Raffaella Roversi

Articoli di Raffaella Roversi

"Magazzino 18" è lo spettacolo di Simone Cristicchi sulle “stragi negate” delle foibe nell’Istria e nella Dalmazia, terre italiane passate poi alla Jugoslavia di Tito. "Magazzino 18" è un grande deposito ancora esistente, nel porto vecchio di Trieste, dove si trovano accatastati povere mobilie, materassi, letti, stoviglie, fotografie, semplici giocattoli, lasciati dagli italiani in fuga, costretti ad abbandonare le loro terre, la loro gente, le loro case. A camminarci in mezzo, si sente la presenza delle persone che li hanno posseduti, si inciampa nella loro vita “inciampata” nella Storia. Cristicchi la racconta in una visione cosmica, oltre l’ideologia, l’appartenenza, il frammento. Le emozioni ed i sentimenti regalati dal suo spettacolo ci hanno spinto ad intervistarlo, perché i nostri lettori, che lo hanno apprezzato come artista, conoscano qualcosa in più di lui anche come uomo.

La bellissima Chiesa di San Satiro in Via Torino 17/19 a Milano, in genere non rende disponibili i propri spazi. Se lunedi’ 15 dicembre 2014, Mons. Gianni Zappa, prevosto di San Satiro, lo ha fatto a favore del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, è stato davvero per una congiuntura artisticamente particolare di numeri: i 500 anni dalla morte del Bramante, che partecipò intorno al 1470 alla costruzione della chiesa, infondendovi la sua genialità; i 450 anni, anzi 451 per la precisione, di vita del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, che come Bramante ha contribuito negli anni a dare un’identità a questa città; e i 151 anni del politecnico di Milano, fondato nel 1863.

Martedì, 16 Dicembre 2014 12:31

Il Cappotto - Teatro Carcano (Milano)

Da giovedì 11 a domenica 21 dicembre, al Teatro Carcano di Milano va in scena “Il Cappotto”, tratto da “I racconti di Pietroburgo” di Gogol. Narra le vicende di un umile ed umiliato “copista” della Russia zarista, che vede nel nuovo cappotto il riscatto dei diseredati, la realizzazione del suo desiderio di dignità. Vittorio Franceschi e Alessandro D’Alatri che cura la regia, ne danno una particolare lettura, pacata, composta, talvolta comica, offrendo al pubblico uno spettacolo di teatro classico, di quelli dove ci si orienta subito, ci si sente a proprio agio; ed anche se non ci sono “modernismi” e non “squarcia le coscienze”, si torna a casa portandosi un pezzo di quel cappotto e sentendosi, un po’ tutti, dei vecchi pietroburghesi.

Gabriele Lavia torna anche questa stagione al Piccolo proponendo, dal 10 al 21 dicembre, un capolavoro di Ingmar Bergman, "Sinfonia d’autunno", dove il rapporto filiale, il sentimento dell’esclusione e l’incomunicabilità sono i protagonisti cui Anna Maria Guarnieri, vestale altera del tempio dell’anaffettività, e Valeria Milillo danno corpo nei ruoli femminili principali. In scena anche Danilo Nigrelli e Silvia Salvatori.

Sabato, 13 Dicembre 2014 14:33

Servo Per Due - Teatro Manzoni (Milano)

Ogni tanto, si sa, la vita fa strani giri. Figuriamoci poi il teatro. Può succedere così che una commedia nata dalla penna di Goldoni, "Il servitore di due padroni", arrivi nel paese di Shakespeare; là venga rimpastata dal noto commediografo inglese Richard Bean (classe 1956) e, tornata in Italia, sia a sua volta riadattata per una versione “italica”, con tanto di polenta taragna e coniglio brasato, da Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli, che curano la regia, insieme a Marit Nissen e Simonetta Solder. È il caso di "Servo Per Due - One Man, Two Guvnors” di Richard Bean, che accompagna il pubblico del Teatro Manzoni di Milano dal 9 al 31 dicembre, per ridere e brindare insieme al nuovo anno.

Chi ha avuto il piacere di ascoltare le parole di Massimo Recalcati, uno dei principali psicanalisti italiani durante qualche conferenza, lo proverà nuovamente leggendo questo suo libro sul perdono, dalle parole chiare, pacate, capaci come sempre, di accendere piccole luci nel buio di alcuni nostri comportamenti: Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa. Il volume è pubblicato da Raffaello Cortina Editore, che dal 1981 pubblica saggistica di qualità, soprattutto nel settore delle scienze umane, con grande attenzione alle tematiche psicologiche.
Recalcati ci accompagna, sicuro e paterno, nel buio della psiche confrontata con il tradimento, indicandoci quei piccoli sassolini capaci di farci ritrovare un “cammino”, come se fossimo nel bosco fitto di Pollicino.

Domenica, 30 Novembre 2014 20:48

Magazzino 18 - Teatro Carcano (Milano)

Simone Cristicchi narra al Carcano di Milano sino al 7 dicembre, senza letterarietà, le “stragi negate” delle foibe dell’Istria e della Dalmazia, terre italiane, annesse alla Jugoslavia di Tito dopo la guerra. Lo fa in modo duplice, quasi che sul palco ci siano due Cristicchi: il ragionier Persichetti, che racconta in romanesco, con semplicità e intelligenza del cuore, di singole vite, singoli segmenti umani; e l’artista, che con la sua sensibilità arriva ad avere una visione cosmica, oltre l’ideologia, l’appartenenza, il frammento. Ne risulta un grande affresco, un “monologo rituale e corale”. Il rito consente infatti, in assenza di memoria scritta, di trasmettere conoscenza e la coralità di voci aiuta a definire lati oscuri della condizione umana. Un Coro di bambini lo accompagna durante lo spettacolo che definirei “carsico”, come le innumerevoli forme di erosione della terra di cui parla, per la complessità, profondità e molteplicità dei sentimenti che evoca.

Sino al 21 dicembre, al Teatro Franco Parenti di Milano, va in scena "Il Lavoro di Vivere", di Hanoch Levin. Lo spettacolo ha un duplice vantaggio: farci scoprire questo drammaturgo israeliano di grande spessore poco conosciuto in Italia e presentarci un lavoro intenso, dove la compostezza, la pulizia e il rigore della regia di Andrée Ruth Shammah esaltano la recitazione asciutta, divertita e graffiante di Carlo Cecchi in una quotidianità che si fa metafora.

Due generazioni a confronto per raccontare l’Italia di oggi. Il teatro come forma di impegno civile per combattere omertà, silenzio e rimozione imposti dalla cultura mafiosa. Con questo obiettivo il Piccolo Teatro di Milano dedica sei spettacoli e otto incontri al tema della legalità intesa come base necessaria per la tutela dei valori fondamentali, come rifiuto della criminalità organizzata. È in questo contesto che si colloca “Dopo il silenzio”, in scena al Piccolo dal 18 al 23 novembre, un racconto scenico scritto da Francesco Niccolini (insieme a Margherita Rubino), tratto da “Liberi tutti” di Pietro Grasso, ex procuratore nazionale Antimafia e oggi presidente del Senato, con la regia di Alessio Pizzech.

Dal 18 al 30 novembre ritroviamo al Parenti, Filippo Dini (Premio Le Maschere del Teatro per la grande prova teatrale nel "Romeo e Giulietta" di Binasco) e Arianna Scommegna (Premio Lina Volonghi '96, Premio della Critica 2010, Premio Hystrio 2011) in "Il Coraggio di Adele", di Giampiero Rappa (Gloriababbi Teatri) che cura anche la regia. Le scene sono di Barbara Bessi.

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