Sorelle d'Italia

Sala Umberto
2 – 14 Ottobre 2012
You Night’d Artistz
presenta
Isa Danieli e Veronica Pivetti
SORELLE D’ITALIA

Avanspettacolo fondamentalista
drammaturgia originale di Roberto Buffagni
direzione musicale di Alessandro Nidi
regia Cristina Pezzoli

Che cosa succederà a noi Fratelli e Sorelle d’Italia in questi misteriosi cinquant’anni?
Come ci arriveremo al secondo Centenario dell’Unità d’Italia?
O meglio: arriveremo, noi Nord e noi Sud, a compiere insieme duecento anni italiani?
Isa Danieli e Veronica Pivetti, accompagnate dal vivo dal maestro Alessandro Nidi, nella migliore tradizione fantaprofetica dell’Avanspettacolo, danno vita alla fantastoria d’Italia dal 2011 al 2061, con un’ipotesi futuribile e tragicomica sull’Italia di domani.
In un match travolgente e senza esclusione di colpi, anche bassi, Veronica la Milanese e Isa la Napoletana boxeranno tra loro, attraversando, rovesciando e mescolando stereotipi e luoghi comuni, pregiudizi e verità sull’inconciliabile diversità delle reciproche appartenenze, fino ad arrivare ad inaspettate contaminazioni musicali ed emotive.
Le poliedriche attrici si cimenteranno con le canzoni classiche più note (Nostalgia de Milan, ‘O sole mio, O mia bela Madunina, Santa Lucia luntana), il raffinato e graffiante cabaret dei Gufi e di Cochi e Renato, passando per Modugno e la macchietta, rievocando per noi Munastero ‘e Santa Chiara, fino  ad  arrivare  a una  versione  milanese della  notissima
Napul’è di Pino Daniele e ad una napoletana Vincenzina di Enzo Jannacci.
 Due contendenti che si confrontano e si scontrano fino ad una imprevista separazione. Nella seconda parte della storia – ambientata in un futuribile 2061 - Isa la Tirolese e Veronica l’Ottomana narreranno che cosa è accaduto domani nel nostro imprevedibile Belpaese….

 

SALA UMBERTO di Roma
Via della Mercede, 50
Telefono: 06.80687231/ 06.6794753
Prezzi: da € 32 a € 12
Orari: dal martedì al sabato ore 21, 2° mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17 e 20

 

Fonte: Ufficio stampa Silvia Signorelli

 

Elisa Pavolini

TEATRO STANZE SEGRETE
dal 2 al 14 Ottobre 2012
L’Associazione Culturale UPNOS

presenta
RITRATTO DI SIGNORA
IL TORMENTO DELLE FIGURE
Omaggio ad Alda Merini

di e con Elisa Pavolini
Regia: Mario Schittzer
Costumi: Mariella D’Amico
Assistente alla regia: Arianna Di Pietro

Sarà in scena al Teatro STANZE SEGRETE dal 2 al 14 ottobre, Ritratto di Signora – IL TORMENTO DELLE FIGURE – Omaggio ad Alda Merini, di e con Elisa Pavolini per la regia di Mario Schittzer.
Elisa Pavolini - dopo il grande successo riscosso nella passata stagione - porta in scena le parole e le suggestioni di Alda Merini, incontrando virtualmente tanti personaggi che della sua vita hanno fatto parte. Uno spettacolo che è un pacchetto emotivo, che oltre essere visto va soprattutto ascoltato.
I miei amori cominciano nei tempi futuri. I veri amori  sono dei sogni, sono delle invenzioni, sono dei parametri di poesia. Se questo o quell’altro uomo siano veramente esistiti, se abbiano toccato la mia carne, questo è un fenomeno secondario”.
Ce li descrive così, Alda Merini, i suoi amori. Come dei sogni, come delle figure. A volte incubi, a volte ombre, a volte intense suggestioni che scuotono l’anima, la svuotano e la tormentano.
Il racconto “Il tormento delle figure”, pubblicato nel 1990, è un viaggio che attraversa l’anima: un flusso di coscienza poetico e razionale, a tratti logico e disarmante, in altri momenti compulsivo e logorante; come se l’Amore possa essere al tempo stesso una salvezza e una dannazione.
La Merini ci presenta alcuni degli uomini della sua vita, alcuni dei suoi amori, veri o presunti; quelli che l’hanno presa e violentata, amata e osannata, disprezzata e tradita.
Alda Merini è una donna ferita, innamorata, felice, sola ma prima di tutto è un’anima poetica che assapora il gusto dell’esistenza, vivendone  il dolore e la gioia, con gli occhi di chi sa di potersi rifugiare, sempre, nella poesia.
I poeti sono al di là del fiume; guardano il mondo che scorre, vivono sulla loro pelle la depressione, i tormenti, le ansie e li mettono in versi. “Ogni poeta vende i suoi guai migliori”.
La Merini ci regala i tormenti delle ‘sue’ figure e lo fa in modo delicato, come se la sofferenza, la depressione, il manicomio, l’abbandono, la difficoltà di vivere non la riguardassero fino in fondo.
In questo flusso di pensieri, trova spazio un passo estrapolato dalle “Lettere al Signor G”, una raccolta di scritti, lettere e versi che la poetessa ha indirizzato a Enzo Gabrici, uno degli psichiatri che la tenne in cura e che divenne un punto di riferimento per la donna oltre che per la paziente. Non si poteva prescindere anche da alcuni versi tratti da “L’Anima Innamorata”, una raccolta di poesie in cui la Merini ci svela la sua indole mistica e religiosa, per la quale l’amore diventa una sostanza che pervade ed invade ogni essere, Dio compreso.

 

Stanze Segrete Via della Penitenza, 3 ( Trastevere ) tel. 06.6872690 / 3889246033. Botteghino: dalle 18,30 alle 21 consigliata prenotazione tel. Posti 40.
Biglietti: Intero 13 euro - Ridotto 10 euro - Tessera Obbligatoria 3 euro.
Sconto ATAC: biglietto ridotto per coloro che si presentano in teatro con un biglietto obliterato in giornata o con l’abbonamento.
Riduzione concessa a: giovani fino ai 25 anni (documento di identità) - anziani dai 70 anni (documento di identità) - Professionisti dello spettacolo.
Gli orari dello spettacolo sono confermati; serali ore 21.00, pomeridiane ore 19.00.


 
Fonte: Maya Amenduni, Ufficio Stampa di Elisa Pavolini

Honour

Al Teatro Carcano di Milano
Paola Pitagora e Roberto Alpi in
HONOUR

Amori sul ring
George, giornalista e critico letterario, famoso e molto influente; Honour, sua moglie, un tempo brava scrittrice; Sophie, fragile figlia della coppia, studentessa universitaria; e poi Claudia, giovane intervistatrice, molto determinata, con mire letterarie. Una famiglia importante dell’establishment intellettuale, dove i ruoli della coppia sono ben definiti, con soddisfazione (reale? apparente?) di entrambi. Arriva, meteora inaspettata, Claudia a intervistare lui, e l’ingranaggio familiare comincia ad incepparsi. Che una giovane donna attraente affascini l’uomo maturo al punto da fargli abbandonare la vita precedente, rientra in una conosciuta casistica. Claudia tuttavia intreccia rapporti con gli altri due membri della famiglia, li “usa” e si fa “usare” dando vita a una crudele forma di ri-nascita, o riscoperta di se stessi, per tutti i personaggi coinvolti. Ogni rapporto, ogni gerarchia verrà spezzata, ogni personalità dovrà ricostruirsi e sarà la stessa Claudia a scoprire zone ancora sconosciute di sé, come dovrà fare ognuno dei protagonisti.
La storia si snoda attraverso un incontro significativo e intrigante tra l’uomo maturo e la giornalista, tra le pieghe di cose dette e non dette alla moglie, con un litigio e una scenata e poi un’uscita di casa di lui dopo anni di vita insieme. E ancora confronti aspri  e al tempo stesso teneri tra madre e figlia e tra figlia e padre. Le fasi del nuovo amore con le effusioni e i nuovi entusiasmi della rinata passione. La reazione della protagonista, orgogliosa e inaspettata.
Lo scontro tra forme diverse d’amore, quello confermato da una vita in comune e quello scoppiato sotto il segno della passione, è il punto di partenza del testo. Una scrittura che unisce l’uso del bisturi per sezionare comportamenti e rapporti alla leggerezza dei toni da commedia brillante. La struttura procede con un andamento simile alle riprese di un incontro di boxe. Sono le armi che consentono a Joanna  Murray-Smith, autrice australiana di culto, di raccontare superbamente questa storia.
Honour, vincitore del Victorian Premier’s Literary Award for Drama nel 1996, è stato rappresentato con successo in tutto il mondo. Nel 1995 è stato messo in scena in forma di lettura al New York Stage and Film Festival da Meryl Streep e Kyra Sedgwick. Tra le altre opere della Murray-Smith: The female of species, che ha debuttato a Broadway nel 2007 con Annette Bening, e Bombshells, che ha ottenuto la nomination per l’Olivier Award per la miglior interpretazione femminile ed è stato rappresentato nel 2004 al Festival di Edimburgo.

Al Teatro Carcano di Milano
da mercoledì 3 a domenica 14 ottobre 2012
Paola Pitagora  Roberto Alpi

HONOUR
di Joanna Murray-Smith
Traduzione Masolino D’Amico
Con Viola Graziosi  Evita Ciri
Costumi Mariolina Bono – Musiche Antonio Di Pofi – Luci Marco Alfieri
Regia Franco Però
Produzione Fama Fantasma
Durata 1 ora e 30 minuti
Orari feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Per scuole e gruppi organizzati 02 5466367 – 02 55187234
Prevendite on-line
www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it

Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano – www.teatrocarcano.com

Fonte: Ufficio stampa Teatro Carcano

 

Vengo a prenderti stasera

VENGO A PRENDERTI STASERA
tratto da “La morte dei comici” di Lorenzo Beccati e Valerio Peretti Cucchi
adattamento di Diego Abatantuono, Nini Salerno e Giovanni Bognetti
interpretato da Mauro Di Francesco e Nini Salerno
per la regia di Diego Abatantuono
Scene di Gianandrea Gazzola
Musiche a cura di Diego Abatantuono, Nini Salerno e Gianandrea Gazzola
Al Teatro Manzoni dal 4 al 7 ottobre
Biglietto: poltronissima € 30,00  -  poltrona € 20,00
Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30

Diego Abatantuono, apre la stagione 2012/2013 del Teatro Manzoni di Milano, debuttando con la sua prima regia teatrale in prima nazionale il 4 ottobre con lo spettacolo “Vengo a prenderti stasera”.
I protagonisti della commedia sono due compagni storici di Diego Abatantuono, Nini Salerno e Mauro di Francesco.
La vicenda narra l’incontro con la morte, la sua, di un attore (Mauro di Francesco) mai arrivato al successo. Nel tentativo di esorcizzarla, mette a nudo tutte le sue paure. La Morte invece (Nini Salerno), attraverso stupefacenti magie, cerca di persuaderlo a sparire subito e a farsi accompagnare nell’inferno dei “comici”, dove già ha collocato illustri predecessori come Totò, John Belushi, Massimo Troisi, Walter Chiari, Stanlio e Ollio, Charlie Chaplin e Vittorio De Sica. Gli equivoci e i contrasti tra i due proseguono sino ad approdare a un clamoroso colpo di scena finale. Tutto molto surreale e all’insegna della più accesa comicità.
Vengo a prenderti stasera” è tratto da “La morte dei comici” di Lorenzo Beccati e Valerio Peretti Cucchi e adattato per il palcoscenico da Nini Salerno, Giovanni Bognetti e da un maestro della comicità come Diego Abatantuono, per la prima volta alla regia teatrale.
Scene curate da Gianandrea Gazzola; musiche a cura di Diego Abatantuono, Nini Salerno e Gianandrea Gazzola. Debutto alla produzione anche per Caremoli & Ruggeri.
Commedia brillante, con un testo originale, molto divertente e al quale non mancano però tracce metafisiche, capace di dosare emozioni e risate.

 

Fonte: Ufficio stampa Teatro Manzoni


Exodus

In scena diversamente insieme
progetto a cura del Teatro Quirino e della Fondazione Roma Arte-Musei
in collaborazione con la Ribalta-Centro Studi EnricoMariaSalerno
III edizione -2012
28 settembre 2012 ore 20.45 (ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Exodus
ideazione e regia Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito
drammaturgia Valentina Esposito
con i detenuti attori della Compagnia della Sezione G8 del C.C. di Rebibbia N.C.
Fabio Albanesi, Paolo Artipoli, Giuseppe Borzacchiello, Piero Proietti, Caterinozzi Christian, Cavorso Marco, Dell’Unto Vincenzo, Di Letizia Giovanni D’Ursi, Roberto Fiorini, Roberto Fois, Emanuele Gemito, Giacomo Gesù, Toma Iovanovic, Tommaso Marsella, Michele Minicozzi, Romolo Napolitano, Emiliano Piergallini, Giancarlo Porcacchia
e con la partecipazione di Fabio Rizzuto
costumi Paola Pischedda
luci Raffaelle Vitiello
laboratorio scenotecnico Enzo Grossi
grafica Alessandro De Nino
foto Livia Cannella
organizzazione Fabio Cavalli

La collaborazione con il Teatro Quirino prosegue dopo due anni di successi di pubblico e critica che hanno accompagnato il debutto dello spettacolo Viaggio all’isola di Sakhalin, nel maggio 2010, e di La leggenda di Fitzcarraldo, nel settembre 2011, entrambi per la drammaturgia e regia di Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito. Gli eventi sono straordinari, in quanto prevedono la presenza sul prestigioso palcoscenico di trenta attori di lunga pena che recitano per la prima volta in un teatro “libero” fuori dalle mura del carcere,  alla presenza di migliaia di spettatori. Il successo conseguito è frutto della perfetta collaborazione fra diverse Istituzioni pubbliche e private. Occorre senza dubbio citare il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la Direzione di Rebibbia N.C., il Comando della Polizia Penitenziaria e la Magistratura di Sorveglianza che presiedono alla delicatissima organizzazione logistica degli eventi.
Il 28 settembre 2012 il Centro Studi Enrico Maria Salerno debutterà con il nuovo spettacolo che coinvolgerà la stessa compagnia di detenuti-attori.
Exodus è la vicenda fantastica di un popolo in cammino, la storia dell’eterno peregrinare dell’uomo alla ricerca del senso della propria vita. La metafora usata è quella del Circo, sempre in movimento e pure prigioniero di eterni cliché, ruoli, maschere. Centrale è il tema della nostalgia per un passato in oblio e, quindi, il tema della memoria.
Gli artisti che animano questo Circo smarrito, nel loro girovagare hanno perduto anche il loro “libro sacro”, quel libro che raccoglieva la descrizione dei numeri di bravura, i segreti delle tecniche per incantare, illudere, affascinare, emozionare e far ridere il pubblico. La chiave del successo è stata dimenticata. Ed ecco dunque questa compagine di saltimbanchi alla tragicomica ricerca della propria identità perduta.
Lo smarrimento delle maschere è dunque lo smarrimento degli uomini detenuti il cui lungo viaggio all’interno del “circuito penitenziario” (recinto/gabbia – tenda/abito a strisce)  è necessitato dalla speranza di libertà. Una storia sull’evoluzione e la memoria delle origini, l’esistenza “prima della caduta”, la possibilità di una vita da ritrovare.

Teatro e Carcere
A REBIBBIA N.C. – ROMA
Il penitenziario romano di Rebibbia Nuovo Complesso è considerato uno degli esempi di come l’Istituzione carceraria possa concretamente intraprendere la via della rieducazione e reinserimento sociale e lavorativo dei cittadini reclusi. Rebibbia N.C.  è davvero in grado di offrire a chi voglia cogliere la propria “seconda opportunità”, percorsi di studio, formazione, lavoro ed esperienza dell’arte.
La punta di diamante della proposta di reinserimento per i reclusi è costituita dall’arte teatrale: dal 2002 il Centro Studi Enrico Maria Salerno, in accordo con la Direzione del penitenziario ed il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha assunto la responsabilità delle attività teatrali e formative presso il carcere. I detenuti-attori coinvolti nei Laboratori sono oltre 100.  Sono stati prodotti 8 spettacoli (Shakespeare, Dante, Cechov, Giordano Bruno, Eduardo…) con oltre 50 repliche per un totale di 22.000 spettatori.  La sala, regolarmente aperta al pubblico della città, è dotata di una platea di quattrocento posti e di un palcoscenico ampio e perfettamente attrezzato.
Condividono la direzione delle attività Laura Andreini Salerno, Fabio Cavalli e Valentina Esposito.
Il successo del progetto è stato pienamente coronato nella scorsa primavera, con l’ingresso della troupe dei Fratelli Paolo e Vittorio Taviani che hanno narrato per il cinema – attraverso mesi di riprese nelle celle e nei corridoi delle Sezioni, l’avventura di portare il Giulio Cesare di Shakespeare, con un cast di soli detenuti-attori, al debutto sul palcoscenico del carcere, sotto la guida di Fabio Cavalli. “Cesare deve morire” ha vinto l’Orso D’Oro al Festival Internazionale del Cinema di Berlino – 62° Edizione ed è stato premiato con 5 David di Donatello, tra i quali il Premio come Miglior Film dell’anno. Di questi giorni è il riconoscimento Nastro d’Argento dell’anno 2012.

PERCHE’ IL TEATRO IN CARCERE
Esiste un’ampia pubblicistica sulla funzione del teatro all’interno del mondo carcerario. Non se ne ripercorrerà qui la storia (che parte dall’impegno di Sara Bernhardt a S. Quintino nel 1912, passando per Beckett fra il ’50 e il ‘60, Eduardo, Enrico Maria Salerno, Pasolini… per arrivare alle esperienze contemporanee di Volterra, Milano, Saluzzo, Palermo…). Ci limiteremo a puntualizzare il tema centrale dell’esperienza artistica come fulcro della riflessione e ripensamento sulle proprie scelte da parte dei cittadini detenuti. Il Teatro offre ai detenuti l’opportunità di incontrare sul piano emotivo, intellettuale, spirituale un ampio ventaglio di possibili sguardi sul mondo. Il Teatro concorre a fornire strumenti nuovi nell’interpretazione della propria esperienza di vita. Ciò grazie ad una pratica artistica che attinge alle parole altissime dei poeti per trasferirne il senso nella concreta vita di palcoscenico. Poesia incarnata. Ecco allora che tramite le prove dei tragici greci, di Dante, Shakespeare, Molière, Leopardi, Eduardo, Beckett … il senso del nostro essere nel mondo, delle relazioni con gli altri e con la Comunità, si può trasfigurare. Il linguaggio si arricchisce fino a rinominare le cose e le loro relazioni. Così si dischiude un mondo nuovo, o, almeno, una sua nuova opportunità.

 

Fonte: Ufficio stampa Teatro Quirino

Ecole des Maitres

Short Theatre 7
West End

Roma, 22 settembre 2012
Teatro India ore 20.30

Short Theatre ospita, grazie alla collaborazione fra AREA06, il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e il Teatro di Roma, non come precedente annunciato al Teatro Argentina ma al Teatro India, la dimostrazione del lavoro diretto dal regista e scrittore argentino Rafael Spregelburd, maestro della ventunesima edizione dell’École des Maîtres, l’atelier internazionale itinerante di formazione teatrale avanzata fondato da Franco Quadri nel 1990. La dimostrazione finale di lavoro è il risultato di un'articolata riflessione sulla fine dell'età moderna e sulla “relazione infinita” fra la produzione teatrale dei Centri e delle Periferie del mondo, coinvolgendo gli attori come autentici drammaturghi della scena. Durante l’École, Spregelburd è stato coadiuvato dalla regista Manuela Cherubini, sua artista associata. L’École des Maitres è un progetto promosso in Italia da CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, con il sostegno di MIBAC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo e la partecipazione di Regione Friuli Venezia Giulia (Italia), Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico" (Italia), AREA06, Teatro di Roma.

ÉCOLE DES MAÎTRES
Corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale
XXI edizione 24 agosto–25 settembre 2012


Cellule teatrali: macchine per produrre catastrofi
Maestro Rafael Spregelburd

Fa tappa a Roma, il 22 settembre, al Teatro India di Roma (inizio ore 20.30), la dimostrazione finale aperta al pubblico de l’Ecole des Maîtres, il corso internazionale di perfezionamento teatrale guidato quest’anno dall’artista Rafael Spregelburd, una delle figure più rilevanti e influenti della scena argentina contemporanea.
La serata è anche l’evento conclusivo della settima edizione di Short Theatre 7 e prende il titolo assegnato da Rafael Spregelburd al suo corso, ovvero Cellule teatrali: macchine per produrre catastrofi.
La XXI edizione de l’Ecole des Maîtres - che si era aperta a Udine dal 24 agosto al 4 settembre per poi proseguire, nello spirito itinerante che contraddistingue il corso, a Coimbra dal 6 al 18 settembre, è oggi una delle più innovative esperienze di alta formazione teatrale europea, nata da un’idea e fondata dal noto critico teatrale ed editore Franco Quadri nel 1990. Ogni anno l’Ecole rinnova l’appuntamento di incontro e confronto su pratiche della scena, lingue e culture, fra registi di fama internazionale e giovani attori europei selezionati in Italia, Francia, Belgio e Portogallo.
Gli esiti dell’atelier Ecole 2012 vengono presentati in questi giorni al pubblico, in occasione di quattro dimostrazioni finali in programma il 19 settembre a Coimbra, il 22 settembre al Teatro India a Roma, il 25 settembre a Liegi, l’8 dicembre a Reims nell’ambito del Festival Scènes d’Europe.
Dopo la scomparsa del suo creatore e direttore artistico, i partner europei dell’Ecole - CSS Teatro stabile di innovazione del FVG (Italia), CREPA - Centre de Recherche et d’Expérimentation en PédagogieArtistique (Belgio), TAGV - Teatro Académico de Gil Vicente (Portogallo), La Comédie de Reims, Centre Dramatique National (Francia) - si sono assunti la responsabilità del progetto artistico portando avanti le linee guida tracciate da Franco Quadri. Hanno così rilanciato il progetto con il sostegno di MIBAC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo e della Regione Friuli Venezia Giulia e con la partecipazione, per l’Italia, di Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico" (Italia), Area 06, Teatro di Roma, mentre i partner europei godono dell’appoggio dei Ministeri della cultura francese, belga e portoghese e il Théâtre de la Place di Liegi.
Nei suoi primi vent’anni di impegno innovativo nel campo della formazione teatrale europea, hanno già diretto l’Ecole registi di fama internazionale come Luca Ronconi, Lev Dodin, Peter Stein, Dario Fo, Jacques Delcuvellerie, Jerzy Grotowski, Anatolij Vassil’ev, Jacques Lassalle, Luis Miguel Cintra, Alfredo Arias, Matthias Langhoff, Eimuntas Nekrosius, Massimo Castri, Jean Louis Martinelli, Jacques Delcuvellerie e più di recente, affermati registi delle nuove generazioni come Jan Fabre, Rodrigo Garcia, Pippo Delbono, Antonio Latella, Carlo Cecchi, Denis Marleau, Enrique Diaz, Matthew Lenton.
Allievo di drammaturgia e regia di Ricardo Bartis, Mauricio Kartun e José Sanchis Sinisterra, l'attività di Rafael Spregelburd a Buenos Aires è molteplice e diversificata: è regista, autore, traduttore e attore per il teatro e per il cinema. Fondatore della compagnia El Patrón Vázquez, il suo teatro è ibrido, meticcio e polemico; un'opera che rifugge qualsiasi moda o etichetta, un teatro di linguaggio e territori sconosciuti, che gli è valso una rilevante proiezione internazionale e numerosi premi, fra i quali il Tirso de Molina (per La estupidez), due volte il Premio Ubu in Italia (per Bizarrae per Lúcido), il premio Casa de las Américas a Cuba (per La paranoia), il Premio Nacional (per La terquedad), il Premio Municipal (per Cucha de almas), quello della Muestra de Cine de Lleida (come miglior attore nel film Elhombre de al lado).
Al centro del corso de l’Ecole di quest’anno, diverse sollecitazioni sulla “relazione infinita” fra la produzione teatrale dei Centri e delle Periferie del mondo, nell’era del teatro post moderno.
Le domande teatrali fondamentalidichiara Spregelburd - che si formulano al centro del mondo non possono avere risposte da tutti e sempre, perché ogni Unità appare frazionata. Invece le periferie hanno – da sempre – una tradizione di pensiero periferico, laterale, non incisivo, non vincolante, ibrido, meticcio, in lingue la cui traduzione si presta meglio all'indulgente poesia che al crudo pensiero. Ma nella sua allegra mancanza di affermazioni categoriche, di mode, o di etichette entomologiche, la Periferia può prestare ai relativi centri un certo sguardo originale sul problema di fondo: la produzione di senso”.
L’incontro di allievi europei – prosegue Spregelburd - con il mio metodo di lavoro (che non è metodo, ma è prassi) cercherà di indagare le possibilità di altre forme di racconto che corrispondono a paradigmi di costruzione di fiction meno riduzionisti. Il corso propone l’uso degli attori come autentici drammaturghi della scena; per un mese si lavorerà con un orientamento alla scrittura e alla produzione di uno spettacolo finale, nel quale potremo mostrare alcune tracce anche se non concluse e provvisorie”.
Informazioni: CSS Teatro stabile di innovazione del FVG -
www.cssudine.it

CELLULE TEATRALI: MACCHINE PER PRODURRE CATASTROFI
dimostrazione finale aperta al pubblico dell’École des Maîtres 2012
Corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale
maestro Rafael Spregelburd
artista associato Manuela Cherubini
con gli allievi dell’École des Maîtres 2012 Rita Brütt, Robin Causse, Íris a Cayatte, Julien Cheminade, Sofia Correia, Bernardo de Almeida, Sol Espeche, Valentine Gérard, Vincenzo Giordano, Sophie Jaskulski, Alexis Lameda Waksmann, Fabrizio Lombardo, Emilie Maquest, Adrien Melin, Deniz Özdoğan, Aude Ruyter, Giorgia Salari
un progetto europeo promosso da
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG (Italia), CREPA - Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique (CFWB/Belgique), TAGV - Teatro Académico de Gil Vicente (Portugal), La Comédie de Reims, Centre Dramatique National (France)
con il sostegno di MIBAC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo (Italia)  
e la partecipazione di Regione Friuli Venezia Giulia (Italia), Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico" (Italia), AREA06 (Italia), Teatro di Roma (Italia), Théâtre de la Place / Liège - Centre européen de création théâtrale et chorégraphique (CFWB/Belgique), Ministère de la Communauté française - Service général des Arts de la scène (CFWB/Belgique), Wallonie-Bruxelles International (CFWB/Belgique), Ministère de la Culture et de la Communication (France), Fonds d’Assurance Formation des Activités du Spectacle (France), Direcção-Geral das Artes (Portugal)
con il patrocinio di Ambasciata Argentina in Italia
Rafael Spregelburd è un artista che non si presta a facili etichette. Nato a Buenos Aires nel 1970, è infatti drammaturgo, regista, traduttore, scrive per diverse testate, oltre a essere un richiesto attore di teatro e cinema. Con la sua compagnia argentina, El Patrón Vázquez, ha messo in atto un teatro intenzionalmente ibrido, meticcio e polemico, di linguaggi e territori sconosciuti, che gli è valso in questi anni una rilevante proiezione internazionale e numerosi premi, fra i quali il Tirso de Molina e due volte il Premio Ubu in Italia (per Bizarra e per Lúcido). Il corpus delle sue opere drammaturgiche raccoglie più di trenta titoli. In Italia sono pubblicate in due volumi nella raccolta Eptalogia di Hieronymus Bosch (Ubulibri), sette opere ognuna correlata a un “peccato capitale contemporaneo”.

Teatro India, lungotevere Vittorio Gassman - Roma
ingresso libero su prenotazione alla mail
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Manifestazione di idee, di modalità, di temi, di strategie, Short Theatre a cura di AREA06, in questa settima edizione si consolida come uno fra gli appuntamenti più interessanti dedicati alla scena contemporanea grazie al sostegno di Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù; Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione generale per lo spettacolo dal vivo; Regione Lazio; Roma Capitale - Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico; in collaborazione con Teatro di Roma; Zètema Progetto Cultura.

Fonte: Ufficio stampa Teatro di Roma, Ufficio stampa Short Theatre

 

 

TOP