Vita

Teatro dei Conciatori
Dal 6 al 14 Ottobre

La Gazzaladra s.r.l presenta
V I T A
Scritto e diretto da Angelo Longoni
con Pamela Villoresi, Emilio Bonucci, Eleonora Ivone


Un padre  -  Una madre  -  Una figlia.
Un incidente stradale, il tempo che si ferma.
Tutto l’amore del mondo e tutto il dolore del mondo.
Il conflitto di una famiglia come rappresentazione del conflitto di un paese intero
.
Questo è “Vita” scritto e diretto da Angelo Longoni, che sarà in scena dal 6 al 14 Ottobre al Teatro dei Conciatori di Roma. Protagonisti: Pamela Villoresi, Emilio Bonucci, Eleonora Ivone.
Lo spettacolo, in scena anche al Piccolo di Milano dal 27 al 30 settembre, innaugurerà la prima stagione del neonato teatro nel quartiere ostiense.
Angelo Longoni in questa prima parte di stagione teatrale sarà di scena nei teatri romani con ben tre spettacoli, ed apre la stagione proprio al Teatro dei Conciatori, con uno spettacolo che tanto successo ha riscosso lo scorso anno al Teatro Belli, trattando una tematica scottante: i problemi riguardanti il fine della vita.
Proprio nel periodo di repliche dello spettacolo uscirà nelle librerie l’omonimo romanzo VITA edito da Jacobelli

 

Note dell’autore Angelo Longoni:
“L’Italia, forse più di ogni altro paese occidentale, è il luogo della separazione netta dei concetti, delle idee e delle convinzioni in modalità di parte, spesso semplificate e superficiali.
La realtà che viviamo sembra dipendere solo dall’azione di due principi opposti, tra cui esiste un contrasto insanabile a causa del quale finiamo per vedere il mondo solo in bianco o in nero senza riuscire a concepire altri colori o sfumature.
Anche nelle recenti e tragiche vicende di Eluana Englaro e di Piergiorgio Welbi, il popolo italiano, insieme ai suoi rappresentanti politici, si è diviso in due metà contrapposte e incompatibili.
Da una parte le accuse di assassinio, dall’altra quelle di tortura di corpi inermi e senza futuro.
In mezzo a queste due posizione quasi il nulla.
In VITA si racconta questo conflitto come se fosse interno ad una famiglia.
Al centro una donna la cui esistenza si è sospesa a causa di un incidente stradale, vicini a lei il padre intenzionato a liberarla dallo stato vegetativo permanente nel quale giace e la madre invece ferma nel difenderne la vita in ogni caso e ad ogni costo.
Due posizioni inconciliabili, esattamente come quelle di una popolazione che si è divisa in due metà, due genitori spezzati, due personaggi simbolo.
Tre voci che compongono una partitura di sentimenti, di ricordi e di riflessioni, un flusso poetico che racconta la vita in tutte le sue espressioni: il dolore, la gioia e, soprattutto, l’amore”.
http://www.angelolongoni.it/ - http://www.pamelavilloresi.it/
Durata: 1 ora senza intervallo

 

HANNO SCRITTO DI “VITA”
“Sono in gioco due posizioni inconciliabili. C’è chi, il padre, vorrebbe liberare la giovane ragazza dallo stato vegetativo permanente, e chi, la madre, ne difende il sopravvivere ad ogni costo. Emerge la contesa sorta attorno a vicende tragiche come quella di Eluana Englaro. E’ il teatro prova a dar voce a riflessioni sul dolore e sull’amore”. Rodolfo Di Gianmarco – La Repubblica
“Intriso della vocazione italiana al sentimento, VITA non è sentimentale… oserei dire che VITA è uno dei nostri testi più belli degli ultimi anni. Longoni non si è limitato a mettere in scena il dramma di una vota vegetativa. Ha fatto molto di più. Nel dramma c’è un conflitto: tra il padre, disponibile a cessare quella tortura, e la madre che al tanto amato marito deve opporre la sua fede: a quelli, dice, che “come te credono che la speranza sia l’essenza dell’orrore”. Franco Cordelli – Il Corriere della Sera
“Il tema dell’eutanasia vissuto in un microcosmo privato senza il filtro dei mass-media e dei Talk show che mettono a confronto etiche e soluzioni slegate dalla realtà” Paola Polidoro – Il Messaggero
“Si esce dal teatro turbati e coinvolti con le certezze di ciascuno pro e contro l’eutanasia messe in discussione. VITA è una lettura scenica che emoziona  e commuove, che sa toccare le corde del cuore e scuotere l’anima ponendo contemporaneamente tanti interrogativi sul senso e sul valore dell’esistenza”. Monica Menna – Teatro.org
“Sul palco tre leggii, tre flussi di coscienza, che all’unisono raggiungono lo spettatore costringendolo a riflettere sulla vita, in tutti i suoi significati”. Rachele Fortuni – Gufetto.it
“In un meccanismo sospeso tra la vita e la morte, regista e interprete scelgono la compenetrazione totale e il tentativo, perfettamente riuscito di superare il confine tra la storia di uno e la storia di tutti”. Angelo Simone – Persinsala.it
“Il passato e il presente si mescolano attraverso l’uso sapiente di frequenti flashback che ci riportano a prima dell’incidente ed è in questo limbo che i tre vivono. L’azione si è fermata e loro hanno continuato ad aspettare.” Mariaelena Prinzi – Teatro italiano.it
“Un testo struggente e d emozionante. Un testo molto intenso e ben scritto che non fa altro che dimostrare che tutte le discussioni pro e contro valgono poco: viviamo con l’illusione di poter scegliere ma non saremo mai noi a decidere della nostra esistenza”.  Emanuela Dolci – Spettacolo e cultura.com
“Un’opera asciutta e fluida, tenera e straziante dove la riflessione si fa respiro e la morte può diventare atto grave e sommo d’amore.” Sarah Panatta – Eclipse – Magazine.it
“Una vicenda che si può chiudere solo con il silenzio e l’applauso del pubblico, senza commenti né tanto meno decreti e pubblici dibattiti”. Rita Dimtrich - Oltrecultura

 

Teatro dei Conciatori
Via dei Conciatori 5  00154 Roma
Per prenotazioni: tel 0645448982 – 0645470031
Costo biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro; tessera associativa 2 euro.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 18,00. giovedì doppio spettacolo alle 18,00 e alle 21,00

 

Fonte: Ufficio stampa Maya Amenduni

Wake Up!

Teatro Argentina
4 ottobre 2012 dalle ore 19.30
WAKE UP!
bagliori dalla primavera araba
Studi scenici di
LA BANDIERA di Michele Santeramo
MALEDETTA PRIMAVERA di Enrico Castellani
SCORRERE,  UNA  RIVOLUZIONE ORIGLIATA di Alessandro Berti
NON LE DISPIACE SE BEVO di Renato Gabrielli
THE PROTESTER di Magdalena Barile
IN TAHRIR di Riccardo Fazi
coordinamento LISA FERLAZZO NATOLI
Teatro di Roma
ingresso libero con prenotazione obbligatoria
al numero 06.684.000.346 oppure alla e-mail
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Il sipario del Teatro Argentina di Roma si alza su iniziative e spettacoli di scottante attualità per riflettere sui temi più urgenti dei nostri tempi, come il rapporto tra la libertà e la responsabilità degli individui; ed ancora la violazione dei diritti umani e la domanda di maggior benessere nella vita sociale dei popoli.
Proteste, agitazioni, crisi, rivolte continuano ad animare il mondo, e il Teatro di Roma risponde al risveglio della società civile portando in scena la scrittura, le voci e il lavoro di giovani drammaturghi contemporanei per dare vita giovedì 4 ottobre, a partire dalle ore 19.30 al Teatro Argentina, a una serata a ingresso libero dedicata alla Primavera araba e alle risonanze che ha determinato nel nostro Paese.
Wake Up! – bagliori dalla primavera araba apre idealmente ogni spazio della storica sala dello Stabile della capitale, ad un “evento progressivo” di avvicinamento a Piazza Tahrir: luogo simbolo della rivoluzione araba; luogo principale delle proteste che nella notte del 2 febbraio 2011 sono diventate protagoniste dell’esplosione di violenza tra i sostenitori del presidente Hosni Mubarak e gli oppositori del regime.
Sei brevi letture/performance, della durata di 15 minuti, attraverseranno il Teatro Argentina - dal Palcoscenico, allo spazio Pandolfi alla Sala Squarzina - per raccontare la Primavera araba, le lotte, la speranza, la morte e la paura, ma anche l’amore e la voglia di cambiamento del popolo egiziano. Sei scritture diverse, sei inediti corti teatrali curati da giovani autori e attori della nostra scena teatrale che, con “uno sguardo da occidente”, si sono cimentati nella scrittura, nell’interpretazione, nella narrazione e nella messinscena dell’evento che ha rivoluzionato il mondo e ridefinito il significato di spazio pubblico: La bandiera di Michele Santeramo; Maledetta primavera di Enrico Castellani; Scorrere, una rivoluzione origliata di Alessandro Berti; Non le dispiace se bevo di Renato Gabrielli; The Protester di Magdalena Barile; In Tahrir di Riccardo Fazi.
Il progetto è la naturale prosecuzione del lavoro svolto con l’Unione dei Teatri d’Europa e il Naunynstrasse Ballhaus di Berlino per il Festival “Voicing Resistance”, dedicato alla protesta nel Mediterraneo e alla Primavera araba. I sei testi sono infatti stati scritti su richiesta del Teatro di Roma per ‘Wake up!’, la sezione del festival dedicata agli autori europei. Maledetta primavera di Enrico Castellani è stato il testo selezionato dal Teatro di Roma che, tradotto in lingua tedesca dal Goethe Institut, è stato presentato a Berlino a giugno insieme ai testi del Teatro Habima di Tel Aviv, del Teatro Nazionale della Grecia del Nord, del Teatro Garibaldi di Palermo, del Teatro Nazionale di Atene e dello Shauspielhaus Graz.
 

WAKE UP!
Magdalena Barile, Alessandro Berti, Enrico Castellani, Riccardo Fazi,
Renato Gabrielli, Michele Santeramo
coordinamento Lisa Ferlazzo Natoli
L’esperienza è stata un importante momento di scambio e di confronto internazionale che ha offerto la possibilità ad alcuni drammaturghi contemporanei di confrontarsi su uno stesso tema utilizzando la più ampia libertà espressiva. Il risultato è stato un interessante caleidoscopio che va dal racconto istintivo, frammentato e polifonico di In Tahir (Riccardo Fazi) alla forza poetica di Maledetta Primavera (Enrico Castellani); dalla suggestione dell’impianto a più voci come in Scorrere (Alessandro Berti) o in altro modo in La bandiera (Michele Santeramo), fino ai dialoghi provocatori e controversi in The Protester (Magdalena Barile) e in Non le dispiace se bevo (Renato Gabrielli).
Wake Up! vuole conservare il più possibile questa ricchezza di differenti voci, utilizzando proprio in modo ‘polifonico’ gli spazi del Teatro Argentina. La Sala, lo spazio Pandolfi e la Sala Squarzina ospiteranno gli spettacoli presentati, agiti e letti anche dagli stessi autori, per tessere una sorta di mappa drammaturgica e spaziale sull’impatto della primavera araba nel teatro e nella vita di chi guarda ‘da occidente’. Una programmazione che permetterà al pubblico di muoversi tra i diversi spazi e costruire una propria prospettiva al mutare della posizione percettiva, restituendo l’idea del dinamismo con cui queste drammaturgie hanno saputo raccontare e trasmettere, con la forza dei vari di diversi linguaggi teatrali, le prospettive, le storie, le speranze, le miserie e le manipolazioni di una primavera di libertà. Vista con gli occhi dei nostri drammaturghi.
 

Sala Squarzina
LA BANDIERA
di Michele Santeramo
con Michele Santeramo
Le notizie che sono arrivate nei mesi scorsi dalla primavera araba segnano un confine a cui sembrano destinati tutti gli scontri tra poteri e popolazione. La primavera araba può diventare, spogliata delle sue caratterizzazioni geografiche e sociali, un approdo (o una deriva, secondo i punti di vista) di tutti i movimenti di protesta in atto nelle società occidentali. A partire da questo assunto, nella vicenda che racconto ci sono quattro personaggi che sono saltati, in passato, su delle mine antiuomo, e che a causa delle malformazioni riportate nello scoppio sono chiusi in un ex sanatorio. Il potere li ha rinchiusi in un ex sanatorio perché nessuno potesse dire dell’esistenza delle mine. Fuori da questo sanatorio intanto la rivoluzione va avanti tra manifestazioni e scontri di piazza, ideali e tensioni, militari. L’unica maniera che i quattro rinchiusi hanno di partecipare alla rivoluzione è quella di ideare e cucire la bandiera del nuovo potere, quello che sostituirà il vecchio a cui tutti si ribellano. Ma hanno qualche problema: uno è costretto sulla sedia a rotelle, l’altro subisce la sua stessa sorte, l’altro ancora è cieco, e il quarto è senza braccia. Come faranno questi quattro a fare la rivoluzione? Tentano di cucire questa nuova bandiera, quando due militari fanno irruzione nel sanatorio. Lo scontro tra potere e rivoluzione si sposta quindi dal campo lungo della piazza al campo medio del sanatorio.  Da una parte i quattro, che sono la rivoluzione. Dall’altra i militari, che sono il potere.
Michele Santeramo (1974) è autore di numerosi testi teatrali. Nel giugno 2001 fonda con Michele Sinisi la compagnia teatro minimo.Tra gli altri, si ricordano: Il Barone dei porci; Konfine (selezione Enzimi 2003); Radio Bunker (tratto dal romanzo il Visconte dimezzato di Italo Calvino); Accadueò (premio Voci dell'anima 2004); Murgia (cartolina di un paesaggio lungo un quarto), spettacolo Generazione Scenario 2003; Sette contro Tebe; Vico Angelo Custode; Sacco e Vanzetti, loro malgrado (pubblicato per Editoria & Spettacolo), Fanculopensiero - stanza 510. Ha inoltre scritto e portato in scena Cirano dal Cyrano de Bergerac e, da Shakespeare, Il sogno degli artigiani. Tra i suoi ultimi lavori vanno ricordati il "film teatrale" Iupiter - come autore e attore - e Sequestro all'italiana, finalista al Premio Riccione per il Teatro 2009. Il suo ultimo lavoro è Le Scarpe coprodotto da Fondazione Pontedera Teatro. Vince il Premio Riccione per il Teatro 2011 con il testo Il Guaritore.
 

Retropalco
MALEDETTA PRIMAVERA

di Enrico Castellani, Babilonia Teatri
con Valeria Raimondi
scene,luci audio Babilonia Teatri/Luca Scotton
Maledetta primavera è la mia ignoranza.
La mia inconsapevolezza.
Dall'altra parte del mediterraneo sono in atto delle rivoluzioni.
Maledetta primavera racconta la mia distanza. La mia assenza.
Attraverso la storia di una donna, di uomo, di loro figlio prende forma la complessità del reale.
La Primavera araba per me è qualcosa che accade lontano.
Enrico Castellani è fondatore e direttore, insieme a Valeria Raimondi, della compagnia Babilonia Teatri, di cui fanno parte anche Ilaria Dalle Donne, Luca Scotton e Alice Castellani. Il primo spettacolo di Babilonia Teatri, Panopticon Frankenstein (2006), è finalista al Premio Scenario Infanzia 2006 e vincitore di Piattaforma Veneto di Operaestate Festival Veneto 2007. Made in italy (2008) si aggiudica il Premio Scenario 2007 e il Premio Vertigine 2010 e riceve una nomination ai Premi Ubu 2008. Gli spettacoli successivi sono Pop Star (2009) e Pornobboy (2009). Nello stesso anno il gruppo vince il Premio speciale Ubu 2009 "per la capacità di rinnovare la scena [...] attraverso l’uso intelligente di nuovi codici visuali e linguistici". The best of (2010) è Premio Off del Teatro Stabile del Veneto, mentre l'ultimo lavoro, The end (2011) vince il Premio Ubu 2011 per miglior novità italiana/ricerca drammaturgica, dopo essere stato nominato anche come spettacolo dell’anno.
 

Sala
SCORRERE, una rivoluzione origliata
di Alessandro Berti
con Alessandro Berti
Un giovane dell'Europa del sud, immerso in un ambiente sociale immobile e in un'atmosfera irreale, rifugiatosi da tempo nella propria interiorità, viene risvegliato da una serie di voci che increspano le sere quiete della sua piccola città. Come fiori nuovi, dal profumo fragoroso e inaspettato, quelle voci gli fanno improvvisamente prendere coscienza di quanto sia necessaria alla vita di tutti e alla sua stessa, la possibilità di un movimento, di un'evoluzione. E quanto la rivendicazione di questo spazio di libertà, negato ai più giovani fino alla loro corruzione e rassegnazione, sia il primo embrione, e forse l'ultimo risultato di ogni umana rivolta. 
Alessandro Berti è un ricercatore emiliano che vive in Appennino. Lì scrive, poi prova a rendere teatro ciò che ha scritto, ultimamente pensando se la cosa infine abbia ancora un senso perché ciò che gli viene fuori dalla penna assomiglia sempre di più a un incrocio tra narrativa, saggistica e chiacchierata da bar. Però siccome lui si ostina a voler interpretare ciò che scrive, e mentre lo scrive lo pensa già per esser detto, alla fine è costretto a sforzi e a contorsioni spettacolari, che d'altra parte rendono la proposta qualcosa di peculiare.
 

Sala Squarzina
NON LE DISPIACE SE BEVO

di Renato Gabrielli
con Renato Gabrielli e Alessia Giangiuliani
Anna è una consumatrice democratica. In quanto consumatrice, consuma anche notizie. In quanto democratica, simpatizza per la primavera araba. Segue con particolare interesse e coinvolgimento i tweet di un giovane rivoluzionario, che raccontano sollevazioni di piazza e la cacciata di un dittatore. Hossein è venuto a casa di Anna per venderle un servizio. Non è interessato alla rivoluzione. Non è interessato a discutere con Anna. Non vuole bere alcool con lei. Hossein vuole solo fare il suo lavoro – qualunque esso sia. Non le dispiace se bevo racconta l’incontro impossibile tra due personaggi che, malgrado le apparenze, si assomigliano fin troppo.
Renato Gabrielli (nato nel 1966) è autore teatrale, drammaturgo e sceneggiatore. Esordisce al C.R.T. di Milano nel 1989 con Lettere alla fidanzata, cui seguono  Oltremare, Oplà, siamo vivi! e Moro e il suo boia, tutti diretti da Mauricio Paroni de Castro. Dal 1997 al 2001 è drammaturgo del Centro Teatrale Bresciano. Per il CTB scrive e dirige Una donna romantica, Curriculum Vitae e Giudici. Del 2003 è la commedia Vendutissimi. Con Mobile Thriller riceve il Premio Herald Angel al Fringe Festival di Edimburgo del 2004. Nel 2005 scrive per la compagnia scozzese Suspect Culture  il testo bilingue A Different Language. Tra i suoi lavori più recenti, ricordiamo Cesso dentro, Salviamo i bambini e Tre, con la regia di Sabrina Sinatti; e Questi amati orrori, ideato e realizzato con Massimiliano Speziani e Luigi Mattiazzi. Nel 2008 vince il Premio Hystrio per la drammaturgia e nel 2009 il Premio Milano per il Teatro della giuria degli specialisti per Tre. Nel 2012 realizza l’adattamento drammaturgico di Giulio Cesare di William Shakespeare, regia di Carmelo Rifici, per il Piccolo Teatro di Milano.
 

Retropalco
THE PROTESTER
di Magdalena Barile
con Magdalena Barile, Milutin Dapcevic, Alice Palazzi
Nel 2011 la rivista Time ha eletto “The protester”, la figura del protestatario, il personaggio dell’anno. Dalla primavera araba passando per Occupy Wall Street e Mosca, il personaggio mascherato che manifesta per i suoi diritti è apparso sui giornali e nelle case di tutto il mondo, ridisegnato e addomesticato. Nella cucina di una buona e progressista famiglia europea il protestatario si erge dalla sua prestigiosa copertina, come un rassicurante pop up di certi libri d’infanzia, a turbare le fantasie dei suoi ospiti -  ma giusto per il tempo della colazione.
Magdalena Barile, diplomata nel 2002 all’Accademia D’arte Drammatica Paolo Grassi nel corso di scrittura drammaturgica, vive a Milano dove lavora come autrice e sceneggiatrice televisiva e teatrale. Fra le sue produzioni televisive (L’albero Azzurro - Raidue, Camera Cafè  - Italia1, Affari di famiglia – Radiotelevisione Svizzera Italiana)Fra le sue scritture per la scena  In Tumulto (Teatro Kismet 2008) Lait ( Teatro i, 2009)Fine Famiglia, (CRT, milano 2010), Piccoli Pezzi, (CRT, 2011).  Nel 2010 ha pubblicato con Titivillus il volume One Day, finalmente vivere servirà a qualcosa, in collaborazione con Accademia degli Artefatti con cui collabora dal 2009.
 

Sala, Sperone
IN TAHRIR

di Riccardo Fazi, Muta Imago
regia Claudia Sorace
con Chiara Caimmi, Riccardo Fazi
consulenza rumoristica Edmondo Gintili
Il Cairo, Piazza Tahrir, 2 febbraio 2011. La giornata più importante della rivoluzione egiziana. Un anno fa il racconto di questa giornata ci arrivava per la prima volta direttamente dalle voci e dagli sguardi delle persone che la stavano vivendo in prima persona: attraverso i loro cellulari, i computer, le macchine fotografiche, i tweet, i social network, i post su internet. Un racconto istintivo, frammentato, polifonico, che si sovrapponeva fino a sostituirsi a quello dei canali ufficiali: questo per noi è stata la rivoluzione araba, questo arrivava nelle nostre case da laggiù. E questo abbiamo deciso di utilizzare per raccontare una giornata particolare, vista dal basso di una piccola storia, come sicuramente ce ne sono state migliaia, e come forse l'avremmo vissuta noi se fossimo stati lì.
Riccardo Fazi è drammaturgo e sound designer. Nel 2004 fonda insieme a Claudia Sorace, regista, la compagnia Muta Imago. In questi anni il gruppo ha prodotto spettacoli teatrali, performance, installazioni in cui l’indagine del rapporto tra l’essere umano, lo spazio e il tempo, riveste un ruolo principale. I loro spettacoli sono stati prodotti e ospitati all'interno dei più importanti festival nazionali, tra cui RomaEuropa Festival, Napoli Teatro Festival Italia, Festival delle Colline Torinesi, la Biennale Teatro di Venezia, Vie Scena Contemporanea Festival, Santarcangelo Festival, Inteatro Festival, Bassano Opera Festival, Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo e all’interno di numerosi festival internazionali. Nel 2009 la compagnia ha vinto il Premio Speciale Ubu, il Premio della critica da parte dell’Assocazione Nazionale dei Critici di Teatro e il premio DE.MO./Movin’UP. Nel 2011 il premio per il miglior spettacolo all’interno del XXIX Fadjr Festival di Tehran.

 

Fonte: Ufficio stampa Teatro di Roma

 

InEuroff

inEURoff Festival 2012
Urban and civic theatre
dall’ 11 al 14 Ottobre 2012
Centro Culturale Elsa Morante - Piazzale Elsa Morante, Roma
Consulenza artistica: Paolo de Pascale

 

“Dall' 11 al 14 ottobre 2012 gli spazi del centro Culturale Elsa Morante saranno invasi da inEuroff - rassegna di teatro, musica e danza ideata, promossa ed organizzata dalla compagnia Ondadurto Teatro. Giunta alla sua quinta edizione, la manifestazione propone un'intensa programmazione attenta alla commistione di diverse forme espressive e linguaggi. Centrale è l’idea di utilizzare spazi urbani e luoghi non convenzionali per la fruizione artistica, attraverso un contatto diretto con il pubblico e una comunicazione veicolata da nuovi e più moderni linguaggi espressivi, che utilizzano l' interconnessione e la contaminazione.
inEuroff è partner di RIVER // CITIES, una piattaforma che riunisce soggetti provenienti da tutta Europa. Si tratta di: organizzazioni culturali, artisti, ricercatori, responsabili politici, urbanisti e funzionari attenti ad un impegno civico, allo scopo di fornire spazi pubblici sostenibili. Tutti i partner hanno un approccio diverso al tema dell'arte in spazi urbani, ma sono uniti nello sforzo di utilizzare la cultura come strumento per lo sviluppo delle proprie aree di appartenenza. R//C è parte del Programma Europeo LLP GRUNDTVIG.”

Abitare gli spazi e scrutare il quotidiano: temi che fanno da sfondo alla mostra fotografica Noi… a forza di essere vento, allestita per tutta la durata del festival e coordinata dalla fotografa Giulia Razzauti. Dotati di macchine fotografiche usa e getta, alcuni bambini del Campo Stanziale Rom di Tor de Cenci – Roma, hanno ritratto la vita del “campo” seguendo un proprio personale modo espressivo: alcuni hanno ripreso dinamiche sociali, altri un lavoro del tutto personale e visionario, altri ancora quasi un lavoro di osservazione esterna e distaccata.
In contemporanea l’istallazione La Leggerezza del moto, a cura di Ondadurto Teatro. Plasticità dinamiche, giochi di pieno e vuoto, linee essenziali che si scagliano nello spazio, lo percorrono, lo attraversano. Macchine sceniche create e realizzate dal riutilizzo di materiali industriali.
Apre le scene l’ 11 ottobre, lo spettacolo Italiani Cincali! del Teatro dell’Argine, di e con Mario Perrotta. Apprezzato dalla critica, ricostruisce uno spaccato violento e amaramente ironico di un Italia uscita dalla guerra e pronta ad affrontare il boom economico. Lo spettacolo ha ricevuto la targa commemorativa della Camera dei Deputati per "l'alto valore civile del testo e per la straordinaria interpretazione", è stato finalista al Premi UBU 2004 ed ha segnalato Mario Perrotta tra gli artisti più interessanti della nuova generazione.
Il 12 ,13 e 14 ottobre, l'atteso debutto regionale di Crash Flight di Ondadurto Teatro. Uno spettacolo onirico e surreale. Un vecchietto scorbutico aiutato a realizzare un sogno da un inventore e il suo goffo assistente. Una macchina che gli permetterà di prendere il volo: una giostra / macchina gestita dal vivo, dagli attori che sono performer / danzatori. E proprio quando ogni speranza sembra perduta, il nostro eroe è finalmente in grado di volare… finalmente potrà librarsi nel cielo e tornare ad essere bambino… Dopo la tournèe Europea che ha visto la compagnia impegnata in Spagna, Austria, Germania e Danimarca, la nuova produzione di Ondadurto Teatro finalmente a Roma.
12 ottobre in programma ancora la compagnia Margine Operativo con Tornare a Genova, uno spettacolo sonoro e visivo che ricostruisce attraverso le voci, i suoni, i rumori e le immagini la nostra memoria dei giorni del G8 2001; Un viaggio nella Storia del luglio 2001 accompagnati dal percorso di un bambino nelle strade di Genova nel 2011… un viaggio nella memoria con lo sguardo rivolto al presente…
13 ottobre tornano nuovamente ad inEuroff la compagnia Motus Danza con lo spettacolo Crash. La compagnia da anni si impegna con passione a imporre un’idea di spettacolo che supera i confini del genere di intrattenimento, interpretando problematiche forti ed attuali.
14 ottobre chiude la manifestazione il film più famoso della storia del cinema La corazzata Potëmkin con musiche originali composte ed eseguite Têtes de Bois, messo in scena per la prima volta nel novembre 2011 nell’ambito della rassegna “Kino Live!” del Palazzo delle Esposizioni, a cura di Marco Berti e Giovanni Guardi. La sfida del grande Ejzenštejn – che avrebbe voluto che la musica per i suoi film fosse rinnovata ogni dieci anni per stare al passo con le nuove generazioni – viene così accolta.
Il festival inEURoff è realizzato con il sostegno di Roma Capitale - Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico.
In collaborazione con il Centro Culturale Elsa Morante e  Zètema - progetto cultura. Main sponsor: Massimo Carsetti.
Sponsor tecnico: Art Sound srl.

PROGRAMMA
11 OTTOBRE
ore 20:30 INAUGURAZIONE
mostra fotografica coordinata da GIULIA RAZZAUTI – Noi… a forza di essere vento >> ingresso gratuito
installazione ONDADURTO TEATRO - La leggerezza del moto >> ingresso gratuito
ore 21:30 spettacolo TEATRO DELL’ARGINE - Italiani Cincali! >> ingresso formula 4*
12 OTTOBRE
mostra fotografica coordinata da GIULIA RAZZAUTI – Noi… a forza di essere vento >> ingresso gratuito
installazione ONDADURTO TEATRO - La leggerezza del moto >> ingresso gratuito
21:30 performance ONDADURTO TEATRO - Crash Flight >> ingresso gratuito
22:00 spettacolo MARGINE OPERATIVO -Tornare a Genova >> ingresso formula 4*
13 OTTOBRE
mostra fotografica
coordinata da GIULIA RAZZAUTI – Noi… a forza di essere vento >> ingresso gratuito
installazione ONDADURTO TEATRO - La leggerezza del moto >> ingresso gratuito
21:30 performance ONDADURTO TEATRO - Crash Flight >> ingresso gratuito
22:00 spettacolo MOTUS DANZA - Crash >> ingresso formula 4*
14 OTTOBRE
mostra fotografica coordinata da GIULIA RAZZAUTI - Noi a forza di essere vento >> ingresso gratuito
installazione ONDADURTO TEATRO - La leggerezza del moto >> ingresso gratuito
21:30 performance ONDADURTO TEATRO - Crash Flight >> ingresso gratuito
22:00 concerto/film Têtes De Bois – La Corazzata Pötemkin >> ingresso formula 4*
* ingresso formula 4 = tessera/abbonamento di € 6 valido per le 4 serate del festival
www.ineuroff.it
Info line: 339 5954230 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Fonte: Ufficio stampa Artinconnessione


Inferno

TEATRO OLIMPICO, ROMA, dal 2 al 14 ottobre 2012
INFERNO
Una creazione di EMILIANO PELLISARI
Danzatori: Mariana Porceddu, Patrizio Di Diodato, Chiara Verdecchia, Valeria Carrassa, Maria Chiara Di Niccola, Carim Di Castro
Musiche: Etno, Classica, Ambient
Polistrumentista: Oscar Bonelli
Sound designer: Giuliano Lombardo
Sound mixer: Mario Crocetta
Sound editor: Riccardo Magni
Consulente musicale: Andrea Barbera
Art director Emiliano Pellisari
Voci recitanti: Gianni Bonagura e Laura Amadei
Coreografie, Costumi, Scene: Emiliano Pellisari
Disegno luci: Francesco Tagliabue, Emiliano Pellisari

 

INFERNO: LA PAROLA CHE DANZA
DA ROMA A BOSTON
Dopo il successo delle scorse stagioni al Teatro Olimpico di ROMA, lo spettacolo-evento dedicato all INFERNO dantesco debutterà nel 2013 a BOSTON

Nell’ambito delle attività di promozione della cultura italiana all’estero la Società Dante Alighieri, in collaborazione con il Teatro Olimpico di Roma e la Massimo Gallotta Productions, proporrà al pubblico degli amanti della cultura italiana un percorso originale e affascinante attraverso cui riscoprire il Sommo Poeta e la sua cantica più popolare: i canti dell'Inferno dantesco, interpretati attraverso la visione contemporanea del coreografo Emiliano Pellisari, che dopo Roma animeranno la stagione teatrale della città di Boston nell’autunno del  2013.
Dopo 3 stagioni di successi al Teatro Olimpico, torna per il 4° anno consecutivo la compagnia di danzatori aerei di Emiliano Pellisari con lo spettacolo INFERNO (che fu prodotto per la prima volta con l'Accademia Filarmonica Romana), in scena dal 2 al 14 ottobre: un successo di pubblico straordinario che porta una ventata di ottimismo in questo periodo così critico che la danza italiana sta attraversando.
Lo spettacolo-evento nato nel 2007 - e ora proposto con due coreografie inedite - è un caleidoscopio di immagini sorprendenti ispirate ai più famosi canti danteschi e portate in scena da sei danzatori acrobati che sfidano le leggi della fisica, trasformando lo spazio teatrale in una nuova dimensione: quella del sogno. Uno spettacolo fortemente innovativo in cui il disegno della luce, la musica e gli effetti speciali si coniugano poeticamente con la danza. Immagini straordinarie appaiono dal buio in una carrellata senza sosta di effetti come in un quadro di Bösch: Paolo e Francesca, rapiti nel turbine infernale, volano nel cielo eternamente abbracciati; schiere di dannati cadono al suolo come foglie; le anime dei grandi del passato fluttuano nell’atmosfera sospesa del limbo; angeli e diavoli si affrontano nello spazio in duelli aerei, accompagnati dal ritmo della musica etno-world. Un Inferno paradossale come Escher, assurdo come Magritte, crudelmente caravaggesco, che trascina lo spettatore in uno spiazzante e coinvolgente sogno ad occhi aperti.
La Società Dante Alighieri, inoltre, promuoverà l’intera TRILOGIA della DIVINA COMMEDIA (Inferno, Cantica II e Paradiso) ideata da Emiliano Pellisari in tutto il territorio nazionale, seguendo la tournée di città in città.
Si ringrazia l’Associazione Civita per aver valorizzato e sostenuto l’incontro felice tra la danza ed i versi del Sommo Poeta con il progetto “La parola che danza”.

Qualche frammento dello spettacolo: http://youtu.be/R5hepE9SFOY

Fonte: Ufficio stampa Teatro Olimpico

 

Il rimedio della fortuna

RomaEuropa Festival 2012
SENTIERI SELVAGGI | MASBEDO
Il rimedio della fortuna
voce recitante FANNY ARDANT

da Le Remède de Fortune di Guillaume de Machaut
musica Filipp Del Corno
parole Alex Cremonesi
video Masbedo
soprano Chiharu Kubo
tenore Mirko Guadagnini
29 | 30 | Settembre ore 20.30
Roma – Palladium Università Roma Tre
in live streaming e on demand su
http://telecomitalia.com
live chat curata da Luca Del Fra
per il ciclo Appena fatto! in collaborazione con Rai Radio3
Valerio Magrelli incontra gli artisti domenica 30 settembre al termine dello spettacolo

 

Da un laboratorio di idee del XIV secolo a un laboratorio artistico contemporaneo: è Il rimedio della fortuna dell’ensemble Sentieri selvaggi e il duo di video artisti Masbedo con Fanny Ardant che dà voce al personaggio di Speranza, secondo appuntamento del Romaeuropa Festival 2012 al Palladium di Roma il 29 e 30 settembre.
Singolare narrazione sulle sfortune e le pene d'amore, questo originale cortocircuito tra arti, stili, personalità, lingue ed epoche diverse è ispirato a una opera medioevale del compositore e poeta Guillaume de Machaut, un poema dove a varie forme metriche sono abbinati componimenti musicali nei più diversi stili - monodia e polifonia, chanson, virelai e danze.
Il lavoro di Machaut, già percorso da una scossa multidisciplinare, diventa il centro di una profonda rilettura contemporanea che riunisce un gruppo di artisti disparati ma agguerriti. La trasposizione del mondo cortese nel nostro presente inizia dalla lingua: un autore di canzoni come Alex Cremonesi ha trasformato testi, parole, idee e sentimenti dal francese antico al moderno italiano. Operazione ancor più ardita e complessa è quella di Filippo Del Corno sulla musica: mantenendo i profili melodici delle melodie originali il compositore milanese li ha inseriti in un paesaggio sonoro contemporaneo che spazia tra la musica colta e quella popolare. Del Corno non è nuovo a simili operazioni, e trova sponda felice nei Sentieri selvaggi, ensemble dedito alla musica contemporanea nelle sue più vivaci ibridazioni: diretto da Carlo Boccadoro l’ensemble eseguirà la musica dal vivo. L’ambientazione, tra l’onirico e il fantastico, è dei video artisti Masbedo con una installazione performativa, anch’essa dal vivo, che renderà visibili le mirabolanti immagini poetiche e musicali di Remède de fortune. Protagonisti, insieme a Fanny Ardant, due cantanti di musica antica, Chiharu Kubo e Mirko Guadagnini.
La rassegna Metamondi ideata con Telecom Italia apre i teatri al pubblico del web. Grazie a moderne forme di interazione e anche attraverso i social network, Metamondi porta gli spettatori a diretto contatto con i protagonisti del Festival. Live streaming e contenuti speciali sui protagonisti de Il rimedio della fortuna saranno disponibili su telecomitalia.com dal 29 settembre, tra cui una live chat condotta dal musicologo Luca Del Fra che permetterà agli spettatori di dialogare e riflettere in tempo reale sull’opera.  Seguiranno gli appuntamenti con Bill T Jones e William Kentridge.
_ il ciclo di incontri Appena Fatto! è curato da Rai Radio3 con Fondazione Romaeuropa per offrire uno sguardo critico sugli spettacoli del Festival,  riflettere sulle differenti forme espressive, portare l’opera teatrale al di fuori del suo ambito disciplinare e dialogare con le più varie tipologie di spettatore.  Attraverso il contributo di personalità provenienti da diversi ambiti di studio, il teatro incontra scienza, storia, letteratura, filosofia e critica d’arte per scoprire il significato meno evidente delle creazioni contemporanee. L’appuntamento con Sentieri selvaggi e Masbedo è per domenica 30 settembre al termine dello spettacolo insieme al poeta Valerio Magrelli. L’incontro sarà trasmesso nel mese di dicembre sulle frequenze di Rai Radio3.
Approfondimenti sul programma del Romaeuropa Festival 2012 al link
http://romaeuropa.net

 

Fonte: Ufficio stampa RomaEuropa Festival


 

John Cage

RomaEuropa Festival 2012
ON CAGE

3, 4 ottobre ore 20.30 Palladium
Rui Horta, Silvia Bertoncelli, Rolf Hind Danza preparata
5 ottobre dalle ore 17.30 alle 20.30 Opificio Telecom Italia
Nam June Paik documentario A tribute to John Cage
6 ottobre ore 20.30 Palladium
CONTEMPOARTENSEMBLE Paik On Cage
7 ottobre ore 17 Palladium
An evening for John Cage
21 ottobre ore 20.30 Opificio Telecom Italia
Francesca Pennini | CollettivO CineticO <age>
14 ottobre ore 20.45 Teatr Eliseo
Bill T. Jones/Arnie Zane Dance Company Story/Time

 

Cuore pulsante di Romaeuropa 2012 è il focus dedicato a John Cage con 5 appuntamenti che scandiscono il calendario del Festival dal 3 al 21 ottobre. A 100 anni dalla nascita di Cage, la personalità del compositore statunitense che ha più influenzato la musica mondiale stimola a nuove creazioni, come nel caso di Danza preparata del coreografo portoghese Rui Horta e della coreografia <age> di Francesca Pennini/CollettivO CineticO, l’esecuzione di suoi storici brani in due concerti al Palladium, con gli ensemble Contempoart e An evening for John Cage, un ciclo di film, video e riprese di performance dove emerge la collaborazione di Cage con Nam June Paik e il movimento Fluxus.
Classe ’57, Rui Horta ha iniziato a danzare a 17 anni in Portogallo e si è formato a New York, mecca della danza contemporanea negli anni’70, per poi tornare a Lisbona dove ha dato un contributo decisivo allo sviluppo della danza contemporanea portoghese. Danza preparata, Il suo nuovo lavoro che arriva al Festival in prima italiana -3 e 4 ottobre, Palladium-, nasce su proposta della Casa da Música di Lisbona che gli ha commissionato una coreografia ispirata al ciclo Sonates and Interludes per pianoforte preparato di Cage. In duetto con il pianista britannico Rolf Hind che eseguirà dal vivo l’intero ciclo, il “corpo preparato” sarà quello della danzatrice Silvia Bertoncelli, interprete straordinaria di una coreografia che si ispira a Cage senza intenti emulativi, anzi sfidandone le idee imprevedibili, in uno spirito che sarebbe potuto essere dello stesso Cage.
Pioniere della videoarte, l’artista coreano Nam June Paik ha dedicato al compositore statunitense molte opere video tra cui spicca un classico come A Tribute to John Cage (1973/1976) proiettato da Romaeuropa per la prima volta in versione integrale in Italia -5 ottobre, Opificio Telecom Italia,  e introdotto da un incontro su Cage e il suo rapporto con Paik, curato da Nicola Sani e Marco Maria Gazzano. Nel video sfilano tra gli altri il soprano Cathy Berberian, il compositore e pianista David Tudor, il teorico della musica balbuziente Alvin Lucier, amici di Cage e personalità che hanno segnato un’epoca.
Il sodalizio tra il compositore e il videoartista ritorna nella serata Paik on Cage del Contempoartensemble -6 ottobre, Palladium: un concerto attraverso i diversi periodi della carriera di Cage, corredato dalla retroproiezione di opere video dedicate al compositore da Nam June Paik. Il programma va dagli esordi alla fine degli anni ’80, dalla Sonata per clarinetto del 1933 a Five e 26’1.1499”, esempi dell’indeterminatezza applicata alla musica, in cui emerge lo spirito antiautoritario e libertario del loro creatore. Durante il concerto sarà proiettato Paik on Cage, Ipotesi per un videoritratto di John Cage nel segno di nam June Paik, curato da Marco Maria Gazzano.
La musica, il suono e il silenzio, la danza, la poesia, le arti visive, lo spirito delle avanguardie del Novecento: An evening for John Cage è un omaggio al compositore e soprattutto all’artista che ha saputo intrecciare diversi linguaggi e forme – 7 ottobre, Palladium. A proporlo, un ensemble che sarebbe piaciuto al compositore per la sua eterogeneità: vari strumentisti e i percussionisti di Ars Ludi coordinato da Giancarlo Schiaffini, coadiuvato da Alvise Vidolin per l’elettronica dal vivo, dalla voce di Silvia Schiavoni, e dai danzatori Fabio Ciccalè e Paola Campagna. Un impaginato che spazia tra i molteplici aspetti dell’arte cageana, e dove non poteva mancare 4’33”, il celeberrimo silenzio.
<age> di Francesca Pennini|CollettivO è il vincitore del Progetto Speciale Performance 2012. Ripensando Cage: si tratta di un lavoro centrato sull’indeterminazione e sul ruolo dello spettatore, che pur trovando chiari riferimenti nel pensiero antiaccademico di Cage, e in particolare con l’idea di libertà espressiva, si presenta in maniera del tutto autonoma proseguendo la ricerca intrapresa dal CollettivO CineticO e legandosi a un immaginario ironico e indie-pop. Parte, inoltre, della rassegna DNA danza nazionale autoriale, curata da Anna Lea Antolini, <age> chiude il focus Cage il 21 ottobre all’Opificio Telecom Italia.

Completa idealmente il programma Cage del Festival Bill T. Jones, ospite storico di Romaeuropa, con la sua nuova creazione Story/Time: un mélange di racconto, danza, musica, teatro che ogni sera trova nuova linfa grazie alla sua struttura aperta, tra forma e indeterminatezza. Ispirato, non a caso, a Indeterminacy di John Cage.

 

JOHN CAGE/ RUI HORTA Danza preparata
3, 4 Ottobre ore 20.30
Roma - Palladium
Coreografia, scenografia, luci  Ruhi Horta
Piano Rolf Hind
Ballerina Silvia Bertoncelli
Costumi Ricardo Preto
Ensemble Sentieri Selvaggi
Produzione Casa de Musica e O Espaco do Tempo in collaborazione con Fundação Calouste Gulbenkian. Guimares 2012 CEC.  Salzburg Biennale. KunstFestSpiele Herrenhausen. Festival Musica Stransbourg. Romaeuropa festival e Vilnius Gaida Festival.
Per la videointervista a Rui Horta:
http://romaeuropa.net/it/festival/programma/468-rui-horta.html
Biglietto da 12 € a 20 € 


NAM JUNE PAIK documentario A tribute to John Cage
Introducono Nicola Sani e Marco Maria Gazzano
5 Ottobre  dalle ore 17.30 alle 20.30
Roma – Opificio Telecom Italia

Ingresso libero


CONTEMPOARTENSEMBLE Paik On Cage
6 Ottobre ore 20.30
Roma – Palladium
Clarinetto Carlo Falli
Violino Duccio Ceccanti
Violoncello Vittorio Ceccanti
Con la partecipazione del pianista  Giancarlo Cardini
Direttore Mauro Ceccanti
Curatore delle opere audiovisive Marco Maria Gazzano
In collaborazione con Kinema A.C.Roma, Università degli studi Roma Tre/Dipartimento Comunicazione e Spettacolo, Electronic Arts Intermix (New York N.Y.)
Biglietto da 12 € a 20 €


AN EVENING FOR JOHN CAGE
7 ottobre
ore 17.00
Roma-Palladium
Voce Silvia Schiavoni
Pianoforte John Tilbury,
Percussione Edwin Prévost
Violoncello Ulrike Brand
Contrabbasso Daniel Studer
Trombone e tuba Giancarlo Schiaffini
Percussioni Ars Ludi
Elettronica e regia del suono Alvise Vidolin
Danza Fabio Ciccalè e Paola Campagna
Produzione Goethe Institut in collaborazione con Istituto Svizzero di Roma
Biglietto da 12 € a 20  €


CollettivO CineticO <Age>
21 ottobre ore 20.30
Roma – Opificio Telecom Italia
Concept e regia Francesca Pennini
Assistente alla drammaturgia e alla didattica Angelo Pedroni
Documentazione e assistenza operativa Nicola Galli
Azione e Creazione Luca Cecere, Carolina Fanti, Gloria Minelli, Chiara Minoccheri, Andrea La Motta, Carmine Parise, Guglielmo Pivelli, Demetrio Villani, Fabio Zangara.
Produzione CollettivO CineticO, Romaeuropa Festival, Romaeuropa Promozione Danza,  Armunia / Festival Inequilibrio, L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, CSC Centro per la Scena Contemporanea / Operaestate Festival Veneto, Festival miXXer / Conservatorio di  Ferrara, CTA Centro Teatro Ateneo / Università La Sapienza
In collaborazione con Teatro comunale di Ferrara
Lo spettacolo è parte della sezione DNA – Danza Nazionale Autoriale, curata da Annalea Antolini
Biglietto da 5 € a 10 €


BILL T. JONES/ ARNIE DANCE COMPANY  Story /Time
14 Ottobre ore 17.00
Prima europea

Ideato e diretto da Bill T. Jones
Coreografie Bill T. Jones
Con Janet Wong e i danzatori della compagnia
Musica Ted Coffey
Testo Bill T. Jones
Scene Bjorn Amelan
Disegno Luci Robert Wierzel
Costumi Liz Prince
In collaborazione con Teatro Eliseo
Biglietto da 11 € a 35 €

 

Fondazione Romaeuropa
Info al pubblico e biglietteria t. 06.45553050, @
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Fonte: Ufficio stampa Fondazione RomaEuropa

 

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