Pasolini, dopo 37 anni

TEATRI DI CINTURA
Teatro Biblioteca Quarticciolo
2 novembre ore 21.00
In occasione dell’anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, avvenuta il 2 novembre 1975,
Giovanna Marini e il Quartetto Urbano ricordano l’artista al Teatro Biblioteca Quarticciolo con il concerto
Pasolini, dopo 37 anni
composto da Germana Mastropasqua, Flaviana Rossi, Michele Manca e Xavier Rebut


 
Il 2 novembre (ore 21.00) al Teatro Biblioteca Quarticciolo Giovanna Marini e il Quartetto Urbano portano in scena il concerto Pasolini, dopo 37 anni, un omaggio al regista e poeta scomparso per ricordare, nel giorno dell’anniversario della morte, la sensibilità artistica e la profetica attualità delle sue parole che continuano a resistere al tempo.
Giovanna Marini, musicista e etnomusicologa, una delle cantautrici più espressive del panorama musicale popolare e contemporaneo, indaga nel profondo l’universo e la vita di Pasolini per riempire il concerto dei suoi versi che parlano dell’oggi, della gioventù isterilita, arida, lontana dai sogni, dell’avvento prepotente del danaro, del consumismo che uccide le coscienze, ma anche degli ideali, degli entusiasmi e degli amori veri. La voce del poeta, messa a tacere nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia, continua ad essere attuale, viva e coraggiosa: “in questi trentasette anni sono avvenuti tanti fatti – commenta Giovanna Marini – la caduta delle torri gemelle di New York, le guerre, ma nonostante tutto c’è una parte della popolazione sana che resiste, che vuole vincere, che non ha più parole per parlare, ma canti e musica che parlano, raccontano, esprimono”.
Il concerto, composto da Germana Mastropasqua, Flaviana Rossi, Michele Manca e Xavier Rebut, riporterà innanzitutto i fatti, e susciterà riflessioni ed emozioni per mantenere vivo il ricordo e le parole di una figura centrale della cultura italiana. Un grande maestro, poeta, critico letterario, regista, ma soprattutto un uomo capace di spiegare, attraverso le pagine dei libri e la sua voce lucida e coraggiosa, il significato di parole come consumismo, proletariato, borghesia, potere.
Giovanna Marini - compositrice, cantante e cantastorie, chitarrista e didatta, costruisce da più di quarant’anni un’opera unica sotto tanti aspetti nel panorama europeo. Coniugando formazione accademica e conoscenza approfondita delle pratiche musicali tradizionali e popolari la musicista occupa un ruolo di eccezione nella creazione contemporanea. Dall’esperienza con il Nuovo Canzoniere Italiano e l’Istituto De Martino, la sua opera ha continuato a nutrirsi di ricerche sull’oralità nelle culture tradizionali italiane. La sua capacità d’impegno politico, culturale e didattico ha portato Giovanna Marini a comporre un’opera considerevole nella quale s’incontrano straordinari cantanti e musicisti (dalle tradizioni religiose, contadine o operaie, fino alle musiche di avanguardia, passando per il jazz, il rap o la canzone, come nella collaborazione con Francesco De Gregori), allievi e musicologi di grande rigore, ma anche registi di cinema e teatro (Pier Paolo Pasolini, Dario Fo, Peter Brook, Pippo Delbono, Charles Tordjman, etc.) per i quali ha scritto.
Quartetto Urbano - quartetto vocale composto da  Germana Mastropasqua, Flaviana Rossi, Michele Manca e Xavier Rebut, direzione musicale Xavier Rebut. Nato nel 2000, presenta concerti e spettacoli di canti di tradizione orale italiani e composizioni contemporanee; tra gli autori Giovanna Marini, Antonella Talamonti, Xavier Rebut. Il gruppo nasce con l'intento di raccontare, attraverso la ricerca sui timbri e l’unicità dei colori delle voci, l'Italia della tradizione orale e della memoria, le ricerche sul campo e gli incontri con i cantori popolari, ma anche di raccontare il presente e un’Italia in continua trasformazione. Questo approccio si è sviluppato partecipando alle ricerche di Giovanna Marini (con la Scuola Popolare di Musica di Testaccio), e collaborando con lei a vari concerti e progetti musicali.


Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, Roma
2 novembre ore 21.00
Per informazioni:
ufficio promozione 06.45460705  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: € 5,00

 


Fonte: Ufficio stampa Teatro di Roma

 

Grease

TEATRO BRANCACCIO
GREASE – IL MUSICAL
RIESPLODE LA GREASE - MANIA:
LA VERSIONE ITALIANA DEL MUSICAL DEI RECORD
FESTEGGIA 15 ANNI CON UN NUOVO TOUR!


Grease, il musical dei record che ha conquistato quasi 1.500.000 spettatori in tutta Italia in 1.200 repliche affermandosi come un fenomeno senza precedenti, dopo un assaggio nelle principali rassegne teatrali estive è pronto a calcare nuovamente i palcoscenici italiani. ll ritorno – a grande richiesta – festeggia anche 15 anni esatti dal suo debutto: il 4 marzo 1997 il Teatro Nuovo di Milano ospitava infatti la prima fortunata edizione con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia come protagonisti.
In questa nuova edizione il ruolo di Danny è affidato a Riccardo Simone Berdini, già protagonista di “Happy Days” e “Pinocchio”, mentre nei ruoli delle protagoniste femminili ritroviamo Serena Carradori (Sandy nelle edizioni 2007/08 e 2009/10) e Floriana Monici (Rizzo dal 2003 al 2006). Il tour invernale partirà da Roma l’8 novembre, toccherà le principali città italiane (Napoli, Torino, Firenze, Genova, Bologna) e si concluderà quindi a Milano, dove sarà in scena al Teatro della Luna dal 14 febbraio 2013.
In poco tempo Grease si afferma come il primo long running show della storia dello spettacolo in Italia e ottiene dal pubblico un consenso mai visto prima: sold out nei teatri di tutta Italia, ha alternato sul palco, dal suo debutto a oggi, più di 120 artisti, rappresentando per molti di essi un trampolino di lancio.
Grease è un’iconografia classica dell’America degli anni ’50, un collage di immagini colorate ed esplosive: il rock ‘n’ roll e le atmosfere da fast food, i pigiama party e i motori truccati delle vecchie auto, i giubbotti di pelle e le gonne a ruota, il ciuffo alla Elvis e la brillantina. Simboli intramontabili di una generazione che, portati in scena con ritmo e colore, hanno trasformato lo spettacolo in un fenomeno ineguagliabile.
Grease nasce nel 1971, quando Jim Jacobs e Warren Casey decidono di realizzare un musical composto solo per chitarra in un teatro sperimentale di Chicago; lo chiamano “Grease” per evocare i capelli imbrillantinati, hamburgers, patatine fritte e favolose automobili fuoriserie sporche e infangate: un successo diventato un “classico” in tutto il mondo, che ha visto anche la consacrazione teatrale di grandi attori come John Travolta (interprete di un ruolo minore, prima di indossare il giubbotto di Danny Zuko nel celebre film) e Richard Gere. La colonna sonora di Grease, rimasta per settimane al primo posto delle classifiche in molti paesi, gode di canzoni diventate dei classici da repertorio; in Gran Bretagna "You're The One That I Want" e "Summer Nights" sono arrivate entrambe in vetta alle classifiche e vi sono restate per anni e la canzone "Hopelessly Devoted to You", cantata nella versione cinematografica da Olivia Newton-John, ha ricevuto anche una nomination al premio Oscar per la migliore canzone originale nel 1979.
La storia d’amore tra Danny e Sandy, i sogni dei T-Birds e delle Pink Ladies e, soprattutto, tanto rock ’n’ roll fanno sì che Grease sia diventato sinonimo di energia pura e divertimento da non perdere.

 

Teatro Brancaccio di Roma
dall’8 all’11 novembre, serale ore 21 pomeridiana ore 17

via Merulana 244 - info 06.80687231/32
www.teatrobrancaccio.it 


 
Compagnia della Rancia e Musical Italia presentano
GREASE – IL MUSICAL
di Jim Jacobs e Warren Casey
canzoni aggiunte B. Gibb, J. Farrar, L. St. Luis, S. Simon, S. Bradford, A. Lewis
traduzione Michele Renzullo, adattamento Saverio Marconi - traduzioni delle canzoni Silvio Testi e Michele Renzullo
con
RICCARDO SIMONE BERDINI Danny
SERENA CARRADORI Sandy
con la partecipazione di FLORIANA MONICI Rizzo
e con GIANLUCA STICOTTI Kenickie
ANDREA CARLI Vince Fontane/Teen Angel
MARIASOLE FORNARELLI Miss Lynch
GIOACCHINO INZIRILLO Doody
SILVIA CONTENTI Marty
LUCA SPADARO Roger
FEDERICA VITIELLO Jan
GIANCARLO CAPITO Sonny
MARIA SILVIA ROLI Frenchy
ROBERTA MIOLLA Patty
VALENTINA CORRAO Cha-Cha
ALESSANDRO PATREGNANI Tom
LUCA PELUSO Eugene
PASQUALE D’AMBROSIO Studente di Rydell
BEATRICE BERDINI Studentessa di Rydell
Scene GABRIELE MORESCHI
Costumi ZAIRA DE VINCENTIIS
Coreografie FRANCO MISERIA
Vocal Coach LENA BIOLCATI
Produzione musicale SILVIO TESTI
Disegno luci VALERIO TIBERI
Disegno fonico EMANUELE CARLUCCI
Regia SAVERIO MARCONI
Co – regia MARCO IACOMELLI
Coreografie riprodotte da CHIARA VECCHI
Produttore esecutivo MICHELE RENZULLO
Direttore di produzione ALESSIO IMBERTI
BIGLIETTI
poltronissima 55 euro promozione per chi acquista entro il 23 ottobre 33 euro
poltrona 44 euro promozione per chi acquista entro il 23 ottobre  26.50euro
balconata I 33 euro promozione per chi acquista entro il 23 ottobre 20 euro
balconata II 22 euro

 

Fonte: Ufficio stampa Silvia Signorelli

 

Il Ventaglio

Tieffe Teatro Menotti
dall’8 al 18 novembre 2012
Il Contato/Teatro Giacosa di Ivrea
IL VENTAGLIO
di Carlo Goldoni
con Mino Manni e con (in ordine alfabetico): Raffaele Berardi, Stefano Cordella, Paolo Giangrasso, Desiree Giorgetti, Alessandro Lussiana, Federico Manfredi, Francesco Meola, Davide Palla, Valeria Perdonò, Federica Sandrini,Cinzia Spanò
regia Alberto Oliva
Spettacolo vincitore del Premio Sipario 2012/Associazione Nazionale Critici di Teatro

 

Il Ventaglio, secondo spettacolo della stagione 2012-13 del Tieffe Teatro Menotti, è una commedia corale, animata da dodici bizzarri abitanti di un borgo lombardo senza tempo. Dietro il mostruoso attivismo di tutti i personaggi, che battono, picchiano, pestano, leggono, mangiano, bevono, spazzano, si nasconde una insanabile inerzia del vivere. Nella piazza delle Case Nuove convivono aristocratici decaduti che pretendono di controllare le vite degli altri, contadini laboriosi che chiedono “pane, pane e non protezione”, e borghesi che ostentano un gran daffare per nascondere la loro incapacità di agire. Serpeggia una rivalità fra le classi sociali, un’invidia condita di accidia o di superbia, che rende instabile e precaria la convivenza.
Si respira l’aria della fine di un’epoca, la decadenza scrosta i muri e mina le fondamenta del paese. In questo si può leggere un legame con la nostra contemporaneità, immobilizzata dalla crisi economica che, dopo avere destabilizzato i già precari equilibri, sta costringendo tutti a ridimensionare sogni e ambizioni, e a covare depressione e risentimento, in attesa di una ventata che doni nuova linfa alle anime appassite e faccia girare la testa per un po’.
Ed ecco che un semplice ventaglio, pagato pochi spiccioli, innesca un vortice di movimenti incredibili, mette le ali all’amore, che si espande nella piazza e sconvolge tutti. Passa di mano in mano generando equivoci e pettegolezzi, doma chi era aggressivo, convince chi sospettava, insinua il dubbio in chi aveva certezze, infonde la speranza in chi era disperato...
Un’aria di festa dionisiaca fa saltare gli schemi, in una girandola di follia dal ritmo travolgente.
Ho scelto di dividere lo spettacolo in due tempi, per valorizzare la grande differenza tra i primi due atti, festosi e carnascialeschi, in cui trovano spazio finanche lazzi da commedia dell’arte, e il terzo atto, in cui i personaggi, che la follia del ventaglio ha privato di ogni freno inibitorio, si lasciano completamente andare agli istinti repressi. Allora il clima muta, non si scherza più, ogni azione che prima si risolveva in una risata, adesso si carica di significato e di conseguenze capaci di cambiare per sempre il destino di quel piccolo villaggio. Si scava nel profondo di queste anime abbandonate, che rivelano tutta la loro solitudine e inettitudine alla vita.
Alberto Oliva

 

PREMIO SIPARIO 2012
MOTIVAZIONE
Premio Sipario 2012/Associazione Nazionale Critici di Teatro alla compagnia “Il Contato del Canavese  I giovani del Teatro Giacosa” per la messa in scena, regia di Alberto Oliva, di una edizione singolare ed innovativa de “Il Ventaglio” di Carlo Goldoni, mantenendo inalterato il testo e lo spirito della Commedia, avvalendosi di un cast di attori fortemente motivati e carichi di una recitazione fresca, ritmata e sincera con una espressività coinvolgente ed energica, apprezzata da un pubblico giovane e partecipe.        
Mario Mattia Giorgetti (Direttore di Sipario)

 

IL VENTAGLIO
di Carlo Goldoni
con Mino Manni - conte di Roccamonte
e con (in ordine alfabetico): Raffaele Berardi - Coronato, Stefano Cordella – Moracchio, Paolo Giangrasso – Evaristo, Desiree Giorgetti – Giannina, Alessandro Lussiana – Timoteo, Federico Manfredi – Limoncino, Francesco Meola – Crespino, Davide Palla -Barone del Cedro, Valeria Perdonò – Gertruda, Federica Sandrini - Candida, Cinzia Spanò - Susanna
regia di Alberto Oliva
assistente alla regia Alessandro Lussiana
musiche originali Bruno Coli
scene Francesca Pedrotti
costumista Ilaria Parente 
assistente costumi Erin Sisti
realizzazione scene Alex Zanfrini, Bettina Colombo
luci e responsabile tecnico Bruno Nepote
riprese video Giuseppe Moreto

 

Tieffe Teatro Menotti – via Ciro Menotti 11 - Milano
Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00
BIGLIETTERIA
Tieffe Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 36592544 -
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.tieffeteatro.it
PREZZI
Intero: 24,00€*
Ridotto convenzioni: 18,00€*
Ridotto under/over: 12,00€ *
*prevendita 1,50 euro

 

Fonte: Ufficio stampa Tieffe Teatro Menotti

 

 

Ladyoscar

TEATRI DI CINTURA
Teatro Biblioteca Quarticciolo
31 ottobre ore 21.00- 1 novembre ore 17.00

20chiavi teatro
presenta

LADYOSCAR
regia Ferdinando Vaselli
con Alessia Berardi e Riccardo Floris
drammaturgia Ferdinando Vaselli
musiche Sebastiano Forte

 

Il 31 ottobre (ore 21.00) al Teatro Biblioteca Quarticciolo va in scena il dialogo fatto di parole e corpo tra due personaggi senza nome, un Coso (Riccardo Floris) e una Cosa (Alessia Berardi), ragazzi ingabbiati dalla cocaina che Ferdinando Vaselli presenta nello spettacolo Ladyoscar, un gioco di coppia per raccontare una generazione annichilita, abbandonata e sola.
Cosa e Coso sono due tossici di coca, due loser, due perdenti accomunati da storie diverse e da due mondi che un tempo si conoscevano a malapena. Adesso vivono mescolati, il figlio di papà e la figlia della borgata.
All'interno di una scena quasi nuda, la parola diventa corpo in cui i due attori si muovono come dentro ad un guscio che sembrano non voler rompere, dove si susseguono sfoghi di rabbia e lampi comico surreali con un linguaggio che, partendo dal romano di periferia crea una lingua sporca, grezza, poetica, intensa. Lunghi monologhi si alternano a giochi ritmici di parole che si trasformano in litigi continui ed eccessi verbali in cui la cocaina diventa un surrogato della normalità, un modo per dare senso alla relazione dei due protagonisti. Due fidanzati tossicodipendenti che vivono ai margini di una città, la provincia è quella romana, ma si tratta di una periferia indistinta. Un luogo da cui sognano di poter volare via sapendo, però, che sarà impossibile, e allora difendono solo il loro piccolo mondo popolato di cocaina, mentre sono presi da rituali fatti di inutili litigi, di squarci di violenza improvvisa, di altrettante improvvise risate.
“Il lavoro non ha nessuna volontà di assumere una funzione didattico-educativa. La cocaina diventa una metafora per raccontare il presente, per raccontare una serie di generazioni che non riescono a crescere, che non riescono e forse non vogliono trovare una propria collocazione nella società – scrive nelle note di regia Vaselli – I due protagonisti sembrano non dire mai la verità lasciando lo spettatore interdetto, facendo credere al pubblico tutto ed il suo contrario. Ed è proprio qui che sta il senso del lavoro. I due incarnano un costume diffuso nella società dei consumi, nel turbocapitalismo acuito dalla crisi. L'obiettivo è legato al proprio progetto di vita personale che non riguarda gli altri e non contempla altre forme di vita, altri affetti. Non sembra almeno apparentemente esserci un altrove. E se non lo si trova, se non si è capaci a cercarlo, se non si è decisi tra una forma arcaica della famiglia e una modernità senza riferimenti se non quello del denaro si rimane inermi a guardare”.
Lo spettacolo è l’esito di un progetto che nasce da interviste, testimonianze e dall’ascolto di storie di tossicodipendenza raccolte con la collaborazione dell’ASL di Roma e di alcune Associazioni, e che si è successivamente sviluppato attraverso un percorso che ha unito un lavoro sulle improvvisazioni fisiche e sulla scrittura drammaturgica costruita sull’attore.
Lo spettacolo continua le repliche il 1° novembre (ore 17.00).

 

Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, Roma
Per informazioni:
ufficio promozione 06.45460705 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari: 31 ottobre ore 21.00- 1 novembre ore 17.00 - Biglietti:  € 5,00

 

Fonte: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatri di Cintura

 

Intestame

TEATRI DI CINTURA
Teatro Tor Bella Monaca
31 ottobre ore 21.00 – 1 novembre ore 17.00
Carlo Ragone
in
I N T E S T A M E'
scherzo teatrale per attore e musica
di Carlo Ragone e Loredana Scaramella
regia di Loredana Scaramella
musiche di Stefano Fresi
eseguite dal vivo dal Trio William Kemp:
chitarra Stefano Fresi
violino Marika Mazzotta
sax Cristiana Polegri
costumi Marco Calandra
disegno luci Camilla Piccioni
luci Marco Majone
fonica Daniele Patriarca

 

 

Il 31 ottobre (ore 21.00) al Teatro Tor Bella Monaca Carlo Ragone e Loredana Scaramella portano in scena Intestamè, il monologo di un uomo solo che alla morte del padre riceve un assurdo testamento. Un lascito di poche parole in cui si legge: “Intestamè a mio figlio Ferdinando ci lascio tutto. Tutto quello che non ho fatto”.
Il protagonista, Carlo Ragone, un moderno, ingenuo e folle Pulcinella, accompagnato dalla musica dal vivo del Trio William Kemp, eredita dal padre un universo fatto di possibilità e di nostalgie, di rimpianti e di speranze, una preziosa ricchezza custodita in parole enigmatiche che lasceranno posto al racconto della storia del genitore ormai defunto.
In un mosaico di note e di parole accostate per associazioni libere, fra contrasti, attinenze e fantasie, Intestamè mette in scena con un particolare alfabeto di gesti e di suoni, la magica storia di un figlio che, dopo aver vestito la giacca del padre, è trasportato nella Napoli degli anni '40, tra bombardamenti, fame e emigrazione. In una dimensione sospesa, Ferdinando si trova così a fare un viaggio col padre, a ri-conoscerlo scoprendo i piaceri, le canzoni, i sogni, le avventure, ma anche i suoi desideri e le sue aspirazioni, trasformando il lutto e il rimpianto in una rinnovata passione per la vita. Dal cappotto del padre, Ferdinando tira fuori oggetti ignoti, dal destino incompiuto: un biglietto per uno spettacolo al quale il padre non è mai andato; una prenotazione per un treno diretto verso una città  mai visitata; una lettera in una busta di posta aerea proveniente da New York, dove ricorrono i nomi di parenti emigrati nel dopoguerra e mai incontrati; un passaporto vergine. E come un’onda la musica vecchia e nuova trascina il protagonista in quel mondo che il padre conteneva, quell’esistenza possibile che in vita non aveva mai mostrato.
“Intestamè di mio proprio pugno, io, Matteo da Cunto, lascio tutto quello che tengo. Ad Anna, mia sorella, due forbici americane di acciaio tedesco.  A mio figlio Ferdinando no. A Gaetano, mio fratello, una guantiera di metallo alla quale so’ stato sempre molto affezionato. A mio figlio Ferdinando no. A Rafele una copia della rivista americana Life.  A mio figlio Ferdinando no. A mia mugliera Carulina tutt'e mobbili de la casa e la casa stessa, e il titolo di Principessa a Palazzo Sferrazzo vita natural durante e pure oltre. A mio figlio Ferdinando no. In testamè a mio figlio Ferdinando ci lascio tutto. Tutto quello che non ho fatto”.

 

Teatro Tor Bella Monaca - via Bruno Cirino Roma 
Per informazione: ufficio promozione 06.2010579 -
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari: 31 ottobre ore 21.00- 1 novembre ore 17.00 - Biglietti:  € 5,00 

 

Fonte: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatri di Cintura

 

 

RaiRadio 3
TUTTO ESAURITO!
trenta giorni di teatro a Radio3
seconda edizione
dal 29 ottobre al 30 novembre 2012
a cura di Antonio Audino e Laura Palmieri

 

Diverse linee si intrecciano nel fitto cartellone del mese teatrale di Radio3. Ma l’attenzione è sempre rivolta alla scrittura contemporanea, alla drammaturgia e alla scena che indagano su tematiche relative al nostro tempo, mettendone in luce le tensioni, le contraddizioni, le fratture sociali, e umane, i tanti disagi del nostro mondo e della nostra civiltà. Senza dimenticare però alcuni classici del passato remoto o prossimo le cui indicazioni sono ancora fortemente vitali e attuali.
Innanzitutto ci sono gli spettacoli in diretta, dalla sala A e dal teatrino da camera della sala M, nell’edificio della radio di via Asiago 10 a Roma, con la serata inaugurale del 29 ottobre affidata a Claudio Morganti e a una sua personale lezione-spettacolo sul Woyzeck di Büchner, per passare poi alla sperimentazione verbale e musicale de Il rosario di Clara Gebbia ed Enrico Roccaforte dal testo di Federico De Roberto, e seguire con l’ultima creazione di Lucia Calamaro. Ci saranno poi Laura Curino con il suo spettacolo sulle morti per amianto, Andrea Cosentino con i suoi Primi passi sulla luna, e Stefano Massini che presenta in anteprima alcuni frammenti del suo lavoro in cui si racconta la storia della società Lehman Brothers, per arrivare poi al Diario di un pazzo di Gogol trascritto per la scena da Roberto De Francesco.
Con lo stesso sguardo rivolto al presente verranno proposte anche alcune opere registrate per l’occasione, come La paura di Elena Bucci o alcune brevi storie ispirate alla primavera araba, scritte da Michele Santeramo, Enrico Castellani, Renato Gabrielli e Riccardo Fazi con un doveroso salto all’indietro nel tempo, per arrivare a Shakespeare e al suo primo poemetto Lo stupro di Lucrezia, trasformato in voce e suono da Valter Malosti.
Il mese del teatro di Radio3 è anche l’occasione per riproporre alcune produzioni realizzate negli anni passati, e anche in questo caso l’attenzione va ad autori che hanno fatto della scena un luogo di riflessione per i propri tempi, con tematiche e pensieri ancora oggi scottanti,  come per il testo scandalo dell’Arialda di Testori nella regia radiofonica di Giuseppe Bertolucci con Mariangela Melato e Sandro Lombardi, Porte Chiuse di Sartre con la regia di Nanni Garella con Luca Zingaretti e Galatea Ranzi, il Pasolini di Una disperata vitalità con Laura Betti, Il pomeriggio del signor Andesmas della Duras con Sergio Tofano, o Cicale della Bachman, Il nipote di Wittgenstein di Bernhard con Umberto Orsini, Cavalleria Rusticana di Verga riscritta e interpretata da Roberto Latini.
Vogliamo poi rendere omaggio a un drammaturgo che ha descritto attraverso la sua arte le tante trasformazioni dell’Italia dal dopoguerra agli anni Settanta, Eduardo De Filippo del quale verranno riproposti Sik Sik, l’artefice magico interpretato da Carlo Cecchi, Arturo Cirillo, Iaia Forte e Tommaso Ragno e l’atto unico Occhiali neri con Pupella Maggio e lo stesso autore.
Proprio nel nome di Eduardo è anche il recupero di un documento storico mai trasmesso integralmente, quella Tempesta shakespeariana che il grande drammaturgo napoletano tradusse nella sua lingua e registrò nel 1985 per l’Università di Roma.
Altra riproposta di rilevanza storica è quella dell’Amleto realizzato nel 1952 da Luigi Squarzina con Vittorio Gassman che andava imponendosi come giovane attore di grande talento. Il documento, conservato nei nostri archivi, è stato di recente restaurato.
Ulteriore tassello è quello costituito dai radiodrammi, che da sempre sono la forma più sperimentale di creazione per la radio. A cura di Rodolfo Sacchettini, saranno proposte alcune registrazioni storiche di grande interesse, come quell’opera degli anni Venti intitolata Il pericolo, scritta da Richard Hughes per la BBC e considerata come il primo radiodramma in assoluto, realizzato dalla radio italiana nel 1952. Ci saranno poi  un’operazione radiofonica di Savinio, Agenzia Fix, La giustizia Giuseppe Dessì  e il Pilato di De Martino e Santoni Rugiu. Accanto a queste realizzazioni recuperate dal nostro archivio verranno messe in onda opere di ricerca estrema sul suono e sulla parola realizzate da giovani artisti come il gruppo Blauer Hase, Elisa Strinna , Enrico Vezzi e da Gigio Brunello con gli allievi di una scuola superiore di Mestre.
Ai radiodrammi verrà anche dedicata una serata in diretta con le opere espressamente create dagli allievi del centro Sperimentale di Cinematografia di Roma sotto la guida di Sergio Pierattini.

 

Nel novembre teatrale di Radio3 molte trasmissioni della rete indagheranno su aspetti della cultura , della vita, della realtà quotidiana della scena italiana.
Tra queste:
Wikiradio che ricostruisce lo scandalo legato alla messa in scena di Visconti  dell’Arialda di Testori nel 1961
La grande radio che compone con frammenti d’archivio un ritratto del Visconti scenico e lirico, un profilo di Rina Morelli, l’attività di alcuni grandi critici teatrali, o le nuove linee di riflessione di Kantor, Grotowski e Barba
Tre soldi che realizza i reportage Màntica, contro ogni evidenza (festival diretto da Chiara Guidi), Teatri occupati, e Perdutamente, una cronaca - a cura di Graziano Graziani - del progetto che vede coinvolte 18 compagnie romane negli spazi del Teatro India.
Per la trasmissione Passioni: Physical Theatre a cura di Carla Fioravanti, il ciclo dedicato al coreografo e danzatore Virgilio Sieni a cura di Katia Ippaso, e quattro puntate realizzate da Gianfranco Capitta sui grandi protagonisti della scena nazionale e internazionale.
www.radio3.rai.it

 

Fonte: Debora Pietrobono

 

 

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