Raffaella Roversi

Articoli di Raffaella Roversi

Dal 9 al 13 maggio, al Teatro Franco Parenti, è andato in scena uno spettacolo imperdibile per il raffinato divertimento dello spirito: “Le relazioni pericolose”, dal romanzo epistolare di De Laclos, di fine ‘700. L'elaborazione drammaturgica di Elena Bucci, anche regista, e Marco Sgrosso, entrambi sul palco, restituisce la polifonia dei punti di vista, il respiro e la bellezza lessicale dell'opera. In scena, in costumi d'epoca, anche Gaetano Colella.

Dal 3 al 12 maggio, sul palco del Teatro Franco Parenti di Milano, Sandra Zoccolan porta la trasposizione teatrale del romanzo omonimo di Goliarda Sapienza, attrice e scrittrice siciliana, classe 1924. Pubblicato postumo e dopo diversi rifiuti in Italia, “L'arte della gioia” ha ricevuto i primi riconoscimenti all'estero, specie in Francia. Cosa che dovrebbe far pensare.

Dal 2 al 6 maggio al Piccolo Teatro Studio Melato, a Milano, va in scena “Il cielo non è un fondale” di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, per la prima volta al Piccolo Teatro, insieme a Francesco Alberici e Monica Demuru con la sua bella voce profonda. Il palco è scuro e disadorno, ad eccezione di un vecchio termosifone bianco in ghisa. Sullo sfondo, una parete plumbea mobile.

Dal 18 al 29 aprile, al Teatro Elfo Puccini di Milano, Invisibile Kollettivo propone “L'Avversario”, una lettura scenica fedelissima all'omonimo testo di Emmanuel Carrère. Il romanzo racconta una storia di solitudine, vuoto, menzogna, assenza. É una storia realmente accaduta che l'autore narra dopo essere entrato in relazione col protagonista e aver partecipato ai processi che lo hanno visto condannato per pluriomicidio.

Dal 4 al 15 aprile, al Teatro Franco Parenti di Milano è andato in scena “Maleducazione transiberiana”, un lungo viaggio attraverso la sconfinata terra della pedagogia per l’infanzia, in una società, la nostra, che da un’economia di mercato è passata ad essere una società di mercato. Davide Carnevali firma la drammaturgia e la sua prima regia. Lo spettacolo, dal format originale e divertente, vede in scena tre bravissimi attori: Alberto Onofrietti, Fabrizio Martorelli e Silvia Giulia Mendola. La scena è praticamente vuota ad eccezione di un piccolo tavolo ed un paio di sedie.

“Quando le rose cadranno”, è lo spettacolo andato in scena in data unica giovedì 5 aprile al Teatro Elfo Puccini di Milano, scritto da Fritz Meyer e adattato e diretto da Riccardo Piricò Vaghi. Dai suoi ideatori è stato definito un'Opera Teatrale. In scena più di trenta attori e attrici, che cantano e ballano. Le coreografie sono di Sabrina Pedrazzini.

Sino a venerdì 30 marzo, Valentino Mannias porta in scena al Teatro della Cooperativa di Milano, “Giovanna detta anche Primavera”. Sono racconti, musica e suoni della Sardegna con un testo da lui scritto. In scena, oltre a Mannias, Luca Spanu e Giaime Mannias, attori, musicisti e cantori.

É tornato “Coniglio bianco/Coniglio rosso” al Teatro Filodrammatici di Milano, spettacolo dal format molto particolare. Un attore/attrice può esibirsi un'unica volta, non conosce il testo, legge il copione scritto da Nassim Soleimanpour, segue, improvvisando, le sue indicazioni, interagisce col pubblico. É una performance esperienziale, nel suo duplice significato: prende ogni volta forme diverse plasmate dalla sensibilità attoriale e suscita nel pubblico e nell'interprete sensazioni interiori diverse. Lunedì 26 marzo, sul palcoscenico, c' era Arianna Scommegna.

Dal 28 febbraio all'11 marzo, al Teatro Franco Parenti di Milano, Licia Maglietta porta in scena un monologo da lei scritto e diretto sulla grande età: “Amati enigmi”. É tratto dal libro omonimo della scrittrice e giornalista napoletana Clotilde Marghieri col quale lei vinse nell’estate del 1974, all'età di 77 anni, il Premio Viareggio. La scrittrice si rivolge al suo giovane e seducente interlocutore Jacques (melanconico personaggio shakespeariano di “Come vi piace”) ripercorrendo a ritroso la sua vita ed interrogandosi sulla stessa.

Dal 23 gennaio all' 11 febbraio al Teatro Franco Parenti di Milano, Luca Micheletti e Federica Fracassi proseguono la loro personale esplorazione dell’universo ibseniano, proponendo “Rosmersholm” come un monodramma a due voci secondo l'intuizione di Massimo Castri.

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