Laura Timpanaro

Articoli di Laura Timpanaro

Un ragazzo di diciassette anni non si riconosce nei valori della società in cui vive; la famiglia, la società e la città in cui vive gli appaiono istituzioni ipocrite e prive di senso e per sfuggire ad un destino segnato dall’affanno della ricerca del benessere economico scappa. In realtà si allontana semplicemente e simbolicamente, nascondendosi sui tetti. Finché l’amore non farà capolino, perché è il sentimento più destabilizzante di sempre, anche in alta quota e soprattutto durante l’adolescenza. Questa è la trama di “Non su questa terra”, andato in scena al Pacta dei teatri Salone Dini, scritto da Francesco Errico che ha curato anche la regia e Isabella Perego ed interpretato da Salvatore Aronica e Rossella Guidotti. Particolare cura dei dettagli rivelano la scenografia e i costumi di Francesca Biffi.

«Abbiamo seguito fin dal suo apparire in Italia questo autore schivo - spiegano Elena Bucci e Marco Sgrosso - capace di leggere in profondità le persone e la storia e di registrarne le contraddizioni fino a farle esplodere in tragedia e risate di cuore. Attraverso i suoi testi, pieni di odio e amore per il teatro e per gli attori, abbiamo avuto l'occasione di vedere molti artisti alla prova. Ora tocca a noi saltare». I due artisti delle Belle Bandiere scelgono di affrontare Bernhard partendo dal sinistro e bellissimo testo di Prima della pensione.

In prima assoluta, dal 28 febbraio al 19 marzo, al Teatro Strehler “Bestie di scena”, il ritratto di un’umanità in fuga senza via d’uscita. La prima regia di Emma Dante per il Piccolo Teatro, una coproduzione con Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro Biondo di Palermo e Festival di Avignone. Nel girone dell'inferno un gruppo di anime espia la colpa: camminano in cerchio, avvinghiati gli uni agli altri, nudi, lenti; prigionieri delle convenzioni, dei tic, delle nevrosi collettive, non riescono più a uscire di scena.

Cosa rimane dei classici? Una chiave per interpretare il presente? Una lezione per conoscere il passato e le ragioni dell’animo umano? Suggestioni, lezioni di stile, filosofia? Un classico è tale perché rimane attuale a distanza di secoli ed è capace di generare innumerevoli suggestioni. Di questo sono ben consapevoli Alberto Oliva e Mino Manni, fautori del progetto Prospettiva Dostoevskij, un percorso di avvicinamento teatrale a “Delitto e Castigo” che si snoda attraverso spettacoli, lezioni e conversazioni sul grande classico della letteratura russa. Una di queste tappe è stata la pièce “Il topo del sottosuolo”, spin off tratto dalla seconda parte di “Delitto e Castigo”.

A trent' anni dalla prematura scomparsa di Annibale Ruccello, uno degli autori più innovativi della Nuova Drammaturgia Napoletana, Giuliana De Sio interpreta Adriana, moglie e madre che porta avanti la sua triste esistenza nel caldo asfissiante dell’estate napoletana. “Notturno di donna con ospiti” è una potente commedia dal retrogusto amarissimo, capace di far ridere ed emozionare passando dalla comicità del teatro popolare napoletano, alla black comedy, per approdare alla tragedia contemporanea.

La poesia protagonista a teatro. A ricordarci la potenza drammaturgica del verso poetico è Roberto Latini con il suo progetto sulle “Metamorfosi” di Ovidio, nove episodi in scena al Teatro i di Milano all’interno della rassegna Città Balena. A inaugurare il ciclo delle “Metamorfosi”, l’episodio del “Minotauro” di e con Roberto Latini. A seguire i miti delle “Sirene”, di “Ecuba” e di “Narciso”, ideati, messi in scena e interpretati da Ilaria Drago. Quindi i miti della “Sibilla Cumana” e di “Aracne” (i due cui abbiamo assistito). A chiudere la rassegna, due performance: “Corvo” e “Metamorfosi Scatola nera”, entrambe di e con Latini.

È un giardino illuminato che emana un’aria frizzante quello che Ferdinando Bruni mette in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano, nel nuovo allestimento 2015/2016. Un intenso lucore rivela aspetti inediti di un’opera che la tradizione ci ha abituato a percepire cupa, tradendo forse le intenzioni dello stesso Cechov che la considerava, invece, una commedia. E nella regia di Ferdinando Bruni, che ha curato anche la traduzione dell’opera, con la supervisione di Rosa Molteni Grieco, i toni comici sono ben visibili anche nella sostanziale fedeltà alla storia della decadenza dell’aristocrazia russa.

È passata alla storia del teatro come una delle più candide e tragiche storie d’amore, ha ispirato film, leggende, suggestioni e persino alimentato il turismo a Verona, luogo in cui è ambientata: stiamo parlando di "Romeo e Giulietta", tragedia shakespeariana che Tonio De Nitto ha portato al Teatro Menotti di Milano in una versione inedita e originale.

Dopo i successi de "La Cantatrice Calva", "Il neurone innamorato" e "Il Rompiballe", Stefania Pepe e Roberta Petrozzi hanno portato in scena sul palco di Niguarda il nuovo spettacolo “Non sparate sulla mamma”, di Carlo Terron, per la regia di Marco Rampoldi.

Mercoledì, 27 Gennaio 2016 21:53

Mea Culpa - Teatro della Contraddizione (Milano)

Gli Odemà con "Mea Culpa" portano in scena un groviglio di emozioni affidandosi ad un vasto e colto repertorio letterario, teatrale e cinematografico per svelare con garbo ma senza pietà il buio in cui l’umanità è piombata. Ad accogliere la platea del Teatro della Contraddizione c’è uno strano personaggio: un dio-giudice in gonnella, piccoletto con un paio di scarpe rosse che contrastano con la veste candida e il volto dipinto di bianco. Questa figura grottesca, dopo aver letto qualche passo di una originale genesi conduce il pubblico in sala, dove si assiste ad un prologo narrato da voci registrate che percorrono con toni comico-grotteschi la storia di Caino e Abele.

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