Isabella Polimanti

Articoli di Isabella Polimanti

Dal 12 al 22 dicembre. Il Teatro Sala Uno, così mistico ed essenziale, fa da cornice al nuovo lavoro di Mario Prosperi, un racconto spietato e diretto di una situazione tipicamente, e tristemente, contemporanea. La pressione fiscale, la crisi economica, e la paura di perdere il luogo deputato all’accoglimento di sé e della propria famiglia, la casa, portano alla disperazione. La disperazione conduce all’azione di gesti insani, distruttivi, violenti. E’ in questo clima così atrocemente attuale che si muovono i personaggi di questa commedia, reale e surreale al tempo stesso.

L’iniziativa si preannuncia unica ed imperdibile per i romani amanti del Teatro. Gabriele Lavia incontra Amleto nel “suo” Teatro, l’Argentina, che dirige ormai da tre anni ed il cui mandato scadrà tra qualche giorno: “come lo yogurt”- ironizza -”c’è chi decade, e chi scade… io scado”. Un triennio caratterizzato da scelte artistiche in cui ha saputo consacrare il valore dei testi classici, ha stretto collaborazioni a livello internazionale, ha dato spazio a interessanti performance sperimentali strizzando l’occhio al contemporaneo e portando in scena anche forme teatrali di culture lontane. Grande successo, in apertura di stagione, per il “bunraku”, il teatro giapponese di marionette che durante la conferenza stampa - aperta a tutto il pubblico e non solo ai cosiddetti “addetti ai lavori” - ha definito lui stesso “una delle più grandi emozioni provata a teatro”. In questo scorcio di tempo in cui permane la sua investitura di direttore artistico, apre ai cittadini palchi e platea del prestigioso teatro romano. L’evento è davvero attraente: l’altissimo profilo artistico di un grande Maestro, il suo controverso - ma indiscusso - carisma, si fondono, in uno scenario mozzafiato che emoziona ogni volta, con il racconto minuzioso dell’opera shakespeariana, la partitura drammaturgica che ogni attore sogna di sperimentare: l’Amleto.

Sabato, 30 Novembre 2013 11:41

End of the Rainbow - Teatro Eliseo (Roma)

Dal 26 novembre al 15 dicembre. In scena al Teatro Eliseo di Roma “End of the rainbow”, lo spettacolo reduce da un clamoroso successo internazionale che oggi sbarca in Italia nell’intensa interpretazione di Monica Guerritore nei panni dell’indimenticata diva degli anni ’60 Judy Garland.

Dal 22 al 27 ottobre. Con straripante energia, determinata padronanza della scena, e con grande simpatia e spontaneità, Elda Alvigini porta sul palcoscenico del Teatro Piccolo Eliseo le insicurezze e le fragilità delle donne “over 35”, generazione cresciuta nel clima socio-politico degli anni della ribellione e della contestazione, con un testo-monologo di cui è anche co-autrice insieme a Natascia di Vito e Marco Melloni.

Domenica, 13 Ottobre 2013 15:20

Sogno e son desto - Teatro Sistina (Roma)

Con la nuova direzione artistica di Massimo Romeo Piparo, la stagione del Teatro Sistina - considerato da sempre “tempio” della commedia musicale e teatro d’eccellenza della Capitale - apre i battenti con uno spettacolo che non è ardito definire “elegante”, un recital fatto di musica e parole, uno spettacolo che lascerà un segno indelebile negli annali di questo teatro e soprattutto nell’animo degli spettatori: “Sogno e son desto”, scritto da Massimo Ranieri e Gualtiero Peirce, in scena al Teatro Sistina fino al 20 ottobre.

Mercoledì, 09 Ottobre 2013 20:48

Qui - Teatro Arcobaleno (Roma)

Dalla penna di Michael Frayn, celebre drammaturgo inglese noto soprattutto per quel capolavoro teatrale quale è “Rumori fuori scena”, non poteva che nascere una commedia così ben congegnata, con ritmo dinamico, dialoghi incalzanti, e situazioni esilaranti tipiche dello “humour” inglese. Questo è “Qui”, spettacolo reduce dal debutto all’VIII Festival dell’Incanto e dal clamoroso successo riscosso nell’ambito della rassegna FontanonEstate, che resterà in scena al Teatro Arcobaleno fino al 13 ottobre.

Martedì, 17 Settembre 2013 20:55

Italia mia Italia - Teatro Sala Umberto (Roma)

Dal 12 al 22 settembre. Appare in scena avvolta in un elegante abito verde, il colore della speranza. Il verde della tonalità della nostra bandiera, e i drappeggi delle occasioni solenni. Maddalena Crippa sceglie il sentimento della speranza per raccontare la “sua” Italia. “Italia mia Italia” è il titolo che ha scelto per questo spettacolo estremamente raffinato, un viaggio alla ricerca di un’identità positiva, un percorso del cuore.

Lunedì, 24 Giugno 2013 19:35

I giorni del buio - Teatro Argentina (Roma)

In scena al Teatro Argentina, dal 19 al 23 giugno, gli allievi del terzo anno dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico con lo spettacolo “I giorni del buio”, saggio di diploma della prestigiosa scuola di recitazione diretta da Lorenzo Salveti.

Una locuzione, stampata su una cartolina, da completare: “Per me l’Europa è...”; due città, Modena e Roma; due teatri stabili coinvolti, Ert Emilia Romagna Teatro e Teatro di Roma; settanta partner tra istituzioni culturali, biblioteche, scuole e Università, associazioni, centri anziani; nove attori in scena, gli “Agenti del Ratto”; dieci ospiti, uno per ogni replica; sei cori che si avvicendano nei dieci giorni di replica; un’orchestra di dieci elementi; una squadra di rugby. Sono questi i numeri del progetto ideato e coordinato da Claudio Longhi, “Il Ratto d’Europa”, confluito nello spettacolo di “drammaturgia collettiva”, per la regia dello stesso Longhi, in scena al Teatro Storchi di Modena dal 9 (il debutto è coinciso con il giorno dedicato quest’anno alla Festa dell’Europa 2013) al 19 maggio.

Dal 23 aprile al 12 maggio. Protagonista è il “triangolo”. Ma non quello che Giorgio, maniacale professore di matematica tutto calcoli e misurazioni centimetro alla mano, definirebbe “irregolare” per un metaforico riferimento agli elementi, diversi tra loro (marito, moglie e amante), che lo compongono. Dall’estro fantasioso di Toni Fornari nasce un ben più originale e insolito triangolo che Giorgio, dopo aver accuratamente usato il metro che ha sempre a portata di tasca, definirebbe “equilatero”. Si, perché qui gli elementi che compongono il poligono metaforicamente ricondotto al menàge a tre sono uguali: hanno tutti lo “status” di coniuge.

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