Rezza Mastrella

Teatro Tor Bella Monaca 2 novembre ore 21.00
DOPPIA IDENTITA’ ELEVATA AL SUPERFICIALE

di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
habitat di Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista
Teatro Tor Bella Monaca 3 novembre ore 21.00
Teatro Biblioteca Quarticciolo 4 novembre ore 17.00
PITECUS
di Antonio Rezza e Flavia Mastrella
con Antonio Rezza
quadri di scena Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza

 

Omosessualità e tolleranza, cattiveria e cinismo, stralci di paesaggi popolati da arruffoni, tossici, malati terminali, famiglie e figli intrappolati in rapporti ipocriti, ed ancora indifferenti e disadattati che svendono emozioni e dignità. Un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato, in un mondo dove tutto è capovolto. Storie di tanti personaggi che ritornano in scena con Antonio Rezza e Flavia Mastrella che propongono nei Teatri di Cintura Doppia identità elevata al superficiale, il 2 novembre al Teatro Tor Bella Monaca, un estratto dei loro spettacoli di maggior successo (Pitecus, Io, Fotofinish, Bahamuth, 7-14-21-28), un’occasione per indagare sull’identità di genere, il cui tema centrale è l’omosessualità; e Pitecus, uno spettacolo che analizza il rapporto tra l’uomo e le sue perversioni, il 3 novembre al Teatro Tor Bella Monaca e il 4 novembre al Teatro Biblioteca Quarticciolo. Argomenti di scottante attualità che i due autori espongono ed esibiscono nelle loro infinite sfaccettature con grande forza narrativa e un’ironia senza limiti, paradossale, disincantata e grottesca.
Doppia identità elevata al superficiale porta in scena l’omosessualità, mostrando alcuni frammenti di spettacoli passati che trattano l’argomento visto dal di fuori, e altri documenti che mostrano Antonio Rezza nel suo essere femminile. “L’omosessualità dal punto di vista di chi non la vive sulla pelle ha sempre una mancanza. – commentano gli autori – E noi ne siamo la prova evidente: l’interpretazione dell’omosessualità senza averne l’indole e la raffigurazione della donna con pochi tratti e senza trucchi. Come a dire che non si è poi così distanti da ciò che è veramente lontano. Negli anni l’argomento ha subito cambiamenti, a volte ipocriti, che portano la tolleranza a farsi menzogna”. Alla fine la diversità resterà sempre tale anche se la bugia addolcisce la violenza dell’intolleranza.
Continua con Pitecus la galleria di rappresentazioni negative dove ognuno si accontenta, tutti si sentono vittime e lavorano per nascondersi. Lo spettacolo racconta stracci di realtà che si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie che rendono comici ed aggressivi anche argomenti delicati. Laureati, sfaticati, giovani e disperati alla ricerca di un’occasione che ne accresca le tasche e la fama, pluridecorati alla moralità che speculano sulle disgrazie altrui, vecchi in cerca di un’identità. Personaggi che parlano un dialetto misto e si muovono nervosi, assumendo forme mitiche e caricaturali, quasi fumettistiche: Gidio è chiuso in casa, Fiorenzo, uomo limbo; il professor Stella, videodittatore dipendente, mostra a migliaia di telespettatori alcuni malati terminali, un padre logorroico non si capacita dell’omosessualità del figlio; Saverio, disinvolto ed emancipato, prende la vita così come viene, cosciente del suo fascino fuggevole. Mirella prega le divinità per essere assunta alle poste, Roscio frequenta una nuova compagnia di amici che lo sbeffeggiano a tracotanza. La bella addormentata non prende sonno ed il re, stanco di fasce e capricci, tenta di asfissiare il corpicino bambino. Un giovane studente ha un rapporto conflittuale con la radiosveglia mentre mariti annoiati e lussuriosi vengono rapiti dal fascino indiscreto del solito Saverio, borghese che miete amori ed affitta sentimenti. Un nuovo dibattito a tinte fosche analizza il rapporto uomo-droga, un signore solo e mediocre adotta Fernando Rattazzi a distanza, due ragazzi restano a piedi e sfidano le leggi della sopportazione, uomini che tentano di godersi sprazzi di libertà ma, proprio perché a sprazzi, non la riconoscono. Giovani handicappati incattiviti e solidali si scagliano contro creato e convinzioni, esseri senza ottimismo dividono il proprio corpo pur mantenendo intatto l’istinto luciferino.

 

Teatro Tor Bella Monaca - via Bruno Cirino Roma
Per informazione: ufficio promozione  06.2010579 
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Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, Roma
Per informazioni: ufficio promozione 06.45460705 
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Biglietti:  € € 5,00

 

Fonte: Ufficio Stampa Teatri di Cintura

 

Call me God

Teatro di Roma e RomaEuropa Festival presentano
Gian Maria CERVO | Marius VON MAYENBURG |
Albert OSTERMAIER | Rafael SPREGELBURD
CALL ME GOD
prima mondiale
regia Marius von Mayenburg
con Katrin Röver, Genija Rykova, Thomas Gräßle, Lukas Turtur
scene e costumi Nina Wetzel, musica Malte Beckenbach
drammaturgia Laura Olivi, video Sebastien Dupouey
coprodotto da Residenztheater, Teatro di Roma, Romaeuropa Festival, Festival Quartieri dell’arte
con il sostegno di Goethe-Institut

4 | 5 | 6 Novembre ore 21
Roma – Teatro Argentina
per il ciclo Appena fatto! in collaborazione con Rai Radio3
Elena Stancanelli
incontra Gian Maria Cervo e Marius Von Mayenburg lunedì 5 novembre al termine dello spettacolo
per il ciclo Teatri di Carta in collaborazione con Casa delle Letterature
martedì 6 Novembre alle ore 18 Gian Maria Cervo dialoga con Mauro Covacich

 

Quattro drammaturghi in una scrittura a più voci per affrontare uno dei temi più urgenti dei nostri tempi: il rapporto tra la sicurezza e la libertà degli individui. È CALL ME GOD di Gian Maria Cervo, Marius von Mayenburg, Albert Ostermaier, Rafael Spregelburd, nuovo appuntamento del Romaeuropa Festival 2012 in coproduzione con Teatro di Roma, in prima mondiale al Teatro Argentina dal 4 al 6 Novembre.
Il punto di incontro dei quattro drammaturghi, autori diversi per origine geografica e culturale, stile e percorso teatrale, sono i Beltway sniper attacks, gli attacchi dei cecchini della circonvallazione, che nell’ottobre 2002 tra Washington D.C., il Maryland e la Virginia causarono dieci vittime. Un fatto di cronaca che ha causato molto scalpore negli Usa, ma deliberatamente scelto per questo lavoro perché poco noto in Europa. Da qui parte un inedito esperimento di scrittura multipla: ognuno dei quattro drammaturghi infatti ha scritto un testo autonomo, condividendo però le sue impressioni con gli altri: alla fine sarà von Mayenburg a montare la stesura definitiva, senza omologare i diversi stili ma piuttosto esaltando le differenze e i contrasti, come si trattasse di un quadro cubista.
Voci diverse per altrettanti approcci, domande inquietanti: oggi serve maggiore controllo in nome della sicurezza oppure le vittime degli attentati sono il prezzo da pagare alla libertà? Controllo, sicurezza, crisi economica, vittimismo occidentale fanno parte di uno stesso fenomeno? In prima mondiale al Teatro Argentina, lo spettacolo si baserà su un allestimento-installazione e vedrà protagonista gli attori dell’ensemble del Residenztheater di Monaco di Baviera.
Due i momenti di dialogo e incontro con gli artisti:
Lunedì 5 Novembre, al termine dello spettacolo, Gian Maria Cervo e Marius Von Mayenburg dialogano con la scrittrice Elena Stancanelli per Appena Fatto!, serie di incontri curati da Rai Radio3 con Fondazione Romaeuropa per offrire uno sguardo critico sugli spettacoli del Festival attraverso il contributo di personalità provenienti da diversi ambiti disciplinari.
Martedì 6 Novembre alle ore 18 presso Casa delle Letterature Mauro Covacich dialoga con Gian Maria Cervo per Teatri di Carta, il ciclo di incontri tra scrittori e autori teatrali teso a indagare il rapporto tra testo e messa in scena e le problematiche della drammaturgia contemporanea.

 

Fonte: Ufficio stampa Teatro di Roma

 

Pasolini, dopo 37 anni

TEATRI DI CINTURA
Teatro Biblioteca Quarticciolo
2 novembre ore 21.00
In occasione dell’anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, avvenuta il 2 novembre 1975,
Giovanna Marini e il Quartetto Urbano ricordano l’artista al Teatro Biblioteca Quarticciolo con il concerto
Pasolini, dopo 37 anni
composto da Germana Mastropasqua, Flaviana Rossi, Michele Manca e Xavier Rebut


 
Il 2 novembre (ore 21.00) al Teatro Biblioteca Quarticciolo Giovanna Marini e il Quartetto Urbano portano in scena il concerto Pasolini, dopo 37 anni, un omaggio al regista e poeta scomparso per ricordare, nel giorno dell’anniversario della morte, la sensibilità artistica e la profetica attualità delle sue parole che continuano a resistere al tempo.
Giovanna Marini, musicista e etnomusicologa, una delle cantautrici più espressive del panorama musicale popolare e contemporaneo, indaga nel profondo l’universo e la vita di Pasolini per riempire il concerto dei suoi versi che parlano dell’oggi, della gioventù isterilita, arida, lontana dai sogni, dell’avvento prepotente del danaro, del consumismo che uccide le coscienze, ma anche degli ideali, degli entusiasmi e degli amori veri. La voce del poeta, messa a tacere nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia, continua ad essere attuale, viva e coraggiosa: “in questi trentasette anni sono avvenuti tanti fatti – commenta Giovanna Marini – la caduta delle torri gemelle di New York, le guerre, ma nonostante tutto c’è una parte della popolazione sana che resiste, che vuole vincere, che non ha più parole per parlare, ma canti e musica che parlano, raccontano, esprimono”.
Il concerto, composto da Germana Mastropasqua, Flaviana Rossi, Michele Manca e Xavier Rebut, riporterà innanzitutto i fatti, e susciterà riflessioni ed emozioni per mantenere vivo il ricordo e le parole di una figura centrale della cultura italiana. Un grande maestro, poeta, critico letterario, regista, ma soprattutto un uomo capace di spiegare, attraverso le pagine dei libri e la sua voce lucida e coraggiosa, il significato di parole come consumismo, proletariato, borghesia, potere.
Giovanna Marini - compositrice, cantante e cantastorie, chitarrista e didatta, costruisce da più di quarant’anni un’opera unica sotto tanti aspetti nel panorama europeo. Coniugando formazione accademica e conoscenza approfondita delle pratiche musicali tradizionali e popolari la musicista occupa un ruolo di eccezione nella creazione contemporanea. Dall’esperienza con il Nuovo Canzoniere Italiano e l’Istituto De Martino, la sua opera ha continuato a nutrirsi di ricerche sull’oralità nelle culture tradizionali italiane. La sua capacità d’impegno politico, culturale e didattico ha portato Giovanna Marini a comporre un’opera considerevole nella quale s’incontrano straordinari cantanti e musicisti (dalle tradizioni religiose, contadine o operaie, fino alle musiche di avanguardia, passando per il jazz, il rap o la canzone, come nella collaborazione con Francesco De Gregori), allievi e musicologi di grande rigore, ma anche registi di cinema e teatro (Pier Paolo Pasolini, Dario Fo, Peter Brook, Pippo Delbono, Charles Tordjman, etc.) per i quali ha scritto.
Quartetto Urbano - quartetto vocale composto da  Germana Mastropasqua, Flaviana Rossi, Michele Manca e Xavier Rebut, direzione musicale Xavier Rebut. Nato nel 2000, presenta concerti e spettacoli di canti di tradizione orale italiani e composizioni contemporanee; tra gli autori Giovanna Marini, Antonella Talamonti, Xavier Rebut. Il gruppo nasce con l'intento di raccontare, attraverso la ricerca sui timbri e l’unicità dei colori delle voci, l'Italia della tradizione orale e della memoria, le ricerche sul campo e gli incontri con i cantori popolari, ma anche di raccontare il presente e un’Italia in continua trasformazione. Questo approccio si è sviluppato partecipando alle ricerche di Giovanna Marini (con la Scuola Popolare di Musica di Testaccio), e collaborando con lei a vari concerti e progetti musicali.


Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, Roma
2 novembre ore 21.00
Per informazioni:
ufficio promozione 06.45460705  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: € 5,00

 


Fonte: Ufficio stampa Teatro di Roma

 

Grease

TEATRO BRANCACCIO
GREASE – IL MUSICAL
RIESPLODE LA GREASE - MANIA:
LA VERSIONE ITALIANA DEL MUSICAL DEI RECORD
FESTEGGIA 15 ANNI CON UN NUOVO TOUR!


Grease, il musical dei record che ha conquistato quasi 1.500.000 spettatori in tutta Italia in 1.200 repliche affermandosi come un fenomeno senza precedenti, dopo un assaggio nelle principali rassegne teatrali estive è pronto a calcare nuovamente i palcoscenici italiani. ll ritorno – a grande richiesta – festeggia anche 15 anni esatti dal suo debutto: il 4 marzo 1997 il Teatro Nuovo di Milano ospitava infatti la prima fortunata edizione con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia come protagonisti.
In questa nuova edizione il ruolo di Danny è affidato a Riccardo Simone Berdini, già protagonista di “Happy Days” e “Pinocchio”, mentre nei ruoli delle protagoniste femminili ritroviamo Serena Carradori (Sandy nelle edizioni 2007/08 e 2009/10) e Floriana Monici (Rizzo dal 2003 al 2006). Il tour invernale partirà da Roma l’8 novembre, toccherà le principali città italiane (Napoli, Torino, Firenze, Genova, Bologna) e si concluderà quindi a Milano, dove sarà in scena al Teatro della Luna dal 14 febbraio 2013.
In poco tempo Grease si afferma come il primo long running show della storia dello spettacolo in Italia e ottiene dal pubblico un consenso mai visto prima: sold out nei teatri di tutta Italia, ha alternato sul palco, dal suo debutto a oggi, più di 120 artisti, rappresentando per molti di essi un trampolino di lancio.
Grease è un’iconografia classica dell’America degli anni ’50, un collage di immagini colorate ed esplosive: il rock ‘n’ roll e le atmosfere da fast food, i pigiama party e i motori truccati delle vecchie auto, i giubbotti di pelle e le gonne a ruota, il ciuffo alla Elvis e la brillantina. Simboli intramontabili di una generazione che, portati in scena con ritmo e colore, hanno trasformato lo spettacolo in un fenomeno ineguagliabile.
Grease nasce nel 1971, quando Jim Jacobs e Warren Casey decidono di realizzare un musical composto solo per chitarra in un teatro sperimentale di Chicago; lo chiamano “Grease” per evocare i capelli imbrillantinati, hamburgers, patatine fritte e favolose automobili fuoriserie sporche e infangate: un successo diventato un “classico” in tutto il mondo, che ha visto anche la consacrazione teatrale di grandi attori come John Travolta (interprete di un ruolo minore, prima di indossare il giubbotto di Danny Zuko nel celebre film) e Richard Gere. La colonna sonora di Grease, rimasta per settimane al primo posto delle classifiche in molti paesi, gode di canzoni diventate dei classici da repertorio; in Gran Bretagna "You're The One That I Want" e "Summer Nights" sono arrivate entrambe in vetta alle classifiche e vi sono restate per anni e la canzone "Hopelessly Devoted to You", cantata nella versione cinematografica da Olivia Newton-John, ha ricevuto anche una nomination al premio Oscar per la migliore canzone originale nel 1979.
La storia d’amore tra Danny e Sandy, i sogni dei T-Birds e delle Pink Ladies e, soprattutto, tanto rock ’n’ roll fanno sì che Grease sia diventato sinonimo di energia pura e divertimento da non perdere.

 

Teatro Brancaccio di Roma
dall’8 all’11 novembre, serale ore 21 pomeridiana ore 17

via Merulana 244 - info 06.80687231/32
www.teatrobrancaccio.it 


 
Compagnia della Rancia e Musical Italia presentano
GREASE – IL MUSICAL
di Jim Jacobs e Warren Casey
canzoni aggiunte B. Gibb, J. Farrar, L. St. Luis, S. Simon, S. Bradford, A. Lewis
traduzione Michele Renzullo, adattamento Saverio Marconi - traduzioni delle canzoni Silvio Testi e Michele Renzullo
con
RICCARDO SIMONE BERDINI Danny
SERENA CARRADORI Sandy
con la partecipazione di FLORIANA MONICI Rizzo
e con GIANLUCA STICOTTI Kenickie
ANDREA CARLI Vince Fontane/Teen Angel
MARIASOLE FORNARELLI Miss Lynch
GIOACCHINO INZIRILLO Doody
SILVIA CONTENTI Marty
LUCA SPADARO Roger
FEDERICA VITIELLO Jan
GIANCARLO CAPITO Sonny
MARIA SILVIA ROLI Frenchy
ROBERTA MIOLLA Patty
VALENTINA CORRAO Cha-Cha
ALESSANDRO PATREGNANI Tom
LUCA PELUSO Eugene
PASQUALE D’AMBROSIO Studente di Rydell
BEATRICE BERDINI Studentessa di Rydell
Scene GABRIELE MORESCHI
Costumi ZAIRA DE VINCENTIIS
Coreografie FRANCO MISERIA
Vocal Coach LENA BIOLCATI
Produzione musicale SILVIO TESTI
Disegno luci VALERIO TIBERI
Disegno fonico EMANUELE CARLUCCI
Regia SAVERIO MARCONI
Co – regia MARCO IACOMELLI
Coreografie riprodotte da CHIARA VECCHI
Produttore esecutivo MICHELE RENZULLO
Direttore di produzione ALESSIO IMBERTI
BIGLIETTI
poltronissima 55 euro promozione per chi acquista entro il 23 ottobre 33 euro
poltrona 44 euro promozione per chi acquista entro il 23 ottobre  26.50euro
balconata I 33 euro promozione per chi acquista entro il 23 ottobre 20 euro
balconata II 22 euro

 

Fonte: Ufficio stampa Silvia Signorelli

 

Il Ventaglio

Tieffe Teatro Menotti
dall’8 al 18 novembre 2012
Il Contato/Teatro Giacosa di Ivrea
IL VENTAGLIO
di Carlo Goldoni
con Mino Manni e con (in ordine alfabetico): Raffaele Berardi, Stefano Cordella, Paolo Giangrasso, Desiree Giorgetti, Alessandro Lussiana, Federico Manfredi, Francesco Meola, Davide Palla, Valeria Perdonò, Federica Sandrini,Cinzia Spanò
regia Alberto Oliva
Spettacolo vincitore del Premio Sipario 2012/Associazione Nazionale Critici di Teatro

 

Il Ventaglio, secondo spettacolo della stagione 2012-13 del Tieffe Teatro Menotti, è una commedia corale, animata da dodici bizzarri abitanti di un borgo lombardo senza tempo. Dietro il mostruoso attivismo di tutti i personaggi, che battono, picchiano, pestano, leggono, mangiano, bevono, spazzano, si nasconde una insanabile inerzia del vivere. Nella piazza delle Case Nuove convivono aristocratici decaduti che pretendono di controllare le vite degli altri, contadini laboriosi che chiedono “pane, pane e non protezione”, e borghesi che ostentano un gran daffare per nascondere la loro incapacità di agire. Serpeggia una rivalità fra le classi sociali, un’invidia condita di accidia o di superbia, che rende instabile e precaria la convivenza.
Si respira l’aria della fine di un’epoca, la decadenza scrosta i muri e mina le fondamenta del paese. In questo si può leggere un legame con la nostra contemporaneità, immobilizzata dalla crisi economica che, dopo avere destabilizzato i già precari equilibri, sta costringendo tutti a ridimensionare sogni e ambizioni, e a covare depressione e risentimento, in attesa di una ventata che doni nuova linfa alle anime appassite e faccia girare la testa per un po’.
Ed ecco che un semplice ventaglio, pagato pochi spiccioli, innesca un vortice di movimenti incredibili, mette le ali all’amore, che si espande nella piazza e sconvolge tutti. Passa di mano in mano generando equivoci e pettegolezzi, doma chi era aggressivo, convince chi sospettava, insinua il dubbio in chi aveva certezze, infonde la speranza in chi era disperato...
Un’aria di festa dionisiaca fa saltare gli schemi, in una girandola di follia dal ritmo travolgente.
Ho scelto di dividere lo spettacolo in due tempi, per valorizzare la grande differenza tra i primi due atti, festosi e carnascialeschi, in cui trovano spazio finanche lazzi da commedia dell’arte, e il terzo atto, in cui i personaggi, che la follia del ventaglio ha privato di ogni freno inibitorio, si lasciano completamente andare agli istinti repressi. Allora il clima muta, non si scherza più, ogni azione che prima si risolveva in una risata, adesso si carica di significato e di conseguenze capaci di cambiare per sempre il destino di quel piccolo villaggio. Si scava nel profondo di queste anime abbandonate, che rivelano tutta la loro solitudine e inettitudine alla vita.
Alberto Oliva

 

PREMIO SIPARIO 2012
MOTIVAZIONE
Premio Sipario 2012/Associazione Nazionale Critici di Teatro alla compagnia “Il Contato del Canavese  I giovani del Teatro Giacosa” per la messa in scena, regia di Alberto Oliva, di una edizione singolare ed innovativa de “Il Ventaglio” di Carlo Goldoni, mantenendo inalterato il testo e lo spirito della Commedia, avvalendosi di un cast di attori fortemente motivati e carichi di una recitazione fresca, ritmata e sincera con una espressività coinvolgente ed energica, apprezzata da un pubblico giovane e partecipe.        
Mario Mattia Giorgetti (Direttore di Sipario)

 

IL VENTAGLIO
di Carlo Goldoni
con Mino Manni - conte di Roccamonte
e con (in ordine alfabetico): Raffaele Berardi - Coronato, Stefano Cordella – Moracchio, Paolo Giangrasso – Evaristo, Desiree Giorgetti – Giannina, Alessandro Lussiana – Timoteo, Federico Manfredi – Limoncino, Francesco Meola – Crespino, Davide Palla -Barone del Cedro, Valeria Perdonò – Gertruda, Federica Sandrini - Candida, Cinzia Spanò - Susanna
regia di Alberto Oliva
assistente alla regia Alessandro Lussiana
musiche originali Bruno Coli
scene Francesca Pedrotti
costumista Ilaria Parente 
assistente costumi Erin Sisti
realizzazione scene Alex Zanfrini, Bettina Colombo
luci e responsabile tecnico Bruno Nepote
riprese video Giuseppe Moreto

 

Tieffe Teatro Menotti – via Ciro Menotti 11 - Milano
Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00
BIGLIETTERIA
Tieffe Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 36592544 -
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.tieffeteatro.it
PREZZI
Intero: 24,00€*
Ridotto convenzioni: 18,00€*
Ridotto under/over: 12,00€ *
*prevendita 1,50 euro

 

Fonte: Ufficio stampa Tieffe Teatro Menotti

 

 

Ladyoscar

TEATRI DI CINTURA
Teatro Biblioteca Quarticciolo
31 ottobre ore 21.00- 1 novembre ore 17.00

20chiavi teatro
presenta

LADYOSCAR
regia Ferdinando Vaselli
con Alessia Berardi e Riccardo Floris
drammaturgia Ferdinando Vaselli
musiche Sebastiano Forte

 

Il 31 ottobre (ore 21.00) al Teatro Biblioteca Quarticciolo va in scena il dialogo fatto di parole e corpo tra due personaggi senza nome, un Coso (Riccardo Floris) e una Cosa (Alessia Berardi), ragazzi ingabbiati dalla cocaina che Ferdinando Vaselli presenta nello spettacolo Ladyoscar, un gioco di coppia per raccontare una generazione annichilita, abbandonata e sola.
Cosa e Coso sono due tossici di coca, due loser, due perdenti accomunati da storie diverse e da due mondi che un tempo si conoscevano a malapena. Adesso vivono mescolati, il figlio di papà e la figlia della borgata.
All'interno di una scena quasi nuda, la parola diventa corpo in cui i due attori si muovono come dentro ad un guscio che sembrano non voler rompere, dove si susseguono sfoghi di rabbia e lampi comico surreali con un linguaggio che, partendo dal romano di periferia crea una lingua sporca, grezza, poetica, intensa. Lunghi monologhi si alternano a giochi ritmici di parole che si trasformano in litigi continui ed eccessi verbali in cui la cocaina diventa un surrogato della normalità, un modo per dare senso alla relazione dei due protagonisti. Due fidanzati tossicodipendenti che vivono ai margini di una città, la provincia è quella romana, ma si tratta di una periferia indistinta. Un luogo da cui sognano di poter volare via sapendo, però, che sarà impossibile, e allora difendono solo il loro piccolo mondo popolato di cocaina, mentre sono presi da rituali fatti di inutili litigi, di squarci di violenza improvvisa, di altrettante improvvise risate.
“Il lavoro non ha nessuna volontà di assumere una funzione didattico-educativa. La cocaina diventa una metafora per raccontare il presente, per raccontare una serie di generazioni che non riescono a crescere, che non riescono e forse non vogliono trovare una propria collocazione nella società – scrive nelle note di regia Vaselli – I due protagonisti sembrano non dire mai la verità lasciando lo spettatore interdetto, facendo credere al pubblico tutto ed il suo contrario. Ed è proprio qui che sta il senso del lavoro. I due incarnano un costume diffuso nella società dei consumi, nel turbocapitalismo acuito dalla crisi. L'obiettivo è legato al proprio progetto di vita personale che non riguarda gli altri e non contempla altre forme di vita, altri affetti. Non sembra almeno apparentemente esserci un altrove. E se non lo si trova, se non si è capaci a cercarlo, se non si è decisi tra una forma arcaica della famiglia e una modernità senza riferimenti se non quello del denaro si rimane inermi a guardare”.
Lo spettacolo è l’esito di un progetto che nasce da interviste, testimonianze e dall’ascolto di storie di tossicodipendenza raccolte con la collaborazione dell’ASL di Roma e di alcune Associazioni, e che si è successivamente sviluppato attraverso un percorso che ha unito un lavoro sulle improvvisazioni fisiche e sulla scrittura drammaturgica costruita sull’attore.
Lo spettacolo continua le repliche il 1° novembre (ore 17.00).

 

Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, Roma
Per informazioni:
ufficio promozione 06.45460705 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari: 31 ottobre ore 21.00- 1 novembre ore 17.00 - Biglietti:  € 5,00

 

Fonte: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatri di Cintura

 

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