Raffaella Roversi

Articoli di Raffaella Roversi

Gabriele Lavia torna anche questa stagione al Piccolo proponendo, dal 10 al 21 dicembre, un capolavoro di Ingmar Bergman, "Sinfonia d’autunno", dove il rapporto filiale, il sentimento dell’esclusione e l’incomunicabilità sono i protagonisti cui Anna Maria Guarnieri, vestale altera del tempio dell’anaffettività, e Valeria Milillo danno corpo nei ruoli femminili principali. In scena anche Danilo Nigrelli e Silvia Salvatori.

Sabato, 13 Dicembre 2014 14:33

Servo Per Due - Teatro Manzoni (Milano)

Ogni tanto, si sa, la vita fa strani giri. Figuriamoci poi il teatro. Può succedere così che una commedia nata dalla penna di Goldoni, "Il servitore di due padroni", arrivi nel paese di Shakespeare; là venga rimpastata dal noto commediografo inglese Richard Bean (classe 1956) e, tornata in Italia, sia a sua volta riadattata per una versione “italica”, con tanto di polenta taragna e coniglio brasato, da Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli, che curano la regia, insieme a Marit Nissen e Simonetta Solder. È il caso di "Servo Per Due - One Man, Two Guvnors” di Richard Bean, che accompagna il pubblico del Teatro Manzoni di Milano dal 9 al 31 dicembre, per ridere e brindare insieme al nuovo anno.

Chi ha avuto il piacere di ascoltare le parole di Massimo Recalcati, uno dei principali psicanalisti italiani durante qualche conferenza, lo proverà nuovamente leggendo questo suo libro sul perdono, dalle parole chiare, pacate, capaci come sempre, di accendere piccole luci nel buio di alcuni nostri comportamenti: Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa. Il volume è pubblicato da Raffaello Cortina Editore, che dal 1981 pubblica saggistica di qualità, soprattutto nel settore delle scienze umane, con grande attenzione alle tematiche psicologiche.
Recalcati ci accompagna, sicuro e paterno, nel buio della psiche confrontata con il tradimento, indicandoci quei piccoli sassolini capaci di farci ritrovare un “cammino”, come se fossimo nel bosco fitto di Pollicino.

Domenica, 30 Novembre 2014 20:48

Magazzino 18 - Teatro Carcano (Milano)

Simone Cristicchi narra al Carcano di Milano sino al 7 dicembre, senza letterarietà, le “stragi negate” delle foibe dell’Istria e della Dalmazia, terre italiane, annesse alla Jugoslavia di Tito dopo la guerra. Lo fa in modo duplice, quasi che sul palco ci siano due Cristicchi: il ragionier Persichetti, che racconta in romanesco, con semplicità e intelligenza del cuore, di singole vite, singoli segmenti umani; e l’artista, che con la sua sensibilità arriva ad avere una visione cosmica, oltre l’ideologia, l’appartenenza, il frammento. Ne risulta un grande affresco, un “monologo rituale e corale”. Il rito consente infatti, in assenza di memoria scritta, di trasmettere conoscenza e la coralità di voci aiuta a definire lati oscuri della condizione umana. Un Coro di bambini lo accompagna durante lo spettacolo che definirei “carsico”, come le innumerevoli forme di erosione della terra di cui parla, per la complessità, profondità e molteplicità dei sentimenti che evoca.

Sino al 21 dicembre, al Teatro Franco Parenti di Milano, va in scena "Il Lavoro di Vivere", di Hanoch Levin. Lo spettacolo ha un duplice vantaggio: farci scoprire questo drammaturgo israeliano di grande spessore poco conosciuto in Italia e presentarci un lavoro intenso, dove la compostezza, la pulizia e il rigore della regia di Andrée Ruth Shammah esaltano la recitazione asciutta, divertita e graffiante di Carlo Cecchi in una quotidianità che si fa metafora.

Due generazioni a confronto per raccontare l’Italia di oggi. Il teatro come forma di impegno civile per combattere omertà, silenzio e rimozione imposti dalla cultura mafiosa. Con questo obiettivo il Piccolo Teatro di Milano dedica sei spettacoli e otto incontri al tema della legalità intesa come base necessaria per la tutela dei valori fondamentali, come rifiuto della criminalità organizzata. È in questo contesto che si colloca “Dopo il silenzio”, in scena al Piccolo dal 18 al 23 novembre, un racconto scenico scritto da Francesco Niccolini (insieme a Margherita Rubino), tratto da “Liberi tutti” di Pietro Grasso, ex procuratore nazionale Antimafia e oggi presidente del Senato, con la regia di Alessio Pizzech.

Dal 18 al 30 novembre ritroviamo al Parenti, Filippo Dini (Premio Le Maschere del Teatro per la grande prova teatrale nel "Romeo e Giulietta" di Binasco) e Arianna Scommegna (Premio Lina Volonghi '96, Premio della Critica 2010, Premio Hystrio 2011) in "Il Coraggio di Adele", di Giampiero Rappa (Gloriababbi Teatri) che cura anche la regia. Le scene sono di Barbara Bessi.

Martedì, 18 Novembre 2014 21:14

Aspettando Godot - Teatro Carcano (Milano)

"Aspettando Godot", di Samuel Beckett, è in scena da mercoledì 12 a domenica 23 novembre al Carcano di Milano; è la prima produzione del Centro Produzione D’Arte Contemporanea Teatro Carcano, con la direzione artistica di Sergio Fantoni e Fioravante Cozzaglio. Maurizio Scaparro firma la regia di questo spettacolo centrato sul dramma della solitudine e dell’assenza di senso e speranza nella vita umana. Antonio Salines (Estragone), Luciano Virgilio (Vladimiro), Edoardo Siravo (Pozzo), Enrico Bonavera (Lucky), sono sul palco, a rappresentare la visione dolorosamente pessimistica di Beckett; ma anche a “jouer”, giocare recitando, rappresentando cioè la vita stessa.

Sono stati cinque gli spettacoli a tematica LGBT, proposti dal 6 al 9 novembre all’interno del Festival Illecite Visioni, spazio riservato al teatro omosessuale, promosso dal Teatro Filodrammatici di Milano, in collaborazione con Cig, Centro d’ Iniziativa Gay, sotto la direzione artistica di Mario Cervio Gualersi. Tra questi, in prima nazionale, Le Brugole hanno presentato una loro produzione: "Diario di una donna diversamente etero", con Annagaia Marchioro e Roberta Lidia De Stefano; i testi sono di Giovanna Donini e la regia di Paola Galassi.

Lunedì, 10 Novembre 2014 20:09

Fedra - Teatro Franco Parenti (Milano)

Con Galatea Ranzi, che è Fedra sul palco del Parenti dal 5 al 16 novembre, compiamo un viaggio nel tempo. La drammaturgia di Eva Cantarella e la regia di Consuelo Barilari ci portano a ripercorrere a ritroso, partendo da una Fedra anni ’60, le tappe del suo lungo percorso: dalla penna di Euripide alle contaminazioni dovute al passare dei secoli. Un lungo cammino in cui la donna Fedra si affranca dalla classicità che la vuole sottomessa all’uomo, per cercare la libertà di essere. Passa anche dal cinema, con il film "Phedra" che Jules Dassin, già assistente alla regia dello stesso Hitchcock, gira nel 1961. Ed ora, qui, sul palco del Parenti, liberata dalla schiavitù delle passioni, dal peso delle convenzioni, sceglie di morire di nuovo, non per vergogna, ma per gridare al mondo la sua consapevolezza di donna e il suo diritto di amare al di là dei limiti imposti dalla società benpensante.

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