Isabella Polimanti

Articoli di Isabella Polimanti

Mandiamo in pubblicazione la consueta Agenda settimanale con una notizia che ci lascia attoniti, e costretti a depennare - speriamo solo momentaneamente! - gli spettacoli che avrebbero dovuto essere in scena al Teatro dell’Orologio (peraltro tre progetti di assoluto interesse come “Faust Marlowe Burlesque” di Massimo di Michele, “Ophelìa” di Giacomo Sette con la regia di Gianluca Merolli e “Le buone maniere” di Michele Di Vito, diretto e interpretato da Michele Di Giacomo).

La chiusura coatta del Teatro getta un’onda di sconforto e di tristezza su tutti coloro che credono nel valore della cultura, della creatività e dell’arte. Riteniamo di esprimere la massima solidarietà a coloro che sono gli artefici del continuo ed incessante processo di rinnovamento, di ricerca e di sperimentazione teatrale di cui il Teatro dell’Orologio si è reso protagonista nella scena romana. Al di là delle pur rispettabili ragioni che hanno portato al sequestro dei locali - si parla di assenza di uscite di sicurezza, dunque giusto non sottovalutare la questione - auspichiamo che le istituzioni vogliano finalmente assumere responsabilmente iniziative che portino verso una costruttiva evoluzione della faccenda.

Nel frattempo il Direttore del Teatro di Roma Antonio Calbi ha deciso di accogliere negli spazi del Teatro India le compagnie e gli artisti che, in programmazione all’Orologio, si sono visti chiudere improvvisamente la possibilità dell’andata in scena. Un segnale gradito ed apprezzabile contro la rassegnazione all’impoverimento culturale. Il Teatro dell’Orologio, e le straordinarie persone che lo conducono con passione e competenza rendendolo - anche per scelte artistiche - uno degli spazi più vivaci e più innovativi del panorama artistico romano, chiedono una risposta. Alla città e alle forze politiche. Noi di SaltinAria ci uniamo con forza alla loro richiesta, che non può e non deve rimanere inascoltata in una capitale europea che dovrebbe vivere di cultura e sostenerla in ogni modo.

Ci auguriamo che, come auspicato dal direttore Calbi, con l’impegno di tutti ma soprattutto in una prospettiva che guardi “alla creazione di un sistema culturale articolato e dinamico”, le forze politiche assumano gli impegni e impieghino le opportune risorse per una soluzione tempestiva e concretamente favorevole al ripristino delle attività di uno spazio che in pochi anni si è connotato come una realtà di punta del sistema culturale capitolino. Intanto, negli spazi del Teatro India vanno in scena i due spettacoli la cui programmazione è stata così bruscamente interrotta: “Madama Bovary” (andato in scena sabato 18 febbraio) e “Combustibili” (in scena stasera, domenica 19 febbraio, alle ore 20).

Per la programmazione della prossima settimana, ecco a seguire qualche consiglio.

Il Teatro di Roma, nel ricordo di Luca De Filippo scomparso il 27 novembre del 2015, ripropone il suo ultimo successo, uno dei testi più noti della prima drammaturgia eduardiana. L’indimenticabile arte di Luca De Filippo sarà protagonista sul palcoscenico del Teatro Argentina con “Non Ti Pago”, sua ultima memorabile regia.

Al Teatro Ghione sarà in scena un classico della drammaturgia pirandelliana, “Sei Personaggi In Cerca d’Autore”, nell’imperdibile versione adattata e diretta da Daniele Salvo.

Marco Falaguasta, Marco Fiorini e Claudia Campagnola sono i protagonisti, al Teatro Golden, dello spettacolo “Prima di [ri]fare l’amore”, “racconto autobiografico” scritto da Marco Falaguasta e Alessandro Mancini per la regia di Tiziana Foschi.

Continuano, dopo il successo al Teatro Ghione, le repliche di “Certe Notti”. Lo spettacolo di Antonio Grosso diretto da Giuseppe Miale Di Mauro sarà in scena al Teatro Nino Manfedi di Ostia.

Tutti gli spettacoli nel dettaglio della nostra agenda SaltaInTeatro.

Buona visione con SaltinAria!


NON TI PAGO
di Eduardo De Filippo
regia Luca De Filippo

con Gianfelice Imparato (Ferdinando Quagliuolo), Carolina Rosi (Concetta, sua moglie), Carmen Annibale (Stella, loro figlia), Nicola Di Pinto (Aglietiello, uomo di fatica in casa Quagliuolo), Viola Forestiero (Margherita, cameriera), Massimo De Matteo (Mario Bertolini), Paola Fulciniti (Erminia, sua zia), Federica Altamura (Vittorio Frungillo), Andrea Cioffi (Luigi Frungillo), Paola Fulciniti (Carmela, popolana), Gianni Cannavacciuolo (Don Raffaele Console), Giovanni Allocca (Lorenzo Strummillo, avvocato)
scene Gianmaurizio Fercioni - costumi Silvia Polidori
musiche Nicola Piovani - luci Stefano Stacchini
Produzione Elledieffe - La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

Fedele ai tempi e alla scrittura del padre ma capace al contempo di infondere una nuova identità al testo, pur nel solido rispetto della tradizione e in continuità con lo spirito originario, Luca De Filippo lascia in eredità agli spettatori una regia solida, capace di dosare al meglio la risata e l’inquietudine, momenti riflessivi e azione irresistibile. Gianfelice Imparato, che si è formato con Eduardo, si dimostra un sostituto pienamente all’altezza nei panni di Ferdinando Quagliuolo, il surreale gestore di un botteghino del lotto a Napoli. La commedia si sviluppa intorno ai divertenti tentativi di Ferdinando di appropriarsi del biglietto vincente con esasperate contese e grottesche maledizioni, mentre l’impiegato Mario Bertolini, suo futuro genero, colleziona vincite su vincite interpretando i sogni.
Non ti pago è più di uno spettacolo, è un piccolo gioiello pieno di ironia, ritmo e vitalità, un omaggio a Luca, grande attore e regista, a poco più di un anno dalla sua scomparsa. Forse il modo migliore per ricordarlo e per proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale napoletana e italiana.

Scritta nel 1940, la commedia è un perfetto meccanismo comico dove, tra sogni, vincite al lotto, superstizioni e credenze popolari di un’umanità dolente e sfaccendata, si racconta la cruda realtà quotidiana fatta di paure, angosce e miseria, senza rinunciare però alla speranza, all’illusione, all’ingenua attesa di un colpo di fortuna che determini un futuro migliore. Una storia che unisce pensiero ed azione, inquietudine e riso, dinamismo e riflessione, con quella sottile leggerezza tipica delle commedie di Eduardo. Il protagonista è un personaggio ambiguo e surreale, che vive tra sogno e realtà. Gestore di un botteghino del lotto a Napoli è un accanito giocatore eccezionalmente sfortunato. Al contrario un suo impiegato Mario Bertolini, suo futuro genero, interpretando i sogni, colleziona vincite su vincite e addirittura un giorno gli capita di vincere una ricca quaterna di quattro milioni delle vecchie lire datagli in sogno proprio dal defunto padre del suo datore di lavoro. Accecato da una feroce invidia, Don Ferdinando si rifiuta di pagargli la vincita e rivendica il diritto di incassare la somma. Egli sostiene che lo spirito di suo padre avrebbe commesso un involontario scambio di persona recandosi per errore nella vecchia abitazione della famiglia Quagliuolo, dove ora risiede il giovane Bertolini.

Nei panni del protagonista Ferdinando Quagliuolo, Gianfelice Imparato, a cui si affianca una compagnia appassionata e unita intorno a Carolina Rosi, nel ruolo di Concetta, la moglie di Ferdinando, il ritratto di una donna dalle tante e diverse sfumature: inquieta e al tempo stesso concreta. Nel cast anche Nicola Di Pinto (Aglietiello), Massimo De Matteo (Mario Bertolini), Gianni Cannavacciuolo (padre Raffaele), Giovanni Allocca (l’avvocato Strummillo) e Paola Fulciniti (Erminia e Carmela); accanto a loro i giovanissimi Carmen Annibale, Viola Forestiero, Federica Altamura, Andrea Cioffi.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - Roma
Dal 21 febbraio al 5 marzo 2017
Orari spettacolo: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17. Lunedì riposo. Durata spettacolo: 1 ore e 45 minuti più intervallo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


LA DIVINA SARAH
da Memoir di Sarah Bernhardt di John Murrell
adattamento Eric-Emmanuel Schmitt
regia Marco Carniti
con Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci
scene Francesco Scandale
costumi Maria Filippi
musiche Paolo Daniele
produzione Teatro e Società

“La Divina Sarah è un atto d’amore per una diva immortale. Una donna che con la sua arte e le sue stravaganze ha costruito il primo esempio di divismo della storia dello spettacolo al femminile”, racconta Marco Carniti. Una pièce che indaga l’animo di una artista, una vera e propria diva anticonformista, che per prima si impose sulla scena mondiale in abiti maschili. Storia di un mito vivente ripercorso attraverso il segretario-schiavo con il quale si instaura un rapporto sadomasochistico. Un testo sarcastico in cui il comico si alterna al drammatico per ricreare l’immagine di una celebre artista e della sua complessa personalità, svelando l’essenza che si cela dietro la maschera e le ferite che si nascondono dietro ogni arte, e di cui ogni arte si nutre. Con il rapido entrare e uscire dalla finzione teatrale, ne emerge una Sarah Bernhardt completamente messa a nudo, iconica, grottesca, esasperata e disperata di fronte all’inevitabile fine.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
dal 21 al 26 febbraio 2017
orari spettacolo ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net

 

HEINER MÜLLER TRE PAESAGGI
Studi degli allievi del II anno del Corso di Regia

Dal 23 al 26 Febbraio 2017 l´Accademia Nazionale d´Arte Drammatica "Silvio d´Amico" presenta Heiner Müller tre paesaggi, studi ideati e diretti con la guida di Giorgio Barberio Corsetti dagli allievi del II anno del Corso di Regia, Tommaso Capodanno, Paolo Costantini, Marco Fasciana.

La scrittura del grande drammaturgo tedesco del secolo scorso è costantemente in bilico nel fulcro della crisi di un'epoca; racconta la modernità, la desolazione, plasmando la materia mitica e tragica e restituendola in figure dell'esilio del nostro tempo.
Müller osserva il mito di Giasone e Medea e le tragedie shakespeariane di Tito Andronico e di Amleto attraverso le rovine della storia e della nostra contemporaneità mostrandoci dei paesaggi nei quali degli eroi è rimasta solo una ’traccia’, un’orma sulla riva di fiumi e mari devastati e contaminati.
I nostri giovani registi si interrogano sul tempo e sull’arte con lo sguardo inverso dell’Angelo della Storia di Müller, che da un futuro tragico viaggia verso di noi guardando il passato dietro le nostre spalle.’
Giorgio Barberio Corsetti

Il progetto ha coinvolto quattro Corsi dell´Istituzione: gli allievi di Regia, l´intera classe di Recitazione del II anno, gli allievi del Master di Drammaturgia e Sceneggiatura nella funzione di dramaturg e quelli del Master di Critica giornalistica per la comunicazione, e infine otto giovani attori professionisti diplomati in Accademia.
Il laboratorio, durato tre mesi, ha prodotto uno spettacolo itinerante pensato per gli spazi fortemente evocativi di Villa Piccolomini.
L’impegno di Giorgio Barberio Corsetti come maestro delle giovani generazioni di registi, autori e attori dell’Accademia si rinnova ormai da tre anni proponendo ogni volta agli allievi uno studio esaustivo di un autore, da cui trarre poi autonomi progetti di elaborazione scenica: prima Pasolini, poi Kleist, ora Müller. Sono nati così Anatomia Tito Fall of Rome Un commentario shakespeariano, Paesaggio con Argonauti e HamletMaschine, tre diversi studi di altrettante opere dell’autore tedesco.

Anatomia Tito
Fall of Rome
Un commentario shakespeariano
Allievo regista: Marco Fasciana
Durata 35 minuti

Il testo, inedito in Italia, viene per la prima volta messo in scena. Il suo traduttore, Francesco Fiorentino, ha gentilmente concesso i diritti di rappresentazione all’Accademia, prima ancora della prossima pubblicazione.
E’ una riscrittura mülleriana del Tito Andronico di Shakespeare. Nel progetto scenico di Marco Fasciana l’azione si svolge attorno a un muro che diventa, di volta in volta, il luogo in cui Tito macella i suoi nemici o si prende cura della figlia violata e mutilata. Su tutti i personaggi spicca la figura di un clown-narratore che commenta (come recita il titolo) l’opera di Shakespeare, ragionando sulla caduta degli imperi e sul rapporto tra “il primo e il terzo mondo”.

HamletMaschine
Allievo regista: Tommaso Capodanno
Durata 35 minuti

Il pubblico entra in un cabaret anni ’30, dove viene rappresentata, divisa in numeri, tra una canzone e l’altra, come nel più classico varietà, la storia di Amleto o, meglio, dell’attore che lo interpreta.
HamletMaschine è forse il testo più ‘intimo’ di Müller; non solo il titolo reca in maiuscolo le iniziali del suo nome, ma durante il dramma viene strappato un ritratto dell’autore.
La scelta di utilizzare l’ambientazione del cabaret è nata da uno studio sulla figura del clown e del saltimbanco nell’opera del drammaturgo e si collega con l’obbligo, per Amleto, di ripetere ogni volta la sua storia dolorosa ad un pubblico da intrattenere.

Paesaggio con Argonauti
Allievo regista: Paolo Costantini
Durata 30 minuti

Paesaggio con Argonauti è la riscrittura mülleriana del mito di Medea e del viaggio verso la Colchide degli eroi greci guidati da Giasone, così come narrato da Apollonio Rodio.
Il pubblico circonda una vasca quadrata, da cui emergono cumuli di vestiti e argonauti-naufraghi, personaggi persi, senza più patria. Sono, come suggerisce il titolo, solo parte del paesaggio e non più protagonisti, non più eroi.
Il principio drammaturgico che ha guidato la messa in scena è quello dell’ambiente: l’allievo regista ha creato una situazione fatta di acqua e musiche elettroacustiche dal vivo, volte a riprodurre “paesaggi sonori”, in connubio o in contrasto con le azioni e le parole degli attori.

VILLA PICCOLOMINI - Via Aurelia Antica 164, 00165 Roma
dal 23 al 26 Febbraio 2017 ore 20.00

Info e prenotazioni: (Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti) infoline 366 6815543 – attiva dal 16 febbraio – ore 10.30/15.00 (domenica esclusa)
Sito web: www.accademiasilviodamico.it

 


SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
di Luigi Pirandello
con Carlo Valli, Marta Nuti, Selene Gandini, Alberto Mariotti, Giorgia Ferrara, Barbara Begala, Martino Duane, Giuseppe Rispoli, Maria Chiara Centorami, Roberto Mantovani, Germana Di Marino, Francesco Iaia, Alessandro Gorgoni
Scene Fabiana Di Marco – Costumi Daniele Gelsi
Actor Coach Melania Giglio
Adattamento e regia Daniele Salvo

Il mondo di Pirandello è un universo complesso fatto di linguaggi, visioni, sogni, miraggi, allucinazioni.
Nel suo universo il mondo dei vivi e il mondo dei morti si toccano, si sovrappongono, senza alcuna avvertenza.
Questi personaggi in cerca d’autore, figure evanescenti, diafane, sospese sul filo, ripetono all’ infinito, ossessivamente, le proprie brevi ed insignificanti esistenze. Sono funzioni linguistiche, spettri teatrali, vite fittizie.
La scrittura di Pirandello utilizza le armi della Fantasia per trovare nuove prospettive, per scoprire nuovi universi e definire nuove traiettorie. Il tentativo è quello di entrare direttamente nelle menti e nei cuori dei personaggi, nei loro desideri, nei loro affanni, nelle loro ansie e speranze disattese o soddisfatte.
L’equilibrio delicatissimo in cui si muovono tutte le figure del testo, compone un affresco di una potenza espressiva straordinaria….
Un unico raggio di luce cristallina attraversa la scena: è quella l’unica speranza, l’unica possibilità di un futuro luminoso.
Il vero unico luogo reale rimane però la mente umana, analizzata con gli strumenti dell’ironia pirandelliana, un attimo prima di un improbabile risveglio.

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 24 febbraio al 19 marzo 2017
dal martedì al sabato, ore 21.00 domenica ore 17.00 lunedì riposo
Replica per spettatori non vedenti o ipovedenti 5 marzo, ore 17

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


Isa Danieli e Lello Arena in
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di Ruggero Cappuccio
liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare
con
Fabrizio Vona | Renato De Simone | Enzo Mirone
Rossella Pugliese | Antonella Romano
costumi Annamaria Morelli scene Luigi Ferrigno
musiche Massimiliano Sacchi burattini Selvaggia Filippini
regia Claudio Di Palma
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
in collaborazione con Officine Culturali della Regione Lazio Bon Voyage,
Festival Teatrale di Borgio Verezzie Civit’Arte 2015

Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini. I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani. Le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano.
Tra fedeltà ed irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra il “Sogno” per cercare ulteriori rifrangenze all’incanto musicale della lingua shakespeariana. La regia e la scena ne assecondano la lettura trasformandosi, per amplificarne il suono, in una sorta di grande, onirico e vagamente circense carillon. (Claudio Di Palma)

Personaggi e interpreti:
Titania, Isa Danieli
Oberon, Lello Arena
Puck, Fabrizio Vona
Lisandro/Elfo Onorato, Renato De Simone
Demetrio/Elfo Salvatore, Enzo Mirone
Elena/Elfo Annunziata, Rossella Pugliese
Ermia/Elfo Concezione, Antonella Romano

TEATRO SALA UMBERTO Via della Mercede, 50 Roma
dal 21 febbraio al 5 marzo 2017
martedì, giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


LSD edizioni presenta
Lillo & Greg
IL MISTERO DELL'ASSASSINO MISTERIOSO
Di Pasquale Petrolo e Claudio Gregori
Con Vania Della Bidia, Danilo De Santis e Dora Romano
con la partecipazione di Luca Latino
Regia Lillo & Greg
Scene Andrea Simonetti

Lillo & Greg per la prima volta al Teatro Sistina: dal 22 febbraio (e fino al 12 marzo) l’amatissima coppia comica arriva sul palcoscenico dello storico teatro romano con “Il Mistero dell’Assassino Misterioso”, un autentico “cult” del loro straordinario repertorio.

Un castello nella campagna londinese, un misterioso maggiordomo, l’omicidio di un’anziana contessa, un investigatore e gli stravaganti sospettati: ecco gli ingredienti per un perfetto giallo, dai toni brillanti, di chiara matrice anglosassone. 
Il detective Mallory ha riunito nel salone principale del castello i sospetti assassini della Contessa Worthington, ma un inatteso accadimento cambierà le dinamiche dell’indagine, minando esponenzialmente la trama del giallo e scatenando gli egoismi e le meschinità degli altri attori disposti a tutto pur di farsi notare da un produttore televisivo presente in platea.
 I ritmi serrati, le battute oblique, l'onnipresente umorismo di situazione e non ultima la cornice del giallo, rendono la commedia elettrizzante ed esilarante fuor di ogni dubbio.
Nata da un’idea di Greg e scritta a quattro mani con Lillo, "Il Mistero dell’assassino misterioso" è la prima commedia in cui si fa centrale la narrazione metateatrale - tanto cara alla coppia- che svela, scardinandolo con un pizzico di perfidia, il delicato equilibrio su cui vivono alcune compagnie di teatro, ma su cui si fondano anche la maggior parte dei rapporti umani: gelosie, meschinità, invidie, rancori e falsità.
Insieme a Lillo & Greg sul palco anche Vania Della Bidia, Danilo De Santis e Dora Romano. La Regia è di Lillo & Greg. Scene di Andrea Simonetti.


TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
Dal 22 febbraio al 12 marzo 2017
Prezzi Biglietti: Poltronissima €44,00, Poltrona e I Galleria €39,50, Seconda Galleria €34,00, Terza Galleria €27,50
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00, mercoledì 1 marzo ore 17.00, sabato 4 marzo ore 17.00 e ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it

 

CIVICO 15
di Olimpio Pingitore
Con Silvia Cox, Albamarina Dei, Fabrizio Nicoletti, Olimpio Pingitore, Francesca Targa, Gianlorenzo Tennenini.
Regia di Olimpio Pingitore

Una palestra anonima in una anonima città. Una riunione di condominio. Un ascensore da approvare. Sei personaggi insoliti amanti dell’umanità ma intolleranti verso il vicino della porta accanto. Questo lo scenario con cui si apre la divertente commedia “Civico 15” che la Compagnia TramAttori porta in scena al Teatro Trastevere di Roma dal 21 al 26 febbraio con la regia di Olimpio Pingitore.
“Un occasione per rivivere, divertendosi, le dinamiche che tutti noi affrontiamo nelle tanto odiate riunioni condominiali; microcosmi di intrighi, conflitti e pettegolezzi che fotografano vizi e virtù di una piccola comunità. La vita condominiale, si sa, è tutt’altro che semplice, una vera e propria selva intricata di problemi e piccole angherie in cui i condomini litigano, straparlano e quasi mai si ascoltano”
Fin dagli inizi è importante quindi decidere che tipo di relazione volete mantenere con i vostri vicini, se di amicizia o di distaccata cortesia. In ogni caso cercate di applicare il principio di non fare agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi. A chi non è capitato di “affrontare”, armandosi di santa pazienza e di una buona dose di coraggio, un’assemblea condominiale?
“Chi, non si è trovato faccia a faccia con il proprio vicino/nemico o con la vicina/amica e, durante la seduta, riderci, litigarci, soffrirci per poi alla fine sparlare degli assenti? Ebbene, a chiunque non abbia mai avuto la fortuna/sfortuna di parteciparvi, con questa pièce gli verrà restituito uno spaccato di vita reale, per chi invece, ha ripetutamente partecipato a delle assemblee si interrogherà: ma io sono così?”
Evitate di avere dei vicini se volete vivere in pace con loro!

TEATRO TRASTEVERE - via Jacopa de’ Settesoli 3, 00153 Roma
Dal 21 al 26 febbraio 2017
martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.00

Info e prenotazioni: telefono 06-5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


PRIMA DI [RI]FARE L’AMORE
di Marco Falaguasta, Alessandro Mancini
regia di Tiziana Foschi
con Marco Falaguasta, Marco Fiorini e Claudia Campagnola
Produzione LSD EDIZIONI srl

Uno spettacolo che è prima di tutto un racconto autobiografico dove Marco Falaguasta, attraverso il ricordo delle sue tante prime volte che la vita mette di fronte ad ognuno, cercherà il modo di parlare a sua figlia adolescente..
Il pretesto di raccontare una vita per parlare di tante vite: quelle che hanno attraversato gli anni 80-90. Vite segnate da moniti materni “mettiti la canottiera che ti asciuga il sudore”, vite al ritmo del compianto George Michael, Renato Zero, Greese. Di maschere a carnevale ereditate da fratelli, cugini, vicini di casa, di feste dove c’era LEI ma c’era anche il padre che ti apriva la porta: “a ragazzi’ togliti le scarpe che la signora de sotto s’arrabbia”! Vite timide alla ricerca del primo film a luci rosse pagato con i risparmi di una settimana e una volta riusciti ad entrare in sala (c’era chi si disegnava i baffi col pennarello per sembrare maggiorenne), ci si sedeva dietro a quello che fumava di più per respirare il primo fumo passivo... Marco Falaguasta li ricorda bene quegli anni con ironia e passione, ma oggi è chiamato ad affrontare l’unico “prima” che non può controllare: PRIMA DI FARE L'AMORE di una figlia adolescente. Che bagaglio gli hanno dato allora gli anni 80 e 90? Quali parole “giuste” gli avranno forgiato? Insieme a Marco Fiorini e a Claudia Campagnola, cercherà di dare le risposte adeguate.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 Roma
dal 21 febbraio al 19 marzo 2017
Spettacoli dal martedì al sabato ore 21.00 domenica ore 17.00. Lunedì e mercoledì riposo.
Prezzi intero € 26,00 + € 4 di prevendita; ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

Info e Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06.70.49.38.26
Sito web: www.teatrogolden.it


FIGLI DI UN DIO MINORE
di Mark Medoff
traduzione Lorenzo Gioielli
con Giorgio Lupano
e Rita Mazza nel ruolo di Sarah
regia Marco Mattolini

Il viaggio di un dramma romantico che sfida le regole, abbatte le barriere e parla dritto al cuore. Sul palcoscenico Giorgio Lupano interpreta l’insegnante logopedista James Leeds, ruolo già di William Hurt al cinema, un giovane professore dai metodi poco convenzionali che fa breccia nell’istituto per sordi in cui lavora ma si scontra con l’ex allieva Sarah, interpretata dall'attrice sordo-muta Rita Mazza, svelando e cercando di risolvere le incomunicabilità fra due mondi. Per Lupano, già amato dal pubblico per le fiction interpretate in tv e diretto in scena e al cinema da grandi registi come Luca Ronconi o Roberto Andò, l’esperienza di Figli di un Dio minore non è come le altre: “In una carriera teatrale non è semplice trovare uno spettacolo davvero importante e significativo per la vita di un attore: dopo esperienze importante come il debutto con Ronconi, il mio primo lavoro teatrale oltreoceano, la mia prima regia andata in tour per 6 anni, finalmente ora ne ho trovato un altro”, dichiara il protagonista. Un’esperienza tanto incisiva per l’esistenza e la carriera di Lupano, da portare l’attore ad affrontare un anno e mezzo di studio intensivo nell’Istituto Statale dei Sordi di Roma per apprendere la Lingua dei Segni Italiana e imparare a interagire con attori sordi: l’allestimento diretto da Marco Mattolini mescola così in modo del tutto originale la comunicazione orale e quella gestuale, in un incontro di parole e sentimenti che cattura il pubblico e gli attori stessi. “L’integrazione tra sordi e udenti non è solo il punto di partenza della storia, ma anche l’esito dello spettacolo stesso - prosegue Lupano - Recitare con la lingua dei segni coinvolge il pubblico e io stesso sento di andare oltre la verosimiglianza: è verità messa in scena sul palcoscenico, un momento emozionante che arricchisce me e gli spettatori insieme”. Figli di un Dio minore è stato un successo quasi inatteso della scorsa stagione, partito dalla Sala Umberto di Roma: “Molti produttori avevano paura di mettere in scena uno spettacolo di questo tipo, ma dopo aver notato l’afflusso continuo e ripetuto di spettatori la voce si è sparsa velocemente - racconta il protagonista - Io spero di portarlo in scena per molti anni ancora”. Dopo Roma, ''Figli di un Dio minore'' farà tappa anche a Messina (Teatro Vittorio Emanuele, 28 febbraio - 2 marzo), Prato, Pavia, Padova, Teramo e Napoli.

TEATRO TOR BELLA MONACA - via Bruno Cirino | 00133, Roma
dal 24 al 26 febbraio 2017

Info e prenotazioni: tel. 06. 2010579, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sito web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/


EMMA B.
di Enza di Gioi
Regia Sabrina Pariante
Con Eleonora Manara, Gabriele Tuccimei, Tony Caporale, Francesco Laruffa e David Mastinu
Costumi Antonio Ventura
Scenografie Antonio Bonaviri

Emma B., scritto da Enza Li Gioi e diretto da Sabrina Pariante, debutterà al Teatro lo Spazio dal 28 febbraio al 5 marzo 2017.
Lo spettacolo, trasposizione in chiave moderna di Madame Bovary, è ambientato in Francia ai giorni nostri.
La protagonista, una donna viziata ed egoista che si crogiola nel suo disagio, è vittima delle sue stesse frustrazioni: priva di ambizioni e al tempo stesso superficiale e frivola, le basta un complimento per divenire lasciva.
L’unico ruolo che sembra calzarle a pennello, e in cui riesce a dare il meglio di sé, è quello della seduttrice “istintiva” e sentimentale: Emma B. vi si immerge calandosi completamente nella “parte”.
La chiave ironica e dissacrante che ci fornisce l’autrice ci fa entrare in empatia con i suoi goffi tentativi di seduzione: il suo, infatti, pur mettendola a nudo totalmente, è un occhio benevolo che permette allo spettatore di immedesimarsi con lei, sebbene, con la sua impacciata seduttività, possa risultare a tratti patetica.
In scena Eleonora Manara, Gabriele Tuccimei, Tony Caporale, Francesco Laruffa e David Mastinu.
La direzione artistica è di Mariaelena Masetti Zannini.

TEATRO LO SPAZIO - Via Locri,42 Roma,
dal 28 febbraio al 5 marzo 2017
Costo biglietto: 12 euro +( 3 euro tessera)
Ridotto: 9 euro +( 3 tessera)

Info e prenotazioni: Tel. 06 77076486, 06 77204149 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it


MOZZA
di e con Claudia Gusmano
aiuto regia Laura Palmeri
musiche Ermanno Dodaro
scenografia Martina Picchioni, Letizia Cascialli
luci Michelangelo Vitullo
audio Ottavio Ciacchella
organizzazione Antonella Campanelli

Vincitore al Roma Fringe Festival 2016 dei premi “Miglior Drammaturgia”, “Miglior attrice” e “Fringers to fringers”, torna in scena al Teatro Studio Uno dal 23 al 26 febbraio “Mozza”, monologo scritto, diretto ed interpretato da Claudia Gusmano che racconta con poesia e delicatezza la storia di una giovane donna e del suo bisogno di libertà.
Mozza è una donna appena affacciata alla vita, con il desiderio profondo di voler far suo quel mare che ha accompagnato tutta la sua infanzia e che ora è diventato la sua culla morbida, necessaria, comoda a volte forse anche troppo, una donna in mare sulla prua di un peschereccio, lì da tempo e per scelta. La sua infanzia è trascorsa mano nella mano con il nonno, unico vero uomo di mare della sua famiglia, uno che il mare “ce l’aveva dentro” perché lo aveva bevuto tutto durante la sua vita e lo aveva conservato, con orgoglio, goccia dopo goccia nel suo stomaco abbastanza largo da poterlo contenere.
Il mare e il vento sono le sue radici, il tronco il suo peschereccio, i rami la sua voglia di vivere in solitudine lontano dalle voci soffocanti degli abitanti della terra che la reputano “troppo bianca e troppo sicca”. Il desiderio profondo di libertà, ereditato dal nonno capitano di un peschereccio, può essere realizzato solo in quel mare infinito che aveva vissuto con lui da bambina.
E se grazie ad un dialogo a volte rabbioso, altre volte liberatorio con un gabbiano si perdesse? “Né troppo vicino né troppo lontano” bisogna stare dalle cose che ci fanno paura, per questo bisogna avere un timone che lei, appena salita a bordo, scopre di non avere.
E se in quel perdersi scoprisse che anche il mare è finito? E che dove finisce lui inizia la terra? La stessa che le provocava un tempo vomito, nausea e spossatezza adesso si palesa come la parte mancante per la sua “interezza”.
Intimo, denso e appassionato, “Mozza” racconta di acqua troppo salata da bere e di terra troppo pesante da sorreggere, di una donna marinaia per desiderio ma come spesso accade “mozzata” per volontà. Un universo sospeso nel tempo e nello spazio che riporta sul palco il profumo di salsedine, la brezza marina e i colori di una Sicilia arcaica dove a vincere è il bisogno irrinunciabile e necessario di essere se stessi.

TEATRO STUDIO UNO Sala Specchi - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
dal 23 al 26 febbraio 2017
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita - Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Per info: 3494356219- 3298027943 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


Laros - #MaiNaGioia Spettacoli - Matteo Fiocco presentano
LA SCALA
di Giuseppe Manfridi
con
Andrea Dianetti (Niccolò), Barbara Clara (Elvi),
Gabriele Carbotti (Mirko), Marina Marchione (Miriam),
Fabrizio D’Alessio (Corrado), Samantha Fantauzzi (Terry)
Costumi Marco Della Vecchia – Scene Augusto Sandri
Regia Michele La Ginestra

Dal 21 febbraio al 12 marzo 2017 tutti pronti a salire su “La scala”, la freschissima commedia di Giuseppe Manfridi diretta da Michele La Ginestra.
"La scala" è un vero e proprio duello a sei, dal ritmo serratissimo, che si consuma durante un cocktail organizzato per festeggiare la ristrutturazione di un seminterrato al Nuovo Salario di cui hanno da poco preso possesso Mirko e Miriam, interpretati da Gabriele Carbotti e Marina Marchione. Con loro, una coppia di vecchi amici, Corrado e Terry (Fabrizio D’Alessio e Samantha Fantauzzi) e un’altra coppia da poco conosciuta Niccolò (interpretato da Andrea Dianetti dal cast di Amici) ed Elvi (Barbara Clara) che abita nello stesso palazzo. Fiore all’occhiello dell’approssimativo restyling, una scala che collega direttamente il seminterrato col marciapiede di fuori. Un estroso escamotage ideato per evitare, a chi debba entrare e uscire, complicati giri nel cortile esterno.
Le tre coppie si comportano come se stessero a un ricevimento della regina Elisabetta: complimenti mirabolanti, mondanità al limite dell'enfasi, smancerie esagerate, finché una piccola scintilla incendia una polveriera di emozioni represse, offese e malintesi che risvegliano vecchi scheletri tenuti nascosti nell'armadio, antichi rancori che colgono l'occasione per riemergere e colpire duro.
E sarà la scala a svolgere un ruolo determinante in questa guerra senza esclusione di colpi. La scala come simbolo, la scala come elemento architettonico, la scala come collegamento fra i piani bassi e i piani alti, insomma una vera e propria protagonista illuminata dalla pirotecnia dei dissapori umani.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) Roma
Dal 21 febbraio al 12 marzo 2017
Biglietti: Platea 22€ - Galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni : 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


GIUSEPPE VERDI A NAPOLI
di Antonio Tarantino
drammaturgia musicale Azio Corghi
con Carlo di Maio, Paolo Giovannucci, Fabrizio Parenti, Giulia Valenti
coreografie di Valentina Carpitella
scene e costumi Roberto Crea
direzione musicale Enrico Arias
sarto Marco Gioacchini PER H2OPERA
progetto visivo locandina Chiara Coccorese
regia Sandra De Falco
produzione La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello Roma, Altre Conversazioni

"Vediamo di capirci."
Che in fondo non è difficile.
Basta avere la stessa idea,
perseguirla fino a raggiungere "ciò che si era divisato di fare".
La rivoluzione. Sandra De Falco

Giuseppe Verdi è certamente stato in più occasioni a Napoli. Ed è altrettanto certo che abbia fatto visita al suo librettista Salvatore Cammarano. Esiste un carteggio tra i due, tuttavia noi per scrivere questa commedia abbiamo dovuto immaginare un dialogo tra un musicista ricco e famoso e un poeta povero. Da una parte vi è convenienza reciproca e dall'altra c'è la gerarchia. A mediare tra i due personaggi c'è Caterina: donna del popolo priva di timori reverenziali e dai modi spicci, essa riesce a conciliare amicizia convenienza rispetto e gerarchia in un crescendo di parole che esprimono un'umanità che sempre dovrebbe governare le nostre intezioni. Antonio Tarantino.

Inoltre alla fine dello spettacolo giovedì 23 febbraio a partire dalle h 22,30 circa seguirà a ingresso libero, la Presentazione del libro Giuseppe Verdi a Napoli (Cue Press, Imola, 2017) inedito di Antonio Tarantino, a cura di Sandra de Falco e Renzo Francabandera.

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
dal 23 al 26 febbraio 2017
dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5898031
Sito web: www.teatrovascello.it


PER SEMPRE MALGRADO TUTTO
di Pino Insegno e Alessia Navarro
Con Pino Insegno e Alessia Navarro
regia Alessandro Prete
Musiche di Stefano Mainetti
aiuto regia Valentina Morgia
disegno luci Marco Laudando
tecnico del suono Tiziano Stampete
scenografia Sara Santucci
amministratore Antonio Cocciardi
foto Azzurra Primavera

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla vostra storia d'amore e non avete mai osato chiedere.
In un atto unico di settanta minuti il pubblico si rispecchierà in questa coppia che attraverserà tutte le emozioni tipiche di una vita insieme.
“Il tutto potrebbe riassumersi come se fosse una ricetta gastronomica” spiega l'attore “la preparazione di questa pietanza, molto saporita e gustosa, che chiameremo AMORE IN AGRO DOLCE, avviene in più tempi: prima i protagonisti vengono cotti sul fuoco della Passione, per poi essere messi in forno con una spennellata di Odio, quanto basta per far raggiungere ai due una leggera crosticina croccante di Incomunicabilità.
La Coppia avvolta da una deliziosa pellicola dorata, risulta tenera e succosa e viene servita con un sughetto realizzato da porte sbattute in faccia, amalgamate da grosse quantità di sorrisi. Buon appetito e soprattutto buon divertimento!”

TEATRO MARCONI - viale Guglielmo Marconi 698e - Roma
dal 21 al 26 febbraio 2017
dal martedì al sabato ore 21.00
mercoledì e domenica ore 17.30
Biglietti: Intero 24€, Ridotto 20€, Under 25 8€

Info e prenotazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel 06 59.43.544
Sito web: www.teatromarconi.it


COLETTE, UNA DONNA STRAORDINARIA
Di Catherine Spaak e Marzia G. Lea Pacella
Con Catherine Spaak, Alessio Di Clemente, Carola Stagnaro
Regia Maurizio Panici

Colette (1873-1954) è stata una delle scrittrici francesi più celebri e ammirate del suo tempo. Autrice di numerosi romanzi e novelle di enorme successo mentre era in vita, è stata membro dell’ Academie française conquistando un posto d’onore nella letteratura del suo paese, cosa piuttosto rara all’epoca per una donna. E’ nota per essere stata estremamente anticonformista, addirittura scandalosa non soltanto per la sua versatilità, per i suoi comportamenti e i suoi amori, ma anche per le numerose attività che svolse quale mimo, clown circense, redattrice di giornali scandalistici, conferenziera ed estetista. Ebbe tre mariti e molti amanti oltre a relazioni sentimentali con diverse donne, suscitando in tal modo curiosità e scalpore e divenendo una vera e propria leggenda. Fu, tuttavia, la scrittura a fare di lei un’autrice indimenticabile.
“Colette, una donna straordinaria” è un progetto che vuole raccontare la sua storia di donna e di artista stravagante attraverso gli uomini che più hanno contato per lei. Non un monologo quindi ma duetti recitati con un protagonista maschile che dovrà interpretare gli uomini più importanti della sua vita. Si metteranno in scena così i periodi più divertenti e significativi della sua esistenza assistendo ai suo vari trasformismi”.(Catherine Spaak)
“Colette è una delle figure più affascinanti del tempo in cui l’emancipazione era accompagnata dal grande fermento culturale. Fu soprattutto figura emblematica e scandalosa, una icona che accompagnerà la società francese nel passaggio al XX° secolo, con la sua presenza vivace e innovativa diventò lo specchio di un bisogno inesauribile di libertà di espressione e volontà di cambiamento. Sullo sfondo la Grande guerra, i salotti letterari e i grandi personaggi di una città vivace come Parigi. Uno spettacolo sorprendente come sorprendente è stata la sua persona.”(Maurizio Panici)

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
da giovedì 16 a domenica 26 febbraio 2017
Ingresso: Platea € 27,00 Galleria € 22,00

Info e prenotazioni: tel. 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


YVES MONTAND - UN ITALIANO A PARIGI
recital in due tempi con quartetto, pianoforte, contrabasso, batteria e sax/ contralto
di e con Gennaro Cannavacciuolo
Pianoforte: Dario Pierini - Clarino-sax: Andrea Tardioli - Contrabasso: Flavia Ostini - Batteria: Antonio Donatone
Regia: Gennaro Cannavacciuolo
Aiuto regia: Valeria D’Orazio - Coreografie : Roberto Croce - Scene: Eva Sgrò - Luci: Michele Lavanga - Foto: Marco Salvadori - Fonica: Alfonso D’Emilio
Voci registrate: Patrizia Loreti e Marco Mete - Arrangiamenti: Dario Pierini e Andrea Tardioli - Produzione: Elsinor, Milano

Spettacolo voluto e co-finanziato dal Comune di Monsummano Terme (luogo natio di Yves Montand), nonché sostenuto alla vedova del grande artista, la Sig.ra Carol Amiel, si presenta come un “docu-recital”: partendo dagli albori toscani di Yves Montand, si arriva ai trionfi parigini, una vita lunga 70 anni (1921- 1991). Tutto questo e molto altro è “Yves Montand - Un Italiano A Parigi”, scritto, diretto ed interpretato da un sublime Gennaro Cannavacciuolo. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro della cometa dal 22 febbraio al 19 marzo.

Le canzoni più significative dell’artista scandiscono le fasi salienti della sua vita e carriera, costellata da straordinari successi e da importanti impegni politici. Canzoni che hanno fatto storia: Les feuilles mortes, A Paris, Sur le ciel de Paris, C’est si bon, A bicyclette, C’est à l’aube, Jesuis venu à pied, Bella ciao, Mon manège à moi e Paris canaille….
La narrazione è di tipo cronologico e presenta, attraverso le canzoni, i momenti più rilevanti che hanno caratterizzato la vita fuori dal comune di Montand, all’anagrafe Ivo Livi: - Gli esordi: figlio di immigrati poveri, manovale instancabile dall’età di 12 anni che scopre il tuo talento, lo coltiva di notte lavorando di giorno. Inizia nei teatrini della periferia di Marsiglia sino ad approdare all’Olympia di Parigi e successivamente al Metropolitan di New York; - L’amore, ovvero gli incontri sentimentali della sua vita: Edith Piaf, Simone Signoret che sposerà nel 1951 ed a cui resterà legato per 35 anni, Marylin Monroe e Carole Amiel che sposerà e la quale gli regalerà la gioia della paternità; - Il cinema: il periodo di Hollywood, l’incontro con Costa-Gavras;
- Gli incontri con grandi uomini di cultura e politici; Prévert, Picasso, Apollinaire, Kruscev, Kennedy, Tito e Mitterrand.
Di stampo classico e di grande eleganza, la struttura del recital è quella del teatro-canzone dove brevi monologhi, aneddoti, curiosità e note importanti che raccontano la vita di Montand ne introducono le canzoni, il tutto corredato da interessanti effetti-luce. Oltre al pianoforte, Gennaro Cannavacciuolo è accompagnato dalla batteria, dal contrabasso e dal sax-clarino che, in alcuni momenti di grande suggestione, proporrà degli assoli con ritmi swing. Di grande impatto la proposta di tre numeri danzati con le claquette; Fred Astaire è stato un mito per Montand il quale emulava il ballerino americano e creerà il famoso numero Le garçon dansant. La scenografia si ispira a quanto inventò Montand negli anni ’50: l’orchestra sul fondo del palcoscenico, in posizione centrale, nascosta da un velatino verde che attraverso un gioco di luci, a seconda delle esigenze, evidenzierà in musicisti e non solo…

Il ricavato dello spettacolo di sabato 4 marzo, ore 21h00, verrà devoluto ai terremotati di Amatrice, tramite le associazioni sostenitrici, Lions Club Roma Nomentanum e Internationl Women’s Club of Rome.

Gennaro Cannavacciuolo, attore e cantante, ha calcato le scene dei teatri più importanti di Italia ed è stato protagonista di pièces, music-hall e commedie musical che hanno fatto storia. Da un decennio ormai, si è cimentato con successo nel teatro-canzone, proponendo dei suoi recital da one-man-show. Tra le sue ultime creazioni spiccano, per attinenza a questo recital, gli spettacoli
monografici Milly – ritratto di una diva tra guerre, prìncipi, pop e variété e, soprattutto, Volare – omaggio a Domenico Modugno, il quale totalizzerà quest’anno 400 repliche dal 2010. Vi è quindi una logica di continuità nel lavoro di ricerca artistica sul personaggio di Yves Montand che Cannavacciuolo, da anni, ha sempre sentito particolarmente vicino a se, così come sentiva Domenico Modugno e Milly (Carla Mignone). Non sarà forse casuale se, proprio come Montand, Cannavacciuolo è attore e cantante, se danza con le claquette e se è, anch’egli, è reduce da difficilissimi esordi, proveniente da un paesino del sud.
Un’affinità artistica che Cannavacciuolo ha approfondito già da tempo, leggendo le biografie di Montand, studiando il suo percorso canoro, attoriale e di vita ed imparando le sue canzoni, sino al desiderio di creare un recital sul grande artista.
Il dato positivo è che tale desiderio derivante da una mera “affinità elettiva”, artistica, ben si sposa con la ricchezza e complessità della vita di Montand permettendo la messa in scena di uno spettacolo di sicuro interesse.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
dal 22 febbraio al 19 marzo 2017
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: Tel. 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


IL PELLICANO
di August Strindberg
traduzione di Franco Perrelli
regia di Walter Pagliaro
scene e costumi di Luigi Perego
con Micaela Esdra, Fabrizio Amicucci, Marina Locchi
Associazione Culturale Gianni Santuccio
in collaborazione con Teatro Stabile dell’Abruzzo

Il Pellicano è un dramma da camera: scritto nel 1907, è la quarta composizione per l’ “Intima teatern” di Stoccolma dove venne rappresentato per la prima volta. Il simbolo del pellicano, l’animale che pur di nutrire i suoi figli, si priverebbe del proprio sangue, è usato con tecnica antifrastica, per raccontare la natura di una madre che invece beve il sangue dei suoi figli, come un vampiro. Una famiglia si risveglia all’indomani della morte del padre e gli equilibri che l’avevano malamente tenuta insieme nel passato, si rompono: la madre vive nella vanità della sua giovinezza svanita, i suoi figli cercano di ricostruire la loro difficile infanzia, mentre suo genero tenta di impossessarsi del dominio della casa. Il dramma, di eccezionale forza e bellezza, rimanda continuamente a miti famosi: Medea che ammazza i suoi figli e soprattutto Amleto. I quattro personaggi sono gli stessi che si scontrano nella tragedia di Shakespeare: la madre (la regina Gertrude/ Elisa), il figlio (Amleto/Friedrick), la figlia (Ofelia/Gerda), e il genero (re Claudio/Axel), senza dimenticare il fantasma del padre di Amleto, identificato in quella sedia a dondolo che ogni tanto oscilla, come per magia. Il primo titolo di questo dramma era “I sonnambuli”; in effetti sul palcoscenico sembrano muoversi figure avvolte nel sonno o nella morte. Nell’ultima battuta, il figlio fa esplicito riferimento ai bianchi battelli che salpavano per l’isola dei morti: “…ricordi quando andavamo giù ai bianchi battelli e li accarezzavamo?”. Forse l’enigma del dramma di Strindberg si annida proprio in quell’ultima battuta:“… Gerda affrettati, la campanella di bordo è suonata, la mamma sta seduta nel salone di prua, no, lei non è con noi, povera mamma! È rimasta a riva? Dov’è? Non la vedo… e senza la mamma non è divertente. Eccola che arriva! Ora cominciano le vacanze!”.
Walter Pagliaro

TEATRO PALLADIUM - Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma
Dal 21 al 26 febbrazio 2017

Info e prenotazioni Tel: 06 5733 2772, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://teatropalladium.uniroma3.it

 

IL COMPLESSO DI ANTIGONE
Scritto e diretto da Johannes Bramante
Interpreti: Francesca Accardi e Sarah Nicolucci
Scene e costumi Kai Raffael

Al Teatro dei Conciatori, 21 al 26 febbraio, Francesca Accardi e Sarah Nicolucci saranno le protagoniste di IL COMPLESSO DI ANTIGONE, scritto e diretto da Johannes Bramante.
Il testo, inedito, di Johannes Bramante esplora la notte che precedette la fatidica decisione di Antigone (Francesca Accardi) e della sorella minore Ismene (Sarah Nicolucci) in relazione al duello mortale dei loro fratelli Eteocle e Polinice, durante la guerra dei Sette contro Tebe, come è raccontata nelle tragedie di Eschilo e Sofocle.
Nella drammaturgia di Johannes Bramante le figure di Antigone e Ismene sono trasportate in un presente mondano. Le due sorelle agiscono nella quotidianità di ragazze privilegiate del XXI secolo: sarà la scelta del loro fratello Polinice di combattere quello stesso sistema di valori a scuotere profondamente le loro convinzioni e sicurezze. Infatti, si troveranno a dover reagire di fronte alla decisione fatale di Polinice che abbandona la “città di Tebe” con le sue convenzioni e si associa ai gruppi terroristici che minano la cultura del mondo occidentale a cui le figure tragiche di Antigone e Ismene appartengono. Il dilemma di Antigone, nel passato come oggi, sarà se restare fedele alle leggi della cultura alla quale appartiene o di abbracciare la memoria del fratello anche nell'estrema scelta, nemica di ogni sistema familiare.
Lo spettacolo si articola in tre atti, di cui il primo e il terzo sono finestre sulla vita dinamica e moderna di due ragazze costrette anzitempo a prendere decisioni dolorose davanti all'amato Polinice che sposa ideali fanatici e violenti; mentre il secondo atto, quasi un intermezzo, è uno squarcio elegiaco in cui gli stessi personaggi vivono visionariamente la natura più profonda della scelta stessa e della responsabilità che essa comporta, soprattutto in tempi estremi in cui il gioco delle parti si offusca e il bene e il male non sono così facilmente individuabili come a prima vista appare.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori 5, 00154 Roma
dal 21 al 26 febbraio 2017
Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00
RIDUZIONI PER I LETTORI DI SALTINARIA

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 06-45448982 – 06-45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it

 

MAESTRI DI SCACCHI
Regia: Alessandro Carvaruso
Aiuto regia: Enzo Avagliano
Musiche originali: Francesco Perri
Scene e Costumi: Violetta Canitano e Andreina Cortellesi
Disegno luci: Marcello Vanni
Fotografia: Violetta Canitano

con:
PATRIZIA CASAGRANDE – REGINA BIANCA
FERNANDO GATTA – TORRE BIANCA
FRANCESCO CASTIGLIONE – ALFIERE BIANCO
FRANCESCA VERRELLI – CAVALLO BIANCO
VALERIA ZAZZARETTA – PEDONE BIANCO
ALESSANDRA MANCIANTI – REGINA NERA
FRANCESCA DEL VICARIO – TORRE NERA
ANDREA RETTAGLIATI – ALFIERE NERO
SIMONA DI BELLA – CAVALLO NERO
ENZO AVAGLIANO – PEDONE NERO

Ritorna “Maestri di scacchi”, la straordinaria partita messa in scena dalla Compagnia Andrea Bissau. Un atto unico travolgente in un crescendo di emozioni e colpi di scena.

Una scacchiera al centro del palcoscenico che traccia un confine ed è allo stesso tempo perimetro d’azione e prigione per i protagonisti.
Dieci attori che rappresentano dieci pezzi, cinque bianchi e cinque neri, prendono posizione in una sospensione carica di tensione ed attesa. Tra versi primordiali e urla di incitamento, come guerrieri di altri tempi, danno il via ad una memorabile partita.
Si apre così uno spettacolo innovativo e suggestivo, un atto unico che coinvolge sapientemente lo spettatore dall’inizio alla fine.

Maestri di Scacchi vuole rappresentare la metafora della vita, intesa come una sola partita in cui si è costretti a dare il massimo ed in cui ogni mossa può essere risolutiva o fatale.
Sulla scacchiera si sfidano gli ultimi pezzi rimasti in gioco, elementi di due armate che si contendono la vittoria. Unico vero obiettivo, infatti, è conquistare uno spazio all’interno di una vita che ricompensa solo chi è disposto a combattere e a lottare per raggiungere i propri obiettivi.
Ognuno sembra avere una sola opportunità decisa da chi comanda il gioco. E' la scelta che fa la differenza ed il rispetto delle norme è un elemento imprescindibile per il raggiungimento della vittoria. Una voce fuori campo annuncia le mosse da compiere; alcuni pezzi vogliono sottrarsi, altri ragionano sulle opportunità di un percorso alternativo infrangendo le regole.
Avvincenti alcuni dialoghi tra pezzi di diverso colore; alcuni esprimono, oltre ai sentimenti, anche la loro idea di strategia, dando consigli al loro superiore, la forte e potente Regina.
Recitazione, tecnica corporea e movimenti scenici perfetti si fondono in una partita avvincente, diretta abilmente da Alessandro Carvaruso, che in un crescendo di emozioni e colpi di scena conduce ad un finale imprevedibile.

Solo alla fine si capirà il messaggio profondo che il testo di Alessandro Carvaruso e Giuseppe Renzo vuole trasmettere. Uno spettacolo che lascia allo spettatore la possibilità di una lettura personalizzata; Maestri di Scacchi rappresenta, infatti, un viaggio individuale alla riscoperta dei valori umani e sociali da interpretare anche alla luce del proprio vissuto.

Una compagnia nata intorno ad un progetto; è questo il caso singolare della Compagnia Andrea Bissau, nata nella primavera del 2013 proprio per portare in scena Maestri di scacchi.
Dieci giovani attori professionisti, capitanati dal regista e co-autore Alessandro Carvaruso, si sono innamorati del testo ed hanno deciso di autoprodurlo.
L'incredibile complicità fra gli attori, la perfezione dei movimenti scenici insieme all’amore viscerale per questo spettacolo sono gli ingredienti del successo di un piccolo progetto indipendente, che ha attirato spontaneamente, durante le stagioni 2014-2016, l’attenzione e l’affetto del pubblico.
Questa nuova edizione dello spettacolo è ancora più coinvolgente anche grazie alla tensione trasmessa dalle musiche composte dal grande Maestro Francesco Perri, ai surreali costumi di Violetta Canitano e Andreina Cortellesi ed al suggestivo disegno luci di Marcello Vanni.

Quest’anno la compagnia si rinnova grazie all’ingresso di tre nuove attrici Simona Di Bella, Francesca Verrelli e Valeria Zazzaretta che si integrano perfettamente nella precedente formazione costituita da Enzo Avagliano, Patrizia Casagrande, Francesco Castiglione, Francesca Del Vicario, Fernando Gatta, Alessandra Mancianti e Andrea Rettagliati.


TEATRO HAMLET - Via Alberto da Giussano 13, Roma
Dal 24 al 26 febbraio 2017
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17
Biglietti: € 13 intero + € 2 tessera associativa, € 10 ridotto + € 2 tessera associativa

Info e prenotazioni: telefono 06 94842463 - 333 4313086, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrohamlet.it


MUMBLE MUMBLE…
OVVERO CONFESSIONI DI UN ORFANO D’ARTE
"Narrazione impudica di due funerali ...e mezzo"
di Emanuele SALCE e Andrea PERGOLARI
con Emanuele SALCE e Paolo GIOMMARELLI
Regia Timothy Jomm
Distribuzione Altra Scena
Foto Di Scena Dania Martino
Costumi Giulia Elettra Francioni
Grafica E Materiali Compagnia Della Corte
Produzione Stardust Srl

Dopo oltre duecento repliche e sei anni di applausi e apprezzamenti dalla critica nazionale torna sul palco che lo ha visto debuttare Mumble Mumble - Confessioni di un orfano d'arte, racconto ironico, dissacrante, intimo e coraggioso di Emanuele Salce. Dal 21 al 26 febbraio lo spettacolo è in scena al Teatro Cometa Off per narrare impudicamente le vicende di due funerali e mezzo (e le gesta dei protagonisti che in quei giorni si distinsero...).
Nel primo racconto si narra il giorno del funerale di suo padre Luciano, quando aveva poco più di vent'anni e, reduce da una nottata di eccessi etilici, si trovò a dover gestire da solo l'accadimento affrontando, nelle condizioni peggiori, una realtà a lui sconosciuta ed assai scomoda fra para-parenti a caccia di lascito, addetti alle onoranze funebri che lo inseguivano con cataloghi di bare e la ragazza per cui spasimava che non gli si concedeva.
Nel secondo, si rivive il giorno della scomparsa di Vittorio Gassman, marito di sua madre, episodio vissuto da trentenne più lucido e consapevole, in cui si assiste ad un vero e proprio Carnevale del sacro e del profano, fra autorità politiche improbabili e presenzialisti d'ogni risma, dolori veri e presunti, per concludere il tutto con la semifinale degli Europei del 2000 Olanda - Italia con scene da stadio.
Nel terzo (metaforicamente) il suo: vissuto attraverso l'incontro con una bionda australiana e una défaillance occorsagli in un museo di Sydney, con un finale in crescendo, fino a giungere ad una vera e propria liberazione non solo simbolica.
A fare da contraltare in scena lo spettatore-regista Paolo Giommarelli, ora complice, ora provocatore della confessione, passando con candida disinvoltura da Achille Campanile a Petrarca fino ad un para-trattato di gastroenterologia.
Il racconto conclusivo dello spettacolo, scritto insieme ad Andrea Pergolari, narra dell'incontro tra il protagonista e una bionda australiana, seguito da un'imbarazzante defaillance che ha catturato l’attenzione di Sandro Veronesi che, nel suo ultimo romanzo “Terre rare” scrive: “La storia narrata nel capitolo dieci della prima parte non è farina del sacco dell’autore, è una cover dello strepitoso monologo autobiografico di Emanuele Salce contenuto nel suo spettacolo intitolato Mumble mumble – ovvero confessioni di un orfano d’arte (di E. Salce e A. Pergolari). Oltre al ringraziamento per il permesso di rielaborarla, l’autore gli rivolge tutta la propria ammirazione”.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47 (zona Testaccio), Roma
dal 21 al 26 febbraio 2017
ore 21.00 / domenica ore 18.00
Biglietti: Intero 12.50 + 2.50 (tessera obbligatoria), Ridotto 10.00 + 2.50 (tessera obbligatoria) per under 25 e over 60

Info e prenotazioni: Tel. 06-57284637 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 347-9439412
Sito web: www.cometaoff.it


TIERGARTENSTRASSE 4 - Un giardino per Ofelia
di Pietro Floridia
regia Daniele Muratore
con Barbara Giordano – Ofelia
Serena Ottardo – Gertrud
Marco Polizzi – al contrabbasso
scene Bruno Buonincontri
costumi Sara Costarelli
luci Camilla Piccioni
aiuto regia Lucia Radicchi
foto e video Mario D’Angelo
traduzione Serenella Martufi

All’ Argot Studio di Roma per la stagione La felicità è una cosa semplice debutta martedì 21 febbraio alle ore 20.30 lo spettacolo Tiergartenstrasse 4 – Un giardino per Ofelia testo di Pietro Florida per la regia di Daniele Muratore, una produzione Khora Teatro.
Una storia ambientata nella Germania degli anni ’40 dove si racconta l’incontro di due donne. Ofelia, una giovane disabile mentale che vive coltivando fiori nell’assoluta innocenza di un rapporto di verità col mondo, e Gertrud, un’infermiera nazista mandata a verificare le condizioni di Ofelia. Il compito di Gertud è sottoporre Ofelia al programma T4, il cosiddetto ‘Olocausto minore’ che prevedeva l’eliminazione dei disabili come vite ‘indegne di essere vissute’. Il tutto raccontato in un triplice registro, il racconto di Gertrud dopo la fine della guerra, le vicende precedenti che scandiscono i momenti della storia e le canzoni di Edith Piaff che sintetizzano i momenti di conoscenza delle due donne ed enfatizzano le loro emozioni.

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande, 27 – Roma
21-26 febbraio 2017 - ore 20.30
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


UN AMORE
un battello per Liepaja
di Aleksei Arbuzov - Pol Quentin
con Ania Sesia, Elena Cotta, Carlo Alighiero
Musiche elaborate da Enzo De Rosa
Scene Armando Mancini luci Mirco Maria Coletti
video di Andrea Carpiceci
libero adattamento e regia Carlo Alighiero

E’ alla fine di luglio dell’anno 1968, accanto al litorale del golfo di Riga, in Lettonia che ha inizio questa storia. I protagonisti sono il primario di una clinica Rodion Nikolaievitch (Carlo Alighiero) Lidija Vasil’evna, (Elena Cotta) e una affascinante gitana ( Ania Sesia ) che danza e canta bellissime canzoni russe.
Se non ci fosse stato l’incontro tra Lidia Vasil’evna e Rodion Nikolaievitch vissuto dai due come uno scontro, come un gioco d’amore, entrambi avrebbero continuato a vivere i loro giorni in modo sempre uguale. Lei ormai esclusa dal lavoro artistico accetta di fare la cassiera al circo godendo del successo dei suoi compagni. Lui continuando a far le ore piccole restando in attesa della figlia, che vive dall’altra parte del mondo, struggendosi al canto zigano per cacciare …. la malinconia mandando tutti al diavolo.
Un amore vissuto con pudore e intelligente ironia, all’insegna della fantasia e della grande tenerezza.
Nella commedia i ricordi, i sogni, i momenti salienti, le esperienze di vita si snodano, si intrecciano, si scontrano e si incontrano con ritrovata fiducia nella vita.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c Roma
dal 23 febbraio al 19 marzo 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30., lunedì riposo. Martedì 14 marzo ore 19, giovedì 16 marzo ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: Tel. 06-3223634
Sito Web: www.teatromanzoni.info


L'OTTAVO RE DI ROMA - OMAGGIO A LUIGI MAGNI
a cura di Giovanni Bocci, Enrico Papa, Andrea Pergolari
con Enrico Papa, Edoardo Sala, Sebastiano Busiri Vici, Rosella Petrucci
e con Giovanni Bocci, Luca Menicucci, Violetta Sala, Giulio Viglianti

Sceneggiatore dagli anni ’50 e regista da fine anni ’60, Magni è stato in grado di raccontare Roma e la storia d’Italia, e non solo, mettendone in rilievo snodi cruciali, conflitti ideologici, ipocrisie politiche, ma sempre attraverso modi sinceramente popolari, umoristici, talvolta drammatici e talvolta comici, sia in teatro che al cinema. Lo spettacolo L’ottavo re di Roma ripercorre la storia della Città Eterna dalle sue origini al Risorgimento, così come ce l’ha raccontata Magni con le sue multiformi opere. Al centro delle serate ci saranno le celeberrime e bellissime canzoni da lui scritte e musicate da Trovajoli, Piovani e Pintucci; ed insieme alle musiche dal vivo ecco proiezioni di filmati, sketch a leggio ed un’intervista audio inedita in cui Magni ripercorre tutta la sua carriera cinematografica, dall’esordio di Faustina ai grandi capolavori come Nell’anno del signore, La Tosca, In nome del Papa Re, In nome del popolo sovrano. Al termine delle serate, testimonianze dirette dei suoi collaboratori ci aiuteranno a ricostruire la personalità di uno dei più grandi autori di spettacolo del Novecento italiano.
“La definizione di biografo ufficiale di Roma è azzeccata ma naturalmente restrittiva, per descrivere le qualità di un autore che ha saputo unire il gusto dello sberleffo e del melodramma, del teatro popolare e dell’invettiva civile, con punte di lirismo e di satira difficilmente raggiungibili” spiega il direttore artistico del Teatro Le Sedie di Roma.

TEATRO LE SEDIE - Vicolo del Labaro 7, Roma
dal 22 al 26 febbraio 2017
ore 21.00, domenica ore 18.00
Ingresso: € 10 intero; € 8 ridotto

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 3201949821
Sito web: www.teatrolesedie.it


OSIA
Scritto da Simone Polverini
diretto da Francesca Piersante

In due mondi separati, una divinità, Apollo, e una ragazza umana, Dakry, raccontano le loro insoddisfazioni, le loro paure, i loro pensieri…i racconti si intrecciano, ma non si sovrappongono mai fino al momento del loro incontro. Ma Apollo si innamora e questo sentimento è più forte del divieto di Zeus. Solo un altro sentimento pari, seppur diverso, quello di una divinità di un altro pianeta, Utu potrà opporsi, facendo breccia nel cuore di Dakry che dovrà capire quale divinità sia più consono al suo animo. Due visioni diverse dell’amore e una scelta da fare. “Osia” è uno spettacolo intenso, parla di sentimenti e lo fa con una storia fuori dal tempo, mentre un narratore accompagna le emozioni con musica e parole. Si ha sempre bisogno di amare…. nel bene e nel male!

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa, 64 - Roma
Dal 22 al 25 febbraio 2017
Dal mercoledì al sabato ore 21 domenica ore 18
Biglietti Intero 13.00 + 2.00 (tessera associativa)
Ridotto 10.00 + 2.00 (tessera associativa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06-83777148
Sito web: www.teatrolaura.org


DEAR RUTH
Testo e regia di Valentina Tramontana
Con Valentina Tramontana, Stefano Ferrarini e Alessio Rizzitiello

Questa è una storia d’amore, di soldi e di successo, “Stanotte ho fatto un sogno, scarpine argento di bambina giocavano a tirar calci contro il muro” quella bambina è diventata un’attrice famosa che sfida il nazismo per inseguire il suo sogno. Quella bambina è diventata una donna che sfida l’amore per trovare la pace. Quella bambina è diventata Ruth Etting.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 (Trastevere) - Roma
dal 21 al 26 febbraio 2017
Info e prenotazioni: Tel. 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


TRAGICO LUNEDI’
regia Mauro Mandolini
con Giampietro Labanca e Stefania Ninetti

Lunedì mattina. Un funzionario statale di quinto livello rientra al lavoro dopo il weekend. Le solite e noiose aspettative sono immediatamente spazzate via da un incontro/scontro inaspettato.
Una donna misteriosa, seduta alla sua scrivania, lo stravolge con le sue parole e le sue insinuazioni.
Chi è? Perché è seduta al suo posto? Che cosa vuole da lui?
Le assolute e radicate convinzioni del funzionario, acquisite in tanti anni di onorata ma sottovalutata carriera, vacillano sotto gli spietati attacchi verbali dell'implacabile signora. In poco tempo la donna instilla nell'impiegato dubbi ed incertezze. Il piccolo mondo dell'uomo, il cui fulcro è costituito dall’irrinunciabile “posto fisso”, si sgretola rivelando la sua ignavia nel non prendere mai posizione sugli eventi che gli accadono intorno. Ma proprio quando il mistero sembra svelarsi succede che nulla piu’ è come sembra…..
Un testo interessante, rivelatorio ed ironico su comportamenti comuni ed idee stratificate, facilmente riconoscibili. Il percorso, il gioco, il sottile fil rouge, che unirà la platea con gli interpreti farà sorridere, ma anche meditare e riflettere sulla nostra quotidianità.


TEATRO PETROLINI - Sala Fabrizi Via Rubattino, 5 Roma (Testaccio)
24 e 25 febbraio ore 21
26 febbraio ore 17.30

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatropetrolini.com


CERTE NOTTI
di Antonio Grosso
con Antonio Grosso, Rocio Munoz Morales, Ciro Scalera, Antonello Pascale, Ariele Vincenti, Federica Carruba Toscano
regia Giuseppe Miale Di Mauro

Certe notti è un titolo aperto per uno spettacolo aperto a voli pindarici che le parole di Grosso riconducono immediatamente a una realtà fatta di corpi, anime e sentimenti. Il tono brillante, i tratti dei personaggi, i loro rapporti, le loro storie che s‘intrecciano in vari modi, le risate, le riflessioni, l’ironia, la cattiveria, sono la vita che pulsa nel testo di Grosso. Quella vita che in certe notti sembra non riuscire ad arrivare all’alba. L’alba di un esame che certe vite sembrano non riuscire a superare.
Cinque universitari condividono gli spazi della Casa dello Studente e vivono in quel limbo che separa il giovane dall’adulto. Alle prese con i loro problemi esistenziali e un futuro dalle tinte troppo sbiadite per essere visto con ottimismo. Il tutto sempre coronato da una patina d’ironia che attraversa come un filo rosso tutto lo spettacolo. E poi c’è un professore infame, autoritario e cinico, simbolo di una società che abusa il potere e chiude le porte in faccia ai giovani al grido di: “Qui comando io e tu non sei nessuno!”.
Ma arriverà prima o poi un terremoto stravolgerà le cose, un terremoto che quelli come il professore hanno provocato con la loro spocchia, con la loro imprudenza, con la loro ignoranza. Un terremoto che il testo di Grosso fa sentire nell’aria da subito e fa intuire al più sgangherato del gruppo, un giovane autistico che i ragazzi troppo presi da loro stessi, dalle loro problematiche, non sanno ascoltare. E solo allora ci sarà la resa dei conti, perché si sa che i conti si fanno alla fine, ma questa è una fine che sa tanto di nuovo inizio. Queste, sono certe notti in cui l’alba arriva a rischiarare un nuovo giorno.
Al di là delle risate, tante, la lettura di questo testo ha degli spunti esistenzialisti notevoli: l’università come simbolo di una generazione bloccata, che fatica a superare l’esame della vita, e resta inchiodata in certe notti insonni che sembrano non finire mai. C’è l’impressione che Grosso abbia voluto costruire all’interno della Casa dello Studente un microcosmo, che è la società in cui viviamo, fatto di rabbia, amore, speranze, paure, in cui tutti i personaggi cercano goffamente di trovare il proprio posto. E magari, solo un terremoto, che per tutti è simbolo di paura e catastrofe, potrà rimescolare le carte e ricominciare il gioco della vita."
(Giuseppe Miale di Mauro)

TEATRO NINO MANFREDI - via dei Pallottini 10 – Ostia Lido
dal 21 febbraio al 5 marzo 2017
21, 22, 23, 24, 25, 28 febbraio, 2, 3 marzo ore 21.00
26 febbraio, 1, 5 marzo ore 17.30
4 marzo ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 - Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: 06 56 32 48 49 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


Data unica

NON C'E' ACQUA PIU' FRESCA
Volti visioni e parole dal Friuli di Pier Paolo Pasolini
uno spettacolo di Giuseppe Battiston
drammaturgia Renata M. Molinari
su testi e poesie di Pier Paolo Pasolini
musiche originali e dal vivo di Piero Sidoti
disegno luci Andrea Violato
assistente alla regia Chiara Senesi
regia e spazio scenico Alfonso Santagata
produzione CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG

Un viaggio di ritorno alla terra di temporali e primule, anche autobiografico, ideato e interpretato da Giuseppe Battiston, pensato per restituire la bellezza del grande laboratorio di poesia in lingua friulana di Pasolini e il suo spessore emozionale nella nostra memoria collettiva.

La prima volta che lessi le poesie in friulano di Pasolini ero un ragazzo, uno studente, le trovai difficili, le lasciai lì… Poi negli anni – come accade spesso con le cose messe da parte o lasciate sul comodino – ritornandoci, compresi perché, da ragazzo, inconsapevole, immaturo, forse, non mi era stato possibile comprendere quei versi, che invece parlavano a me dei miei luoghi, i luoghi della mia infanzia. Quelle parole così mie, quei suoni, proprio quelli di mio padre, quella lingua che si parlava a tavola, mi raccontavano quella terra di “primule e temporali”, di feste e sagre paesane, di vento, di corse in bicicletta a perdifiato, dell’avvicendarsi delle stagioni nel lavoro dei contadini. di colori, suoni e profumi. Di quello che fu la guerra e ciò che venne dopo e dopo ancora e di me e di noi, e di quell’acqua:
Fontana di aga dal me país.
A no è aga pí fres-cia che tal me país.
Fontana di rustic amòur.
Insomma i miei ricordi invece di assumere i toni malinconici del passato, si sono ravvivati, fatti nuovi, simili a sogni, e ho così immaginato di poter raccontare un aspetto di quella vita e di quel tempo che nella poesia di Pasolini si fanno memoria collettiva.
Perché la Poesia, una tra le più alte forme d’arte, non è scissa dalla vita, ma è lì che nasce e risiede. I suoi versi seguono un ritmo, come i versi di una canzone seguono la musica, musica tanto cara a Pasolini.
Forse, se chiudo gli occhi, riesco ad immaginarlo in città, a Roma, nella sua casa, che ascolta Bach, e allo stesso tempo a Casarsa, mentre percorrendo quella piccola piazza e le strette viuzze o i campi dove si bruciano le stoppie, rimane rapito dalle musiche e dalle canzoni della gente, da quelle poesie del quotidiano che sono le villotte e le filastrocche a lui tanto care.
Grazie a tutta quella poesia, scritta o cantata, o sognata, sono stato di nuovo bambino, ho rivisto e visto con occhi nuovi quei luoghi, e anche io attraversando piazze e vie mi sono unito alla sagra del paese, ho cantato e ballato e ho brindato alla vita, e ciò che vorrei fare è trasmettere quelle parole che ho sentito tanto mie, a cui in qualche modo appartengo. Forse non tutte saranno comprensibili, ma sono convinto che il dialetto, ogni dialetto, attraverso la sua musicalità diventi evocativo, anzi, Pasolini sosteneva che quando il dialetto viene utilizzato per esprimere alti concetti e alti sentimenti si fa Lingua, e con i suoi suoni ci entra nell’anima e ci porta altrove.
Giuseppe Battiston

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma
20 febbraio 2017 h 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it


Ancora in scena

IL SORPASSO
dal film di Dino Risi
con Giuseppe Zeno e Luca Di Giovanni
e la partecipazione di Cristiana Vaccaro
e con Marco Prosperini Simone Pieroni
Marial Bajma Riva Pietro Casella Francesco Lattarulo
adattamento Micaela Miano
musiche originali Massimiliano Pace
scenografie Alessandro Chiti
costumi Françoise Raybaud
regia Guglielmo Ferro

Personaggi e interpreti
Bruno Cortona - Giuseppe Zeno
Roberto Mariani - Luca Di Giovanni
Zia Lidia / Gianna - Cristina Vaccaro
Zio Michele / Contadino - Marco Prosperini
Bibi / Occhiofino - Simone Pieroni
Lilli / altri ruoli - Marial Bajma Riva
caratteri - Pietro Casella
caratteri - Francesco Lattarulo

Il Sorpasso di Dino Risi è uno dei grandi capolavori della commedia italiana.
A più di cinquant’anni dall’uscita del film, per la prima volta la celebre sceneggiatura – scritta dallo stesso Risi insieme con Ettore Scola e Ruggero Maccari – approda a teatro con la regia di Guglielmo Ferro e l’adattamento di Micaela Miano.
Nei panni di Bruno (magistralmente interpretato sul grande schermo da Vittorio Gassman) l’attore Giuseppe Zeno, mentre a vestire i panni del suo contraltare, Roberto, la giovane promessa Luca Di Giovanni. La pièce vede anche la partecipazione di Cristiana Vaccaro, l’esplosiva Maddalena nella fortunata serie “Un medico in Famiglia 10” che questa volta incarna l’immaginario femminile nel doppio ruolo della moglie di Bruno e della zia di Roberto. Fanno parte del cast Marco Prosperini, Simone Pieroni, Pietro Casella, Francesco Lattarulo e Marial Bayma Riva.
Manifesto dell’Italia del ‘boom’ economico, Il Sorpasso è, al tempo stesso, un grande road movie psicologico, il che lo rende un testo senza tempo. Spogliato della connotazione storico-sociale, il film è costruito su una drammaturgia destrutturata, scatola aperta ideale per una riscrittura teatrale focalizzata sui personaggi. In questa dinamica la trasposizione teatrale mette al centro della vicenda i due protagonisti, e il loro incontro/scontro come puro conflitto caratteriale e psicologico.
Tra Bruno e Roberto si stabilisce sin dalle prime scene un giocoforza di prevaricazione, rivendicazione, ambizioni, fughe, rinascite, silenzi e violenza. Il loro sarà un viaggio jarmuschano all’interno delle bolle conflittuali che ognuno ha provato a cancellare a nascondere, allontanandosene fisicamente il più possibile e che solo in compagnia dell’altro, estraneo e non giudicante, pensa di poter affrontare e risolvere.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, Roma
Dal 14 al 26 febbraio 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21 / domenica ore 17; giovedì 16 e mercoledì 22 febbraio ore 17; sabato 25 febbraio ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


ROMEO E GIULIETTA
di William Shakespeare
traduzione Salvatore Quasimodo
adattamento Andrea Baracco
con
Lucia Lavia nel ruolo di Giulietta
Antonio Folletto nel ruolo di Romeo
e Alessandro Preziosi nel ruolo di Mercuzio
e con
Frate Lorenzo - Gabriele Portoghese
Balia - Elisa Di Eusanio
Principe - Giacomo Vezzani
Paride - Mauro Conte
Tebaldo - Laurence Mazzoni
Benvolio - Dario Iubatti
Padre Capuleti - Woody Neri
Madre Capuleti - Roberta Zanardo
Padre Montecchi - Daniele Paoloni
Madre Montecchi - Alessia Pellegrino
scene Marta Crisolini Malatesta
costumi Irene Monti
luci Pietro Sperduti
musiche Giacomo Vezzani
regia Andrea Baracco
Produzione KHORA.teatro e Teatro Stabile d'Abruzzo

These violent delights have violent ends

In Romeo e Giulietta (la cui stesura va collocata nel 1592-94 e la prima rappresentazione nel 1595) c’è una sorta di ‘ossessione del tempo’ - racconta Andrea Baracco. La vicenda infatti si svolge in appena quattro giorni da un lunedì di luglio al giovedì della stessa settimana, e a questa velocità non c’è spazio per alcuna correzione, non si inciampa, si cade, ci si rompe il collo, le ossa e si perde la vita. Giulietta passa in quattro giorni da bambina a donna matura, Romeo da ragazzo imbevuto di amor cortese a vendicatore, Mercuzio da vitalistico funambolo del linguaggio a cadavere. Cosa spinge Shakespeare ad accelerare così vorticosamente il tempo dell’azione? “Non c’è tempo” o meglio “il tempo è scaduto” sembrano sussurrarsi di continuo tra loro i personaggi, o almeno tutti quelli che possiedono ancora gambe per correre, gli altri invece, i genitori, il Principe, la Chiesa, rimangono seduti in luoghi ben protetti ad osservare, immobili.

Un irriducibile antagonismo sociale avvicina Romeo e Giulietta più ad una tragedia borghese che ad una tragedia della vendetta o simili. Caratteristica tipica della tragedia borghese è quella di porre in scena personaggi non aristocratici in scene di vita famigliare; i Capuleti e i Montecchi sono ricchi borghesi e nel testo c’è ampio spazio dedicato alle loro abitudini domestiche. Shakespeare pare denunciare soprattutto lo spirito mercantile e pragmatico del borghese, tutto teso a fare sfoggio della propria raggiunta posizione sociale, preoccupato solo del vantaggio economico della sua famiglia. Sia Romeo che Giulietta, più Giulietta che Romeo - prosegue il regista - mettono ferocemente in discussione quel patto col mondo, quella specie di abitudine ereditaria, di convenzione prolungata che i loro padri, o sarebbe meglio dire che la generazione precedente, ha stipulato e che non sembra aver proprio alcuna voglia di ritrattare. C’è un universo adulto che osserva impassibile il dimenarsi forsennato dei propri figli che inciampano di continuo e che ogni volta, con ginocchia sempre più sbucciate e il corpo sempre più livido, si rialzano e riprendono il passo; e così Romeo e Giulietta diviene luogo di morti violente, quasi accidentali.

Romeo e Giulietta è anche la tragedia di Mercuzio, essere ambiguo e pornografico, né maschio né femmina, che più di ogni altro sente l’innata inadeguatezza e allora folle, rincorre versi e costruisce mondi, finché pazzo di gelosia si lancia come Aiace su una lama ben affilata. Shakespeare elimina troppo presto Mercuzio, perché egli è un intruso, perché egli è un essere monologante, perché con lui tra i piedi non è possibile nessuna tragedia. Perché è lui ad essere la tragedia.

Romeo muore e allora Giulietta non può continuare a vivere; muore Paride, muore Tebaldo e muore Mercuzio, l’unico tra i “figli” a sopravvivere è Benvolio, colui che mai entra nei conflitti, che mai è motore o vittima delle azioni e situazioni. Benvolio è colui che osserva, che si mette a distanza e poi narra. Benvolio è l’unico tra i giovani a sopravvivere perché utile all’universo adulto, perché attraverso i suoi racconti, i grandi, vengono informati dei fatti senza tuttavia correre il rischio di partecipare ai conflitti; Shakespeare lo situa opportunamente in una dimensione ibrida là dove le tragedie diventano innocue, in quella soglia in cui si hanno le orecchie sul palco e gli occhi in quinta. L’universo adulto ascolta Benvolio; l’universo adulto ascolta ma non vede le morti dei propri figli e alla fine, come in una sorta di metafora perfetta, decide di devitalizzare per sempre le giovani passioni ergendo mute statue che si lasciano osservare, su cui all’occorrenza si potrà piangere e che rimarranno immobili e smetteranno, una volta per tutte, di correre dietro alla Regina Mab costruttrice di sogni.

Durata:
Primo tempo 1h e 20’
Secondo tempo 1h e 10’

TEATRO ELISEO - via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 14 febbraio a domenica 5 marzo 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 | mercoledì e domenica ore 17.00
sabato 4 febbraio ore 16:00
Prezzi da 25 € a 40 € | Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.83510216
Call center Vivaticket: 892234
Sito Web: www.teatroeliseo.com

 

IL LAVORO DI VIVERE
di Hanoch Levin
traduzione dall’ebraico Claudia Della Seta
adattamento Andrée Ruth Shammah
con Carlo Cecchi
e con Fulvia Carotenuto, Massimo Loreto
con la collaborazione
per l’allestimento scenico Gianmaurizio Fercioni
per le luci Gigi Saccomandi
per i costumi Simona Dondoni
musiche Michele Tadini
regia Andrée Ruth Shammah
Produzione TEATRO FRANCO PARENTI - MARCHE TEATRO

Andrée Shammah, con la complicità di Carlo Cecchi, uno degli ultimi grandi maestri del teatro italiano, qui protagonista insieme a Fulvia Carotenuto e Massimo Loreto, confeziona con la consueta eleganza e raffinatezza, la regia di Il lavoro di vivere di Hanoch Levin, il più importante autore e drammaturgo israeliano. Il teatro di Levin è irriverente: la poesia si nasconde dentro le situazioni più imbarazzanti, i suoi testi sono una commistione di spiritualità nobile e cruda realtà; dalla critica alla cultura borghese ai contrasti tra carne e spirito, ‘arte e culo’, perché il meschino sogna di stare sotto il riflesso della luce della felicità altrui. Così avviene anche per Il lavoro di vivere, una storia d’amore fra due persone di mezza età, in cui l’amore appare a barlumi folgoranti in mezzo a un mare di insulti, parole durissime e rimpianti.
Lo spettatore ride di gusto, senza accorgersi che sta ridendo di se stesso.

TEATRO PICCOLO ELISEO - via Nazionale 183e, 00184 Roma
Dal 15 febbraio al 5 marzo 2017
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 21 € a 30 € (Riduzioni e agevolazioni a norma di legge)
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com

 


RICETTE D’AMORE
di Cinzia Berni
Regia Diego Ruiz
Con Cinzia Berni, Laura Freddi, Ketty Roselli, Maria Pia Timo e Thomas Santu

Uno spaccato sul mondo femminile. Quattro donne, molto diverse tra loro si contendono lo stesso uomo. Divertenti equivoci e battute a ritmo serrato per una commedia frizzante ed ironica. Giulia, Irene e Susanna si riuniscono nella cucina di Silvia per preparare l’esame d’arte culinaria del corso “a tavola con lo chef” che frequentano insieme. Mentre eseguono le ricette parlano delle loro vite, dei loro sogni, di sentimenti, di sesso. Luca, un bellissimo ragazzo che è ospite del vicino di Silvia nell’appartamento accanto, piomba tra di loro – vestito solo da un asciugamano intorno alla vita, mostrando un fisico mozzafiato – perché è rimasto chiuso fuori casa mentre cercava di riattivare la corrente elettrica. Questa presenza cambia i rapporti che si sono creati tra loro: scatta la sindrome della preferita che spesso si verifica in un gruppo di femmine quando arriva un maschio. Le ragazze si rincontrano dopo due mesi, per le feste di Natale, tutte hanno una storia con Luca, ma nessuna sa delle altre. Quando Luca viene scoperto le donne lo mettono di fronte ad una scelta. Nessuna di loro continua la relazione, ma questa esperienza cambia la vita di tutte.

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe De Santis 29, 00139 Roma
Dal 16 al 26 febbraio 2017
Tutte le sere ore 21,00 – domenica ore 18,00 – lunedì, martedì e mercoledì riposo
Orari botteghino: dal lunedì al sabato 10-13.30 / 16.00-20.00 ; domenica: 16.00-18.00.
Costo dei Biglietti: intero € 28 -/ € 16,00 – ridotto € 13,00
(più € 2,00 di prenotazione e prevendita)

 

FABIO AVARO ENZO CASERTANO in
VOLEVO IL MAGGIORDOMO
Con Maria Chiara Cimini e Antonia Di Francesco
Regia di Roberto D’Alessandro
Testo di Mario Alessandro Paolelli
Aiuto Regia Olimpia Alvino
Disegno luci Maximiliano Lumachi

Scritta da Mario Alessandro Paolelli la commedia racconta di un cinquantenne zitello (Fabio Avaro) fissato con l'opera lirica, che vive da anni con la sorella, orgogliosamente zitella anche lei. I loro esilaranti bisticci e la loro uggiosa quotidianità vengono stravolti dall’arrivo di un maggiordomo (Enzo Casertano) "campano purosangue" che unisce lo humour britannico alla dissacrante ironia partenopea. Il nuovo arrivato sconvolgerà la vita dei due fratelli e della vicina, signora volgarotta arricchitasi con una catena di macellerie, in un susseguirsi di gag, tormentoni e filetti di vitella. Il maggiordomo riuscirà a tirar fuori prima il peggio e poi il meglio da tutte le persone che lo circondano, incitandole a rincorrere i loro sogni e soprattutto a realizzarli! Ma sul probabile 'happy ending', verrà fuori che il padrone di casa nasconde un segreto...
Molti maggiordomi si sono susseguiti nella storia della letteratura e del cinema. Dal cinico ma determinante Jeeves nei tanti lavori dello scrittore inglese P.G.Wodehouse, al compassato ed imperturbabile Anthony Hopkins in 'Quel che resta del giorno', dal deferente 'The Butler' interpretato da Forest Whitaker al “prendi schiaffi” Camillo interpretato da Totò in ‘Lascia o Raddoppia’.
Il maggiordomo ideato da Mario Alessandro Paolelli ed interpretato da Enzo Casertano è un po' tutto questo, cortesia, deferenza, persino garbata ironia, ma c'è l'ingrediente segreto a sparigliare le carte: il buon Ciro è infatti un campano purosangue.
In Volevo il Maggiordomo si mescola dunque il piccante e scoppiettante humour britannico alla dissacrante e cinica comicità partenopea con un’escalation di gag, battute e detti napoletani che irrompono nella vita di una coppia alquanto particolare di fratelli, ormai condannati ad una vita di dispetti e frecciatine.
Ad un certo punto però il maggiordomo compie un atto per lui davvero poco professionale: si affeziona.
“Ed ecco il senso della commedia venire a galla” spiega Paolelli, “non lasciamoci costringere in schemi ed archetipi che la vita, nel suo incedere elegante, ma inesorabile, ci pone davanti. Per poter 'scavalcare il recinto' c'è proprio bisogno di 'sentire la fine'? Dobbiamo per forza, noi esseri umani, percepire il pericolo per tirare fuori gli artigli? Tutti noi abbiamo bisogno di un lieto fine e, vedrete, saranno proprio questo Maggiordomo insieme ad una signora professionista in mattatoi e macellerie a riportare l'allegria in una famiglia ormai allo stremo della quotidianità e degli affanni”.
Proprio uno di quegli affanni farà infatti scatenare nel Maggiordomo la voglia di superare i suoi doveri ed a far intraprendere ai due padroni di casa un viaggio, insieme allo spettatore, oltre i propri limiti.

TEATRO ROMA - Via Umbertide, 3 - Roma
Dal 14 al 26 febbraio 2017
Ufficio promozione compagnia: 347 6809323
Biglietto: intero 22€ , 20€
Orario repliche: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì ore 21,00; 2° giovedì ore 19,00; sabato ore 17,00 e ore 21,00; domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06-7850626
Sito web: www.ilteatroroma.it


Antonello Avallone Giuseppe Manfridi
DELITTO PERFETTO
di Frederick Knott
Regia Antonello Avallone
Con Flaminia Fegarotti, Adriano Evangelisti, Romano Talevi, Matteo Cianci.
Aiuto regia Matteo Cianci
Tecnico luci Tony Di Tore
Scenotecnica Fabrizio Bellacosa
Assistenti alle scene e ai costumi Alessia Baldini, Alessandra Trasciatti
Scene e costumi Red Bodò

Tony Wendice, un ex campione di tennis che ora commercia in articoli sportivi, scopre che la ricca moglie Margot lo tradisce con Mark Halliday, uno scrittore statunitense di romanzi gialli. Wendice decide pertanto di sbarazzarsi della moglie inscenando “un delitto perfetto”, in modo da ereditare a tempo debito la sua piccola fortuna. Per evitare qualunque sospetto a suo carico, Tony trova in un suo amico con precedenti penali il sicario ideale. Ma il piano, anche se meticolosamente costruito, non andrà per il verso giusto e uno zelante ed intelligente ispettore di Scotland Yardtroverà le prove per incolpare il marito-mandante. Rappresentata a Londra nel giugno 1952 e a New York nell'ottobre dello stesso anno, la commedia è pervasa da un’atmosfera di grande tensione, da una suspense costante che coinvolge emotivamente lo spettatore con un gioco continuo di aspettative, di imprevisti, di anticipi e sospensioni. Dal testo teatrale Alfred Hitchcock ne trasse un film di grande successo.

TEATRO DELL’ANGELO - Via Simone de Saint Bon, n. 19 – Roma
Dal 10 febbraio al 12 marzo 2017
Orari repliche: dal giovedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.30
prezzi biglietti: poltronissima € 25,00 - poltronissima ridotta € 20,00, poltrona € 22,00 - poltrona ridotta € 18,00
ridotti cral giovedì e venerdì € 16,00 - sabato e domenica € 18,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
Sito web: www.teatrodellangelo.it


IL SECONDO FIGLIO DI DIO
Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti
scritto da Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi
con Simone Cristicchi
regia Antonio Calenda
musiche originali Simone Cristicchi e Valter Sivilotti
con le voci registrate del Coro Ensemble Magnificat di Caravaggio
preparato da Massimo Grechi e diretto da Valter Sivilotti
disegno luci Cesare Agoni scene e costumi Domenico Franchi
assistente scenografo Michela Andreis sarto Federico Ghidelli elaborazione video Andrea Cocchi sonorizzazioni Gabriele Ortenzi
progetto sonoro Andrea Balducci datore luci Angelo Generali
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano/ Promo Music
con la collaborazione del Mittelfest 2016 e Dueffel Music
un ringraziamento ad Andrea Anselmini

Ogni sogno ha una voce precisa, e sta dentro ognuno di noi.
Solo i matti, i poeti, i rivoluzionari, non smettono mai di sentirla, quella voce.
E a forza di dargli retta, magari poi ci provano davvero a cambiarlo, il mondo.
Simone Cristicchi presenta Il secondo figlio di Dio, il suo nuovo spettacolo teatrale ispirato alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il “Cristo dell’Amiata”.
Dopo il grande successo di “Magazzino 18” (200 repliche e decine di migliaia di spettatori), Simone Cristicchi, torna a stupire il pubblico con una storia poco frequentata, ma di grande fascino. Ne Il secondo figlio di Dio, si racconta la grande avventura di un mistico, l’utopia di un visionario di fine ottocento, capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale. Tra canzoni inedite e recitazione, il narratore protagonista ricostruisce la parabola di Lazzaretti, da barrocciaio a profeta, personaggio discusso, citato e studiato da Gramsci, Tolstoj, Pascoli, Lombroso e Padre Balducci; il suo sogno rivoluzionario per i tempi, culminato nella realizzazione della “Società delle Famiglie Cristiane”: una società più giusta, fondata sull’istruzione, la solidarietà e l’uguaglianza, in un proto-socialismo ispirato alle primitive comunità cristiane. Il cant’attore Cristicchi racconta l’”ultimo eretico” Lazzaretti, e quel piccolo lembo di Toscana (Arcidosso e il Monte Amiata) che diventa lo scenario di una storia che mai uguale fu agitata sulla faccia della terra, ponendoci una domanda più grande, universale, che riguarda ognuno di noi: la “divinità” è un'umanità all'ennesima potenza?
Con l'ausilio di video-proiezioni e di una scenografia in continua mutazione, quella terra così aspra e bella, quella “terra matrigna e madre” diventa la co-protagonista, nel racconto della straordinaria vicenda di David Lazzaretti, il secondo figlio di Dio. Una storia che se non te la raccontano, non la sai. La storia di un’idea.
La storia di un sogno.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 16 al 26 febbraio 2017 ore 21.00 (domenica ore 17.30 , mercoledi 22 ore 17.00)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti
Botteghino: 06 57 40 170 ; 06 57 40 598 _ lunedì (ore 16-19), martedì - sabato (ore 11- 20), domenica (ore 11-13.30 e 16-18)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


Andrea Perrozzi e Alessandro Salvatori in
IO NON POSSO ENTRARE
di Manuela D’Angelo
regia Paola Tiziana Cruciani
movimenti coreografici Cristina Fraternale
luci Emanuele De Rossi
aiuto regia Andrea Zanacchi
foto Luana Belli
progetto grafico Laura Toniutti
e con Andrea Pirolli

I nostri animali ci giudicano? Cosa accadrebbe se, per un attimo, ci mettessimo nei loro “peli”? L’ umana società, con le sue convenzioni, le sue regole, le assurdità, le contraddizioni analizzata attraverso gli occhi ingenui e scevri da qualsiasi condizionamento che solo gli animali possono avere.
In un canile come tanti, in una città come tante, vivono tre cani come ce ne sono pochi al mondo. Non sono le loro storie ad essere singolari, ma il fatto che, per la prima volta, le raccontino agli uomini proprio loro, i protagonisti. E che aggiungano alle proprie vicende anche delle considerazioni sulla vita, sulla società, sulle ipocrisie degli uomini che si sentono esseri tanto superiori agli animali ma che, a ben vedere, proprio perfetti non sono.
Che l’umanità faccia acqua da tutte le parti è la convinzione di Randagio, un cane che non ha nome perché non è mai stato di nessuno: appartiene solo a se stesso e tiene tantissimo alla propria libertà. Per questo, mal tollera Artù, l’altro cane ospite/prigioniero del canile, che di fiducia negli uomini ne ha fin troppa perché è sempre vissuto in mezzo a loro, ne ha acquisito espressioni ed educazione, più avvezzo all’amicizia umana che a quella canina. Infine, il trio si completa con Lollo, un beagle un po’ schizzato che, sotto la superficie di divertente follia, porta con sé il ricordo terribile del laboratorio per esperimenti sugli animali in cui ha trascorso tutta la vita.
Quando questi tre personaggi così diversi si confrontano, in agguato ci sono risate da una parte e riflessioni un po’ amare dall’altra. Sembrerebbe non esserci un terreno comune di dialogo tra queste tre esistenze, eppure qualcosa c’è: tutti desiderano uscire dalla gabbia. Dopo una vita trascorsa fuori dai negozi, dai bar, dai ristoranti che espongono tutti il cartello “io non posso entrare”, il paradosso per queste tre creature è che stavolta non possano uscire. Eppure, ognuno ha il proprio sogno: Artù vorrebbe tornare dalla propria famiglia d’adozione, che però lo ha abbandonato; Randagio vorrebbe riconquistare la facoltà di gironzolare a suo piacimento per le strade della città, vivendo di espedienti e di avventure; Lollo vorrebbe uscire, a qualunque patto, pur di vivere la vita “da cane” che in laboratorio gli è stata negata.
Tra tentativi di fuga, riflessioni, fallimenti e, soprattutto, moltissime risate, si pennella un mondo canino sui generis, dipendente da quello degli uomini, ma che si rivela infinitamente più umano. Perché i cani sono animali, sì. Ma mica bestie!
Perrozzi & Salvatori ancora una volta ci propongono uno spettacolo originale, insolito ed esilarante, in cui la vis comica dei due attori si sposa con un argomento attuale e senza tempo, come il rapporto tra gli esseri umani e gli animali. L’intesa dei due attori, già rodata da una lunga serie di spettacoli, si rinnova e si rafforza, confermando le capacità recitative e musicali della coppia alla quale, in questa esilarante pièce, si aggiunge il talento brillante di Andrea Pirolli.
“Io non posso entrare”, con dialoghi serrati, comici e irriverenti, racconta la quotidianità di ciascuno di noi, le avventure e le relazioni tra il mondo animale e quello umano, tra lealtà e ipocrisie, regalando risate e spunti di riflessione, tra allegria e momenti di commozione. La dinamica e dissacrante regia di Paola Tiziana Cruciani, le melodie accattivanti di Andrea Perrozzi e i dialoghi cinico-comici di Manuela D’Angelo ci guidano in un mondo “bestiale”, dove l’immaginazione e la realtà si fondono, gli animali parlano, gli uomini una volta tanto ascoltano e il divertimento si spreca. Uno spettacolo nuovo, diverso, unico, una favola mai raccontata, interpretata da attori, “cani” sì, ma solo per gioco!

TEATRO SETTE - via Benevento 23, 00161 Roma
dal 14 al 26 febbraio 2017
orari: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
biglietti: € 24,00 - € 18,00 (prevendita compresa)
biglietteria: via Benevento, 23; dal lunedì al sabato ore 10.30-21.00; domenica ore 16.00-18.00

Info e prenotazioni: tel. 06.442.36.382 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web www.teatro7.it/


LENÒR
di Enza Piccolo, Nunzia Antonino e Carlo Bruni
dedicato a Eleonora de Fonseca Pimentel
Con Nunzia Antonino
Regia Carlo Bruni

Sono nata il 13 gennaio 1752. Sotto il segno del Capricorno. Credo nell’influsso delle stelle sul destino delle persone. Sono state le stelle a suggerirmi: continua, va’ avanti. E io, sin da piccola, sono stata curiosa, testarda, perseverante: pronta a prendere tempo, per poi esplodere all’improvviso. Da ragazza avevo due occhi di fuoco, ero sincera, fervida, non capivo il cinismo, volevo che le cose migliorassero, credevo che potessero migliorare, e non solo per pochi. Ero disposta a rinunciare ai miei privilegi. Forse ero ingenua. Ho combattuto.”

Dal 14 al 26 febbraio il piccolo Teatro Tordinona, in via degli Acquasparta 16 a Roma, ospita Lenòr: un solo teatrale dedicato alla rivoluzionaria del ‘700 Eleonora de Fonseca Pimentel. Lavoro fortunato che approda nella Capitale, dopo aver collezionato più di centocinquanta repliche (Bari/Kismet Opera, Lecce/Cantieri Koreja, Napoli/Teatro Nuovo/Galleria Toledo/Teatro dell’Accademia, Milano/Teatro dell’Elfo, Asti Teatro, Festival internazionale di Arzo).
Nunzia Antonino è una fuoriclasse: tecnicamente sapiente e follemente generosa nella sua interpretazione mentre la regia di Carlo Bruni trasforma la parola in visione e il gesto minimo in una azione epica"
Giuliana Musso

“Introdotti da un racconto di Enza Piccolo e guidati dalle voci di tanti illustri ammiratori (da Enzo Striano a Dacia Maraini, da Susan Sontag a Maria Antonietta Macciocchi), abbiamo conosciuto Eleonora de Fonseca Pimentel. L’incontro è stato folgorante. Portoghese d’origine, napoletana d’adozione, Eleonora fu poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornaliste in Europa. Una figura decisiva per la storia del nostro paese e in particolare del sud. Nata a Roma (via di Ripetta) protagonista nei moti partenopei del 1799 e di quell’effimera repubblica meridionale, condusse un’esistenza esemplare, appassionata e faticosa, che ci parla ancora oggi, con grande forza, di libertà e giustizia, di amore e dignità. Eleonora combatté sino al patibolo la volgarità e l’inganno, l’ignoranza e la barbarie. Raccontarla significa non solo rendere omaggio a una grande antenata, ma invitarla a guidarci ancora in questo tempo difficile. Non ne raccontiamo semplicemente la storia: abbiamo concepito questo spettacolo come un’occasione per incontrarla”.
Carlo Bruni

TEATRO TORDINONA - Via degli Acquasparta 16, Roma
Dal 14 al 26 febbraio 2017

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


INDIA HOTEL
L’OSCURA TRAMA DELLA REALTÀ
di Emilio Santoro
regia di Pino Loreti
con Pino Loreti, Gianfranco Guerra, Alicita Santoni, Gianluca Manni, Antonella Alfieri, Monica Lammardo, Maria Bernardini

Dal 15 al 26 febbraio 2017 alle ore 21.00 andrà in scena al Teatro Agorà “India Hotel-L’oscura trama della realtà”, atto unico di Emilio Santoro tratto dal romanzo “Gua…” dello stesso autore.
Aristide Falerna è un giornalista uscito dal coma a causa di un grave incidente stradale di cui non ricorda più nulla. Ha una sola strana certezza: da quel tragico evento non sarebbe mai potuto uscire vivo.
Egli è convinto che questa percezione sia la proiezione della sua volontà di esistere e che anche le persone che gli sono attorno stiano vivendo il suo stesso sogno (una specie di realtà virtuale creata dalla sua mente, che si sta pian piano spegnendo) ma che non siano reali. Anche per via della professione che svolge, egli è spinto dal desiderio di sapere cosa sia accaduto la sera dell’incidente per risalire alle cause di queste sue sensazioni inquietanti, per scoprire quale sia la realtà...
La realtà... In quanti, tra filosofi e scienziati, hanno cercato di darne una definizione? Che cos’è “reale”? Noi percepiamo il mondo esterno ma è il nostro cervello poi a elaborare le informazioni... In questo lavoro a più piani, come nel gioco delle scatole cinesi, si richiede un grande sforzo allo spettatore: nulla potrebbe essere ciò che sembra, la realtà vera potrebbe essere sfuggente come il colpevole in un giallo. E infatti, la storia rappresentata è il racconto di uno psico-thriller in cui si dà la caccia alla verità. C’è una realtà che sembra vera, all’interno della quale si sviluppa poi una sua simulazione che però potrebbe essere più vera della realtà stessa, una realtà forse spaventosa. Il testo è una metafora sull’impossibilità di conoscere una verità oggettiva sulla base della percezione – soggettiva – della realtà. La verità è irraggiungibile, irrisolvibile e sfuggente, come lo è appunto la realtà. In questa storia – che trae spunto da un episodio oscuro e ancora senza verità del nostro passato, rielaborato in modo provocatorio affinché la memoria e le domande senza risposta che esso si trascina dietro possano continuare a mantenersi vive – i piani reali e simulati sembrano scambiarsi in modo tale da fornire allo spettatore una verità percepibile solo attraverso la sua sensibilità interpretativa, non certo però con l’obiettivo di confonderlo. Ognuno dovrà trovare le risposte dentro di sé dal modo in cui interagirà con la storia stessa. Come il soggetto rappresentato qui accanto nel disegno di William Ely Hill (1915): si tratta di una donna giovane o di una signora anziana? Osservate bene... qual è la verità?
“Essere è essere percepiti”, affermava il vescovo George Berkeley nel 1700 con l’esempio dell’albero che cade nella foresta: se nessuno lo osserva, esso cadrà senza far rumore, anzi, se non c’è alcun osservatore, l’albero neppure dovrebbe esistere... La verità è solo dentro di noi. È la nostra verità. E ogni spettatore dovrà percepire se l’albero sia caduto o se addirittura esso non sia neppure mai esistito... E domandarsi anche se Aristide Falerna si sia poi davvero mai svegliato dal coma... Ci sarà, alla fine, una sola risposta?

TEATRO AGORÀ 80 - Via della Penitenza 33, Roma (Trastevere)
Dal 15 al 26 febbraio 2017 ore 21.00
Orari spettacoli: da Mercoledì a Sabato ore 21.00- Domenica ore 17.30 Sala A
Tessera associativa: 2 euro
Biglietti: Intero 15 euro| Ridotto 12 euro

Info e prenotazioni: Tel:06 68 74 167 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroagora80.org


SURGELAMI
un progetto di drammaturgia scenica con Chiara Aquaro, Chiara Della Rossa, Armando Quaranta, Simone Ruggiero
dramaturg Rosalinda Conti
regia Niccolò Matcovich
aiuto regia Riccardo Pieretti

Surgèlami per scongelarmi in tempi migliori”.
Quali sono le difficoltà, le impossibilità di vivere oggi il rapporto di coppia? Il lavoro, il futuro, la fiducia.. o forse, e più semplicemente, noi. Perché non siamo pronti? Perché non siamo più pronti?

Note di regia
Surgèlami è un progetto di drammaturgia scenica che vuole indagare la coppia e le tematiche, e dinamiche, che le ruotano intorno. Il progetto nasce con l’intento specifico di un confronto teatrale e dinamico sulle linee proposte. A tale scopo è sembrata più stimolante la forma della drammaturgia scenica, impostata su una serie di esercizi guidati, rielaborati e sviluppati, e di improvvisazioni in sala. La scelta di coinvolgere non due ma quattro attori, e di distinguere i ruoli della regia e della drammaturgia, deriva dalla necessità di sondare una molteplicità di punti di vista, per poi pensare un lavoro di composizione che metta insieme i vari spunti cercando un’organicità, o consapevole “disorganizzazione”, del materiale proposto. Quattro attori in scena permettono altresì uno sviluppo più ampio e, perché no, l’intersezione tra le varie dinamiche rappresentate.

TEATRO STUDIO UNO Sala Specchi - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
9 - 26 febbraio 2017
spettacoli da giovedì a sabato ore 21:00, domenica ore 18:00

Info e Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


DADO in
OBLADI’ OBLADADO
di Dado, Emiliano Luccisano e Marco Terenzi
Regia Dado

Dopo il grande successo di critica e pubblico della scorsa stagione torna sul palco del Teatro Tirso de Molina dall'8 al 26 febbraio il pungente Dado.
"Nello spettacolo Obladì Obladado metterò tutta la forza dissacrante della satira e della comicità di Canta la notizia, - assicura il comico romano - parleremo di potenti, di prepotenti e dei soliti furbetti e li abbatteremo a colpi di risate".
Forse per il fatto che avrebbe voluto essere una rock-star, forse per un’innata propensione a dissacrare i piccoli soprusi quotidiani che ognuno di noi subisce, Dado torna sulle scene più carico che mai, portandosi dietro un bagaglio di battute vertiginose che fanno il punto sulla situazione che stiamo vivendo e su quella che abbiamo sempre vissuto.
L’unica cosa certa è che non verrà risparmiato nessuno.
Uno spettacolo che sbeffeggia i poteri forti e che ironizza sui paradossi del privato che in fondo sono un po’ la stessa cosa.
Non mancheranno i video di successo di Dado Canta La Notizia che hanno raggiunto un milione e mezzo di visualizzazioni sul web e che come nel suo inconfondibile stile faranno scacco all’attualità e tutte le altre canzoni che rendono Dado la Rock Star della comicità.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires) 00198 Roma
Dall’8 al 26 febbraio 2017
Orari: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00
sabato e domenica ore 17:30

Info e prenotazioni: 06.84.11.827 oppure 329.56.18.223
Sito Web: www.teatrotirsodemolina.it


BRUTTO
di Marius Von Mayenburg
traduzione di Roberto Gandini
con Mauro Fanoni, Alessandra Muccioli, Giacomo Zito, Luigi Pisani
regia Adriana Martino
costumi Metella Raboni
produzione P.G.A. s.c.a r.l.

Cosa succede se per esistere e contare nella società occorre apparire belli, magri e affascinanti? E cosa succede quando un essere umano improvvisamente scopre di avere una faccia disperatamente brutta, tanto che persino la moglie ammette di averlo sempre saputo? L'unica scelta possibile di rimediare a un aspetto così disastroso è un radicale intervento chirurgico. Ed ecco che grazie alla plastica il protagonista diventerà bellissimo e il chirurgo che lo ha operato potrà usarlo come testimonial del proprio talento artistico, e il suo capo azienda lo potrà far diventare un modello pubblicitario per vendere i propri prodotti e attirare donne ricche disposte a diventare solide azioniste. L'abito fa il monaco, in barba a qualunque proverbio. Siamo ciò che appariamo esteriormente.
Una brillante commedia degli equivoci dove l'incubo diventa realtà e l'apparenza la vera identità.
Una efficace e sottile satira sociale sull'identità, il conformismo, la cancellazione delle differenze, la clonazione delle identità.

Marius von Mayerburg è uno dei giovani autori più rappresentativi e interessanti a livello europeo. E’ tradotto e rappresentato sia in America che in tutta Europa e ha la sua residenza come drammaturgo allo Schaubuhne di Berlino.

TEATRO BELLI - Piazza Santa Apollonia, 11a (trastevere)
Dal 15 al 26 febbraio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21,00 – domenica alle ore 17,30
Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

Info e prenotazioni: Tel .06 5894875 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobelli.it

Manuela Villa in
ROMA!
Canti, balli e poesia del popolo di Roma
di Pier Francesco Pingitore
Regia Pier Francesco Pingitore
Direzione Musicale Claudio Garofalo Pica
Coreografie Cristina Pensiero
Allestimento Graziella Pera
Produzione Nevio Schiavone

Tutta la tradizione romana in uno spettacolo unico…
“Roma!” vuole essere una scorribanda tra le canzoni ed i balli romani, dall’Ottocento ad oggi. Dagli stornelli che il popolo di Roma cantava contro i francesi invasori, alle dolci melodie delle serenate, dalle canzoni delle prime feste di San Giovanni ai brani autoriali dei cantautori di oggi.
Il tutto con l’apporto di una band dal vivo e con la voce inconfondibile di Manuela Villa, cantante italiana e super-romana. A lei si affiancheranno Nico di Barnaba, cantante romano anche lui, ed un gruppo di ballo che animerà tutta la serata.
“Roma!” è una vera e propria esperienza di romanità anche nel menu degustazione della cena nei prestigiosi palchi privati al piano superiore. La Chef Anna Dente, fondatrice dell’Osteria di San Cesario, famosa in tutto il mondo ed insignita da Roma Capitale del titolo di Ambasciatrice della Cucina Romana nel Mondo, in collaborazione col nostro Resident Chef Ben Hirst ha ideato un menu esclusivo per lo spettacolo “Roma!” con piatti e prelibatezze tipici della tradizione romana. Inoltre un piatto di pasta all’arrabbiata verrà offerto a tutti gli ospiti in platea.
Un’esperienza di romanità unica ed indimenticabile nel più elegante ed incantevole teatro della Capitale!

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Ogni domenica dal 29 gennaio al 26 febbraio 2017 ore 20.30
Cena servita nei palchi privati al piano superiore h 19.30
Prezzi Biglietti: Palco con cena 65,00€, Poltronissima 35,00€, Poltrona 25,00€

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com

 

Articolo di: Isabella Polimanti

Cosa offre di interessante la scena teatrale romana nei prossimi sette giorni? Come di consueto moltissime opportunità, tutte da cogliere al volo dopo aver consultato la dettagliatissima agenda teatrale di SaltinAria!

Il nostro itinerario questa settimana prende avvio dal suggestivo RIVELAZIONE. SETTE MEDITAZIONI INTORNO A GIORGIONE che, dopo la data unica tenutasi la scorsa estate a Palazzo Venezia nell'ambito della rassegna Il Giardino Ritrovato, ritorna in scena nella cornice del Teatro India dal 14 al 19 febbraio; in questo progetto la Compagnia Anagoor insieme a Laura Curino si interroga sulla misteriosa figura del Giorgione in un affascinante viaggio tra storia, arte e poesia.

Due attesi spettacoli approdano invece all'Eliseo: nella sala Grande il ROMEO E GIULIETTA di KHORA.Teatro, diretto da Andrea Baracco, debutta proprio a San Valentino per incantare la platea romana con la più classica tragedia d'amore concepita dal genio scespiriano, portata in scena da un cast straordinario che vede come protagonisti Lucia Lavia, Antonio Folletto e Alessandro Preziosi; al Piccolo Eliseo è invece in scena IL LAVORO DI VIVERE di Hanoch Levin, con l'adattamento e regia di Andrée Ruth Shammah e Carlo Cecchi a raccontare una storia d’amore fra due persone di mezza età, in cui l’amore appare a barlumi folgoranti in mezzo a un mare di insulti, parole durissime e rimpianti. 

Ciò di cui avete bisogno è invece una bella commedia spensierata e brillante? Se siete amanti degli animali e per una sera volete provare ad immergervi nel loro universo per scoprire il "punto di vista" di una scanzonata combriccola di spassosi abitanti di un canile, allora l'appuntamento è al Teatro Sette, dove torna in scena dal 14 al 26 febbraio IO NON POSSO ENTRARE con Andrea Perrozzi e Alessandro Salvatori, diretti da Paola Tiziana Cruciani; se invece a divertirvi sono le machiavelliche disavventure che costellano il nostro destino, allora la bussola dovrà puntare il suo ago sul Teatro dell'Orologio dove, tra le numerose proposte al debutto in questa settimana, troviamo LIBERI TUTTI di Elda Alvigini e Natascia Di Vito, un atto unico per ridere delle separazioni che un essere umano è costretto ad affrontare nella vita, in scena dal 14 al 19 febbraio.

Ma questa è solamente la punta dell'iceberg di una settimana ricca di debutti, spettacoli in data unica e spettacoli che continuano la loro tenitura dopo gli applausi mietuti nelle scorse settimane. Che aspettate a scoprirli tutti in questo nuovo appuntamento di SaltaInTeatro?

Torna al Teatro Argentina l’estro istrionico di Filippo Timi che sarà in scena con una insolita edizione del capolavoro di Henrik Ibsen, UNA CASA DI BAMBOLA, nell’intrigante versione diretta da Andrée Ruth Shammah.

Dopo il felice esito di Calderón, Premio Ubu 2016 per la migliore regia dell’anno, spettacolo che anche sulle pagine della nostra rivista abbiamo votato come migliore spettacolo dell’anno 2016, Federico Tiezzi porta in scena al Teatro India L’APPARENZA INGANNA, già rappresentato con successo nel 2000, aggiudicandosi il Premio Ubu per la regia, e molto apprezzato da pubblico e critica.

A distanza di un anno ritorna al Teatro Vascello di Roma LE BACCANTI - Dionysus il dio nato due volte un progetto di Daniele Salvo sulle Baccanti di Euripide, pièce teatrale orchestrata dalla incisiva regia di Salvo in un ensemble di voci e di corpi che portano l’opera di Euripide nel nostro presente.

Continuano con successo, al Teatro Cometa Off, le repliche de IL GIOCO di Franca De Angelis con la regia di Christian Angeli e con protagonisti Anna Cianca, Alessia Sorbello e Andrea Trovato. Un noir, un intrigo tragicomico a tre, uno spettacolo che coinvolge in una tensione emotiva che cresce man mano che sale la posta in gioco. Avete tempo fino a domenica 12 febbraio per goderne, il consiglio è di non perderlo!

Al Teatro Piccolo Eliseo, in un’unica serata, lunedì 6 febbraio, un ricordo di Giuseppe Patroni Griffi nello spettacolo ad ingresso libero METTI UNA SERA A CENA CON PEPPINO, il ritratto di un autore versatile, considerato tra i più grandi commediografi del Novecento, firmato dal giovane regista napoletano Antonio Castaldo. Interverrà il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini.

Tutti gli altri spettacoli, in dettaglio, qui di seguito.

Buona visione con SaltinAria!

 

UNA CASA DI BAMBOLA
di Henrik Ibsen
traduzione, adattamento e regia di Andrée Ruth Shammah
con Filippo Timi, Marina Rocco (nel ruolo di Nora)
con la partecipazione di Mariella Valentini
e con Andrea Soffiantini, Marco De Bella, Angelica Gavinelli, Elena Orsini, Paola Senatore
Produzione Teatro Franco Parenti/Fondazione Teatro della Toscana

A quasi 140 anni dalla sua stesura, Casa di bambola è da annoverarsi tra i testi immortali del teatro, tuttora tra i più rappresentati con successo in ogni angolo del mondo, sempre attuale perché universale nel tema dell’eterno conflitto tra l’identità maschile e quella femminile. Da regista donna, Shammah indaga il crollo del “maschile” contemporaneo, posando la sua attenzione non sulla donna che si ribella, ma sulla solitudine dei personaggi maschili, tutti interpretati da Filippo Timi, mattatore debordante e altamente introspettivo nei molteplici panni del marito, del dottore e dell’usuraio. La volontà registica è quella di sviscerare i rapporti tra i diversi e sofisticati ruoli maschili e femminili che popolano il testo ibseniano senza tuttavia adagiarsi sul cliché di Nora, scavando nelle pieghe della sua psicologia e rendendola controversa manipolatrice e abile tessitrice di trame, una Marina Rocco prima vittima e poi eroina che si emancipa dal marito.
Lo spettacolo diventa così un vero corpo a corpo con i sentimenti, un percorso attuale all’interno delle dinamiche di coppia che rivela il lato oscuro dei protagonisti. In tal senso risulta decisiva l’interpretazione di Filippo Timi, trasformista in scena e irresistibile interprete dei ruoli maschili: Torvald, Rank e Krogstad, tre doppi di un unico uomo destinato a soccombere. «I tre protagonisti maschili sono molto diversi. Io cerco di dare a ognuno un modo di parlare, di muoversi – afferma l’attore – Il dottor Rank, l’amico, è il tipo che non prende, ma dà. È lui che incita Nora a fuggire a spiccare il volo, ma se dovessi descriverlo direi che è un fiume arido, dove non scorre acqua: ha preso la sifilide dal padre quando era bambino ed è come marchiato, non può avere relazioni, dunque è vergine. Krogstad, il procuratore, per me è come una pietra, è un Helmer, il marito di Nora, ma a cui tutto è andato male. E quanto a Helmer sembra lineare ma è il più complesso. Il marito padrone, il borghese ipocrita da cui Nora fugge, ma se leggi il testo capisci che non è così. Se Helmer appare ossessivo è perché Nora è una bugiarda. Lo trovo un uomo ragionevole che mi sta insegnando quanto sia bello scindere il cuore dalla testa. È come i quadri di Mondrian: il quadratino del rosso della passione deve essere più piccolo del giallo che è la ragionevolezza perché avere il controllo del lato emotivo è una conquista. E in Ibsen nessuno dei due ha ragione, né il maschio, né la femmina. Semplicemente ci mostra cosa succede in una coppia: si ama, si finge, si lotta, si mente... Alla fine quando Nora accusa Helmer di trattarla come una bambola, “per trovare me stessa me ne devo andare”, è lui a dirle prova a cercare te stessa con me, dobbiamo crescere insieme, è una cosa bella. È il modo giusto per vivere una relazione. Magari proprio con l’uomo che mette in discussione se stesso, si mostra più fragile, più debole. Le sfumature sono una ricchezza: se l’uomo diventa un po’ femmina è ok».

Il capolavoro ibseniano ci presenta Nora, la moglie, amata e vezzeggiata come una bambola, dell’avvocato Torvald Helmer che sta preparando l’albero di Natale. Sopraggiunge inaspettata l’amica Cristina, vedova e bisognosa di aiuto e a lei Nora rivela un segreto: otto anni prima ha contratto un debito con un certo Krogstad falsificando la firma del padre per poter pagare il soggiorno in Italia necessario alla guarigione del marito. La promozione a direttore di banca del marito sembra risolvere ogni cosa, ma Krogstad, impiegato nella stessa banca, ricatta Nora per ottenere una promozione. Quando Torvald, ignaro di tutto, vorrebbe licenziarlo per altri motivi, questi minaccia di denunciare ogni cosa se Nora non otterrà di far bloccare il licenziamento. L’intercessione della donna non ottiene alcun esito e Krogstad mette in atto la sua minaccia inviando una lettera a casa degli Helmer. Cristina, che ha riconosciuto in lui un antico innamorato, lo convince a recedere dal ricatto, ma è troppo tardi. È questo un complesso intreccio, avvincente come un thriller e intrigante come un giallo, fatto di emozioni e tormenti, inganni e calcoli, illusioni e rese dei conti, truffe e utopie, che Shammah compone per avvolgere lo spettatore in un appassionante reticolo di dinamiche relazionali e affari di famiglia. Un dramma borghese, privato dei luoghi comuni, con l’intenzione di svelare un aspetto oscuro, o segreto, del dramma.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - Roma
dal 7 al 19 febbraio 2017
Orari spettacolo: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17. Lunedì riposo. Durata spettacolo: 2 ore e 40 minuti più intervallo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


L’APPARENZA INGANNA
di Thomas Bernhard
regia Federico Tiezzi
traduzione Roberto Menin
drammaturgia Sandro Lombardi
con Sandro Lombardi (Karl, un vecchio artista) e
Massimo Verdastro (Robert, suo fratello, un vecchio attore)
scene Gregorio Zurla
costumi Giovanna Buzzi
Produzione Associazione Teatrale Pistoiese - Compagnia Lombardi-Tiezzi

A distanza di diciassette anni Federico Tiezzi ritorna ad esplorare il testo di Bernhard (1983), recuperando la primitiva soluzione scenica: due diversi luoghi cui far accedere un pubblico che possa compiere simbolicamente il viaggio di Robert a casa di Karl e quello di Karl a casa di Robert. Protagonisti sono infatti i due anziani fratelli, Karl e Robert, con le loro dolorose solitudini, i tormenti e i conti in sospeso con una vita ormai al tramonto, che esploderanno a suon di ironici dispetti e grottesche rivendicazioni. Così, nella settimana tra Natale e Capodanno, in un appartamento di Vienna disseminato di antiche fotografie, il vecchio Karl attende la visita di suo fratello Robert. Entrambi anziani, giocoliere uno e attore l’altro, sono in pensione e si fanno visita ogni martedì e ogni giovedì. Il martedì è Robert che va da Karl, il giovedì Karl rende la visita a Robert. Il terzo polo della situazione è Mathilde, la defunta moglie di Karl. Il nucleo oscuro del contrasto è legato al testamento di Mathilde che non ha lasciato la casetta dei week-end al marito, bensì al cognato Robert. Da questo spunto si innesca un meccanismo a catena che porta i due a escogitare ogni possibile pretesto per soddisfare quelli che sembrano essere, con definizione beckettiana, i bisogni del tormento: piccoli dispetti, contraddizioni, ricordi di infanzie e adolescenze conflittuali. “A me gli attori / hanno sempre interessato / quelli notevoli”, dirà Karl a Robert. Anche allo scrittore e drammaturgo austriaco Bernhard hanno sempre interessato gli attori, come dimostra una delle sue opere più intense, Minetti, ritratto di un artista da vecchio, dedicato al suo attore-feticcio Bernhard Minetti, uno dei più grandi interpreti della scena tedesca del secondo Novecento. Una scrittura drammaturgica consapevole delle possibilità, delle psicologie, delle amarezze, degli slanci e delle euforie degli attori. Infatti, il geniale scrittore austriaco offre con questo testo ai suoi due personaggi un combustibile straordinario grazie all’ampiezza di registri e di stati d’animo, di sfumature e di invenzioni.

Con uno stile asciutto e acido, Bernhard sciorina tutta una collezione di sofferenze e rancori, richieste di aiuto mascherate da aggressioni, insulti che celano un disperato bisogno di protezione, con il paradossale risultato di raggiungere una sinistra, corrosiva comicità. «Il testo ha una struttura speculare – spiega Sandro Lombardi – Karl e Robert si fanno visita regolarmente, e ogni atto si apre con un monologo di “attesa” di uno dei due e prosegue con il dialogo dei loro incontri, il martedì a casa di Karl, il giovedì in quella di Robert. L’uno di fronte all’altro, i due protagonisti rappresentano due diverse chiusure di fronte al mondo. La storia di due fallimenti storici ed esistenziali che col passare del tempo portano alla pietrificazione dell’essere e a un’esistenza claustrofobica. Il fulcro del lavoro è la messinscena spietata della loro solitudine, l’incomunicabilità totale. In scena diventano battute che nascondono le intenzioni reali dei personaggi, che parlano sempre di altro. Mentre gesti e intonazioni esplicitano quello che non viene fuori a parole. Karl ritiene che la sua arte sia superiore a quella di Robert, perché lui non può “barare”, a differenza dell’attore che invece può fingere e nascondere l’errore. Robert, invece, è ossessionato dall’idea di tornare a interpretare Re Lear, nonostante i suoi vuoti di memoria, ed è un tormento che lo rende ipocondriaco». Costruito secondo un procedimento di alternanza tra monologhi e dialoghi, L’apparenza inganna ci racconta due solitudini atroci, dolorose, ma anche ridicole e beffarde, che la nuova scenografia di Gregorio Zurla ripropone sulla scena attraverso spazi ridotti, nei quali gli spettatori siano a strettissimo contatto con gli attori, in un esperimento di totale abolizione della quarta parete, allo scopo di ottenere un totale coinvolgimento emotivo del pubblico che, grazie ad affascinanti armadi con ante a specchio, si vedrà direttamente riflesso dentro lo spazio dell’azione. Questo consente inoltre ai due interpreti, Sandro Lombardi e Massimo Verdastro, di elaborare una recitazione tutta interiorizzata e perseguire lo scopo di offrire allo spettatore quasi la sensazione di entrare nei loro stessi pensieri, nei tormenti, nel “non detto” che muove le loro parole. Così, il denso fardello di disperazioni che appesantisce da tempo entrambi i protagonisti di questa pièce si insinua lungo le incrinature delle pareti ingrigite di due appartamenti viennesi e demodé, debordando con voluta esagerazione addosso al pubblico in virtù di un allestimento claustrofobico che pone in scena le varie sfumature della fragilità umana.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
dal 7 al 12 febbraio 2017
Orari spettacolo: tutte le sere ore 21, domenica ore 18
Durata spettacolo: 1 ora e 40 minuti

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


I due della Città del Sole e Sus Babi Teatro presentano
CAESAR
di Matilde D'Accardi dal "Giulio Cesare" di W. Shakespeare
regia Alessandro Marmorini
con Carlotta Mangione, Davide Paciolla, Stefano Patti, Francesco Petruzzelli e con Roberto Negri con la partecipazione straordinaria di Pietro Biondi e la voce di Alice Spisa
costumi Ilaria Carannante
musiche originali Massimiliano Pace
video VirtualBlast s.a.s
aiuto regia Gabriele Paupini

Dobbiamo essere sacrificatori, non macellai, Cassio. Noi tutti ci solleviamo contro lo spirito di Cesare, e nello spirito degli uomini non c’è sangue. Oh, se potessimo trafiggere lo spirito di Cesare e non smembrare Cesare! Ma, purtroppo, Cesare deve sanguinare. Nobili amici, uccidiamolo però con ardimento, non con rabbia. […] Questo renderà il nostro intento necessario, e non odioso; e se così apparirà agli occhi di tutti, saremo chiamati purificatori, non assassini.
Giulio Cesare, II.1

Note di regia
La tragedia comunemente nota come Julius Caesar venne scritta dal Bardo tra il 1598 e il 1599 e pubblicata per la prima volta nel First-Folio del 1623 con il titolo The Life and Death of Julius Caesar.
Trovo interessante il fatto che, contrariamente a quello che il titolo comunemente noto sembra suggerire, l’originale dimenticato indichi molto precisamente quale sia l’argomento dell’opera: il prima e il dopo l’omicidio di Cesare, ciò che precede e segue un grande stravolgimento politico.
In quest’ottica Cesare e il suo storico assassinio non sono che lo spartiacque, la chiave di volta, la scelta che i protagonisti sono costretti dalla Storia a fronteggiare: un pugno di giovani politici rampanti, assetati di futuro e disposti a tutto; chi per puro idealismo civile, chi per interesse personale, chi per rancore...
Questi giovani uomini, cresciuti all’ombra della generazione che li ha preceduti, sembrano non poterne più del gioco delle parti al quale li costringe il sistema nel quale sono incastrati; si sentono pronti ad ottenere un ruolo da protagonista della scena politica e prendere il timone del loro futuro epurandolo dall’ingiustizia e dal fantasma della tirannide.
Si considerano dei purificatori, ma sebbene pronti a compiere il gesto supremo, non lo sono a quello che ne seguirà. Tutta la seconda parte della tragedia assume i toni del thriller: evolve un incubo ad occhi aperti in cui il mostro nascosto sotto il materasso è il Potere, mostro evocato e voluto dal gesto di questi stessi salvatori della Patria, che si rivela per loro un “Frankenstein” incontrollabile.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Debutto nazionale 9|10|11|12 febbraio
dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 17
Platea € 27,00, Galleria € 22,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


Cercando di scongiurare il peggio Carrozzerie | n.o.t presenta
CI-KÓREA AMARALADANZA
piccolo punto di vista sulla danza contemporanea romana
9 febbraio ore 21
Anna Basti + Chiara Caimmi - Francesca Lombardo - Quattro Quarti
10 febbraio ore 21
Valeria Loprieno - Luogocomune Danza

Carrozzerie n.o.t è uno spazio aperto. Alla ricerca. Alle proposte.
E' uno spazio che cerca di concentrare la propria azione attorno ai linguaggi scenici, adorando formati ibridi. Stiamo da tempo cercando di sondare e monitorare la scena teatrale alla caccia del talento che verrà con l'ambizione di provare a scovarlo ed accompagnarlo verso lo sfondamento di quella soglia invisibile che separa il mondo degli artisti emergenti da quelli affermati. Assediare la soglia. Abbatterla.

Questo lavoro verso le nuove realtà richiede tempo e competenze che cerchiamo di mettere a frutto nel settore che maggiormente ci compete e conosciamo, quello teatrale, ma quest'anno, in occasione della terza edizione del bando di residenze artistiche Odiolestate, siamo stati letteralmente sommersi da progetti di coreografi più o meno conosciuti.
Decine e decine di artisti attivi nel campo della danza contemporanea si sono rivolti a noi per far procedere un progetto di rappresentazione legato al movimento.

Carrozzerie n.o.t non è -e non può essere- un centro coreografico, ma allo stesso tempo non è nemmeno un luogo capace di rimanere immobile di fronte ad un grido proveniente dall'ambiente artistico che lo circonda.
Consapevoli di non poter sostenere una parallela azione di scouting in campo coreografico, abbiamo quindi riflettuto su come poter mettere a frutto una richiesta tanto evidente di tempo e spazio e così è nata l'idea di CI-KÓREA amaraladanza.

Una due giorni in cui convocare alcune delle realtà del territorio che si sono rivolte a noi, senza una vera selezione e con la necessità di escludere le domande -numerosissime- provenienti dal resto di Italia, per permettere loro da un lato di mostrare i materiali imperfetti, parziali con cui hanno voluto partecipare al nostro bando e dall'altro -soprattutto- di incontrare gli operatori effettivamente attivi nell'ambito della danza sul territorio regionale.

CI-KÓREA amaraladanza vuole essere quindi un piccolo punto di vista sulla danza contemporanea romana e andare a guardare da vicino le caratteristiche specifiche del settore nel Lazio per delinearne una piccola ed efficace guida.

Dove formarsi // a chi rivolgersi // dove proporre i propri lavori o andare a cercare il confronto con i risultati scenici più interessanti provenienti dal resto di Italia // come entrare in contatto con i soggetti designati ad occuparsi di danza contemporanea in Regione e -soprattutto- cosa aspettarsi per il futuro della danza del territorio?

Entrambe le serate partiranno dall'osservazione dei materiali presentati dalle compagnie coinvolte, ma culmineranno in delle tavole rotonde che ci piacerebbe definire di orientamento con il coinvolgimento diretto degli operatori del settore, ma aperte alla partecipazione di tutti coloro che agendo nell'ambito vogliano essere presenti per non avere più scuse sulla complessità o inaccessibilità del circuito e per problematizzare attorno a tutte le possibilità [esplorate o meno] che lo compongono.

Un panorama specifico e dettagliato: povero? marginale? amaro? da buttare via?

La cicoria, in molte parti d’Italia, è considerata un’erbaccia: amara, inutile, da destinare ai pascoli. Chi vive a Roma, invece, sa che quell’erbaccia che spunta dappertutto, nonostante tutto, può essere un vero dono. C’è chi la cerca nei parchi, chi nei piccoli spartitraffico, chi esce di casa la mattina proprio per andarla a raccogliere fresca di rugiada, chi la unisce a semplici elementi della tradizione e la rende un tesoro unico.

Questa erba tipicamente romana ci è sembrata l'elemento migliore per estendere la nostra personale riflessione sull’arte coreutica, sulle sue peculiarità, le difficoltà permanenti del settore in generale e della danza contemporanea del territorio in particolare.

Dalla speranza che la sfida stia proprio nell'affrontare le specificità intrinseche ed il gusto inaspettato di un settore che sembra storcere il naso a sé stesso, nello scoprire il valore delle cose piccole, spontanee, ancora nascoste, delle erbacce che possano diventare le prelibatezze di domani, ecco CI-KÓREA amaraladanza: un appuntamento/mappa per dare punti di riferimento a chi non ce li ha o forse solo per ribadire l'ovvio.
Scongiurando il peggio.

CARROZZERIE N.O.T - Via Panfilo Castaldi 28/a, Roma
9 | 10 febbraio dalle ore 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 347/1891714
Sito web: www.carrozzerienot.com

 

LE BACCANTI - Dionysus il dio nato due volte
un progetto di Daniele Salvo sulle Baccanti di Euripide
regia Daniele Salvo
con Manuela Kustermann, Daniele Salvo, Paolo Bessegato, Paolo Lorimer, Simone Ciampi, Diego Facciotti , Giulia Galiani, Annamaria Ghirardelli, Melania Giglio, Francesca Mària, Silvia Pietta, Alessandra Salamida, Giulia Diomede
produzione La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello Roma - Tieffe Teatro Milano
Teatro Di Stato Constanta Romania

Le Baccanti rappresentano una finestra sull'irrazionale, su un mondo antico di reale libertà espressiva, di possessione dionisiaca, una riflessione sul senso del divino nelle nostre vite e su ciò che, nella nostra quotidianità, viene rimosso. La parola antica è un grido proveniente da un altro tempo, un appello alla riflessione, al risveglio dei sensi, un'esortazione a guardarci dentro in altri modi. Nel frenetico vivere odierno noi affidiamo gli ultimi scampoli di irrazionalità e presenza fisica ai momenti dell'eros, della malattia, del sonno. Le Baccanti, invece, agiscono in stato di automatismo mentale, di sonno perenne, sono in qualche modo "agite" dal Dio, Dioniso opera attraverso di loro, attraverso i loro corpi e le loro voci, li trasforma e ne fa strumento di ebbrezza, sensualità, stordimento, morte, dolcezza infinita, ambiguità demoniaca. Il Dio in qualche modo si fa corpo e plasma le loro voci. La febbre del nostro tempo ci porta a vivere in una realtà anestetizzata, un mondo fittizio in cui l'emozione è bandita, al servizio di un intellettualismo sterile e desolante. I nostri occhi sono quotidianamente accecati da immagini provenienti dai media. La legge del mercato non perdona: si vendono cadaveri, posizioni sociali, incarichi pubblici, armi, sesso, infanzia, organi. Restiamo indifferenti. La dimensione borghese soffoca i nostri migliori istinti, la nostra sensibilità (che brutta parola oggi, considerata quasi scandalosa), la nostra sincerità e si porta via ogni forma di creatività, ogni volo. La nostra dimensione irrazionale viene completamente annientata. Il senso dell'affermazione dell'Io divora i nostri giorni. L'arte è svuotata della sua dimensione spirituale. I media, persuasori occulti, agiscono sui nostri cuori e sulle nostre menti addomesticando anche gli spiriti più ribelli, sigillando gli occhi più attenti. La dimensione spirituale è irrimediabilmente perduta.
Il senso del tragico è ormai sconosciuto. Il corpo viene cancellato. Siamo ormai definitivamente trasformati in consumatori e, nel medesimo istante, in prodotti, sconvolti da una guerra mediatica senza precedenti nella storia. Illusi della nostra unicità, della nostra peculiarità, in realtà pensiamo tutti nello stesso modo, pronunciamo le stesse parole, abbiamo tutti le stesse esigenze, le stesse speranze, le stesse ansie, la stessa quotidianità fabbricata in serie. Ci illudiamo di essere liberi.

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
dal 7 al 19 febbraio 2017
dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it


GL’INNAMORATI UNDERGROUND
di Carlo Goldoni
regia Marco Lorenzi
con Fabio Bisogni, Roberta Calia, Andrea Fazzari, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Raffaele Musella
assistente alla regia Alba Maria Porto
luci Giorgio Tedesco
musiche originali Davide Arneodo [Marlene Kuntz]
movimenti scenici Daniela Paci
foto di scena Tiziana Lorenzi
produzione Il Mulino di Amleto-Tedacà

Eugenia e Fulgenzio, i giovani innamorati narrati da Goldoni, arrivano al Teatro dell’Orologio nello spettacolo presentato dalla Compagnia torinese Il Mulino di Amleto. Gl’innamorati underground sarà in scena dal 10 al 12 febbraio 2017.
La commedia goldoniana del 1759 prende oggi nuova linfa vitale nello sguardo e nell’attenzione di un contemporaneo che può essere ancora attratto dai grandi maestri del passato.

Note di regia:
“Scegliere Goldoni e il suo testo Gl’innamorati, oggi, per un gruppo giovane come il nostro, equivale a fare una scelta importante: la nostra è una generazione che ha un grande bisogno di maestri e di punti di riferimento che non è facile trovare, per questo dobbiamo cercarli nella grande drammaturgia, in quegli archetipi che ci ricordano il senso del nostro mestiere.” (Marco Lorenzi)

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Moretti - via dei Filippini 17/A, Roma
dal 10 al 12 febbraio 2017
venerdì e sabato h.21.30 | domenica h.18.30
La prenotazione è vivamente consigliata

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


TOY BOY
scritto e diretto da Massimo Odierna
con Vincenzo D’Amato, Alessandra Falucchi, Luca Mascolo
progetto grafico e web Daniele Odierna e Francesco Morgante
organizzazione Maria Piccolo
produzione BluTeatro
fotografo di scena Daniele Grillo
produzione BluTeatro

Cosa succede quando una coppia decide di affittare un toy boy per una sera? E se l’adrenalina iniziale di una coppia naif fosse solo l’anticamera di un’infelicità profondamente radicata nella coppia?
Il giovane toy boy si rivelerà la cartina tornasole di una coppia insoddisfatta, in piena crisi e che fugge dall'horror vacui, ritirandosi nelle sue zone più perverse perché incapace di gestire la routine e la normalità.

Note di regia:
Toy Boy esplora le diverse sfaccettature e contraddizioni dell'essere umano contemporaneo: la difficoltà nel relazionarsi, la ricerca di una vera intimità in contrapposizione ad un atteggiamento narcisistico, il bisogno di essere presenti ma nello stesso tempo la voglia di fuggire dal caos odierno. Tutto questo mascherato da un linguaggio ironico, fresco e tagliente che spesso sfocia volutamente nell'intrattenimento restituendoci una genere vicino alla commedia.
Ma ogni risata si trascina il suo malessere ed ogni crisi il suo momento liberatorio.
Protagonista della pièce è la tensione tra i personaggi, la quale, arricchita da silenzi, frasi alterate e piccoli equivoci, finisce per esplodere in una violenza, sia fisica che mentale, fino al crollo totale dell’individuo.” (Massimo Odierna)

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Gassman - via dei Filippini 17/A, Roma
dal 9 al 12 febbraio 2017
La prenotazione è vivamente consigliata

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


LA MITE
Liberamente tratto dal racconto di Fëdor Dostoevskij
adattamento e regia di César Brie
con Clelia Cicero e Daniele Cavone Felicioni
produzione Teatro Presente

Finché lei è qui va ancora tutto bene, posso andare a guardarla ogni istante,
ma domani che la porteranno via, come farò a rimanere da solo?”. Dostoevskij

Questo interrogativo è l’inizio della vicenda.
La Mite è un racconto che Dostoevskij ha scritto prima de I fratelli Karamazov, ispirandosi a un fatto di cronaca che lo aveva molto colpito: il suicidio di una ragazza definito dai titoli dei giornali un suicidio mite. L’originale ci presenta un uomo che vuole comprendere perché sua moglie si è uccisa e fa un lungo soliloquio nel quale ricerca le ragioni di questo atto disperato. Nello spettacolo Teatro Presente sceglie invece di far parlare entrambi.
Il testo è del 1876 e lei, la Mite, disegna un’inquietudine che ha già la complessità della questione di genere, tanto più potentemente insidiosa e attuale in quanto ancora priva di sovrastrutture ideologiche.

Note del regista César Brie:
“A raccontarci la storia è lui, l’usuraio, l’uomo freddo e severo del banco dei pegni, che poco prima aveva sposato una ragazza buona e mite, e ora cerca una ragione che spieghi il suo suicidio. I due sono in scena senza separarsi mai, in un dialogo di azioni e parole. Lui cerca di capire l’accaduto, torna indietro, ricorda, si confonde, capisce, sale dolorosamente verso la coscienza di ciò che ha scatenato, provocato. Lei lo aiuta a ricostruire, descrive i fatti, aggiunge, conferma, tace. Poiché è morta, non può argomentare, ragionare o giustificare. Lei è la sua memoria, la sua vittima, la sua colpa, il suo amore ferito, il suo silenzio”.

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Orfeo - via dei Filippini 17/A, Roma
dal 7 al 12 febbraio 2017
da martedì a sabato h.21.00 | domenica h.18.00
La prenotazione è vivamente consigliata

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


Teatro Nuovo di Milano presenta
SATURDAY NIGHT FEVER
LA FEBBRE DEL SABATO SERA
Basato sul celebre film di Paramount/RSO e sulla storia di Nik Cohn
Adattamento al teatro di Robert Stigwook in collaborazione con Bill Oaks
e di Sean Cercone & David Abbinanti per il Nord America
con le canzoni dei The Bee Gees
Regia Claudio Insegno
Coreografie: Valeriano Longoni
Supervisione Musicale: Angelo Racz
Direzione Musicale: Massimo Carrieri
Scene: Roberto e Andrea Comotti
Costumi: Graziella Pera
Disegno Audio: Simone Della Scala
Disegno Luci: Valierio Tiberi
Video Scenografia: Francesca Del Cupolo & Erika Dolci
Assistente alla regia Simone De Rose
Assistente Coreografo: Erika Simonetti
Con
Giuseppe Verzicco nel ruolo di Tony Manero
Anna Foria - Stephanie Mangano - Giada D'auria – Annette
Luca Spadaro - Bobby C - Samuele Cavallo - Joey
David Negletto - Double J - Francesco Lappano - Gus
Alessandra Sarno - Flo Manero - Gaetano Ingala - Frank Manero
Gianluigi Sticotti - Dj Monty - Giovanna D'Angi - Candy
Alex Botta - Frank Jr - Monica Ruggeri – Linda Manero
Arianna Galletti - Pauline
e con Ensamble
Fabio Gentile - Ilaria Leone – Amilla Lucchini - Carolina Mollo - Jessica Falceri – Marco Ventrella –
Enerise Veidia - Janer Veranes
Massimo Carrieri - direzione musicale/tastiera1
Stefano Damiano – tastiera 2
Simone Rozza e Paolo Ballardini – chitarra
Marco Campagna – batteria
Daniele Catalucci – basso
Marcello Ronchi – tromba
Alessio Zanovello – reed
Pietro Spina – trombone

In occasione del 40° anniversario dall’uscita del celebre film, Teatro Nuovo di Milano presenta la nuova produzione italiana de LA FEBBRE DEL SABATO SERA.
Il musical tratto da una delle pellicole più celebri ed importanti nella storia del cinema, è un omaggio alla disco music ed al glam dominante degli anni’70. Uno spettacolare juke box musical in cui rivivere i successi disco in voga all’epoca tra cui spiccano le canzoni originali dei Bee Gees come Stayin' Alive, How Deep Is Your Love, Night Fever, You Should Be Dancing e tante altre in voga tutt’oggi quali Symphonie No 5, More than a woman e la celeberrima Disco Inferno.
Giuseppe Verzicco è il nuovo Tony Manero! A sceglierlo una commissione internazionale composta dai produttori americani di Theatrical Rights e dal team creativo italiano presieduto dal regista Claudio Insegno. Classe 1986, Verzicco è oggi uno dei migliori performer del musical italiano e, con il suo carisma ed il suo grande e poliedrico talento, è pronto a far rivivere quel ruolo che ha portato alla ribalta mondiale un giovanissimo Travolta.
Un ruolo attesissimo per un debutto che regalerà a tutto il pubblico italiano le forti emozioni che solo John Travolta seppe suscitare in tutti gli spettatori della celebre pellicola di John Badham, grazie al concept cinematografico che il regista Claudio Insegno ha voluto imprimere a questo nuovo allestimento. A presentare lo spettacolo è Lorenzo Vitali, direttore artistico del Teatro Nuovo, che ha anche prodotto il pluripremiato Jersey Boys.

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
Dal 7 al 19 febbraio 2017
Orario: dal martedì al sabato ore 21,00 - domenica ore 18,00 - lunedì riposo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


Marche Teatro / Nutrimenti Terrestri / Walsh presenta
456
scritto e diretto da Mattia Torre
con Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino, Carlo De Ruggieri e con Michele Nani
Scene Francesco Ghisu
Disegno Luci Luca Barbati
Costumi Mimma Montorselli
Assistente alla regia Francesca Rocca
Assistente ai movimenti scenici Alberto Bellandi

456 è la storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima, litigano, pregano, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà.
456 nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri: per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. 4 5 6 è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo aggregante, di difesa dell’individuo – nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l’ostilità, il cinismo, la paura. 4 5 6 racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - via Guglielmo Pepe 43/47, 00185 Roma
7|12 febbraio 2017
Spettacoli ore 21.00 –domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


DAUNIDEADI presenta
IL CONTRARIO DI TUTTO
con Fabio Avaro e Vanina Marini
e la preoccupante partecipazione de La Banda dell’UKU
testo di Luca Sgamas
regia di Siddhartha Prestinari

Lo spettacolo scritto da Luca Sgamas racconta la storia di Adele giovane ragazza che grazie al ritrovamento di un vecchio diario della madre riesce ad entrare in “contatto” con il padre che non ha mai conosciuto, da anni esiliato, pare, in America Latina. I due rimangono così racchiusi in un “non luogo” fatto di parole e date dove vengono raggiunti da un improbabile trio di musicisti, ospiti di Pippo Baudo a Sanremo, che tra divertenti equivoci, colpi di scena ed assurde ricostruzioni musicheranno e daranno voce ai ricordi, agli aneddoti ed ai segreti che celati nel diario piano piano sveleranno che la verità non è quella che i malcapitati protagonisti avevano sempre creduto…
Tra i racconti di false verità e confronti con la realtà si dipana uno spettacolo che come spiega la regista: “per sua fortuna non ha una collocazione, non è propriamente prosa, non è neanche cabaret, e non è uno spettacolo musicale, ma è un insieme di tutto questo e di altro ancora da definire. E' un non luogo in cui gli attori ed i musicisti, cederanno la scena al “senso comico” nel suo continuo divenire. E' uno spattacolo che non ha controindicazioni ma è autenticamente beffardo, fintamente modesto e cosa più importante, estremamente divertente”.
Difficile da catalogare dunque ma una bella sfida da affrontare per il cast e la regista, che aggiunge: “qualcuno ha detto che ridere è il motivo per cui siamo al mondo, obbiettivo non sempre facile ma di grande stimolo se nella risata vogliamo cogliere il corretto sguardo sul mondo e sui noi stessi. Ed è su questa considerazione che ho accettato di dirigere Il Contrario di Tutto, perché mi stuzzicava l'idea di sperimentarmi con un nuovo genere di commedia”.
Con il disegno luci di Maximiliano Lumachi lo spettacolo in replica fino al 12 febbraio sarà una nuova occasione per godere dell’irriverente simpatia di Fabio Avaro, il trasformismo di Vanina Marini e la grande comicità musicale della Banda dell’Uku.

TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA - Piazza Giovanni da Triora, 15 - Roma
dal 9 al 12 febbraio 2017
Orario repliche: dal giovedì al sabato ore 21,00, domenica ore 17,00

Info e prenotazioni: Tel. 06.81173900 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroambra.it


MARILYN MON… AMOUR
testo di Cinzia Spanò
regia Chiara Petruzzelli, Silvia Giulia Mendola
con Silvia Giulia Mendola, Elena Rolla
collaborazione alla creazione Vanessa Korn
produzione PianoinBilico e Fondazione Egri Bianco Danza
con il contributo di Casa Orban

Sono passati più di cinquant’anni dalla sua morte, eppure il mito di Marilyn non accenna a tramontare. Anche chi non ha visto i suoi film conosce il suo volto, il suo nome. Continua a sorriderci, malinconica e sensuale, da una delle infinite immagini che la ritraggono e che ritroviamo ancora sulle magliette, nei calendari, sulle copertine dei diari. E da quelle immagini, la sua figura cattura la nostra attenzione.
Chiunque abbia voglia di guardare quel che si nasconde dietro all’immagine abbagliante del suo mito, però, difficilmente crede a quel che si trova davanti. A dispetto dei personaggi dolci e divertenti che interpretava nelle commedie hollywoodiane, le sue parole, le sue poesie, le testimonianze delle persone che la circondavano rivelano infatti una personalità tormentata e complessa, immersa nella solitudine e nella depressione.
Marilyn parla con il suo interlocutore di sé, dei suoi desideri, della sua carriera, dei suoi sogni in senso letterale. Le sue parole ci suggeriscono che questo interlocutore sia Norma Jean: la Marilyn Monroe prima del successo e forse l’incarnazione della sua anima, alla quale l’attrice affermata nel mondo della finzione si rivolge aprendo il suo spirito tormentato dal mondo reale. Norma Jean non parla, ascolta con attenzione, ma già conosce tutto, interpreta con il corpo flessuoso della coreografa Elena Rolla le emozioni vissute da Marilyn, la sua disperazione, il suo desiderio di fuga in un sonno dove Silvia Giulia Mendola è una Marilyn glamour, ma umanissima, che negli ultimi giorni della sua esistenza si racconta apertamente.

TEATRO BELLI - Piazza di Sant'Apollonia 11, Roma
Dal 7 al 12 febbraio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21,00 – domenica alle ore 17,30
Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

Info e prenotazioni: telefono 06-5894875
Sito web: www.teatrobelli.it


Viola Produzioni Srl presenta
Francesco Pannofino | Emanuela Rossi
I SUOCERI ALBANESI
di Gianni Clementi
regia di Claudio Boccaccini
con Andrea Lolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe, Filippo Laganà, Elisabetta Clementi
produzione Viola Produzioni

Una famiglia borghese: un padre, una madre e 2 figli. Lui, Lucio, 55enne, consigliere comunale progressista, lei, Ginevra, 50enne, giornalista illuminata, con un passato fatto di lotte politiche e rivolte generazionali, conducono un’esistenza improntata al politically correct, cercando quotidianamente di trasmettere ai figli, Camilla, 16enne, e Pietro, 23enne, questo loro stile di vita, pregno di valori importanti, di parole mai banali: l’importanza della politica, della solidarietà, della fratellanza.
Ogni occasione è buona per ribadire simili concetti: a tavola, ascoltando un telegiornale, commentando episodi di vita. Ma come in tutte le famiglie anche le incombenze pratiche occupano uno spazio importante nella vita di Lucio e Ginevra e la rottura di una tubazione del bagno di servizio, che rischia di allagare l’appartamento sottostante, obbliga i coniugi a chiamare una ditta per il restauro completo del servizio igienico. La ditta è formata da due ragazzi: Igli, 27 anni e Lushan di 18. Sono albanesi, con una storia alle spalle di quelle che si leggono tutti i giorni sui quotidiani. Viaggi su barconi fatiscenti, periodi di clandestinità, infine l’agognato permesso di soggiorno e adesso una Ditta, con tanto di partita Iva e lavoro in quantità. Un esempio da seguire per Camilla e Pietro! È questo che Lucio e Ginevra pensano, guardando a quella luce che illumina gli sguardi dei 2 ragazzi. Una luce piena di vitalità, voglia di fare, come solo chi ha davvero conosciuto la fame può ancora avere. Ma un giorno Lucio dimentica un importante documento, torna a casa ad un orario imprevisto e le certezze sue e di Ginevra crollano come un castello di carte. E i vecchi proverbi non passano mai di moda: chi predica bene, razzola male….

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
dal 7 al 19 febbraio 2017
giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


La Compagnia Degli Arti in
A N G I E
di Gabriele Mazzucco
con Fabrizio Apolloni, Andrea Alesio, Federica Orrù, Paola Raciti

La sorti del mondo e le vite delle famose rockstar morte a 27 anni, legate da un unico destino.Un gruppo di divinità (Muse, dei e semidei) in lotta tra di loro. Una ragazza qualunque attirata con l'inganno al centro della terra. La Musa della musica, una volta nota con il nome di Euterpe ma da tutti quanti, oggi, chiamata ANGIE, come ultimo baluardo delle forze del bene ...
E poi la Musa della letteratura, Calliope, oramai completamente fuori di testa; un lupo marsicano (Aristeo) diventato il fedele aiutante di ANGIE, dopo essere stato tramutato in un semidio; l'attacco finale dei "Bobby Dylan" alle porte; gli anedotti sulla spiaggia di Venice Beach con Jim ( Morrison), Jimmy (Hendrix), Janis (Joplin) e poi le vere cause delle morti di Robert Johnson, Brian Jones, Kurt Cobain ed Amy Winehouse.
Risate, divertimento e tanta tanta della nostra storia artistica e politica raccontata in un delirio surreale e fantastico, ma profondamente attinente con la realtà quotidiana.

TEATRO TESTACCIO - via Romolo Gessi 8, Roma
dal 9 all' 11 febbraio ore 21.00
domenica 12 febbraio ore 17.30
Biglietti: Intero 15,00 euro, Ridotto 10,00 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.5755482
Sito web: www.teatrotestaccio.com


INTERRUZIONI VOLONTARIE
di e con Claudia Salvatore
aiuto regia Marco Bilanzone, Barbara Caridi
scenografia e costumi Valeria Galluzzi

Lui si sentiva una ferita sulla guancia, la ferita non c’era, ma lui la sentiva così tanto che alla fine se l’è procurata da solo.
Lei si ricordava di quando da piccola aveva visto i nonni che facevano l’amore, ma in realtà non era successo a lei, era successo alla madre”.

In scena al Teatro Studio Uno dal 9 al 12 febbraio “Interruzioni volontarie” di e con Claudia Salvatore, che dopo una prima versione in forma di studio nel 2013 presentata al festival RIC, Rieti Invasioni Creative, e un primo debutto nella versione integrale nel 2015 nella rassegna “Dominio Pubblico”, porta in scena con la collaborazione di Marco Bilanzone e di Barbara Caridi, la versione definitiva di un lavoro profondo e complesso sull’essere umano.
Interruzioni Volontarie è la storia di chi vive dentro, osservando ciò che accade fuori, aspettando il momento giusto per sentirsi parte di qualcosa o per scegliere di essere artefici di un progetto. È la paura di scegliere, perché la scelta è rinuncia a qualsiasi alternativa, essere presenti a se stessi, accettando la realtà, solo in modo intermittente.
La scena è uno spazio irreale, forse uno spazio mentale, apparentemente disordinato, perché cosparso di scatoloni, al cui centro emerge immobile e sfumata nei tratti del viso, Margherita.
Margherita aspetta, registra messaggi degli altri, guarda gli spazi aperti attendendo che ci capiti dentro qualcosa che la riguarda. Margherita per metà c’è e per metà non sa dov’è. C’è qualcosa che interrompe ogni incontro, ogni tentativo di costruire, ogni possibilità, e c’è qualcosa che lo vuole ripristinare. Margherita scappa da persone e da situazioni ma inevitabilmente poi non fa altro che tornare, per riprendersi, per ricominciare quello che aveva interrotto, per rovinarlo in continuazione, non ci sono altro che fratture evidenti ed evidenti intervalli di tempo in cui cerca di ricordare come fare ad andare avanti, in cui cerca di capire, di eliminarsi o di darsi un’altra possibilità, l’ennesima.

TEATRO STUDIO UNO | Sala Specchi - via Carlo della Rocca 6 (Torpignattara), Roma
dal 9 al 12 febbraio 2017
Ingresso 10 euro. Tessera associativa gratuita - Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


NEI PANNI DI UNA DONNA?
regia di Massimo Milazzo
con Luciana Frazzetto

La versatile attrice, dopo il successo del suo monologo-cult, “E se il sesso si è depresso?”, torna con un nuovo esilarante monologo “Nei Panni Di Una Donna?” scritto a quattro mani con Riccardo Graziosi. Uno spaccato di vita che accomuna un po’ tutti noi. “La protagonista è una sartina che tra un orlo e una cerniera, un marito, due figli e un cane, racconta tutto quello che può avvenire in una famiglia normale, ad una donna normale, parlando di figli, di sesso, di internet, di facebook, di vacanze, di suocere, di tutti quelli che se non chattano sembrano morti.
Uno spettacolo che abbraccia un pò tutte le nostre storie. Si parla in maniera divertente di tematiche quotidiane viste da una donna che lavora a casa, come questa sartina, ma con un finale a sorpresa.
Un racconto semplice e attuale dove ciascuno ci si può ritrovare. Un monologo che mette in scena la quotidianità della vita con le sue manìe, le sue abitudini, i suoi difetti. Decisamente da non perdere!

TEATRO L'AURA - vicolo di Pietra Papa 64 (angolo con Via Pietro Blaserna, 37), Roma (Zona Viale Marconi)
dal 9 al 12 febbraio 2017
Dal giovedì al sabato ore 21 domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-83777148
Sito web: www.teatrolaura.org


SURGELAMI
un progetto di drammaturgia scenica con Chiara Aquaro, Chiara Della Rossa, Armando Quaranta, Simone Ruggiero
dramaturg Rosalinda Conti
regia Niccolò Matcovich
aiuto regia Riccardo Pieretti

Surgèlami per scongelarmi in tempi migliori”.
Quali sono le difficoltà, le impossibilità di vivere oggi il rapporto di coppia? Il lavoro, il futuro, la fiducia.. o forse, e più semplicemente, noi. Perché non siamo pronti? Perché non siamo più pronti?

Note di regia
Surgèlami è un progetto di drammaturgia scenica che vuole indagare la coppia e le tematiche, e dinamiche, che le ruotano intorno. Il progetto nasce con l’intento specifico di un confronto teatrale e dinamico sulle linee proposte. A tale scopo è sembrata più stimolante la forma della drammaturgia scenica, impostata su una serie di esercizi guidati, rielaborati e sviluppati, e di improvvisazioni in sala. La scelta di coinvolgere non due ma quattro attori, e di distinguere i ruoli della regia e della drammaturgia, deriva dalla necessità di sondare una molteplicità di punti di vista, per poi pensare un lavoro di composizione che metta insieme i vari spunti cercando un’organicità, o consapevole “disorganizzazione”, del materiale proposto. Quattro attori in scena permettono altresì uno sviluppo più ampio e, perché no, l’intersezione tra le varie dinamiche rappresentate.

TEATRO STUDIO UNO Sala Specchi - Via Carlo della Rocca 6 (Torpignattara), Roma
9 - 26 febbraio 2017
spettacoli da giovedì a sabato ore 21:00, domenica ore 18:00

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


ITINERARI - TRITTICO DELLA DIVERSITÀ
con le coreografie di Benedetta Capanna, Valerio De Vita, collettivo cadavre exquis
e con Maria Elena Curzi, Francesca Innocenzi, Emiliano Perazzini
produzione Compagnia Excursus

La Compagnia Excursus con la direzione artistica di Ricky Bonavita e Theodor Rawyler presenta al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 4 e 5 febbraio 2017 un progetto che riunisce tre visioni diverse del presente. Tre lavori brevi di coreografi che fanno parte del “progetto excursus” ormai da tempo, ognuno intorno ad un nodo, ad una domanda alla quale dare delle risposte attraverso il corpo, attraverso la complessità del movimento e della danza, riflesso del sentire oltre e senza parole. I coreografi del nucleo artistico di Excursus, Benedetta Capanna, Valerio De Vita, Giordano Novielli e Lorenzo Giansante sono talenti che la compagnia sceglie di accompagnare nel proprio percorso creativo e produttivo, riconoscendo a quella next-generation l'urgenza di condividere una propria visione del presente, attraverso creazioni eterogenee e linguaggi coreutici diversi.
In “STUPOR” del collettivo cadavre exquis con gli autori Giordano Novielli e Lorenzo Giansante il nodo è il disorientamento, la difficoltà che abbiamo oggi nel comprendere il Reale. Partendo dall’immagine della pop-star Britney Spears, goffa e sfatta agli MTV Awards del 2007, il collettivo ci conduce in un mondo ambiguo, sospeso fra la scena e la vita. Agisce in scena anche l’autrice della scenografia Francesca Innocenzi.
Valerio De Vita in “ScontrINcontri” indaga sulle relazioni in ambito lavorativo, l’altro, il collega, il rivale. Anche oggi. Lo sento, è qui, mi vede. Fa il mio stesso lavoro, occupa lo spazio che creo, ora mi segue, ora scompare. Muovendosi in questa stanza disegna forme, esse si mescolano con le mie, rendendole irriconoscibili. È diverso, è un’interferenza, e le nostre esistenze sono inconciliabili. Eppure siamo così simili.
Benedetta Capanna presenta il trio “Apah”, scandito dalla musica del Sal puri, danza sciamanica coreana che significa “sciacquare via gli spiriti maligni". Partendo dall’esigenza di una purificazione e riecheggiando immagini ancestrali, questo trio ricrea un rituale danzato attraverso il quale poter elaborare ed esorcizzare la pesantezza della nostra storicità e della più semplice fragilità umana. Apah, in sanscrito sono le acque, sia terrene che celesti, il primo elemento cosmogonico con potere purificante, medicamentoso e vivificatore.

STUPOR
coreografia, concept, audio editing Matteo Bifulco, Lorenzo Giansante, Giordano Novielli
oggetti di scena e costumi Francesca Innocenzi
performance Francesca Innocenzi, Lorenzo Giansante, Giordano Noviell

ScontrINcontri
coreografia: Valerio De Vita
musiche di Massimiliano Cerioni
danza: Valerio De Vita, Emiliano Perazzini

APAH
coreografia: Benedetta Capanna
danza: Benedetta Capanna, Maria Elena Curzi, Giordano Novielli

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCOLO - Via Ostuni 8, Roma
4 febbraio, ore 21 5 febbraio, ore 18
Biglietti Intero 10€ – Ridotto 8€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 98951725 – 060608
Sito web: www.teatriincomune.roma.it/teatro-biblioteca-quarticciolo-new

 

DADO in
OBLADI’ OBLADADO
di Dado, Emiliano Luccisano e Marco Terenzi
Regia Dado

Dopo il grande successo di critica e pubblico della scorsa stagione torna sul palco del Teatro Tirso de Molina dall'8 al 26 febbraio il pungente Dado.
"Nello spettacolo Obladì Obladado metterò tutta la forza dissacrante della satira e della comicità di Canta la notizia, - assicura il comico romano - parleremo di potenti, di prepotenti e dei soliti furbetti e li abbatteremo a colpi di risate".
Forse per il fatto che avrebbe voluto essere una rock-star, forse per un’innata propensione a dissacrare i piccoli soprusi quotidiani che ognuno di noi subisce, Dado torna sulle scene più carico che mai, portandosi dietro un bagaglio di battute vertiginose che fanno il punto sulla situazione che stiamo vivendo e su quella che abbiamo sempre vissuto. 
L’unica cosa certa è che non verrà risparmiato nessuno. 
Uno spettacolo che sbeffeggia i poteri forti e che ironizza sui paradossi del privato che in fondo sono un po’ la stessa cosa. 
Non mancheranno i video di successo di Dado Canta La Notizia che hanno raggiunto un milione e mezzo di visualizzazioni sul web e che come nel suo inconfondibile stile faranno scacco all’attualità e tutte le altre canzoni che rendono Dado la Rock Star della comicità.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires) 00198 Roma
Dall’8 al 26 febbraio 2017
Orari: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00
sabato e domenica ore 17:30

Info e prenotazioni: 06.84.11.827 oppure 329.56.18.223
Sito web: www.teatrotirsodemolina.it

 

Cinzia Leone in
DISORIENT EXPRESS
con Francesco La Mantia
scritto da Cinzia Leone e Fabio Mureddu
regia di Fabio Mureddu e Emilia Ricasoli

Mercoledì 8 febbraio alle ore 21,00 al Salone Margherita di Roma Cinzia Leone debutterà con lo spettacolo “Disorient Express” , scritto da Cinzia Leone e Fabio Mureddu per la regia di Fabio Mureddu e Emilia Ricasoli .
Disorient Express non è la storia di un treno che non sa dove andare, è una fotografia di gruppo in cui ci siamo tutti e tutti abbiamo un’espressione visibilmente disorientata. Siamo disorientati, sì. Ci aggiriamo nel mondo con l’espressione di nonna nella foto di Natale, scattata dopo che l’hanno rimbambita cercando di farle ricordare i nomi di tutti e trentasei i nipoti.
"E come può non essere disorientata un’umanità travolta ogni minuto da un cambiamento? - racconta Cinzia - Come possiamo essere sicuri di noi stessi e della realtà che ci circonda se ad ogni notizia sentita in televisione possiamo trovare contemporaneamente la smentita su Internet? Come possiamo accontentarci anche solo di un lavoro qualunque, in un momento in cui, qualunque sia il lavoro non te pagano e il massimo che puoi farci è mettertelo nel … curriculum? Come possiamo rilassarci con lo zapping, se, anche potendo scegliere tra centinaia di canali, troviamo ovunque la stessa cosa: gente che canta o che cucina?" E continua: "Per raccontare tutto questo in uno spettacolo ho deciso di farmi disorientare anche io proprio mentre faccio lo spettacolo. Come? Io nello spettacolo sono proprio io, Cinzia e ho proprio la parte di un’attrice che fa uno spettacolo. Che spettacolo? Uno spettacolo contemporaneo, che viene aggiornato in tempo reale: proprio come avviene nei programmi in diretta, una redazione, costantemente connessa al mondo esterno, aggiorna e modifica gli argomenti e i contenuti dello spettacolo. Infatti, proprio mentre faccio lo spettacolo interviene un autore che, entrando in scena, mi informa che quello che ho appena detto è stato smentito da qualcuno o da qualcosa e che quindi bisogna dire o fare qualcos’altro. Vi sembra fico? A me no. È un delirio. In una realtà come questa, aggiornarsi significa smentire se stessi continuamente. L’autore, entrando e interrompendomi, mi costringerà, ogni dieci minuti, a cambiare lo spettacolo, passando da un monologo sulla crisi ad uno sul traffico; da un’assurda messa in scena di Romeo e Giulietta ad un rito di esorcismo contro la Televisione che, diciamocelo, è diventata brutta, ma talmente brutta che può solo essere opera di Belzebù; dal personaggio di una povera signora che cerca di capire come fare a ricevere finalmente la sua pensione, alla conduttrice di un folle telegiornale in cui la stessa notizia viene data e contemporaneamente smentita. Credetemi sulla parola, la realtà vista così è destabilizzante e comica allo stesso tempo perché i cambiamenti e le contraddizioni continue la rendono invisibile!!"
Lo spettacolo sarà in scena al Salone Margherita di Roma fino al 19 febbraio 2017. Come di consueto in questo "nuovo" Salone margherita voluto dal "patron" Nevio Schiavone, ad ogni spettacolo sarà servita nei prestigiosi palchi al piano superiore una cena degustazione a lume di candela mentre al pianterreno verrà offerto il tradizionale piatto di pasta.

SALONE MARGHERITA - via dei Due Macelli 75, 00187 Roma
da mercoledì 8 febbraio a domenica 19 febbraio 2017
Orari: da mercoledì a sabato ore 21,00/domenica ore 16,30
Biglietti: Palco con cena intero – 65,00€ Poltronissima intero – 35,00€ Poltrona intero – 25,00€

Info e prenotazioni: telefono 06/6791439


Data unica

TE LO FACCIO VEDERE CHI SONO IO!
7° Serata Di Beneficenza In Onore Di Gianni Elsner

Paolo Bonolis, Carmine Faraco, Alberto Farina, Antonio Giuliani, Alberto Laurenti & Rumba De Mar, Luciano Lembo, Lontano Da Qui, Donatella Pandimiglio, I Sequestrattori. Sono gli artisti che si alterneranno sul palco nel corso di “Te lo Faccio Vedere Chi sono Io!”, serata di beneficienza in onore di Gianni Elsner, che si terrà Lunedì 6 febbraio 2017 alle 20,30 al teatro Brancaccio di Roma.
Anche quest’anno la serata, giunta alla sua settima edizione ed organizzata dall’“Associazione Gianni Elsner ONLUS”, permetterà di raccogliere fondi a sostegno delle iniziative di solidarietà promosse dall’Associazione stessa, in primis i progetti legati alle adozioni a distanza in Paraguay.
Era il 1988 quando Gianni Elsner, attore e conduttore radiofonico nato a Merano ma romano di adozione, ebbe questa idea, sull’aereo che lo riportava in Italia dal Paraguay. Era andato a trovare il cugino missionario redentorista, Padre Attilio Cordioli. Nel corso del viaggio scoprì le condizioni precarie in cui i bambini facevano lezione, disegnando e scrivendo con bastoncini di legno sulla sabbia del fiume.
Gianni Elsner ebbe un’intuizione: adottare a distanza quei bambini, chiedendo aiuto ai tanti ascoltatori della sua trasmissione, “Te lo Faccio vedere chi sono io!”, per acquistare il materiale che permettesse ai bambini paraguaiani di andare a scuola regolarmente.
Nel corso degli anni il progetto è cresciuto in maniera esponenziale, grazie alla fiducia che gli ascoltatori riponevano in Gianni e oggi nell’associazione a lui dedicata. Ogni anno, a gennaio, i Missionari vengono a Roma a incontrare i padrini italiani, a consegnar loro le pagelle e a permettere di rinnovare il sostegno economico. La famiglia di Gianni Elsner è diventata sempre più grande!
Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2009, è nata la Associazione che porta il suo nome e che, soprattutto, porta avanti il suo progetto.
Con l’aiuto e la generosità dei sostenitori, nel corso di quasi 30 anni sono arrivati in Paraguay circa 120 container pieni di merce di ogni genere, sono stati aiutati circa 15 mila bambini, costruite 5 scuole, oltre a 120 aule in altre 50 scuole già presenti, e sono state realizzate due grandi opere: nel 2006 è stata difatti inaugurata l’Università di Carapeguà e nel 2012 l’inaugurazione della Sala Polifunzionale multiuso intitolata proprio a Gianni Elsner.
Dopo la morte di Gianni, l’Associazione ha anche deciso di organizzare una serata annuale di raccolta fondi. Le serate hanno sempre avuto un grande riscontro in termini di partecipazione, grazie agli artisti e grazie a coloro che hanno deciso di investire in una buona causa.
L’appuntamento con la 7° Edizione è quindi per Lunedì 6 febbraio 2017 alle ore 20,30 al Teatro Brancaccio, Via Merulana 244 – Roma.

TEATRO BRANCACCIO - Via Merulana 244, Roma
Lunedi 6 febbraio 2017, Ore 20,30

Per informazioni e acquisto biglietti: www.teatrobrancaccio.it
Per informazioni sulla storia di Gianni Elsner, sull’Associazione e le su attività: www.associazionegiannielsner.it


Teatro Eliseo & Saint Louis presentano
SPECIAL GUEST
Festival di produzioni originali
L’AMICO DI CORDOBA
con Peppe Servillo, Javier Girotto e la Saint Louis Big Band diretta da Gianni Oddi

Il cantante Peppe Servillo e il sassofonista Javier Girotto incontrano la Saint Louis Big Band diretta da Gianni Oddi, in un progetto ispirato al tango, al jazz e alla canzone d’autore italiana.
Capita a volte di trovarsi dall’altro capo del mondo e di incontrare inaspettatamente qualcosa che ci appartiene e che forse avevamo dimenticato – così Peppe Servillo spiega questo incontro musicale. In L’amico di Cordoba l’anima sudamericana e quella mediterranea dei musicisti si fondono ad atmosfere, stili ed emozioni differenti; la latinità dei due protagonisti funge da filo conduttore di un mix suggestivo ed evocativo di atmosfere e mondi culturali vicini, ma lontani. I brani originali composti da Girotto e Servillo saranno per la prima volta eseguiti da una Big Band, in una inedita veste orchestrale, grazie agli arrangiamenti originali di Luigi Giannatempo e Milena Nigro.

OPENING ACT:
FREYGISH PROJECT
Gabriele Ceccarelli pianoforte, tastiere
Serena Lo Curzio voce
Alessio Bernardi sax alto, flauto
Adriano Dragotta violino
Ariele Cartocci chitarra, bouzouki
Edoardo Cicchinelli basso
Daniele Quaglieri batteria

TEATRO ELISEO - via Nazionale 183, 00184 Roma
Lunedì 6 gennaio ore 21.00
Biglietti € 20 - 15

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


METTI UNA SERA A CENA CON PEPPINO
di Antonio Castaldo
introduce Luca Barbareschi
interviene il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali
Dario Franceschini
Produzione 8 production di Laura Catalano - Coproduzione e distribuzione Istituto Luce Cinecittà
Con il contributo del Ministero degli Esteri, Ministero dei Beni e Attività Culturali Sostenuto da Fondazione Banco di Napoli
Attori Alessandro Formica, Peppe Barra
Regia Antonio Castaldo
Aiuto regia Giuseppe Patroni Griffi
Autori Ilenia Amoruso, Elita Montini, Rosamaria Vaccaro Dop Alfredo Lembo
Montaggio Andrea Bonanni Animazione Francesco Di Pietro
Musica Cinzia Gangarella
Effetti visivi Marco Salvatori

"Andare a trovare un amico” – per me la parola non ha bisogno di aggettivi come di solito si usa: sincero, vero, fidato, perché se non è sincero, vero, fidato non è un amico ma un’altra cosa
Giuseppe Patroni Griffi (Napoli, 27 febbraio 1921 – Roma, 15 dicembre 2005)

Metti, una sera a cena con Peppino, questo il titolo del documentario che ricorda la vita personale e artistica di Giuseppe Patroni Griffi, regista di teatro e cinema, drammaturgo, scrittore, sceneggiatore che ha lavorato tra gli altri con Francesco Rosi e Luchino Visconti. Un ritratto di un autore versatile, considerato tra i più grandi commediografi del Novecento, ma forse un po’ dimenticato, firmato dal giovane regista napoletano Antonio Castaldo, grazie anche alla preziosa collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà e Fausto Nicolini, custode dell’archivio personale dell’artista.
Il riferimento alla cena non è casuale, visto che si sa che a Patroni Griffi piaceva particolarmente riunirsi la sera a cena con gli amici per discorrere fino a tardi. Oggi le persone s’incontrano, trattano, litigano, fanno amicizia a tavola, unico posto dove veramente si dicono certe verità, afferma l’artista napoletano all’inizio del documentario. In quell’ambito, fuori dal contesto pubblico, si sentiva pienamente libero di esprimersi e si dice che, proprio durante queste serate, siano nate molte idee per le sue opere.
Poliedrico il personaggio, come del resto poliedrico il documentario, scritto da Ilenia Amoruso, Elita Montini, Rosamaria Vaccaro e prodotto da 8 production di Laura Catalano, che prevede la combinazione di diversi linguaggi per accostarsi all’eclettismo del protagonista.
È così che si passa da interviste fatte ad amici quali Raffaele La Capria, Massimo Ranieri e Giorgio Napolitano, a testimonianze di collaboratori come Vittorio Storaro e Gabriella Pescucci, studiosi come Mariano D’Amora e Valerio Caprara; si fa ricorso anche a immagini e ad animazioni (a cura di Francesco di Pietro) nonché a filmati storici, ridando poi anche vita a Rosalinda Sprint, la protagonista della sua opera Scende giù per Toledo, interpretata dall’attore Peppe Barra. Attraverso differenti linguaggi si mettono in luce gli aspetti che più interessavano all’autore, vale a dire la bellezza, la morte e l’amicizia. È comunque “la cena”, come detto, l’aspetto fondamentale del documentario, ed è per questo che nel finale siamo trasportati in una sala dove è presente una tavola imbandita che sembra invitarci a sedere per mangiare, elegantemente apparecchiata dall’altro attore presente nel documentario, Alessandro Formica.
Metti, una sera a cena con Peppino, che a febbraio sarà presentato nei maggiori teatri italiani con prima tappa al Piccolo Eliseo di Roma, si avvale anche della collaborazione dell’omonimo nipote dell’artista, che troviamo in veste di aiuto regista.

TEATRO PICCOLO ELISEO - via Nazionale 183, 00184 Roma
Lunedì 6 febbraio 2017, ore 20
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito Web: www.teatroeliseo.com


Social Comedy Club
“SAN VALENTINO CREPA”
regia di Daniele Fabbri
con Daniele Fabbri, Daniele Parisi, Stefano Usai, ChenBarbùMalRasé, Il Nano Egidio, Giulia Vanni, Cecilia d’Amico, Chiara Becchimanzi, Gigia Mazzucato, Angelo Sateriale e Fulvio Maura

L’esplosivo gruppo di teatranti comici guidati da Daniele Fabbri torna a calcare il palcoscenico del Teatro Trastevere per divertire il pubblico, alla faccia della festa più sdolcinata dell’anno. Il 12 febbraio, per il sesto anno consecutivo, torna a Roma lo speciale di San Valentino del Social Comedy Club. San Valentino Crepa, è il titolo del quinto appuntamento con il moderno format di varietà delle arti performative votate alla comicità. Definito come “L’appuntamento più esilarante e intelligente della scena romana”, il Social Comedy Club è uno show teatrale all’insegna dell’intrattenimento in ogni possibile declinazione. Il 12 febbraio saliranno sul palco: Daniele Fabbri, Daniele Parisi, Stefano Usai, ChenBarbùMalRasé, Il Nano Egidio, Giulia Vanni, Cecilia d’Amico, Chiara Becchimanzi, Gigia Mazzucato, Angelo Sateriale e Fulvio Maura
Se siete una coppia innamorata, venite a ridere di noi poveri cuori solitari! Se siete cuori solitari, venite a ridere delle coppie innamorate! Se siete coppie solide ma felici, venite a spiegarci il trucco! Se siete single in cerca dell’anima gemella, venite! Ci sono un mucchio di coppie da sfasciare! Tutte le migliori arti dello spettacolo comico al servizio di un unico grande messaggio, e cioè che l’Amore è come il miele: appiccicoso!!”
Un team di numerosi artisti per intrattenere con l’arte della risata e tutti i suoi linguaggi (Stand up Comedy, StreetArt, Clownerie, Puppet, Monologhi, Poesia, Letteratura e chi più ne ha più ne metta) in grado di contaminarsi e giocare, cimentandosi nella sfida più difficile che ci sia: far ridere e divertire in maniera diversa e sorprendente…cosa a cui la televisione ha da tempo disabituato il pubblico italiano.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
12 febbraio 2017 ore 21.00
Ingresso 5 euro

Info e prenotazioni 339.20.39.687 (solo WhatsApp), telefono 06/5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


Ancora in scena

CERTE NOTTI
di Antonio Grosso
con Antonio Grosso, Rocio Munoz Morales, Ciro Scalera, Antonello Pascale, Ariele Vincenti, Federica Carruba Toscano
regia Giuseppe Miale Di Mauro


Certe notti è un titolo aperto per uno spettacolo; aperto a voli pindarici che le parole di Grosso riconducono immediatamente a una realtà fatta di corpi, anime e sentimenti. Il tono brillante, i tratti dei personaggi, i loro rapporti, le loro storie che s‘intrecciano in vari modi, le risate, le riflessioni, l’ironia, la cattiveria, sono la vita che pulsa nel testo di Grosso.
Quella vita che in certe notti sembra non riuscire ad arrivare all’alba. L’alba di un esame che certe vite sembrano non riuscire a superare.
Cinque universitari condividono gli spazi della Casa dello Studente e vivono in quel limbo che separa il giovane dall’adulto. Alle prese con i loro problemi esistenziali e un futuro dalle tinte troppo sbiadite per essere visto con ottimismo. Il tutto sempre coronato da una patina d’ironia che attraversa come un filo rosso tutto lo spettacolo. E poi c’è un professore infame, autoritario e cinico, simbolo di una società che abusa il potere e chiude le porte in faccia ai giovani al grido di: “Qui comando io e tu non sei nessuno!”.
Ma arriverà prima o poi un terremoto stravolgerà le cose, un terremoto che quelli come il professore hanno provocato con la loro spocchia, con la loro imprudenza, con la loro ignoranza. Un terremoto che il testo di Grosso fa sentire nell’aria da subito e fa intuire al più sgangherato del gruppo, un giovane autistico che i ragazzi troppo presi da loro stessi, dalle loro problematiche, non sanno ascoltare. E solo allora ci sarà la resa dei conti, perché si sa che i conti si fanno alla fine, ma questa è una fine che sa tanto di nuovo inizio. Queste, sono certe notti in cui l’alba arriva a rischiarare un nuovo giorno.

Al di là delle risate, tante, la lettura di questo testo ha degli spunti esistenzialisti notevoli: l’università come simbolo di una generazione bloccata, che fatica a superare l’esame della vita, e resta inchiodata in certe notti insonni che sembrano non finire mai. C’è l’impressione che Grosso abbia voluto costruire all’interno della Casa dello Studente un microcosmo, che è la società in cui viviamo, fatto di rabbia, amore, speranze, paure, in cui tutti i personaggi cercano goffamente di trovare il proprio posto. E magari, solo un terremoto, che per tutti è simbolo di paura e catastrofe, potrà rimescolare le carte e ricominciare il gioco della vita.
Giuseppe Miale di Mauro

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 1 al 19 febbraio 2017
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


KAFKA IL DIGIUNATORE
di Luca De Bei da Franz Kafka
diretto ed interpretato da Luca De Bei

1924: nel sanatorio di Kierling, non lontano da Vienna, Kafka, ridotto a un mucchietto di ossa e assistito dalla compagna Dora, si illude forse di poter lottare contro la tubercolosi di cui è malato da anni e riacquistare un po’ di forze. Ha con sé le bozze, da correggere e mandare all’editore, del suo ultimo racconto “Il digiunatore” e proprio questo racconto è uno dei pochissimi scritti che, nel suo testamento, ha chiesto all’amico Max Brod di non distruggere. Qualcosa di profondo lo lega infatti al personaggio del digiunatore di professione che, nella sua gabbia e davanti agli spettatori, resta aggrappato con caparbietà al suo dimagrire fino ai limiti dell’esistere, fino al raggiungimento del sottile confine tra la vita e la morte. Il protagonista del racconto sa bene però che i tempi cambiano, che il pubblico desidera spettacoli sempre più nuovi e avvincenti e che il suo mestiere è destinato all’oblìo. Forse è per questo che Franz Kafka, che si sente così marginale alla vita, così estraneo al mondo e persino a se stesso, sente profondamente la similitudine con questo “fenomeno da baraccone” scritturato da un circo ma diverso e distante da tutto ciò che lo circonda.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori, 5 – 00154 Roma
31 gennaio | 12 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 06-45448982 – 06-45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it

 

SULLE SPINE
di Daniele Falleri
regia Daria Veronese
Con Ivan Giambirtone, Alessandro Solombrino

Arriva al Teatro Ar.Ma di Roma la regia di Daria Veronese che ad ottobre ha dato vita a questo nuovo spazio culturale a due passi dal Vaticano. Dal 3 al 12 febbraio, solo dal venerdì alla domenica, è in scena Sulle Spine il testo di Daniele Falleri che vede in scena Ivan Giambirtone e Alessandro Solombrino.
Silio, con molti problemi da risolvere, dopo aver passato la sua vita in una continua ricerca di affetto e sostegno da parte dei genitori, decide di agire e di forzare gli eventi a suo favore. Guidato da una lucida follia, cambia il destino della propria famiglia, affrontando con successo situazioni estreme. Gli eventi ricordano episodi di cronaca dal sapore drammatico, ma che visti con l’occhio dell’ironia e della comicità della violenza gratuita, possono anche far ridere e sorridere, oltre che a riflettere su quanto spesso sia ingiustificata e inutile la nostra aggressività.

AR.MA TEATRO - via Ruggero di Lauria 22, Roma
dal 3 al 12 febbraio 2017
dal venerdì alla domenica ore 21.00 – domenica ore 18.00
Biglietti 10 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/39744093 - 333/9329662


Fattore K in collaborazione con la Compagnia Carmentalia presenta
IL GIOCO
di Franca De Angelis
regia di Christian Angeli
con Anna Cianca (Dottoressa Z)
Alessia Sorbello (Agata) e Andrea Trovato (Paolo)

Debutta il 31 gennaio al Teatro Cometa Off l’avvincente commedia Il Gioco, scritta da Franca De Angelis, con Anna Cianca, Alessia Sorbello e Andrea Trovato, per la regia di Christian Angeli. Lo spettacolo è stato presentato dalla Compagnia Carmentalia in forma di studio al Teatro Gasometro nell’Estate Romana 2015, aggiudicandosi il primo posto come migliore drammaturgia e il terzo come spettacolo dell’anno 2015, nella classifica di Isabella Polimanti della rivista Saltinaria.
Il Gioco racconta la storia di due giovani squattrinati e senza grandi prospettive che incontrano una misteriosa “Dottoressa Z”, consulente filosofica, che cambierà i loro destini utilizzando un gioco apparentemente innocuo ma dalle conseguenze inaspettate.
Il Gioco consiste in questo: ognuno dei due deve porre un quesito e stilare una lista di cinque possibilità di azione. Soltanto una di queste verrà sorteggiata e bisognerà attenersi scrupolosamente alla scelta. Un po’ come testa o croce ma con cinque possibilità diverse, studiate a tavolino spesso senza capire le conseguenze di ogni singola opzione.
E’ un gioco leggero, divertente, che li deresponsabilizza quel tanto da renderli audaci… ma che succede quando il Gioco viene portato avanti fino alle estreme conseguenze? Quando non siamo più noi i veri artefici delle nostre scelte ma il soltanto il puro, spietato caso? Siamo davvero così artefici delle nostre vite?
E’ su questi interrogativi profondi che si muove con leggerezza la macchina de Il Gioco, con una compagnia capace di cambiare registro emotivo e di esprimere con grazia l’intero arco trasformativo dei due sfaccendati, che si ritroveranno coinvolti in una vera e propria trappola alla vittima e carnefice.
Un noir, un intrigo tragicomico a tre, una tensione emotiva che cresce man mano che sale la posta in gioco, e quindi anche il pericolo. Si ride e si riflette, spesso nello stesso istante.

Nota di regia:
Esiste una possibilità di liberarsi da una visione fatalista della propria esistenza, quando pare che le nostre azioni siano governate da un destino predeterminato, già stabilito? È possibile spiazzare quella parte del nostro cervello
che, come dice la dottoressa Zeta, pretende di decidere senza consultarsi prima con noi? Agata e Paolo ci provano scrivendo per la propria vita una trama pericolosa, senza un sicuro ritorno alla serena apatia di chi dice sempre “è tutta colpa degli altri!"
I due giovani disadattati diventano gli eroi delle proprie esistenze, perché sanno mettersi in gioco, imparano che una manipolazione subita può diventare un'occasione per sporcarsi le mani con la realtà, costi quel che costi. Provano con tutte le loro forze a stare al "gioco" della dottoressa Zeta e a scrivere un presente per loro stessi.
Ma quando il tempo sembra ormai stare dalla parte dei protagonisti, si rivela il primo nemico da battere.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia, 47 - Roma
dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
Dal martedì al sabato h. 21.00 - Domenica h. 18.00
Ingresso riservato ai soci
Tessera associativa 2.50 € - Biglietto intero 13 €
Per chi si tessera online: http://www.cometaoff.it/
Biglietto ridotto a 10 € da prenotare al telefono 06 57284637
e ritirare al botteghino la sera dello spettacolo

Info e prenotazioni: Tel. 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


SISTER ACT - Il Musical
regia Saverio Marconi
musiche Alan Menken
liriche Glenn Slater
testo Cheri Steinkellner e Bill Steinkellner
dialoghi aggiunti Douglas Carter Beane
basato sul film Touchstone Picture “Sister Act” scritto da Joseph Howard
traduzione e liriche italiane Franco Travaglio
direzione musicale Stefano Brondi
coreografie Rita Pivano
scene Gabriele Moreschi
costumi Carla Accoramboni
disegno luci Valerio Tiberi
disegno suono Emanuele Carlucci

CAST
Belia Martin nel ruolo di Deloris Van Cartier
e con la partecipazione di Pino Strabioli nel ruolo di Monsignor O’Hara
Special Guest Suor Cristina nel ruolo di Suor Maria Roberta
Jacqueline Maria Ferry nel ruolo della Madre Superiora
Felice Casciano Curtis
Marco Trespioli Eddie
Claudia Campolongo Suor Maria Lazzara
Manuela Tasciotti Suor Maria Patrizia
Silvano Torrieri Joey
Vincenzo Leone De Niro
Tiziano Caputo TJ

Unico, travolgente… DIVINO! Dopo il grande successo già riscontrato al Brancaccio di Roma nella scorsa stagione, dopo aver conquistato ben 2 premi agli Italian Musical Awards 2016: come Miglior Regia (Saverio Marconi) e per la Miglior Attrice non protagonista (Francesca Taverni nel ruolo della Madre Superiora) e il Premio Persefone 2016 alla protagonista spagnola Belia Martin.- torna al Brancaccio il Musical tratto dall’omonimo film del ’92 che consacrò Whoopi Goldberg nell’indimenticabile ruolo di Deloris, “una svitata in abito da suora”.
Venticinque gli splendidi brani musicali scritti dal premio Oscar Alan Menken, (mitico compositore statunitense autore delle più celebri colonne sonore Disney come “La Bella e la Bestia”, “La Sirenetta”, “Aladdin” e altri show tra cui “La Piccola Bottega degli Orrori” e “Newsies”), che spaziano dalle atmosfere soul, funky e disco anni ’70, alle ballate pop in puro stile Broadway, in cui si innestano cori Gospel e armonie polifoniche.
Il testo e le liriche tradotti da Franco Travaglio coinvolgono il pubblico in una storia dinamica, incalzante e divertente tra gangster e novizie, inseguimenti, colpi di scena, rosari, paillettes con un finale davvero elettrizzante.

TEATRO BRANCACCIO - Via Merulana, 244 - 00185 Roma
Dal 1° al 12 Febbraio 2017
Dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 25 a 56 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 80687231
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


La Compagnia Tacchi Misti presenta
Carla Ferraro, Valentina Martino Ghiglia, Laura Mazzi, Silvia Siravo
MOMS!
Il primo varietà sulla maternità
di Jill Daum, Linda Carson, Alison Kelly, Barbara Pollard, Robin Nichol e Deborah Williams
traduzione Valentina Martino Ghiglia
regia Ferdinando Ceriani
testi canzoni Toni Fornari
arrangiamenti Stefano Fresi
scena e costumi Marta Crisolini Malatesta

Pluripremiato negli Stati Uniti e in Canada, Mom’s the word (questo il titolo originale), per la prima volta in Italia, è uno spettacolo scritto da 6 mamme-attrici che hanno sopportato le agonie e le estasi della maternità. Uno sguardo incredibilmente divertente e profondamente toccante, intimo, graffiante, licenzioso sull’essere genitori oggi. Tra pannolini, notti insonni, pappette, biberon, mariti alla disperata ricerca di un momento di intimità, frustrazioni, pubertà, sesso, urla, pianti, strepiti e tanto, tanto amore per quei “mostriciattoli”, quattro attrici affiatatissime danno voce, corpo e anima a un intreccio di racconti e aneddoti oltraggiosamente divertenti che vi lasceranno senza fiato! Il tutto condito da balletti, canzoni e musiche, scritte e arrangiate dalla ormai collaudatissima coppia Stefano Fresi e Toni Fornari, che fanno di questo spettacolo un vero e proprio varietà sulla maternità! Questo è Moms, tutto quello che le mamme non hanno mai osato raccontare, concentrato in un’ora e mezza di spettacolo.
E vi prego… i bambini, almeno per una sera, lasciateli alla baby sitter!

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello, 4 – 00186
Dal 1° al 19 febbraio 2017
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: Tel. 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


EDIPO
EDIPO RE - EDIPO A COLONO
di Sofocle
Con Glauco Mauri, Roberto Sturno
Regie
Andrea Baracco - Edipo Re
Glauco Mauri - Edipo a Colono
Produzione COMPAGNIA MAURI STURNO
FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA

La favola di Edipo alla ricerca della verità

Edipo Re’ e ‘Edipo a Colono’ sono due capolavori fondamentali nella storia dell’uomo per gli interrogativi che pongono alla mente e per la ricchezza di umanità e di poesia che ci donano - dichiarano i registi Andrea Baracco e Glauco Mauri. La storia di Edipo è la storia dell’UOMO, perché racchiude in sé tutta la storia del suo vivere. ‘
A distanza di vent’anni la Compagnia Mauri Sturno ritorna a mettere in scena i due capolavori di Sofocle, per analizzare più compiutamente il mito immortale di Edipo, affidando la regia a due diversi registi: Glauco Mauri per Edipo a Colono e Andrea Baracco per Edipo Re. Due registi, due generazioni a confronto, esempio di collaborazione e dialogo delle diverse esperienze teatrali, oltre che condizione indispensabile per il futuro del teatro.

TEATRO ELISEO - via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 31 gennaio a domenica 12 febbraio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 | mercoledì e domenica ore 17.00
sabato 4 febbraio ore 16:00
Prezzi da 25 € a 40 € | Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Call center Vivaticket: 892234
Sito Web: www.teatroeliseo.com


Antonio Salines Marianella Bargilli
LUCI DELLA RIBALTA
di Charlie Chaplin
regia Giuseppe Emiliani
con Lino Spadaro, Renata Zamengo, Riccardo De Francesca, Orazio Stracuzzi, Luigi Biava
adattamento teatrale Eleonora Zacchi
musiche Roberto Fia
scene Federico Cautero
costumi Chiara Aversano

Come tutti sanno la trama narra la storia di un grande clown in declino, Calvero (Antonio Salines), e del suo incontro con una bella e sfortunata ballerina, Teresa (Marianella Bargilli). I due si incontrano, lui le salva la vita e, accogliendola in casa con pazienza e dedizione, riesce a restituirle l'uso delle gambe, ritrovando egli stesso una ragione di vita. Teresa sboccerà come un fiore in primavera e anche Calvero dopo tante vicissitudini tornerà al successo. Lei si innamorerà di lui e quel sentimento non nascerà dalla riconoscenza, sarà amore vero. Tutti ricordano le musiche del film (tra le colonne sonore più famose di sempre) e la scena finale del "concertino comico" tra Charlie Chaplin e Buster Keaton. L’operazione è un autentico evento culturale-teatrale e meta-cinematografico, si avvale di un grande cast, una regia prestigiosa e l’adattamento teatrale, fedele e creativo, di Eleonora Zacchi.
Il risultato è uno spettacolo di grande divertimento e commozione.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - via delle Vergini, Roma
Dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17
giovedì 2 e mercoledì 8 febbraio ore 17, sabato 11 febbraio ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


LE MUSE ORFANE
di Michel Marc Bouchard
regia Paolo Zuccari
con Antonella Attili, Stefania Micheli, Elodie Treccani, Paolo Zuccari
assistente alla regia Marco Canuto
scene Francesco Ghisu
costumi Lucia Mariani
Michel Marc Bouchard est représenté en Italie par l’Agence Althéa/édition Théatrales, Paris

Tre sorelle e un fratello, in un’età molto giovane perdono la madre, restando completamente soli. Da allora si dimenano nel tentativo disperato, ciascuno a modo suo, di bilanciare la perdita inspiegabile. La sorella più grande ha sostituito la madre, la seconda omosessuale è diventata militare, l’unico maschio scrive da vent’anni lo stesso romanzo, l’ultima è vissuta segregata in casa con la più grande e sembra la sua figlia deficiente. Un giorno, dopo tanti anni, si rivedono tutti insieme nella casa di famiglia e la più piccola accusa gli altri tre. Perché le hanno mentito? La madre, che le avevano fatto credere morta, in realtà è viva. Anzi, ha telefonato, dicendo che sta venendo lì da loro. Perché?

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande 27, Roma
dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES
di Paolo Rossi e Giampiero Solari
su canovaccio di Stefano Massini
regia Giampiero Solari
con Paolo Rossi, Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Mario Sala, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi, Bika Blasko, Riccardo Zini, Karoline Comarella, Paolo Grossi
canzoni originali: Gianmaria Testa
musiche eseguite dal vivo: I Virtuosi del Carso
scene e costumi: Elisabetta Gabbioneta
luci: Gigi Saccomandi
produzione: Teatro Stabile di Bolzano

La nuova commedia “Molière: la recita di Versailles” fa interagire la creatività di Stefano Massini, uno degli autori italiani più apprezzati e rappresentati anche all’estero, la verve del capocomico per eccellenza Paolo Rossi e l’esperienza scenica e visiva di un regista del calibro di Giampiero Solari nella riscrittura dell’Improvvisazione di Versailles, testo creato da Molière nel 1663. In Molière: la recita di Versailles vedremo alternarsi in scena Paolo Rossi nelle vesti di Molière e Paolo Rossi capocomico che interpreta sé stesso intento a capitanare la sua compagnia. Il gioco di rimandi e parallelismi è continuo e profondo. Il rapporto tra l’uomo Molière e le sue opere era strettissimo, proprio come accade in questa nuova commedia che vuol essere un anarchico viaggio nel tempo intessuto da folgoranti estratti da almeno tre dei capolavori di Molière come “Il Misantropo”, “Il Tartufo” ed “Il Malato immaginario”, per l’occasione tradotti e adattati dal drammaturgo Stefano Massini. In scena però, questi grandi capolavori di Molière non verranno attualizzati, ma vissuti dalla compagnia di oggi in un continuo gioco di specchi temporali con quella di fine Seicento. Uno spettacolo creato e ricreato ogni sera dall’estro di Paolo Rossi e di un’agguerrita compagine di attori. «Molière mi attira perché subisco il fascino di quell’epoca; da capocomico, mi sento vicino a lui, ai suoi problemi, sia nella vita sia nella gestione della quotidianità del teatro» sostiene Rossi «mi attira perché è trasgressivo e innovatore, ma con ampio sguardo verso la tradizione». La continua ricerca di una nuova cifra stilistica che rendeva ogni spettacolo di Molière un manifesto per una recitazione più naturalistica e al passo con i tempi, ci porta direttamente ai nostri giorni, come recita un passo dello spettacolo «Oggi recitano tutti, i commercialisti, i dottori, i politici. Quelli che recitano peggio sono gli attori, se continuano a recitare alla vecchia maniera».
Paolo Rossi e Giampiero Solari teorizzano la coesistenza sul palco dell’attore, colui che conosce il mestiere, dei personaggi che evoca e interpreta, e della persona stessa: una compresenza scenica che permetterà un’improvvisazione rigorosa, agita da una compagnia di grande esperienza e professionalità che renderà ogni sera lo spettacolo veramente nuovo.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI
Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 2 al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (domenica ore 17.30, mercoledì 8 ore 17.00)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


100m2
di Juan Carlos Rubio
traduzione di Pino Tierno e Valentina Martino Ghiglia
regia di Siddhartha Prestinari
con Sandra Milo, Giorgia Wurth, Emiliano Reggente
disegno luci di Pietro Petronelli
scene di Mauro Paradiso

La vita si sa può essere piena di fantasia e anche le scelte più ordinarie possono rivelare risvolti inattesi. Non c’è bisogno di essere fatalisti per attendersi grandi cose dall’acquisto di un appartamento in nuda proprietà. Ed è così che, quello che sulla carta sembra un triste contratto tra una persona sola e bisognosa e un’altra opportunista e profittatrice, diventa invece il pretesto per un incontro di anime.
Cento metri quadri di Juan Carlos Rubio è una commedia divertente, naturalista, che racconta quello che accade quando Carmen, ottuagenaria in gamba ed esuberante decide di vendere in nuda proprietà il suo appartamento a Sara, una giovane morigerata, fin troppo responsabile e strutturata.
Carmen sembra felice, sebbene cardiopatica è un’inguaribile ottimista, che ama i suoi abiti appariscenti e i suoi discorsi chiari. Sara è molto sicura di sé, e nonostante sia nel pieno della vita, ha sempre un occhio all’orologio, ha paura di divertirsi e non osa rischiare.
Ne nasce un confronto tra due donne che affrontano la vita da punti di vista assai distanti dando il via a una divertente e inimmaginabile relazione, a gag esilaranti e a teneri siparietti in un alternanza di insospettabili cambi di direzione della trama e degli eventi.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e – Roma
dal 2 al 12 febbraio 2017

Info e prenotazioni: Tel. 06 59.43.544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


BEDDA MAKI
Come resushitare il ristorante e vivere felici
di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano
Regia di Roberto Marafante
Commedia vincitrice della IV Edizione del Concorso “Una commedia in cerca di autori®”
con Roberta Azzarone (Ginevra) , Caterina Gramaglia (Maria), Franco Mirabella (Tony), Lorenzo Parrotto (Calogero), Arturo Scognamiglio (Yannis)

Bedda Maki, il testo vincitore della quarta edizione del concorso “Una commedia in cerca di autori®”, indetto dal centro di produzione La Bilancia, arriva al Teatro De’ Servi dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017. Scritto dai giovani milanesi Chiara Boscaro e Marco Di Stefano, interpretato da Roberta Azzarone, Caterina Gramaglia, Franco Mirabella, Lorenzo Parrotto, e Arturo Scognamiglio, per la regia di Roberto Marafante, racconta con una scrittura comica e fluida, la storia di vecchi ristoratori in crisi che cercano di adeguarsi a gusti e richieste dei nostri giorni.
La Tonnara di Toni è infatti un ristorante siculo che per decine di anni ha deliziato il palato dei milanesi, ma ora è tempo di street food, di fusion, e Toni deve trovare centomila euro per pagare i debiti, o sarà costretto a chiudere per sempre i battenti. Il figlio Calogero e la cameriera Maria cercano di aiutarlo. Uniranno la cucina siciliana a quella giapponese per trasformare la Tonnara nel nuovo punto di riferimento della movida meneghina. Il piatto forte? Il Bedda Maki: melanzana fritta, riso, ripieno di tartare di tonno, cuore di pistacchio allo zafferano. Ora bisogna solo convincere il web critico gastronomico Yannis Beretta della bontà dell’idea, tra travestimenti, dichiarazioni d’amore inaspettate, equivoci, scontri generazionali, hipster, twitter, finte disquisizioni estetiche e vere risate. Ce la faranno?

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22, Roma
Dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017
BIGLIETTI: PLATEA 22€ - GALLERIA 18€

Info e Prenotazioni: tel. 06-6795130
Sito web: www.teatroservi.it


8P Management presenta
Corrado Tedeschi, Nino Formicola, Alessandra Schiavoni, Roberta Garzia e Barbara Abbondanza in
IL CONTO E’ SERVITO
Di Sara Vannelli
Regia di Paola Tiziana Cruciani
e con Martina Carletti, Simone Villani e Andrea Zanacchi

Un grande Corrado Tedeschi nel ruolo di Rampanti, premio Nobel per la pace, affiancato da l’esilarante Nino Formicola nel ruolo di Fred il politico in ascesa, arricchiscono la scena, Alessandra Schiavoni moglie di Fred, Roberta Garzia moglie del Nobel, Barbara Abbondanza nel ruolo della colf della famiglia del politico, Martina Carletti e Simone Villani figli del politico, Andrea Zanacchi amico del figlio.
Metti una sera a cena: un politico ambizioso, un premio Nobel per la pace, una psicologa confusa, una bigotta rifatta, una colf straniera e obesa, una social dipendente con un fratello sessuomane… il menù non può che essere esilarante!
Fred, politico in ascesa, è finalmente riuscito ad organizzare, nella sua villa di famiglia,
un’importante cena con Rampanti, notissimo ed impegnatissimo Nobel per la pace. L’incontro è carico di attese poiché tutti si aspettano un considerevole tornaconto.
Durante la serata, però, tra colpi di scena e situazioni surreali, nel contesto di una società esasperata da tecno-linguaggi privi di senso, le aspettative di tutti prendono pieghe impreviste.
Cosa si cela dietro l’apparenza di una perfetta famiglia borghese?
Quali sono i reali propositi del politico e del Nobel?
Uno spettacolo comico dal ritmo crescente che mette alla gogna le dinamiche di potere e ipocrisia che contraddistinguono la nostra società, caratterizzata, inoltre, da un eccesso di mezzi di comunicazione che generano solo incomunicabilità.
Nell’atmosfera noir della notte di Halloween, a colpi di dolcetti e scherzetti, il reale e l’assurdo andranno a scontrarsi e sovrapporsi, culminando in una guerra di paradossi dove non si comprende più il confine tra realtà e finzione.
“Il conto è servito” mette in scena uno spaccato della società contemporanea, affidando il gioco dei paradossi a un duo d’eccezione: Corrado Tedeschi e Nino Formicola, amici di vecchissima data per la prima volta insieme sul palco.
“Il conto è servito” vanta un cast tecnico di eccezione: accanto all’autrice Sara Vannelli ed alla ben nota regista Paola Tiziana Cruciani, le scene sono di Alessandro Chiti ed i costumi di Adele Bargilli.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
dal 28 gennaio al 12 febbraio 2017
Spettacoli: martedì, giovedì, venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21,00 domenica ore 17,00
(lunedì e mercoledì riposo)
BIGLIETTI: Intero € 26,00 Ridotto € 22,00

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


COSÌ È SE VI PARE
di Luigi Pirandello
regia di Claudio Boccaccini
con Laura Lattuada, Felice Della Corte, Pietro De Silva, Riccardo Bàrbera e Paolo Perinelli

Ad oltre 20 anni di distanza dalla fortunata edizione andata in scena al teatro Quirino di Roma, Claudio Boccaccini ripresenta la sua versione del "Così è se vi pare" di Luigi Pirandello.
Dopo il successo al Teatro Ghione, che ha registrato continui sold out e apprezzamenti dal pubblico e dalla stampa, lo spettacolo torna in scena al Teatro Nino Manfredi di Ostia.
Sul palco dal 31 gennaio al 12 febbraio, un cast eccezionale: Laura Lattuada, Felice Della Corte, Pietro De Silva, Riccardo Bàrbera e Paolo Perinelli.
Il testo, che riassume in sé alcuni aspetti cari alla drammaturgia pirandelliana, fu scritto dall'autore nel 1915, e narra le vicende di un gruppo di contabili in un paese del centro sud alle prese con un evento che scatenerà la loro curiosità morbosa.
Lavoro sull'essere e sull'apparire e sull'impossibilità per gli uomini di scoprire la "verità".
Nella messa in scena di Boccaccini ne vengono esaltati gli aspetti da thriller con un particolare accento sulla comicità insita al testo stesso.

TEATRO NINO MANFREDI - Via dei Pallottini 10, Ostia Lido
Dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
31, 1, 2, 3, 4, 7, 9, 10 febbraio ore 21.00
5, 8, 12 febbraio ore 17.30
11 febbraio ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 - Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: Tel. 06 56 32 48 49 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


Silvio Orlando in
LACCI
di Domenico Starnone
tratto da ‘Lacci’ romanzo di Domenico Starnone
regia Armando Pugliese
con (in ordine alfabetico) Roberto Nobile, Sergio Romano, Maria Laura Rondanini, Vanessa Scalera e Giacomo de Cataldo

Abbiamo imparato entrambi che per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto ci nascondiamo.

Dopo il grande successo de La scuola, riportato in scena, a un trentennio dall’esordio, due anni fa, Silvio Orlando con il nuovo spettacolo Lacci ritorna alla scrittura di Domenico Starnone e penetra da un’altra porta le crepe e le fragilità del mondo in cui viviamo: prima visto attraverso il microcosmo dell’educazione, questa volta attraverso il sistema della famiglia, dove cova ogni giorno la minaccia di crollo per un cosmo ben più grande di quello racchiuso tra le mura di casa. La storia infatti ripercorre le attese, le sconfitte, i ripensamenti interni ad un amore e alle sue conseguenze, e porta già nei nomi una promessa di rovina. Quello che dovrebbe tenere è in pezzi e la caduta porta via a fette grosse il sogno. La violenza interna, come nella tragedia antica, contiene già i semi di più estese guerre e incomprensioni. Una tragedia contemporanea, quasi, mascherata da commedia. «Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre infatti così, con parole definitive, la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e a domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell'abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

TEATRO PICCOLO ELISEO - via Nazionale 183e, Roma
Dal 25 gennaio - al 12 febbraio 2017
Orario spettacoli: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - domenica ore 17.00
Prezzi da 21 € a 30 € (Riduzioni e agevolazioni a norma di legge)
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


Patrizia Pellegrino Pietro Genuardi in
VICTOIRE
di Dany Laurent
regia Antonello Capodici
con Giulia Fiume, Dario Tacconelli
costumi Dora Argento costumi Patrizia Pellegrino realizzati da Marco Strano
scene Salvo Manciagli

“In una grande città, oggi. Vittoria e Marcello. Una coppia fortunata: lei creativa di successo, lui cardiologo stimato. Una bella casa, un figlio che frequenta un’università prestigiosa. La solidità di una coppia che continua ad amarsi, pur dopo ventidue anni di matrimonio. Poi? Poi, il “banale” : c’è lei, Katy. Che si laurea in medicina, e da allieva del fascinoso cardiologo ne diventa l’amante. O no? Dany Laurent è l’autrice più rappresentativa di quella che possiamo definire come la “nouvelle vague” della drammaturgia francese contemporanea. Il soggiorno borghese visto come la finestra ideale per osservare il mutamento incessante della nostra società. Esseri umani sufficientemente “normali”, che si trovano a scegliere in circostanze anomale. La variante imprevista è – questa volta – che Katy aspetta un figlio. Da Marcello, si suppone. O no? Una commedia straordinaria che, muovendo da una apparente situazione modello “pochade”, si trasforma – nel giro di due scene – in una straordinaria epopea di amicizia; un delicatissimo inno ai grandi valori ed alla voglia di ricominciare. Sempre e comunque. Personaggi strepitosi raccontati con allegria, leggerezza, divertimento, umorismo e – persino – comicità. Su tutti la Vittoria – Victoire! – della vita sull’egoismo e sul rancore.”
Una messa-in-scena di alto livello, nel solco delle proposte che l’ABC produzioni ha presentato nel corso delle ultime stagioni : da “L’Aria del Continente” a “La Scuola delle Mogli” e “Che notte … quella notte!”

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c Roma
dal 26 gennaio al 19 febbraio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30., lunedì riposo. Martedì 14 febbraio ore 19, giovedì 16 febbraio ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: Tel. 06-3223634
Sito Web: www.teatromanzoni.info


Federica Cifola - Beatrice Fazi - Giulia Ricciardi in
LE BISBETICHE STREMATE
di Giulia Ricciardi
regia Michele La Ginestra
aiuto regia Ludovica Di Donato
disegno luci Gianmarco Cacciani
scene:Gruppo G.I.A.D.
costumi:Moris Verdiani
organizzazione Alessandro Prugnola

Prendete tre stremate (Cifola, Fazi, Ricciardi) mandatele in vacanza a Ferragosto e chiudetele in una stanza d’albergo.
Poi prendete un cameriere, a caso ma non troppo, fatelo entrare in rotta di collisione con le tre e … godetevi la vacanza!
Be’, più che una vacanza, si tratta di un thriller … del resto anche Shining era ambientato in un albergo.
Come se non bastasse una delle tre è in dolce attesa e la sua gravidanza, guarda caso, sarà proprio il “fattore scatenante”.
Dopo il successo di “Parzialmente Stremate” e “Stremate dalla Luna”, torna al Teatro 7 il terzo capitolo della “Trilogia Stremata” di Giulia Ricciardi.
Divertimento assicurato.

TEATRO 7 - Via Benevento, 23- Roma
dal 24 gennaio al 12 febbraio 2017
orari: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
biglietti: € 24,00 - € 18,00 (prevendita compresa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 - 442.36.382
Sito web: www.teatro7.it


Manuela Villa in
ROMA!
Canti, balli e poesia del popolo di Roma
di Pier Francesco Pingitore
Regia Pier Francesco Pingitore
Direzione Musicale Claudio Garofalo Pica
Coreografie Cristina Pensiero
Allestimento Graziella Pera
Produzione Nevio Schiavone

Tutta la tradizione romana in uno spettacolo unico…
“Roma!” vuole essere una scorribanda tra le canzoni ed i balli romani, dall’Ottocento ad oggi. Dagli stornelli che il popolo di Roma cantava contro i francesi invasori, alle dolci melodie delle serenate, dalle canzoni delle prime feste di San Giovanni ai brani autoriali dei cantautori di oggi.
Il tutto con l’apporto di una band dal vivo e con la voce inconfondibile di Manuela Villa, cantante italiana e super-romana. A lei si affiancheranno Nico di Barnaba, cantante romano anche lui, ed un gruppo di ballo che animerà tutta la serata.
“Roma!” è una vera e propria esperienza di romanità anche nel menu degustazione della cena nei prestigiosi palchi privati al piano superiore. La Chef Anna Dente, fondatrice dell’Osteria di San Cesario, famosa in tutto il mondo ed insignita da Roma Capitale del titolo di Ambasciatrice della Cucina Romana nel Mondo, in collaborazione col nostro Resident Chef Ben Hirst ha ideato un menu esclusivo per lo spettacolo “Roma!” con piatti e prelibatezze tipici della tradizione romana. Inoltre un piatto di pasta all’arrabbiata verrà offerto a tutti gli ospiti in platea.
Un’esperienza di romanità unica ed indimenticabile nel più elegante ed incantevole teatro della Capitale!

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Ogni domenica dal 29 gennaio al 26 febbraio 2017 ore 20.30
Cena servita nei palchi privati al piano superiore h 19.30
Prezzi Biglietti: Palco con cena 65,00€, Poltronissima 35,00€, Poltrona 25,00€

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


CYRANO DE BERGERAC
Regia di Matteo Fasanella
Con Matteo Fasanella, Virna Zorzan, Gianpiero Botta, Antonio Coppola, Michele Prosperi, Leonardo Iacuzio
Darkside LabTheatre Company
Produzione: Stefano Sbarluzzi Produzioni

Era il 1897 quando in un teatro di Parigi, il Théâtre de la Porte-Sain-Martin, debuttava uno dei capolavori della letteratura mondiale, Cyrano De Bergerac.
Oggi a distanza di 120 anni, nella sua versione originale in versi, il dramma di Edmond Rostand torna in scena a Roma con la regia di Matteo Fasanella dal 20 gennaio al 19 febbraio al Teatro Stanze Segrete: un piccolo scrigno per accogliere l'immortale storia d'amore ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese.
A proporre il lavoro, partendo dalla versione originale, senza alterarne i versi ma apportando solo qualche taglio, è Darkside LabTheatre Company di Matteo Fasanella, già definita dalla stampa “una fucina di giovani talenti”, con la produzione coraggiosa di Stefano Sbarluzzi Produzioni.
Una compagnia under 30, che già si è fatta notare negli anni passati con progetti di qualità e che inaugura il 2017 con una vera e propria sfida: riportare in scena il Cyrano De Bergerac nella sua versione originale in versi.
A farla da padrone, ovviamente - forte della poetica narrazione in versi - è una delle storie d'amore più belle che la letteratura abbia mai creato: l'amore, il genio, le virtù, l'uomo.
La lucidità del personaggio maschile, viene ingannata dall’amore, che mette a nudo le fragilità di un uomo quasi perfetto, aldilà delle sue famigerate carenze fisiche. "Chi la vide sorridere conobbe l'ideale": un ideale che porta Cyrano alla consapevolezza della sconfitta, ed egli affida il suo genio a un uomo che è in grado di soddisfare tutti i suoi sogni.
"Se mi par che vi sia di speranza un'ombra, un'ombra sola": la speranza, meravigliosa e vana, induce Cyrano a rendere questo amore, forse unico, palpitante. Egli utilizza tutte le sue virtù senza però mai slegarsi dalla maschera che lo protegge. Ne rimane talmente vincolato che, anche quando la verità viene a galla, preferisce immolarsi e concedersi alla sua vera musa ispiratrice: la libertà.
Come può l'amore indurre a rinunciare al proprio volto? Come può l'amore portare un uomo a spalleggiare il proprio "nemico" nella conquista del proprio sogno?
Interrogativi universali per un'opera altrettanto immortale, in scena al Teatro Stanze Segrete

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 (Trastevere) - Roma
Dal 20 gennaio al 19 febbraio dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00

Info e prenotazioni: Tel. 066872690
Sito web: www.stanzesegrete.it


Wanda Pirol - Rino Santoro - Geppi Di Stasio in
CANI E GATTI
di E. Scarpetta versione e regia di Geppi Di Stasio

Nuovo attesissimo debutto per il trio composto da Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio, che torna dal 5 gennaio (e fino al 12 febbraio) sul palco del Teatro delle Muse con un classico di Scarpetta, “Cani e gatti”, nella versione e regia dello stesso Di Stasio. Cani e gatti è stata rappresentata per la prima volta nel lontano 1901 ed è doveroso dire che l’autore, come di consueto, ha creato questa Farsa/Commedia ispirandosi ad alcuni originali francesi di Alexandre Bisson come “Les surprises du divorce” (1888), “Les erreurs du mariage” (1896) e, soprattutto, “Jalouse” (1897). Nella storia una moglie troppo gelosa è al tempo stesso gratificante e fastidiosa come il più perfetto dei mariti può essere rassicurante come noioso. Ecco, allora, la giostra di “doppie parti” assolutamente scoperta, anzi, addirittura sottolineata, ecco i travestimenti che rappresentano illusorie proiezioni, desideri inconfessati e svelamento di fatti accaduti solo nella mente di qualche personaggio. In questo adattamento Di Stasio effettua un leggero spostamento di epoca e di contesto spiegando la sua scelta con poche, essenziali parole: “Credo abbia aiutato a sottolineare i piccoli-grandi stravolgimenti, insieme, ovviamente, ad una sorta di adattamento alle caratteristiche del cast di una Compagnia che, crediamo, non deve mai limitarsi alla tradizione da cui proviene; una Compagnia a cui basterebbe soltanto non rinnegarla pur guardando un po’ più avanti”

TEATRO DELLE MUSE - Via Forlì 43 - Roma
dal 5 gennaio al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (sabato ore 21.00 e 17.30 e domenica pomeridiana ore 18.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06-44233649 – 06-44119185
Sito web: www.teatromuse.it

 

MAGNAMOSE TUTTO!
Scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore
Martufello Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura
con Morgana Giovannetti

...e nel secondo tempo
“DONNE CHE AVETE INTELLETTO D’AMORE…”
con Valeria Marini e Pamela Prati

La nuova creatura teatrale del maestro Pingitore muove i passi dalla previsione di un grande veggente, il Mago Katsàr, secondo la quale nel giro di pochi giorni un enorme asteroide cadrà sull’Italia e distruggerà gran parte del Belpaese. Dopo il primo momento di disperazione, una furia godereccia si impadronisce di tutti gli italiani e un grido unanime si leva da tutta la Penisola: “Magnàmose tutto! Finche c’è ancora qualcosa che non si sia mangiato il Governo…”.
Vengono istituiti comitati di Godimento Pubblico. Renzi cerca di rassicurare gli elettori, ma oramai all’asteroide distruggitore è stato dato un nome che lo coinvolge: “Matteostar”.
A Roma la sindaca Raggi si aggira sperduta, interviene Grillo inferocito con Di Maio e Di Battista… Ma anche il Papa, Mattarella, la Merkel, e Trump e Hillary Clinton… Tutti vorrebbero additare una via di salvezza, ma la sorte ormai sembra segnata… E quindi a maggior ragione il popolo non ha che un pensiero: “Magnàmose tutto!”
Interpreti di questo nuovo esilarante ed acuto lavoro sono, come da tradizione, Martufello, Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.
Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati fortemente volute assieme da Pingitore per celebrare i 51 anni dalla nascita della Compagnia capitanata dal Maestro. Coadiuvate dal cast del primo tempo, Valeria e Pamela faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune Grandi Donne del passato più o meno prossimo.
In scena anche il corpo di ballo composto da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila De Giovanni, Federica Bastici.
Le musiche sono state curate da Piero e Francesco Pintucci, i costumi da Maurizio Tognalini, l’arredamento da Graziella Pera e le coreografie da Evelyn Hanack.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 5 febbraio 2017.


SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Da venerdì 25 novembre 2016 a domenica 5 febbraio 2017


Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com

 

ER MATRIMONIO DE MEO PATACCA
regia e musiche di Claudio Natili
aiuto regia Maria D'Alessandro
coreografie Eleonora Pedini
assistente di scena Elena Tomei
arrangiamenti musicali Adelmo Musso
costumi Tina De Marco
scene Jacopo De Bonis
luci e fonia Fabio Massimo Forzato

La figura di Meo Patacca sarà interpretata da Avio Focolari, la celeberrima maschera romana dedita agli scherzi
Dopo il grande successo de “Er carnevale de Meo Patacca”, andato in scena in tanti teatri, la Compagnia Quelli del piano di sopra decide di mettere in scena una nuova commedia. Riuscirà la pretendente Mara (Simonetta Sioni) a sposare Meo Patacca? Lo scoprirete venendo a teatro!
Al Teatro Viganò di Roma dal 2 al 12 febbraio va in scena “ER MATRIMONIO DE MEO PATACCA”, una commedia comico-musicale di Claudio Natili e Carlo Giustini.
La figura di Meo Patacca sarà interpretata da Avio Focolari, la celeberrima maschera romana dedita agli scherzi, con la partecipazione straordinaria di Claudio Natili nel ruolo del messo papale. Uno spettacolo divertente e coinvolgente che vede sul palco oltre 40 attori con costumi dell’epoca, il tutto recitato in dialetto romanesco.
Questi sono i nomi che accompagneranno Meo Patacca sul palco: Claudio Emiliani, Maurizio Melaragni, Marcello Galletti, Pina Rossetti, Daniela Rosci, Eleonora Pedini, Francesco De Fabiani, Niccolò Stanghetti, Salvatore Lambiasi, Isabella Di Belardino, Monia Bucchi, Emanuele Pedini, Silvia Loreti, Alessandro Loreti, Rocco Aversano, Francesco Testa, Sara Giambenedetti, Corinna Angiolino, Giorgio Marcelli, Gabriele Giansanti, Paolo Pomponi, Alessandra Brillo, Rocco Inca, Claudio Caruso, Gianluca Infantino, Giorgio Comandè, Martina Pellizzeri, Annalisa Marcone, Alessio Troiani, Armando Giacomozzi, Alexia Riccitelli, Sara Signorelli, Sergio Moltoni, Alex Lai e Claudio Natili

TEATRO VIGANO'- piazza Fradeletto, Roma

 

Articolo di: Isabella Polimanti

Dopo essere stato presentato in forma di studio al Teatro Gasometro nell’Estate Romana 2015, debutta al Teatro Cometa Off l’avvincente Il Gioco di Franca De Angelis. Una commedia noir, un intrigo tragicomico a tre. Protagonisti Anna Cianca, Alessia Sorbello e Andrea Trovato, per la regia di Christian Angeli. Uno spettacolo delicato e profondo dove si ride e si riflette.

Al Teatro Argentina arriva il viaggio omerico nella personalissima visione di Emma Dante, Odissea A/R, uno spettacolo che ha già registrato il tutto esaurito tanto da rendere necessaria la programmazione di una recita straordinaria. Per chi non volesse assolutamente perdere l’occasione di assistere al viaggio di Telemaco messo in scena con gli allievi attori della Scuola dei Mestieri dello Spettacolo del Teatro Biondo di Palermo, replica straordinaria sabato 4 febbraio.

Al Teatro Quirino Vittorio Gassman Antonio Salines e Marianella Bargilli saranno i protagonisti di Luci Della Ribalta con la regia di Giuseppe Emiliani: l’opportunità di vedere a teatro una vicenda che appartiene all’immaginario collettivo. Dopo trattative durate alcuni anni, Antonio Salines ha ottenuto dalla famiglia Chaplin i diritti teatrali di quello che rappresenta certamente il film più famoso del grande comico nonché il suo testamento spirituale.

Questa settimana offre anche opportunità di divertimento e leggerezza, con commedie brillanti pronte a regalare risate a profusione! Debutta al Teatro de’ Servi Bedda Maki, il testo vincitore della quarta edizione del concorso “Una commedia in cerca di autori®”, indetto dal centro di produzione La Bilancia, scritto dai giovani milanesi Chiara Boscaro e Marco Di Stefano e diretto da Roberto Marafante. Pluripremiato negli Stati Uniti e in Canada, arriva invece Moms, per la prima volta in Italia al Teatro della Cometa, spettacolo scritto da sei mamme-attrici che hanno sopportato le agonie e le estasi della maternità e le raccontano sul palcoscenico, con una prospettiva incredibilmente divertente e profondamente toccante, intima, graffiante, licenziosa sull’essere genitori oggi.

Torna al Teatro Brancaccio, dopo il grande successo della passata stagione, Sister Act Il Musical in scena dal 1° al 12 febbraio. Uno spettacolo travolgente, una storia dinamica, incalzante e divertente che coinvolge il pubblico in un’atmosfera elettrizzante e unica.

Infine un interessante sguardo alla drammaturgia contemporanea canadese: debutta al Teatro dell’Orologio, dal 3 al 5 febbraio, la nuova produzione della compagnia torinese Tedacà, Il sentiero dei passi pericolosi di Michel Marc Bouchard per la regia di Simone Schinocca; in scena Andrea Fazzari, Mauro Parrinello e Matteo Sintucci.

Tanti altri, e per tutti i gusti, sono gli spettacoli in scena a Roma durante la prossima settimana. Vediamoli nel dettaglio.

E buona visione con SaltinAria!


Fattore K in collaborazione con la Compagnia Carmentalia presenta
IL GIOCO
di Franca De Angelis
regia di Christian Angeli
con Anna Cianca (Dottoressa Z)
Alessia Sorbello (Agata) e Andrea Trovato (Paolo)

Debutta il 31 gennaio al Teatro Cometa Off l’avvincente commedia Il Gioco, scritta da Franca De Angelis, con Anna Cianca, Alessia Sorbello e Andrea Trovato, per la regia di Christian Angeli. Lo spettacolo è stato presentato dalla Compagnia Carmentalia in forma di studio al Teatro Gasometro nell’Estate Romana 2015, aggiudicandosi il primo posto come migliore drammaturgia e il terzo come spettacolo dell’anno 2015, nella classifica di Isabella Polimanti della rivista Saltinaria.
Il Gioco racconta la storia di due giovani squattrinati e senza grandi prospettive che incontrano una misteriosa “Dottoressa Z”, consulente filosofica, che cambierà i loro destini utilizzando un gioco apparentemente innocuo ma dalle conseguenze inaspettate.
Il Gioco consiste in questo: ognuno dei due deve porre un quesito e stilare una lista di cinque possibilità di azione. Soltanto una di queste verrà sorteggiata e bisognerà attenersi scrupolosamente alla scelta. Un po’ come testa o croce ma con cinque possibilità diverse, studiate a tavolino spesso senza capire le conseguenze di ogni singola opzione.
E’ un gioco leggero, divertente, che li deresponsabilizza quel tanto da renderli audaci… ma che succede quando il Gioco viene portato avanti fino alle estreme conseguenze? Quando non siamo più noi i veri artefici delle nostre scelte ma il soltanto il puro, spietato caso? Siamo davvero così artefici delle nostre vite?
E’ su questi interrogativi profondi che si muove con leggerezza la macchina de Il Gioco, con una compagnia capace di cambiare registro emotivo e di esprimere con grazia l’intero arco trasformativo dei due sfaccendati, che si ritroveranno coinvolti in una vera e propria trappola alla vittima e carnefice.
Un noir, un intrigo tragicomico a tre, una tensione emotiva che cresce man mano che sale la posta in gioco, e quindi anche il pericolo. Si ride e si riflette, spesso nello stesso istante.

Nota di regia:
Esiste una possibilità di liberarsi da una visione fatalista della propria esistenza, quando pare che le nostre azioni siano governate da un destino predeterminato, già stabilito? È possibile spiazzare quella parte del nostro cervello
che, come dice la dottoressa Zeta, pretende di decidere senza consultarsi prima con noi? Agata e Paolo ci provano scrivendo per la propria vita una trama pericolosa, senza un sicuro ritorno alla serena apatia di chi dice sempre “è tutta colpa degli altri!"
I due giovani disadattati diventano gli eroi delle proprie esistenze, perché sanno mettersi in gioco, imparano che una manipolazione subita può diventare un'occasione per sporcarsi le mani con la realtà, costi quel che costi. Provano con tutte le loro forze a stare al "gioco" della dottoressa Zeta e a scrivere un presente per loro stessi. Ma quando il tempo sembra ormai stare dalla parte dei protagonisti, si rivela il primo nemico da battere.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47, Roma
dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
Dal martedì al sabato h. 21.00 - Domenica h. 18.00
Ingresso riservato ai soci
Tessera associativa 2.50 € - Biglietto intero 13 €
Per chi si tessera online: http://www.cometaoff.it/
Biglietto ridotto a 10 € da prenotare telefonicamente allo 06 57284637 e ritirare al botteghino la sera dello spettacolo

Info e prenotazioni: telefono 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


ODISSEA A/R
liberamente tratto dal poema di Omero
testo e regia Emma Dante

con gli allievi attori della Scuola dei mestieri dello spettacolo del Teatro Biondo di Palermo
Manuela Boncaldo, Sara Calvario, Toty Cannova, Silvia Casamassima, Domenico Ciaramitaro, Mariagiulia Colace, Francesco Cusumano, Federica D’Amore, Clara De Rose, Bruno Di Chiara, Silvia Di Giovanna, Giuseppe Di Raffaele, Marta Franceschelli, Salvatore Galati, Alessandro Ienzi, Francesca Laviosa, Nunzia Lo Presti, Alessandra Pace, Vittorio Pissacroia, Lorenzo Randazzo, Simona Sciarabba, Giuditta Vasile, Claudio Zappalà
elementi scenici e costumi Emma Dante
luci Cristian Zucaro
suono Gabriele Gugliara
assistente ai costumi Italia Carroccio
adattamenti e modifiche sartoriali Silvia Di Giovanna
assistente alle coreografie Sandro Maria Campagna
assistente di produzione Daniela Gusmano
canzoni Serena Ganci (Zeus; La canzone delle ancelle) e Bruno Di Chiara (Rapimi la porta)
direttore dell’allestimento scenico Antonino Ficarra
produzione Teatro Biondo Palermo

«È il poema che ci ha permesso di interrogarci
sui percorsi che segnano il destino, dove il motore di tutto
è il movimento verso la propria origine»
Emma Dante

Odissea a/r è incentrato sul viaggio di Telemaco alla ricerca del padre e sul ritorno a Itaca di Odisseo. Emma Dante lo ha scritto e messo in scena per i 23 allievi della “Scuola dei mestieri dello spettacolo” del Teatro Biondo di Palermo, da lei diretta, al termine del biennio formativo.
Ricca di musiche e canzoni, scritte da Serena Ganci e da Bruno Di Chiara, di danze e invenzioni sceniche, che gli attori realizzano a vista, l’Odissea di Emma Dante è una fiaba ironica e movimentata, che offre una lettura inedita, divertente, dissacrante e allo stesso tempo fedele del poema di Omero.
«Sono trascorsi tre anni da quando Itaca ha perduto le tracce di Odisseo, partito vent’anni prima alla conquista di Troia. Ostacolato dal dio Poseidone per averne ucciso il figlio Polifemo, gli ultimi echi del suo viaggio di ritorno risalgono all’incontro con la splendida dea Calipso.
Da allora un gruppo di pretendenti, approfittando della prolungata assenza del re, occupa l’immenso salone della reggia di Itaca. Maleducati, vili, rozzi e volgari, i Proci bramano di sposare Penelope e di impossessarsi definitivamente del Regno. Trascorrono le giornate banchettando tra musica, bestemmie e schiamazzi, e vivendo di istinti e pulsioni che manifestano senza pudore.
La prima parte dello spettacolo è dedicata alla Telemachia. Atena esorta Telemaco, non più ragazzino, a partire in cerca di notizie del padre, gli infonde coraggio, lo invita a prendere il comando della casa e a diventare uomo.
Odissea a/r è il viaggio che ogni essere umano fa nel corso della vita. È il poema che ci ha permesso di interrogarci sui percorsi che segnano il destino, dove il motore di tutto è il movimento verso la propria origine. Dall’incontro con figure umane e sovrumane, ninfe e mostri, pretendenti e mendicanti è nato uno spettacolo ricco di evocazioni fantastiche legate al mito ma anche di riflessioni sulla condizione dell’uomo-eroe, che si dimostra piccolo e bugiardo. Dopo avere errato vent’anni, Odisseo torna a Itaca e l’incontro tra il padre e il figlio ci permette di assistere all’umanizzazione del mito. Di Odisseo, Penelope e Telemaco scopriremo i lati più teneri e fragili, i loro difetti, le loro imperfezioni. Una madre e un figlio hanno aspettato a lungo il ritorno del mito e, durante l’attesa, hanno cambiato la propria natura».
(Emma Dante)

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017
Replica Straordinaria, sabato 4 febbraio 2017 ore 21.30
durata 1 ora e 30 minuti senza intervallo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net

 

CERTE NOTTI
di Antonio Grosso
con Antonio Grosso e Rocio Munoz Morales
Ciro Scalera, Antonello Pascale,
Ariele Vincenti, Federica Carruba Toscano
regia Giuseppe Miale Di Mauro

Certe notti è un titolo aperto per uno spettacolo; aperto a voli pindarici che le parole di Grosso riconducono immediatamente a una realtà fatta di corpi, anime e sentimenti. Il tono brillante, i tratti dei personaggi, i loro rapporti, le loro storie che s‘intrecciano in vari modi, le risate, le riflessioni, l’ironia, la cattiveria, sono la vita che pulsa nel testo di Grosso.
Quella vita che in certe notti sembra non riuscire ad arrivare all’alba. L’alba di un esame che certe vite sembrano non riuscire a superare.
Cinque universitari condividono gli spazi della Casa dello Studente e vivono in quel limbo che separa il giovane dall’adulto. Alle prese con i loro problemi esistenziali e un futuro dalle tinte troppo sbiadite per essere visto con ottimismo. Il tutto sempre coronato da una patina d’ironia che attraversa come un filo rosso tutto lo spettacolo. E poi c’è un professore infame, autoritario e cinico, simbolo di una società che abusa il potere e chiude le porte in faccia ai giovani al grido di: “Qui comando io e tu non sei nessuno!”.

Ma arriverà prima o poi un terremoto stravolgerà le cose, un terremoto che quelli come il professore hanno provocato con la loro spocchia, con la loro imprudenza, con la loro ignoranza. Un terremoto che il testo di Grosso fa sentire nell’aria da subito e fa intuire al più sgangherato del gruppo, un giovane autistico che i ragazzi troppo presi da loro stessi, dalle loro problematiche, non sanno ascoltare. E solo allora ci sarà la resa dei conti, perché si sa che i conti si fanno alla fine, ma questa è una fine che sa tanto di nuovo inizio. Queste, sono certe notti in cui l’alba arriva a rischiarare un nuovo giorno.

Al di là delle risate, tante, la lettura di questo testo ha degli spunti esistenzialisti notevoli: l’università come simbolo di una generazione bloccata, che fatica a superare l’esame della vita, e resta inchiodata in certe notti insonni che sembrano non finire mai. C’è l’impressione che Grosso abbia voluto costruire all’interno della Casa dello Studente un microcosmo, che è la società in cui viviamo, fatto di rabbia, amore, speranze, paure, in cui tutti i personaggi cercano goffamente di trovare il proprio posto. E magari, solo un terremoto, che per tutti è simbolo di paura e catastrofe, potrà rimescolare le carte e ricominciare il gioco della vita.
Giuseppe Miale di Mauro


TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 1 al 19 febbraio 2017
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


MASCULU E FÌAMMINA
di e con Saverio La Ruina
musiche originali Gianfranco De Franco
collaborazione alla regia Cecilia Foti
scene Cristina Ipsaro e Riccardo De Leo
disegno luci Dario De Luca e Mario Giordano
audio e luci Mario Giordano
organizzazione Settimio Pisano
Produzione Scena Verticale

Un dialogo con la propria madre che non c’è più colmo di poesia e dolcezze affettive: in Masculu e Fìammina Saverio La Ruina sceglie un cimitero, un mazzo di fiori e una tomba materna per confessare la propria omosessualità allo spettro della donna che lo ha generato. Prende così avvio un flusso dilagante e ininterrotto di parole e coscienza, di tenerezza e di verità nascoste, in scena dal 31 gennaio al 5 febbraio al Teatro India.
Una confessione alla madre, avvolta in un delicato e musicale dialetto calabrese, che si colora di leggerezze e ironia, ma che si impregna di frammenti dolorosi di vita passata, di ricordi indelebili, di piccoli grandi dispiaceri e momenti di svolta analizzati a posteriori fino ad attribuirle nuovi sorprendenti significati. Ascoltare la lingua di Saverio La Ruina è un’irresistibile esperienza sensoriale, un progressivo disvelarsi di figure poetiche e di immagini indimenticabili che si dipanano attraverso una struggente neolingua del ricordo: «l’idea di base è che un uomo semplice parli con la madre. Una madre che non c’è più. Lui la va a trovare al cimitero. Si racconta a lei, le confida con pacatezza di essere omosessuale, “o masculu e fìammina cum’i chiamàvisi tu”, l’esistenza intima che viveva e che vive. – afferma il regista e interprete – Non l’ha mai fatto, prima. Certamente questa mamma ha intuito, ha assorbito, ha capito tutto in silenzio. Senza mai fare domande. Con infinito, amoroso rispetto. Arrivando solo a raccomandarsi, quando il figlio usciva la sera, con un tenero e protettivo “Statti attìantu”. Ora, per lui, scatta un tipico confessarsi del sud, al riparo dagli imbarazzi, dai timori di preoccupare. Forse con un piccolo indicibile dispiacere di non aver trovato prima, a tu per tu, l’occasione di aprirsi, di cercare appoggio, delicatezza.”
Il testo, presentato per la prima volta sotto forma di reading nel settembre 2015 nell’ambito del Festival Garofano Verde diretto da Rodolfo di Giammarco, è un toccante viaggio nei meandri dell’anima e della verità, tra ricordi, momenti belli, destini non facili e rotture drammatiche. Affiorano nel figlio memorie e coscienze di istanti anche piacevoli, a ripensare certi rapporti con uomini in grado di dare felicità e un benessere che però invariabilmente si rivela effimero, perché le cose segrete nascondono mille complicazioni e sofferenze. In un meridione con la neve, tra le tombe, finalmente con la sensazione d’essere liberi di dire, si compone un sincero, coraggioso, ironico e commovente, scambio di idee tra un figlio e una madre, e si lasciano andare i dolori, le piccole gioie, i silenzi, le paure, le violenze, la ricerca di un amore vero, il desiderio di essere accettati.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


KAFKA IL DIGIUNATORE
di Luca De Bei da Franz Kafka
diretto ed interpretato da Luca De Bei

Al Teatro dei Conciatori, dal 31 gennaio al 12 febbraio, Luca De Bei proporrà in prima nazionale il suo nuovo lavoro tratto da Franz Kafka: KAFKA IL DIGIUNATORE, diretto ed interpretato dallo stesso Luca De Bei

1924: nel sanatorio di Kierling, non lontano da Vienna, Kafka, ridotto a un mucchietto di ossa e assistito dalla compagna Dora, si illude forse di poter lottare contro la tubercolosi di cui è malato da anni e riacquistare un po’ di forze. Ha con sé le bozze, da correggere e mandare all’editore, del suo ultimo racconto “Il digiunatore” e proprio questo racconto è uno dei pochissimi scritti che, nel suo testamento, ha chiesto all’amico Max Brod di non distruggere. Qualcosa di profondo lo lega infatti al personaggio del digiunatore di professione che, nella sua gabbia e davanti agli spettatori, resta aggrappato con caparbietà al suo dimagrire fino ai limiti dell’esistere, fino al raggiungimento del sottile confine tra la vita e la morte. Il protagonista del racconto sa bene però che i tempi cambiano, che il pubblico desidera spettacoli sempre più nuovi e avvincenti e che il suo mestiere è destinato all’oblìo. Forse è per questo che Franz Kafka, che si sente così marginale alla vita, così estraneo al mondo e persino a se stesso, sente profondamente la similitudine con questo “fenomeno da baraccone” scritturato da un circo ma diverso e distante da tutto ciò che lo circonda.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori 5, 00154 Roma
Dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
Tipologia Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/45448982 - 06/45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


MARCHE TEATRO / Nutrimenti Terrestri / Walsh presenta
456
scritto e diretto da Mattia Torre
con Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino, Carlo De Ruggieri e con Michele Nani
scene Francesco Ghisu
disegno luci Luca Barbati
costumi Mimma Montorselli
assistente alla regia Francesca Rocca
assistente ai movimenti scenici Alberto Bellandi

Sarà in scena al Teatro Ambra Jovinelli - dal 7 al 12 febbraio, 456 scritto e diretto da Mattia Torre. Protagonisti: Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino, Carlo De Ruggieri e con Michele Nani. 456 è la storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima, litigano, pregano, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà.

4 5 6 nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri: per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. 4 5 6 è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo aggregante, di difesa dell’individuo - nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l’ostilità, il cinismo, la paura. 4 5 6 racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale.
Dallo spettacolo è stato tratto l’omonimo sequel televisivo, prodotto da Inteatro e andato in onda su La7 all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini (attualmente disponibile su YouTube), e il libro “4 5 6 - Morte alla famiglia”, edito da Dalai.

La Direttrice Artistica del Teatro Ambra Jovinelli, Fabrizia Pompilio e la Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo - nella stagione 2016/2017 hanno deciso di dedicare una monografia a Mattia Torre - uno degli autori più apprezzati del nostro paese. 456 è il terzo ed ultimo spettacolo di Torre, presente nel cartellone dell’Ambra Jovinelli. I primi due sono stati Migliore e Qui e Ora. La monografia dedicata a Mattia Torre è solo l’inizio di una collaborazione tra l’autore, il Teatro Ambra Jovinelli e la Nuovo Teatro. Sarà presentato infatti il prossimo anno un progetto speciale, completamente nuovo, che vedrà Mattia Torre protagonista. Sarà un progetto trasversale che unirà televisione, editoria e teatro.

Mattia Torre, sceneggiatore, autore teatrale e regista italiano. Insieme a Giacomo Ciarrapico è autore, negli anni Novanta, delle prime commedie teatrali Io non c’entro, Tutto a posto, Piccole anime e L’ufficio. Nel 2000 pubblica il libro Faleminderit Aprile ‘99 in Albania durante la guerra. È co-sceneggiatore del film Piovono Mucche di Luca Vendruscolo. Nel 2003 il suo monologo In mezzo al mare con Valerio Aprea vince al Teatro Valle di Roma la rassegna Attori in cerca d’autore. Nel 2005 scrive e dirige il monologo teatrale Migliore, con Valerio Mastandrea. È autore del monologo breve Gola e dei corti teatrali Il figurante e Sopra di noi. È tra gli autori del programma Parla con me di Serena Dandini. Con Ciarrapico e Vendruscolo scrive la serie TV Buttafuori e, dal 2007, la prima, la seconda e la terza stagione di Boris per Fox Italia. Della seconda è anche co-regista. Con gli stessi autori, scrive e dirige Boris - il film. Nel 2011 scrive e mette in scena lo spettacolo teatrale 456 di cui realizza anche il sequel TV per La7. Per Dalai editore ha pubblicato la raccolta di monologhi In mezzo al mare (2012). È autore e regista dello spettacolo teatrale Qui e ora con Valerio Mastandrea e Valerio Aprea. Nel 2014, insieme a Ciarrapico e Vendruscolo scrive e dirige il film per il cinema Ogni maledetto Natale. Nel 2015 scrive con Corrado Guzzanti la serie TV dal titolo Dov’è Mario? per Sky.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe, 43 /47 Roma 00185
dal 7 al 12 febbraio 2017
Spettacoli ore 21.00 - domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


IDIOTA
di Jordi Casanovas
Regia di Roberto Rustioni
Traduzione di Francesca Clari in collaborazione con Francesco Fava
Con Roberto Rustioni e Rossana Gay
Aiuto regia Francesco Piotti
Scene & Costumi Francesco Esposito
Contributi Video Pablo Solari
Ideazione Video Igor Renzetti
Disegno Luci Gianluca Cappelletti
Organizzatrice generale Ottavia Nigris
Consulente Casting Cecilia Gaipa
Una produzione Fattore K
In collaborazione con "Fabulamundi. Playwriting Europe" e Associazione OlindaProduzione

Cosa siamo disposti a fare quando ci troviamo in difficoltà, soprattutto economiche? Quando ci troviamo in crisi.... Idiota è un testo sulla crisi, la crisi economica globale e le nostre crisi personali, i nostri tentativi spesso goffi e comici per riuscire a stare a galla malgrado tutto e tutti. Il protagonista prova a rispondere a delle domande di una dottoressa, un test psicologico, dove un uomo ed una donna si affrontano in una stanza, un ufficio che è come un ring. Jordi Casanovas costruisce un preciso meccanismo ironico-amaro, a tinte noir ma leggero, in cui niente è ciò che appare e dove la verità emerge solo alla fine, forse…

Note di Regia
Con Idiota e con il progetto Jordi Casanovas proseguo il mio percorso di esplorazione sulla scrittura contemporanea, soprattutto sulle nuove storie, indispensabili in funzione di un rinnovamento teatrale. Casanovas è uno dei nomi di punta della nuova drammaturgia iberica, nello specifico catalana: a Barcellona, grazie alla sala Beckett ed ad altre strutture, è emersa in questi ultimi anni una nuova onda di scrittori per il teatro molto interessante, originale, piena d'energia. Credo che in Spagna così come in Italia il pubblico sia incuriosito naturalmente dal nuovo. Semplicemente come accade nel cinema o nelle ultime sofisticate serie tv, il pubblico desidera seguire storie nuove, vuole essere catturato da intrecci inediti, e spera di innamorarsi di personaggi sorprendenti mai conosciuti prima. Le atmosfere e la scrittura molto cinematografiche di Casanovas, la sua poetica tra la commedia ed il noir, tra Woody Allen e Roman Polansky, possiedono una qualità che cattura immediatamente lo spettatore .Sento che Casanovas è un autore coinvolgente di grande impatto per il pubblico, ma anche intelligente e di qualità...e non è poco.
Dedicato a mio padre

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Moretti- Via dei Filippini 17/A – Roma
Dal 2 al 5 Febbraio 2017
dal giovedì al sabato ore 21.30 - domenica ore 18.30
Ingresso: Intero 15 euro, Ridotto 12 euro
Tessera associativa stagionale 5 euro

Info & Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com www.fattorek.net


IL SENTIERO DEI PASSI PERICOLOSI
drammaturgia Michel Marc Bouchard
regia Simone Schinocca
con Andrea Fazzari, Mauro Parrinello e Matteo Sintucci
traduzione Francesca Moccagatta
produzione Tedacà
Michel Marc Bouchard è rappresentato in Italia dall'agenzia Althéa - éditions Théâtrales, Parigi.

Debutta a Roma, al Teatro dell’Orologio, dal 3 al 5 febbraio 2017 la nuova produzione della compagnia torinese Tedacà, “Il sentiero dei passi pericolosi”, testo del drammaturgo canadese Michel Marc Bouchard per la regia di Simone Schinocca; in scena Andrea Fazzari, Mauro Parrinello e Matteo Sintucci.

Al centro della piéce tre fratelli molto diversi fra loro che viaggiano assieme il giorno del matrimonio del più giovane di loro per raggiungere il luogo della cerimonia. Hanno un incidente e si perdono in una foresta, da cui rischiano di non far ritorno. In questa solitudine sono costretti a parlarsi: s'illuminano così, violentemente, episodi del loro passato. Primo fra tutti il suicidio del padre, avvenuto anni prima, sotto il loro occhi, su quello stesso sentiero. E proprio quando tutto sembra perduto, ecco palesarsi l'occasione di incontro con sé e con l'altro carico di una tragica, straziante ma anche liberatoria verità.

Michel Marc Bouchard è uno fra i più noti autori contemporanei canadesi: nato nel 1958 ha iniziato la propria attività di scrittore negli anni Ottanta, imponendosi all’attenzione della critica e del pubblico con lavori incisivi nei contenuti e forti nello stile espressivo. È molto amato anche in Italia, tanto che il giornalista Franco Quadri sulle colonne de “La Repubblica” ha parlato di lui come di “un autore che sfugge a ogni definizione, scrivendo testi arrabbiati, realistici e metaforici su storie locali col dono dell’universalità”.

La Compagnia Tedacà è una realtà torinese attiva sul territorio da oltre dieci anni, risiede presso lo spazio Teatro Bellarte a Torino dove ogni anno ospita una rassegna teatrale dal titolo Il bello deve ancora venire selezionando per il pubblico alcune tra le più interessanti proposte del teatro contemporaneo. Le produzioni spaziano da spettacoli di drammaturgie originali che indagano temi d'attualità e tematiche sociali sino a testi di drammaturgia contemporanea italiana e straniera. Nel 2015 inizia il sodalizio con la Compagnia dei Demoni, formazione di attori e registi legati al Teatro Stabile di Genova. Il sentiero dei passi pericolosi è la prima produzione che sancisce l'incontro di queste due realtà.

TEATRO DELL’OROLOGIO (Sala Orfeo) - Via dei Filippini 17/A, Roma
dal 3 al 5 febbraio 2017
venerdì e sabato h 21.00 | domenica h. 18.00
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro
La prenotazione è vivamente consigliata

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


SISTER ACT - Il Musical
regia Saverio Marconi
musiche Alan Menken
liriche Glenn Slater
testo Cheri Steinkellner e Bill Steinkellner
dialoghi aggiunti Douglas Carter Beane
basato sul film Touchstone Picture “Sister Act” scritto da Joseph Howard
traduzione e liriche italiane Franco Travaglio
direzione musicale Stefano Brondi
coreografie Rita Pivano
scene Gabriele Moreschi
costumi Carla Accoramboni
disegno luci Valerio Tiberi
disegno suono Emanuele Carlucci

CAST
Belia Martin nel ruolo di Deloris Van Cartier
e con la partecipazione di Pino Strabioli nel ruolo di Monsignor O’Hara
Special Guest Suor Cristina nel ruolo di Suor Maria Roberta
Jacqueline Maria Ferry nel ruolo della Madre Superiora
Felice Casciano Curtis
Marco Trespioli Eddie
Claudia Campolongo Suor Maria Lazzara
Manuela Tasciotti Suor Maria Patrizia
Silvano Torrieri Joey
Vincenzo Leone De Niro
Tiziano Caputo TJ

Unico, travolgente… DIVINO! Dopo il grande successo già riscontrato al Brancaccio di Roma nella scorsa stagione, dopo aver conquistato ben 2 premi agli Italian Musical Awards 2016: come Miglior Regia (Saverio Marconi) e per la Miglior Attrice non protagonista (Francesca Taverni nel ruolo della Madre Superiora) e il Premio Persefone 2016 alla protagonista spagnola Belia Martin.- torna al Brancaccio il Musical tratto dall’omonimo film del ’92 che consacrò Whoopi Goldberg nell’indimenticabile ruolo di Deloris, “una svitata in abito da suora”.
Venticinque gli splendidi brani musicali scritti dal premio Oscar Alan Menken, (mitico compositore statunitense autore delle più celebri colonne sonore Disney come “La Bella e la Bestia”, “La Sirenetta”, “Aladdin” e altri show tra cui “La Piccola Bottega degli Orrori” e “Newsies”), che spaziano dalle atmosfere soul, funky e disco anni ’70, alle ballate pop in puro stile Broadway, in cui si innestano cori Gospel e armonie polifoniche.
Il testo e le liriche tradotti da Franco Travaglio coinvolgono il pubblico in una storia dinamica, incalzante e divertente tra gangster e novizie, inseguimenti, colpi di scena, rosari, paillettes con un finale davvero elettrizzante.

TEATRO BRANCACCIO - Via Merulana 244, 00185 Roma
Dal 1° al 12 Febbraio 2017
Dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 25 a 56 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 80687231
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


La Compagnia Tacchi Misti presenta
Carla Ferraro, Valentina Martino Ghiglia, Laura Mazzi, Silvia Siravo
MOMS!
Il primo varietà sulla maternità
di Jill Daum, Linda Carson, Alison Kelly, Barbara Pollard, Robin Nichol e Deborah Williams
traduzione Valentina Martino Ghiglia
regia Ferdinando Ceriani
testi canzoni Toni Fornari
arrangiamenti Stefano Fresi
scena e costumi Marta Crisolini Malatesta

Pluripremiato negli Stati Uniti e in Canada, Mom’s the word (questo il titolo originale), per la prima volta in Italia, è uno spettacolo scritto da 6 mamme-attrici che hanno sopportato le agonie e le estasi della maternità. Uno sguardo incredibilmente divertente e profondamente toccante, intimo, graffiante, licenzioso sull’essere genitori oggi. Tra pannolini, notti insonni, pappette, biberon, mariti alla disperata ricerca di un momento di intimità, frustrazioni, pubertà, sesso, urla, pianti, strepiti e tanto, tanto amore per quei “mostriciattoli”, quattro attrici affiatatissime danno voce, corpo e anima a un intreccio di racconti e aneddoti oltraggiosamente divertenti che vi lasceranno senza fiato! Il tutto condito da balletti, canzoni e musiche, scritte e arrangiate dalla ormai collaudatissima coppia Stefano Fresi e Toni Fornari, che fanno di questo spettacolo un vero e proprio varietà sulla maternità! Questo è Moms, tutto quello che le mamme non hanno mai osato raccontare, concentrato in un’ora e mezza di spettacolo.
E vi prego… i bambini, almeno per una sera, lasciateli alla baby sitter!

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Dal 1° al 19 febbraio 2017
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: Tel. 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


EDIPO
EDIPO RE - EDIPO A COLONO
di Sofocle
Con Glauco Mauri, Roberto Sturno
Regie
Andrea Baracco - Edipo Re
Glauco Mauri - Edipo a Colono
Produzione COMPAGNIA MAURI STURNO
FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA

La favola di Edipo alla ricerca della verità

Edipo Re’ e ‘Edipo a Colono’ sono due capolavori fondamentali nella storia dell’uomo per gli interrogativi che pongono alla mente e per la ricchezza di umanità e di poesia che ci donano - dichiarano i registi Andrea Baracco e Glauco Mauri. La storia di Edipo è la storia dell’UOMO, perché racchiude in sé tutta la storia del suo vivere.'
A distanza di vent’anni la Compagnia Mauri Sturno ritorna a mettere in scena i due capolavori di Sofocle, per analizzare più compiutamente il mito immortale di Edipo, affidando la regia a due diversi registi: Glauco Mauri per Edipo a Colono e Andrea Baracco per Edipo Re. Due registi, due generazioni a confronto, esempio di collaborazione e dialogo delle diverse esperienze teatrali, oltre che condizione indispensabile per il futuro del teatro.


TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 31 gennaio a domenica 12 febbraio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 | mercoledì e domenica ore 17.00, sabato 4 febbraio ore 16:00
Prezzi da 25 € a 40 € | Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Call center Vivaticket: 892234
Sito Web: www.teatroeliseo.com


TAPE#51, Kerouac in scena
di Martina Tiberti
regia di Raffaele Balzano
con Pietro Pace, Raffaele Balzano, Vania Lai, Giuseppe Mortelliti

E questo è il modo in cui viene scritto un romanzo:
nella solitudine, nell’ignoranza, nella paura, nella sofferenza, nella follia, in un tipo di felicità psicotica che serve da incubatore alla nascita dello stupore....
Tape#51

Ozone Park, New York, 1951. Jack Kerouac e Neal Cassady si chiudono in casa per un esperimento letterario indotto da vino e marijuana. Per ritrovare l’autenticità di una scrittura vera i due compagni di viaggio decidono di registrare per intero le loro conversazioni per farne dei racconti che riproducano la trama della realtà quotidiana. Ma il proposito si fa più complesso del previsto: l’uso delle sostanze stupefacenti e la natura goliardica dei personaggi compromettono il flusso dei pensieri che porta a scambi di battute vivaci, doppi sensi e confessioni che fino a quel momento non sembravano necessari.
Liberamente ispirato a Frisco: il nastro capitolo del libro Visioni di Cody, Tape#51 ripercorre le tematiche della poetica di Kerouac, dalla velocità beat di Sulla Strada alla solitudine buddista di Angeli di desolazione. Lo spettatore passerà una serata in compagnia dello scrittore americano, per arrendersi ai suoi giochi di parole, sognare corpo a corpo con le sue espressioni poetiche, eccitarsi con il ritmo veloce ed esagitato della narrazione.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017
martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

Info e prenotazioni: Tel. 06-5814004 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


CONTRAZIONI
di Mike Bartlett
regia Luca Mazzone
traduzione Monica Capuani
con Viviana Lombardo e Silvia Scuderi
spazio scenico e paesaggio sonoro Luca Mazzone
progetto e realizzazione video Pietro Vaglica
luci Fiorenza Dado e Gabriele Circo
produzione Teatro Libero Palermo | Centro di produzione teatrale

Nella società del controllo, della sicurezza, dell’asetticità delle relazioni professionali e lavorative, cosa può mettere in terribile crisi una multinazionale? Saranno forse le relazioni amichevoli o amorose tra i propri dipendenti a generare criticità da risolvere e affrontare?
Una manager e una sottoposta, una serie d’interviste, una morbosa curiosità che sconfina nell’ossessiva e ingombrante presenza voyeuristica dell’azienda nella vita privata dei propri lavoratori. Tutto questo è “Contractions/Contrazioni” un testo asciutto e crudo del giovane e affermato drammaturgo inglese Mike Bartlett (Oxford 1980) – prodotto più volte dalla Royal Court e dal National Theatre di Londra – che mette due donne una di fronte all’altra, in una sorta d’intervista dove una è carnefice, l'altra vittima. È un gioco di sottile tensione tra le due donne che, seppure nella consapevolezza che il potere trasforma le persone a prescindere dalla loro cultura, dal loro credo, dal loro genere sessuale, mette in luce aspetti inconsueti delle relative femminilità che si incrociano, si scontrano. L’una, la manager, è anonima, si muove in una grigia normalità che si mostra nella sua oscena perversione, figlia di un meccanismo che stritola e che si impadronisce delle identità di ciascuno. Una normalità cui crede fino in fondo, cui ritiene necessario soggiogare la dipendente che ha di fronte. Lo fa per il suo bene. L’altra, Emma, la dipendente è come se attraversasse le quattordici scene che scandiscono il racconto compiendo un percorso di sacrificio all’altare dell’utile all’azienda, vendendo la propria anima per la certezza di un posto di lavoro, oltrepassando ogni limite, e muovendosi sul crinale di coloro che sono o dentro o fuori.
«Contrazioni – afferma Luca Mazzone – è una scansione per lunghi fotogrammi che raccontano, per frammenti e sempre in un dispositivo dialogico tra i due personaggi, tre anni durante i quali la sottoposta, Emma, passa da una situazione iniziale d’indipendenza a una totale trasformazione, financo ad una condizione di complicità. Mostra, nella sua atrocità, l’invadenza delle grandi compagnie e della società dell’efficienza, e quanto non vi sia più spazio per l’intimità, per il piccolo mondo privato. Ma non è tutto realismo quello tagliato dalle lame affilate della scrittura di Bartlett, c’è del paradosso, del grottesco: Grottesco che si annida nell’inverosimile e assoluta freddezza dei meccanismi privi di umanità, oltreché nella sottile seduzione che nasce dalla volontà di possesso di una donna sull’altra».

SALA UNO TEATRO - P.za Porta San Giovanni 10, Roma
dal 1° al 5 febbraio 2017
Tutti i giorni alle 21 e la domenica alle 18
BIGLIETTI: intero 15 euro, ridotto 10 euro, – tess. 2 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Telefono 06 86606211
Sito web: www.salaunoteatro.com


IL GATTO NEL BIDET
Noir (il)legale a tinte pastello
di Gioacchino Spinozzi e Sara Calanna
Regia di Sara Calanna
Con Tiziano Floreani, Alessandro Eramo, Armando Puccio, Sara Calanna
Tecnico audio/luci Daniele Toma

Vincitore nella sezione Miglior Spettacolo nell’ambito del Festival di Drammaturgia Italiana “Schegge d'autore 2015”, arriva al Teatro Tor Di Nona di Roma, dal 31 Gennaio al 5 Febbraio, Il gatto nel bidet: noir (il)legale a tinte pastello. Uno spettacolo esilarante, tra colpi di scena e battute ricche di humor, condite da situazioni paradossali.
In scena una coppia di intraprendenti avvocati: Domenica che divide la sua giornata affollata tra impegni professionali e doveri di mamma…ansiosa e Piergiorgio, suo pentito marito, un avvocato in cerca di affermazione.
Nell’ “astuto” tentativo di dare una svolta alla sua carriera, Piergiorgio accetta un caso che si rivelerà assai pericoloso, visto che avrà a che fare addirittura con il crimine organizzato! E a complicare tutto…un gatto nel bidet.

TEATRO TORDINONA - Via degli Acquasparta 16, Roma
Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017
Da martedì a sabato ore 21- Domenica ore 18
Biglietto: Intero 12 euro – Ridotto 9 euro - Tessera annuale obbligatoria 3 euro

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


CASA DI BAMBOLA
di Henrik Ibsen
adattamento e regia Roberto Valerio
Personaggi e interpreti (in ordine di apparizione)
Nora Helmer VALENTINA SPERLÌ
Torvald Helmer ROBERTO VALERIO
La signora Linde CARLOTTA VISCOVO
Il Dottor Rank MASSIMO GRIGÒ
Krogstad MICHELE NANI
La balia DEBORA PINO

scena Giorgio Gori
costumi Lucia Mariani
luci Emiliano Pona
produzione Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale
con il sostegno di Regione Toscana, MIBACT

Quando nel 1879 Casa di bambola fu rappresentato per la prima volta, il dramma suscitò scandalo e polemica ovunque per la sua lettura come esempio di un femminismo estremo; tanto che in Germania Ibsen fu addirittura costretto a trovargli un nuovo finale, perché la protagonista si rifiutava di impersonare una madre da lei ritenuta snaturata. Ma, al di là di ogni contenuto polemico, il dramma resta opera di una grande e complessa modernità, abitata da personaggi capaci di parlare ancora ai nostri contemporanei. Partendo da una nuova e attenta rilettura di questo grande classico di fine '800, attraverso una riscrittura e rielaborazione scenica del testo, si approda così ad uno spettacolo dove il centro è "il dramma nudo", spogliato di bellurie ottocentesche e convenzioni borghesi.

Appunti Per Una Regia
Casa di bambola (1879) è un testo complesso e seducente che restituisce molteplici e potenti suggestioni. È l'intreccio dialettico di una crisi, di una transizione, di un passaggio, di un percorso evolutivo; è il ritratto espressionista (L'urlo di Munch è del 1893) di un disperato anelito alla libertà che crea però angoscia e smarrimento. I personaggi si muovono in uno spazio scenografico spoglio/essenziale, sghembo, caricaturale, oscillando tra il sogno e la veglia, tra la verità e la menzogna, tra il desiderio e la necessità. Uno spazio onirico che trasfigura la realtà in miraggio, delirio, allucinazione, incubo. Una scena stilizzata per raccontare al meglio un desolante deserto relazionale ed esistenziale popolato non da volti ma da maschere che si apprestano a inscenare un dramma della finzione.
Madre di tre figli piccoli, Nora è sposata da otto anni con l'avvocato Torvald Helmer, che la considera alla stregua di un grazioso e vivace animale domestico. E lei 'sembra' felice in questa sua gabbia familiare. Entrambi vittime della loro incapacità di comunicare realmente, entrambi intrappolati in ruoli che si sono vicendevolmente assegnati: lei consapevolmente confusa, lui ignaro e sentimentalmente analfabeta.
Alberga in Nora la consapevolezza repressa di essere stata costretta dal padre e dal marito a vivere nel sortilegio dell'infantilismo e dell'inettitudine. Ma quell'embrionale pallido incosciente rancore svanisce di fronte all'ideale di perfezione a cui ha ancorato l'immagine di Helmer; e così, la relazione tra i due è viziata dalla reificazione e dall'abuso, percepibile nel sottile confine che separa l'oltraggio dal gioco, l'acquiescenza dalla complicità, l'oppressione dalla devozione.
Nora forse non possiede gli strumenti per sottrarsi ai vincoli che la tengono in scacco e le impediscono di evolvere come individuo pienamente cosciente, autonomo, capace attraverso le armi della critica di esercitare pienamente il proprio libero pensiero e incamminarsi sulla strada che conduce all'autodeterminazione (a differenza delle altre due figure femminili create da Ibsen negli anni seguenti: Hedda Gabler e Ellida de La donna del mare).
Ma Nora è senz'altro attraversata, trafitta, tormentata dai germi della ribellione. Nora vuole naufragare. Vuole abbandonarsi nell'oceano infinito del possibile; quel brodo primordiale, quel tutto indefinito e molteplice, creatore di ogni cosa, soffio inquieto e vitale: la libertà. Suggestione vagheggiata, sognata, desiderata ma non agita. Che irrompe con forza crescente nella coscienza di Nora spingendola a intraprendere un cammino doloroso e pieno di insidie verso la maturità.
Ma Nora come la fenice risorgerà dalle sue ceneri e spiccherà il volo verso la felicità? O il solo concetto del tramonto segnerà simbolicamente il suo orizzonte esistenziale? Sarà capace di sopravvivere alla distruzione di quel mondo che nonostante tutto l'ha cullata in acque rassicuranti e arenata in paradisi artificiali? Non sappiamo cosa ne sarà di Nora. Non sappiamo se sarà davvero capace di accogliere pienamente il cambiamento avvenuto dentro di lei per rifondarsi in una nuova esistenza.
Non ci è dato saperlo. La portata tragicamente attuale di Casa di bambola si declina forse nell'ambiguità del finale. Solo immaginandoci Nora come una donna che vive, pensa, agisce nel nostro tempo presente, possiamo forse investire Casa di bambola di un significato ultimo che non tradisce il testo ma che è capace di parlare a un pubblico contemporaneo.
(Roberto Valerio)

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini, 78 - 00152 Roma
dal 26 gennaio al 5 febbraio 2017
Orari: tutti i giorni ore 21.00 domenica ore 18.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it


IL GESTO DI PEDRO (ROMA-SAMPDORIA 1-0 DEL 14 DICEMBRE 1975)
di e con Giuseppe Manfridi

Debutto nazionale per Giuseppe Manfridi autore e interprete dell’atto sesto di DIECIPARTITE, progetto nato da un’idea di Daniele Lo Monaco, che ne cura anche l’organizzazione. “Il gesto di Pedro” sarà in scena dal 26 gennaio al 5 febbraio 2017 al Teatro dell’Angelo. La regia è di Giuseppe Manfridi, le musiche originali sono di Antonio Di Pofi, le scene di Antonella Rebecchini, la regia tecnica (multimediale) e i video di Stefano Sparapano.
“Dopo quattro anni torna DIECIPARTITE con il suo nuovo ATTO VI – afferma Giuseppe Manfridi - dedicato all’odissea umana, spirituale e sportiva del calciatore Carlo Petrini, detto Pedro, scomparso nel 2012. Petrini è stato autore di vari libri tra cui “Nel fango del Dio pallone” (pubblicato nel 2000 dalle edizioni Kaos), una violenta rapsodia autobiografica capace di suscitare un vero e proprio terremoto nel mondo del calcio.
In una partita giocata il 14 dicembre del ’75, Petrini, che vestiva allora la maglia giallorossa, si rese protagonista di un gesto tanto semplice quanto sconcertante al punto da essere rimasto inciso nella memoria di tutti coloro che erano presenti quel giorno allo stadio. Dopo essersi divorato nei primi minuti di gioco una serie di gol già fatti, Pedro, mortificato, conquistò il centro del campo, e alzando la mano destra come in segno di resa chiese scusa a tutto lo stadio. Pochi minuti dopo segnò il gol della vittoria.
Questo ricordo, all’apparenza minimo, - prosegue Manfridi - è la chiave per addentrarsi nei chiaroscuri di una storia sconvolgente che, sia pure col ristoro di momenti segnati da grande leggerezza e divertimento, va al cuore di un sistema calcio feroce e cannibale.
Senza fare sconti a nessuno, nel testo, nel pieno rispetto di quanto lo stesso Petrini ha voluto denunciare, vengono rivissuti e raccontati episodi che mettono a nudo la questione doping, col suo tragico elenco di vittime, e il giro del calcio scommesse che portò nell’80 a raffiche di arresti e di processi capaci di cambiare radicalmente la storia del calcio nel nostro Paese.
Dietro al clamore di questa articolata e plurime vicenda di malaffare collettivo si muove la peripezia tragica di un uomo perseguitato dai farmaci, dalle procure, dalle banche, dagli usurai, e soprattutto da se stesso.
Non diremo qui e adesso quale il punto estremo di questa vita spericolata oltre ogni limite. Di certo, la conversione morale e letteraria di Petrini, susseguente alla tragica morte di suo figlio diciannovenne, è un evento di tale portata esistenziale da suscitare domande di significato assoluto.
Una vera redenzione, nel senso più forte del termine.
Da anni attorno alla figura di Pedro si è formato un importante movimento di opinione che vede in quest’uomo contraddittorio, travagliato ed estremo un punto di riferimento per chiunque intenda lottare in nome dello sport e dei suoi valori”.

TEATRO DELL’ANGELO - Via Simone de Saint Bon 19, Roma
Dal 26 gennaio al 5 febbraio 2017
Biglietto euro 20

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
Sito web: www.teatrodellangelo.it


Antonio Salines  Marianella Bargilli
LUCI DELLA RIBALTA
di Charlie Chaplin
regia Giuseppe Emiliani
con Lino Spadaro, Renata Zamengo, Riccardo De Francesca, Orazio Stracuzzi, Luigi Biava
adattamento teatrale Eleonora Zacchi
musiche Roberto Fia
scene Federico Cautero
costumi Chiara Aversano

Come tutti sanno la trama narra la storia di un grande clown in declino, Calvero (Antonio Salines), e del suo incontro con una bella e sfortunata ballerina, Teresa (Marianella Bargilli). I due si incontrano, lui le salva la vita e, accogliendola in casa con pazienza e dedizione, riesce a restituirle l'uso delle gambe, ritrovando egli stesso una ragione di vita. Teresa sboccerà come un fiore in primavera e anche Calvero dopo tante vicissitudini tornerà al successo. Lei si innamorerà di lui e quel sentimento non nascerà dalla riconoscenza, sarà amore vero. Tutti ricordano le musiche del film (tra le colonne sonore più famose di sempre) e la scena finale del "concertino comico" tra Charlie Chaplin e Buster Keaton. L’operazione è un autentico evento culturale-teatrale e meta-cinematografico, si avvale di un grande cast, una regia prestigiosa e l’adattamento teatrale, fedele e creativo, di Eleonora Zacchi.
Il risultato è uno spettacolo di grande divertimento e commozione.

Note Di Regia
Ricordo perfettamente la prima volta che vidi il film Luci della ribalta di Chaplin.
Ero bambino. Erano i primi anni sessanta: gli anni in cui la RAI trasmetteva in bianco e nero, gli anni in cui, di sera, più famiglie su riunivano a casa di qualcuno che possedeva il televisore (ricordo il mitico Telefunken!) per passare una piacevole serata assieme vedendo un film o qualche teleromanzo.
Ricordo, come fosse ieri, la commozione dei presenti durante la scena finale della morte di Calvero…
La seconda volta che rividi il film fu in un vecchio cinema di periferia nel 1975, l’ultimo giorno in cui era consentito fumare al cinema.
Ricordo la sala strapiena di spettatori avvolti da una fitta nebbia...
Era percepibile una strana eccitazione: tutti i presenti si sentivano parte di una comunità che celebrava per l’ultima volta il rito di fumare in un luogo pubblico, assieme, guardando un film destinato a rimanere nella loro memoria, perché legato ad un evento fuori dell’ordinario.
Ecco: Luci della ribalta, per me, è legato a questi due episodi: al ricordo di una comunità che si riunisce per condividere una forte emozione.
Mi affascina l’idea di mettere in scena, per la prima volta in teatro, quest’opera di Chaplin. Mi emoziona l’idea di offrire l’opportunità al pubblico di rivedere a teatro una vicenda che appartiene all’immaginario collettivo.
Ho la sensazione che oggi gli spettatori abbiano il desiderio di lasciarsi accompagnare da storie capaci di emozionare e (perché no?) commuovere.
È mia intenzione offrire al pubblico la possibilità di lasciarsi coinvolgere da una vicenda ricca di motivi che non hanno età: l’amore, le delusioni, la paura di non farcela, la voglia di riscatto, il desiderio di realizzare i sogni, lo sforzo di trovare un senso positivo all’esistenza e soprattutto il grande amore per il teatro che riesce a dare colore al grigiore della realtà.
Il pubblico assisterà a uno spettacolo che, sia drammaturgicamente che visivamente, avrà un vivace montaggio cinematografico.
Sarà come vedere una vecchia pellicola in bianco e nero in cui inaspettatamente irrompe, all’improvviso, il colore perché si accendono le luci della ribalta. E tutto, quasi per magia, si trasforma: la realtà riscopre la poesia, il divertimento, la leggerezza. E chi assiste assapora il coraggio di commuoversi.
Quando sulla ribalta si spegneranno le luci sull’ultimo ballo di Teresa restituita alla vita e all’arte da un atto d’amore puro e generoso di Calvero, resterà la sensazione forte che l’immaginazione è “il più grande giocattolo della felicità”.
Solo l’immaginazione e la fantasia creatrice accendono il desiderio e restituiscono il senso della vita, alimentano il fuoco sotto la cenere. Perché, in fondo, pur nelle angosce e le difficoltà del quotidiano, quando ogni speranza sembra solo una remota possibilità, un irraggiungibile approdo, la fantasia ci offre la consapevolezza che “nulla finisce, cambia soltanto” .
Non resta che esserne consapevoli e non smettere di credere che la vita possa sorprenderci ancora. Per una nuova, lucente, ennesima ribalta.
(Giuseppe Emiliani)

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, Roma
Dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17
giovedì 2 e mercoledì 8 febbraio ore 17, sabato 11 febbraio ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


LE MUSE ORFANE
di Michel Marc Bouchard
regia Paolo Zuccari
con Antonella Attili, Stefania Micheli, Elodie Treccani, Paolo Zuccari
assistente alla regia Marco Canuto
scene Francesco Ghisu
costumi Lucia Mariani
Michel Marc Bouchard est représenté en Italie par l’Agence Althéa/édition Théatrales, Paris

Tre sorelle e un fratello, in un’età molto giovane perdono la madre, restando completamente soli. Da allora si dimenano nel tentativo disperato, ciascuno a modo suo, di bilanciare la perdita inspiegabile. La sorella più grande ha sostituito la madre, la seconda omosessuale è diventata militare, l’unico maschio scrive da vent’anni lo stesso romanzo, l’ultima è vissuta segregata in casa con la più grande e sembra la sua figlia deficiente. Un giorno, dopo tanti anni, si rivedono tutti insieme nella casa di famiglia e la più piccola accusa gli altri tre. Perché le hanno mentito? La madre, che le avevano fatto credere morta, in realtà è viva. Anzi, ha telefonato, dicendo che sta venendo lì da loro. Perché?

Dalle note di regia:
Nei filamenti invisibili che scorrono nel rapporto con la madre si scrive gran parte della nostra vita. E se lei se ne va perché ha preferito altro rispetto a noi figli, per sopravvivere di solito dobbiamo inventarci qualcosa. È questo qualcosa che spesso ci fa sembrare un po’ strani.
I quattro fratelli di “Le muse orfane” improvvisamente, all’età di 7,10, 13 e 15 anni, si ritrovano soli con un padre morto e una madre che, follemente innamorata di uno straniero, li abbandona per raggiungerlo. Quel mondo che i 4 inventano insieme nell’isolamento di una casa di provincia, nei loro rapporti più intimi e violenti, nel dolore e nello spaesamento più totali, come ne “Il giardino di cemento” di McEwan, è un mondo totale in cui scorre tutto l’amore e tutto l’odio possibili, un mondo che non ha bisogno più di niente, se non di difendersi dall’esterno, l’unica minaccia. Ma un medico direbbe: l’esterno è la vita. Un medico può dire quello che vuole ma quando hai condiviso un universo così, in quel modo lì, è difficile liberartene. Anche dopo tanti anni, anche quando pensi che ormai non succederà più. Se si ricreano le condizioni, basta un niente per ritrovarsi a recitare la mamma o il papà che non ci sono più. Anche se buona parte della tua vita è già passata. Ma basta incontrarsi di nuovo, anche dopo tanti anni, perché si risprofondi nelle dinamiche di una rappresentazione infantile, pur di “normalizzare” il loro stato di dimenticati. Anche il bene, come il male, si annida negli spazi più nascosti. Basta superare una porta.
Una storia sull’abbandono, il più violento.
(Paolo Zuccari)

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande 27, Roma
dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES
di Paolo Rossi e Giampiero Solari
su canovaccio di Stefano Massini
regia Giampiero Solari
con Paolo Rossi, Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Mario Sala, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi, Bika Blasko, Riccardo Zini, Karoline Comarella, Paolo Grossi
canzoni originali: Gianmaria Testa
musiche eseguite dal vivo: I Virtuosi del Carso
scene e costumi: Elisabetta Gabbioneta
luci: Gigi Saccomandi
produzione: Teatro Stabile di Bolzano

La nuova commedia “Molière: la recita di Versailles” fa interagire la creatività di Stefano Massini, uno degli autori italiani più apprezzati e rappresentati anche all’estero, la verve del capocomico per eccellenza Paolo Rossi e l’esperienza scenica e visiva di un regista del calibro di Giampiero Solari nella riscrittura dell’Improvvisazione di Versailles, testo creato da Molière nel 1663. In Molière: la recita di Versailles vedremo alternarsi in scena Paolo Rossi nelle vesti di Molière e Paolo Rossi capocomico che interpreta sé stesso intento a capitanare la sua compagnia. Il gioco di rimandi e parallelismi è continuo e profondo. Il rapporto tra l’uomo Molière e le sue opere era strettissimo, proprio come accade in questa nuova commedia che vuol essere un anarchico viaggio nel tempo intessuto da folgoranti estratti da almeno tre dei capolavori di Molière come “Il Misantropo”, “Il Tartufo” ed “Il Malato immaginario”, per l’occasione tradotti e adattati dal drammaturgo Stefano Massini. In scena però, questi grandi capolavori di Molière non verranno attualizzati, ma vissuti dalla compagnia di oggi in un continuo gioco di specchi temporali con quella di fine Seicento. Uno spettacolo creato e ricreato ogni sera dall’estro di Paolo Rossi e di un’agguerrita compagine di attori. «Molière mi attira perché subisco il fascino di quell’epoca; da capocomico, mi sento vicino a lui, ai suoi problemi, sia nella vita sia nella gestione della quotidianità del teatro» sostiene Rossi «mi attira perché è trasgressivo e innovatore, ma con ampio sguardo verso la tradizione». La continua ricerca di una nuova cifra stilistica che rendeva ogni spettacolo di Molière un manifesto per una recitazione più naturalistica e al passo con i tempi, ci porta direttamente ai nostri giorni, come recita un passo dello spettacolo «Oggi recitano tutti, i commercialisti, i dottori, i politici. Quelli che recitano peggio sono gli attori, se continuano a recitare alla vecchia maniera».
Paolo Rossi e Giampiero Solari teorizzano la coesistenza sul palco dell’attore, colui che conosce il mestiere, dei personaggi che evoca e interpreta, e della persona stessa: una compresenza scenica che permetterà un’improvvisazione rigorosa, agita da una compagnia di grande esperienza e professionalità che renderà ogni sera lo spettacolo veramente nuovo.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI
Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 2 al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (domenica ore 17.30, mercoledì 8 ore 17.00)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


100m2
di Juan Carlos Rubio
traduzione di Pino Tierno e Valentina Martino Ghiglia
regia di Siddhartha Prestinari
con Sandra Milo, Giorgia Wurth, Emiliano Reggente
disegno luci di Pietro Petronelli
scene di Mauro Paradiso

La vita si sa può essere piena di fantasia e anche le scelte più ordinarie possono rivelare risvolti inattesi. Non c’è bisogno di essere fatalisti per attendersi grandi cose dall’acquisto di un appartamento in nuda proprietà. Ed è così che, quello che sulla carta sembra un triste contratto tra una persona sola e bisognosa e un’altra opportunista e profittatrice, diventa invece il pretesto per un incontro di anime.
Cento metri quadri di Juan Carlos Rubio è una commedia divertente, naturalista, che racconta quello che accade quando Carmen, ottuagenaria in gamba ed esuberante decide di vendere in nuda proprietà il suo appartamento a Sara, una giovane morigerata, fin troppo responsabile e strutturata.
Carmen sembra felice, sebbene cardiopatica è un’inguaribile ottimista, che ama i suoi abiti appariscenti e i suoi discorsi chiari. Sara è molto sicura di sé, e nonostante sia nel pieno della vita, ha sempre un occhio all’orologio, ha paura di divertirsi e non osa rischiare.
Ne nasce un confronto tra due donne che affrontano la vita da punti di vista assai distanti dando il via a una divertente e inimmaginabile relazione, a gag esilaranti e a teneri siparietti in un alternanza di insospettabili cambi di direzione della trama e degli eventi.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e – Roma
dal 2 al 12 febbraio 2017

Info e prenotazioni: Tel. 06 59.43.544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


BEDDA MAKI
Come resushitare il ristorante e vivere felici
di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano
Regia di Roberto Marafante
Commedia vincitrice della IV Edizione del Concorso “Una commedia in cerca di autori®”
con Roberta Azzarone (Ginevra) , Caterina Gramaglia (Maria), Franco Mirabella (Tony), Lorenzo Parrotto (Calogero), Arturo Scognamiglio (Yannis)

Bedda Maki, il testo vincitore della quarta edizione del concorso “Una commedia in cerca di autori®”, indetto dal centro di produzione La Bilancia, arriva al Teatro De’ Servi dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017. Scritto dai giovani milanesi Chiara Boscaro e Marco Di Stefano, interpretato da Roberta Azzarone, Caterina Gramaglia, Franco Mirabella, Lorenzo Parrotto, e Arturo Scognamiglio, per la regia di Roberto Marafante, racconta con una scrittura comica e fluida, la storia di vecchi ristoratori in crisi che cercano di adeguarsi a gusti e richieste dei nostri giorni.
La Tonnara di Toni è infatti un ristorante siculo che per decine di anni ha deliziato il palato dei milanesi, ma ora è tempo di street food, di fusion, e Toni deve trovare centomila euro per pagare i debiti, o sarà costretto a chiudere per sempre i battenti. Il figlio Calogero e la cameriera Maria cercano di aiutarlo. Uniranno la cucina siciliana a quella giapponese per trasformare la Tonnara nel nuovo punto di riferimento della movida meneghina. Il piatto forte? Il Bedda Maki: melanzana fritta, riso, ripieno di tartare di tonno, cuore di pistacchio allo zafferano. Ora bisogna solo convincere il web critico gastronomico Yannis Beretta della bontà dell’idea, tra travestimenti, dichiarazioni d’amore inaspettate, equivoci, scontri generazionali, hipster, twitter, finte disquisizioni estetiche e vere risate. Ce la faranno?
Lo spettacolo sarà preceduto da un buffet giapponese offerto da Daruma.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22, Roma
Dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€

Info e prenotazioni: telefono 06-6795130
Sito web: www.teatroservi.it


8P Management presenta
Corrado Tedeschi, Nino Formicola, Alessandra Schiavoni, Roberta Garzia e Barbara Abbondanza in
IL CONTO E’ SERVITO
Di Sara Vannelli
Regia di Paola Tiziana Cruciani
e con Martina Carletti, Simone Villani e Andrea Zanacchi

Un grande Corrado Tedeschi nel ruolo di Rampanti, premio Nobel per la pace, affiancato da l’esilarante Nino Formicola nel ruolo di Fred il politico in ascesa, arricchiscono la scena, Alessandra Schiavoni moglie di Fred, Roberta Garzia moglie del Nobel, Barbara Abbondanza nel ruolo della colf della famiglia del politico, Martina Carletti e Simone Villani figli del politico, Andrea Zanacchi amico del figlio.
Metti una sera a cena: un politico ambizioso, un premio Nobel per la pace, una psicologa confusa, una bigotta rifatta, una colf straniera e obesa, una social dipendente con un fratello sessuomane… il menù non può che essere esilarante!
Fred, politico in ascesa, è finalmente riuscito ad organizzare, nella sua villa di famiglia,
un’importante cena con Rampanti, notissimo ed impegnatissimo Nobel per la pace. L’incontro è carico di attese poiché tutti si aspettano un considerevole tornaconto.
Durante la serata, però, tra colpi di scena e situazioni surreali, nel contesto di una società esasperata da tecno-linguaggi privi di senso, le aspettative di tutti prendono pieghe impreviste.
Cosa si cela dietro l’apparenza di una perfetta famiglia borghese?
Quali sono i reali propositi del politico e del Nobel?
Uno spettacolo comico dal ritmo crescente che mette alla gogna le dinamiche di potere e ipocrisia che contraddistinguono la nostra società, caratterizzata, inoltre, da un eccesso di mezzi di comunicazione che generano solo incomunicabilità.
Nell’atmosfera noir della notte di Halloween, a colpi di dolcetti e scherzetti, il reale e l’assurdo andranno a scontrarsi e sovrapporsi, culminando in una guerra di paradossi dove non si comprende più il confine tra realtà e finzione.
Il conto è servito” mette in scena uno spaccato della società contemporanea, affidando il gioco dei paradossi a un duo d’eccezione: Corrado Tedeschi e Nino Formicola, amici di vecchissima data per la prima volta insieme sul palco.
Il conto è servito” vanta un cast tecnico di eccezione: accanto all’autrice Sara Vannelli ed alla ben nota regista Paola Tiziana Cruciani, le scene sono di Alessandro Chiti ed i costumi di Adele Bargilli.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
dal 28 gennaio al 12 febbraio 2017
Spettacoli: martedì, giovedì, venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21,00 domenica ore 17,00
(lunedì e mercoledì riposo)
Biglietti: Intero € 26,00 Ridotto € 22,00

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


PAOLO BELLI in
PUR DI FARE MUSICA
Regia di Alberto Di Risio

Paolo Belli torna in teatro, con l’intenzione di “giocare” con la musica, accompagnato, per l’occasione, da una band in formazione inedita, appositamente studiata per questo tour. Insieme a sette musicisti, Paolo reinterpreta il suo repertorio con nuovi arrangiamenti, intervallando le performance musicali a momenti comici con i membri della band stessa.
Questa formula d’intrattenimento, che alterna i brani musicali a momenti d’ilarità, è un format che Paolo Belli ha già interpretato con grande successo nel suo precedente spettacolo teatrale “Dillo con un bacio” ed è il punto di forza dei suoi spettacoli dal vivo ormai da diversi anni.
In un’ipotetica sala prove, Paolo Belli, con i suoi musicisti, sta preparando il nuovo tour. Ma qualcuno è in ritardo e il titolare della sala lo invita a valutare, in alternativa, dei musicisti suoi amici. Ma ai provini si presentano solo personaggi molto “originali”: un musicista sordomuto detto “il Gelido”, un gruppo di 4 gemelli che per dissapori familiari non suonano mai assieme, un musicista spagnolo che non sa lo spagnolo e il “padrone di casa” che gestisce la sala prove e nel tempo libero insegna percussioni. Tutti elementi che lo portano, suo malgrado, a doversi adeguare al loro linguaggio ed alle loro stranezze.
La rivisitazione dei pezzi classici del repertorio di Paolo Belli e dei suoi maestri è obbligatoria e il risultato è una grande reinvenzione delle canzoni, mescolate sul palco ad una forte vena umoristica.

TEATRO GRECO - Via Ruggero Leoncavallo 10 – 00199 Roma
dal 1° al 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8607513
Sito web: www.teatrogreco.it


The Rome Savoyards and Plays in Rome presenta
THE WINTER’S TALE
Di William Shakespeare
diretto da Sandra Provost
Spettacolo in lingua inglese
Con (in ordine di apparizione) Grant Thompson, Gregory Garbinsky, Rishad Noorani, Fabiana De Rose, Sébastien Follain, Michael Fitzpatrick, Shelagh Stuchbery, Lydia O’Kane, Ulan Iskakov, Asya Bell, Rick Breco, Harry McCrory, Edoardo Camponeschi, Nadia Caretto, Gabriella Spadaro

Nell’ambito della rassegna del teatro in lingua originale Inglese al Teatro San Genesio, va in scena dal 31 Gennaio al 5 Febbraio 2017, l'inedita rivisitazione in chiave moderna, de Il Racconto d’Inverno (The Winter’s Tale), di William Shakespeare, presentata dalla compagnia filantropica e di lingua inglese Plays in Rome/The Rome Savoyards.
La storia narra di Leonte, Re di Sicilia (nella versione originale) che ospita nella propria ricca dimora l’amico Polissene, ma sospetta ci sia una relazione tra costui e sua moglie Ermione. Per via della sua gelosia e convinzione, progetta dunque di far eliminare l’amico Polissene. Camillo, uomo di fiducia di Leonte, trovando ingiuste le accuse, riesce a far scappare Polissene, fuggendo assieme a lui. Inferocito dall’accaduto, Leonte accusa pubblicamente Ermione di tradimento, la fa imprigionare e fa esiliare la figlia, appena nata che lui ritiene concepita in adulterio, condannandola a morte certa. A questi già tragici eventi segue il dramma della morte improvvisa di Mamilio, giovane figlio di Leonte ed Ermione. Di conseguenza anche Ermione si accascia per il dolore e a nulla varrà il pentimento del consorte. La storia si sposta nel Tempo e nello spazio e ci si trova, a una distanza di 16 anni. Perdita, la figlia di Leonte, che è stata salvata grazie all’intervento della fida Paulina e allevata senza che nessuno sappia delle sue origini, è perdutamente innamorata di Florizel, che è proprio il figlio di Polissene, in incognito. Polissene, camuffato, segue il figlio di nascosto e infuriato con lui per avergli tenuto nascosta la relazione con la ragazza, minaccia di morte la famiglia adottiva di lei. I due giovani fuggono di nascosto, consigliati dal fido Camillo e trovano riparo proprio in Sicilia. Qui si svela l'identità di Perdita e si avrà la riappacificazione tra Leonte e Polissene; ma le scoperte e le liete sorprese non finiscono qui….
Tragicommedia o commedia romantica scritta nel 1611 circa, è stata tuttavia considerata a lungo, in passato, semplicemente una commedia o una tragedia a lieto fine.
Numerose sono le rappresentazioni e trasposizioni di successo dell’opera, tra le quali la messa in scena per la regia di Peter Brook nel 1951 e di Sam Mendes nel 2009 e quella nel 2015 della Kenneth Branagh Theatre Company con tra gli altri Judi Dench e Kenneth Branagh.
La compagnia di lingua Inglese The Rome Savoyards, propone in questa prossima rappresentazione, una contestualizzazione diversa dell’opera, collocandola nella prima parte in una Miami degli anni ’50 e 16 anni dopo, in una tipica comune Hippie. Questa innovativa rappresentazione vuole esprimere come le tematiche affrontate siano universali, senza tempo ed applicabili anche a situazioni apparentemente avulse dal contesto originale ma che al contrario, sono di sorprendente ed efficace applicazione.
Dal punto di vista drammaturgico, The Winter’s Tale è nettamente divisa in due parti: i primi tre atti hanno tutti i connotati della tragedia, mentre negli ultimi due la trama si svolge fino al lieto fine. Il sospetto del tradimento, la richiesta dell'avvelenamento, l'inimicizia che esplode tra vecchi amici, la morte di una donna e dei suoi due figli, preparano lo spettatore ad un epilogo tragico. Dal quarto atto in poi, invece, entrano in scena numerosi elementi che modificano la trama: scene bucoliche e pastorali vengono allegramente arricchite da canzoni e danze e personaggi tipici della commedia. La condizione temporale è quindi non solo una necessità narrativa, ma un vero e proprio colpo di teatro: il suo intervento, infatti, fa cambiare il registro portandolo da quello propriamente tragico a quello comico. Allo stesso modo, è sempre lo scorrere del tempo che consente la riconciliazione. Dal punto di vista dei personaggi, si riprendono schemi della commedia classica degli opposti, per i quali i giovani sono contrapposti agli anziani. Come in altre commedie Shakespeariane, il lieto fine coincide con la riconciliazione o la formazione di nuove coppie. Veicolo di svelamento sono i personaggi popolari che si fanno portatori della saggezza e di chiarimenti tra i potenti. Molto presente è poi il tema della natura, che si presenta in scena non solo nelle vesti del Tempo, ma anche nelle bucoliche scene campestri, contrapposte a quelle di città.

TEATRO SAN GENESIO - via Podgora 1, Roma
Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017
Repliche: da martedì a venerdì ore 20,30; sabato e domenica ore 17,30
Biglietti: intero 15€, ridotto 13€ (gruppi e over 65, membri dell’associazione Plays in Rome ), ridotto 10€ (studenti e bambini)

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Tel: 347-8248661 tel. 06-3223432
Sito web: www.teatrosangenesio.it


SALVATORE - favola triste per voce sola
di e con Silvio Laviano, regia Tommaso Tuzzoli
trainer Sabrina Jorio
suono Federico Dal Pozzo
foto / progetto grafico Officina Fotografica
video Teresa Terranova
produzione in collaborazione con Festival Benevento Città Spettacolo 2012, Teatri in Città – Festival di Teatro Contemporaneo

Salvatore è la storia di un viaggio, una favola fatta di profumi, di colori e di respiri. Una contaminazione di lingue, linguaggi e ritmo. Una discesa leggera verso il cratere centrale dell’Etna, altro protagonista del testo. Il punto di partenza è un grembo materno, il punto d’arrivo un non luogo, dove convivono la follia, il ricordo e la febbre. L’uso del dialetto siciliano Catanese è l’unico mezzo espressivo dell’emozione; invece il racconto, in prima persona, in lingua italiana, detta i tempi dell’azione e crea il mondo del ricordo e del particolare. I due linguaggi si fonderanno con un procedere “in avanti”, con una punteggiatura fatta di respiri, di interpunzioni, fino alla piena coscienza, nel quadro finale, della propria rivoluzione umana.
(Silvio Laviano)

Note di regia
Ri-Comporre la memoria, per guardarla, per viverla, per raccontarla. L’attore si fa prima direttore d’orchestra delle ombre del proprio passato e poi strumento per farle suonare, per farle respirare. Il solo attore in scena si riempie di un magma di emozioni, di corpi e di voci diverse che esplodono attraverso quell’unico corpo, pronto nei gesti, nel sudore, nella voce e nel cuore ad essere abitato. Le ombre/personaggi accompagnano la vita di Salvatore–favola triste per voce sola, dal giorno della sua nascita fino al giorno del suo trentesimo compleanno, in un vortice senza sosta. Salvatore è un racconto diviso in cinque quadri che rivive le atmosfere di una Catania, specchio di un mondo legato alle tradizioni religiose, ai sacri riti profani, al senso della famiglia, degli amici e degli amori, ma anche specchio di un mondo facilmente modificabile da una nuova “civiltà” dei consumi nata ricca di nuovi idoli e priva di ogni passato. Una nuova civiltà che “distruggendo le varie realtà particolari e togliendo realtà ai vari modi di essere uomini”, azzera ciò che “l’Italia ha prodotto in modo storicamente differenziato”. I contorni di questo mondo così come i personaggi, immersi in un mondo quasi da favola, sono tracciati inizialmente con toni leggeri per poi divenire grotteschi e scendere così verso le zone oscure di una realtà che, schiacciando possibilità e desideri, conduce a nevrosi che rasentano la follia, rischiando di deviarci dai nostri sogni e trasformando questi in incubi. Riaprire le porte del passato per seppellire le paure, per sorridere delle lacrime versate, per tramutare le assenze in presenze e raccontare il tutto con quella gioia infantile di chi guarda davvero al tempo andato, senza mai smettere di correre verso il futuro, consapevole di se stesso e della propria origine.
(Tommaso Tuzzoli)

TEATRO BRANCACCINO - Via Mecenate 2, Roma
2 – 5 febbraio 2017
dal giovedì al sabato ore 20; domenica ore 18
Biglietto: intero 15,50 €; ridotto 11,50 €
Card open 5 ingressi 55 €

Info e prenotazioni: tel. 06 80687231 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


COSÌ È SE VI PARE
di Luigi Pirandello
regia di Claudio Boccaccini
con Laura Lattuada, Felice Della Corte, Pietro De Silva, Riccardo Bàrbera e Paolo Perinelli

Ad oltre 20 anni di distanza dalla fortunata edizione andata in scena al teatro Quirino di Roma, Claudio Boccaccini ripresenta la sua versione del "Così è se vi pare" di Luigi Pirandello.
Dopo il successo al Teatro Ghione, che ha registrato continui sold out e apprezzamenti dal pubblico e dalla stampa, lo spettacolo torna in scena al Teatro Nino Manfredi di Ostia.
Sul palco dal 31 gennaio al 12 febbraio, un cast eccezionale: Laura Lattuada, Felice Della Corte, Pietro De Silva, Riccardo Bàrbera e Paolo Perinelli.
Il testo, che riassume in sé alcuni aspetti cari alla drammaturgia pirandelliana, fu scritto dall'autore nel 1915, e narra le vicende di un gruppo di contabili in un paese del centro sud alle prese con un evento che scatenerà la loro curiosità morbosa.
Lavoro sull'essere e sull'apparire e sull'impossibilità per gli uomini di scoprire la "verità".
Nella messa in scena di Boccaccini ne vengono esaltati gli aspetti da thriller con un particolare accento sulla comicità insita al testo stesso.

TEATRO NINO MANFREDI - Via dei Pallottini 10 – Ostia Lido
Dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
31, 1, 2, 3, 4, 7, 9, 10 febbraio ore 21.00
5, 8, 12 febbraio ore 17.30
11 febbraio ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 - Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: Tel. 06 56 32 48 49 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it

 

Data unica

L'ALTRO | ACUSTIMANTICO LIVE
con Raffaella Misiti voce, Marcello Duranti fiati, Stefano Scatozza chitarre e musiche, Stefano Napoli contrabbasso, Salvatore De Seta batteria, Danilo Selvaggi testi
in collaborazione con Ass. Cult. Controchiave e LSD

Acustimantico torna al Vascello con un nuovo progetto ispirato al superamento della polverizzazione delle relazioni individuali. Un repertorio di canzoni nuove in cui sia la musica che i testi cercano di ricostruire una dimensione dell'umano che abbiamo dimenticato per attraversare e superare il tempo di passaggio.

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
30 gennaio 2017 ore 21.00
Biglietti: Intero 15€, Ridotto over 65 e studenti 12€, Servizio di prenotazione 1€ a biglietto

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021 - 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


Concerto Barocco
ORCHESTRA NUOVAKLASSICA
musiche di A. Vivaldi, G. Paisiello, J.S. Bach, G.F. Händel
pianoforte Marco Scolastra
soprano Hyo Soon Lee
direttore Carlo Stoppoloni

Programma interamente dedicato al repertorio barocco con musiche indimenticabili nella loro antica perfezione quello proposto domenica 5 febbraio al Teatro Eliseo dall’Orchestra NuovaKlassica. Brani di autori come Bach, Händel, Vivaldi e Paisiello rivivranno nell’esecuzione dei diciotto solisti diretti dal Maestro Carlo Stoppoloni con la partecipazione di Marco Scolastra al pianoforte e del soprano Hyo Soon Lee.
Col termine “musica barocca” si indica quella produzione tra il 1600 e il 1750, anche se l’utilizzo del sostantivo “barocco” in campo musicale è piuttosto recente, ed è fatto risalire ad una pubblicazione del musicologo Curt Sachs del 1919.
Principale obiettivo di quell’epoca fu lo stupire e il meravigliare attraverso l’esperienza artistica. Il Barocco può essere considerato uno stile piuttosto che un’epoca; cambi repentini di tempo, passaggi di grande virtuosismo strumentale o vocale e l’uso del contrappunto e della fuga, sono gli elementi che più caratterizzano la produzione musicale di questo periodo, insieme ad uno sviluppato senso dell'improvvisazione.
Con questo concerto NuovaKlassica prosegue il suo itinerario di promozione della musica e della comprensione del suo linguaggio, per gustarne ogni aspetto e il meraviglioso mondo che in essa si racchiude.

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Domenica 5 febbraio 2017 ore 11.30
Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: da martedì a domenica 10.00 - 19.00
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Biglietti: platea 16 euro/ragazzi 13 euro - galleria 11 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


VIAGGIO NELL’OPERETTA
di Gianni Gori e Alessandro Gilleri
regia di Sandro Corelli
con Katia Ricciarelli straordinaria protagonista

Dopo il successo del primo appuntamento, torna al Teatro Marconi il Viaggio nell'Operetta con la grande Katia Ricciarelli. Lunedì 30 gennaio alle ore 21.00, il sipario del teatro diretto da Felice Della Corte si apre nuovamente su questo straordinario evento di Gianni Gori e Alessandro Gilleri, con la regia di Sandro Corelli.

Un affascinante percorso scenico nel tempo, dalla fine dell’Ottocento agli anni trenta del Novecento, cinquant’anni lungo le fortune della cosiddetta “piccola lirica” (in realtà autentico scrigno di perle e di delizie musicali) di cui è straordinaria “chaperon” un’illustre protagonista della grande lirica: Katia Ricciarelli. Con lei, sul palco, Andrea Binetti, Marzia Postogna, Nicola Malagnini, Antonella Profera ed Enrica Musto e la nuova compagnia Sandro Massimini.

Il Viaggio nell’Operetta, in scena da gennaio ad aprile 2017, prevede quattro percorsi: l’OPERETTA E VIENNA, L’OPERETTA E BUDAPEST, L’OPERETTA E PARIGI-LONDRA e infine L’OPERETTA E ROMA. Quattro spettacoli per raccontare quattro luoghi storici dell’Operetta, dedicando la prima serata a Vienna, la seconda a Budapest e all’operetta danubiana, la terza a Parigi e Londra, la quarta a Roma e all’Italia, che andranno in scena al Boni di Acquapendente, al Delle Muse, Tor Bella Monaca e Marconi di Roma e al Bobbio di Trieste, per far conoscere l’Operetta con una protagonista d’eccezione come Katia Ricciarelli.
Dalla Vienna di Strauss e Lehár alla Budapest dell’operetta danubiana, dalla Parigi di Offenbach alla Londra di Gilbert&Sullivan, a Roma, al piccolo mondo dell’operetta italiana che guarda anche alla Commedia Musicale, VIAGGIO NELL’OPERETTA impagina una ricchissima sintesi delle situazioni teatrali, dei momenti musicali più significativi vissuti da questo repertorio teatrale tuttora amato dal pubblico. Strauss, Lehar, Kalman, Abraham, Gilbert&Sullivan, Jones, Youmans, Lombardo, Pietri, Leoncavallo Ranzato, Modugno, Kramer, Trovajoli e Garinei & Giovannini, il “Viaggio” firmato da Gianni Gori e Alessandro Gilleri ci porta per mano in un mondo che va da Vienna a Budapest, da Parigi e Londra a Roma. Dal “Viaggio” partirà poi la Nuova Compagnia Sandro Massimini – Trieste, per mantenere vivo il ricordo dell’ultimo grande interprete dell’operetta scomparso da ormai vent’anni, formando così una nuova generazione di interpreti e di pubblico.

TEATRO MARCONI - viale Guglielmo Marconi 698, Roma
30 gennaio ore 21,00
Biglietto Unico: Intero 24.00 – Ridotto 20.00

Info e prenotazioni: telefono 06/59.43.554, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it

 

CHE NON ABBIANO FINE MAI….
LA MEMORIA EBRAICA FRA MUSICA E RACCONTI
spettacolo di e con Eyal Lerner
con la partecipazione degli studenti di scuole romane

E’ possibile oggi rendere i giovani testimoni di un passato oscuro, dando vita a sentimenti di un'umanità dinamica e coraggiosa? Si può e si deve secondo il regista, fantasista e musicista israeliano Eyal Lerner che con il suo “Progetto Memoria” lancia questa sfida, ricercando nell’arte e nella didattica quella speciale relazione fra lo spettatore e il palcoscenico, in particolare coinvolgendo studenti e docenti in un percorso in continua evoluzione.

Il suo spettacolo “Che non abbiano fine mai ... la Memoria ebraica fra musica e racconti”, ospitato presso il Teatro di Villa Torlonia martedì 31 gennaio ore 19.30, è uno straordinario racconto fra immagini, musica e partiture gestuali, in una narrazione reale e poetica allo stesso tempo che collega la memoria ebraica ai suoni e alle narrazioni.

Lo spettacolo pone domande sulla Seconda Guerra Mondiale, apre uno squarcio intimo sulla tragedia della Shoah, torna alla storia e alla cultura ebraica come “luoghi” dai quali osservare l’umanità. Attraverso la storia e l’arte è possibile scoprire i sentimenti più autentici, quelli di solidarietà e compassione, e creare relazioni profonde, capaci di rafforzare la propria individualità Uno spettacolo-concerto, dunque, che si colora di malinconia e di gioia e speranza.

Lo spettacolo è anche un lavoro scenico che evidenzia le eclettiche esperienze didattiche e artistiche di Eyal Lerner, musicista nato e formatosi in Israele, residente in Italia dal 1995.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale - Dipartimento Attività Culturali e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura. Organizzato e sostenuto dal Centro di Cultura Ebraica I Comunità Ebraica di Roma.

TEATRO DI VILLA TORLONIA - Via Lazzaro Spallanzani 1, Roma
Martedì 31 gennaio ore 19,30
Ingresso Libero con prenotazione obbligatoria 060608

Info e prenotazioni: telefono 06/4404768 – 060608, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodivillatorlonia.it


Ancora in scena

STRATEGIE FATALI
scritto e diretto da Lino Musella e Paolo Mazzarelli
con Marco Foschi, Annibale Pavone, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Laura Graziosi, Astrid Casali, Giulia Salvarani
costumi Stefania Cempini
sound design e musiche originali Luca Canciello
direttore tecnico dell’allestimento Roberto Bivona
assistente alla regia Dario Iubatti

Dal 25 gennaio al 5 febbraio al Teatro India protagonista è il contemporaneo e tutto ciò che gli appartiene: alcuni dei grandi argomenti del nostro presente, come il terrore, il porno, i nuovi media, e alcuni temi eterni dell’essere umano, come il maligno, l’illusione, il fantasma, e lo stesso teatro, si intrecciano tra loro in STRATEGIE FATALI, ultimo lavoro della Compagnia Musella-Mazzarelli.
Il teatro diventa così il contenitore di argomenti quotidiani inseriti in tre storie che si incastrano fra loro con sette attori e sedici personaggi, riuniti in un’unica multiforme indagine: un ragazzo di quindici anni che scompare in un teatro in disuso; un pomeriggio di prove per mettere in scena, tra rivalità e gelosie, l’Otello di Shakespeare; un tentativo di demolizione a fini speculativi di un piccolo teatrino abbandonato. Tre trame che diventano un’interessante occasione per riflettere sull’arte del teatro, il ruolo del regista, la figura dell’attore, senza cadere nel rischio del già detto. L’essere umano viene indagato in relazione al nostro oggi con un linguaggio agile, sincero e privo di retorica. Prendendo spunto dall’omonimo libro del filosofo Jean Baudrillard e dal teatro di Shakespeare, Lino Musella e Paolo Mazzarelli danno vita ad un intreccio a metà tra la commedia e la tragedia, in cui il teatro, ultimo possibile luogo di indagine metafisica, si incontra con la vita e insieme prendono aria, fuoco, luce. Uno spettacolo in cui gli oggetti muovono la realtà e quindi il racconto, incentrandosi sui concetti di “scena” e “illusione”, poiché come diceva lo stesso Baudrillard “Perché una scena abbia senso ci vuole l’illusione”. Dunque, il teatro non è metafora ma si fa ambiente e argomento, divenendo allo stesso tempo contenitore e contenuto. Tre storie per un’unica e pluritematica indagine che tocca il ruolo del teatro e la riflessione sull’individuo alle prese con una contemporaneità fatta di mercificazione e di crisi dei valori e degli ideali, per spaziare su più fronti: dal terrorismo alla violenza alla pornografia. Tematiche quotidiane inserite in queste tre storie che si incontrano l’una nell’altra, mettendo in scena il collasso del moderno e parlando del maligno attraverso immagini reali e letterarie a sovrapporsi in equilibrio costante tra comico e tragico.
La Compagnia MusellaMazzarelli, con questo nuovo spettacolo, arricchisce il suo gioco teatrale aprendo le porte – usando Shakespeare e Baudrillard come chiavi – ad una scrittura che chiama in causa un numero crescente di compagni di scena, ma tiene fede a quella sua caratteristica cifra stilistica che si muove proprio sul confine sottile fra comico e tragico, un confine in cui la vita e il teatro si toccano fra loro. La Compagnia nasce nel 2009 dall’incontro tra Lino Musella (premio Le Maschere del Teatro miglior attore emergente 2014 e premio Hystrio ANCT 2015) e Paolo Mazzarelli (premio speciale Scenario 2001, Premio Enriquez alla drammaturgia 2005). Tra il 2009 e il 2011 realizzano Due cani, Figlidiunbruttodio (vincitore del premio Inbox 2010) e Crack machine, lavori basati su testi originali, ideati, scritti, diretti e interpretati a due. Nel 2012 Marche Teatro ha prodotto La società, spettacolo vincitore del Premio della Critica 2014.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 25 gennaio al 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia
SERIAL KILLER PER SIGNORA
musical di Douglas J. Cohen
da un racconto di William Goldman
regia Gianluca Guidi
traduzione e adattamento di Gianni Fenzi e Gianluca Guidi
traduzione delle liriche Giorgio Calabrese
con Teresa Federico e Alice Mistroni
scene e costumi ANNAMARIA MORELLI
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

Cristopher Kit Gill e Morris Bromo sono i protagonisti di Serial Killer per signora.
Non si conoscono. Nessuno dei due sa dell’esistenza dell’altro.
Kit è un attore disoccupato, da poco orfano di una madre che ne ha marchiato a fuoco la vita. Una grande attrice, troppo impegnata per donare l’affetto e le attenzioni di cui un figlio avrebbe bisogno, della quale Kit tenta di emulare il successo in modo assai diverso.
Morris è un detective della polizia di New York, non più giovanissimo. Ha scelto di rimanere vivo e di non cercare clamori carrieristici. Nemmeno la vita privata brilla: vive ancora a casa con la madre, una signora ebrea invadente e possessiva.
Poi il primo omicidio: commesso da una psiche malata, tanto malata da telefonare al distretto di Polizia per lamentarsi della poca attenzione che la stampa gli ha dedicato.
Kit cerca Morris. Inizia un rapporto simbiotico tra i due e le loro rispettive “carriere”.

Note Di Regia
“Un killer in città, può provocare il caos, e che detective loimpacchetterà” canta Morris ad un certo punto della commedia. Questa frase stigmatizza il percorso dei due protagonisti. Kit, uccidendo, ottiene la prima pagina del New York Times, secondo la sua mente malata raggiunge il successo. Morris ne diventa l’inseguitore e potenziale carnefice, dando lustro alla sua sbiadita carriera. Nutrendosi uno dell’altro, iniziano una gara senza esclusione di colpi che, inevitabilmente, avrà un solo vincitore.
Se volessimo addentrarci brevemente in una descrizione più profonda del loro rapporto, potremmo tranquillamente asserire che, sebbene in forma assai più lieve e edulcorata, sono l’uno il compendio dell’altro, quasi a voler risvegliare un saggio shakespeariano a firma di René Girard, intitolato Il Teatro dell’Invidia in cui si descrive quella spirale che, a partire dal desiderio dell’essere di un altro (il desiderio mimetico), innesca un conflitto la cui violenza è domata solo sporadicamente mediante il sacrificio di una vittima designata.
Si intrecciano le vite dei nostri due eroi e del loro “Amore” (come dice Shakespeare ne I Due Gentiluomini di Verona): l’uno per l’altro, con altri rapporti normali e protagonisti di vite terrene: due madri, tre vittime ed una affascinante giovane donna dell’Upper Class newyorkese, che contribuirà non poco a mettere confusione nella vita del povero Detective Morris Bromo.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
Dal 24 gennaio al 5 febbraio 2017
martedì, giovedì e venerdì ore 21, mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


Sabrina Impacciatore - Valter Malosti
VENERE IN PELLICCIA
di David Ives
traduzione di Masolino D’Amico
regia Valter Malosti
scene e disegno luci, Nicolas Bovey
progetto sonoro, G.U.P. Alcaro
costumi, Massimo Cantini Parrini
aiuto regia, Elena Serra
musiche di e trasformazioni da Richard Wagner

David Ives, americano, classe 1950, è essenzialmente uno scrittore di commedie, molto rappresentato, e famoso in patria in particolare per All in the Timing, grande successo a metà degli anni novanta.
Tra le sue produzioni, numerosi sono gli adattamenti e le riscritture da autori importanti, non solo teatrali, tra cui Spinoza, Molière, Feydau, Twain.
Leggendo Venere in pelliccia di Leopold von Sacher Masoch, Ives viene colpito profondamente dalla relazione incandescente e in continuo mutamento dei due protagonisti. Sviluppa dapprima un adattamento del romanzo per quattro personaggi: i due protagonisti Von Dunayev e Kushemski, e altri due attori, ai quali è affidato il compito di interpretare i restanti ruoli.
Presentato questo primo adattamento ai suoi più stretti collaboratori, riceve molti pareri negativi e fallisce nel tentativo di produrlo.
Ma lo strascico emotivo di quel lavoro di mesi sul libro di Masoch, non lo abbandona. E il materiale riprende vita quando Ives ha l’idea di accostare ai due protagonisti del romanzo due persone particolari, un’attrice che cerca un lavoro e un regista che cerca un’attrice, andando a creare una collisione fra questi due caratteri contemporanei con i loro dirimpettai letterari ottocenteschi.
Disidrata il suo adattamento eliminando tutto ciò che non sia conflitto e intercalando questi frammenti superstiti del romanzo con lo svolgimento di una bizzarra e spesso comica audizione, in cui le relazioni conflittuali e di potere e il processo del fare teatro viene mostrato impudicamente al pubblico.

Venere in pelliccia di David Ives: una sexy dark comedy.
Una sala prove. Dopo una lunga giornata di audizioni un regista non ha ancora trovato la protagonista di Venere in pelliccia, l’opera di Sacher Masoch, di cui ha curato l’adattamento. Verso sera, quando tutti sono già andati via, gli si presenta una ragazza rozza e sboccata che, insistentemente, gli chiede di poter fare un’audizione; è chiaro da subito che questa donna non si fermerà di fronte a nulla pur di ottenere la parte. La scombinata Vanda Jordan (omonima della controversa eroina del romanzo di Masoch) si trasformerà davanti agli occhi del regista nella protagonista del romanzo, Wanda Von Dunayev.
Tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un esilarante combattimento, un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco ambiguo fatto di seduzione, potere e sesso; un duello teatrale in cui i confini tra realtà e finzione vanno lentamente sfumando, lasciando il regista e gli spettatori ostaggio di un finale enigmatico e misterioso; sospeso in una atmosfera a metà tra la brutalità tragicomica di certe tragedie antiche e David Lynch.
Ma chi è Vanda Jordan? Un'attrice? Una misteriosa vendicatrice? Rappresenta forse l’ancestrale principio femminile che è anche origine del tutto?
Questo testo è la dimostrazione che in teatro con pochissimo si può ottenere moltissimo.
Bastano un uomo, una donna e una stanza chiusa e un viaggio nelle nostre profondità più oscure e misteriose può cominciare.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe, 43 /47 Roma 00185
26 gennaio| 5 febbraio 2017
Spettacoli ore 21.00 –domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


Silvio Orlando in
LACCI
di Domenico Starnone
tratto da ‘Lacci’ romanzo di Domenico Starnone
regia Armando Pugliese
con (in ordine alfabetico) Roberto Nobile, Sergio Romano, Maria Laura Rondanini, Vanessa Scalera e Giacomo de Cataldo

Abbiamo imparato entrambi che per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto ci nascondiamo.

Dopo il grande successo de La scuola, riportato in scena, a un trentennio dall’esordio, due anni fa, Silvio Orlando con il nuovo spettacolo Lacci ritorna alla scrittura di Domenico Starnone e penetra da un’altra porta le crepe e le fragilità del mondo in cui viviamo: prima visto attraverso il microcosmo dell’educazione, questa volta attraverso il sistema della famiglia, dove cova ogni giorno la minaccia di crollo per un cosmo ben più grande di quello racchiuso tra le mura di casa. La storia infatti ripercorre le attese, le sconfitte, i ripensamenti interni ad un amore e alle sue conseguenze, e porta già nei nomi una promessa di rovina. Quello che dovrebbe tenere è in pezzi e la caduta porta via a fette grosse il sogno. La violenza interna, come nella tragedia antica, contiene già i semi di più estese guerre e incomprensioni. Una tragedia contemporanea, quasi, mascherata da commedia. «Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre infatti così, con parole definitive, la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e a domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell'abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

Note Di Regia
Nell’apprendere dell'allestimento di uno spettacolo teatrale tratto dal romanzo di Starnone, molti fra quelli che lo hanno letto, si sono domandati quale sarebbe stato il processo drammaturgico prima e la sua messa in scena di conseguenza.
La versione teatrale del romanzo è stata fatta, come si sa, da Starnone stesso, ben sapendo che la concentrazione e l'assimilazione della lettura di un romanzo consentono un tempo assai differente da quello della fruizione teatrale.
E molte sono state anche le riflessioni comuni circa gli ostacoli da superare per condurre la parola degli interpreti, espressa nella forma vuoi del racconto, vuoi addirittura in forma epistolare, ad una parola agita attraverso la sequenza dei punti di osservazione dei personaggi, dei loro differenti linguaggi verbali ed emotivi.
Ho pensato dunque a questo lavoro come all'esecuzione di una sinfonia, che si struttura in cinque movimenti, che a loro volta contengono al loro interno un variabile numero di variazioni. E il contenuto del romanzo mi ha suggerito l'idea di una sinfonia del dolore, del dolore perché questa storia ci parla di un carico di sofferenza che da una generazione si proietta su quella successiva con il suo bagaglio di errori, infingimenti, viltà, abbandoni, dolore appunto. Proprio perché ci muoviamo in ambito borghese, non si tratta di una tragedia generazionale, ma di un dramma generazionale, quello sì.
I figli si affacciano a presentare il conto a chi li ha preceduti, all'interno di un contesto familiare in questo caso, ma metafora di quanto accade in contesti estremamente più ampi nel tempo e nel mondo che viviamo oggi.
Ma anche nelle ragioni o nei torti dei genitori lo spettatore non mancherà di identificarsi, nelle loro ferite che cogliamo pulsanti nel momento della lacerazione, o ripercorse a ritroso attraverso il racconto che si fa tentativo di comprensione logica e critica, con l'intento di andare oltre i significati superficiali di parole abusate.
Con lo snodarsi del racconto lo spettatore dovrà cercare la verità o la ragione di volta in volta in ciascuno dei personaggi, nell'interpretazione di ciascuno dei loro vissuti, e nella dialettica attraverso la quale si relazionano fra loro, proprio come nelle storie che catturano l'attenzione e non ci consentono di lasciarle fino al loro punto di conclusione.
(Armando Pugliese)

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale, 183e - Roma
Dal 25 gennaio al 12 febbraio 2017
Orario spettacoli: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - domenica ore 17.00
Prezzi da 21 € a 30 € (Riduzioni e agevolazioni a norma di legge)
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


Patrizia Pellegrino e Pietro Genuardi in
VICTOIRE
di Dany Laurent
regia Antonello Capodici
con Giulia Fiume, Dario Tacconelli
costumi Dora Argento costumi Patrizia Pellegrino realizzati da Marco Strano
scene Salvo Manciagli

“In una grande città, oggi. Vittoria e Marcello. Una coppia fortunata: lei creativa di successo, lui cardiologo stimato. Una bella casa, un figlio che frequenta un’università prestigiosa. La solidità di una coppia che continua ad amarsi, pur dopo ventidue anni di matrimonio. Poi? Poi, il “banale” : c’è lei, Katy. Che si laurea in medicina, e da allieva del fascinoso cardiologo ne diventa l’amante. O no? Dany Laurent è l’autrice più rappresentativa di quella che possiamo definire come la “nouvelle vague” della drammaturgia francese contemporanea. Il soggiorno borghese visto come la finestra ideale per osservare il mutamento incessante della nostra società. Esseri umani sufficientemente “normali”, che si trovano a scegliere in circostanze anomale. La variante imprevista è – questa volta – che Katy aspetta un figlio. Da Marcello, si suppone. O no? Una commedia straordinaria che, muovendo da una apparente situazione modello “pochade”, si trasforma – nel giro di due scene – in una straordinaria epopea di amicizia; un delicatissimo inno ai grandi valori ed alla voglia di ricominciare. Sempre e comunque. Personaggi strepitosi raccontati con allegria, leggerezza, divertimento, umorismo e – persino – comicità. Su tutti la Vittoria – Victoire! – della vita sull’egoismo e sul rancore.”
Una messa-in-scena di alto livello, nel solco delle proposte che l’ABC produzioni ha presentato nel corso delle ultime stagioni : da “L’Aria del Continente” a “La Scuola delle Mogli” e “Che notte … quella notte!”

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c Roma
dal 26 gennaio al 19 febbraio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30., lunedì riposo. Martedì 14 febbraio ore 19, giovedì 16 febbraio ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: Tel. 06-3223634
Sito Web: www.teatromanzoni.info


Federica Cifola - Beatrice Fazi - Giulia Ricciardi in
LE BISBETICHE STREMATE
di Giulia Ricciardi
regia Michele La Ginestra
aiuto regia Ludovica Di Donato
disegno luci Gianmarco Cacciani
scene:Gruppo G.I.A.D.
costumi:Moris Verdiani
organizzazione Alessandro Prugnola

Prendete tre stremate (Cifola, Fazi, Ricciardi) mandatele in vacanza a Ferragosto e chiudetele in una stanza d’albergo.
Poi prendete un cameriere, a caso ma non troppo, fatelo entrare in rotta di collisione con le tre e … godetevi la vacanza!
Be’, più che una vacanza, si tratta di un thriller … del resto anche Shining era ambientato in un albergo.
Come se non bastasse una delle tre è in dolce attesa e la sua gravidanza, guarda caso, sarà proprio il “fattore scatenante”.
Dopo il successo di “Parzialmente Stremate” e “Stremate dalla Luna”, torna al Teatro 7 il terzo capitolo della “Trilogia Stremata” di Giulia Ricciardi.
Divertimento assicurato.

TEATRO 7 - Via Benevento, 23- Roma
dal 24 gennaio al 12 febbraio 2017
orari: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
biglietti: € 24,00 - € 18,00 (prevendita compresa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 - 442.36.382
Sito web: www.teatro7.it


SUPERMAGIC 2017
PRODIGI
Festival Internazionale della Magia - 14ª edizione
Regia Emanuele Merlino
Testi Remo Pannain
CAST: Roxanne, Charlie Mag, Norbert Ferrè, Marco Zoppi, Remo Pannain, Aaron Crow, Basilio Tabacchi, Topas

I più grandi prestigiatori del mondo del momento tornano ad esibirsi per il pubblico romano in un evento che è più di uno spettacolo magico: musiche originali, effetti tecnici innovativi, sorprese mirabolanti, coreografie mozzafiato e attimi di tensione saranno la cornice di un nuovo momento magico straordinario, come Supermagic ci ha ormai abituato a vivere.

L'evento, atteso dal pubblico di ogni età, vedrà in scena nuove magie, prestigiatori campioni del mondo e giovani virtuosi talenti, per portare, anche quest'anno, il pubblico di Supermagic in quel mondo straordinario, dove i prodigi sono talmente all'ordine del giorno da spingere chi guarda a superare ogni forma di stupore e di divertimento, fino ad immedesimarsi nel magico e credere di poter portare la magia di Supermagic nella propria vita quotidiana.
Una donna ROXANNE è una affascinante e originale illusionista tedesca, una delle poche donne famose nel mondo dello spettacolo magico. La sua raffinata magia è stata premiata a Monte Carlo, a Las Vegas, al campionato mondiale di Lisbona e come miglior numero femminile a Los Angeles. Seducente, imprevedibile ed elegante, nella sua esibizione la magia e la femminilità prendono vita in un’atmosfera mistica e tenebrosa per incantare il pubblico e lasciarlo col fiato sospeso.
Due Italiani: Marco Zoppi, è un fantasista e prestigiatore italiano specializzato nella magica arte delle bolle di sapone, con il suo spettacolo si è esibito in Europa, Russia, Medio Oriente e America Latina. Dottore in chimica, grazie alle sue conoscenze ha sviluppato una speciale formula per creare incredibili effetti visuali con le sue bolle. Un sapiente e originale mix di arte e magia per racchiudere la fantasia e l’incanto in una bolla di sapone. Uno dei pochissimi artisti internazionali a proporre questo tipo di performance. L’unico al livello di eccellenza.
Basilio Tabacchi, è un travolgente prestigiatore comico italiano, si esibisce in tutto il mondo sulle navi da crociera e sui più grandi palcoscenici internazionali parlando contemporaneamente cinque lingue. Con il suo stile imprevedibile, brillante e stravagante, è in grado di portare sul palco allegria e comicità per far sorridere e far meravigliare con il più grande dei poteri magici: la risata.
Remo Pannain noto avvocato penalista romano appassionato da sempre di prestigiazione, è l’ideatore di Supermagic e, come ogni anno, sarà in sccena con un “cammeo”. Pannain si è esibito nei più famosi congressi dei prestigiatori in Italia e all’estero anche vincendo premi internazionali. Accanto a lui quattro artisti straordinari internazionali: il belga Aaron Crow è il maggiore esponente mondiale della magia bizzarra, è l’indiscusso Maestro del brivido magico, premiato nella categoria “Mentalismo” al campionato del mondo dei prestigiatori si è esibito in tutto il mondo, dall’Opera House di Sydney a Broadway – New York ed in numerose trasmissioni televisive. Spesso soprannominato “il guerriero” per le sue performance estreme e ricche di suspense.
Charlie Mag è un abile e talentoso prestigiatore spagnolo, è stato premiato come primo della sua categoria al campionato europeo dell’arte magica ed ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra i quali il Mandrake D’Or a Parigi. Grazie alla sua creatività ed alla sua passione è riuscito a reinventare lo stile del mago classico creando un numero originale e moderno, una combinazione di abilità ed emozione per presentare in scena una straordinaria esibizione in grado di trasmettere la vera essenza della magia.
Norbert Ferrè. E’ un artista poliedrico, innovativo ed elegante, vincitore del primo premio nella difficile categoria “manipolazione” al campionato del mondo dei prestigiatori del 2003. La sua manipolazione ha uno stile inconfondibile e le sorprese che si nascondono all’interno del suo show sono l’essenza di questa nobile arte. Si è esibito a Supermagic 2006 dove ha proposto il numero con il quale è diventato campione del mondo entusiasmando il pubblico romano.
Topas TOPAS è un brillante ed originale illusionista tedesco, è stato il più giovane campione del mondo nella storia della magia, aggiudicandosi il titolo per ben due volte. Conosciuto per i suoi effetti innovativi e per il suo stile che fonde musica e magia, si è esibito nei più importanti teatri di tutto il mondo e in oltre 50 spettacoli televisivi. Riesce a stupire il pubblico con la sua virtuosa destrezza e con le sue esclusive illusioni mai viste prima, dalla clonazione del suo corpo alla sparizione di una persona sospesa in aria, per creare lo stupore della vera magia.
vi accompagneranno quest’anno attraverso il viaggio magico che per due ore vi farà uscire dalla realtà per poi farvi ritornare con la consapevolezza dell’esperienza unica appena vissuta.
Uno spettacolo di successo pensato per gli adulti, ma che piace anche ai bambini.

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile Da Fabriano, 17 Roma
dal 26 gennaio al 5 febbraio 2017
dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 16.30 e 21.00 e domenica doppia ore 15.30 e 18.30

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel: 06-3265991
Sito web: www.teatroolimpico.it/


Manuela Villa in
ROMA!
Canti, balli e poesia del popolo di Roma
di Pier Francesco Pingitore
Regia Pier Francesco Pingitore
Direzione Musicale Claudio Garofalo Pica
Coreografie Cristina Pensiero
Allestimento Graziella Pera
Produzione Nevio Schiavone

Tutta la tradizione romana in uno spettacolo unico…
“Roma!” vuole essere una scorribanda tra le canzoni ed i balli romani, dall’Ottocento ad oggi. Dagli stornelli che il popolo di Roma cantava contro i francesi invasori, alle dolci melodie delle serenate, dalle canzoni delle prime feste di San Giovanni ai brani autoriali dei cantautori di oggi.
Il tutto con l’apporto di una band dal vivo e con la voce inconfondibile di Manuela Villa, cantante italiana e super-romana. A lei si affiancheranno Nico di Barnaba, cantante romano anche lui, ed un gruppo di ballo che animerà tutta la serata.
“Roma!” è una vera e propria esperienza di romanità anche nel menu degustazione della cena nei prestigiosi palchi privati al piano superiore. La Chef Anna Dente, fondatrice dell’Osteria di San Cesario, famosa in tutto il mondo ed insignita da Roma Capitale del titolo di Ambasciatrice della Cucina Romana nel Mondo, in collaborazione col nostro Resident Chef Ben Hirst ha ideato un menu esclusivo per lo spettacolo “Roma!” con piatti e prelibatezze tipici della tradizione romana. Inoltre un piatto di pasta all’arrabbiata verrà offerto a tutti gli ospiti in platea.
Un’esperienza di romanità unica ed indimenticabile nel più elegante ed incantevole teatro della Capitale!

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Ogni domenica dal 29 gennaio al 26 febbraio 2017 ore 20.30
Cena servita nei palchi privati al piano superiore h 19.30
Prezzi Biglietti: Palco con cena 65,00€, Poltronissima 35,00€, Poltrona 25,00€

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


COME PIACE A TE
scritto e diretto da Roberto Lopez

Si possono sacrificare gli affetti più cari solo per soddisfare la propria logica utilitaristica?
A questa domanda, Carlo (Roberto Lopez) risponderebbe senza indugio di sì. Lui, cinico, arrivista e manipolatore non si fa scrupoli a sacrificare la sua famiglia per il proprio tornaconto. Eppure in lui la moglie Maria (Marianna Ferrazzano) vede ancora l'uomo dei suoi sogni e lo ama così come è. Non è però dello stesso avviso Bianca (Ilaria Sequino), la figlia di Carlo e Marta, idealista e desiderosa di una vita diversa da quella dei genitori. Accade però che quando meno te lo aspetti, una visita cambia tutto e i delicati equilibri familiari sono messi a dura prova e qui entrano in sena altri due personaggi che modificheranno i vari punti di vista (Raffaele Fracchiolla e Stefano Lopez)… Che succederà? Tra colpi di scena ed equivoci esilaranti, va in scena una commedia divertente e dai risvolti inaspettati, con tanti spunti di riflessione.
Modi diversi di vedere e vivere la vita che non lasceranno nessuno fisso al proprio posto: chi non cambia idea non vive...

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa, 64 - Roma

Dal 26 Gennaio al 5 febbraio 2017
Dal giovedì al sabato ore 21 domenica ore 18
al Teatro L'Aura
Vicolo di Pietra Papa, 64 (angolo con Via Pietro Blaserna, 37)
Roma Zona Viale Marconi

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06-83777148
Sito web: www.teatrolaura.org


Vincenzo Salemme in
UNA FESTA ESAGERATA…!

Da mercoledì 18 gennaio a domenica 5 febbraio arriva al Teatro Sistina “Una festa ESAGERATA…!, la nuova commedia scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme, con Nicola Acunzo, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio D’Auria, Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Giovanni Ribo’, Mirea Flavia Stellato.
“Ho scritto “Una festa esagerata...!” a maggio di quest’anno (2016) - spiega Vincenzo Salemme - ma l’idea di partenza risale a qualche anno addietro. Da quell’idea iniziale ad oggi ho scritto, nel frattempo, “L’astice al veleno”, “Il diavolo custode” e ho riscritto una vecchia commedia: “Sogni e bisogni”. Tre spettacoli in cui ho tentato una strada diversa da quella della commedia di stampo più classico. Ho provato, cioè, a mescolare insieme la struttura drammaturgica e un linguaggio più consono alla rivista, allo show. Ho provato, cioè, ad usare i miei testi non più come testi a tutto tondo, compiuti, ma più come canovacci all’interno dei quali “scorrazzare” liberamente, senza vincoli di tempo, di azione e di luogo e, soprattutto, senza vincoli di coerenza stilistica e narrativa. Era un tentativo per avvicinare i più giovani al teatro, il tentativo di farli sentire a proprio agio in una realtà che troppo spesso credono superata, vecchia e polverosa. Questi miei esperimenti hanno avuto un buon successo anche se, qualche volta, hanno fatto storcere il naso agli spettatori più affezionati alle mie commedie iniziali. Questa volta, con “Una festa esagerata...!” credo di aver costruito una commedia che possa accontentare quegli spettatori desiderosi di una sintassi narrativa più teatrale ma, allo stesso tempo, capace di una leggerezza strutturale più adatta al pubblico meno abituato ai ritmi della commedia classica. Ho puntato tutto sulla naturalezza della recitazione colorando qua e là con una comicità più estrema, a tratti farsesca. Un po’ come succede nella vita quando qualcosa o qualcuno ci fa ridere per quanto involontariamente buffo. Ma questa è anche una commedia abbastanza crudele verso noi stessi, verso i nostri cedimenti morali. Non credo di scoprire qualcosa di particolarmente nuovo. Temo che l’umanità ondeggi da sempre in un’altalena di miseria e nobiltà. Ma credo anche che il teatro, pur nelle sue corde più leggere, possa ricordare a chi lo fa e a chi lo guarda, che in fondo siamo di passaggio e che, forse, un po’ di sana autoironia ci può aiutare a vivere meglio”.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
Dal 18 gennaio al 5 febbraio 2017
Prezzi Biglietti: Poltronissima €44,00, Poltrona e I Galleria €39,50, Seconda Galleria €34,00, Terza Galleria €27,50
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00, mercoledì 25 gennaio ore 17.00, sabato 28 gennaio ore 17.00 e ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


CYRANO DE BERGERAC
Regia di Matteo Fasanella
Con Matteo Fasanella, Virna Zorzan, Gianpiero Botta, Antonio Coppola, Michele Prosperi, Leonardo Iacuzio
Darkside LabTheatre Company
Produzione: Stefano Sbarluzzi Produzioni

Era il 1897 quando in un teatro di Parigi, il Théâtre de la Porte-Sain-Martin, debuttava uno dei capolavori della letteratura mondiale, Cyrano De Bergerac.
Oggi a distanza di 120 anni, nella sua versione originale in versi, il dramma di Edmond Rostand torna in scena a Roma con la regia di Matteo Fasanella dal 20 gennaio al 19 febbraio al Teatro Stanze Segrete: un piccolo scrigno per accogliere l'immortale storia d'amore ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese.
A proporre il lavoro, partendo dalla versione originale, senza alterarne i versi ma apportando solo qualche taglio, è Darkside LabTheatre Company di Matteo Fasanella, già definita dalla stampa “una fucina di giovani talenti”, con la produzione coraggiosa di Stefano Sbarluzzi Produzioni.
Una compagnia under 30, che già si è fatta notare negli anni passati con progetti di qualità e che inaugura il 2017 con una vera e propria sfida: riportare in scena il Cyrano De Bergerac nella sua versione originale in versi.
A farla da padrone, ovviamente - forte della poetica narrazione in versi - è una delle storie d'amore più belle che la letteratura abbia mai creato: l'amore, il genio, le virtù, l'uomo.
La lucidità del personaggio maschile, viene ingannata dall’amore, che mette a nudo le fragilità di un uomo quasi perfetto, aldilà delle sue famigerate carenze fisiche. "Chi la vide sorridere conobbe l'ideale": un ideale che porta Cyrano alla consapevolezza della sconfitta, ed egli affida il suo genio a un uomo che è in grado di soddisfare tutti i suoi sogni.
"Se mi par che vi sia di speranza un'ombra, un'ombra sola": la speranza, meravigliosa e vana, induce Cyrano a rendere questo amore, forse unico, palpitante. Egli utilizza tutte le sue virtù senza però mai slegarsi dalla maschera che lo protegge. Ne rimane talmente vincolato che, anche quando la verità viene a galla, preferisce immolarsi e concedersi alla sua vera musa ispiratrice: la libertà.
Come può l'amore indurre a rinunciare al proprio volto? Come può l'amore portare un uomo a spalleggiare il proprio "nemico" nella conquista del proprio sogno?
Interrogativi universali per un'opera altrettanto immortale, in scena al Teatro Stanze Segrete.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 (Trastevere) - Roma
Dal 20 gennaio al 19 febbraio dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00

Info e prenotazioni: Tel. 066872690
Sito web: www.stanzesegrete.it


QUELLA PICCOLA PAZZA COSA CHIAMATA AMORE
CRAZY LITTLE THING CALLED LOVE
Scritta e diretta da Danilo De Santis
con la regia di Lillo
con Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Piero Scornavacchi, Roberto Belli, Chiara Buratti, Marco Aceti e Roberto Belli
Voce fuori campo: Francesca Milani

Ossessionati di tutto il mondo, unitevi! Approda al Teatro Tirso de Molina dal 18 gennaio al 5 febbraio la divertentissima commedia “Quella piccola pazza cosa chiamata amore” con la regia di Lillo e un fantastico cast formato da Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Piero Scornavacchi, Chiara Buratti, Marco Aceti e Roberto Belli.
Del resto, noi tutti siamo ossessionati da qualcosa che non vuol saperne di lasciare la nostra mente. Che sia il calcio, il cibo o lo shopping non importa. Il vero problema si pone quando l’ossessione è legata all’amore. E in particolare se è rivolta a qualcuno che rimane nella nostra mente molto più di quanto sia stato nella nostra vita.
"…quando sei dentro un’ossessione, tutti, da fuori provano a farti ragionare ma tu non puoi ragionare perché sei ossessionato da un unico pensiero: l'oggetto della tua ossessione”, dirà a un certo punto Luigi, il protagonista di questa storia, che pur di riconquistare Elena, il suo amore perduto, si dichiara disposto a tutto. Perfino a farsi chiamare Lulù da Ferdinando, omosessuale di mezza età, che sta aspettando da 27 anni il ritorno del suo Michel.
I due condividono lo stesso dolore e Ferdinando, detto Ferdy, proprio grazie a Lulù, ha ritrovato la gioia di vivere ed è intenzionato a mettere in scena il “Ferdy Mercury Show" un musical interamente dedicato a Freddie Mercury e a Rudolf Nureyev, perché la leggenda vuole che i due avessero avuto una storia d'amore.
Lulù è quindi chiamato a sostituire la figura di Michel nello spettacolo. E fin qui non ci sarebbe niente di male. Ma Ferdy si sente sempre più attratto da lui e le sue avances divengono sempre più esplicite.
Sarà l'arrivo del malcapitato Mario, suo amico, a toglierlo dall’imbarazzo. Anche se Luigi nasconde un grosso segreto…
“Quella Piccola pazza cosa chiamata amore” ovvero quando quello che si crede un amore diventa una patologica ossessione.
“Mi ha fatto ridere già dalla prima lettura – afferma Pasquale Petrolo in arte Lillo, del duo comico Lillo & Greg - e sono ben lieto di impreziosire lo scritto con la mia regia. Sarà un ben lavoro e ci divertiremo tanto, e quando ci si diverte, è assai probabile che anche il pubblico apprezzerà questo spettacolo”.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires) 00198 Roma
Dal 18 gennaio al 5 febbraio 2017
mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00
sabato e domenica ore 17:30
Parcheggio convenzionato in Via Tirso, 14

Info e prenotazioni: 06.84.11.827 oppure 329.56.18.223
Sito Web: www.teatrotirsodemolina.it


Wanda Pirol - Rino Santoro - Geppi Di Stasio in
CANI E GATTI
di E. Scarpetta versione e regia di Geppi Di Stasio

Nuovo attesissimo debutto per il trio composto da Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio, che torna dal 5 gennaio (e fino al 12 febbraio) sul palco del Teatro delle Muse con un classico di Scarpetta, “Cani e gatti”, nella versione e regia dello stesso Di Stasio. Cani e gatti è stata rappresentata per la prima volta nel lontano 1901 ed è doveroso dire che l’autore, come di consueto, ha creato questa Farsa/Commedia ispirandosi ad alcuni originali francesi di Alexandre Bisson come “Les surprises du divorce” (1888), “Les erreurs du mariage” (1896) e, soprattutto, “Jalouse” (1897). Nella storia una moglie troppo gelosa è al tempo stesso gratificante e fastidiosa come il più perfetto dei mariti può essere rassicurante come noioso. Ecco, allora, la giostra di “doppie parti” assolutamente scoperta, anzi, addirittura sottolineata, ecco i travestimenti che rappresentano illusorie proiezioni, desideri inconfessati e svelamento di fatti accaduti solo nella mente di qualche personaggio. In questo adattamento Di Stasio effettua un leggero spostamento di epoca e di contesto spiegando la sua scelta con poche, essenziali parole: “Credo abbia aiutato a sottolineare i piccoli-grandi stravolgimenti, insieme, ovviamente, ad una sorta di adattamento alle caratteristiche del cast di una Compagnia che, crediamo, non deve mai limitarsi alla tradizione da cui proviene; una Compagnia a cui basterebbe soltanto non rinnegarla pur guardando un po’ più avanti”

TEATRO DELLE MUSE - Via Forlì 43 - Roma
dal 5 gennaio al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (sabato ore 21.00 e 17.30 e domenica pomeridiana ore 18.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06-44233649 – 06-44119185
Sito web: www.teatromuse.it


MAGNAMOSE TUTTO!
Scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore
Martufello Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura
con Morgana Giovannetti

...e nel secondo tempo

“DONNE CHE AVETE INTELLETTO D’AMORE…”
con Valeria Marini e Pamela Prati

La nuova creatura teatrale del maestro Pingitore muove i passi dalla previsione di un grande veggente, il Mago Katsàr, secondo la quale nel giro di pochi giorni un enorme asteroide cadrà sull’Italia e distruggerà gran parte del Belpaese. Dopo il primo momento di disperazione, una furia godereccia si impadronisce di tutti gli italiani e un grido unanime si leva da tutta la Penisola: “Magnàmose tutto! Finche c’è ancora qualcosa che non si sia mangiato il Governo…”.
Vengono istituiti comitati di Godimento Pubblico. Renzi cerca di rassicurare gli elettori, ma oramai all’asteroide distruggitore è stato dato un nome che lo coinvolge: “Matteostar”.
A Roma la sindaca Raggi si aggira sperduta, interviene Grillo inferocito con Di Maio e Di Battista… Ma anche il Papa, Mattarella, la Merkel, e Trump e Hillary Clinton… Tutti vorrebbero additare una via di salvezza, ma la sorte ormai sembra segnata… E quindi a maggior ragione il popolo non ha che un pensiero: “Magnàmose tutto!”
Interpreti di questo nuovo esilarante ed acuto lavoro sono, come da tradizione, Martufello, Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.

Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati fortemente volute assieme da Pingitore per celebrare i 51 anni dalla nascita della Compagnia capitanata dal Maestro. Coadiuvate dal cast del primo tempo, Valeria e Pamela faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune Grandi Donne del passato più o meno prossimo.
In scena anche il corpo di ballo composto da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila De Giovanni, Federica Bastici.
Le musiche sono state curate da Piero e Francesco Pintucci, i costumi da Maurizio Tognalini, l’arredamento da Graziella Pera e le coreografie da Evelyn Hanack.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 5 febbraio 2017.

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Da venerdì 25 novembre 2016 a domenica 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


Articolo di: Isabella Polimanti

Cosa offre la scena romana nella settimana che si accinge a spalancarci le porte? Roberto Herlitzka sarà al Teatro Argentina con MINETTI Ritratto di un Artista da vecchio diretto da Roberto Andò, uno spettacolo raffinato che cela una forte critica contro la società e l’omologazione. Sarà invece in scena al Teatro dei Conciatori ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett, per la regia di Alessandro Averone (premio Le Maschere del Teatro 2015).

Al Teatro India protagonista sarà il contemporaneo e tutto ciò che gli appartiene: STRATEGIE FATALI, l’ultimo lavoro della Compagnia Musella-Mazzarelli. Sabrina Impacciatore e Valter Malosti saranno i protagonisti, al Teatro Ambra Jovinelli di VENERE IN PELLICCIA di David Ives con la regia dello stesso Malosti.

La settimana però offre anche tanti altri interessanti debutti, ecco quindi in dettaglio tutti gli spettacoli in scena a Roma. Buona visione con SaltinAria!

Con la messa in scena di AMULETO di Roberto Bolaño, autore di culto della letteratura cilena del secondo Novecento, il Teatro India ci conduce nelle atmosfere più suggestive dell’America Latina. Un viaggio letterario, storico e poetico, lungo le piazze cilene che brulicano di fervori rivoluzionari, e nella cultura letteraria sudamericana. Con la regia di Riccardo Massai e l’interpretazione di Maria Paiato, che sarà sola in scena, il pubblico verrà immerso nel mondo poetico di Auxilio Lacouture, l’unica persona scampata all’irruzione dei reparti antisommossa nell’Università di Lettere e Filosofia di Città del Messico il 18 settembre del 1968.
A Carrozzerie n.o.t. approda invece TRAINSPOTTING di Irvine Welsh, nella versione teatrale di Wajdi Mouawad, una produzione del Festival Quartieri dell’Arte, per la regia di Sandro Mabellini.
Debutta al Teatro Trastevere la nuova commedia comicamente surreale, scritta e diretta da Erika Barresi, HAI FINITO…?!? ERASE / REWIND. Un buon mix di musica, testo, e coreografie ci immergerà nei risvolti di una storia d’amore finita.
Al Teatro Sistina arriva UNA FESTA ESAGERATA…!, la nuova commedia scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme. Un concentrato di ironia e comicità con uno sguardo attento ai nostri cedimenti morali.
Al Teatro dell’Orologio è in scena la compagnia Fibre Parallele con 2(DUE) e TESTO TOSSICO di Francesca Manieri, uno spettacolo sull’identità nel suo imprescindibile rapporto col suo doppio, la perdita.
Continuano con successo le repliche di MACBETH diretto e interpretato da Franco Branciaroli ancora in scena al Teatro Argentina fino al 22 gennaio.

Vediamo, più in dettaglio, gli spettacoli in scena questa settimana.

Buona visione con SaltinAria!

 

AMULETO
di Roberto Bolaño
traduzione Ilide Carmignani (Adelphi)
regia Riccardo Massai
con Maria Paiato
Produzione Archètipo
in collaborazione con Teatro Metastasio, Stabile della Toscana

Nascosta nel bagno del quarto piano, ignorata da tutti mentre professori, studenti e segretarie vengono fatti sgombrare, Auxilio resta barricata per dodici giorni in un bagno, con la sola compagnia dei versi poetici di Pedro Garfias. In questo non-luogo, che è insieme osservatorio privilegiato delle cronache di rivolta e rifugio che induce allo straniamento, Maria Paiato accompagna gli spettatori in un monologo a più voci, in cui l’io narrante della donna uruguaiana dialogherà con poeti, artisti e intellettuali. L’eroina Auxilio, una sorta di moderna versione al femminile di Don Chisciotte, interloquisce anche con madri in attesa di un ritorno e con donne in cerca dell’amore ancor prima che di un ideale, auto-proclamandosi a sua volta “madre della poesia latinoamericana”. Così, Maria/Auxilio darà vita ai personaggi del romanzo, proponendosi come Arturo Belano (lo stesso Bolaño) e l’impotente pittore (anch’egli realmente esistito) Carlos Coffen Serpas.
Sullo sfondo dell’America Latina in fermento, i giovani cercano la rivoluzione per tornare irrimediabilmente diversi e trasformarsi definitivamente in eroi-poeti. Maria Paiato offre la sua composta fisicità al dolore come all’ironia, sempre fedele al testo, fedele soprattutto alla meravigliosa penna di Roberto Bolaño che Riccardo Massai colloca nella misura propria al teatro secondo i dettami del compianto maestro. “In Amuleto Roberto Bolaño lancia un atto di accusa nei confronti dei grandi maestri della letteratura sudamericana come Gabriel García Márquez e Vargas Llosa – annota il regista Massai – e in fondo si sente egli stesso appartenente alla schiera dei giovani poeti, tentando di riscattarli in ogni modo. La vecchia generazione viene sì accusata ma anche emulata e citata più volte nel suo testo che ci sorprende perché sa spaziare lungo l’arco di tutta la letteratura mondiale, giungendo perfino alla cultura italiana. La forza immaginifica di Roberto Bolaño fa rivivere i ricordi della protagonista Auxilio e ci rende partecipi della sua storia. Il linguaggio che ho scelto per l’adattamento teatrale di questo grande romanzo è estremamente letterario: abbiamo compiuto un lavoro che andasse nella direzione di smussare, di una ricerca che potesse agganciare al testo una dizione teatrale che rendesse il pubblico co-partecipe di questo flusso meraviglioso”. “Il personaggio di Auxilio – continua Maria Paiato – ha delle caratteristiche a tratti simili ad alcuni personaggi che ho già interpretato. Sento molto vicini questi suoi colori di ingenuità e di entusiasmo nei confronti della vita che traspaiono dai suoi pensieri, questo grande amore nei confronti dell’arte, della vita e della letteratura. Quando Auxilio parla di poesia la chiama ‘pezzi di specchio rotti’ nei quali ci si osserva, ci si ritrova e ci si spaventa, perché la poesia è davvero uno specchio che invita e favorisce forse più di ogni altra forma d’arte la riflessione e simboleggia il raccoglimento intorno a tutto questo”.
Lo spettacolo si inserisce nel percorso MONDI IN SCENA cominciato con il Teatro Noh (Tsuchigumo, 14 settembre, all’Argentina) e proseguito con Harbour40, reading di frammenti di testi inediti commissionati dall’Unione dei Teatri d’Europa (Ute) a 5 drammaturghi proveniente da Grecia, Bulgaria, Italia, Siria, Palestina, e ancora con il festival Asiatica, vetrina sul cinema del Medio-Oriente per arrivare alla Bulgaria del Ballet Arabesque con una rivisitazione pop della Carmen di Bizet, e che continuerà con l’argentino Alfredo Arias con Madame Pink, commedia musicale con echi di pop art e musical d’ispirazione cinematografica con Gaia Aprea.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 17 al 22 gennaio 2017

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


Vincenzo Salemme in
UNA FESTA ESAGERATA…!

Da mercoledì 18 gennaio a domenica 5 febbraio arriva al Teatro Sistina “Una festa ESAGERATA…!, la nuova commedia scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme, con Nicola Acunzo, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio D’Auria, Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Giovanni Ribo’, Mirea Flavia Stellato.
“Ho scritto “Una festa esagerata...!” a maggio di quest’anno (2016) - spiega Vincenzo Salemme - ma l’idea di partenza risale a qualche anno addietro. Da quell’idea iniziale ad oggi ho scritto, nel frattempo, “L’astice al veleno”, “Il diavolo custode” e ho riscritto una vecchia commedia: “Sogni e bisogni”. Tre spettacoli in cui ho tentato una strada diversa da quella della commedia di stampo più classico. Ho provato, cioè, a mescolare insieme la struttura drammaturgica e un linguaggio più consono alla rivista, allo show. Ho provato, cioè, ad usare i miei testi non più come testi a tutto tondo, compiuti, ma più come canovacci all’interno dei quali “scorrazzare” liberamente, senza vincoli di tempo, di azione e di luogo e, soprattutto, senza vincoli di coerenza stilistica e narrativa. Era un tentativo per avvicinare i più giovani al teatro, il tentativo di farli sentire a proprio agio in una realtà che troppo spesso credono superata, vecchia e polverosa. Questi miei esperimenti hanno avuto un buon successo anche se, qualche volta, hanno fatto storcere il naso agli spettatori più affezionati alle mie commedie iniziali. Questa volta, con “Una festa esagerata...!” credo di aver costruito una commedia che possa accontentare quegli spettatori desiderosi di una sintassi narrativa più teatrale ma, allo stesso tempo, capace di una leggerezza strutturale più adatta al pubblico meno abituato ai ritmi della commedia classica. Ho puntato tutto sulla naturalezza della recitazione colorando qua e là con una comicità più estrema, a tratti farsesca. Un po’ come succede nella vita quando qualcosa o qualcuno ci fa ridere per quanto involontariamente buffo. Ma questa è anche una commedia abbastanza crudele verso noi stessi, verso i nostri cedimenti morali. Non credo di scoprire qualcosa di particolarmente nuovo. Temo che l’umanità ondeggi da sempre in un’altalena di miseria e nobiltà. Ma credo anche che il teatro, pur nelle sue corde più leggere, possa ricordare a chi lo fa e a chi lo guarda, che in fondo siamo di passaggio e che, forse, un po’ di sana autoironia ci può aiutare a vivere meglio”.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
Dal 18 gennaio al 5 febbraio 2017
Prezzi Biglietti: Poltronissima €44,00, Poltrona e I Galleria €39,50, Seconda Galleria €34,00, Terza Galleria €27,50
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00, mercoledì 25 gennaio ore 17.00, sabato 28 gennaio ore 17.00 e ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


HAI FINITO…?!? ERASE / REWIND
Testo e Regia: Erika Barresi
Con Alessandro Capone, Giulia Di Nicola e Samantha Silvestri
Coreografie: Claudio Meloni
Aiuto Regia: Flavia Cidonio
Music mix: Dj Silver

Debutta il 18 gennaio 2017 la nuova commedia d’amore comicamente surreale, scritta e diretta da Erika Barresi, prodotta dalla Compagnia Gruppo Teatro Onda, ed interpretata da Alessandro Capone, Giulia Di Nicola e Samantha Silvestri, un gruppo molto affiatato e già collaudato che riesce a portare in scena la giusta atmosfera ricca di sfaccettature, evidenziando con ironica naturalezza – aiutati anche dalle poetiche coreografie di Claudio Meloni - le caratteristiche dei personaggi.
Il testo concepito dalla Barresi, si svolge su più livelli narrativi che marciano paralleli: il primo più vicino alla narrazione cinematografica, è un continuo viaggio tra presente e passato, attualità e flashback; il secondo livello è lo spazio scenico che scandisce la storia raccontata dal narratore al pubblico. La storia che si racconta è un amore finito.
Il protagonista Gabriele, interpretato da Alessandro Capone, è un compositore di musica classica, in piena crisi sentimentale perché Alice, la donna della sua vita, lo ha lasciato.
Anto, inizialmente pensato come ruolo maschile è interpretato da Samantha Silvestri. Dentro il suo sogno ossessivo Gabriele infatti trasforma il suo manager ed anche unico amico in donna. Lei raccoglie le sue confidenze, le riflessioni, i timori e li riporta al pubblico, ma non si limita solo al racconto dei fatti, ci mette sopra anche molto di se: Anto è una donna disincantata, pessimista e decisamente cinica, convinta che una storia d’amore finisce sempre e comunque.
E poi c’è Alice che è la causa concreta da cui scaturisce tutto: finisce l’amore può iniziare la commedia. Alice, interpretata da Giulia di Nicola, è un personaggio di riflesso alle ragioni del protagonista, interagisce con gli altri interpreti in un entra ed esci esclusivamente funzionale alla storia.
Un significativo apporto alla commedia lo danno anche musica e coreografie. Le note di storici brani Rock degli anni ’90, reinterpretati dal vivo dagli attori, scandiscono momenti fondamentali e diventano parte integrante dello spettacolo. Per le coreografie Claudio Meloni si è ispirato alla danza-contact, l’esplorazione attraverso i sensi di forme e movimenti spontanei, creando un percorso/coreografico che trasforma i passaggi realtà/sogno in un vero e proprio video clip stile anni 90.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
dal 18 al 22 gennaio 2017 - h 21.00, domenica h 18:00

Info e prenotazioni: Tel. 06-5814004 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


E TU SEI BELLISSIMA
scritto da Claudio Proietti
con Claudia Campagnola e Matteo Lucchini
diretto da Giancarlo Fares

Torna in scena per il sesto anno E tu sei bellissima. Dal 18 al 22 gennaio al Teatro Cometa Off di Roma, Claudia Campagnola e Matteo Lucchini, diretti da Giancarlo Fares, danno vita alla commedia romantica più rappresentata di Claudio Proietti.
Nella zona franca tra il caso e il destino, in un parco qualunque di una cittadina tra nord e sud, un uomo e una donna si rincontrano. A separarli una valanga di incomprensioni, tradimenti, rancori e anni vissuti lontano l’uno dall’altra: “Quanto tempo è che non ci vediamo?” “Due anni e otto mesi.”. Paolo e Cristina. Un uomo e una donna che per colmare le distanze si raccontano delle loro nuove vite, dei loro nuovi partner, dei loro nuovi (o vecchi) sogni, ritrovandosi poi a sorridere come facevano un tempo. Come se non avessero mai smesso. “Hai paura di me?” “Dei nostri ricordi”. Ed è immaginando i figli che non hanno mai avuto, ogni volta che dal reparto di maternità un pianoforte annuncia una nuova vita, che Paolo e Cristina avranno l’occasione di scegliere se permettersi il lusso di essere in-felici o se rimanere aggrappati a ciò che li addolora di meno. Avranno l’occasione di scoprire che forse non si sono mai appartenuti oppure che si apparterranno per sempre.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia, 47, 00153 Roma
Dal 18 al 22 gennaio 2017 - ore 21.00 – domenica ore 18.00
Biglietti: Intero 12.00 + 2.50 (tessera obbligatoria); Ridotto 9.00 + 2.50 (tessera obbligatoria) per under 25 e over 60

Info e prenotazioni: Tel. 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


2(DUE)
drammaturgia Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
regia Licia Lanera
con Licia Lanera

Licia Lanera sarà unica protagonista, consegnando ancora con 2(Due) una performance intensa, iconica, dalla forma e dal gesto protesi verso il totale straniamento.
Nella lotta esasperata tra la vita e la morte, fino all’annientamento finale si snoda il racconto della protagonista: una donna fredda, una presenza algida e asettica la cui risultante scenica è coadiuvata perfettamente dall’uso del microfono.
Scritto da Licia Lanera e Riccardo Spagnulo, il testo è una sorta di incubo splatter costruito sui brutali racconti di noti assassini.
“Ci ha colpito la loro lucidità nel raccontare degli eventi così gravi, la loro leggerezza, l'inconsapevolezza infantile, di fronte agli occhi attoniti dei parenti delle vittime” - affermano gli autori.
Un ritorno al massacro, in cui la narrazione si fonde con l'azione scenica e il bianco della purezza e dell'infermità si confonde con il nero della cronaca, così come il rosso simboleggia il sangue.

TEATRO DELL’OROLOGIO - SALA MORETTI - Via dei Filippini 17/A – Roma
dal 20 al 22 gennaio 2017
venerdì e sabato h.21.30 | domenica h.18.30
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro

Info & Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


TESTO TOSSICO
ARIEL dei MERLI
liberamente tratto da Paul B. Preciado
drammaturgia Francesca Manieri
regia Federica Rosellini
con Federica Rosellini

Lo spettacolo è liberamente tratto da Testo yonkie (2008) di Paul B. Preciado, pseudonimo di Beatrice Preciado, parte di un filone di pensatori “autocavia" che hanno sperimentato col proprio corpo, usandolo come piattaforma politica. L’autore/autrice compie un viaggio estremo attraverso il proprio corpo bombardato con un’auto-somministrazione di testosterone che interroga e agisce come fosse materia parlante e creatura a sé.
La drammaturgia di Francesca Manieri insegue il filo smarrito, male annodato, dell’identità nel suo imprescindibile rapporto col suo doppio: la perdita.
Mentre in scena Federica Rosellini incarna, in una fisicità allo stesso tempo fragilmente vitrea e violenta, la questione di un corpo etero-significato, di un’identità sfuggente e drammatica. Interroga la complessa arte della perdita, ricolloca il sé al di fuori di sé. Rischia la vertigine, lo smarrimento e spera tardivamente in una nuova, attesa della meraviglia del mondo.
L’attrice e regista Federica Rosellini fonda, nel 2015, la compagnia ARIEL dei MERLI, nell’incontro con la sceneggiatrice e drammaturga Francesca Manieri.
Diretta fra gli altri da Luca Ronconi e Antonio Latella, è regista della trilogia Noi che non abbiamo pietà. Francesca Woodman – Diane Arbus – Henriette Grindat, di cui Polka Dots. Uno spettacolo su Francesca Woodman è stato selezionato all’ AllinFestival 2015 – Dominio Pubblico under25. Nella stagione 2014/2015 ha portato in scena al Teatro dell’Orologio BIGODINI (OH, MARY), libero adattamento dal Frankenstein di Mary Shelley.

TEATRO DELL’OROLOGIO - SALA GASSMAN - Via dei Filippini 17/A 00186 – Roma
dal 20 al 22 gennaio 2017

Info & Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


CLASSE DI FERRO
Di A. Nicolaj
Regia Giovanni Anfuso
Con Paolo Bonacelli, Giuseppe Pambieri, Valeria Ciangottini
Musiche Massimiliano Pace
Scene Alessandro Chiti

Classe di ferro è incentrata sui problemi della terza età, trattati con una delicatezza e uno humour non frequenti nella nostra drammaturgia.
La vicenda è ambientata in un giardino pubblico di una grande città. Protagonisti sono tre anziani - Libero Bocca, Luigi Lapaglia e Ambra - che si sono conosciuti casualmente durante le loro quotidiane passeggiate.
I loro caratteri sono assolutamente differenti – aggressivo e riottoso quello di Bocca, docile e remissivo quello di Lapaglia, angelico e sognatore quello di Ambra - e consentono all'autore di creare un affresco quanto mai attuale del mondo degli anziani, un mondo solo apparentemente semplice e spensierato, ma che, in realta, è carico di malinconie, passioni violente, aspettative impossibili, delusioni profonde, timori e insicurezze. Dopo una prima descrizione trionfalistica dei propri cari viene alla luce, un po' alla volta, la confessione amara di essere divenuti ormai un peso per figli e nipoti, il timore di appartenere a un mondo ormai scomparso, la consapevolezza della propria inadeguatezza e la conseguente paura di venire abbandonati in un ospizio.
A questo punto Bocca e Lapaglia progettano una fuga in piena regola, una sorta di evasione dalla grande città tagliando tutti i ponti con il loro passato per approdare in un piccolo paese di provincia, una sorta di terra promessa dove poter finalmente conseguire quella felicità cui hanno sempre teso ma che non hanno mai conseguito.
Ma il finale, che giunge rapido e imprevisto, riporta tutti, personaggi e spettatori, alla cruda realtà della società moderna.
Classe di ferro è una splendida parabola sulla terza età, una commedia che sollecita tutta una serie di riflessioni sul destino, molto spesso crudele, dell'anziano nella nostra società. Un testo, che alternando leggerezze e ingenuità con alcuni momenti di profonda commozione, lascia una traccia profonda nello spettatore.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
Dal 12 al 22 gennaio 2017 - Platea € 27,00, Galleria € 22,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


TORNO ALLA VITA
Opera Musicale di Toni Fornari e Dino Scuderi
Regia Francesco Sala
Con Mariano Riccio, Francesco Sgro, Paolo Gatti, Massimo Cimaglia, Gabriella Borri, Valeria Girelli

Una storia contemporanea, un mondo che si srotola tra le storie di una famiglia che fornisce spunto per una serie di riflessioni, ora più drammatiche, ora più ironiche, sul tema della vita, della morte, delle cure sperimentali, della volontà di rinascere, sulle scelte da fare e su quelle che invece non è stato possibile affrontare.
Michele, da 15 anni, è stato colpito da una malattia rarissima e sconosciuta che lo ha costretto in uno stato catatonico. Vive a casa con la madre Luisa, che lo cura 24 ore su 24, il fratello Giacomo e il patrigno Marco, sposato con la mamma dopo che era rimasta vedova 10 anni prima.
Luisa parla tutti i giorni da quindici anni con suo figlio Michele ed è convinta che lui in qualche modo possa sentirla. Marco rimprovera continuamente Luisa di non vivere una vita sana e di perdere tempo a parlare con un vegetale che invece dovrebbe essere rinchiuso in una struttura ospedaliera. Litigano spesso per questo motivo e il fratello Giacomo sta un pò in mezzo alle posizioni dei due: spererebbe in una cura che possa far tornare alla vita Michele, ma decisamente è meno ostinato e combattivo di sua madre.
Michele è da anni in cura da Francesco, un giovane dottore ricercatore che lavora da anni sulla cura di questa terribile malattia. Francesco sembra aver fatto dei progressi interessanti: dopo alcuni esperimenti con il farmaco su cui sta lavorando, alcune cavie si sono risvegliate dal coma nel quale erano state indotte. Avverte subito la sua assistente, la dottoressa Sara, da sempre innamorata (non corrisposta) del dottore. Forse Francesco ha trovato la cura per la malattia di Michele, ma per avere il permesso dall'Istituto Sanitario ci vogliono degli anni poiché c'è bisogno di un tempo prestabilito per studiare eventuali effetti collaterali. Francesco però, spinto dal suo carattere passionario, propone a Luisa di sperimentare il farmaco su Michele in maniera illegale. Luisa accetta, e per far fronte alle spese, ipoteca la sua casa senza dire nulla a nessuno. Ha inizio così la terapia. Dopo alcuni mesi di cure Michele si risveglia dal coma.
Cosa può accadere se un ragazzino di quindici anni improvvisamente si risveglia uomo? Cosa può accadere nella mente di una persona che viene a sapere in pochi giorni tutto quello che è accaduto in quindici anni di vita? E soprattutto cosa accade all'interno di una famiglia che improvvisamente vede incrinarsi gli equilibri e le dinamiche consolidate oramai da quindici anni?

Note di Regia
Quando una esperienza come questa accade in famiglia, si è letteralmente sbalzati. Ci si può risvegliare ogni giorno e avere la sensazione di vivere una vita apparentemente non vissuta. Questo testo vuole comunicare un'esperienza. Con le disabilità è così. Nessuno pensa possa capitare proprio a noi, ma se capita, la vita cambia per sempre. Il malato vive in un suo tempo, in suo spazio. E chi gli sta intorno? La situazione è del tutto unica, la patologia sconosciuta, i rapporti famigliari sono intrecciati a filo doppio; un cedimento può svelare aspetti segreti del sé, nascosti, imprevedibili, inconfessabili. C'è un medico coraggioso, un farmaco che può dare speranza. La malattia allora è sormontabile, quasi più degli affetti. Il nostro paziente si risveglierà? Lui è una persona che come in teatro è specchio che riflette le altre figure. Le reazioni del malato, quelle dei familiari, il martirio scientifico di un medico di talento che prova a salvarlo. La famiglia generalmente intesa, in questo lavoro non suscita compassione. È in atto un processo di apprendimento sulla diversità e sull'essere genitori-figli-fratelli-compagni: " lui comunica in un altro modo" dirà la madre del figlio che non si risveglia dal suo stato catatonico. Si può comunicare aldilà delle parole. Questo fa il teatro: accede in un mondo diverso, forse sconosciuto, impresentabile, impenetrabile; un non-mondo, come quello di certe disabilità gravi. E proprio per questo, forse più vero. Noi cerchiamo di entrarci con rispetto con gli strumenti dell'invenzione e della fantasia, anche con qualche alleggerimento e con la delicatezza che occorre in questi casi.
(Francesco Sala)

TEATRO LA COMUNITÀ - Via Zanazzo, 1 (P.zza Sonnino) 00153 Roma
19 | 22 gennaio 2017
Orario spettacoli: ore 21.00 – Domenica ore 18.00
Biglietti: intero €15,00 – ridotto €12,00 - Tessera associativa obbligatoria € 3,00

Info e prenotazioni: tel. 06/5817413 - +39 329/1677203
Sito web: www.alteregoteatro.com


FRAGILE
Liberamente tratto da Otello di W. Shakespeare

Il nuovo anno teatrale del Kopó si apre con una rilettura di rara intensità e bellezza dell’Otello, l’opera più famosa di William Shakespeare. A 400 anni di distanza dalla morte del Bardo, il teatro, che anima la vita culturale del Quadraro, ospita e omaggia la sua opera in una prospettiva artistica lontana dalla retorica delle celebrazioni ufficiali. Di Shakespeare e dei suoi personaggi si ambisce infatti a cogliere gli aspetti meno noti, soprattutto meno stereotipati. Lo spettacolo Fragile della Compagnia Fondamenta Teatro e Teatri nasce, per l’appunto, da un profondo lavoro di scavo e di reinterpretazione dei significati più profondi del dramma di Otello. Chi è veramente il protagonista che tutti noi crediamo di conoscere? È solo l’emblema della gelosia e della violenta furia che essa può innescare? Grazie al lavoro di cinque giovani attori come Andrea Puglisi, nei panni di Otello, Simone Tromboni in quelli di Iago, Tommaso Lipari nel ruolo di Cassio, Eleonora Mancini in quello di Desdemona e Paola D’Uva nelle vesti di Emilia, entreremo nel tormentato mondo interiore del personaggio. Una mente, la sua, attraversata da dubbi e incertezze, all’interno della quale lampeggiano immagini distorte, deliranti e ossessive dell’amata Desdemona. D’altro canto, l’infido Iago può portare avanti la trama ordita contro di lui, perché Otello è un uomo essenzialmente fragile. Ecco spiegato il titolo dello spettacolo, che smentisce il luogo comune secondo il quale il protagonista del dramma shakespeariano sarebbe animato da forza e virilità. L’Otello di Fragile non è più “lo straniero in terra straniera” ma – al pari di tutti gli altri personaggi – soffre del male che lo rende uomo tra gli uomini: la fragilità. La scenografia, stilizzata e poliedrica, mette al primo posto l'interpretazione degli attori e nella sua elegante essenzialità valorizza l’affiorare del mondo interiore dei personaggi, soprattutto di quello di Otello quando crede di essere stato tradito da Desdemona e la sua mente si affolla di spaventosi fantasmi. Tutto il resto scompare: Venezia, Cipro, la guerra contro i turchi. Lo spazio scenico diventa scarno e indefinito, abitato solo da un tavolo, che all’occorrenza diventerà un altare, un talamo nuziale o un letto di morte.

TEATRO KOPÓ Via Vestricio Spurinna, 47/49 00175 Roma
dal 20 al 22 gennaio 2017
venerdì e sabato alle 21, domenica alle 17 e alle 21.

Info e prenotazioni: Tel.: (06) 45650052
Sito web: www.teatrokopo.it


Circomare Teatro
GENERAZIONI
monologo di e con Alessandra Cappuccini
regia di Mario Umberto Carosi

MI RIVOLTO!
monologo di e con Mario Umberto Carosi
occhio esterno: Alessandra Cappuccini
supporto alla drammaturgia: Marco Saverio Loperfido

Circomare Teatro dal 17 al 22 gennaio presenta a Roma al Teatro Tordinona due spettacoli. Generazioni monologo di e con Alessandra Cappuccini regia di Mario Umberto Carosi in programma dal 17 al 19 gennaio e Mi rivolto! monologo di e con Mario Umberto Carosi dal 20 al 22. Circomare Teatro presenta spettacoli che narrano le vicende di nuove maschere ispirate alla contemporaneità legate alla tradizione per la tecnica attoriale e l'uso della mezza maschera in cuoio. Si riprende la “Commedia all’improvviso” dei comici dell’arte del XV° secolo contestualizzata alla società contemporanea.
Generazioni racconta la vita di tre donne: nonna, madre e figlia. Tre società messe a confronto, ognuna con la propria morale, con le proprie regole non scritte a cui queste donne si ribellano. Tre storie di coraggio che raccontano la forza dell’individualità e dell'essere donna: la nonna che vive durante la seconda guerra mondiale, la mamma durante le contestazioni studentesche degli anni ‘60/’70 e la figlia al giorno d'oggi. Lo spettacolo è vincitore del premio migliore attrice al festival Donne di guerra 2016 e al festival Teatr'a 2016 e migliore regia al festival Teatr'a 2016. Il lavoro di Circomare Teatro è legato ad un teatro popolare rivolto a tutti ed in grado di coinvolgere diversi tipi di pubblico. In questo spettacolo tutti i personaggi sono interpretati da un'unica attrice che con una fisicità e una gestualità dinamica è in grado di disegnare figure e ambientazioni diverse, che nasce dall'esperienza della compagnia con il teatro di strada e la Commedia dell'Arte integrata con il teatro delle azioni fisiche dell'Odin Teatret.
Mi rivolto! racconta la vita di un uomo, Mario, accompagnato sin dalla nascita dall'idea della rivolta. L'infanzia, la scuola, l'amore, l'università, la famiglia e il mondo del lavoro. Mario è perseguitato da una serie di buffi personaggi che lo seguono dappertutto e rendono vani i suoi slanci rivoluzionari. Lo spettacolo è un’occasione per mostrare, attraverso le doti mimiche e comiche di Mario Umberto Carosi, le occasioni in cui nella vita di tutti i giorni sarebbe necessario ribellarsi. Il Circomare Teatro che ha acceso, negli ultimi anni, le piazze di tutta l'Italia con un teatro irriverente e popolare, presenta un monologo per sorridere e pensare, che farà breccia anche negli spettatori più disillusi.

TEATRO TORDINONA - Sala Strindeberg Via degli Acquasparta, 16 – Roma
Dal 17 al 19 gennaio - Generazioni
Dal 20 al 22 gennaio - Mi Rivolto!
Ore 20.45 - domenica ore 17.45

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


IO RIFIUTO
Scritto e diretto da Francesca Romana Miceli Picardi
Interpretato da Marina Cappellini, Manola Rotunno

Carolina e Carmela non si conoscono. Ma si ritroveranno a condividere lo stesso spazio, lo stesso "risveglio". Due donne agli opposti: caratterialmente e fisicamente. Due donne del Sud, con lo stesso destino: rifiutate e finite nei rifiuti.
Il Sud è una terra dove le montagne sembrano giganti sonnecchianti e il mare è un testimone muto. Tutti ne parlano, pochi lo conoscono veramente. "Il silenzio è d'oro" non è solo un proverbio. Parlare, reagire, rifiutarsi sono tre verbi che fanno rima con pericolo e paura. Ancora oggi. La storia di Carolina e Carmela è una ferita che ogni meridionale si porta dentro. Nonostante le lotte e i grandi personaggi che si sono ribellati alla mafia e a quella cosa sporca, che si chiama omertà .
Due storie "piccole" e dolorose. Due donne forti e schiacciate, unite in un viaggio onirico, tenero, tragicomico, straziante e irriverente come sa esserlo solo la morte.
Specialmente se a parlare sono i morti "nascosti bene". Quelli che mai nessuno troverà, quei morti che non avranno mai voce. Racconto il mio Sud, quello che non vorrei esistesse.
Perché il Sud è una Donna caparbia e bellissima, senza trucco e con i capelli ricci. Cammina scalza e ha troppe ferite sotto i piedi. Racconto due anime che hanno scelto di combattere.

AR.MA TEATRO - Via Ruggero di Lauria 22
Dal 13 al 22 gennaio 2017
dal venerdì alla domenica ore 21.00 – domenica ore 18.00
Biglietti 10 euro

Info e prenotazioni: Tel. 06 39744093 cell. 333 9329662, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


LOGIN
di Giorgia Mazzucato
con Emanuela Ghini, Simona F. Ventopane, Mauro Vottari, Marco Allegretti, Simone Congedo, Viviana Valastro, M. Beatrice Alonzi, Paolo Berini
Produzione Stabile della SITI

Login è uno spettacolo di improvvisazione teatrale in cui tutte le regole della messa in scena sono a totale discrezione del pubblico in sala.
Gli attori in scena attraversando il confine tra mondo reale e virtuale, accedono ad un Account che, pur non essendo ancora stato creato e pur non conoscendolo, è il loro. Dovranno effettuare il Login appunto, l’accesso a questa nuova realtà, non sanno cosa succederà loro, chi saranno o cosa diranno.
Le storie che li vedranno protagonisti, i personaggi i che interpreteranno, saranno solo e soltanto quelli che il pubblico chiederà loro di mettere in scena.
Questa è la loro unica possibilità di esistere. La loro unica possibilità di non rimanere dietro le quinte. Ma l’ Account, ciò per cui gli attori in scena devono vivere e combattere è conosciuto esclusivamente dagli gli autori e gli autori sono tutte le persone presenti in sala, il pubblico, l’unico e vero moderatore dello spettacolo.
Login da la possibilità di creare l’identità dei personaggi che il pubblico ha sempre sognato di vedere, la vita delle persone che ha sempre sperato di conoscere, mettendo in difficoltà degli improvvisatori professionisti, sconvolgendo le dinamiche della messa in scena, eliminando gli attori uno ad uno, così facendo lo spettacolo potrà aver termine e il loro mondo finire.
Quel mondo creato, immaginato e sviluppato giorno dopo giorno nei social network, attraverso le opinioni, i commenti e le foto che li animano, tuffandosi in un mondo virtuale mai così reale, nella realtà aumentata del teatro, dove succede tutto qui e ora, e ciò che succede lo deciderà il pubblico.
Sarete abbastanza coraggiosi da fare Login?

TEATRO STUDIO UNO - Sala Teatro - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
dal 19 al 28 gennaio 2017
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: 3494356219- 3298027943– Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


INOSSIDABILLE MIELE
di e con Domenico Cucinotta
Collaborazione artistica Sumako Koseki
regia Domenico Cucinotta

Vincitore del Festival Inventaria 2016 nella sezione monologhi/performance (ex aequo con Immota Manet) torna a Roma al Teatro Studio Uno dal 19 al 22 gennaio, il Teatro dei Naviganti con “Inossidabile miele” di e con Domenico Cucinotta, spettacolo che traendo ispirazione dalle poesie di Michele Cucinotta Oteri, racconta, utilizzando la danza e il linguaggio mimato l’Amore in tutte le sue declinazioni.
Inossidabile miele” è un passo scenico dove la danza e il gesto si aprono nel silenzio ad un dialogo costante tra la parola assente, ma desiderata, e la poesia che sollecita l’anima e che crea il movimento. Attraverso il linguaggio del corpo e la lingua dei segni, lo spettacolo esprime ciò che le parole a volte non dicono, se non quando si compongono in poesia.
La pièce simbolica e perturbante omaggia e trae ispirazione da Pina Bausch, nei movimenti stilizzati, spezzati e reiterati, utilizzando la canzone “The man i love” di Gershwin eseguita nello spettacolo “Nelken” della coreografa tedesca. La canzone tradotta nel linguaggio dei segni è’ un pensiero dolce e ossessivo, che traduce l’urgenza di comporre un discorso, sia pure di segni, sull’amore.
La ricerca scenica infatti, consiste nel reinventare i segni, scomporli, cercare di dire e non dire, per scelta o per impossibilità. Il tema di “The man i love” ricorre più volte e “Inossidabile miele” percorre questa reiterazione per ricordarci con incredibile delicatezza, l’importanza di esprimere uno dei bisogni più grandi dell’uomo, l’amore.
Il Teatro dei Naviganti è un gruppo di ricerca e sperimentazione teatrale nato a Messina nel 1996. Interesse del gruppo è quello di approfondire i diversi aspetti della pedagogia e della ricerca teatrale, tenendo sempre presente il valore educativo del teatro. Negli anni l’attenzione del gruppo si è rivolta sempre di più allo studio dell’azione fisica/vocale ed i moti dell’interiorità, in uno sviluppo di improvvisazione strutturata, approfondendo le tecniche della danza.

TEATRO STUDIO UNO - Sala Specchi - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
Dal 19 al 22 gennaio 2017 - giov – sab ore 21.00, dom. ore 18.00
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita

Info e Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


TORRE ELETTRA
Drammaturgia e regia Giancarlo Nicoletti
con Valentina Perrella, Liliana Massari, Cristina Todaro, Luciano Guerra, Alessandro Giova, Matteo Montalto

Alla periferia di una Roma futuribile c’è Torre Elettra, dove la legge non arriva, la giustizia non è più istituzione, il sangue chiama sangue. A Torre Elettra c’è una famiglia segnata da violenze, tradimenti, omicidi, si discute di una vendetta da compiere, sullo sfondo dei postumi di una guerra civile fra il potere statale e i cittadini delle periferie in rivolta. Un’Orestea contemporanea dei sobborghi, dove i vincoli familiari e di sangue fanno i conti con la deriva dei concetti occidentali di giustizia e Stato postmoderni.
Il nuovo lavoro drammaturgico-registico di Giancarlo Nicoletti (segnalazione Premio Hystrio - Scritture di Scena 2016) e della compagnia Planet Arts Collettivo Teatrale trova nel paradigma classico una nuova cartina tornasole per raccontare le contraddizioni della contemporaneità, la spirale dei legami familiari, lo smarrimento di senso dell’uomo moderno e il rapporto dialettico fra il singolo e lo Stato. Una riscrittura originale del mito che guarda alle recenti involuzioni del concetto di democrazia occidentale, per riannodare un filo che arriva fino ai tragici greci, non prima di essere contaminato dalle riflessioni e dai contributi di autori come Pasolini, Von Hoffmanstal, Sartre, O’Neill, Icke, Marguerite Yourcenar. Torre Elettra è il lavoro inedito di Planet Arts Collettivo Teatrale, pluripremiata compagnia under 35, fra le rivelazioni della scena romana e nazionale delle recenti stagioni.
Sullo sfondo di una Roma futuribile, dove le periferie ottengono l’indipendenza dallo Stato repubblicano dopo una guerra civile, si stagliano le vicende familiari dei protagonisti, obbligati dagli eventi a comprendere il senso ultimo del concetto di giustizia, fra legge di natura e legge degli uomini, fra anarchia e democrazia. Cosa succederebbe se il singolo non avesse più uno Stato organizzato a fare da garante dei suoi diritti? Quali possono essere le implicazioni future dell’inarrestabile negazione delle istituzioni democratiche, per come ne ha abusato l’Occidente, e per come la recente ondata di sfiducia le sta mettendo in discussione? C'è ancora spazio per una legge del più forte? Questi sono alcuni degli interrogativi che il testo fa cortocircuitare, riproponendo modelli di comportamento e dubbi comuni a tutte le civiltà, circa i legami di sangue e la loro ineluttabilità, il concetto di vendetta, la reale funzione della pena, il dubbio eterno fra espiazione e perdono. Il tutto in un involucro cinematografico, scattante, dinamico: uno spettacolo da stop-and-go, classico nei fini, contemporaneo nei mezzi, che ambisce a parlare al pubblico con l’immediatezza e la grandezza tipiche del teatro greco, ripensato, tuttavia, in termini di attualità - stilistica, contenutistica e drammaturgica – e declinato in una necessaria semplicità del mezzo, conferendo una dignità nuova al concetto di trasversalità e universalità, in linea con l’esprit e la funzione stessa della tragedia.

TEATRO BRANCACCINO – Via Mecenate, 2 – Roma
dal 19 al 29 gennaio 2017 dal giovedì al sabato 20.00 / domenica 18.00

Info & Prenotazioni 06 – 80687231 / 393 – 0970018
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


IL FUTURO È DONNA
di Eduardo Ricciardelli
con Eduardo Ricciardelli, Irma Ciaramella, Bernardino De Bernardis, Mariateresa Pascale, Elisabetta Ventura e Marco Di Campli San Vito

Debutta al Teatro San Paolo di Roma la commedia nera “Il futuro è donna”, scritta e diretta da Eduardo Ricciardelli e da lui interpretata al fianco di Irma Ciaramella, Bernardino De Bernardis, Mariateresa Pascale, Elisabetta Ventura e Marco Di Campli San Vito. La piece, andrà in scena dal 20 al 22 e nuovamente dal 27 al 29 gennaio.
Sulla scena due coppie di amanti si trovano a vivere vicende opposte ma speculari. La prima è una coppia ricca e felice che alterna le proprie giornate tra feste, ristoranti e viaggi nei luoghi più esclusivi del pianeta; la seconda è, invece, angustiata dalle incombenze economiche, ma con una grande dignità e una sola speranza, quella di una vita migliore. Una serie di vicende bizzarre e inaspettate stravolgerà le loro vite e li legherà in una singolare decisione: assoldare un killer per eliminare il proprio partner.
Prodotto da Teatraltro in collaborazione con Rialto e DDB, “Il futuro è donna” è una commedia nera che riflette la frammentazione sociale a partire dalle relazioni di coppia. I personaggi della piece sono personaggi già vinti da una storia che incombe e li minaccia, privandoli di uno sguardo lucido sulla realtà. “Il futuro è donna” è un viaggio a metà tra il teatro dell’assurdo e il ritmo del cinema poliziottesco degli anni 70, dove a inseguimenti e sparatorie si sostituisce il ritmo incalzante del testo.

TEATRO SAN PAOLO Via Ostiense, 190 00146 Roma
dal 20 al 22 e dal 27 al 29 gennaio 2017
Orari: venerdì e sabato alle ore 21.00; domenica alle 17.30
Biglietti: 20,00 intero - 15,00 ridotto A - 10,00 ridotto under 18, Biglietto Special Tandem valido per 2 persone 25,00 euro

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 3394684545 (sms) - 06/58606102 (biglietteria)
Sito web: www.teatrosanpaolo.it


CYRANO DE BERGERAC
Regia di Matteo Fasanella
Con Matteo Fasanella, Virna Zorzan, Gianpiero Botta, Antonio Coppola, Michele Prosperi, Leonardo Iacuzio
Darkside LabTheatre Company
Produzione: Stefano Sbarluzzi Produzioni

Era il 1897 quando in un teatro di Parigi, il Théâtre de la Porte-Sain-Martin, debuttava uno dei capolavori della letteratura mondiale, Cyrano De Bergerac.
Oggi a distanza di 120 anni, nella sua versione originale in versi, il dramma di Edmond Rostand torna in scena a Roma con la regia di Matteo Fasanella dal 20 gennaio al 19 febbraio al Teatro Stanze Segrete: un piccolo scrigno per accogliere l'immortale storia d'amore ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese.
A proporre il lavoro, partendo dalla versione originale, senza alterarne i versi ma apportando solo qualche taglio, è Darkside LabTheatre Company di Matteo Fasanella, già definita dalla stampa “una fucina di giovani talenti”, con la produzione coraggiosa di Stefano Sbarluzzi Produzioni.
Una compagnia under 30, che già si è fatta notare negli anni passati con progetti di qualità e che inaugura il 2017 con una vera e propria sfida: riportare in scena il Cyrano De Bergerac nella sua versione originale in versi.
A farla da padrone, ovviamente - forte della poetica narrazione in versi - è una delle storie d'amore più belle che la letteratura abbia mai creato: l'amore, il genio, le virtù, l'uomo.
La lucidità del personaggio maschile, viene ingannata dall’amore, che mette a nudo le fragilità di un uomo quasi perfetto, aldilà delle sue famigerate carenze fisiche. "Chi la vide sorridere conobbe l'ideale": un ideale che porta Cyrano alla consapevolezza della sconfitta, ed egli affida il suo genio a un uomo che è in grado di soddisfare tutti i suoi sogni.
"Se mi par che vi sia di speranza un'ombra, un'ombra sola": la speranza, meravigliosa e vana, induce Cyrano a rendere questo amore, forse unico, palpitante. Egli utilizza tutte le sue virtù senza però mai slegarsi dalla maschera che lo protegge. Ne rimane talmente vincolato che, anche quando la verità viene a galla, preferisce immolarsi e concedersi alla sua vera musa ispiratrice: la libertà.
Come può l'amore indurre a rinunciare al proprio volto? Come può l'amore portare un uomo a spalleggiare il proprio "nemico" nella conquista del proprio sogno?
Interrogativi universali per un'opera altrettanto immortale, in scena al Teatro Stanze Segrete.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 (Trastevere) - Roma
Dal 20 gennaio al 19 febbraio dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00

Info e prenotazioni: Tel. 066872690
Sito web: www.stanzesegrete.it


IL PIU' BRUTTO WEEK END DELLA NOSTRA VITA
di Norm Foster
regia Maurizio Micheli
Con Maurizio Micheli, Benedicta Boccoli, Nini Salerno, Antonella Elia

Si usa dire che l’amore è alla base di tutto, è il sentimento che muove le cose del mondo e la vita degli esseri umani” spiega il regista “ma, ahimè, accanto all’amore si collocano in ottima posizione altri sentimenti parecchio diffusi e molto popolari: l’antipatia, la mancanza di stima, l’indifferenza e il disprezzo verso il prossimo fino ad arrivare all’odio più totale e feroce”. I quattro protagonisti de Il più brutto week-end della nostra vita non si vogliono bene, non si stimano anzi si detestano e nutrono ognuno nei confronti degli altri una forma di intolleranza e di insofferenza a stento trattenute. Credono di innamorarsi ma non si innamorano, credono di divertirsi ma si annoiano, provano a cambiar vita ma non ci riescono. In realtà nessuno ama chi crede di amare e senza rendersene conto vivono una vita dominata da un’unica irrefrenabile passione: quella per sé stessi. Malgrado e forse grazie a tutto questo si tratta di una commedia molto divertente perché l’amore può far sognare con i suoi chiari di luna, le stelle d’argento, le passeggiate mano nella mano; l’odio, invece, quando non provoca tragedie irreparabili può fare anche molto ridere.

TEATRO NINO MANFREDI - Via dei Pallottini 10 – Ostia Lido
dal 10 al 22 gennaio 2017
10, 11, 12, 13, 14, 17, 19, 20 gennaio ore 21.00
15, 18, 22 gennaio ore 17.30
21 gennaio ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 - Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: Tel. 06 56 32 48 49 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


Irvine Welsh
TRAINSPOTTING
Versione teatrale Wajdi Mouawad
Traduzione Emanuele Aldrovandi
Uno spettacolo di Sandro Mabellini
Mark | Michele Di Giacomo
Tommy | Riccardo Festa
Alison | Valentina Cardinali
Begbie | Marco Bellocchio
Costumi Chiara Amaltea Ciarelli
Drammaturgia scenica Festa, Di Giacomo, Bellocchio, Cardinali

La società s’inventa una logica assurda e complicata, per liquidare quelli che si comportano in un modo diverso dagli altri. Ma se, supponiamo, e io so benissimo come stanno le cose, so che morirò giovane, sono nel pieno possesso delle mie facoltà eccetera eccetera, e decido di usarla lo stesso, l’eroina? Non me lo lasciano fare. Non mi lasciano perché lo vedono come un segno del loro fallimento, il fatto che tu scelga semplicemente di rifiutare quello che loro hanno da offrirti. Scegli noi. Scegli la vita. Scegli il mutuo da pagare, la lavatrice, la macchina; scegli di startene seduto su un divano a guardare i giochini alla televisione, a distruggerti il cervello e l’anima, a riempirti la pancia di porcherie che ti avvelenano. Scegli di marcire in un ospizio, cacandoti e pisciandoti sotto, cazzo, per la gioia di quegli stronzi egoisti fottuti che hai messo al mondo. Scegli la vita. Beh, io invece scelgo di non sceglierla, la vita. E se quei coglioni non sanno come prenderla, una cosa del genere, beh, cazzo, il problema è loro, non mio. Come dice Harry Lauder io voglio andare dritto per la mia strada, fino in fondo…

CARROZZERIE N.O.T. - Via Panfilo Castaldi 28/a Roma
19|20|21 gennaio - h 21

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 347-1891714
Sito web: www.carrozzerienot.com


QUELLA PICCOLA PAZZA COSA CHIAMATA AMORE
CRAZY LITTLE THING CALLED LOVE
Scritta e diretta da Danilo De Santis
con la regia di Lillo
con Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Piero Scornavacchi, Roberto Belli, Chiara Buratti, Marco Aceti e Roberto Belli
Voce fuori campo: Francesca Milani

Ossessionati di tutto il mondo, unitevi! Approda al Teatro Tirso de Molina dal 18 gennaio al 5 febbraio la divertentissima commedia “Quella piccola pazza cosa chiamata amore” con la regia di Lillo e un fantastico cast formato da Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Piero Scornavacchi, Chiara Buratti, Marco Aceti e Roberto Belli.
Del resto, noi tutti siamo ossessionati da qualcosa che non vuol saperne di lasciare la nostra mente. Che sia il calcio, il cibo o lo shopping non importa. Il vero problema si pone quando l’ossessione è legata all’amore. E in particolare se è rivolta a qualcuno che rimane nella nostra mente molto più di quanto sia stato nella nostra vita.
"…quando sei dentro un’ossessione, tutti, da fuori provano a farti ragionare ma tu non puoi ragionare perché sei ossessionato da un unico pensiero: l'oggetto della tua ossessione”, dirà a un certo punto Luigi, il protagonista di questa storia, che pur di riconquistare Elena, il suo amore perduto, si dichiara disposto a tutto. Perfino a farsi chiamare Lulù da Ferdinando, omosessuale di mezza età, che sta aspettando da 27 anni il ritorno del suo Michel.
I due condividono lo stesso dolore e Ferdinando, detto Ferdy, proprio grazie a Lulù, ha ritrovato la gioia di vivere ed è intenzionato a mettere in scena il “Ferdy Mercury Show" un musical interamente dedicato a Freddie Mercury e a Rudolf Nureyev, perché la leggenda vuole che i due avessero avuto una storia d'amore.
Lulù è quindi chiamato a sostituire la figura di Michel nello spettacolo. E fin qui non ci sarebbe niente di male. Ma Ferdy si sente sempre più attratto da lui e le sue avances divengono sempre più esplicite.
Sarà l'arrivo del malcapitato Mario, suo amico, a toglierlo dall’imbarazzo. Anche se Luigi nasconde un grosso segreto…
“Quella Piccola pazza cosa chiamata amore” ovvero quando quello che si crede un amore diventa una patologica ossessione.
“Mi ha fatto ridere già dalla prima lettura – afferma Pasquale Petrolo in arte Lillo, del duo comico Lillo & Greg - e sono ben lieto di impreziosire lo scritto con la mia regia. Sarà un ben lavoro e ci divertiremo tanto, e quando ci si diverte, è assai probabile che anche il pubblico apprezzerà questo spettacolo”.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires) 00198 Roma
Dal 18 gennaio al 5 febbraio 2017
mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00
sabato e domenica ore 17:30
Parcheggio convenzionato in Via Tirso, 14

Info e prenotazioni: 06.84.11.827 oppure 329.56.18.223
Sito Web: www.teatrotirsodemolina.it


MAMMAMIABELLA!
il colpo di scena più interessante della nostra vita
una commedia musicale di Sabrina Pellegrino
da un'idea di Valentina Olla
Diretto da Elena Sofia Ricci
con le musiche di Stefano Mainetti
Con Valentina Olla, Federico Perrotta, Sabrina Pellegrino
e la musica dal vivo con Marco Cascone (fisarmonica),
Vincenzo Meloccaro (fiati), Gino Binchi (percussioni)

Valentina, una comune trentasettenne in carriera fashion - addicted, è impegnata a far spazio nel suo armadio per la nuova vita che arriva. Il fondo della cabina armadio si apre e, di volta in volta, lascia entrare i personaggi con i quali la futura neo mamma si confronta nel meraviglioso, sconvolgente, "apocalittico" periodo di metamorfosi che è la gravidanza. Ecco quindi avvicendarsi in questa storia di nove mesi a suon di musica e parole i genitori di lei, la suocera, l'amico gay, la migliore amica, i vari ginecologi consultati, l'impiegato addetto all'assegno di maternità e tanti altri improbabili quanto amorevoli dispensatori di consigli in una materia nella quale è impossibile laurearsi. Un periodo importante per la donna, perché quando nasce un bambino nasce anche una mamma! E il papà ?
Lui che si era innamorato di una bomba sexy, in questi nove mesi si ritrova a dover soddisfare le improbabili voglie e intemperanze di una specie di otaria spiaggiata. Tacchi a spillo e t-shirt alla moda verranno messi da parte per far spazio a body, pannolini e soprattutto ansie, paure, preghiere, e aspettative, di lei e di lui facendo trapelare un improbabile manuale d'amore per la nuova vita.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e - Roma
dal 19 al 29 gennaio 2017
Biglietto Intero 20.00 Ridotto 14.00
Martedì, Giovedì, Venerdì e Sabato ore 21,00
Mercoledì e Domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: Tel. 06 59.43.544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


CABARET A NETANYA
Testo e regia a cura di Mario Sorbello
Interpreti: Mario Sorbello, G.Carbone e M.L.Lombardo

Una telefonata inattesa, un amico di infanzia e una stravagante richiesta: assistere ad una serata di cabaret per cercare di cogliere ciò che le persone percepiscono di lui. Lui è Dova' le, un comico che, approfittando della serata e del suo compleanno, racconta al pubblico la storia di un omicidio dove non si sa chi è la vittima, l'assassino o chi è stato assassinato per tutta la vita. Il racconto narra in chiave comica il primo funerale di Dova' le che, costretto come tanti ebrei a frequentare un campeggio paramilitare, un giorno viene obbligato ad andare ad un funerale molto distante dal campeggio. Nel lungo viaggio il piccolo ebreo cerca di richiamare in mente i ricordi più belli di entrambi i genitori, considerato che non aveva fratelli e che le famiglie di entrambi i genitori erano stati oggetto della Shoah. Ma racconta soprattutto dello stupro della madre avvenuto per mano di tre polacchi ferrovieri.
Questo cabarettista comico ma triste, a tratti carismatico e affascinante, con il suo racconto intervallato da gag e barzellette attualizza la Shoah patita soprattutto dalla madre confrontandola con la situazione attuale data dal conflitto tra israeliani e palestinesi. In questo modo, il dramma della Shoah e il peso della storia, le difficoltà nel venire a patti con essa, il confronto con la morte, la famiglia e l'amicizia sono tutti gli ingredienti di questa storia paradossale, drammatica e persino violenta sull' anima di un ragazzo di soli 14 anni.
Un comico che non ha da chiedere più nulla alla vita ma che cerca attraverso la sua storia di dare la speranza a due popoli in perenne conflitto.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori, 5 – 00154 Roma
dal 17 al 22 gennaio 2017
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 06-45448982 – 06-45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


Data Unica

VIAGGIO NELL’OPERETTA
di Gianni Gori e Alessandro Gilleri
Regia di Sandro Corelli
con Katia Ricciarelli

Fa tappa al Teatro Marconi il Viaggio nell'Operetta con la grande Katia Ricciarelli. Lunedì 16 gennaio alle ore 21.00, il sipario del teatro diretto da Felice Della Corte si apre su questo straordinario evento di Gianni Gori e Alessandro Gilleri, con la regia di Sandro Corelli.
Un affascinante percorso scenico nel tempo, dalla fine dell’Ottocento agli anni trenta del Novecento, cinquant’anni lungo le fortune della cosiddetta “piccola lirica” (in realtà autentico scrigno di perle e di delizie musicali) di cui è straordinaria “chaperon” un’illustre protagonista della grande lirica: Katia Ricciarelli. Con lei, sul palco, Andrea Binetti, Marzia Postogna, Nicola Malagnini, Antonella Profera ed Enrica Musto e la nuova compagnia Sandro Massimini. Lo spettacolo L’OPERETTA E VIENNA, la prima delle quattro tappe del viaggio nell’Operetta, che ha già incantato il pubblico del Teatro delle Muse, del Teatro Tor Bella Monaca di Roma, proseguirà il 26 gennaio al Teatro Bobbio di Trieste.
Il Viaggio nell’Operetta, in scena da gennaio ad aprile 2017, prevede quattro percorsi: l’OPERETTA E VIENNA, L’OPERETTA E BUDAPEST, L’OPERETTA E PARIGI-LONDRA e infine L’OPERETTA E ROMA. Quattro spettacoli per raccontare quattro luoghi storici dell’Operetta, dedicando la prima serata a Vienna, la seconda a Budapest e all’operetta danubiana, la terza a Parigi e Londra, la quarta a Roma e all’Italia, che andranno in scena al Boni di Acquapendente, al Delle Muse, Tor Bella Monaca e Marconi di Roma e al Bobbio di Trieste, per far conoscere l’Operetta con una protagonista d’eccezione come Katia Ricciarelli.
Dalla Vienna di Strauss e Lehár alla Budapest dell’operetta danubiana, dalla Parigi di Offenbach alla Londra di Gilbert&Sullivan, a Roma, al piccolo mondo dell’operetta italiana che guarda anche alla Commedia Musicale, VIAGGIO NELL’OPERETTA impagina una ricchissima sintesi delle situazioni teatrali, dei momenti musicali più significativi vissuti da questo repertorio teatrale tuttora amato dal pubblico. Strauss, Lehar, Kalman, Abraham, Gilbert&Sullivan, Jones, Youmans, Lombardo, Pietri, Leoncavallo Ranzato, Modugno, Kramer, Trovajoli e Garinei & Giovannini, il “Viaggio” firmato da Gianni Gori e Alessandro Gilleri ci porta per mano in un mondo che va da Vienna a Budapest, da Parigi e Londra a Roma. Dal “Viaggio” partirà poi la Nuova Compagnia Sandro Massimini – Trieste, per mantenere vivo il ricordo dell’ultimo grande interprete dell’operetta scomparso da ormai vent’anni, formando così una nuova generazione di interpreti e di pubblico.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e - Roma
16 gennaio ore 21.00

Info e prenotazioni: Tel. 06 59.43.544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


ATRÌO. E FABRIZIO BOSSO
Teatro Eliseo & Saint Louis College of Music
Presentano SPECIAL GUEST, Festival di produzioni originali
Un progetto creativo che coinvolge artisti di fama internazionale e un team di giovani musicisti, arrangiatori, cantanti, tecnici del suono

Un incontro speciale, quello della tromba di Fabrizio Bosso con la musica degli Atrìo. Il trio formato da Gianluca Massetti al piano, Dario Giacovelli al basso e Moreno Maugliani alla batteria presenta un repertorio di composizioni originali, basate sull'intreccio ritmico e la liricità melodica, caratteristica del trio fondato sulla ricerca di un sound contemporaneo che non perda di vista il valore della tradizione. Il tutto, per l'occasione, sarà messo al servizio dell'estro e dell'unicità della stella del jazz italiano, Fabrizio Bosso.
Le sperimentazioni del giovane trio incontreranno il solido eclettismo di un gigante del panorama musicale europeo in questo fresco e curioso binomio.

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183 - 00184 Roma
Lunedì 16 gennaio ore 21.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito Web: www.teatroeliseo.com


CROSTATINA STAND UP
di Antonio Ornano ,Carlo Turati, Matteo Monforte e Simone Repetto
regia di Davide Balbi

E’ un monologo da stand up comedian, al naturale, senza orpelli scenografici e senza travestimenti. Una confessione a cuore aperto davanti a un pubblico visto come un gruppo di auto aiuto insieme al quale condividere debolezze, frustrazioni e ossessioni che spaziano dalla vita di coppia, ai figli, fino agli animali domestici.
E’ un racconto di vita profondamente segnato da tante figure evocate in scena - registi bipolari, life coach, muratori - ma soprattutto da una figura femminile vincente e prevaricatrice, la dolce “ crostatina” che altri non è se non la dolce metà di Ornano. Il maschio contemporaneo descritto nello spettacolo è tutt’altro che dominante, è un padre e un marito spesso inadeguato e compresso da responsabilità e incombenze che lo portano a sfoghi di rabbia tanto tumultuosi quanto liberatori, per lui e per un pubblico che non può che provare empatia rispetto a situazioni che tutti abbiamo vissuto. Chi non ha dovuto assecondare le passioni di una moglie per i Mercatini di Natale, per i tupperware, per la cabina armadio, per la continua rivoluzione dei mobili di casa. Chi di noi, in partenza per le vacanze, non ha mai dovuto fare i salti mortali per infilare i bagagli di una moglie dentro la macchina. E quante donne, quante mogli, tollerano l’insana a passione dei propri partner per il barbecue? Siamo pieni di paure, ma alle volte certe paure, se gli vai incontro, svaniscono. Ed è così che nonostante i nostri difetti continuiamo ad amarci. Anche se l’amore, soprattutto per il maschio, non fa sempre rima con la fedeltà.
Antonio Ornano, monologhista accattivante nelle vesti del professore biologo e naturalista, il principale oggetto del suo studio diventa l’animale uomo e le sue dinamiche comportamentali, con particolare attenzione a quelle interne al rapporto di coppia. Crea degli sketch esilaranti sulle dinamiche di coppia dove la dolce “ crostatina” alias la sua dolce metà non perde occasione di mettere a dura prova i nervi del Professore. L’etologo più divertente e irriverente del mondo naturale, che calca il palco di Zelig da diverse stagioni intrattenendo il pubblico con paragoni esilaranti tra il mondo animale e il nostro debutta a teatro con il suo nuovo monologo.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
18 gennaio 2017 - Spettacolo ore 21.00.

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


CANTI, BALLATE E IPOCONDRIE D'AMMORE
concerto di presentazione
Canio Loguercio voce, chitarra
Alessandro D'Alessandro organetto, live electronics
Con Giuseppe Spedino Moffa chitarra, zampogna
Gabriele Gagliarini percussioni

In una lingua tanto ibridata da bruciare ogni riferimento territoriale, il canto si leva a fil'e voce in coinvolgenti litanie d'amore per dispiegarsi in serenate che della forma canonica della canzone napoletana conservano appena il ricordo, sovrastato da sentimenti impastati di terra e di umori corporei. Nella commistione di colto e popolare si inabissa così ogni sfibrato omaggio alla tradizione per lasciare emergere qualcosa di indefinito che, tra giaculatorie mondane e blues metropolitani, disorienta e rapisce allo stesso tempo.
L'organetto di Alessandro D'Alessandro assume un respiro orchestrale nel dialogo con trombe e tammorre, piano e chitarre, esaltando le raffinate trame musicali lungo le quali si snoda il racconto dolente e appassionato di Canio Loguercio. Per lacerti di plurisecolari depositi si delinea così un affresco in cui le passioni individuali diventano emozioni collettive e il canto assume le cadenze di un salmodiare mondano, con squarci improvvisi sulla realtà più autentica di una città come Napoli, sulla quale si soffermano anche letterati, poeti ed artisti oltre che lo sguardo di alcuni fotografi.
Un continuo corto-circuito di turbamenti e fragori che le video-ballate di Antonello Matarazzo, iperealistiche e visionarie allo stesso tempo, ampliano notevolmente, evidenziando la componente teatrale di canzoni dove anche i tormenti di un 'vibrione innamorato' possono diventare metafora di un'ipocondria generale. Il tutto accompagnato dal candore irriverente dei bimbi, condensato nell'immagine della paperella che accompagna gli spettacoli del duo Loguercio&D'Alessandro.
Con la solidale complicità, tra gli altri, di Peppe Servillo, Maria Pia De Vito, Rocco Papaleo e Lello Voce, le fotografie di Salvatore Di Vilio, Paolo Soriani e Gigi Viglione e scritti di Emmanuele Curti, Lidia Riviello, Andrea Satta, Gabriele Frasca, Nietta Caridei, Pinotto Fava, Gilda Policastro, Maria Grazia Calandrone e Sonia Bergamasco.

VASCELLO IN MUSICA
TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini, 78 - 00152 Roma
19 gennaio 2017 h 21,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it


Ancora in scena

MACBETH
di William Shakespeare
traduzione di Agostino Lombardo
regia Franco Branciaroli
con Franco Branciaroli e Valentina Violo
e con (in ordine alfabetico) Tommaso Cardarelli Daniele Madde, Stefano Moretti, Livio Remuzzi, Giovanni Battista Storti, Alfonso Veneroso
scene Margherita Palli - costumi Gianluca Sbicca - luci Gigi Saccomandi

Prodotto dal Centro Teatrale Bresciano e dal Teatro degli Incamminati, Macbeth viene condotto lungo nuovi sentieri di sangue e tenebre che affondano le radici in un malessere psichico e interiore. Infatti, la regia di Franco Branciaroli colloca la vicenda in uno spazio scenico che è proiezione dei sentieri più tetri e gelidi della mente umana: luci oniriche e spettrali, costumi barocchi, una scatola nera e quasi trascendente disegnata da Margherita Palli che giganteggia a centro palco con una serie di varchi e botole che si aprono verso labirinti infernali e ferini. A sovrastare le volontà umane c’è la Magia Nera, impersonata dal fascino cupo delle Streghe e di Lady Macbeth (Valentina Violo), che condurranno il generale verso ciò che di terribile è già in potenza dentro di sé, ma fatica ad esternarsi per inadeguatezza. I sottotitoli e le didascalie proiettati sul fondale determinano come un deus-ex-machina i luoghi in cui si dirigerà la vicenda, mentre le creature demoniache infettano la scena con roboanti e orrorifiche incursioni in lingua inglese. «Lo scopo di tutto questo – afferma Branciaroli – è trasformare la realtà in una sorta di continuazione del sogno. Se i nostri progetti devono fare i conti con gli imprevisti della realtà, la magia, il sortilegio servono a eliminare gli imprevisti - cioè a eliminare la realtà. Macbeth avanza nel sangue come dentro un sogno dal quale non ci si desta più. Uccidendo il re, simbolo del padre e del divino, Macbeth uccide la sua stessa umanità ed entra in una dimensione di solitudine dove perde tutto, amore, ragione, sonno, scopo di vivere. In più, la sua vittoria è sterile perché non ha eredi, e questa sua rinuncia alla sua umanità servirà solo a passare il trono al figlio di un altro». Attraverso un viaggio negli abissi dell’animo umano corrotto dalla paura e dall’ansia di solitudine, Branciaroli ci restituisce un Macbeth prigioniero di visioni, insicuro e manipolato dalla potenza psichica delle Streghe, sanguinario non per crudeltà spicciola ma per il terrore della realtà. Parla di un mondo esterno in guerra, dove efferatezza e sete di sangue, al pari del coraggio, sono ritenute virtù, in quanto preservano il mondo interno della corte, una società patriarcale civilizzata regolata da leggi divine. «Macbeth sceglie di portare la violenza all’interno – conclude Branciaroli – e a questo si somma il fatto che anche la Lady, la sua parte femminile, si snatura e prende caratteristiche maschili: allora il caos è totale. Macbeth viene infatti “sedotto” all’ambizione dalle streghe, che storicamente rappresentano la minaccia al mondo patriarcale, e indotto all’assassinio da sua moglie, che viola il suo ruolo sociale di donna agendo come agirebbe un uomo. Ma il dramma è ancora più complesso e tremendo: Macbeth è la tragedia del male dell’uomo. Un rovesciamento di valori significativamente testimoniato dal canto ambiguo e beffardo delle streghe: Il bello è brutto, e il brutto è bello». Macbeth è la tragedia del male dell’uomo, della violazione delle leggi morali e naturali. Intorno all’inquietante parabola di seduzione dell’anima al male pulsa l’enigmatico cuore di questa tragedia.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
Dal 10 al 22 gennaio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


MARIANGELA D’ABBRACCIO GEPPY GLEIJESES
FILUMENA MARTURANO
di Eduardo De Filippo
con Nunzia Schiano Mimmo Mignemi
e con Ylenia Oliviero Elisabetta Mirra
Agostino Pannone Gregorio Maria De Paola
Eduardo Scarpetta Fabio Pappacena
scene e costumi Raimonda Gaetani
musiche Teho Teardo
regia Liliana Cavani

Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale al Festival dei 2 Mondi di Spoleto 2016.
Questa edizione di Filumena Marturano è stata definita “lo spettacolo dell'anno”. “Finalmente vediamo Eduardo interpretato e messo in scena in totale autonomia espressiva, senza imitazioni del grande autore-attore. Mariangela D’Abbraccio appare al massimo delle sue capacità d’attrice, Geppy Gleijeses in stato di grazia”. A ogni replica si registrano puntualmente 6 minuti di applausi e autentiche standing ovation. I teatri esauriti ovunque. “La regista Liliana Cavani offre una indimenticabile prova al suo debutto nella prosa, dialogando magicamente con Eduardo.
Filumena Marturano – una della commedie italiane del dopoguerra più conosciute e rappresentate all’estero – ha un ruolo centrale nella produzione di Eduardo De Filippo, collocandosi tra i primi testi di quella “Cantata dei giorni dispari” che, a partire da “Napoli milionaria!”, raccoglie le opere più complesse e problematiche in cui si riversano i drammi, le ansie e le speranze di un Paese e di un popolo sconvolti dalla guerra.
Nel dramma di Filumena, che rifiuta di rivelare all’amante quale dei tre figli da lei messi al mondo sia suo, De Filippo dichiarava di aver inteso rappresentare un’allegoria dell’Italia lacerata e in larga misura depauperata anche moralmente, e prefigurarne la dignità e la volontà di riscatto.

Note Di Regia
Scrive Liliana Cavani nelle sue note di regia: “Ho accettato l’invito generoso e ottimista di Geppy Gleijeses quando mi ha proposto questo lavoro. È un testo che mi piace moltissimo da sempre, ho anche amato il film di De Sica con Sofia Loren e Mastroianni (con lui ho realizzato due film). È un’opera di grande impegno morale e oltretutto in anticipo sui tempi e scritto senza retorica, ma con la naturalezza della vita. Un capolavoro. Filumena e Domenico sono al centro di un problema etico antichissimo e sempre attuale: di chi sono i figli, i figli nati fuori dal matrimonio? Al tempo di questa scrittura (1946), la legge non proteggeva questi “figli” considerati “illegittimi” (fuori dalla legge), una legge ferma al Medioevo. Filumena vi si ribella con la lucidità e una forza così generose da riuscire a trascinare l’ignaro borghese Domenico a capire il valore degli affetti fondamentali delle nostre vite. Sono stata fortunata ad avere due attori perfetti per il ruolo. Mi ci sono appassionata ed ho lavorato con la felicità che provo con i film”.
Aggiunge poi la regista: “Il mio battesimo nella prosa (ammesso che ci sia poi un seguito) non poteva accadere con un’opera teatrale migliore… In teatro si ripete continuamente il testo. C’è modo di approfondire di più, c’è la possibilità di ottenere a volte dagli attori delle sfumature di recitazione che nel cinema non sempre si afferrano. L’attore poi in teatro è nudo, va in scena nudo ogni volta, misurato dal pubblico ogni volta. È indifeso contro la possibile indifferenza del pubblico e la sua incertezza o la stanchezza. Insomma, l’attore a teatro deve essere “nuovo di zecca” tutte le sere”. E conclude: “Del resto il teatro è abbastanza simile alla “vita”. Ci si ripete e ci si rinnova ogni giorno nelle nostre case, si prova ad essere felici, ad aggiustare le cose, si prova e riprova ad amare si ama un uomo per sempre come Filumena, si amano i figli e lo si spiega anche alla Vergine Maria come fa Filumena. Filumena crede nella vita, la ama, la trova vivibile per quello cerca di raddrizzare le storture, di vincere le ingiustizie. Eduardo deve aver amato moltissimo questa commedia, perché è pura vita”.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, Roma
Dal 10 al 29 gennaio 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21 / domenica ore 17
giovedì 12, mercoledì 18 e mercoledì 25 gennaio ore 17
sabato 21 gennaio ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO
di Dale Wasserman
dal romanzo di Ken Kesey
traduzione Giovanni Lombardo Radice
adattamento Maurizio de Giovanni
Con Daniele Russo Elisabetta Valgoi
e con Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gilberto Gliozzi, Davide Dolores, Antimo Casertano, Gabriele Granito, Giulia Merelli
Uno spettacolo di Alessandro Gassmann
Produzione Fondazione Teatro di Napoli

Qualcuno volò sul nido del cuculo è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano. Racconta, attraverso gli occhi di Randle McMurphy – uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera – la vita dei pazienti di manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman ne realizzò, per Broadway, un adattamento scenico, che costituì la base della sceneggiatura dell'omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson e entrato di diritto nella storia del cinema. Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l'ha avvicinata a noi, cronologicamente e geograficamente, trasferendo la storia nel 1982 nell'Ospedale psichiatrico di Aversa.
Il risultato è uno spettacolo appassionato, commovente e divertente, imperdibile per la sua estetica dirompente e per la sua forte carica emotiva e sociale.

Note di regia
La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Temi tutti straordinariamente presenti nello spettacolo che mi accingo a mettere in scena, "Qualcuno volò sul nido del cuculo" di Dale Wasserman, tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kesey, la cui versione cinematografica diretta da Miloš Forman è entrata di diritto nella storia del cinema.
Con Maurizio de Giovanni, che ha curato l’adattamento del testo, abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una clinica psichiatrica italiana nel 1982. Tutto ha inizio con l'arrivo di un nuovo paziente che deve essere "studiato" per determinare se la sua malattia mentale sia reale o simulata. La sua spavalderia, la sua irriverenza e il suo spirito di ribellione verso le regole che disciplinano rigidamente la vita dei degenti, porterà scompiglio e disordine ma allo stesso tempo la sua travolgente carica di umanità contagerà gli altri pazienti e cercherà di risvegliare in loro il diritto di esprimere liberamente le loro emozioni e i loro desideri.
Dario (il mio McMurphy) è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente. E, attraverso di lui, i pazienti riusciranno ad individuare qualcosa che continua ad esser loro negato: la speranza di essere compresi, di poter assumere il controllo della propria vita, la speranza di essere liberi.
Un testo che è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e Potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell'uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e che fa riflettere.
Come sempre lavorerò sui complessi rapporti psicologici tra i vari personaggi, immergendoli in uno spazio scenico realistico e asettico.
In questo caso, le videografie, che spesso utilizzo nei miei spettacoli, mi permetteranno di tradurre in immagini i sogni e le allucinazioni dei cosiddetti "diversi". L'obiettivo che mi pongo è, come sempre, quello di riuscire a far emozionare un pubblico di ogni età, soprattutto i più giovani che forse non conoscono quest’opera che è un vero e proprio inno alla libertà.
(Alessandro Gassman)

Note dell'autore dell'adattamento
Le Grandi Storie si riconoscono subito. Si possono leggere nei libri o vedere al cinema; si possono incontrare per caso, nelle parole di un anziano, o ascoltare alla radio; ci si può imbattere in una di esse in televisione, o intuirne qualcuna da una notizia su un giornale o sul web. Le Grandi Storie non necessitano di una forma precisa, perché vanno direttamente a ferire la superficie dell’anima e lasciano un’indimenticabile, meravigliosa cicatrice.
Questo accade perché le Grandi Storie raccontano, in maniera semplice e comprensibile, quello che tutti abbiamo in comune: sentimenti, passioni. Amicizia, amore, disperazione. Nessuno può fingere di non sentire quello che le Grandi Storie riescono a comunicare.
Tuttavia, anche le Grandi Storie oltre agli elementi universali hanno bisogno di un tempo e di uno spazio. Devono essere vestite di quotidianità e di musica, di abiti e dialetto, di cibo e di mobili. Un tempo e uno spazio immediato e concreto, che se ascoltati a troppa distanza possono appannare gli elementi vitali e universali che ne costituiscono l’essenza. Qualcuno volò sul nido del cuculo è una storia fatta, nella sua originaria meravigliosa fattura, di country e baseball, di slang e memorie degli anni Cinquanta, di veterani e polverose province americane. Un vestito esotico e profumato, che tuttavia non è il nostro. Io ho provato a trasportarne gli elementi primari in un tempo e in uno spazio più vicini, per vedere se anche in un luogo disperato e terribile come un ospedale psichiatrico della nostra tormentata Campania e in un tempo di urla e silenzi come i primi anni Ottanta potevano sopravvivere le amicizie, i rancori e le tenerezze di questa meravigliosa e delicatissima Storia.
Sotto le mie dita e per mio tramite i personaggi hanno, spero, trovato una perfetta collocazione sopravvivendo nei sentimenti e nelle passioni senza alcuno sforzo. Mi sono divertito da morire incontrandone intatte nuove follie, strane fobie e dolci timori. Ne ho visto nascere le relazioni, ho visto sorgere rapporti. Ho assistito a grandi sconfitte e a piccole, meravigliose vittorie. Ho sentito fluire la vita, come se la Grande Storia fosse stata pensata e voluta proprio là e allora, con spontanea emozione.
Quando, sorridendo, ho calato il mio virtuale sipario ho provato una immediata nostalgia dei personaggi; perché, come sempre accade in questi casi, erano diventati veri, di carne e di sangue e di passioni e di dolori e gioie, e mi mancano e mi mancheranno.
Perché questa, sapete, è la forza delle Grandi Storie.
(Maurizio de Giovanni)

Note degli autori delle musiche
Conosciamo Alessandro dal 1997, da quando ci siamo ritrovati coinvolti nella lavorazione del film Hamam - Il bagno turco di Ferzan Ozpetek. Da allora si è creata una specie di osmosi reciproca che fa sì che ogni comune esperienza teatrale diventi per noi lo sprone per spostare un po' più in là l'asticella sulle proposte musicali. Alessandro ci parlava da tempo di questo progetto e la sua intuizione iniziale è stata quella di pensare ad un commento sonoro che partisse dal blues; Napoli è musicalmente tante cose (come abbiamo cercato di raccontare anche nel film Song 'e Napule dei Manetti Bros. Con cui, l'anno scorso, abbiamo vinto il David di Donatello, il Nastro d'argento e il Globo d'oro per la migliore colonna sonora) ed è anche blues, probabilmente il blues più autentico che si possa ascoltare in Italia. Per questo, con i nostri collaboratori storici, ci siamo chiusi in studio per qualche giorno e ci siamo lasciati andare alla più libera improvvisazione cercando di immaginare se quello che stavamo suonando potesse avere un riscontro col testo teatrale che stavamo affrontando... E la sensazione fortissima che abbiamo ricevuto immediatamente è che poteva funzionare alla grande. A tutto ciò avremmo poi aggiunto alcuni momenti elettronici più d'atmosfera per sottolineare particolari tensioni del testo, ma rimaneva ancora un punto fondamentale da affrontare: il finale ... Il finale doveva essere un'esplosione di libertà, ma non avrebbe dovuto esplodere immediatamente, avrebbe dovuto montare piano piano toccando le corde più intime e ribelli, qualcosa che ti portasse alla fine ad urlare "L'ho fatto, Mama, l'ho fatto" ... E ancora una volta la sensazione è stata che le corde degli archi che crescevano piano piano fino al gran finale avrebbero potuto colpire al cuore: "L'abbiamo fatto, l'abbiamo fatto". Desideriamo ringraziare tutti i nostri meravigliosi amici musicisti senza i quali tutto ciò non sarebbe potuto succedere (in ordine rigorosamente alfabetico):
Luca Begonia: trombone
Claudio Capurro: saxes
Luca Cresta: fisarmonica
Marco Fadda: percussioni
Andrea Maddalone: chitarre
Roberto Maragliano: batteria
Roberto Nappi Calcagno: tromba
Claudio Pacini: programmazione
Massimo Trigona: basso
e la Trancendental String Orchestra: archi
Pivio & Aldo De Scalzi

Note dell'autrice dei costumi
Siamo nel 1982 in una provincia campana, fra le insormontabili mura di un ospedale psichiatrico che circonda ed incombe sulle vite di pazienti e personale della struttura. Colori sbiaditi dal tempo raccontano di pazienti malinconici logorati dalla monotona routine a cui sono sottoposti, il bianco accecante delle divise del personale diventa un candido schermo invalicabile contrastato solo da lampi di rosso e fucsia che irrompono nella scena, un'energia vitale che accende entusiasmi apparentemente spenti per sempre. L'utilizzo di abiti originali dell'epoca fa sì che lo spettatore si trovi di fronte ad una fotografia vivente, uno spaccato d' Italia che non sembra così diversa dai giorni nostri.
(Chiara Aversano)

TEATRO ELISEO Via Nazionale 183 - 00184 Roma
Da martedì 10 a domenica 29 gennaio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: da martedì a domenica 10.00 – 19.00
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Prezzi da 25 € a 40 €

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito Web: www.teatroeliseo.com


Michela Andreozzi e Massimiliano Vado
RING
di Léonore Confino
traduzione Antonella Questa
regia Massimiliano Vado
scene Mauro Paradiso
costumi Teresa Acone
musiche Antonio Di Pofi
luci Stefano Pirandello
movimenti coreografici Valeria Andreozzi

RING, ovvero 17 quadri sulla vita di coppia, sulla vita a due, sull’esplosione emotiva che si sviluppa tra abbracci e uppercut, euforia e certezze, risate e dramma.
Lo spettacolo, grande successo parigino della stagione e attualmente in tournée, è stato scritto da Léonore Confino, come a raccontare la coppia e le sue infinite possibilità: genitori, amanti, sconosciuti, mariti e mogli, Adamo e Eva, divorziati e vedovi; tutti combattono con i loro istinti, dando vita ad un divertissement denso come la vita reale.
Da una scintilla si propaga un incendio, un malinteso fa scoppiare una guerra, il pretesto più insignificante diventa uno spunto comico, ogni storia contribuisce a disegnare lo sforzo sovrumano di ciascuno di noi nel dover coesistere con l’altro sesso e il non poterne fare più a meno.
Su un palco, che è anche il ring del titolo, tutti i personaggi, tutti interpretati da Michela Andreozzi e Massimiliano Vado, con i mille volti della stessa umanità, si attraggono, si respingono, discutono, capiscono insieme, si amano, ballano.
La vita non è necessariamente una battaglia già persa.
Il testo è stato candidato nel 2014, in Francia, al Premio Molière per il Teatro

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello, 4 – 00186
Dall’11 al 29 gennaio 2017
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.
RIDUZIONI PER I LETTORI DI MEDIA&SIPARIO e SALTINARIA

Info e prenotazioni: Tel. 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


CUORI SCATENATI
scritto e diretto da Diego Ruiz
con Segio Muniz, Francesca Nunzi, Diego Ruiz, Maria Lauria

Il ritorno di fiamma, si sa, può essere molto pericoloso.
Quando il fuoco della passione sia accende tra Diego e Francesca, le scintille divampano in maniera esagerata!
Se poi a spegnere l'incendio ci si mette uno come Sergio Muniz, la situazione diventa veramente incontrollabile!
E cosa succederebbe se la futura sposa, praticamente con un piede sull'altare, venisse a scoprire tutto?
Una coppia scoppiata da anni si incontra clandestinamente per un'insensata
ultima notte d'amore prima di suggellare il divorzio definitivo, ma gli imprevisti sono dietro l'angolo, anzi dietro la porta.
Arriva la nuova esilarante commedia di Diego Ruiz, ormai esperto nel mettere in scena i rapporti di coppia e le sue innumerevoli sfaccettature, che questa volta affronta gli amori ormai finiti che in realtà non finiscono mai.
Vale la pena dare una seconda possibilità? Oppure si rischia di ritrovarsi la solita minestra riscaldata?
Riuscirà mai un nuovo amore a non subire il fastidiosissimo paragone con quello precedente?
E come la mettiamo col tradimento? La fedeltà è una predisposizione mentale, una scelta morale o un'imposizione?
Questi e tanti altri interrogativi sono alla base di questa spassosa commedia in cui tutti i personaggi si trovano nel posto sbagliato nel momento più sbagliato, dando vita a una girandola di equivoci e situazioni paradossali che li porteranno a ricorrere a tutto il loro sangue freddo per gestire una serata che li metterà a dura prova. Una serata che farà a dir poco fibrillare quattro cuori scatenati!

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 10 al 29 gennaio 2017
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00
Replica per spettatori non vedenti o ipovedenti: 15 gennaio alle ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


Wanda Pirol - Rino Santoro - Geppi Di Stasio in
CANI E GATTI
di E. Scarpetta versione e regia di Geppi Di Stasio

Nuovo attesissimo debutto per il trio composto da Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio, che torna dal 5 gennaio (e fino al 12 febbraio) sul palco del Teatro delle Muse con un classico di Scarpetta, “Cani e gatti”, nella versione e regia dello stesso Di Stasio. Cani e gatti è stata rappresentata per la prima volta nel lontano 1901 ed è doveroso dire che l’autore, come di consueto, ha creato questa Farsa/Commedia ispirandosi ad alcuni originali francesi di Alexandre Bisson come “Les surprises du divorce” (1888), “Les erreurs du mariage” (1896) e, soprattutto, “Jalouse” (1897). Nella storia una moglie troppo gelosa è al tempo stesso gratificante e fastidiosa come il più perfetto dei mariti può essere rassicurante come noioso. Ecco, allora, la giostra di “doppie parti” assolutamente scoperta, anzi, addirittura sottolineata, ecco i travestimenti che rappresentano illusorie proiezioni, desideri inconfessati e svelamento di fatti accaduti solo nella mente di qualche personaggio. In questo adattamento Di Stasio effettua un leggero spostamento di epoca e di contesto spiegando la sua scelta con poche, essenziali parole: “Credo abbia aiutato a sottolineare i piccoli-grandi stravolgimenti, insieme, ovviamente, ad una sorta di adattamento alle caratteristiche del cast di una Compagnia che, crediamo, non deve mai limitarsi alla tradizione da cui proviene; una Compagnia a cui basterebbe soltanto non rinnegarla pur guardando un po’ più avanti”.

TEATRO DELLE MUSE - Via Forlì 43 - Roma
dal 5 gennaio al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (sabato ore 21.00 e 17.30 e domenica pomeridiana ore 18.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06-44233649 – 06-44119185
Sito web: www.teatromuse.it


CE LO CHIEDE L’EUROPA
Scritto da: Fabio Avaro, Luca Sgamas, Vanina Marini
Regia: Vanina Marini
Con: Fabio Avaro, Vanina Marini e la Banda dell’UKU
Disegno luci: Maximiliano Lumachi

Prendete un attore squattrinato e sconosciuto, tre musicisti di una band che sbarca il lunario facendo serate qua e la per locali e aggiungeteci una malcapitata giovane e promettente regista di teatro intenta ad allestire uno spettacolo per partecipare ad un bando della Comunità Europea che le farebbe ottenere un cospicuo finanziamento. L’improvvisata compagnia ha poche ore per creare uno spettacolo vincente: riuscirà la giovane regista a domare l'esuberante attore con al seguito la sua assurda band? Riusciranno tutti a rispettare le rigide richieste del bando?
In scena fino al 22 gennaio lo spettacolo, che mette in scena il teatro, ma soprattutto uno spaccato di italianità, si compone di un susseguirsi incessante di battute e inserti musicali proponendo al pubblico un’ora e mezza di tante risate e buona musica.

Sinossi
Gianni è un attore che da anni prova con scarso successo ad imporsi nel mondo del teatro. La sua vita e quella dei musicisti che lavorano stabilmente con lui sono ora ad un punto morto: gli ultimi spettacoli sono stati dei fiaschi clamorosi ed ormai vivono sommersi di debiti. Gianni lavora come barista nel foyer di un teatro e con la Band fa feste di musica country in posti squallidissimi. La soluzione a tutti i loro guai sembra presentarsi quando nel teatro dove lavora deve andare in scena uno spettacolo di una giovane affermata regista, che a poche ore dal debutto dello spettacolo, al quale assisterà un commissario del Fondo Europeo per l’arte e la cultura, viene abbandonata dall’attore protagonista e dalla sua orchestra. La giovane è nel panico. Unica soluzione, idea forse malsana, chiedere a Gianni e la Banda dell’Uku di sostituirli. Per Gianni e la Banda è la grande occasione. Tutto perfetto dunque se non fosse che il testo deve essere originale ed inoltre ideato, scritto e messo in scena trattando tematiche specifiche richieste dalla comunità europea nel bando, il tutto in poche ore.
Per la giovane e promettente regista, Gianni e la banda, sarà la notte più lunga della loro vita.

Note Di Regia
“Che cosa succede quando stai per andare in scena e il tuo primo attore non si presenta? La prima idea può essere quella di annullare lo spettacolo, ma stavolta proprio non si può perché se non si va in scena si rischia di perdere 100 mila euro stanziati dalla Comunità Europea. Certo è che se ci fosse qualcuno disposto a fare una sostituzione allora in teoria il problema sarebbe risolto. Ma se per caso questo qualcuno fosse solo un antieuropeista incallito che per sbarcare il lunario è costretto a fare il cabaret nei locali allora forse i problemi potrebbero raddoppiarsi. Se poi a tutto questo si aggiungesse un’improbabile band che suona il country ai matrimoni allora i problemi potrebbero anche triplicarsi. Ma il tempo è poco, il commissario dell'Unione Europea sta arrivando e valuterà se lo spettacolo è degno di vincere il bando e andare in una tournée mondiale. D'altronde è facile bisogna solo parlare delle personalità e delle scoperte scientifiche che hanno reso grande il nostro paese e fare tutto questo senza che il poveraccio sappia che c'è di mezzo l'Europa e senza che il commissario sappia che il primo attore non è propriamente un attore. Insomma ce la faranno? L'unica cosa certa è che accada quel che accada the show must go on”.

TEATRO BELLI - Piazza di Sant'Apollonia 11 – Roma
Dal 10 al 22 gennaio 2017
Biglietto: 18 euro, ridotto 13 euro
Repliche: dal martedì al sabato ore 21,00, domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: telefono 06-5894875- 329.9736619
Sito web: www.teatrobelli.it


HO ADOTTATO MIO FRATELLO
di Mirko Cannella, Nicolo’ Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino, Nazzareno Mattei
Regia e supervisione artistica Andrea Maia, Toni Fornari
con Mirko Cannella, Nicolo’ Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino

Grazie al progetto “Giovani talenti in scena” il Teatro Golden, ospiterà sul suo palcoscenico, dal 10 al 22 gennaio, la divertente commedia dal titolo “Ho adottato mio fratello”.
Il Progetto nasce dalla volontà e dall’intento del direttore artistico Andrea Maia di dare spazio e visibilità ai giovani artisti che si affacciano al mondo dello spettacolo.
Scritta ed interpretata da 4 giovani attori talentuosi a cui il Golden dà la grande opportunità di allestire e portare in scena uno spettacolo inedito.
Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane e Jey Libertino sono i quattro protagonisti di “Ho adottato mio fratello” dove raccontano le vicende di due fratelli caratterialmente all’opposto, che si intrecciano con quelle di altri due giovani emigranti del sud Italia.
Dopo la morte dei genitori, due fratelli, Francesco e Bruno, si trovano a condividere la loro unica eredità: un appartamento. Bruno è un ragazzo strafottente e scansafatiche mentre Francesco è intraprendente e dagli antichi valori. Bruno, bisognoso di denaro a causa del vizio del gioco, affitta la vecchia stanza da letto dei genitori a due ragazzi del sud, Fausto e Nicola… Tutto questo all'insaputa del fratello! Inizia così un continuo intreccio di situazioni comiche all'interno dell'appartamento tra Francesco e i 2 "intrusi".

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
dal 10 al 22 gennaio 2017

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


COMPAGNIA DUPLA CARGA presenta
FEMMINARIUM
Scritto e diretto da Andrea Monti
Musiche originali dal vivo di Umberto Papadia
Coreografie di Giorgia Valeri
TESTO VINCITORE RASSEGNA “TESTACCIO COMIC OFF 2016”

Ispirata al bestiario medioevale, Femminarium è un’opera associativa contemporanea in versi in cui le femmine vengono interpretate in modo simbolico, allegorico e un po’ pecoreccio.
Con Valentina Grimaldi Roberta Provenzani Lisa Recchia Nicoletta Tulli, Giorgia Valeri Paola Zaro Umberto Papadia

Il teatro è donna.
Sempre più femmina.
Contro un atavico strapotere di personaggi virili, il regista si tuffa nell’universo muliebre per riemergere con tanto calore e pochissimi peli sulla lingua.
C’è voglia di umanità, considerazione, prestanza, passione e gravidanza.
Langue appagamento, soddisfazione, concretezza, fiducia, visione del futuro, pensionistica progettualità.
Si canta, ma la carenza non passa.
Si sperimenta, ma il desiderio non si smorza.
Si parte, ma la distanza non colma la vacanza.
Cosa vogliono le donne?
Cosa meritano?
Cosa sentono?
Cosa vuol dire essere donna?
Non lo sa il regista, non sa rispondere nemmeno l’autore, ma la musica, quella viscerale, epidermica, tamburinica, che mette a nudo, che sveste i lati più reconditi, ribalta, squassa e rivela, porta la canoscenza ove nullo omo ene digno pervenire.

TEATRO LO SPAZIO Via Locri, 42 – 44 (zona San Giovanni)
Dal 17 al 22 gennaio 2017
Ingresso: 12 euro + 3 di tessera semestrale
Ridotto: 9 euro + 3 di tessera semestrale

Info e prenotazioni: 06.77076486 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it


ANIMALI DA BAR
uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo
drammaturgia Gabriele Di Luca
Regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti
PREMIO HYSTRIO TWISTER 2016
Con Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi
Voce fuori campo Alessandro Haber
Musiche originali Massimiliano Setti
Progettazione scene Maria Spazzi
Costumi Erika Carretta
Luci Giovanni Berti
una produzione Fondazione Teatro della Toscana 2015 | produzione Carrozzeria Orfeo
in collaborazione con Festival Internazionale di Andria | Castel dei Mondi

C'era una volta una metropoli. Dentro la metropoli un quartiere.
Dentro al quartiere, il bar.
Dopo il grande successo della passata stagione con Thanks for vaselina, arriva al Piccolo Eliseo Animali da bar, il nuovo spettacolo di Carrozzeria Orfeo. Un bar abitato da personaggi strani: un vecchio malato, misantropo e razzista; una donna ucraina affitta il proprio utero ad una coppia italiana; un imprenditore ipocondriaco che gestisce un’azienda di pompe funebri per animali di piccola taglia; un buddista inetto che subisce violenze domestiche dalla moglie; uno zoppo bipolare che deruba le case dei morti il giorno del loro funerale; uno scrittore alcolizzato costretto dal proprio editore a scrivere un romanzo sulla grande guerra.
Sei animali notturni, illusi perdenti, che provano a combattere, nonostante tutto, aggrappati ai loro piccoli squallidi sogni, ad una speranza che resiste troppo a lungo. E se appoggiati al bancone troviamo gli ultimi brandelli di un occidente rabbioso e vendicativo, fatto di frustrazioni, retorica, falsa morale, psicofarmaci e decadenza, oltre la porta c’è il prepotente arrivo di un “oriente” portatore di saggezze e valori… valori, però, ormai svuotati e consumati del loro senso originario e commercializzati come qualunque altra cosa.
Tutto è venduto, sfruttato e contrattato in Animali da Bar. La morte e la vita, come ogni altra merce, si adeguano alle logiche del mercato.
E quando l’alcol allenta un pochettino la morsa e ci toglie la museruola… è un grande zoo la notte… una confessione biologica dove ognuno cerca disperatamente di capire come ha fatto a insediarsi tutta quell’angoscia. D’altronde almeno una mezza dozzina di cristiani desidera la nostra morte ogni giorno o no? In coda sulla tangenziale... il lunedì mattina in ufficio… chi non vorrebbe torturare il cane del vicino o schiacciare qualche ciclista di tanto in tanto? Se volete provare l’esatta inesistenza di Dio, salite in una metrò affollata di vostri simili in pieno agosto.

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale, 183e - Roma
da mercoledì 11 a domenica 22 gennaio 2017

Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: da martedì a domenica 10.00 – 19.00
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Prezzi da 15 € a 21 €

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


LA DIVINA
scritto e diretto da Alessandro Fullin
Con Alessandro Fullin Tiziana Catalano Sergio Cavallaro Simone Faraon, Paolo Mazzini Mario Contenti Ivan Fornaro
coreografie di Sergio Cavallaro
costumi di Monica Cafiero

Nel 2009 Papa Ratzinger annuncia al mondo che il Purgatorio, come luogo fisico, non esiste più.
Dante Alighieri, saputa la notizia, si precipita per la seconda volta nell’Oltretomba per dipanare la spinosa questione e riscrivere la Divina Commedia.
Ma dove mettere ora gli invidiosi? Gli iracondi? Gli accidiosi? Dubbi e tormenti attendono il Poeta, che inoltre scopre che l’amore per Beatrice, dopo sette secoli, si è un po’ appannato.
Tra demoni e cherubini, fiumi infernali e rinfrescanti panchine ecco una rilettura in chiave camp dell’immortale poema che getta nella stessa bolgia Paolo Malatesta con gli Abba, Farinata degli Uberti con Liz Taylor.
Dopo il successo di Piccole Gonne Alessandro Fullin, con gli attori di Nuove Forme, torna a teatro con una nuova parodia, condita come sempre da aforismi esilaranti e da pungenti ironie.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 Roma
Dal 12 al 22 gennaio 2017
giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


Valerio Mastandrea in
MIGLIORE
scritto e diretto da Mattia Torre

La metamorfosi di un uomo che da paranoico, insicuro e debole si tramuta in un essere spietato che si guadagna la stima e il consenso di chi volontariamente o involontariamente lo circonda. Valerio Mastandrea diventa così Migliore, spettacolo scritto e diretto da Mattia Torre che sarà in scena al Teatro Ambra Jovinelli - dal 5 al 22 gennaio. Migliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont, un uomo normale che in seguito a un incidente (di cui è causa, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce professionalmente, le donne lo desiderano, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una storia sui nostri tempi, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza, il cinismo, il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati, che di fronte a queste persone chinano la testa e - affascinati - li lasciano passare.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe, 43 /47 - Roma 00185
Dal 5 al 22 gennaio 2017

Spettacoli ore 21.00 - domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


AMINTA
S’ei piace ei lice
regia, scene, luci e video di Luca Brinchi e Daniele Spanò
drammaturgia e analisi filologica e autoriale Erika Z. Galli e Martina Ruggeri (Industria Indipendente)
in video Lorenzo Anzuini (Aminta) e Clelia Scarpellini (Silvia)
performer Davide Pioggia
voci Michael Schermi (coro e satiro); Francesco Bonomo (coro e Tirsi);
Giorgia Visani (coro e Dafne); Michele Degirolamo (Aminta); Flaminia Cuzzoli (Silvia)
musiche Franz Rosati - costumi Gucci
Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale
in collaborazione con Spellbound e con il sostegno di Regione Lazio Assessorato alla Cultura
il progetto ha debuttato nell’ambito della Sagra Musicale Malatestiana 2016

spettacolo/installazione per un numero ristretto di persone (max 60)

Dal 12 al 29 gennaio nel foyer (SALA A) del Teatro India è di scena AMINTA, S’ei piace ei lice, rilettura in chiave sensoriale e performativa dell’opera pastorale di Torquato Tasso, che Luca Brinchi e Daniele Spanò presentano come progetto articolato attraverso l’incontro di diverse realtà artistiche, una produzione Teatro di Roma.
La regia e la messinscena installativa è sviluppata dagli ideatori Brinchi e Spanò, artisti visivi che orientano la loro ricerca tra teatro, arte contemporanea, set design per moda ed eventi musicali, mentre la drammaturgia, l’analisi e l’apporto filologico e autoriale sono curati da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri, autrici e drammaturghe della compagnia Industria Indipendente. Due realtà diverse ma al contempo vicine per affrontare, ognuna con le proprie specificità, l’opera del Tasso, dramma pastorale in cinque atti che rivela la grandezza poetica dell’autore. Così, il mondo favolistico del pastore Aminta e della ninfa Silvia, tratteggiato poeticamente dalla penna del Tasso, fluisce qui in una dimensione virtuale e visiva di enorme impatto grazie alle registrazioni video che, scorrendo su schermi, moltiplicano il loro carico di sospensione mistica ed eterea. L’azione e la narrazione non avvengono direttamente in scena ma si sviluppano in un luogo “altro”, offrendo un respiro più ampio e una fascinazione che rapisce. I monologhi sono riprodotti dai megafoni distorti, il coro invece è evocato visivamente e sonoramente dai teli animati e dal suono amplificato dei ventilatori, mentre l’intreccio amoroso sarà rappresentato filmicamente negli schermi/parete in continuo movimento e animati dalle presenze in video dei protagonisti che cambieranno di volta in volta la prospettiva spaziale della scena.
Ci si immerge dunque in un universo in perenne divenire, quasi metafisico: un bosco sospeso nel tempo e nello spazio, proiettato nell’etere, che incanta scandendo le sequenze drammaturgiche con la potenza visiva delle sue ambientazioni e dei suoni evocativi. Al centro dell’intreccio c’è il rimpianto dell’Età dell’Oro: un luogo e un tempo mitico, nel quale l’uomo viveva libero da vincoli, godeva a pieno dei frutti della Natura e di Amore, animato unicamente dalla libertà e dall’istinto, senza leggi civili a impedire comportamenti “eccessivi”. Se piace è lecito, frase citata nel testo, esprime questo sentimento di libertà e pulsioni, ma descrive anche una chiave di lettura profonda del dramma pastorale. “Un mondo di mezzo, dove le leggi di Natura sono ancora più forti di quelle dettate dalla civiltà, dove le pulsioni istintuali sono tracciate nettamente, e dove Venere e Amore sono i più importanti tra gli dei, capaci di dare vita e morte ai propri sudditi – annotano Luca Brinchi e Daniele Spanò – All’interno di una cornice pastorale, bucolica, nell’amenità di un tempo perduto si intrecciano simmetricamente le storie degli adolescenti Silvia e Aminta, ancora incapaci di comprendere Amore: la prima lo rifiuta perché dedita a Diana, l’altro vuole possedere unicamente per il proprio bisogno. I percorsi dei due ragazzi si muovono specularmente ma in maniera inversa, accompagnati da chi ha già vissuto tempo dietro la stessa esperienza: i consiglieri Dafne e Tirsi, che azioneranno la macchina dell’intreccio amoroso, dando luogo ad azioni e reazioni da parte dei due giovani protetti. Lo sviluppo drammaturgico pone le basi sui violenti passaggi di un’educazione sentimentale per cui è necessario conoscere e riconoscere il potere di Amore l’uno nell’altra”.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 12 al 29 gennaio 2017
Biglietti: 10 € intero, 7 € ridotto
Orari spettacolo: tutte le sere ore 20.00
Durata spettacolo: 35 minuti

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


AMARE È SILENZIO
di Andrés Suriano
Regia di Annalisa Malizia e Andrés Suriano
Con
Andrés Suriano - Aureliano Potenti
Marco Palange - Giordano Potenti
Antonello Toti - Hein Moran
Martina Zuccarello - Martina De Dominicis
Marco Lo Chiatto - Lorenzo Carminati
David Mastinu - Kai Krissel

Lo spettacolo è incentrato sul rapporto fra due fratelli, fra i quali c'è un MURO, che vuole essere il simbolo dello storia; motivo per cui è ambientato a BERLINO. Uno dei fratelli è omosessuale, l'altro in teoria eterosessuale. Giordano, che viene lasciato dalla sua fidanzata, si trasferisce a Berlino ospite da suo fratello Aureliano, con l'intento di svagarsi e trascorrere un po' di tempo insieme al suo migliore amico Lorenzo, trasferitosi a Berlino anche lui. Giordano, molto abbattuto dopo la sua separazione cerca invano di trovare conforto nel fratello, il quale dimostra un certo disinteresse rispondendo con delle provocazioni alle sue continue richieste di aiuto.
Lo stato emotivo di Giordano peggiora nel momento in cui Lorenzo e Aureliano diventano amici, uniti da una grande passione in comune: LA POESIA.
Giordano si sente trascurato e tradito da Lorenzo, e a sua volta incompreso da Aureliano il quale si mostra ostile e distaccato.
Questa situazione crea un TRIANGOLO emotivo fra i tre personaggi principali.
Aureliano è omosessuale.
Lorenzo è eterosessuale ma "attratto" da Aureliano.
Giordano è omosessuale, ma non riesce ad accettarsi, ed è segretamente innamorato di Lorenzo, suo migliore amico.
Lo spettacolo affronta come tematica l'ambiguità e si muove su tre livelli che ad un certo punto si sovrappongono: L'eterosessualità, la bisessualità, e l'omosessualità. Queste definizioni scompaiono nel momento in cui l'amore vero, al di sopra di tutto, si impone su un muro che crolla in frantumi, quel MURO è il SILENZIO.
Andrés Suriano

TEATRO TORDINONA - Via degli Acquasparta, 16 – Roma
Dal 10 al 22 gennaio 2017
Dal martedì al sabato ore 21,00 - domenica ore 18,00

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


TERAPIA DI GRUPPO
di Christopher Durang
traduzione di Giovanni Lombardo Radice
con Annalisa di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Marco Simeoli,
Vittoria Carpia, Crescenza Guarnieri
regia di Stefano Messina
produzione Attori & Tecnici

Una commedia cinica e divertente che, attraverso i suoi personaggi complessi e irrisolti, racconta la nevrosi della società contemporanea e le piccole e grandi contraddizioni della vita quotidiana e del nostro rapporto con noi stessi e con gli altri.

Bruce, bisessuale represso, fidanzato con Bob, è intenzionato a farsi una famiglia “normale” e al suo annuncio matrimoniale risponde Prudence, una ragazza omofobica e sentimentalmente provata in cerca del principe azzurro. Le loro complesse personalità, refrattarie a ogni tipo di ascolto dell’altro, faranno del loro primo incontro un totale disastro. E a poco servirà cercare conforto nei loro rispettivi analisti: Stuart, macho libidinoso con cui Prudence ha avuto una “veloce” relazione, e la signora Wallace, che si dimentica le parole e si interfaccia con i suoi clienti con la consulenza di un “famoso” peluche. Lo spumeggiante girotondo di incontri e scontri, di ansie e nevrosi, illusioni e desideri che i personaggi si scambiano l’uno con l’altro, si chiude nella scena finale, dove tutti inevitabilmente, tra urla e sparatorie, finiranno per trovarsi e in qualche modo riconciliarsi.
Questa commedia, dove echeggiano i temi cari a Woody Allen, ci suggerisce che solo il gruppo può migliorare l’esistenza dell’individuo e soddisfarne bisogni biologici e psicologici, e che servirsi dell’umorismo rimane sempre uno dei migliori antidoti ai mali del mondo.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 12 al 29 gennaio 2017
(domenica ore 17.30, martedì 17 ore 19.00, mercoledì 18 ore 17.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


TANAQUILLA
La nobile Etrusca che fu regina di Roma
di e con Isabel Russinova
Regia Rodolfo Martinelli Carraresi
Scene e Costumi Wilma Lo Gatto
Light/designer R.M.C.
Musiche Antonio Nasca
Tratto dal volume “Reinas, storie di grandi donne” di Isabel Russinova (Edizioni Curcio)
con il Patrocinio
Accademia Tiberina
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma)
Museo Nazionale Etrusco Guarnacci (Volterra)
Festival Internazionale del Teatro Romano Volterra
MACT
E’ la prima volta, da “Il ratto di Lucrezia” di Shakespeare, che un’opera teatrale ha come protagonista un’eroina etrusca, Tanaquilla. Tanaquilla è stata la moglie di Lucumone il greco, meglio conosciuto come Tarquinio Prisco, che diventò il quinto re di Roma, così come lei aveva voluto e predetto. Etrusca, di nobile discendenza, appartenente ad una famiglia aristocratica di Tarquinia, Tanaquilla è tra le figure femminili più influenti nella storia politica romana. Sapeva leggere i segni, governare il destino, era bella, colta ed ambiziosa. Seppe e volle vivere all’ombra del marito, ma i suoi consigli e le sue azioni decretarono la fortuna della Città Eterna.
Il popolo acclamò Tarquinio Prisco e sotto il suo regno Roma divenne Grande, cominciò così l’ascesa dei Tarquini e Tanaquilla trasformò in realtà il suo sogno: un regno raffinato come Tarquinia, illuminato come Corinto e spietato come Roma.
Un racconto di tempi lontani, di 2500 anni fa, che attraverso Tanaquilla, futura regina di Roma, descrive personaggi, storie, popoli in cammino, sentimenti, ingiustizie, amore e odio, che meglio non potrebbero rappresentare il nostro tempo, pur nella terribile considerazione che l’uomo è condannato a ripetere sempre gli stessi errori.

TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) - Via F. Redi 1/a - 00161 Roma
Dal 13 al 22 gennaio 2017
Venerdì e Sabato alle ore 21,00 - Domenica alle ore 17,30

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 4402719 / 44248154
Sito web: www.teatroarcobaleno.it 


TUTTO PER LOLA
di Roberta Skerl
regia di Silvio Giordani
con Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri, Lucia Ricalzone, Monica Guazzini, Geremia Longobardo

La tragicomica storia di quattro ex prostitute “in pensione“ che, per colpa dei loro trascorsi lavorativi, vengono coinvolte in un giallo-rosa frizzante e dagli esiti imprevedibili.
È la tragicomica storia di quattro ex prostitute che, ritirate pensione“, vivono insieme in un villino liberty che un tempo era la Casa di appuntamenti dove svolgevano il mestiere.
Ora vi trascorrono una serena vecchiaia, fatta di passeggiate, peonie piantate in giardino e serate davanti; alla TV, fino a quando, un giorno, proprio sotto le finestre del loro villino, compare la giovane Lola, un’adolescente nigeriana costretta sul marciapiede da un connazionale, della quale cominciano a seguire le sorti.
Coinvolte per colpa dei loro trascorsi lavorativi in un giallo-rosa frizzante e dagli esiti imprevedibili, le quattro colleghe cercano di lottare contro un mondo che non cambia mai, offrendo al pubblico la possibilità di ridere sulle assurde disavventure che la vita, a volte, ci propone.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) - Roma
Dal 10 al 29 gennaio 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


Rita Forte e Pietro Longhi in
IL GUFO E LA GATTINA
di Bill Manhoff
regia Silvio Giordani
traduzione Lorenzo Gioielli
scene LolloZolloArt
costumi Alessandra La Mantia

Si lascia il “vecchio” e si inizia il nuovo anno con Rita Forte e Pietro Longhi che presentano la celebre commedia di Bill Manhoff per la regia di Silvio Giordani, Il Gufo E La Gattina: una straordinaria macchina per attori, una favola moderna basata su una comica astrazione.
Felix e Doris appartengono a due mondi diametralmente opposti, che si incontrano e inevitabilmente si scontrano. Felix è uno scrittore, ma per sopravvivere fa il commesso in un negozio di libri, lei cantante di piano bar e attricetta squillo con poco talento e scarsa cultura. Buttata fuori dal suo appartamento di notte dal proprietario, grazie alla denuncia di Felix, suo vicino che aveva notato uno “strano movimento” nella casa, Doris si presenta alla sua porta e gli piomba nell'appartamento con la valigia....
Un ménage comico a tratti surreale ed esilarante, una piéce divertente che affronta con delicatezza temi come il sesso, la solitudine e l'incomunicabilità, con ironia e divertimento.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c Roma
dal 29 dicembre 2016 al 22 gennaio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30, lunedì riposo. Martedì 17 gennaio ore 19, giovedì 19 gennaio ore 17 e ore 21.
Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.
31 dicembre speciale San Silvestro doppio spettacolo:
ore 20, euro 40- ore 23, euro 60
(durante l'intervallo brindisi con panettone e spumante)

Info e prenotazioni: Tel. 06-3223634
Sito Web: www.teatromanzoni.info


PUÒ SUCCEDERE DI TUTTO
di Fabio Gravina

Ogni giorno siamo tutti impegnati a fare progetti, dalle questioni d’amore alle nuove opportunità di lavoro, dalle mete per le vacanze ai sogni nel cassetto, ma nella vita proprio quando meno te lo aspetti “Può succedere di tutto”. Lo sa bene Fabio Gravina, autore dell’omonima commedia in due atti, che dal 16 dicembre al 29 gennaio sarà anche protagonista sul palco del teatro Prati insieme alla sua compagnia: Annachiara Mantovani, Federica Colucci, Gianni Franco, Bruno Governale, Patrizia Santamaria, Tito Manganelli. La storia ruota attorno alle vicende di una coppia ben assortita: Giuseppe, geometra romantico e fatalista, e Giuditta, casalinga razionale e concreta, che crescono la loro unica figlia, Lucia, con sacrifici e amore quando la “piccola” torna a casa incinta di un milanese benestante e... sposato! Cosa fare? Il geometra spera nell'eredità di una vecchia zia con cui potrebbe sanare i suoi (molti) debiti e pensare anche alla piccola di casa, che sogna invece ad occhi aperti.
Ma tanti altri personaggi intervengono a complicare una situazione già precaria: Nicola, un avvocato in subaffitto e semi alcolizzato; Antonio Caputo, un vedovo rancoroso e inquietante; due gemelli (Polifemo e Alicanto) che tutti preferiremmo avere come amici e non come nemici! E per ultima, non per importanza, la sprezzante Signora Giacovazzi da Milano. Una girandola di emozioni, sorrisi, gag e colpi di scena per l’ennesima grande prova di Gravina, che in questa occasione si interroga sull'importanza dei rapporti interumani e sul valore della vita in sé, rivelandosi ad un tempo sconcertante, attualissima e assolutamente originale. E a fine spettacolo un fuori programma per l’affezionato pubblico di questo storico teatro in via degli Scipioni: in vista delle festività natalizie e dell’imminente nuovo anno quale occasione migliorare per uno sguardo agli astri? Sarà proprio un esperto di astrologia a spiegare, segno per segno, cosa accadrà nel 2017…senza dimenticare che “Può succedere di tutto”!

TEATRO PRATI - Via degli Scipioni 98 Roma
dal 16 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017
Orario Spettacoli: dal Martedì al Venerdì: ore 21.00
Sabato: ore 17.30 e 21.00
Domenica e festivi: ore 17.30 (ultimo spettacolo della stagione domenica ore 18.00)
1°Giovedì di ogni spettacolo: anche ore 17.30
Biglietti: dal Martedì al Venerdì prezzo unico: 15 € Sabato spettacolo pomeridiano: 25 € Sabato spettacolo pomeridiano ridotto (under 12 - over 65): 20 € Sabato spettacolo serale e Domenica spettacolo pomeridiano: 25 €

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. 06-39740503
Sito web: www.teatroprati.it


RUMORS
di Neil Simon
regia di Flavio De Paola

Questa famosissima commedia scritta da Neil Simon sarà curata nei minimi dettagli dalla regia di Flavio De Paola che sarà anche attore, dirigendo un acclamatissimo cast artistico composto da Maria Cristina Gionta, Emiliano Ottaviani, Giuseppe Abramo, Alessia Di Fusco, Stefano Centore, Annamaria Fittipaldi, e Marina Pedinotti.
Rumors”, in inglese “pettegolezzi”, racconta la vicenda di quattro coppie della medio/alta borghesia, che si riuniscono a casa del vicesindaco di New York (Charley Brock) per festeggiare il decimo anniversario del suo matrimonio. I primi invitati che arrivano, un avvocato e la moglie, scoprono che è esploso un colpo di pistola. Il padrone di casa è chiuso in camera sua, perde sangue da un orecchio e forse ha tentato il suicidio, la moglie è scomparsa e così anche la servitù. Scatta subito un obbligo: non dire niente a nessuno per evitare gli scandali e soprattutto la perdita dei privilegi dovuti alla complice amicizia col vicesindaco. Così, in un incalzante ritmo condito da esilaranti equivoci, tra bugie, imbrogli ed invenzioni, la storia, o meglio la “farsa” come la definisce lo stesso autore, si dipana con toni ironici e paradossali fino ad arrivare alle sorprese conclusive.
“Ho scelto questa commedia – asserisce l’ormai noto direttore artistico Flavio De Paola – per essere in tema con l’attuale situazione in cui viviamo…siamo tutti circondati da “pettegolezzi”, ma allo stesso tempo ho deciso di mettere sul palcoscenico questo testo proprio per iniziare il nuovo anno con una sana risata e tanto divertimento”.

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe De Santis, 29 - Roma
dal 31 dicembre 2016 al 22 gennaio 2017

Info e Prenotazioni: Tel. 06-94376057
sito web: www.teatrodegliaudaci.it


LA LOCANDIERA
di Carlo Goldoni
regia di Franco Venturini
Compagnia/Produzione: Venturini- De Vita
Con Federica De Vita, Franco Venturini, Chiara Conti, Maurizio Venturini, Erica Cremenich, Diego Nangano

Un classico della drammaturgia italiana per la regia di Franco Venturini, con Federica De Vita splendida interprete di Mirandolina, l’astuta Locandiera. Un allestimento passionale e vivace.
Rappresentata la prima volta nel 1753, è tra le più riuscite commedie goldoniane, certo la più lineare e perfetta. Per molti, il suo capolavoro.

TEATRO FLAVIO - Via G. M. Crescimbeni, 19 - 00184 - Roma
dal 9 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017
(anche a Capodanno!)
venerdì e sabato ore 21:00 - domenica ore 17:30

Info e prenotazioni: tel. 06 70497905
Sito web: www.teatroflavio.it


MAGNAMOSE TUTTO!
Scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore
Martufello Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura
con Morgana Giovannetti

...e nel secondo tempo

“DONNE CHE AVETE INTELLETTO D’AMORE…”
con Valeria Marini e Pamela Prati

La nuova creatura teatrale del maestro Pingitore muove i passi dalla previsione di un grande veggente, il Mago Katsàr, secondo la quale nel giro di pochi giorni un enorme asteroide cadrà sull’Italia e distruggerà gran parte del Belpaese. Dopo il primo momento di disperazione, una furia godereccia si impadronisce di tutti gli italiani e un grido unanime si leva da tutta la Penisola: “Magnàmose tutto! Finche c’è ancora qualcosa che non si sia mangiato il Governo…”.
Vengono istituiti comitati di Godimento Pubblico. Renzi cerca di rassicurare gli elettori, ma oramai all’asteroide distruggitore è stato dato un nome che lo coinvolge: “Matteostar”.
A Roma la sindaca Raggi si aggira sperduta, interviene Grillo inferocito con Di Maio e Di Battista… Ma anche il Papa, Mattarella, la Merkel, e Trump e Hillary Clinton… Tutti vorrebbero additare una via di salvezza, ma la sorte ormai sembra segnata… E quindi a maggior ragione il popolo non ha che un pensiero: “Magnàmose tutto!”
Interpreti di questo nuovo esilarante ed acuto lavoro sono, come da tradizione, Martufello, Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.

Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati fortemente volute assieme da Pingitore per celebrare i 51 anni dalla nascita della Compagnia capitanata dal Maestro. Coadiuvate dal cast del primo tempo, Valeria e Pamela faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune Grandi Donne del passato più o meno prossimo.
In scena anche il corpo di ballo composto da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila De Giovanni, Federica Bastici.
Le musiche sono state curate da Piero e Francesco Pintucci, i costumi da Maurizio Tognalini, l’arredamento da Graziella Pera e le coreografie da Evelyn Hanack.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 5 febbraio 2017.

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Da venerdì 25 novembre 2016 a domenica 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com 

 

Articolo di: Isabella Polimanti

Riprendiamo, dopo la pausa natalizia, il consueto appuntamento con i consigli teatrali della rubrica SaltaInTeatro. Il nuovo anno si apre all’insegna di un’offerta teatrale molto varia, con spettacoli che lasceranno sicuramente un segno anche nello spettatore più esigente.

Periodo natalizio ricco di appuntamenti teatrali. Come nella tradizione ormai più che consolidata, sono molte le commedie in scena a Roma per allietare il periodo festivo. Serate speciali sono offerte dalla maggior parte dei teatri romani nella notte di S. Silvestro, con repliche dedicate e festeggiamenti in sala, in compagnia degli attori, per salutare con il brindisi di mezzanotte l’arrivo del nuovo anno. Una scelta, quella di festeggiare il Capodanno a Teatro, che tra i romani ha preso, ormai da qualche anno, ampia e piacevole consuetudine. Quale modo migliore di salutare il vecchio anno, e dare il benvenuto al nuovo, se non quello di farlo avvolti e immersi nella magia dell’atmosfera teatrale? Vediamo, allora, gli spettacoli in scena a Roma nel periodo natalizio in questa particolare edizione della nostra agenda teatrale versione “Christmas edition”.

Siamo giunti alla settimana che precede le festività natalizie ed il panorama teatrale romano offre, anche in questo periodo, una ricca varietà di spettacoli. Quale tradizione migliore se non quella di trascorrere qualche ora nella magia del teatro, che sia divertente o drammatico, che faccia sorridere o riflettere? O magari, entrambe le cose insieme! Ce n’è per tutti i gusti. Ed eccoci ai nostri consigli.

Con il consueto appuntamento della rubrica settimanale SaltaInTeatro andiamo a scoprire insieme tutto il meglio dello spettacolo romano in scena in questa settimana!

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