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Articoli di Redazione Teatro

Dal 18 marzo al 19 aprile al Teatro Argentina di Roma va in scena Carmen di Enzo Moscato, con l’adattamento e la regia di Mario Martone e la direzione musicale di Mario Tronco. Interpreti principali Iaia Forte (nel ruolo di Carmen) e Roberto De Francesco (nel ruolo di Cose’). Con loro in scena: Ernesto Mahieux, Giovanni Ludeno, Anna Redi, Francesco Di Leva, Houcine Ataa, Raul Scebba, Viviana Cangiano, Kyung Mi Lee.

Luna è un monologo che affronta più tematiche insieme: il conflitto fra la parte maschile e femminile di un uomo, l'intolleranza verso il diverso, l'impossibilità di vivere liberamente la propria identità sessuale. Un ragazzo, nato maschio, educato come un maschio, cresciuto come maschio, sente invece una parte di sé essere femminile, essere donna, e la rifiuta, non la accetta. Ma quel “richiamo” si fa sempre più forte e cresce di giorno in giorno. E arriva il momento della scelta, del mettersi a confronto con questa parte che non cede e non ti lascia. E ti senti spaccato in due, con una doppia personalità, una doppia vita, un doppio modo di essere e di pensare. “Luna” mette in scena la lotta fra queste due parti nella vita di un ragazzo come tanti che incontriamo ogni giorno, che ci passano accanto per strada, che vediamo in palestra, in discoteca, nei bar. Un ragazzo che di giorno è Andrea e la sera diventa Luna.

“Clandestini”. E se succedesse a noi? Sotto i riflettori del Teatro de’ Servi ancora risate impegnate, con un tema sociale di grande attualità. Dal 10 al 29 marzo, la nuova commedia di Gianni Clementi, con la regia di Vanessa Gasbarri, ci presenta uno scenario grottesco e in qualche modo apocalittico che ci proietta, extracomunitari noi, nell’Africa del futuro. I ruoli si invertono, le domande si capovolgono, ma le risposte - quelle giuste - restano sempre le stesse.

“Are You Jewish” è uno spettacolo kosher in tre portate, metaforicamente servite da Anna Clemente Silvera e Maurizio Palladino - che firma anche la regia - con la partecipazione di Giulio Cancelli e l'accompagnamento live dalla musica klezmer di Carlo Cossu al violino. Un'occasione per affrontare il tema dell'identità ebraica usando toni leggeri e malinconici, con picchi di tragicommedia intrisa di autentico umorismo yiddish.

Trilussa insieme ad alcune delle più belle e significative melodie della tradizione romana, accompagnano lo spettatore in un viaggio nella memoria di una Roma sparita, che schiettezza e amabile ironia rendono sempre attuale. Nella trasposizione teatrale di Emanuele di Luca, i sonetti del grande poeta romano divengono dialogo, confronto, scontro, scherzo amoroso e sagace ironia.

In sei capitoli, di cui in scena i primi due a sere alterne. È la vita semplice e straordinaria di una donna marchiata a fuoco, fin dall’infanzia, da un animo cinico e da un’avversione istintiva all’ipocrisia del genere umano. Mosella Fitch, con una lettera per il garzone del droghiere, prima di morire, raccomanda di conservare i suoi taccuini, paginette minuscole in cui ha scritto e descritto tutta la propria vita, nel terrore di perdere i ricordi.

Martedì 3 marzo al Teatro India di Roma Giuliana Lojodice porta in scena VAPORE, regalando all’omonimo romanzo di Marco Lodoli, una figura femminile dall’anima memorabile che la regia di Oliviero Corbetta rende affascinante e complessa nel raccontare l’ossessione e la paura di dimenticare. Con Alessandro Lussiana l’attrice si staglia sullo sfondo dell’affresco di una famiglia non convenzionale, vaporosa e dura, che nasconde un drammatico segreto.

Dal 3 al 15 marzo al Teatro Argentina va in scena il mito di Don Giovanni, né secondo Molière né secondo Mozart, ma secondo Filippo Timi che riscrive e interpreta la celebre opera venando il personaggio libertino di humor nero e di grande vitalità. Con spezzature, metafore, allusioni e ironie, l’attore e regista perugino presenta IL DON GIOVANNI. Vivere è un abuso, mai un diritto per raccontare il prototipo di una umanità volubile che ha fame di potere, che ama la mistificazione e l’autoinganno perché sa che è condannata ad estinguersi.

Martedì, 24 Febbraio 2015 19:52

Il Teatro di Roma riconosciuto Teatro Nazionale

"Il riconoscimento del Teatro di Roma quale Teatro Nazionale ci rende felici e ci inorgoglisce." Così commentano il prestigioso traguardo Il direttore Antonio Calbi e il presidente Marino Sinibaldi.

La compagnia Marabutti porta in scena il nuovo spettacolo La patetica. Tre sgangherati movimenti sulle note di Cechov, dal testo inedito di Lorenzo De Liberato, che ne cura anche la regia insieme a Paolo Zaccaria.

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