Baby don't cry

TEATRI DI CINTURA
Teatro Biblioteca Quarticciolo
6 e 7 novembre ore 10.30
Baby don’t cry
Teatro delle Briciole
un progetto affidato a
Babilonia Teatri
a cura di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani
con Marco Olivieri e Francesco Speri
con la collaborazione Ilaria Dalle Donne e Vincenzo Todesco
musiche originali Marco Olivieri
piano luci Babilonia Teatri e Emiliano Curà
scene Babilonia Teatri e Lab TdB  Paolo Romanini
montaggio audio Babilonia Teatri/Luca Scotton
illustrazioni Ilaria Dalle Donne
per bambini dai 6 anni

 

Il 6 e 7 novembre (ore 10.30) al Teatro Biblioteca Quarticciolo va in scena Baby don’t cry, un progetto del Teatro delle Briciole affidato a Babilonia Teatri. Un “cantiere produttivo” che dal  2010 ha permesso alla compagnia di Parma di guardare orizzonti più vasti, affidando a giovani gruppi della ricerca italiana il compito di creare uno spettacolo per bambini. La contaminazione del teatro di ricerca con il teatro ragazzi ha stimolato la ricerca di nuovi linguaggi scenici dando vita a risultati originali come dimostra l’esperienza di Babilonia Teatri che, per realizzare Baby don’t cry, ha incontrato in vari laboratori molti bambini cercando di esplorare il loro mondo.
Cosa succede quando piangi? Partendo da questa domanda rivolta agli alunni delle scuole di Parma Babilonia Teatri ha composto un ritratto non convenzionale dei sogni e dei dolori dell’infanzia di oggi. Filastrocche rap, musica pop-rock e teatro fisico per raccontare mode, consumismi, ma anche un’inaspettata voglia di ascolto, di attenzione, di calore. Il tema è dunque quello delle lacrime infantili, delle motivazioni per le quali i bambini utilizzano il pianto, e delle situazioni che più sovente lo provocano. In scena i due attori disegnano così un ritratto dei dolori, dei conflitti e dei desideri del mondo dei più piccoli, muovendosi in mezzo ai feticci dell’infanzia: una carrozzina con un galà di lucine, un albero di Natale scintillante di addobbi, i grembiulini di scuola. Uno spettacolo per raccontare la libertà con cui i bambini sono in grado di piangere, di parlare del loro pianto, di manifestarlo e non nasconderlo, di utilizzarlo come lingua, segnale, messaggio.
“Piangere è un’esperienza che appartiene a tutti, ma che nelle diverse età della nostra vita assume significati e valori diversi. Per noi era interessante rifletterci e farlo con l’ausilio dei bambini
– commenta la compagnia Babilonia Teatri – Lo spettacolo vuole essere una fotografia di quello che è oggi il rapporto dei bambini col pianto. Il lavoro si propone di restituire da una parte il valore assoluto che per noi ha il piangere in quanto strumento di comunicazione. Dall’altro fa emergere le contraddizioni che il nostro mondo crea anche in relazione a un’azione ancestrale come il piangere. I bambini piangono per motivi diversi, anche a seconda delle esperienze di vita che hanno alle spalle. Semplicemente raccontiamo ragioni diverse per cui si può piangere”.
Lo spettacolo procede per alternanze di momenti statici e momenti esplosivi, dove i punti di vista di adulti e bambini sembrano rispondersi a distanza. Il tutto è pervaso da una dimensione di gioco e condivisione che si manifesta a volte attraverso l’uso che gli attori fanno del loro corpo e della loro voce sulla scena e altre volte dalla costruzione iperbolica e fantastica dei testi.
“Il pianto è ordinario e straordinario insieme. È quotidiano ed eccezionale, è consuetudine e stupore. È disperazione e gioco, spesso è un ibrido dove è difficile scindere tristezza e gioia, necessità e capriccio, felicità e disperazione, realtà e immaginazione – continua la compagnia – Per restituire tutte le valenze che il piangere porta con sé senza fare in alcun modo una graduatoria delle ragioni migliori, facciamo ricorso a tutti gli strumenti che il teatro ci offre: dalle luci alla musica, dalla voce al corpo, dalle parole ai suoni, dalla magia allo svelamento, dai simboli alla meraviglia. Il risultato è uno spettacolo che parla di bambini e con i bambini, ma che cerca di non trattarli come tali”.
Lo spettacolo si inserisce nell’ambito della programmazione de Le vie dei Festival.

 

Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, Roma
6 e 7 novembre ore 10.30
Per informazioni: ufficio promozione 06.45460705 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: € 5,00

 

Fonte: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatri di Cintura

 

 

Teatro Studio Uno
L’ASSOCIAZIONE CULTURALE UPNOS
Presenta dal 6 al 18 novembre

9,99 EURO
scritto e diretto da Mario Schittzer
omaggio a Frederic Beigbeder
Con: Daniele Grassetti e Marco Paparella
Voce off di Claudia Balboni
Assistente alla regia: Elisa Pavolini
Scenografia: Valeria Patrizi
Realizzazione Scene: la V G del Liceo Artistico Argan
New Media: Annalaura Ruffolo
Grafica: Francesca De Berardis

 

Sarà in scena dal 6 al 18 novembre al Teatro Studio Uno, 9,99 scritto e diretto da  Mario Schittzer, con: Marco Paparella, Daniele Grassetti. Uno spettacolo, che tramite il racconto della vicenda del protagonista, sviscera il fascino seducente della pubblicità. Come si suol dire c'è una differenza fra fascino e seduzione. Il fascino è un modo di essere, la seduzione una attività. Il fascino è una forza attrattiva innata. La seduzione invece è una attività intenzionale e consiste nel rendere qualcosa attraente desiderabile agli ochhi di chi guarda. Di quella attività ha fatto la sua professione il protagonista Octave.
Octave è un creativo pubblicitario di successo che dalla vita ha avuto tutto. Soldi, coca e lusso sfrenato. Il suo lavoro è svegliarsi ogni mattina e decidere cosa far piacere agli altri. E poiché la gente felice non consuma, Octave è attento a imporre solo desideri irrealizzabili.
È così fiero di avere “irresponsabilità” tanto importanti da credersi libero da qualsiasi legame. Ma la sua è un’illusione. Octave non è che uno schiavo come tanti. Schiavo della noia, della dipendenza, della solitudine. “Forse non si è morti, ma neanche troppo vivi”. Lo capirà a sue spese. Lo spettacolo accompagna la graduale presa di coscienza del protagonista in un percorso a ritroso, fatto di echi e ricordi spezzati, nati nel vuoto di un non-luogo. Uno spazio pubblicitario ancora da riempire.
Lo spettacolo è in omaggio a Frédéric Beigbeder, scrittore, pubblicitario ed editore francese considerato un nichilista ed un provocatore, noto per la sua capacità di spaccare l'opinione pubblica su vasti temi a partire da spunti autobiografici.  Amante della critica e della provocazione, ma fondamentalmente pessimista ed edonista, ama la vita sfrenata in quanto convinto dello sfacelo sopraggiungente, non privo di una punta di narcisismo.

 

BIO MARIO SCHITTZER
Mario Schittzer si appassiona al mondo del teatro fin da adolescente.  A soli 16 anni costituisce in Calabria, la sua terra di origine, una Compagnia Teatrale, “ La Barraca”, la quale tuttora opera nel territorio riscuotendo notevole successo.
Si trasferisce nella capitale nel 2000, e frequenta dapprima l’Accademia dell’Orologio, diretta da Riccardo Cavallo e Claudia Balboni, poi perfeziona le sue competenze prendendo parte a numerosi  seminari formativi.
Nel corso degli anni collabora in qualità di Aiuto Regia e attore con diversi Registi della scena romana. Riccardo Cavallo, Riccardo Reim, Roberto Cavosi e Alessandro Giupponi, Francesco Sala ecc..
Negli ultimi anni si dedica all’organizzazione sia tecnica che artistica di alcuni festival teatrali, in specie “Misticanza” in Toscana, e “linea 35” in Roma.
 Nel 2011 inizia la sua carriera da regista, dirigendo diversi spettacoli in uno spazio off della scena romana: “9,99 euro”, “Lolita a Teheran”, “Il tormento delle figure”, e un “Macbeth” per bambini.
Daniele Grassetti
Nasce il  29/04/1980, a Roma. Nel 2002 si diploma all’Accademia di Scrittura, Regia ed Interpretazione teatrale presso il Teatro dell’Orologio. Nel 2005 si diploma, in recitazione, presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 2009 è selezionato tra giovani registi di tutto il mondo per il Berlinale Talent Campus.
Dal 2002 ad oggi è interprete in diversi spettacoli teatrali. Tra cui “Sogno di una notte di mezz’estate” nel ruolo di Lisandro, al globe theatra Regia di Riccardo Cavallo. nel 2011 Sempre al Globe Theatre di Roma, diretto dallo stesso regista interpreta il ruolo di Sebastiano in “La dodicesima notte”. Nello stesso anno entra a far parte della compagnia dello spettacolo “Napoletango” diretto da Giancarlo Sepe. Prodotto dal Teatro Eliseo.
Nel 2005 debutta nel cinema con il film “Il bosco fuori” nel ruolo di Rino, regia di Gabriele Albanesi. Il suo film da interprete più recente è “la Montagna” una cooproduzione italo brasiliana per la regia di Vicente Ferraz, protagonista Italiano Sergio Rubini .
Tra il 2006 e il 2008 è interprete in varie fiction televisive tra cui “Distretto di polizia” e “Carabinieri” (Protagonista di puntata).
Marco Paparella
Si diploma nel 2003 presso l Accademia del Teatro dell' Orologio e inizia da subito a collaborare come attore con la compagnia di Riccardo Cavallo, con il quale realizza vari spettacoli tra cui “La Dodicesima notte” e “Sogno di una notte di mezza estate” di W.Shakespeare per il Globe Theatre di Roma.
Nel 2006 è a Parigi dove studia con Jean-Paul Denizon, attore e aiuto regia storico di Peter Brook.
Dal 2007 studia tecniche di maschera con Rocco Mortelliti, specializzandosi in particole nell uso della maschera greca della Commedia di Menandro e della maschera neutra di Jaques Lecoq.
Nel 2009 è assistente alla regia del maestro Glauco Mauri per lo spettacolo “L'Inganno”.

 

TEATRO STUDIO UNO.
Via Carlo della Rocca, 6 – Roma
INGRESSO RISERVATO AI SOCI – tessera gratuita
Costo del biglietto: 9,99euro
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 18,00
Info e prenotazioni: 3494356219 - 3283546847

 

Fonte: Maya Amenduni, Ufficio stampa Compagnia

 

 

Milonga Merini

TEATRI DI CINTURA
Teatro Tor Bella Monaca
4 novembre ore 19.00
Milonga Merini
poesia, tango e follia
dalle opere di
Alda Merini
con Barbara Saba, Ana Karina Rossi
musiche Trio della Sombra
drammaturgia e regia Carmen Giardina

 

Il 4 novembre (ore 19.00) al Teatro Tor Bella Monaca Barbara Saba intreccerà passi di tango con versi, diari, scritti e vita vissuta della poetessa capace di stanare l’animo umano, Alda Merini, portata in scena con Milonga Merini. Poesia, tango e follia per la regia di Carmen Giardina e le musiche dal vivo del Trio de la Sombra.
Un viaggio nella poesia e nell’esistenza della poetessa che, attraverso la magia della musica e la passione per il tango, ci racconta la storia di una vita tormentata dalla malinconia, da amori struggenti, dalla malattia mentale e da una folle vitalità. Si parte dall’infanzia e dalla scoperta del suo talento poetico, per arrivare all’ingresso nei salotti intellettuali di quegli anni (appena quindicenne), alla relazione con il poeta Manganelli, agli anni del manicomio, fino all’amore per il tango, con la sua capacità di coniugare tristezza e passione, vita e morte, felicità e follia.
Milonga Merini è un luogo speciale “è la milonga della poesia, una casa delle parole, della musica e della passione – commenta Carmen Giardina – un luogo dove si viene accolti da una poetessa-padrona di casa che apre le stanze per danzare, cantare, raccontare”. A riceverci nella sua casa-milonga è una giovane Alda Merini che ci regala versi e racconti di momenti belli e tristi, di ricordi e passati amori.
In scena con l’attrice Barbara Saba (nel ruolo della giovane Alda Merini), la cantante uruguayana Ana Karina Rossi (una delle più prestigiose interpreti di tanghi e milonghe a livello internazionale) e il Trio de la Sombra, un raffinato organico di tre musicisti (bandoneon, piano, contrabbasso e violino).

 

Teatro Tor Bella Monaca - via Bruno Cirino Roma
4 novembre ore 19.00
Per informazione: ufficio promozione  06.2010579 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
Biglietti: € 5,00

 

Fonte: Ufficio stampa Teatri di Cintura

 

Rezza Mastrella

Teatro Tor Bella Monaca 2 novembre ore 21.00
DOPPIA IDENTITA’ ELEVATA AL SUPERFICIALE

di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
habitat di Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista
Teatro Tor Bella Monaca 3 novembre ore 21.00
Teatro Biblioteca Quarticciolo 4 novembre ore 17.00
PITECUS
di Antonio Rezza e Flavia Mastrella
con Antonio Rezza
quadri di scena Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza

 

Omosessualità e tolleranza, cattiveria e cinismo, stralci di paesaggi popolati da arruffoni, tossici, malati terminali, famiglie e figli intrappolati in rapporti ipocriti, ed ancora indifferenti e disadattati che svendono emozioni e dignità. Un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato, in un mondo dove tutto è capovolto. Storie di tanti personaggi che ritornano in scena con Antonio Rezza e Flavia Mastrella che propongono nei Teatri di Cintura Doppia identità elevata al superficiale, il 2 novembre al Teatro Tor Bella Monaca, un estratto dei loro spettacoli di maggior successo (Pitecus, Io, Fotofinish, Bahamuth, 7-14-21-28), un’occasione per indagare sull’identità di genere, il cui tema centrale è l’omosessualità; e Pitecus, uno spettacolo che analizza il rapporto tra l’uomo e le sue perversioni, il 3 novembre al Teatro Tor Bella Monaca e il 4 novembre al Teatro Biblioteca Quarticciolo. Argomenti di scottante attualità che i due autori espongono ed esibiscono nelle loro infinite sfaccettature con grande forza narrativa e un’ironia senza limiti, paradossale, disincantata e grottesca.
Doppia identità elevata al superficiale porta in scena l’omosessualità, mostrando alcuni frammenti di spettacoli passati che trattano l’argomento visto dal di fuori, e altri documenti che mostrano Antonio Rezza nel suo essere femminile. “L’omosessualità dal punto di vista di chi non la vive sulla pelle ha sempre una mancanza. – commentano gli autori – E noi ne siamo la prova evidente: l’interpretazione dell’omosessualità senza averne l’indole e la raffigurazione della donna con pochi tratti e senza trucchi. Come a dire che non si è poi così distanti da ciò che è veramente lontano. Negli anni l’argomento ha subito cambiamenti, a volte ipocriti, che portano la tolleranza a farsi menzogna”. Alla fine la diversità resterà sempre tale anche se la bugia addolcisce la violenza dell’intolleranza.
Continua con Pitecus la galleria di rappresentazioni negative dove ognuno si accontenta, tutti si sentono vittime e lavorano per nascondersi. Lo spettacolo racconta stracci di realtà che si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie che rendono comici ed aggressivi anche argomenti delicati. Laureati, sfaticati, giovani e disperati alla ricerca di un’occasione che ne accresca le tasche e la fama, pluridecorati alla moralità che speculano sulle disgrazie altrui, vecchi in cerca di un’identità. Personaggi che parlano un dialetto misto e si muovono nervosi, assumendo forme mitiche e caricaturali, quasi fumettistiche: Gidio è chiuso in casa, Fiorenzo, uomo limbo; il professor Stella, videodittatore dipendente, mostra a migliaia di telespettatori alcuni malati terminali, un padre logorroico non si capacita dell’omosessualità del figlio; Saverio, disinvolto ed emancipato, prende la vita così come viene, cosciente del suo fascino fuggevole. Mirella prega le divinità per essere assunta alle poste, Roscio frequenta una nuova compagnia di amici che lo sbeffeggiano a tracotanza. La bella addormentata non prende sonno ed il re, stanco di fasce e capricci, tenta di asfissiare il corpicino bambino. Un giovane studente ha un rapporto conflittuale con la radiosveglia mentre mariti annoiati e lussuriosi vengono rapiti dal fascino indiscreto del solito Saverio, borghese che miete amori ed affitta sentimenti. Un nuovo dibattito a tinte fosche analizza il rapporto uomo-droga, un signore solo e mediocre adotta Fernando Rattazzi a distanza, due ragazzi restano a piedi e sfidano le leggi della sopportazione, uomini che tentano di godersi sprazzi di libertà ma, proprio perché a sprazzi, non la riconoscono. Giovani handicappati incattiviti e solidali si scagliano contro creato e convinzioni, esseri senza ottimismo dividono il proprio corpo pur mantenendo intatto l’istinto luciferino.

 

Teatro Tor Bella Monaca - via Bruno Cirino Roma
Per informazione: ufficio promozione  06.2010579 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, Roma
Per informazioni: ufficio promozione 06.45460705 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti:  € € 5,00

 

Fonte: Ufficio Stampa Teatri di Cintura

 

Call me God

Teatro di Roma e RomaEuropa Festival presentano
Gian Maria CERVO | Marius VON MAYENBURG |
Albert OSTERMAIER | Rafael SPREGELBURD
CALL ME GOD
prima mondiale
regia Marius von Mayenburg
con Katrin Röver, Genija Rykova, Thomas Gräßle, Lukas Turtur
scene e costumi Nina Wetzel, musica Malte Beckenbach
drammaturgia Laura Olivi, video Sebastien Dupouey
coprodotto da Residenztheater, Teatro di Roma, Romaeuropa Festival, Festival Quartieri dell’arte
con il sostegno di Goethe-Institut

4 | 5 | 6 Novembre ore 21
Roma – Teatro Argentina
per il ciclo Appena fatto! in collaborazione con Rai Radio3
Elena Stancanelli
incontra Gian Maria Cervo e Marius Von Mayenburg lunedì 5 novembre al termine dello spettacolo
per il ciclo Teatri di Carta in collaborazione con Casa delle Letterature
martedì 6 Novembre alle ore 18 Gian Maria Cervo dialoga con Mauro Covacich

 

Quattro drammaturghi in una scrittura a più voci per affrontare uno dei temi più urgenti dei nostri tempi: il rapporto tra la sicurezza e la libertà degli individui. È CALL ME GOD di Gian Maria Cervo, Marius von Mayenburg, Albert Ostermaier, Rafael Spregelburd, nuovo appuntamento del Romaeuropa Festival 2012 in coproduzione con Teatro di Roma, in prima mondiale al Teatro Argentina dal 4 al 6 Novembre.
Il punto di incontro dei quattro drammaturghi, autori diversi per origine geografica e culturale, stile e percorso teatrale, sono i Beltway sniper attacks, gli attacchi dei cecchini della circonvallazione, che nell’ottobre 2002 tra Washington D.C., il Maryland e la Virginia causarono dieci vittime. Un fatto di cronaca che ha causato molto scalpore negli Usa, ma deliberatamente scelto per questo lavoro perché poco noto in Europa. Da qui parte un inedito esperimento di scrittura multipla: ognuno dei quattro drammaturghi infatti ha scritto un testo autonomo, condividendo però le sue impressioni con gli altri: alla fine sarà von Mayenburg a montare la stesura definitiva, senza omologare i diversi stili ma piuttosto esaltando le differenze e i contrasti, come si trattasse di un quadro cubista.
Voci diverse per altrettanti approcci, domande inquietanti: oggi serve maggiore controllo in nome della sicurezza oppure le vittime degli attentati sono il prezzo da pagare alla libertà? Controllo, sicurezza, crisi economica, vittimismo occidentale fanno parte di uno stesso fenomeno? In prima mondiale al Teatro Argentina, lo spettacolo si baserà su un allestimento-installazione e vedrà protagonista gli attori dell’ensemble del Residenztheater di Monaco di Baviera.
Due i momenti di dialogo e incontro con gli artisti:
Lunedì 5 Novembre, al termine dello spettacolo, Gian Maria Cervo e Marius Von Mayenburg dialogano con la scrittrice Elena Stancanelli per Appena Fatto!, serie di incontri curati da Rai Radio3 con Fondazione Romaeuropa per offrire uno sguardo critico sugli spettacoli del Festival attraverso il contributo di personalità provenienti da diversi ambiti disciplinari.
Martedì 6 Novembre alle ore 18 presso Casa delle Letterature Mauro Covacich dialoga con Gian Maria Cervo per Teatri di Carta, il ciclo di incontri tra scrittori e autori teatrali teso a indagare il rapporto tra testo e messa in scena e le problematiche della drammaturgia contemporanea.

 

Fonte: Ufficio stampa Teatro di Roma

 

Pasolini, dopo 37 anni

TEATRI DI CINTURA
Teatro Biblioteca Quarticciolo
2 novembre ore 21.00
In occasione dell’anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, avvenuta il 2 novembre 1975,
Giovanna Marini e il Quartetto Urbano ricordano l’artista al Teatro Biblioteca Quarticciolo con il concerto
Pasolini, dopo 37 anni
composto da Germana Mastropasqua, Flaviana Rossi, Michele Manca e Xavier Rebut


 
Il 2 novembre (ore 21.00) al Teatro Biblioteca Quarticciolo Giovanna Marini e il Quartetto Urbano portano in scena il concerto Pasolini, dopo 37 anni, un omaggio al regista e poeta scomparso per ricordare, nel giorno dell’anniversario della morte, la sensibilità artistica e la profetica attualità delle sue parole che continuano a resistere al tempo.
Giovanna Marini, musicista e etnomusicologa, una delle cantautrici più espressive del panorama musicale popolare e contemporaneo, indaga nel profondo l’universo e la vita di Pasolini per riempire il concerto dei suoi versi che parlano dell’oggi, della gioventù isterilita, arida, lontana dai sogni, dell’avvento prepotente del danaro, del consumismo che uccide le coscienze, ma anche degli ideali, degli entusiasmi e degli amori veri. La voce del poeta, messa a tacere nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia, continua ad essere attuale, viva e coraggiosa: “in questi trentasette anni sono avvenuti tanti fatti – commenta Giovanna Marini – la caduta delle torri gemelle di New York, le guerre, ma nonostante tutto c’è una parte della popolazione sana che resiste, che vuole vincere, che non ha più parole per parlare, ma canti e musica che parlano, raccontano, esprimono”.
Il concerto, composto da Germana Mastropasqua, Flaviana Rossi, Michele Manca e Xavier Rebut, riporterà innanzitutto i fatti, e susciterà riflessioni ed emozioni per mantenere vivo il ricordo e le parole di una figura centrale della cultura italiana. Un grande maestro, poeta, critico letterario, regista, ma soprattutto un uomo capace di spiegare, attraverso le pagine dei libri e la sua voce lucida e coraggiosa, il significato di parole come consumismo, proletariato, borghesia, potere.
Giovanna Marini - compositrice, cantante e cantastorie, chitarrista e didatta, costruisce da più di quarant’anni un’opera unica sotto tanti aspetti nel panorama europeo. Coniugando formazione accademica e conoscenza approfondita delle pratiche musicali tradizionali e popolari la musicista occupa un ruolo di eccezione nella creazione contemporanea. Dall’esperienza con il Nuovo Canzoniere Italiano e l’Istituto De Martino, la sua opera ha continuato a nutrirsi di ricerche sull’oralità nelle culture tradizionali italiane. La sua capacità d’impegno politico, culturale e didattico ha portato Giovanna Marini a comporre un’opera considerevole nella quale s’incontrano straordinari cantanti e musicisti (dalle tradizioni religiose, contadine o operaie, fino alle musiche di avanguardia, passando per il jazz, il rap o la canzone, come nella collaborazione con Francesco De Gregori), allievi e musicologi di grande rigore, ma anche registi di cinema e teatro (Pier Paolo Pasolini, Dario Fo, Peter Brook, Pippo Delbono, Charles Tordjman, etc.) per i quali ha scritto.
Quartetto Urbano - quartetto vocale composto da  Germana Mastropasqua, Flaviana Rossi, Michele Manca e Xavier Rebut, direzione musicale Xavier Rebut. Nato nel 2000, presenta concerti e spettacoli di canti di tradizione orale italiani e composizioni contemporanee; tra gli autori Giovanna Marini, Antonella Talamonti, Xavier Rebut. Il gruppo nasce con l'intento di raccontare, attraverso la ricerca sui timbri e l’unicità dei colori delle voci, l'Italia della tradizione orale e della memoria, le ricerche sul campo e gli incontri con i cantori popolari, ma anche di raccontare il presente e un’Italia in continua trasformazione. Questo approccio si è sviluppato partecipando alle ricerche di Giovanna Marini (con la Scuola Popolare di Musica di Testaccio), e collaborando con lei a vari concerti e progetti musicali.


Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, Roma
2 novembre ore 21.00
Per informazioni:
ufficio promozione 06.45460705  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: € 5,00

 


Fonte: Ufficio stampa Teatro di Roma

 

TOP