulla scena teatrale, attraverso la visione di spettacoli teatrali e l’attività formativa con la lettura personale e l’ascolto di letture ad alta voce.
I Teatri di Cintura ripartono per continuare a garantire occasioni e opportunità culturali in dialogo costante con il territorio, aprendo le loro sale al prezzo unico per tutti di 5 euro e di 2 euro per i ragazzi fino a 13 anni. Varietà, pluralismo e multidisciplinarietà si incontrano su un palcoscenico comune che mescola linguaggi, orientamenti, tendenze interpretative, ma anche forme di partecipazione e le sensibilità delle realtà coinvolte.

 

Teatro Tor Bella Monaca - via Bruno Cirino, Roma
ufficio promozione  06.2010579 
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Teatro Biblioteca Quarticcolo - via Ostuni 8, Roma
ufficio promozione 06.45460705 
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Fonte: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatri di Cintura

Oblivion Show 2.0

Sala Umberto
Stagione Teatrale 2012-2013
23 ottobre – 4 novembre 2012
Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia e Malguion srl
presentano
Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni
Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli
OBLIVION SHOW 2.0: IL SUSSIDIARIO
di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda
musiche Lorenzo Scuda
regia Gioele Dix

 

Come raccontare l’avventura di questi cinque irresistibili artisti, cantanti e attori, cabarettisti e comici, leggeri ma serissimi…? Sette anni intensi spesi nel teatro di rivista e nei musical, poi l’esplosione su Internet: ad oggi quasi 2 milioni di contatti ricevuti in due anni da “I promessi sposi in dieci minuti” geniale micro-musical messo on-line su You Tube dagli Oblivion per farsi conoscere in modo diretto dal grande pubblico. La TV “orizzontale” di Internet spinge subito il teatro ad accogliere nel modo migliore il loro show, grazie anche alla divertita ma rigorosa regia di Gioele Dix: due stagioni di tour e oltre 200 repliche nei più importanti teatri e città italiane. Il Teatro chiama poi la TV ed ecco l’invito come ospiti a Zelig . Migliaia di studenti impazziscono per le parodie culturali degli Oblivion ( I promessi sposi, appunto, ma anche Shakespeare in 6 minuti, Dante , Pinocchio….) , nascono così le “lectio dementialis” sui Promesi Sposi nelle scuole italiane e un libro con dvd (I promessi esplosi) tra il didattico e il comico.
Una attualissima trasversalità di mezzi, dunque, in un gruppo innamorato di una comicità vecchio stile. Gli Oblivion strizzano l’occhio al cabaret ma anche al cafè chantant; praticano una satira (di costume, ma non solo) così garbata da essere anche più corrosiva; inventano giochi tra musica e linguaggio.
Come numi tutelari il Quartetto Cetra e Rodolfo De Angelis, Giorgio Gaber e la follia organizzata dei Monthy Python, il tutto legato dalla sorprendente capacità vocale e interpretativa di un gruppo che fa della professionalità e della precisione scenica la sua linea guida.
Lo spettacolo non è semplicemente la versione “aggiornata” del precedente fortunatissimo show, ma una vera e propria evoluzione dello stile Oblivion, che riesce a mescolare Lady Gaga con J.S. Bach e Tiziano Ferro con William Shakespeare. Con la consueta eleganza e irriverenza, i cinque madrigalisti post moderni raccontano storie epiche o semplici avvenimenti quotidiani giocando continuamente con la musica. Il più delle volte massacrano canzoni e testi famosi per ricomporli in modi surreali, altre volte si cimentano con virtuosistici esercizi di stile e canzoni originali. Come in ogni sussidiario che si rispetti, in questo nuovo spettacolo troviamo tutte le materie: dal solfeggio alla storia, fino alla grande letteratura italiana dove Dante e Pinocchio cantano le loro avventure in soli sei minuti.
Utilizzano almeno un secolo di materiale musicale italiano servendosi delle canzoni come di un alfabeto privato, per montare, intrecciare, deformare, riciclare in modo da costruire uno scintillante palinsesto canoro, al tempo stesso omaggio ai grandi e sberleffo ai meno grandi, in cui si raggiunge un miracoloso equilibrio tra citazione e creatività, tra umorismo e commozione.
Gli Oblivion giocano per tutto lo show, indossando le vesti ora di innocenti boy-scout alle prese con un perfido disturbatore, ora rievocando le fumose atmosfere del Café-Chantant. Il cronometro scorre inesorabile e con ritmo forsennato tra motivetti retrò, sonorità tecno ed estetica Bollywoodiana.
Tuttavia, Oblivion Show 2.0 - Il sussidiario non è solo una corsa contro il tempo, travestimento e giocoleria musicale. Nel susseguirsi degli sketch, tra un cazzotto e una canzone mimata, si nasconde uno sguardo beffardo ma acuminato su una società che assomiglia sempre di più a una parodia.
Note di regia
Mi piace lavorare con gli Oblivion, perché sono artisti che sanno crescere ed evolversi, pur restando ‘fedeli alla linea’. Giunti al terzo anno consecutivo di tournée con uno show che non smette di entusiasmare il pubblico, hanno deciso di scommettere sull’innovazione del loro repertorio. Mettere in scena altre parodie di opere letterarie, inventarsi altri ingorghi di parole, giocare e improvvisare su altri generi musicali: ecco il loro programma.
E così citano il café chantant, reinterpretano i musical di Bollywood, irridono l’eccesso di rap e pop e, nel contempo, ironizzano sui vizi contemporanei, sulle derive pseudo intellettuali, sulle omissioni della nostra memoria collettiva.
I loro “numeri” fanno ridere e anche pensare, come nella migliore tradizione della comicità di qualità. Fare ancora da guida agli Oblivion, suggerendo qualche nuova soluzione scenica e qualche stratagemma teatrale, è un compito per me gradito oltre che agevole, favorito tanto dal loro talento
quanto dal loro innato senso del palcoscenico.
Gioele Dix

 

SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50
Per informazioni: telefono 06/6794753
Prezzi: da € 32 a € 12
Orari: dal martedì al sabato ore 21, 2° mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17 e 20

 

Fonte: Ufficio stampa Sala Umberto

 

Alessandro Sciarroni

RomaEuropa Festival 2012
DNA – DANZA NAZIONALE AUTORIALE
19 Ottobre ore 20.30, Opificio Telecom Italia
Francesca B. Vista – I Change
Annalì Rainoldi – Diatraxia Noctuidae
Giorgia Nardin – Dolly
Moritz Navan – Mono-dia-loghi Ritmici
Daniele Ninarello – Trois Corps
20 Ottobre ore 20.30 -  Teatro Palladium
Riccardo Buscarini – Cameo
Alessandro Sciarroni – Folk-s will you still love me Tomorrow?
21 Ottobre ore 20.30 Opificio Telecom Italia
Francesca Pennini / CollettivO CineticO - < age >

 

Romaeuropa 2012 rinnova la sua attenzione alla danza nazionale autoriale con DNA, il focus dedicato alla giovane danza italiana e alla nuova coreografia. Tre gli appuntamenti che si succederanno dal 19 al 21 Ottobre abitando gli spazi dell’Opificio Telecom Italia e il Palladium di Roma. Un teatro e uno spazio non convenzionale per declinare differenti scritture coreografiche ed indagare modalità operative e processualità di giovani coreografi selezionati all’interno dei più importanti network italiani.
Come nelle sue precedenti edizioni DNA si presenta come fucina della nuova sperimentazione, nella danza quanto in ambito più genericamente performativo, con l’obiettivo di instaurare un rapporto diretto ed immediato tra artisti e spettatori.
19 Ottobre
Cinque i coreografi ospitati nella serata inaugurale del Focus (19 Ottobre, Opificio Telecom Italia, ore 20.30) con short works, studi, estratti o lavori in divenire. Francesca B.Vista (unica rappresentante nel Lazio alla vetrina Anticorpi XL 2012 sostenuta da Triangolo Scaleno Teatro/Teatri di vetro) presenta I Change. Ispirata a I Ching cinesi e a John Cage, la coreografia vede dialogare il corpo della danzatrice con il suono di un contrabbasso suonato dal musicista e compositore Daniele Roccato in una combinazione di variabili determinate dal rapporto tra spazio e suono. Si concentra sull’immagine di una farfalla nottuna DIATRAXIA Noctuidae di Annalì Rainoldi (una delle proposte coreografiche di Short Time, rassegna del MaggiODanza creata dal suo direttore Francesco Ventriglia). Si tratta di uno studio introspettivo attraverso il quale scardinare il senso dei luoghi, il loro orientamento spaziale e simbolico, il volo nomade di un’entità femminile sensibile a qualunque perturbazione. Ancora di un entità femminile parla Giorgia Nardin (menzione speciale DNA nell’ambito del Premio G’DA giovani 2012) nel suo Dolly. Punto di partenza della danza è qui la Barbie e l’immaginario pop ad essa legato. Cosa è il femminile? Un immaginario imposto e un automatismo insensato? Come la bambola più famosa al mondo ha contribuito nel tempo a modellare il corpo e il modo in cui è considerato?
Mono-dia-loghi Ritmici è il titolo dello spettacolo di Moritz Zavan (altra Menzione al premio G’DA Veneto 2012) che si ispira al mito del Purusha, l’uomo cosmico della religione induista, e coniuga danza contemporanea e danza classica indiana Bharatanatyam imponendo il danzatore come demiurgo dello spazio scenico che viaggia dall’uno al molteplice, dal caos al ritmo per plasmare la forma dell’ordine. Conclude la prima serata di DNA Daniele Ninarello (menzione speciale DNA nell’ambito del Premio Danza Prospettiva 2012 di Padova) con Trois Corps lavoro sui meccanismi di azione e reazione del movimento. In scena con Marta Ciappina ed Elisa del Corso il coreografo articola attraverso i corpi degli interpreti lo stesso discorso scenico in tre direzioni diverse ma tra loro interdipendenti.
20 Ottobre
Apre la seconda serata di DNA Riccardo Buscarini con il suo Cameo. In collaborazione con Mariana Camiloti e Antonio de la Fe, l’artista presenta una coreografia fortemente cinematografica, dai toni noir e con esplicite citazioni tratte dalla filmografia di Alfred Hitchcock: in una scena costruita come un piccolo salottino vintage si inseguono tre bizzarre figure intrecciando misteriose relazioni. Folk-s will you still love me Tomorrow di Alessandro Sciarroni è invece uno studio sul valore che la tradizione assume nel contemporaneo. Portando in scena lo Schumplattler (il ballo bavarese e tirolese che consiste nel percuotere con le mani le proprie gambe e calzature) il coreografo, formatosi nelle arti visive, dà vita ad uno spettacolo particolarissimo in cui lo spettatore è chiamato a svolgere un ruolo centrale. La danza tradizionale è infatti reiterata fino a quando almeno uno dei danzatori ha le forze per ballare o almeno uno spettatore rimane in sala.
21 Ottobre
Conclude le tre giornate dedicate alla danza nazionale autoriale, collegandosi idealmente al Focus Cage, il debutto di < age >, nuovo lavoro della compagnia CollettivO CineticO guidata da Francesca Pennini. Vincitore del Progetto Speciale Performance 2012. Ripensando Cage (ideato da Valentina Valentini e promoso da Centro Teatro Ateneo dell’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con la Fondazione Romaeuropa, L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, Armunia/Festival Inequilibrio e CSC, centro per la Scena Contemporanea/Casa della danza del Bassano del Grappa) il progetto < age > declina con nove teenager kamikaze l'analisi sul ruolo dello spettatore e sul concetto d'indeterminazione che attraversa le ultime produzioni di CollettivO CineticO. Come dichiara la stessa compagnia “il rapporto tra l'aspetto accademico/normativo e il profilo biologico/chimico tipico della soglia dei 18 anni produce una capacità di assunzione di rischio che rende gli adolescenti i candidati ideali per abitare lo spazio ludico, allo stesso tempo indeterminato e regolamentato, della scena. La performance è strutturata come un atlante in cui, capitolo per capitolo, gli "esemplari" umani sono chiamati a esporsi su un palco-ring dove la durata delle azioni è scandita dal gong della regia. I performer condividono una serie di regole e un inventario di comportamenti ma non sanno in base a quali parametri di selezione verranno chiamati in gioco. Nell'impossibilità di prove e repliche -- i parametri di selezione cambiano ogni volta e dunque ogni performance è diversa dalle altre -- l'esibizione pubblica si mantiene costantemente permeabile alle definizioni che ciascun performer dà di se stesso, in bilico tra rigore zoologico e reattività emotiva, intensità e ironia”.
20 Ottobre – ore 15.00 – Opificio Telecom Italia – Ingresso Libero
Una stanza tutta per sé? Luoghi e progetti di residenze creative.
Annalea Antolini modera all’interno della cornice DNA un incontro dedicato al valore delle residenze creative nell’ambito della creazione artistica contemporanea. Oltre ad alcuni degli artisti ospitati da DNA intervengono Roberto Casarotto, Fabio Biondi, Andrea Nanni, Kristin De Groot e Valentina Valentini, ideatrice del Progetto Speciale Performance 2012. Ripensando Cage.

 

19 Ottobre
Ore 20.30
, Roma, Opificio Telecom Italia
FRANCESCA B. VISTA • I CHANGE
Concept e coreografia Francesca B.Vista
con Francesca B. Vista e Daniele Roccato
musica di John Cage
versione per contrabbasso e musiche oroginali di Daniele Roccato
ANNALÌ RAINOLDI • DIATARAXIA NOCTUIDAE
Regia e coreografia Annalì Rainoldi
danza Federica Maine
musiche AA.VV. e Beats Antique
GIORGIA NARDIN • DOLLY
Di e con Giorgia Nardin
editing musicale e ambienti sonori Tommaso Marchiori
MORITZ ZAVAN • MONO-DIA-LOGHI RITMICI
Coreografia e danza Moritz Zavan
ideazione Moritz Zavan e Nicola Biondi
DANIELE NINARELLO • TROIS CORPS
Coreografia Daniele Ninarello
con la collaborazione di Marta Ciappina ed Elisa Dal Corso
musiche Jhon Parish, Sigur Ros with Mogwai
Progetto sostenuto nel quadro di Creattivitá 2011, progetto promosso dall’associazione
C’era L’acca e finanziato dalla Regione Piemonte.
Con il supporto di Mosaico Danza/Festival Interplay.
20 Ottobre
Ore 20.30
, Roma, Teatro Palladium
RICCARDO BUSCARINI • CAMEO
Da un’idea di Antonio de la Fe
Compagnia TIR DANZA/Riccardo Buscarini
Coreografia e interpretazione Riccardo Buscarini, Mariana Camiloti e Antonio de la Fe
Assistente alle Prove Letizia Mazzeo
Disegno luci Michael Mannion
Suono Alberto Ruiz Soler (include Girlie Tent di Muir Mathieson)
Assistenti ai Costumi Julia Kalache e Mariapia Mineo
Assistente alla scenografia Cecilia Massoni
Trucco Ieva Dubinkaite
Fotografia Chris Parkin
Lavoro finalista a The Place Prize for Dance 2011, sponsored by Bloomberg, Londra.
ALESSANDRO SCIARRONI • FOLK-S WILL YOU STILL LOVE ME TOMORROW?
Invenzione, drammaturgia Alessandro Sciarroni
Folk-dancer, interpreti: Marco D'Agostin, Pablo Esbert Lilienfeld, Francesca Foscarini, Matteo Ramponi, Alessandro Sciarroni, Francesco Vecchi
Faith coaching Rosemary Butcher
suono, training e casting Pablo Esbert Lilienfeld
consulenza coreografica Tearna Schiuichplattla
Consulenza drammaturgica e casting Antonio Rinaldi
direttore di produzione Marta Morico,
cura e promozione Lisa Gilardino
organizzazione Benedetta Morico
uffico stampa Beatrice Giongo
Progetto Archeo.S - System of Archeological Sites of the Adriatic Seas
cofinanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Cross-Border Cooperation IPA-Adriatico
produzione Teatro Stabile delle Marche e Corpoceleste_C.C.00#
e con Inteatro, Amat-Civitanova Danza per “Civitanova Casa della Danza”, Centrale Fies, Centro per la Scena Contemporanea – Comune di Bassano del Grappa
Sviluppato all'interno del progetto ChoreoRoam Europe: Comune di Bassano del Grappa, The Place/London,
Dansateliers/Rotterdam, Dance Week Festival/Zagreb e Certamen Coreográfico de Madrid
21 Ottobre
Ore 20.30
, Roma, Opificio Telecom Italia
Francesca Pennini / CollettivO CineticO • < age >
Concept e regia Francesca Pennini
assistente alla drammaturgia e alla didattica Angelo Pedroni
documentazione e assistenza operativa Nicola Galli
azione e creazione Luca Cecere, Carolina Fanti, Gloria Minelli, Chiara Minoccheri, Andrea La Motta, Carmine Parise, Guglielmo Pivelli, Giulio Santolini, Demetrio Villani, Fabio Zangara
produzione CollettivO CineticO, Romaeuropa Festival, Armunia / Festival Inequilibrio, L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, CSC Centro per la Scena Contemporanea / Operaestate Festival Veneto, Festival miXXer /Conservatorio di Ferrara
residenze artistiche Scarlattine Teatro / Il Giardino delle Esperidi, Armunia / Festival Inequilibrio, L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, CSC Centro per la Scena Contemporanea / Operaestate Festival Veneto
In collaborazione con Teatro Comunale di Ferrara
Approfondimenti sul programma del Romaeuropa Festival 2012 al link
http://romaeuropa.net

 

Fonte: Ufficio stampa RomaEuropa Festival


Da questa parte

La drammaturgia di Emanuele Tirelli diretta da Iolanda Salvato
e interpretata da Assia Favillo

“Da questa parte (ovvero quello che manca)”
Dal 16 al 18 al Teatro Due di Roma e dal 19 al 21 a Caserta. A novembre a Napoli

 

Dopo il successo de “L’Incoronata”, il drammaturgo Emanuele Tirelli e la regista Iolanda Salvato tornano insieme a teatro con lo spettacolo “Da questa parte (ovvero quello che manca)” affidato all’interpretazione di Assia Favillo.
Tre, per adesso, gli appuntamenti già in calendario: il debutto cade il 16 ottobre al Teatro Due di Roma nell’ambito della rassegna “Sguardi S-Velati” (repliche il 17 e il 18), poi le recite campane al Teatro Civico 14 di Caserta (da 19 al 21 ottobre) e al Sancarluccio di Napoli (dal 29 novembre al 2 dicembre).
Prodotta da Tavole Da Palcoscenico, Eva Di Tullio e Blumalab, la pièce si avvale della preziosa collaborazione di Alessandro Tresa alla regia video, Daniele Mazzotta alle musiche e Marco Zara al disegno luci.
“Da questa parte” è un atto unico in tre movimenti che racconta la paura della solitudine, i canoni e le costrizioni sociali e familiari. L’attrice, una e multipla, descrive desideri rincorsi, morsi mancati e il tempo trascorso. La mente, che nulla può nascondere, mostra tutto il resto.
Una moglie fedele e devota arriva sul palcoscenico dichiarando di volersi nascondere: suo marito le ha chiesto di portare il figlio dai nonni e di restare in disparte mentre lui prende la decisione più importante della sua vita. E’ questa l’occasione per raccontare al pubblico una vita innamorata e felice, l’arrivo da un paese di provincia, il sogno sostenuto a gran forza dai suoi genitori di essere una buona moglie e di creare una famiglia unita. Nel secondo tempo entra in scena una nuova protagonista che dichiara di essere l’amante del marito. Anche lei vuole avere una famiglia. Per farlo, per non restare sola, è disposta a qualunque cosa.
In un tempo che non esiste, perché è di tutti i tempi, le due donne ripercorrono desideri e timori di una vita, fino alle rivelazioni finali. Le proiezioni, che a volte irrompono e altre accompagnano lo spettacolo, sono i pensieri che vorremmo tenere nella nostra mente, ma che non possono essere costretti: prima o poi, che lo desideriamo o meno, vengono fuori per spiegare agli altri il perché delle cose, quando e perché tutto è cambiato.

 

Per l’autore Emanuele Tirelli, “questo spettacolo si concentra sulla comunicazione e sugli eventi della vita che assumono la consistenza di un cortocircuito. “Da questa parte (ovvero quello che manca)” si affeziona alle conseguenze di un’educazione condizionata da canoni e costrizioni sociali/familiari che trovano terreno fertile nella più comune tra le paure: la solitudine”.
La forza di questo allestimento - afferma la regista Iolanda Salvato - è nelle immagini usate come strumento di racconto, elemento visionario, scenografia, costume e illuminazione. Un procedimento all’inverso: dalle proiezioni sullo schermo prende vita l’azione scenica dal vivo. Tracciamo un nuovo percorso avvicinandoci al nostro tempo, senza dimenticare i nostri punti di partenza”.

 

_da questa parte (ovvero quello che manca)
paese: Italia
lingua: italiano
drammaturgia: Emanuele Tirelli
con Assia Favillo
regia: Iolanda Salvato
video a cura di Alessandro Tesa
disegno luci Marco Zara
musiche Daniele Mazzotta
aiuto regia: Laura Pepe, Maia Salvato
illustrazioni: Gianfranco Cioffi
grafica: David&Golia
organizzazione Maia Salvato
produzione: Eva Di Tullio, Blumalab, Tavole Da Palcoscenico
durata: 55’

 

Fonte : Ufficio stampa Compagnia

 

Turandot

TEATRI DI CINTURA
Teatro Tor Bella Monaca
18 ottobre ore 21.00 - 19 ottobre ore 10.30 - 20 e 21 ottobre ore 17.00
Teatro Biblioteca Quarticciolo
23 ottobre ore 21.00 - 24 e 25 ottobre ore 10.30
La Piccola Compagnia 
del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli
presenta

TURANDOT
da Carlo Gozzi
adattamento Attilio Marangon
regia Roberto Gandini
musica Roberto Gori
scena Paolo Ferrari
costumi Loredana Spadoni
con Claudia Ascanio, Danilo Turnaturi,  Ettore Savarese, Fabio Piperno, Fabrizio Lisi, Gabriele  Ortenzi, Giulia Tetta, Livia Travia, Reka Horvàth, Sara Tosato, Simone Salucci, Valerio Perroni

 

Dal 18 ottobre nei Teatri di Cintura sarà di scena il mondo magico di Carlo Gozzi riproposto e raccontato da Roberto Gandini che firma la regia dello spettacolo TURANDOT, portando sul palcoscenico i giovani interpreti con e senza disabilità del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli.
A 250 anni dal debutto della celebre fiaba teatrale, scritta nel 1762 e andata in scena per la prima volta a Venezia, il miracolo della fantasia gozziana ritorna nuovamente a compiersi attraverso le storie d’amore e di potere che i ragazzi del Piero Gabrielli trasformano in innovativi giochi teatrali. Il racconto della principessa di Cina inizia a partire dal successo che all’epoca ne trasse la Compagnia Sacchi, poi riscoperta da Goethe e Schiller, e dal felice e irripetibile periodo russo di Meyerchol’d e Vachtangov, per arrivare a Brecht e Besson. Ritorna ora in scena per proporre una forma diversa di fare teatro e per dimostrare che sul palco le diversità non esistono: il teatro rimane la massima espressione creativa da esplorare e vivere come occasione di conoscenza, divertimento e integrazione.
La storia della principessa Turandot inizia quando Calaf, il principe di Astrakan, spodestato e costretto all'esilio, si rifugia a Pechino dove rincontra il suo tutore, Barach, che gli racconta la vicenda di Turandot, la figlia del Gran Khan Altoum. La principessa di Pechino rifiuta di sposarsi, sottoponendo i suoi pretendenti a una sfida crudele: otterrà la sua mano solo chi sarà capace di risolvere tre indovinelli, ma chi sbaglierà dovrà essere ucciso. Calaf, vedendo il ritratto della principessa Turandot, ne rimane ammaliato e decide di sottoporsi anch'egli alla prova. Tra la sorpresa e il giubilo generale, Calaf riesce a darne la soluzione ma la principessa, che non vuol darsi per vinta, chiede una rivincita. Il Gran Khan Altoum è contrario ma Calaf, non desiderando sposare una donna che lo odia, accetta la richiesta della principessa, sfidandola a sua volta a risolvere un enigma: deve indovinare la sua vera identità e se vi riuscirà, Calaf sarà decapitato. Turandot non accetta l'idea del matrimonio perché considera gli uomini tutti come intimamente traditori, pronti a trattare le donne come schiave e a tenerle deboli e sottomesse e quindi vuole risolvere a tutti i costi l'enigma del principe. Solo alla fine, Turandot vincerà la prova ma, accortasi di amare Calaf, deciderà di sposare il giovane principe e chiedere perdono per tutto il male che ha causato.
Il Teatro di Roma, da sempre sensibile alle problematiche inerenti la disabilità, attraverso il Laboratorio Piero Gabrielli vuole contribuire alla realizzazione di una comunità accogliente e inclusiva nella quale chiunque possa realizzare esperienze di crescita individuale e culturale. Il progetto è promosso e organizzato da Roma Capitale Assessorato alla Promozione Sociale e alla Salute, Teatro di Roma e Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio. L’iniziativa si rivolge a ragazzi con e senza disabilità con l’obiettivo di creare uno spazio in cui le “differenze possano convivere e diventare una ricchezza” attraverso un reale inserimento sia didattico-educativo che relazionale. Dunque, il teatro come modello di integrazione e collante di un progetto formativo condiviso intorno al comune valore di appartenenza civile di ogni essere umano. Dopo diciotto anni di attività laboratoriale il Piero Gabrielli è una delle realtà più significative del settore in Italia e all’estero.
Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Tor Bella Monaca il 18 ottobre (ore 21.00), il 19 ottobre (ore 10.30), il 20 e il 21 ottobre (ore 17.00). Al Teatro Biblioteca Quarticciolo replicherà il 23 (ore 21.00), il 24 e il 25 ottobre (ore 10.30).

 

Teatro Tor Bella Monaca - via Bruno Cirino Roma
Per informazione: ufficio promozione  06.2010579 
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Teatro Biblioteca Quarticcolo - via Ostuni 8, Roma
Per informazioni: ufficio promozione 06.45460705 
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Biglietti: € € 5,00

 

Fonte: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatri di Cintura

 

Kaput Mundi

TEATRO DELL’ANGELO
Dal 30/10/2012 al 18/11/2012
Break Art di Emilia Campanile e Valeria Ventrella
e Titania Produzioni
presentano

Kaput Mundi
Un progetto teatrale
Di Angelo Longoni
Con: Riccardo Francia, Lorenzo De Angelis, Valerio Morigi, Edoardo Persia
Aiuto regia: Eleonora Ivone

 

Sarà in scena al Teatro dell’Angelo dal 30 ottobre all’18 novembre lo spettacolo KAPUT MUNDI, un progetto teatrale di Angelo Longoni. Uno spettacolo composto da due atti unici: “Angeli” e “Bravi Ragazzi”; Il primo è una novità assoluta per l’autore e regista, mentre il secondo torna in scena a Roma dopo essere stato uno degli spettacoli di maggior successo degli ultimi anni. Protagonisti sono Riccardo Francia, Lorenzo De Angelis, Valerio Morigi, Edoardo Persia.
Kaput Mundi è un progetto teatrale dedicato a Roma in particolare e a tutte le metropoli italiane in generale, ai giovani che in esse abitano, al disagio che generano, alla difficoltà d’integrazione e all’impossibilità di vivere serenamente la gioventù.
L'espressione latina caput mundi, riferita alla città di Roma, significa capitale del mondo noto, e si ricollega alla grande estensione raggiunta dall'impero romano tale da fare della città capitolina il crocevia di ogni attività politica, economica e culturale mondiale.
Il significato della parola tedesca kaputt è tristemente noto e proviene dall'ebraico koppâroth che vuol dire vittima e che si allarga a: rotto, fuori combattimento, guasto, finito, distrutto, morto.
Il titolo del progetto, costruito da queste due parole, è quindi un chiaro riferimento alla passata magnificenza di Roma, alla sua storia, alla gloria eterna dei suoi fasti e della sua grandiosità. L’abbinamento a kaputt, nell’assonanza, invece mira ironicamente al contrario: ai difetti della città, al disagio che vive la sua popolazione, alla rottura del patto civile tra i suoi cittadini, alla difficoltà di essere giovani in una città difficile nella quale integrazione e occupazione sono due ideali mai veramente attuati.
Kaput Mundi è anche un omaggio da parte di un autore e regista milanese, residente da quasi vent’anni nella capitale, alle coloriture del linguaggio, alle costruzioni verbali, al modo di provare ed esprimere i sentimenti, alle parole per manifestarli e alle situazioni sociali che caratterizzano Roma e i suoi abitanti.
Kaputt Mundi è anche una denuncia nei confronti di un paese, l’Italia, che si sta progressivamente dimenticando dei giovani e del loro futuro impedendo loro di proiettarsi al di là di un presente molto deprimente, confuso e squallido che francamente non meritano.
Kaput Mundi è costituito da due spettacoli separati da un intervallo. Lo spettacolo è propdotto da Break Art di Emilia Campanile e Valeria Ventrella (anche organizzatrici dell’evento) e Titania Produzioni.

 

ANGELI
Quattro giovani disoccupati passano le loro serate senza la possibilità di permettersi nulla che non sia una birra, una sola, da sorseggiare lentamente nel parco del loro quartiere. I loro discorsi sono caratterizzati dalla frustrazione a causa dell’impossibilità di avere rapporti umani dignitosi con i propri coetanei e soprattutto con le ragazze alle quali non hanno nulla da offrire.
L’insicurezza rispetto al loro futuro economico li ha resi insicuri e chiusi ma ciò che maggiormente li debilita è la mancanza di un’identità sociale.
Il ruolo che ogni persona ha nella società è alla base della costruzione di un’autostima fondamentale per un’adeguata integrazione con gli altri
In questo caso l’incapacità di definirsi socialmente a causa della disoccupazione ha generato nei quattro amici una perdita di valore agli occhi degli altri e, di conseguenza, un doloroso senso di inadeguatezza.
La disoccupazione prolungata li ha portati, nel tempo, a svillupare la convinzione assoluta che dal loro stato non ne verranno mai fuori… ma una notte capita un fatto, un episodio che cambia la loro esistenza. Una bravata, un gioco nato come un dispetto, un’azione insensata che ha il sapore di un’avventura in grado però di rompere la monotonia e la rassegnazione.
I quattro amici compiono un furto tanto assurdo quanto inutile: rubano un’ambulanza credendola vuota.
Ciò che troveranno all’interno però li costringe a riflessioni nuove e ad affontare la vita con un rinnovato senso di speranza nei confronti della bellezza del mondo. L’incontro con un angelo potrà essere il loro punto di ripartenza.
ANGELI è una commedia surreale e poetica, un tenero apologo sulle speranze infrante dei giovani e sulla necessità di un cambiamento in grado di innescare la loro capacità di reazione.


BRAVI RAGAZZI
Sono anni ormai che le periferie delle città italiane sono sede naturale dei campi nomadi e sono anni che la tensione tra gli abitanti dei quartieri e gli “ospiti” di etnia Rom, albanese o rumena cresce in maniera esponenziale.
Anche in questo atto unico quattro amici compiono una bravata, un’azione insensata per vendicare un torto subito che però, in questo caso, coinvolge degli innocenti.
Ciò che si vuole indagare con BRAVI RAGAZZI è la percezione, da parte degli italiani, soprattutto giovani, di un mondo straniero e diverso che si sovrappone al nostro e che succhia linfa vitale provocando l’asfissia della nostra organizzazione sociale. La percezione del nomade, apolide, senza lavoro, senza dimora, senza leggi e regole è assimilabile a quella di un parassita che trae un vantaggio a spese dell'ospite creandogli un danno biologico.
BRAVI RAGAZZI racconta di come questa percezione da parte di un gruppo di giovani residenti nella periferia romana si possa trasformare in violenza e in dramma. Il vuoto dei loro discorsi, la vacuità delle loro opinioni, l’ottusità del loro conformismo, l’assenza di modelli di riferimento sono il paradigma di una società che lentamente sta abbandonando il mondo giovanile ad un destino di solitudine e di torpore culturale.
C’è la tendenza a pensare che le vittime di questo stato di cose siano unicamente le persone che subiscono violenze e ingiustizie ma in qualche modo lo sono anche coloro che le praticano. Il vuoto che circonda esteriormente i giovani e quello che pervade le loro teste e i loro cuori colloca anch’essi tra le vittime.
Prima caratteristica di questo vuoto è sicuramente il linguaggio che si è fatto, negli anni, sempre più povero, sempre più essenziale, sempre più piatto. Ed è proprio nel linguaggio che si trovano i primi segni di una violenza che fa presto a superare il livello puramente lessicale per trasferirsi sul piano fisico generando aggressività.
Bravi Ragazzi verrà presentato in matineè in esclusiva per le scuole.

 

Durata spettacolo: due atti unici della durata di 1 ora l’uno
Video Bravi Ragazzi:

http://www.youtube.com/watch?v=vO6-Vh2eTig&feature=youtu.be
Hanno scritto di BRAVI RAGAZZI:
“Longoni esplora le sorgenti del razzismo fino a un epilogo tragico e ragionevole: osserva come nel nulla l’odio nasce e si fissa su un bersaglio. La differenza fra la bravata e il crimine sta nella genesi delle motivazioni, nello scarto fra il non essere e il voler avere”.  Marcantonio Lucidi – Left
“Angelo Longoni e forse l’unico autore – regista che potesse elaborare da noi il corrispettivo violente, teppistico e razzista del branco che dava vita a FREDDO di LARS NOREN, e lo fa con il suo Bravi Ragazzi”. Rodolfo Di Gianmarco – La Repubblica
“Una commedia tipica dello stile di Longoni: drammaturgia ridotta al minimo, attenzione alle sfumature della lingua parlata analisi di comportamenti sociali patologici. Chi sono questi bravi ragazzi? Quattro bravissimi attori: Lorenzo De Angelis, Riccardo Francia, Valerio Morigi e Eduardo Persia”. Franco Cordelli – Il Corriere Della Sera
“Va via in un’ora, in un battito di cuore, Bravi Ragazzi scritto e diretto da Angelo Longoni. I suoi personaggi interpretati dagli ottimi Lorenzo De Angelis, Riccardo Francia, Valerio Morigi ed Eduardo Persia – sono scolpiti a cera persa nel fuoco dell’azione, quasi non hanno il te”po di raccontarsi. Ma è proprio questa stilizzazione tragica che permette a Longoni di andare dritto al cuore del problema che non è solo l’ordinario razzismo e la piccola banalità del male e la distanza (fisica, mentale, linguistica) che segrega la periferia. Attilio Scarpellini – L’unità
Bravi Ragazzi ha un obiettivo preciso: quello di focalizzare e analizzare, al di là delle polemiche politiche in tema di immigrazione, il punto di vista del mondo giovanile, per comprendere se il linguaggio dei giovani e i loro codici siano adatti per capire un fenomeno sempre più complesso che rischia di sfuggire di mano”. Giuliano Malatesta – Il Messagero
“Uno spettacolo spiazzante, disarmante duro ed dal forte impatto emotivo che fa riflettere i giovani e non solo. La storia è di quelli che rimbalzano sulla cronaca dei quotidiani con inquietante frequenza. Una storia di oggi, di Roma, di giovani seduti su un muro imbrattato da cui guardano le storture della società, i vuoti della politica, i falsi miti della tv, i vicoli ciechi del futuro, a du cui prendere coraggio per trasformarsi in teppisti”. Laura Novelli – Il Giornale
“Angelo Longoni racconta i disagi della cosiddetta “Generazione X” e lo fa con temi emotivamente forti, duri, spesso spiazzanti per scuotere i giovani e farli riflettere”. Barbara Nevosi – Metro
“Un testo asciutto e affilato che evidenzia le contraddizioni di un paese in perenne contrasto, scarico di responsabilità e crescente senso di impotenza. Bella prova morale dei quattro giovani attori che danno il giusto risalto ai singoli quadri con sapiente sottolineatura della tensione drammaturgica. Un intenso atto unico suggellato dai convinti e ripetuti applausi del pubblico”. Claudio Ruggiero – Latina Oggi
“Una storia ben scritta, con personaggi ben tratteggiati e ben interpretati dai quattro giovani attori”. Marcello Isidori – Dramma.it
“Bravi Ragazzi avvince e turba il pubblico grazie ad una tensione che cresce costantemente ed esplode nel dramma finale”. Gloria Bondi – Cinelab

 

Teatro dell'Angelo Via Simone de Saint Bon n°19, Roma 06.37513571 - 06.37514258
Informazioni:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: Poltronissima 23 € + 2 € di prevendita – Ridotto poltronissima 18 € + 2 € di prevendita – Poltrona 20 € + 2 € di prevendita – Ridotto poltrona 16 € + 2 € di prevendita. Altre promozioni sui biglietti a questo link: http://www.teatrodellangelo.it/biglietti-abb.asp
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 - Domenica e festivi ore 17.30 (lunedì riposo)
Orario botteghino: dal lunedì al venerdì ore 10.00-13.30 / 15.00-20.00 - Sabato 10.00-13.30
PARCHEGGIO MERCATO TRIONFALE Via Tunisi Tel. 06/39754485
Parcheggio automatizzato, aperto 24 ore su 24

 

Fonte: Maya Amenduni, Ufficio stampa Compagnia

 

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